Pirelli sbarca nel ciclismo

Pirelli amplia la sua presenza nel mondo del ciclismo

Pirelli sbarca nel mondo del ciclismo e ha presentato il suo progetto durante il recente Gran Premio di Francia di Formula 1.

Pirelli

Pirelli

Pirelli casa italiana produttrice di pneumatici e fornitore unico della Formula 1 ha presentato, durante il recente GP di Francia di F1 i suoi programmi nel mondo delle due ruote a pedali.

Già qualche mese il noto marchio aveva siglato un accordo con il team Pro Continental Aqua Blue Sport e, proprio in occasione del Gran Premio svoltosi su circuito di Le Castellet, Pirelli ha annunciato la partnership con la squadra australiana Mitchelton-SCOTT, attualmente secondo nel ranking mondiale.

Il testimonial d’eccezione dell’evento è stato il campione inglese Simon Yates, protagonista nel recente Giro d’Italia. Il corridore britannico si è esibito lungo il circuito del GP francese in sella alla sua Scott nera.

La “P lunga” farà il suo ritorno nelle prove del calendario UCI proprio in occasione del prossimo Tour de France fra poco più di due settimane.

All’evento francese  hanno preso parte Antonella Lauriola, COO Pirelli Velo, Piero Misani, Chief Technological Officer Two Wheels Pirelli, Mario Isola, Responsabile Car Racing.

L’idea di dare visibilità all’evento ciclistico nel contesto del Gran Premio di Formula Uno è legata all’approccio che il brand italiano vuole attuare: stringere accordi di partnership che prevedano anche uno sviluppo congiunto e continuo della gomma, per raggiungere la massima prestazione. Insomma Pirelli vuole replicare la filosofia che l’ha resa numero uno al mondo nel settore delle corse automobilistiche anche nel mondo del ciclismo professionistico.

Negli ultimi mesi gli addetti del team Mitchelton-Scott e il personale R&D della Casa italiana hanno lavorato a stretto contatto per un continuo scambio di dati e informazioni tecniche al fine di migliorare al massimo il prodotto. I nuovi tubolari hanno percorso qualcosa come 300.000 chilometri tra prove, test congiunti e gare (tra cui alcune di categoria World Tour). Tutte le prove non hanno visto, per scelta, l’esposizione del marchio Pirelli ma sono state svolte da atleti del team australiano.

Il rapporto tra il noto marchio e il ciclismo è assolutamente storico e già nel 2016 erano ventilate alcune voci che volevano il ritorno del marchi italiano alle corse professionistiche. Pirelli fu presente già nel primo Giro d’Italia del 1909 tanto che ben 30 dei 49 atleti che tagliarono il traguardo finale erano “gommati” dalla P grande.

Pirelli PZero Velo

PZero Velo versione tubolare è il nome del prodotto che verrà a brevissimo lanciato ma sul quale proseguiranno testing e valutazione on-field costante.

La nuova  linea di gomme sarà caratterizzata da un color code che ne identificherà l’uso:

  • argento per il segmento racing,
  • rosso per le prove a  crono
  • blu per le quattro stagioni.
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Europei di ciclismo 2018 si terranno a Glasgow 

Europei di ciclismo 2018 si svolgeranno nella città scozzese

Europei di ciclismo 2018 su strada si terranno dal 5 al 13 agosto nella città scozzese di Glasgow, scopriamo tutte le prove e le date

Europei di ciclismo 2018

Europei di ciclismo 2018

Europei di ciclismo 2018 su strada di svolgeranno dal 5 al 12 agosto a Glasgow, in Scozia. La prova sarà contenuta all’interno del nuovo evento denominato European Championships, competizione multisportiva che assegnerà i titoli continentali di diversi sport.

Il nuovo “contenitore” multidisciplinare vedrà proprio la luce con questa edizione e, oltre alle prove di ciclismo, vedrà gli atleti della ginnastica, triathlon, ginnastica, atletica e sport acquatici lottare per l’alloro continentale.

Le prove di atletica non si terranno in Scozia ma bensì a Berlino in Germania e coinvolgeranno 1500 atleti che si sfideranno in 50 competizioni.

Europei di ciclismo 2018: dettagli

Saranno quattro le prove che coinvolgeranno i ciclisti: le prove in linea e quelle a cronometro per uomini e donni Elite.

La manifestazione ciclistica avrà il via domenica 5 con la prova in linea femminile (sulla distanza di 130 km), poi mercoledì 8 sarà la volta delle prove a cronometro (32 km per le donne e 45 km per gli uomini) in entrambi i casi la rampa di partenza sarà posizionata presso il Riverside Museum mentre l’arrivo sarà davanti al parco Glasgow Green.

Domenica 12, ci sarà l’evento principale con la lotta per il titolo maschile lungo i 230 km del percorso. Le prove in linea si disputeranno lungo un circuito di circa 14km praticamente identico a quello su cui si sono disputati i Giochi del Commonwealth nel 2014, quel giorno ad imporsi furono (per distacco) Geraint Thomas e Lizzie Deignan. Il tracciato non presenta asperità impossibili ma tanti strappi brevi ed impegnativi che, con il passare dei giri, potrebbero pesare nelle gambe degli atleti. La partenza e l’arrivo delle prove in linea sarà sempre al Glasgow Green.

Europei di ciclismo 2018: diretta TV e diretta Streaming

La copertura televisiva sarà garantita da Eurosport e da Raisport. Le prove saranno trasmesse anche in diretta streaming anche su Eurosport Player.

Europei di ciclismo 2018: il programma su strada

Ecco il dettaglio delle prove su strada Gli orari sono italiani (a Glasgow sono un’ora indietro rispetto a noi).

DOMENICA 5 AGOSTO:
13.30      Prova in linea (femminile)

MERCOLEDI’ 8 AGOSTO:
09.45      Cronometro individuale (femminile)
13.45      Cronometro individuale (maschile)

DOMENICA 12 AGOSTO:
11.30      Prova in linea (maschile)

 

 

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Le Grand Bornard trionfa Alaphilippe

Le Grand Bornard incorona Alaphilippe

Le Grand Bornard vittoria di Alaphilippe che fa sua la decima tappa del Tour de France 2018 con un attacco micidiale, Van Avermaet  resta leader

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe! Nella prima frazione di montagna dell’edizione numero 105 del Tour de France  è il corridore di casa, in forza alla Quick Step Floors, ad ottenere una splendida affermazione frutto di una fuga da lontano. Lotta con tutte le sue forze e mantiene la vetta alla classifica generale Greg Van Avermaet (Bmc).

Dopo una prima settimana di corsa tutto sommato soporifera ecco finalmente arrivare le salite: sono ben cinque i GPM (uno di quarta categoria, tre di prima ed un HC) lungo i 158 km in programma. La frazione di  Roubaix non ha mutato di molto gli equilibri (se non per le cadute) e la tensione è alta.

Dopo circa  tre quarti d’ora di gara allungano una ventina di corridori tra cui la maglia gialla Greg Van Avermaet, la maglia verde Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Lilian Calmejane e Rein Taaramae (Direct Energie), Robert Gesink (LottoNL-Jumbo), Julian Alaphilippe e Philippe Gilbert (Quick Step Floors).

Superato il Col de Croix Fry, ecco lo sterrato di  Plateau des Glieres che costa a Chris Froome una foratura (rientro in gruppo senza alcun problema per il britannico). Sistemata la posizone del capitano, Team Sky aumenta l’andatura fino ad imboccare la Colombiere.

Davanti resta per tanti chilometri in testa il solo Alaphilippe, seguito a poca distanza da Taramae e Izaguirre e, più indietro, dalla maglia gialla Van Avermaet

Tra i big perdono contatto Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rigoberto Uran (EF Drapac) e Bob Jungels (Quick Step). In difficoltà, ma in grado di rientrare in discesa, anche Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) ed Alejandro Valverde (Movistar).

Alaphilippe regala alla Francia la prima vittoria in questa Grande Boucle esultando sul traguardo di Le Grand Bornard. Seconda e terza posizione, a un minuto e mezzo, Izaguirre e Taramae, poco più indietro  Van Avermaet che si mantiene in vetta alla classifica generale.

Il gruppetto dei migliori giunge con anche Vincenzo Nibali chiude con un distacco di3’20”, regolato da Daniel Martin (UAE Team Emirates).

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Triplete come entrare nella leggenda

Triplete come entrare nell’olimpo? Chris Froome ci pensa!

Triplete, suggestivo pensiero per il Team Sky e Chris Froome, nel calcio l’impresa è riuscita ad alcuni team nel ciclismo mai nessuno ha fatto tanto

Triplete: Froome come l'Inter?

Triplete: Froome come l’Inter?

Triplete cosa significa?

Triplete è una parola di origine spagnola molto nota ai tifosi di calcio. Nel nostro paese la moda è esplosa dopo il 2010 quando l’Inter di José Mourinho riuscì in un solo anno a conquistare Campionato Italiano, Coppa Italia e Champions League. Letteralmente la parola Triplete significa tripletta ed indica la vittoria nella stessa stagione di tre trofei.

Triplete: pensiero stupendo di Chris Froome

Se Chris Froome dovesse vincere il Tour de France non è escluso che potrebbe prendere il via alla Vuelta a España 2018“ parole e musica di Nicolas Portal, direttore sportivo del Team Sky che non ha nascosto alla stampa l’idea che “frulla” nella testa del kenyani bianco. Che Froome sia ormai a caccia di record è cosa nota, l’obiettivo più imminente è bissato di “double” di Marco Pantani datato 1998.

Se il capitano della Sky dovesse riuscire nell’impresa di conquistare Giro e Tour nello stesso anno potrebbe tentare l’impossibile: conquistare anche la Vuelta Espana. Gestire il dispendio di energie che una corsa a tappe comporta è di per se arduo, riuscirci in due pare veramente impossibile, conquistarne tre diventa roba del “extraterrestri”.

Al Giro d’Italia il britannico si è nascosto per le prime due settimane deflagrando in tutta la sua potenza nell’impresa compiuta nella diciannovesima tappa. Se dovesse conquistare il Tour de France 2018 Chris farebbe un filotto di qurattro successi Tour, Vuelta, Giro e Tour. A quanto pare, però, il poker non basterebbe più al britannico che punterebbe all’impresa delle imprese: presentarsi alla Vuelta per cercare il tris nella stessa stagione. Un obiettivo che nessuno ha mai solo potuto pensare, neanche il Cannibale Eddy Merckx.

Chi ha vinto il triplete negli altri sport?

Chi ha vinto il triplete nel calcio?

Nel mondo del pallone, dove il termine è nato solo poche le squadre che hanno vinto il triplete: il Celtic nel 1967, l’Ajax nel 1972, il PSV Eindhoven nel 1988, il Manchester United nel 1999, il Barcellona nel 2009, l’Inter nel 2010 e il Bayern Monaco, nel 2013.

Chi ha vinto il trible nel calcio inglese?

In Inghilterra il trittico di vittorie si chiama Treble e identifica il team in grado di conquistare oltre alla Premier League anche la F.A. Cup  e la League Cup. Nella storia del calcio britannico ci sono riusciti in pochi club

Chi ha vinto il triplete nella pallavolo?

Nel mondo della pallavolo femminile è storico il Triplete della Yamamay Busto Arsizio di Francesca Marcon in grado di vincere Campionato, Coppa Italia e Coppa CEV nel medesimo anno. In campo maschile con Campionato, Coppa Italia e Supercoppa di recente vi sono riusciti Perugia e Modena

Chi ha vinto il triplete nel basket? L’Ignis Varese inarrivabile per tutti

Tra le squadre di basket italiane in grado di conquistare il mitico triplete Campionato, Coppa Italia e Coppa dei Campioni c’è la Virtus Bologna di Manuel Ginbili nel 2000-2001. Andando a ritroso nel 1986-87 ottenne la storica impresa l’Olimpia Milano griffata Tracer che ottiene addirittura il Grande Slam (Scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale.
Ancor prima fu la mitica Ignis Varese del patron Giovanni Borghi che  nel 1969-70 fa sua la prima tripletta bissata nel  1970-71 con Campionato, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale e  1972-73 ottiene addirittura il  tris di triplete!

 

 

 

 

 

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Bianchi Aria e-Road è pronta al lancio

Bianchi Aria e-Road lanciata sul mercato!

Bianchi Aria e-Road la nuova proposta a pedalata assistita del marchio italiano con motore Ebikemotion X35 in grado di soddisfare anche gli scettici

Bianchi Aria e-Road,

Bianchi Aria e-Road,

Bianchi Aria e-Road è a nuova proposta a pedalata assistita del marchio italiano si presenta con una serie di novità tra cui il motore Ebikemotion X35.

La Bianchi Aria e-Road monta un innovativo sistema di propulsione denominato ”Inner Power Drive” (IDP) che in soli 3,5Kg di peso complessivo (motore nel mozzo posteriore, batteria da 250Wh, comando iWOC One e cavi di connessione) e con un limitatissimo ingombro aggiunto alla sagoma del tubo obliquo presenta l’alloggiamento per il motore e la relativa batteria.

L’Ebikemotion X35 eroga una coppia di 40 Nm con output di 250 W ed offre assistenza ottimale ad una velocità compresa tra i 15 ed i 25km/h. Il posizionamento del propulsore è al mozzo della ruota posteriore. Quando il motore è spendo non vi è alcuna resistenza offrendo una pedalata assolutamente simile a quella naturale.

La batteria installata sulla Bianchi Aria e-Road è prodotta da Panasonic ed è spessa solamente 4 cm. La ricarica completa avviene in circa quattro ore mediante una presa mimetizzata vicino al movimento centrale

Bianchi Aria e-Road: iWOC One

La gestione dell’accessione e del controllo del sistema sono assicurate da un unico tasto posto nel dorso del tubo orizzontale.  Il tasto, denominato iWOC Onecambia colore in base alla modalità di pedalata selezionata dall’utilizzatore.

Bianchi Aria e-Road, controllo via app

Il controllo degli aspetti legati al controllo dei dati, della velocità, del tracciato GPD possono essere facilmente eseguiti grazie alla comodissima e intuitiva app del sistema Ebikemotion

Tutti componenti sono integrati nei tubi del telaio, compresi i cablaggi, questa scelta di Bianchi consente di migliorare la facilità di pulitura della bicicletta.

Bianchi Aria e-Road: caratteristiche

  • Peso totale del sistema X35 V.2 (unità motore, batteria 250Wh, comando iWOC One e cavi) 3.5 Kg
  • Unità motore compatta 36V/250W V.2, con coppia 40Nm, nel mozzo posteriore
  • Assistenza alla pedalata ottimale tra 15 e 25km/h
  • Batteria Panasonic larga 40mm, completamente integrata e nascosta all’interno del tubo obliquo
  • Tempo di ricarica completa 3.5-4 ore
  • Nessuna interferenza del motore sulla pedalata
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Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei

Remco Evenepoel doppia vittoria in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei junior di ciclismo 2018 in Repubblica Ceca nella prova in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro Europea in Repubblica Ceca per il corridore classe 2000. Il belga, ex promessa del calcio, ha prima trionfato prima nella cronometro individuale e poi nella corsa in linea maschile mandando in porto una fuga di circa 100km.

Il belga ha inflitto agli avversari un distacco abissale, alle sue spalle, infatti, hanno chiuso Alexandre Balmer (Svizzera) e bronzo allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che sono giunto a quasi 10 minuti dal vincitore.

Il migliore degli atleti italiani è stato Andrea Piccolo che ha concluso la prova in sesta posizione.

Remco Evenepoel, partito coi favori del pronostico, ha attaccato al primo passaggio (su docidie) sulla prima salita del circuito ed è stato seguito solamente dall’iberico Carlo Rodriguez Cano, mentre il resto del gruppo lascia spazio alla fuga.

A provare ad acciuffare il duetto sono stati Karel Vacek (Repubblica Ceca) e Samuele Rubino ma il gruppo si è prontamente riportato sui due.
La resistenza di Carlo Rodriguez Cano al ritmo di Remco Evenepoel dura di fatto solamente tre giri per poi lasciare solo al comando il corridore belga che incrementa il distacco costantemente rispetto agli inseguitori.

Al termine del sesto scoppia la bagarre nel gruppo inseguitori, con Karel Vacek che prova nuovamente ad attaccare seguito da altri otto corridori tra cui i nostri Andrea Piccolo e Samuele Rubino. Il vantaggio del belga aumenta rapidamente e alle sue spalle i big, già sicuri di non potersi giocare il metallo prezioso, risparmiano le energie per la volata finale.

Al traguardo in vantaggio di Evenepoel è di ben 9’44” sull’elvetico Balmer che anticipa il drappello degli inseguitori nel finale. Il bronzo va  allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che anticipa nella voltata finale Ilan Van Wilder (Belgio) e Karel Vacek. A seguire Andrea Piccolo mentre Samuele Rubino chiude in ottava posizione

 

 

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Doping le cinque scuse più strane

Doping le cinque scuse più strane contro un’accusa

Doping Le cinque scuse più strane utilizzate contro un’accusa di aver usato sostanze da Tiernan-Locke a Contador, da Armstrong a Santambrogio

Doping, le cinque scuse più strane (Lance Armstrong)

Doping, le cinque scuse più strane (Lance Armstrong)

Doping, le cinque scuse più strane mai sentite per una positività all’antidoping nel mondo del ciclismo. Diciamo che molte di queste scuse sono state permutate in o da qualche altro sport. Ogni ciclista con una licenza di gara deve rispettare il codice WADA che consente all’organizzazione antidoping di eseguire test antidroga a sorpresa sugli atleti.

Alcuni atleti vengono trovati con sostanze vietate nel loro corpo o con un livello del sangue che suggerisce comportamenti scorretti. Alcuni ciclisti (ma la cosa vale per tutti gli sportivi) accettano di essere stati sorpresi con le mani nella marmellata mentre alti cercano scuse abbastanza improponibili.

Doping le 5 scuse più assurde

“Colpa del mio gemello scomparso” – Tyler Hamilton

Tyler Hamilton, ciclista americano compagno di Lance Armstrong, accusato di doping dopo che un prelievo ha rivelato nel suo sangue tracce del sangue di un’altra persona, ha dato la colpa al suo gemello scomparso. Insomma si sarebbe trattato delle tracce ematiche del gemello morto in utero che prima di morire avrebbe passato al feto di Hamilton alcune cellule rimaste attive del suo organismo

“Mi sono ubriacato mentre celebravo il mio nuovo contratto Sky” – Jonathan Tiernan-Locke

Chi non ha celebrato una promozione in campo lavorativo senza una bella bevuta? È così che Jonathan Tiernan-Locke ha celebrato il suo nuovo contratto biennale con il Team Sky.

Il giorno successivo ha avuto un sospetto test antidoping e ha accusato per  i suoi livelli ormonali anormali i postumi della sbornia. Considerando che stava correndo nei Campionati del Mondo pochi giorni dopo risulta difficile pensare che quella sia stata le reale causa delle positività: due anni di sospensione

“Ho mangiato carne contaminata” – Alberto Contador

Alberto Contador è stato spogliato del titolo di vincitore del Tour de France 2010 dopo un test positivo al  clenbuterolo, che è stato progettato per facilitare la respirazione. El Pisterolo accusò un piatto di carne contaminata mangiata nel secondo giorno di riposo della corsa francese. Per inciso, l’uomo che ha consegnato la carne “contaminata” è ora il presidente del ciclismo spagnolo.

“Colpa della crema per la sella” – Lance Armstrong

Durante la prima “vittoria” del Tour de France, Armstrong sosteneva che un test positivo per gli steroidi era dovuto a una crema usata per curare una piaga da sella. La scusa ha retto per anni fino alla confessione nello studio di Oprah dove ha ammesso che un dottore aveva  retrodatato una prescrizione per una marca specifica di crema per la sella che conteneva uno steroide anabolizzante.

“Colpa di una disfunzione erettile” – Mauro Santambrogio

L’italiano stava già scontando un divieto per l’assunzione di EPO durante il Giro d’Italia 2013 quando è risultato positivo al testosterone.

Il corridore della Fantini ha dichiarato: “Sono stato sospeso, non sapevo se avrei corso di nuovo, quindi ho deciso di affrontare un delicato problema fisico. Sono andato da un urologo il 7 luglio. Per il mio problema di erezione, mi ha  prescritto l’Andriol, 40 mg per tre mesi, più Aprosten per 60 giorni. Inoltre, ho avuto problemi di fertilità”

 

 

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Maglie da ciclismo senza zip, il futuro?

Maglie da ciclismo senza zip al Tour de France

Maglie da ciclismo senza zip, saranno il futuro? Al Tour de France Dan Martin e la sua UAE Emirates sfoggiano innovative divise

Maglie da ciclismo senza zip

Maglie da ciclismo senza zip

Maglie da ciclismo senza zip? Nella vittoriosa sesta tappa del Tour de France, Dan Martin ha sfoggiato un completo da ciclismo assolutamente in grado di fare notizia. La squadra del corridore irlandese (UAE Emirates) ha sfoggiato delle divise da ciclismo che ha suscitato scalpore tra gli addetti ai lavori e gli appassionati di ciclismo.

A fare notizia il fatto che, contrariamente da quanto siamo abituati a vedere, la maglia del team in cui milita anche il nostro Fabio Aru non presentava la consueta zip sul davanti. Le maglie possono sembrare in tutto e per tutto una normale t-shirt dal taglio molto sottile ma in realtà rappresentano l’ultima frontiera della tecnologia aerodinamica applicata all’abbigliamento da ciclismo.

 

Realizzata da specialisti dell’abbigliamento da ciclismo, Champion Systems, che fornisce la squadra per la prima volta nel 2018, la maglia è stata progettata per ridurre il peso e migliorare l’aerodinamica. La scelta di eliminare la zip pare sia stata fatta per migliorare l’eliminazione del sudore senza decomprimere la maglia. In sostanza pur dando l’idea di essere una normale maglietta, la avveniristica divisa da ciclismo aumenta l’aerodinamicità a 360 gradi.

I fan del nuovo design innovativo dovranno aspettare di mettere le mani sulle maglie perché non sono ancora disponibili per la vendita al pubblico (ma a breve lo sarà). Il nuovo materiale prende il nome di “Apex Lite”. Le Maglie da ciclismo senza zip sembrano essere non solo la nuova frontiera del ciclismo ma anche un capo di vestiario sportivo assolutamente cool.

La nuova divisa è frutto di uno studio fatto tra il produttore e i dati raccolti dal Team UAE che hanno portato alla creazione di questo speciale prodotto adatto alle condizioni di forte caldo e umidità.  Rui Costa è stato il principale collaudatore lungo le strade delle Alpi francesi lo scorso anno e ha fornito un feedback di gara dal più alto livello. Più recentemente, al Tour Down Under del 2018, il team degli Emirati Arabi Uniti ha indossato le divide da ciclismo in “Apex Lite”.

 

 

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Marc Biver truffato, salta il progetto BMC?

Marc Biver costretto ad un passo indietro

Marc Biver ex manager del Team Astana e vicino alla BMC è stato vittima di una truffa e ora rischia di saltare il progetto legato alla squadra 

Marc Biver

Marc Biver

Marc Biver ex manager della Astana il cui fratello è molto vicino al Team BMC con la sponsorizzazione del marchio Tag Heuer pare costretto ad un passo indietro rispetto al progetto di rilancio della squadra.

Secondo alcune indiscrezioni pare che un misterioso affarista belga, tale Serge Golstein avesse convinto Biver della disponibilità di fondi necessari per far nascere un nuovo team professionistico con un budget di circa 40 milioni di euro.
Quella che sembrava la soluzione ottimale per garantire continuità alla BMC si è, viceversa, rivelata come un vero e proprio raggiro sfumando come un bolla di sapone dopo poche settimane dalle prime indiscrezioni.

 

Secondo quanto indicato dal giornale francese  L’Equipe, Golstein sarebbe sotto indagine da parte  dalla polizia belga nel quadro di una inchiesta per frode fiscale, che avrebbe convinto Marc Biver a chiudere definitivamente la porta all’opzione di investire nel ciclismo.

Le promesse iniziali parevano garantire non solo un budget di primissimo piano ma anche un piano sportivo di 8 anni ma il tutto veniva continuamente rimandato sino alla definitiva conclusione della vicenda.

I contratti che sarebbero dovuti essere firmati con atleti del calibro di  Dylan TeunsDamiano CarusoStefan Kung, e gli obiettivi dichiarati Romain Bardet e Marc Soler, sono stati ritirati per l’assenza delle garanzie finanziarie necessarie.ù

 

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Van Vleuten dominatrice del Giro Rosa 2018.

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice della tappa con arrivo sullo Zoncolan, la campionessa del Mondo incrementa il suo vantaggio in classifica

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice della tappa regina del Giro d’Italia femminile con arrivo sullo Zoncolan. La portacolori della Mitchelton – Scott è partita quando alla conclusione della tappa mancavano cinque chilometri in compagnia di Hashleigh Moolman-Paiso (Cervelo-Bigla) per poi allungare ai meno 3000 metri dal traguado.

La sudafricana Moolman-Paiso non è riuscita a resistere al forcing della Van Vleuten. Il solco tra le due è inesorabilmente aumentato e Annemiek Van Vleuten è andata a tagliare il traguardo in solitaria. A completare il podio è stata Amanda Spratt (Mitchelton-Scott) che ha superato in volata Eider Merino.

 

Partenza nervosa della corsa con tanti tentativi di allungo, le prime a riuscire a guadagnare terreno sono Olena Pavlukhina, Silvia Valsecchi e Sara Penton, che arrivano ad avere un margine di circa 3 minuti. La Mitchelton-Scott tiene sotto controllo la situazione e va a chiudere il gap poco prima dell’inizio del Mostro friulano (al suo esordio nel Giro d’Italia femminile.

Davanti restano una 40ina di atlete a battagliare sullo Zoncolan ma con il passare dei chilometri il gruppetto si assottiglia fino a restare in circa 15 elementi.

Annemiek Van Vleuten (Mitchelton-Scott) si invola indisturbata verso il successo inseguita senza risultato dalla sudafricana Moolman-Paiso.

 

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