CHI ERA NICKY HAIDEN

Nicky Hayden 1981-2017

Nicholas Patrick “Nicky” Hayden il nome del motociclista americano vittima di questo tragico incidente era nato a Owensboro, sul fiume Ohio, nello stato del Kentuky nel 1981. Il suo nomero di gara era il 69, lo stesso che usava il padre.

Correva con il numero 69, lo stesso usato dal padre quando era in attività, dopo la vittoria del titolo mondiale di Moto GP nel 2006 corsa per la stagione seguente col numero 1 per poi tornare al numero storico.

 

Fin da bambino la sua passione furono le moto, corse nelle varie categorie minori scalando le categorie. Nel 2000, all’esordio nell’ AMA Superbike ottiene subito un secondo posto nella classifica finale con soli 5 punti di distacco da Mat Mladin nel 2002 conquista il campionato diventando il più giovane campione della storia  ottenendo 9 successi. Fa il suo esordio nella Moto GP nel 2003 come compagno di team di Valentino Rossi ottenendo due terzi posti (Pacifico e Australia) e terminando la stagione al 5º posto con 130 punti.

Nel 2006 diventa campione del Mondo davanti a Valentino, gli anni successivi non saranno molto fortunati per il campione del Kentuky ma nonostante tutto riesce a mantenere un buon livello di prestazioni e posizioni in classifica. Nel 2009 passa alla Ducati dove come compagno ritrova nel 2011 ancora Rossi per coi correre con Andrea Dovizioso .

Aveva due fratelli, uno più piccolo ed uno più grande, rispettivamente Roger Lee Hayden e Tommy Hayden, entrambi piloti professionisti, e due sorelle, una più grande Jenny ed una più piccola Kathleen.

Nicky Hayden morto

Nicky Hayden (1981-2017)

Nicky Hayden ha perso la sua corsa per la vita, da subito apparsa dura, difficile quasi impossibile dopo l’incidente di mercoledi scorso.

Il pilota del Kentuky di Superbike, 36 anni, è morto questo pomeriggio all’Ospedale Bufalini di Cesena, dov’era arrivato con l’eliosoccorso da Rimini visto la serietà delle sue condizioni. L’ospedale di Cesena ha comunicato la notizia poco dopo le 17 ore italiana.

Haydem è stato investito da un’auto mentre in solitaria si stava allenando in quel di Misano Adriatico, travolto da una Peugeot 206 guidata da un trent’enne ora indagato. Le immagini che riprendono l’incidente, registrate dalle telecamere di sorveglianza di una abitazione privata, sono state acquisite dal PM, pare che lo statunitense non abbia rispettato uno stop per poi essere travolto ma al momento sono solo SUPPOSIZIONI.

La bici del centauro della Superbike è sbalzata a diversi metri di distanza spezzandosi in due e il parabrezza dell’auto è andato in frantumi.S

 

Bob Jungels vince la tappa di Bergamo al Giro d’Italia

Jungels festeggia a Bergamo

Bob Jungels (Quick-Step Floors) conquista l’arrivo di Bergamo davanti a Nairo Quintana (Movistar) e Thibaut Pinot (FDJ).  Il lussemburghese aveva attaccato sullo strappo che porta a Bergamo Alta, mentre nella discesa ci ha provato Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), e per un attimo la maglia rosa Tom Dumoulin (Sunweb) ha sofferto ma poi è rientrata senza alcun problema.

Tappa spettacolare e durissima segnata da tanti tentativi di fuga e percorsa a medie davvero estreme (medie sopra i 50km orari) da la brutta caduta di Tanel Kangert per cui si sospetta la frattura di un gomito.

Tom Dumoulin resta maglia rosa, il secondo è Nairo Quintana che grazie all’abbuono per il secondo posto rosicchia sei secondi all’olandese. 2’41” tra i due ora; Pinot è terzo a 3’21”, Nibali quarto a 3’40”, Zakarin quinto a 4’24”, seguono Mollema a 4’32”, Pozzovivo a 4’59”, Jungels a 5’18”, Andrey Amador (Movistar) a 6’01” e Kruijswijk a 7’03”.

 

Edvald Boasson Hagen domina al Tour of Norway

Boasson Hagen conquista il Giro di Norvegia

Che giornata per Edvald Boasson Hagen, nel finale della quinta ed ultima tappa del Tour of Norway il padrone di casa è caduto a circa 12 km dall’arrivo molto sportivamente il gruppo ed in particolare Simon Gerrans, ha fatto rallentare il gruppo favorendo il rientro del norvegese.

Nell’ultima salitella ha provato ad allungare Sander Armée  ma senza esito tanto che la tappa si è decisa in volata e il buon Edvald non si è fatto mancare l’0ccasione per dominare la volata. La cosa particolare è che il norvegese ha avuto la meglio proprio su quel Simon Gerrans che lo aveva atteso dopo la caduta. Completa il podio di giornata il belga Tosh Van der Sande (Lotto Soudal).

Ancor più incredibile è che grazie all’abbuono Edvald Boasson Hagen conquista la corsa proprio davanti a (si sempre lui!)  Simon Gerrans. Il gesto nobile del passato vincitore di Sanremo e Liegi ha così regalato all’atleta del Team Dimension Datala terza affermazione nella corsa di casa in sette edizioni.

 

Recensione: Il Giro d’Italia in 100 imprese

"Il Giro d'Italia in 100 imprese"

La copertina del Libro

E’ con piacere che presentiamo il libro “Il Giro d’Italia in 100 imprese” scritto da Fabio Panchetti (già commentatore di ciclismo per Eurosport) ed edito da Gremese Editore, casa editrice di Roma fondata nel 1977.

Il libro è un vero e proprio viaggio nel tempo e nel Giro d’Italia, un vademecum delle più belle azioni e storie di questi cento anni di Giro d’Italia. Dalle pagine traspira la passione di Panchetti per le due ruote, si respirano le vicende umane e le sfide che i corridori hanno affrontato in questi primi cento anni di storia rosa.

Cento storie che creano un vademecum storico e un simpatico ricordo dei momenti che hanno caratterizzato la corsa rosa e la vita di chi ha corso le varie tappe o semplicemente ha assistito dal vivo o dalla TV i magici momenti descritti dell’autore.

Ma “Il Giro d’Italia in 100 imprese” non è solamente un libro, è qualcosa di più, è un’esperimento interattivo di grande valore. La casa editrice, infatti, grazie alla collaborazione con Clip Case ha studiato una applicazione che consente di visualizzare decine e decine di filmati che consente al lettore di provare un’esperienza di lettura più coinvolgente e aumentata nella resa emotiva.

 

Intervista a Dalia Muccioli

Il sorriso di Dalia Muccioli

Ospitiamo Dalia Muccioli, di Cesenatico (una città che non ha bisogno di commenti per cosa rappresenta per il ciclismo in quanto terra natale di tale Marco Pantani). Dalia, classe 1993, è in forza al Team Valcar – PBM nel  2013 si è laureata campionessa Italiana Elita in linea.

 

Ciao Dalia grazie per aver accettato la nostra intervista, raccontaci un po come è nata la tua passione per il ciclismo?

 

Grazie a voi per la gentilezza, guarda, ti devo dire che ho scelto il ciclismo due due motivi. Anzitutto fin da piccola andare in bicicletta era puro divertimento, un modo per passare il tempo assieme ai miei amici e poi le due ruote erano la vera passione di famiglia, non potevo che innamorarmene anche io.

 

Vai in bicicletta fin da piccola e hai fatto molte esperienze, quali valori ti ha trasmesso questo sport?

Sicuramente il ciclismo, ma credo lo sport in generale, mi ha trasmesso davvero tanti, tanti valori, ma direi che soprattutto mi ha aiutato a comprendere che senza sacrificio non si ottiene nulla, nello sport ma anche nella vita di tutti giorni. Il ciclismo mi ha insegnato che in tutte le cose bisogna sempre metterci passione, sacrificio, costanza e poi i risultati arrivano e gli obiettivi si raggiungono. Nel ciclismo e nella vita non bisogna mai mollare ma lottare sempre fino all’ultimo.

Verissimo quello che dici ma ciclismo vuol dire sacrificio, in sella e giù dalla sella, perché una ragazza dovrebbe seguire le tue orme e puntare al ciclismo come sport?

Ti devo dire che, effettivamente, per noi ragazze non è facile come sport, il ciclismo ti porta lontano da casa per molti periodi dell’anno, i sacrifici sono davvero tanti sotto ogni punto di vista . Ma è anche vero che il sacrificio se fatto con passione diventa divertimento e quindi tutto può essere e sembrare più facile quindi credo possa essere un bel modo di formare il carattere di una ragazza

Dalia vince al Giro di Campania

Al Giro di Campania hai appena conquistato una meravigliosa tappa, ci racconti che “tipo” di ciclista sei?

Vuoi sapere  “che tipo sono”? Guarda, se devo essere sincera, se mi sento in forma, mi diverte molto affrontare le salite. Cerco sempre di farla diventare mia alleata, ma è altrettanto vero che durante una stagione ci sono momenti in cui non sei al top, a quel punto la combatto come una vera nemica. Ecco che tipo sono.

Hai qualche campione o campionessa del ciclismo a cui ti ispiri?

Devo dire che ho sempre tifato  per Alberto Contador. Lo spagnolo è davvero un grandissimo scalatore, mi affascina guardarlo in TV quando si alza sui pedali e scatta in salita è davvero un spettacolo di classe e potenza.

Tanta passione per il ciclismo nella tua vita ma ami seguire qualche altro sport?

Sinceramente non posso dire di seguire altri sport con la stessa passione del ciclismo, quello sarebbe impossibile ma ammetto che mi piacciono gli  altri sport. In particolare mi piace molto guardare l’atletica in TV quando fanno i campionati europei o mondiali si mettono in mostra degli atleti straordinari.

Oltre allo sport cosa ami fare nel tuo, immagino poco, tempo libero?

In effetti il tempo libero è sempre poco ma non mi lamento, anzi! Pero negli atti liberi mi piace rilassarmi sul divano e guardare film staccare un po la spina ma se devo essere veramente sincera mi rilasso molto anche con lo shopping , anzi forse ancor di più!

Hai passione per la musica? La ascolti spesso?

Si adoro la musica, un po tutti i generi ma in particolare adoro ascoltare quella che mi carica, magari prima di una corsa mi sembra poi di rendere di più-

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh facile, a fine giugno inizia il Giro d’Italia Rosa e mi piacerebbe far bene in qualche tappa o per lo meno farmi vedere, mettermi in mostra.

E dopo gli obiettivi professionali, quelli personali. Come ti vedi tra vent’anni?

La prima cosa che mi viene in mente sentendo questa domanda è: mi vedo come una mamma con due o tre figli, io adoro i bambini!

 

Tour of Albania: vince Pierpaolo Ficara

Ficara vince al Tour of Albania

Una bella notizia arriva dal Tour of Albania in cui si è imposto, nella prima tappa, Pierpaolo Ficara.  l’atleta della Amore & Vita-Selle SMP poco più che un anno fa, durante la Philadelphia International Cycling Classic, era stato investito da un’autovettura, subendo diverse fratture e restando a rischio di prosecuzione della carriera.

Il siciliano si è invece prontamente ripreso e già lo scorso aprile in Eritrea ha saputo vincere al Fenkil Northern Red Sea Challenge e ieri ha bissato al Giro di Albania. Nella Tirana-Korce di 166.6 km il ventiseienne ha avuto la meglio in uno sprint mozzagiato su Matteo Rabottini (Meridiana Kamen). La giornata è stata colorata tricolore in quanto il terzo posto è andato a Francesco Manuel Bongiorno e il quarto siciliano Michele Gazzara della Sangemini-MG.KVis.

 

Bennett vince il Tour of California

Bennett vincitore del Tour of California

E’ stata tutt’altro che una kermesse, l’ultima tappa del Tour of California. La tappa da Mountain High a Pasadena presentava tre salite che hanno spinto diversi uomini di classifica ad attaccare lungo i 125km della frazione. L’azione che si è rivelata vincente è partita sulla prima salita di Mt.Emma Road in cui è partito Evan Huffman, che poi ha vinto la tappa, assieme a Rob Britton, Sep Kuss, David Lopez Garcia (Sky), Nicolas Edet (Cofidis) e Lachlan Morton (Dimension Data).

Ci sono stati diversi attacchi, anche degli uomini di classifica tra cui non si sono risparmiati Rafal Majka e Andrew Talansky.

Il gruppo dei fuggitivi è arrivato all’arrivo e il più rapido è stato Huffman mentre il gruppo principale è arrivato a 22″, regolato da un Peter Sagan (Bora) per niente sofferente su salite e cambi di ritmo, settimo un bravo Matteo Trentin (Quick Step).

La generale resta immutata e vede George Bennett imporsi con 35″ su Majka, 36″ su Talansky, 45″

 

Team Sky nuova maglia per il Tour

Team Sky

Il team Sky

Secondo alcune indiscrezioni raccolte Cyclingnews il Team Sky potrebbe utilizzare una nuova maglia al prossimo Tour de France. La squadra inglese dovrebbe infatti presentarsi al via della Grande Boucle con una maglia, disegnata da Castelli, che per l’occasione non sarà nera. La nuova divisa dovrebbe mantenere lo stesso disegno della maglia attuale ma sostituendo il “classico” colore nero con il bianco. Già per il Tour del 2011 la squadra di Froome sfoggiò una maglia particolare che sostituiva il blu della fascia centrale con il verde, stiamo a vedere.

 

Dumoulin padrone di Oropa!

Tom Domoulin re ad Oropa

Tom Dumoulin

Il Giro d’Italia 2017 sembra essere nelle solide mani di Tom Dumoulin. che dopo aver dominato la cronometro individuale assesta un colpo perfetto nella salita verso Oropa.

La maglia rosa ha affrontato la salita verso il Santuario con il suo passo senza rispondere agli attacchi di uno scatenato  Nairo Quintana (Movistar) e proprio salendo col suo ritmo è riuscito a riprendere il colombiano che aveva scavato un leggeto soldo a colpi di scatti sui pedali.

Dopo averlo raggiunto e guardato, l’olandese si è preso il lusso di staccare lo scalatore  nell’ultimo chilometro, conquistando la sua seconda tappa in questo Giro. Alle spalle del capitano del Team Sunweb, ad una manciata di secondi chiudono Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e Mikel Landa (Sky), con il colombiano che perde così anche gli abbuoni. Perdono terreno invece Thibaut Pinot (FDJ), quinto a 35″, e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), settimo a 43″.

Con la vittoria di tappa e, di conseguenza, del GPM finale Dumoulin si aggiudica anche la maglia di leader della montagna.

Sono felicissimo, è incredibile e sorprendente – commenta dopo il traguardo l’olandese – Oggi stavo davvero benissimo, ma onestamente non pensavo potesse andare così bene. Ero sicuro che Quintana avrebbe attaccato e sognavo di contrattaccare, ma non credevo di farlo così e sicuramente non mi immaginavo di poter conquistare la tappa. Quando  Nairo è partito sono andato subito in difficoltà, non potevo seguirlo e sono salito con il mio ritmo. Poi gli sono arrivato sempre più vicino ed è finita alla grande”