Cannondale è salva: trovato un nuovo sponsor

Cannondale sarà affiancata da Education First

Cannondale

Il logo Cannondale

Cannondale salva, il prosieguo dell’avventura del team di Jonathan Vaughters è ufficialmente assicurato grazie a un nuovissimo sponsor. Ne avevamo parlato qualche tempo fa di come la Cannondale-Drapac era a rischio chiusura a causa del ritiro all’ultimo momento di uno sponsor che aveva promesso il proprio impegno nel team.

Fortunatamente è stato giunto l’accordo che permette di salvare il posto di lavoro per corridori e staff. Il nuovo partner commerciale è EF Education First, società internazionale specializzata nell’insegnamento delle lingue straniere che ricoprirà il ruolo di main sponsor per 3 stagioni.

Molto soddisfatto Vaughters  che ha spiegato:  “E’ importante dire che EF Education First lavora per diventare il primo azionista di Slipstream sports, non sarà semplicemente uno sponsor ma un vero e proprio socio di maggioranza”

Matvey Mamykin frattura del bacino

Matvey Mamykin si frattura il bacino

Matvey Mamykin

Matvey Mamykin in ospedale

Matvey Mamykin è caduto nel corso della 19esima tappa della Vuelta Espana ed ha subito avvertito un forte dolore al fianco sinistro. Il 22enne corridore russo della Katusha-Alpecin si è ritirato dalla corsa ed è stato subito trasportato in ospedale per gli esami del caso.

Purtroppo le negative impressioni iniziali sono state confermate dagli esami clinici che hanno evidenziato la frattura della parte sinistra del bacino e dovrà restare in ospedale per i prossimi quattro giorni. Evidentemente il corridore russo dovrà poi essere soggetto a un periodo di riposo volto a rinsaldare la delicata frattura.

 

Angliru la salita del Chava

Angliru in programma quest’oggi alla Vuelta è la salita di Jimenez

Angliru

José Maria Jiménez

Angliru è un nome che incute timore, in Spagna ma in tutto il mondo. Una delle salite più micidiali al mondo assieme al Mortirolo e il Monte Zoncolan, una di quelle salite che se le vinci ti aprono le porte della gloria. I suoi 12 km e i suoi dislivelli feroci, con pendenze che superano il 20%, hanno permesso di scrivere epiche vittorie e dolorose sconfitte.

Uno dei simbolo dell’Angliru è il campione spagnolo Josè Maria “El Chava” Jimenez.  E quando nel 1998 gli organizzatori, che stavano lanciando la corsa iberica come alternativa a Giro e Tour, decisero di inserirla l’anno successivo il loro obiettivo era quello di far sfidare i due scalatori top del momento: Marco Pantani e, appunto, Jimenez.

Purtroppo in quel settembre del ’99 Marco non fù presente per le note vicende di Madonna di Campiglio mentre il Chava arrivò in grande spolvero. Era un giorno piovoso, il cielo era grigio come un blocco di ghisa. Davanti a tutti c’era Pavel Tonkov che si stava involando alla vittoria di tappa. Quando arrivò il tratto più duro, quello che ti spacca le gambe con pendenze sopra il 20% ecco che Jimenez affianca Roberto Heras e si ricorda di essere lo scalatore numero uno di Spagna. Si alzò sui pedali e leggero, iniziò a tagliare le nuvole basse e in un paio di chilometri piombò sul russo, la volata finale fù sua senza nemmeno battaglia. Pavel ripreso in quella maniera abbassò bandiera bianca.

Quello fù uno dei momenti migliori della carriera del Chava, atleta dalla classe cristallina ma tormentato nell’anima. Era un campione Jimenez ma la sua testa non reggeva l’ambiente. Nel 2002 disse al suo DS Eusebio Unzue che non se la sentiva più di correre in bicicletta. Aveva bisogno si isolamento, gli sarebbe mancata la folla che lo incitava, le urla del pubblico ma il vuoto che sentiva dentro di sé lo spinse a quella scelta. Si sposò nel 2003, si trasferì in campagna per trovare serenità ma non vi riuscì.

Venne ricoverato alla San Miguel, una clinica psichiatrica di a Madrid gestita da suore. Quel luogo divenne la sua casa fino alla notte del 6 dicembre di quell’anno. “Mi fa male la testa” disse al fratello Juan Carlos. Alle otto e mezza di quella stessa sera El Chava si alzò sui pedali e salutò tutti per sempre.

 

 

Tour of China 2017 presentazione

Tour of China 2017 presentazione delle due corse cinesi

Tour of China 2017:

Tour of China 2017:

Tour of China 2017 manifestazione nata nel 1995 e costituita dal 2012 da due gare indipendenti tra loro, denominate Tour of China 1 e Tour of China 2. Secondo il progetto originale dell’allora Presidente Uci Pat McQuaid, il Giro della Cina avrebbe dovuto essere inserito nel calendario WorldTour ma, causa l’assenza di sponsor di prestigio, il progetto non decollò e la corsa rimase di categoria 2.1.

Tutti tricolori gli ultimi due eventi: nel 2015 Daniele Colli si aggiudicò la prima parte e  Mattia Gavazzi la seconda; nel 2016 i trionfatori furono Raffaello Bonusi e Marco Benfatto.

Tour of China 2017: Il Percorso

TOUR OF CHINA I – dal 10 al 17 settembre
10 settembre 1a tappa – Weichang-Fengning, Chengde – 156km (mossa)
12 settembre 2a tappa Jinzhong 197km (mossa)
14 settembre 3a tappa Pingchang 140,6km (montagna)
15 settembre 4a tappa Jintang, Chengdu 5km (cronometro)
17 settembre 5a tappa Xixiu, Anshun 128,5 km (montagna)

TOUR OF CHINA II – dal 19 al 24 settembre
19 settembre 1a tappa Hongjang, Huaihua 118,6km (montagna)
20 settembre 2a tappa Lixian, Changde 97.6km (pianeggiante)
21 settembre 3a tappa Hanshou, Changde 94 km (pianeggiante)
22 settembre 4a tappa Daye, Huangshi 115,3 km (pianeggiante)
24 settembre 5a tappa Zhuhai 91 km (pianeggiante)

Tour of China 2017: Starting List

La startlist delle due corse è composta da 5 Professional (le italiane Androni-Sidermec, Nippo-Vini Fantini e Wilier-Selle Italia, la statunitense Novo Nordisk e la brasiliana Soul Brasil) e 16 formazioni Continental. Tra gli italiani al via, oltre ai campioni uscenti Raffaello Bonusi e Marco Benfatto, entrambi in forza alla Androni-Sidermec, citiamo i nostri Liam Bertazzo e Alberto Cecchin (Wilier-Selle Italia), lo stagista Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini), Eugenio Bani e Paolo Lunardon (RTS Monton Racing).

Peter Sagan a quota 100 vittorie

Peter Sagan raggiunge le 100 vittorie in carriera

Peter Sagan

Peter Sagan fa 100!

Peter Sagan vince, per la seconda volta consecutiva, il GP Quebec 2017. Il bicampione iridato in carica raggiunge quindi la vittoria numero 100 della sua carriera. Lo slovacco della Bora – Hansgrohe ha avuto la meglio in  su Greg Van Avermaet (Bmc Racing Team) e Michael Matthews (Team Sunweb).
Corsa tiratissima sin dall’avvio  con una fuga composta da Tosh Van Der Sande, Baptiste Planckaert  e Tyler Williams che riesce a guadagnare fino a cinque minuti per poi essere lentamente ripresa dal gruppo quando entrano in gioco le squadre dei velocisti.

Dopo il ricongiungimento sono il Team Sky e la Bora – Hansgrohe che si incaricano di tenere molto alta l’andatura. Ci prova Roman Kreuziger rompedo gli indugi ai meno quattro chilometri all’arrivo ma il suo tentativo naufraga.

Ai meno trecento metri esce Peter Sagan che vince senza problemi: è la vittoria numero 100 per il campione slovacco che, dopo un periodo di riposo, ritorna alla grande alle corse e comincia al meglio la mini preparazione in vista di Bergen 2017.

Cristian Sierra muore in un incidente

Cristian Sierra aveva 22 anni, ha avuto un incidente in allenamento

Cristian Sierra

Cristian Sierra

Cristian Sierra, giovane corridore colombiano portacolori del Team Boyacá Es Para Vivirlaha perso la vita mentre si allenava sulle strade di Boyaca in preparazione del RCN Classic che inizierà il prossimo 22 settembre. La notizia arriva dal sito della Federazione Colombiana di ciclismo, secondo quanto riportato il giovane corridore avrebbe perso il controllo della sua bicicletta e avrebbe violentemente colpito il capo contro la copertura di un pozzetto.
Cristian era un figlio d’arte – suo padre Alvaro Sierra vinse infatti la Vuelta a Colombia nel 1991 – ed era considerato uno dei giovani più talentuosi del gruppo in Colombia. “Spero di essere un giorno come mio padre”, era lo slogan di questo ciclista nato a Sogamoso.

Sierra aveva  iniziato a correre nella squadra Boyacá Lottery e poi era passato alla Boyacá es Para Vivirla, con cui ha partecipato alla Vuelta della Gioventù nel 2016, vincendo la classifica a punti.  Il suo sogno era quello di vincere il Tour della Colombia e quest’anno aveva fatto il suo debutto nella corsa di casa chiudendo in 76esima posizione,

 

Francesco Romano intervista per Ciclonews

Francesco Romano intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Francesco Romano

Francesco Romano

Francesco Romano intervista per Ciclonews.biz. Giovanissimo prospetto del ciclismo italiano Francesco ci racconta della sua passione per il ciclismo.

Ciao Francesco, grazie per aver accettato la nostra intervista.

Grazie a voi ragazzi per l’ospitalità sul vostro portale

Come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Devo confidarti di aver iniziato con questo sport un po per caso, ho sempre avuto passione per il ciclismo ma non conoscevo lo avevo mai praticato poi un giorno quasi per scherzo ho fatto una prova e sono rimasto folgorato, adrenalina, divertimento e emozioni mi hanno fatto innamorare di questa disciplina meravigliora.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Si devo ammettere che aver scelto di praticare il ciclismo in qualche modo ha condizionato la mia adolescenza, soprattutto sotto l’aspetto della vita sociale. Prima di impegnarmi al cento per cento con il ciclismo avevo modo di divertirmi con gli amici, uscire con loro e “perdere un po’ di tempo”. Ora tra allenamenti e gare ho dovuto togliere dalla mia vita le uscite serali e questo mi è costato un po’ di amici. Anzi se devo essere onesto frequento praticamente solo “colleghi” di pedale, però non mi lamento della cosa, anzi, è stata una mia scelta ben ponderata.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Sicuramente l’insegnamento principale è quello di non mollare e di essere molto competitivo. Ho imparato a non avere paura nello sfidare il più grande o il più forte. Nel ciclismo capita di vedere dei veri e propri “colossi” con gambe enormi ma senza testa, ecco senza testa non si arriva da nessuna parte. Le gambe sono fondamentali ma la componente mentale è altrettanto importante e può accadere che anche il corridore apparentemente più debole possa avere la meglio sul più grosso e muscoloso.
Se devo dare un suggerimento a un ragazzino che si avvicina al ciclismo, penso che l’unica cosa da dire sia di impegnarsi a fondo, di essere sempre concentrato sul proprio obiettivo e sicuramente otterrà soddisfazioni. Viceversa il ciclismo è uno sport che non fa sconti, senza impegno e costanza, a volte superiore di quello che si possa immaginare, non si va da nessuna parte.

C’è una corsa che Francesco Romano ricorda particolarmente?

Beh sarà banale ma in assoluto la prima vittoria, da ragazzino, la ricorderò per sempre. E’ stata una emozione unica che porto ancora nel cuore e che mi è di continuo stimolo

Cosa fa Francesco Romano nel tempo libero?

Come si diceva prima, quando sei un ciclista, il tempo libero è davvero poco. Questo è un valido motivo per goderne appieno ogni momento, amo stare con gli amici ma ho anche una grande passione per i motori. Mi piace girare col mio motorino, ci passo i miei pomeriggi liberi ed è un validissimo modo per disterndermi e rilassarmi.

Hai un genere musicale che prediligi?

Guarda, devo dirti che non ho un genere o un cantante preferito. Ascolto un po’ di tutto, senza preclusioni. Se sento una bella canzone non mi domando chi la canta o che genere è, la ascolto perché mi trasmette una emozione.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Domanda troppo facile! Peter Sagan! Lui è davvero un fenomeno, lo vedi e capisci che si diverte nel correre, nell’affrontare le volate. Da il giusto peso alle cose, sa che vincere è bellissimo, ti riempie di soddisfazione ma non è la cosa più importante della vita. Non è uno che sfida gli altri, fa quello che si sente senza “disturbare” gli altri, ma quando vuole la vittoria sa sempre come ottenerla. Credo che potrà dire la sua al prossimo Mondiale di Bergen.

Segui qualche altro sport, hai qualche idolo extra ciclismo?

Ti dico, non sono fanatico di sport ma ho una grande passione, come ti dicevo, per i motori. E’ ovvio, quindi, che mi piace vedere le corse motociclistiche e naturalmente il mio idolo è Valentino Rossi, spero si riprenda presto dal suo infortunio. E’ un fenomeno, un po’come Sagan, è uno che sa portare interesse al suo sport.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sinceramente non sono il tipo da obbiettivi futuri, vivo le giornate pensando al presente e se devo mettermi un obbiettivo lo metto per ciò che devo fare in quel momento.

Andrea Fedi si ritira a soli 26 anni

Andrea Fedi, corridore toscano, si ritira per problemi fisici

Andrea Fedi

Andrea Fedi

Andrea Fedi, uno dei talenti predestinati del ciclismo italiano per le prove di un giorno che si era particolarmente messo in mostra dal 2014 al 2016, è costretto ad abbandonare la carriera professionistica a soli 26 anni per seri problemi ad un ginocchio che ne hanno caratterizzato per le performance in questa stagione.

Il 2017 è stato proprio l’annus horribilis per il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia che ha reso noto la propria decisione mediante la propria pagina Facebook.

Fedi  può vantare nel suo palmares la vittoria al Trofeo Laigueglia 2016 a cui si sommano i secondi posti ottenuti al GP de Plouay, al Giro dell’Emilia e al GP di Larciano. Un grosso in bocca al lupo da tutta la redazione di http://www.ciclonews.biz/

Memorial Pantani 2017 presentazione

Memorial Pantani 2017 anteprima della corsa

Memorial Pantani 2017

Memorial Pantani 2017

Memorial Pantani 2017, giunto alla edizione numero 14 ed organizzato dal GS Emilia per commemorare il grande scalatore romagnolo si svolgerà sabato 16 settembre e farà parte della Ciclismo Cup
L’albo d’oro della corsa è completamente tricolore: da Damiano Cunego, che si aggiudicò la prima edizione  a Diego Ulissi e Francesco Gavazzi, vincitori delle ultime due edizioni.

 

Memorial Pantani 2017: Il Percorso

Il percorso è il medesimo dello scorso anno con 189.8 km con partenza e arrivo a Cesenatico (da Via Mazzini a Viale Carducci), città natale del Pirata. I primi 60km sono pianeggianti dopo di che inizierà il circuito con la salita di  Montevecchio (369 metri di dislivello), che presenta una lunghezza di 5 km (pendenza media del 7%, massima del 15%).  Ancora in circuito gli ultimi venti chilometri (4 giri da 5.3 km ciascuno al centro di Cesenatico) per un arrivo sicuramente spettacolare

Memorial Pantani 2017: in TV

E’ prevista una differita della corsa su Raisport

 

Thomas De Gendt vince alla Vuelta

Thomas De Gendt vince a Gijón

Thomas De Gendt

Thomas De Gendt conquista lo sprint

Thomas De Gendt della Lotto Soudal vince la tappa odierna della Vuelta Espana confermando il team Belga come  una vera macchina da vittoria (quattro fughe e quattro vittorie). Nella 19esima tappa, da Caso a Gijón (149 km), De Gendt si è finalmente imposto dopo tantissimi chilometri di fuga in questa edizione della corsa spagnola.

Il belga ha preceduto in uno sprint ristretto Jarlinson Pantano della Trek-Segafredo e, l’enfant du pays, Ivan García Cortina della   Bahrain Merida.

Il gruppo dei big ha visto ancora una bella azione di Alberto Contador, che è andato all’attacco sull’Alto de Huerces, ultima salitella di giornata che scollinava a 15 km dal traguardo. Il madrileno della Trek è passato in cima alla salita con un vantaggio di circa un minuto per poi congiungersi con il compagno di team (in fuga dalla mattina) Edward Theuns. I due hanno lavorato per provare a mantenere il buon margine sugli inseguitori ma senza risultato in quanto Chris Froome ha trovato il supporto della Sunweb di Wilco Kelderman nell’inseguimento all’iberico.

In classifica generale nulla cambia, Froome guida con 1’37” su Vincenzo Nibali (Bahrain), 2’17” su Kelderman, 2’29” su Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), 3’34” su Contador