Mikel Landa firma con la Movistar!

Mikel Landa firma un biennale con la Movistar

Mikel Landa firma

Mikel Landa

Mikel Landa firma con la Movistar, ora la notizia è ufficiale. Già da un po’ di settimane i sussurri portavano a pensare che il rapporto tra l’atleta iberico e il suo team, la Sky, fosse ormai giunto agli sgoccioli. Le indiscrezioni di mercato che giravano in attesa di conferme parlavano di un forte avvicinamento di Mikel con la Movistar (che sta valutando come procedere con Quintana). Oggi finalmente è arrivata l’ufficializzazione: la Movistar infatti ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Mikel Landa.

«Per noi è una gran notizia – ha dichiarato il team spagnolo di Eusebio Unzué– perché per l’età e per ciò che sta dimostrando, Landa è il corridore chiamato a guidare il ciclismo spagnolo durante i prossimi anni, siamo onorati del fatto che abbia accettato la nostra proposta».

Mikel Landa  ha mosso i primi passi come professionista vestendo la maglia del Team Euskatel per poi passare alla corte di Alexander Vinokourov alla Astana fino al passaggio nel Team Sky. Già in maglia Astana il buon Mikel aveva dimostrato di poter essere un uomo per le corse a tappe ed un leader di squadra poi il passaggio alla corte di Froome aveva un po’ offuscato la leadership dell’iberico ma le recenti prove al Giro, al Tour e alla recente Vuelta Burgo brillantemente conquistata hanno spinto Landa a valutare il ruolo da prima punta offerta da Unzue e la sua Movistar.

 

 

Elena Novikova intervistata in esclusiva

Elena Novikova ospite per una intervista con la redazione

Elena Novikova

Elena Novikova

Elena Novikova, campionessa europea di ciclismo endurance Mtb che a settembre proverà il record mondiale sulla distanza nelle 24 ore, si racconta alla nostra redazione. Bella e fortissima la Novikova è testimonial di molti noti brand a livello mondiale. Cresciuta in Ucraina ma da anni residente in Italia, Elena tesserata per il Team Giusta Pro Record Servetto proverà a stabilire il nuovo record  al velodromo “Fassa Bortolo” di Montichiari, intanto ci racconta di lei in questa bella intervista.

Ciao Elena e grazie per aver accettato il nostro invito, ci racconti come è nata la tua passione per la bicicletta e per la MTB?

Quando ero bambina a 5 anni mia mamma mi comprò una bellissima bicicletta, ricordo il giorno un cui me la regalò, non scesi un attimo dal sellino. Poi il giorno seguente qualcuno me la rubò ma mia madre per non farmi intristire non mi raccontò come erano andate le cose. Quella bici “scomparsa” non la dimenticherò mai. Ho, quindi,  mantenuto il sogno di poterne avere una da grande cosi quando ho avuto la possibilità di comprarne una tutta mia ci sono salita e da allora non riesco più a vivere senza pedalare. Ho scelto la MTB perché offre più opportunità per poter partecipare alle gare.

Come è nata la tua passione per la gare Endurance?

Direi che era nel mio destino, una volta alcuni miei amici mi hanno proposto di prendere parte ad una staffetta di 24 ore, loro erano tre ragazzi e per la categoria in cui erano iscritti era indispensabile la presenza di una ragazza. Non ci ho pensato un secondo, ho detto subito sì. Il giorno della partenza ero tutta carica e desiderosa di ben figurare, arrivo alla partenza e mi dicono “scusa ma abbiamo trovato una ragazza più forte di te” mi sono quindi trovata senza team all’ultimo secondo. Sapete cosa ho fatto? Sono andata al banco delle registrazioni e mi sono iscritta alla gara ma nella categoria “solo” invece che staffetta. Non amo rinunciare alle cose e penso che l’essere “scartata” quel giorno sia stata la mia fortuna, da allora inizia la mia storia con le gare Endurance.

Sei pluricampionessa mondiale, c’è qualche gara che ricordi con più piacere?

Come ti dicevo io vivo per pedalare e prendere parte a gare e competizioni,  se devo dirti una gara sicuramente l’Ironbike, credo sia la gara più dura che ho provato è divertentissima. Conosci tanta gente e condividi la fatica con loro.

Lo scorso anno ha vinto la “24h of Finale Ligure” come prepari una gara del genere?

Elena Novikova

Elena Novikova

Se devo essere sincera, ammetto che non sono molto seria nella preparazione delle corse di Endurance. Non faccio allenamenti particolari, spesso mi trovo a preparare le corse troppo tardi che se da un lato è un male dall’altro mi aiuta a non caricarmi di stress pre-gara. Comunque io penso che la cosa che conta di più in una gara di 24 ore è la condizione mentale e quella o ce l’hai o non ce l’hai, è difficile se non impossibile da allenare.

Da un po’ di anni vivi in Italia, come si trova Elena Novikova nel nostro paese?

Quando sono partita dal mio paese e sono arrivata in Italia non pensavo di fermarmi a lungo qui. La mia idea iniziale era quella di trasferirmi in Belgio, poi ho scoperto quanto è bella e piacevole la vostra terra ed è diventata casa mia. Ho scoperto come la gente italiana e la sua mentalità mi faccia sentire a mio agio, adoro vivere in Italia, me ne sono davvero innamorata.

Come trascorri il tuo tempo libero?

Io sono una ragazza che ha sempre studiato e amato l’economia, discutere si idee di business con amici o studiare la possibilità di far partire qualche start-up innovativa mi piace veramente molto. Ho delle esperienze pregresse nella creazione di nuove aziende è una cosa che adoro.

Ascolti musica quando ti alleni e se si cosa?

Quando esco in MTB se le zone sono piacevoli e rilassanti non metto mai la musica, mi piace ascoltare il suono della natura, mi rilassa e mi toglie ogni pensiero. Se invece mi trovo ad allenarmi in zone rumorose allora opto per le cuffiette e la musica ma tendenzialmente non voglio suoni diversi da quelli del paesaggio.

Hai qualche campione o campionessa che ti ha ispirata?

Sinceramente no, credo che l’ispirazione principale sia il proprio miglioramento quotidiano senza dover aver per forza un modello da imitare.

A settembre Elena Novikova proverà a fare il record del mondo di distanza sulle 24 ore. Come stai preparando la prova e che sensazioni hai?

Non è la prima volta in carriera che mi sento pronta per provare un record del genere ma non siamo mai riusciti ad organizzare l’evento. Quest’anno, invece, si sono create le condizioni ideali tra cui l’adesione di alcune aziende come  Servetto Giusta, Mopar, Adisco, Banca d’Alba Racer e altri, che hanno dato il loro supporto per tentare questa grande avventura.

Ho trovato il coach Fabrizio Tacchino pronto a seguirmi ma purtroppo sono stata vittima di un infortunio e sono stata operata circa due mesi fa. Non voglio però rinunciare a questa impresa, mi resta un mese per prepararmi e voglio riuscire. So che non potrò essere al 100%, manca troppo poco al 16 settembre ma per nessun motivo voglio cancellare quell’impegno.
Sarà una prova durissima ma voglio provare a entrare nella storia del ciclismo, non sarà facile riuscirsi al primo tentativo ma sarebbe super riuscirci, io ci credo.

Quali sono prossimi obiettivi di Elena Novikova?

Ovviamente in questo momento la mia testa è focalizzata sul record anche per ripagare tutti quelli che mi stanno aiutando a provare questa impresa. Sono davvero grata a tutti quelli che mi stanno vicino e che mi hanno dato l’opportunità di poter salire su una bicicletta da cronometro per la prima volta nella mia vita. Dopo il tentativo di record il mio obiettivo sarà proseguire con gli allenamenti e sfruttare l’esperienza del record nelle gare future. Ho voglia di migliorarmi a cronometro cosi da crescere nelle gare su strada e nel Triathlon.
Ho l’energia per provare ancora tantissime corse e discipline, non mi pongo limiti se una cosa mi piace mi dci butto!

 

Rinaldo Nocentini e lo strano caso del controllo antidoping

Rinaldo Nocentini, antidoping con provetta in “omaggio”

Rinaldo Nocentini

La seconda provetta di Nocentini

Rinaldo Nocentini è stato, suo malgrado, protagonista di un anomalo controllo antidoping durante il recente Tour del Portogallo, è lo stesso ciclista aretino ad aver reso noto la singolare vicenda.
Il corridore aretino, alla soglia dei 40 anni, che vive un ottimo periodo, terzo al campionato italiano, secondo in classifica alla corsa a tappe portoghese, è stato sottoposto a un classico controllo antidoping e fin qui nulla di strano per i ciclisti professionisti che sono abituati a continui controlli.

Due funzionari si sono presentati nell’hotel di Nocentini alle sette e mezza della mattina per procedere al controllo delle urine e del sangue. Il prelievo delle urine è andato come da routine, nessun intoppo e la provetta presa, registrata e conservata dai due addetti. Inizia poi il prelievo del sangue, oltre a qualche lieve problema nell’eseguire la puntura ecco l’incredibile: viene prelevato il sangue, riempite due provette e, ad un certo punto, uno dei due guarda Rinaldo, gli consegna una provetta e dice: “tienila è tua noi non sappiamo dove metterla”.

Incredulo l’aretino all’inizio ha pensato ad uno scherzo visto che in 20 anni di carriera mai aveva assistito ad un simile episodio, dopo il verbale dell’avvenuto prelievo Rinaldo Nocentini ha fatto una foto alla provetta e l’ha postata sui social.

Rinaldo Nocentini: antidoping controllo nullo

Secondo i termini di regolamento, il controllo antidoping a cui è stato sottoposto Rinaldo Nocentini, è a tutti gli effetti nulla in quanto non è presente un “campione B”. Tutti gli esami anti-doping, compresi quelli per il “passaporto biologico” devono essere accompagnati da un secondo campione per le contro-analisi. Attendiamo la posizione della CADF (l’agenzia che gestisce tutti i controlli del ciclismo) circa questo strano e anomalo episodio.

Rinaldo Nocentini: il commento sui social

«Controllo antidoping, mi tolgono 2 provette di sangue, ma la seconda non sanno dove metterla e me la regalano… È la prima volta che mi capita in 20 anni di professionismo…».

 

 

Louis Meintjes firma per la Dimension Data

Louis Meintjes firma dal 1° gennaio 2018 per la squadra Sud Africana

Louis Meintjes firma

Louis Meintjes

Louis Meintjes firma per il Team Dimension Data, per il corridore della UAE-Emirates si tratta di un “ritorno a casa” in quanto il forte corridore sudafricano aveva militato nell’allora MTN-Qhubeka dal 2013 al 2015 e proprio nel team africano di Douglas Ryder aveva messo in mostra le proprie qualità prima di approdare alla Lampre e quindi alla UAE.

Louis Meintjes, che ha solo 25 anni, è reduce da buone stagioni però senza vittorie ma si è ben evidenziato conquistando due ottavi posti nella classifica finale del Tour de France sfiorando entrambe le volte la maglia bianca  di miglior giovane della corsa.

“Sono felicissimo di tornare a casa – ha commentato Louis Meintjes – posso dire che è stata una decisione quasi semplice da prendere. Far parte di questo team non vuol dire solo correre per vincere ma anche farlo per una importantissima causa. Negli ultimi due anni ho accumulato una esperienza importante in una squadra europea e spero che questo possa contribuire a portare successi alla squadra. Il mio grazie va a  Doug Ryder per aver creduto in me, il nostro obiettivo è portare l’Africa sul gradino più alto del podio!”

 

Giulia Nanni intervista esclusiva per Ciclonews

Giulia Nanni intervistata in esclusiva dalla nostra redazione

Giulia Nanni

Giulia Nanni in divisa

Giulia Nanni ex ciclista del Team Be Pink, un vero talento che però ha avuto qualche problema fisico che l’ha costretta ad abbandonare, circa cinque mesi fa, le due ruote ci racconta del suo amore infinito per la bicicletta.

Ciao Giulia, grazie per aver accettato l’intervista so che l’aver abbandonato le due ruote brucia ancora un po’, ci racconti come è nato il tuo amore per la bicicletta.

Grazie a voi per ospitarmi sul vostro sito, si hai ragione la bicicletta e il suo mondo mi mancano ancora un bel po’. Ho scelto il ciclismo perché il mio babbo era un grandissimo appassionato delle due ruote. Mia sorella maggiore si era già avvicinata al mondo delle corse qualche anno prima così per seguire le loro orme ho iniziato a correre ed è stato un vero amore.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è sempre stato al centro della mia giornata ma ancor di più della mia vita. Era un qualcosa irrinunciabile, spesso dicevo tanti “No” per andare a ballare o alle feste degli amici. Devo dire che il rinunciare a queste cose  non mi è mai assolutamente pesato; avevo degli obiettivi per i quali ero disposta a rinunciare a tutto il resto e sono contenta delle scelte che ho fatto.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo è stato il mio maestro, di sport e di vita; grazie alle due ruote ho avuto una crescita esponenziale come persona. La bicicletta ti tiene fuori dai giri più brutti che un adolescente può intraprendere negli anni dell’adolescenza magari anche solo per sentirsi più grande.

In quei momenti cominci a capire cosa sia veramente importante per te stessa, inizi a crescere piano piano e ad arrangiarti delle tue cose senza avere il bisogno di consultare i tuoi genitori. Inizi a capire cosa vuol dire l’indipendenza

C’è un momento della carriera di Giulia Nanni che ricordi con più piacere?

La cosa che ricordo con più piacere in realtà è TUTTO quello che ho vissuto. A partire dalle trasferte in auto interminabili, ai viaggi in giro per il mondo. Adoro tutto quello che ho vissuto dalle vittorie alle sconfitte. Dagli abbracci delle compagnie agli incitamenti dell’allenatore.

Giulia Nanni e i tatoo, ne hai molti, mi ha colpito quello della foto, mi racconti qualcosa di quel tatuaggio?

Giulia Nanni

Il tatuaggio di Giulia

Dunque il tatuaggio della foto è quello che ho fatto quando la mia vita in un certo sento si è trasformata. Credo nella parità dei sessi, e in tutto quello che consiste l’amore. Per me l’amore non ha sesso, nè età e nessuno devi privarsi di un qualcosa che possa portare alla sua felicità. E se anche dovesse andare male non sarà mai una perdita perché comunque tutto ti lascia un segno e sarà sempre un qualcosa che porterai dentro

 

Cosa ama fare Giulia Nanni nel tempo libero?

Nel mio tempo libero mi dedico alle amicizie fuori dal ciclismo. Oppure alla mia famiglia e ad aiutare in casa! Non mi è mai piaciuto andare a ballare anche perché sarei un palo della luce

Ti piace la musica, cosa ascolti?

Come musica preferisco le canzoni con un vero significato, che mi trasmettano emozioni vere, specialmente italiane o inglesi. I miei cantanti preferiti sono Nek e Renga

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Ho sempre ammirato Elisa Longo Borghini, una grande campionessa che ha saputo restare sempre molto umile. La sua tenacia, dedizione, e classe sono il classico emblema del ciclismo e di come una ciclista o un ciclista dovrebbe essere.

Giulia Nanni

La bella Giulia Nanni nella vita quotidiana

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Sono sempre stata un po’ “maschiaccio”. Ero e sono legata al Rugby perché la mia migliore amica lo pratica, ed anche in quello sport bisogna avere tanto coraggio e essere disposti alla fatica e al sudore. In certi campi si rispecchia molto al ciclismo

Hai dovuto abbandonare le due ruote con tanto dolore ma hai saputo rialzare la testa di fronte a questa avversità. Raccontaci questo passaggio.

Ho smesso col ciclismo solo per motivi di salute. Se non fosse successo niente non avrei MAI E POI MAI smesso così presto. È tutta un’altra vita. Abituarsi non è affatto facile, però ho intrapreso un lavoro che mi stimola e a contatto con la gente, cosa che accadeva anche nel ciclismo. Ammetto che il ciclismo mi manca, perché se non è un qualcosa che avevo programmato, smettere è stato un duro colpo. Avevo fatto tutta la preparazione, e stava per iniziare il bello, le gare. Il mio corpo ha detto “stop” è molto spesso penso che il corpo dia dei segnali e io ho voluto ascoltarli. Le emozioni che mi ha dato il ciclismo sono uniche e non penso che potrò vivere altre gioie come quelle ma sono pronta a vivere la mia vita sempre col sorriso sul viso.

 

 

 

 

Nicola Conci vince al Gp Sportivi di Poggiana

Nicola Conci vince la nota corsa trevigiana

Nicola Conci

Nicola Conci

Nicola Conci vince nella 42ª edizione del GP Sportivi di Poggiana disputato oggi sulle strade del Trevigiano. Dopo una partenza controllata la corsa si infiamma sul secondo passaggio al Gpm di Cavaso del Tomba a circa 65 km dalla conclusione, partono Andrea Cacciotti, Nicola Conci, Matteo Fabbro, Artem Nych e Alexander Vlasov.

C’è armonia nei fuggitivi che transitando ai meno 45 km, nella terza ascesa di Cavaso del Tomba, con 2’10” sul plotone dal quale vanno all’attacco Filippo Rocchetti e Michael Storer. L’australiano Storer  stacca Rocchetti e prova in tutti i modi a ricongiungersi con la testa della corsa, riuscendo a raggiungere la testa ai meno 8 km. Dietro il gruppo tirato dal Team Colpack, insegue a 1’50” senza riuscire a ricucire lo strappo, inevitabile è l’arrivo in volata.

Ad avere la meglio è Nicola Conci; per il ventenne trentino della Zalf si tratta del secondo successo stagionale, dopo il Trofeo Città di San Vendemiano, alle sue spalle un incredibile Storer autore di un grande inseguimento e comunque brillante sul traguardo. Terzo gradino del podio per Artem Nych, quarto Alexander Vlasov, quinto Matteo Fabbro e sesto Andrea Cacciotti.

 

Manuel Senni vince la Colorado Classic 2017

Manuel Senni vince alla Colorado Classic 2017

Manuel Senni

Manuel Senni vince il Colorado Classic

Manuel Senni fa sua la Colorado Classic 2017, gara a tappa statunitense. Tanta soddisfazione per il giovane italiano che conquista la sua prima vittoria da professionista conservando la maglia di leader nell’ultima tappa, conclusa con una volata vincente di Mikhail Raim.

La corsa, nota fino allo scorso anno con il  nome di Usa Pro Challenge, si è conclusa a Denver, appunto in Colorado. L’ultima tappa è stata caratterizzata dalla fuga di: Antonio Molina Canet (Caja Rural – RGA Seguros), Fabio Calabria (Tem Novo Nordisk), Ruben Companioni (Holowesko Citadel) e Christopher Blevins (Axeon Hagens Berman).

La fuga viene lentamente riassorbita dal gruppo, a nulla serve il tentativo di allungo di Companioni e Molina e a la volata è inevitabile. A spuntarla è l’estone Mikhail Reim, alla sua terza vittoria stagionale dopo. Nel disputare lo sprint l’atleta dell’est Europa taglia  la traiettoria del nostro  Marco Canola, che non esita a polemizzare con il vincitore per avergli impedito di giocarsi il successo.

La festa più grande però è quella di Manuel Senni che si appresta ad approdare alla corte di Reverberi, occasione sicuramente ghiotta per mettere a frutto il lavoro fatto alla BMC e che già comincia a premiare.

 

Luciano Berruti muore in bicicletta a 74 anni

Luciano Berruti muore mentre pedala nel suo entroterra ligure

Luciano Berruti muore

Luciano Berruti

Luciano Berruti muore a 74 anni, ci lascia facendo la cosa che più amava: pedalare con la sua bicicletta sulle strade dell’entroterra ligure. Non è un noto corridore, non è un ex indimenticato ma nel mondo dei cicloappassionati il suo è il nome più noto; in pochi al mondo possono vantare lo stesso amore per la bicicletta di Luciano Berruti.

Era in sella alla sua amata bici sulla strada provinciale 15 che collega Bormida a Carcare, quando è stato colpito da un malore che gli è stato fatale. Il corpo di Berruti è stato trovato da alcuni automobilisti che hanno prontamente avvisato il 118 che è intervenuto sul posto potendo però solo costatare il decesso di Luciano.

Protagonista e ambasciatore della Eroica di Gaiole, fondatore assieme ai familiari del Museo della Bicicletta di Cosseria, dove sono esposti cimeli collezionati per oltre mezzo secolo, Luciano ‘Lucky’ Berruti era un poeta delle due ruote, un vero amante del ciclismo

Alla moglie Zofia, ai figli Leszek e Jacek, le condoglianze da parte della redazione di www.ciclonews.biz

Dylan Teuns domina il Arctic Race of Norway

Dylan Teuns domina: tappa e classifica finale dell’Arctic Race of Norway

Dylan Teuns domina

Dylan Teuns festeggia la vittoria

Dylan Teuns domina la Arctic Race of Norway conquistando la prima e l’ultima tappa della corsa e la classifica generale finale , per il belga della Bmc Racing Team è la terza corsa consecutiva portata a casa dopo il Tour de Wallonie e il Tour de Pologne.

La pancia di Teuns non sembra ancora piena dopo le tante vittorie in questa estate cosi il belga scatta ai meno tre all’arrivo, fa il vuoto e si invola verso il doppio successo. È il successo numero otto, otto successi ottenuti in meno di un mese.

La cosa incredibile è che prima do questo periodo Dylan Teuns non aveva vinto nessuna gara ottenendo solo qualche buon piazzamento come il terzo posto alla Freccia Vallone. Dopo tanta gavetta ecco arrivare due tappe al Tour de Wallonie più la classifica generale, una al Tour de Pologne e sempre la leadership in generale e ora due in questa Arctic Race più la classifica finale.

Dylan Teuns succede nell’albo d’oro all’italiano Gianni Moscon, vincitore nel 2016.

 

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, tappa a Stuyven

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, ultima tappa a Jasper Stuyven

Tom Dumoulin vince

Tom Dumoulin sul podio

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, dopo tre mesi dalla conquista del Giro d’Italia, l’olandese del Team Sunweb torna nuovamente su un gradino più alto del podio e lo fa nella corsa di casa.

Tappa tosta quella di oggi, si parte da Essen e si arriva, dopo 191.3 km costellati di strappi e tratti in pavé (compreso il celebre Muur) a Geerardsbergen. In nove tentano la fuga: Kenny Dehaes, Elia Viviani, Tony Martin, Jay Robert Thompson, Grega Bole, Elmar Reinders, Tim Merlier, Jonas Rickaert e Preben Van Hecke.

Giunti sul Muur, davanti restano in testa solamente Viviani e Martin, raggiunti successivamente da Grega Bole, Boy Van Poppel  e Wout Van Aert.  In occasione del secondo passaggio sul Muur è Peter Sagan a spingere per il ricongiungimento.

Il gruppo si fraziona, ma nessuno riesce a fare la differenza, ci provano senza frutti prima Greg Van Avermaet e poi ancora Sagan a quattro chilometri all’arrivo. Il tentativo buono arriva ai meno 3 km ad opera di Jasper Stuyven che  riesce a tagliare il traguardo in solitaria a braccia alzate.

Tom Dumoulin vince la corsa e  succede nell’albo d’oro al connazionale Niki Terpstra, mentre continua il poco feeling degli italiani con questa prova