Coppa del Mondo Minsk 2018: il programma

Coppa del Mondo Minsk 2018 su pista, i dettagli

Coppa del Mondo Minsk 2018: calendario dell’evento, diretta tv, diretta streaming, della manifestazione, convocati italiani

Coppa del Mondo Minsk 2018

Coppa del Mondo Minsk 2018

Coppa del Mondo Minsk 2018 di ciclismo su pista ecco i dettagli della quinta e ultima tappa in programma in  Bielorussia da venerdì 19 a domenica 21 gennaio. L’evento di Minsk, che si articolerà su tre giornate, è un appuntamento chiave, in quanto decreterà anche i vincitori delle varie classifiche di specialità. Gli atleti azzurri cercheranno di chiudere al meglio la competizione, per poi dedicarsi alla preparazione dei Mondiali di Apeldoorn di fine febbraio

La quinta ed ultima tappa della Coppa del Mondo di ciclismo su pista si svolgerà a Minsk (Bielorussia) in questo fine settimana. Il programma delle gare sarà articolato su tre giorni, da venerdì 19 a domenica 21. Si tratta di un appuntamento chiave, in quanto decreterà anche i vincitori delle varie classifiche di specialità.

Coppa del Mondo Minsk 2018: La starting List tricolore

NAZIONALE FEMMINILE
Alzini Martina (Astana Women’s Team)
Balsamo Elisa (G.S. Fiamme Oro)
Bissolati Elena (Racconigi Cycling Team)
Cavalli Marta (Valcar Pbm)
Confalonieri Maria Giulia (G.S. Fiamme Oro)
Frapporti Simona (G.S. Fiamme Azzurre)
Paternoster Letizia (Astana Women’s Team)
Vece Miriam (Valcar Pbm)

NAZIONALE MASCHILE
Ceci Luca (T°Red Factory Racing)
Coledan Marco (Wilier Triestina)
Giordani Carloalberto (Team Colpack)
Lamon Francesco (Team Colpack)
Plebani Davide (Team Colpack)
Scartezzini Michele (Sangemini – M.G. K Vis)
Viganò Davide (Ctfriuli)

Coppa del Mondo Minsk 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

Al momento non è prevista la diretta TV: la Rai trasmetterà una sintesi delle gare domenica alle 23.30 su RaiSport HD. Attendiamo informazioni su eventuali Diretta Streaming

Coppa del Mondo Minsk 2018: Il programma

  • Venerdì 19 gennaio
    9:00-11:15 Qualificazioni
    16:00-18:30 Finali: Corsa a punti maschile e femminil
  • Sabato 20 gennaio
    8:00-12:30 Qualificazioni
    15:00-19:30 Finali: inseguimento individuale maschile, velocità a squadre maschile, inseguimento a squadre femminile, velocità individuale femminile, omnium femminile, keirin maschile, scratch femminile, madison maschile
  • Domenica 21 gennaio
    9:30-13.00 Qualificazioni
    15:30-19:30 Finali: velocità a squadre femminile, inseguimento a squadre maschile, madison femminile, velocità individuale maschile, omnium maschile, keirin femminile, scratch maschile
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Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

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Alice Rachele Arlanch madrina del Giro 2018

Alice Rachele Arlanch madrina dell’edizione 2018 del Giro

Alice Rachele Arlanch madrina dell’edizione 2018 del Giro d’Italia dopo aver conquistato il titolo di Miss Italia

Alice Rachele Arlanch madrina del Giro d’Italia 2018

Alice Rachele Arlanch madrina del Giro d’Italia 2018

Alice Rachele Arlanch madrina del Giro d’Italia 2018 è stata annunciata ieri durante la serata per la presentazione delle nuove maglie prodotte dallo storico marchio Castelli. I colori delle divise che caratterizzeranno i leader della generale continueranno ad essere rosa per il leader della generale (sponsorizzata da Enel), ciclamino per la classifica a punti (sponsorizzata da Segafredo), azzurro per il leader dei GPM (sponsorizzata da Banca Mediolanum) e bianco per i giovani (griffata Eurospin), ma forse l’attesa era rivolta al volto femminile della corsa italiana più importante dell’anno.

Alice Rachele Arlanch succede alla bellissima Giorgia Palmas che è stata madrina della corsa rosa per due edizioni consecutive (2016 e la 2017, quella del centenario) e sicuramente con la sua bellezza onorerà la competizione nei migliori dei modi.

Alice Rachele Arlanch: chi è la nuova madrina del Giro e Miss Italia 2017?

Alice Rachele Arlanch è diventata Miss Italia 2017 (78ª edizione del concorso) lo scorso 9 Settembre. 21 anni, trentina, di Vallarsa, un piccolo paese in Provincia di Trento di soli 14 abitanti, Alice Rachele Arlanch ha colpito la giuria per la sua bellezza naturale e genuina, i suoi occhi veri e un fisico atletico.

Va detto, però, che Alice Rachele Arlanch non è solamente una bellissima ragazza ma anche una persona attenta al sociale, diplomata al liceo classico Antonio Rosmini di Rovereto e attualmente iscritta alla facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento (dove frequenta il secondo anno), con l’indirizzo di diritto internazionale e transeuropeo, vorrebbe specializzarsi nella difesa dei diritti delle minoranze

Alice è fidanzata con Andrea La Torre, 22 anni, a cui ha pensato subito dopo la vittoria insieme ai suoi genitori.

Alice Rachele Arlanch: le dichiarazioni della madrina del Giro

“Essere stata scelta come Madrina del Giro d’Italia è davvero un onore molto speciale. Sono felicissima, emozionata, grata agli organizzatori che hanno fatto a me e al concorso Miss Italia questo magnifico regalo. È un’esperienza unica che desidero vivere con grande entusiasmo. Il Giro, per la sua storia, per le imprese e la fatica affrontata dai suoi protagonisti, ha un fascino tutto suo, non ha confronti con nessun altro avvenimento sportivo, o pubblico, ma idealmente mi piace pensare che esista un filo che unisce la bellezza di questa corsa a Miss Italia. Alcuni elementi sembrano addirittura comuni: la popolarità, la tradizione, la gente che segue ogni fase, il modo festoso con cui entrambi vivono sul territorio del nostro Paese, percorrendolo e attraversandolo. L’amore per il mio ruolo di testimonial nasce anche da qui”.

Alice Rachele Arlanch sui social

Alice è già diventata una vera star dei social network con oltre 76.000 follower su Instagram, Miss Italia 2017 si dimostra una persona molto attenta alla comunicazione e in particolare ai nuovi canali di promozione soprattutto fra i giovani. Il nuovo ruolo di Madrina del Giro d’Italia non potrà che incrementare la popolarità di questa ragazza acqua e sapone che ha davanti a se un grande potenziale di carriera nel mondo dello spettacolo

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Puck Moonen la ciclista più sexy?

Puck Moonen: è olandese la ciclista più sexy

Puck Moonen è una delle cicliste più sexy al mondo, spopola sui social network facebook e twitter

Puck Moonen

Puck Moonen

Puck Moonen con oltre 11.300 follower su twitter, 266.000 follower su instagram e 40.000 mi piace su Facebook è quasi certamente la ciclista con il maggio seguito social al mondo.

La sua popolarità è legata alla sua indubbia bellezza. Nata il 20 marzo 1996 a Sint-Michielsgestel in Olanda, Puck corre per la Lotto–Soudal Ladies ed è considerata la ciclista più sexy del mondo.

Puck Moonen ha studiato chimica e scienze naturali ma la sua vera passione è la sua bicicletta con la speranza di garantirsi una carriera come professionista del pedale.

Conosce bene il mondo dei ciclisti professionisti e il suo fidanzato Eli Iserbyt si è laureato Campione Europeo di ciclocross nel 2017 nella categoria Under 23

Puck Moonen è stata recentemente votata come miglior atleta olandese dalla rivista maschile FHM e, come detto, è un vero e proprio un fenomeno su Instagram. Mentre, tra gli altri, Philippe Gilbert ha 117.000 follower e Marianne Vos 60.000, Puck che non ha ancora vinto una gara ha valori più che doppi del corridore belga e quattro volte quelli dell’olandese.

Puck Moonen

Puck Moonen

“Sono abbastanza sorpresa da tutta questa popolarità, è inutile dire che altri sportivi persone devono fare molto più sforzo per ottenere seguaci. Credo di essere gentile con i miei fans e questo mi premia” ha dichiarato Puck che comunque è conscia che gran parte della sua popolarità è la sua bellezza.

“Le foto che includono anche una bici sono però le più popolari” dichiara Puck, però insomma diciamolo che anche in bicicletta pochi guardano la sua tecnica.

Puck Moonen: chi è la sexy ciclista?

Puck Moonen nata a Sint-Michielsgest il 20 marzo 1996 è un ciclista olandese. Ha una relazione con Eli Iserbyt, che è diventato campione del mondo di ciclocross nel 2016.

Season Points Racedays KMs Wins Top-10s
2017 0 17 1427 0 0
2016 0 5 375 0 0
2015 0 7 447 0 0
0 29 2249 0 0
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Kristoffer Halvorsen frattura alla mano destra

Kristoffer Halvorsen frattura alla mano durante il People’s Choice Classic

Kristoffer Halvorsen frattura per il neo corridore del Team Sky a causa di una caduta al People’s Choice Classic si è infortunato alla mano desta

Kristoffer Halvorsen

Kristoffer Halvorsen

Kristoffer Halvorsen,  non ha avuto un debutto fortunato con la maglia della Sky. Il ciclista norvegese è caduto nella volata finale del People’s Choice Classic (vinta da Peter Sagan)e si è procurato una brutta frattura alla mano destra.

Il ciclista del Team Sky non potrà, dunque, partecipare al Tour Down Under 2018, corsa australiana che aprirà la stagione WorldTour. Per Kristoffer Halvorsen si prospetta lo stare fermo per qualche settimana e poi potrà nuovamente tornare in bici.

Dave Brailsford puntava molto sulle capacità del norvegese e questa caduta complicherà la campagna australiana del team britannico come riportato da Tuttobici, il dottor Richard Usher del Team Sky ha reso noto le condizioni fisiche di Kristoffer Halvorsen

“Kristoffer è stato portato in ospedale dopo la tappa e sfortunatamente c’è la conferma che si è fratturato un osso nella mano destra, quindi non potrà correre il Tour Down Under. Il prossimo passo sarà quello di consultarsi con gli specialisti e trovare insieme la soluzione che possa consentire al corridore un pronto e completo recupero”.

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Keagan Girdlestone incidente e ritorno alle corse

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita: “sono miracolato”

Keagan Girdlestone incidente terribile il 5 giugno 2016: finisce contro il lunotto di un’ammiraglia e rischia la morte, mercoledì torna a correre in Nuova Zelanda

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita per il giovanissimo ciclista sudafricano all’epoca dei fatti in forza alla Dimension Data Development (la formazione giovanile del team di Mark Cavendish)

Il 5 giugno 2016 resterà impresso nella sua vita inesorabilmente. Si corre la Corsa della Pace dilettanti a Sant’Ermete, vicino a Rimini, tutto sembra essere come sempre. Biciclette, moto al seguito, ammiraglie, insomma la classica giornata di corsa. Poi l’impatto. Poi la notizia corre nel gruppo. Un corridore è andato contro un’ammiraglia, si è procurato una lesione della giugulare e della carotide. Pare che abbia sfondato il lunotto di un’ammiraglia. Forse è morto!
Sul web in tam tam da fake news parte, su Twitter appaiono messaggi di colleghi: “R.i.p. Keagan”. “Adesso basta”. “Maledetta bicicletta”. Ma il corridore morto non era morto.

Keagan Girdlestone non è morto ma ci è andato molto vicino, è lo stesso atleta che lo racconta: “Due ore e mezza senza ossigeno al cervello, quasi quattro litri di sangue persi e un arresto cardiaco proprio sul tavolo operatorio. I medici prima dissero che non sarei sopravvissuto più di 24 ore, poi che avrei riportato danni permanenti al cervello”.

Keagan Girdlestone dopo l’incidente viene trasportato d’urgenza in ospedale, caso disperato. Passa 10 giorni di coma e tre settimane in terapia intensiva ma viene salvato, ridato miracolosamente alla vita, un diritto per un diciannovenne. Ha inizio  un sorprendente processo di recupero che ora sta per raggiungere il suo momento più importante.
Sono passati 591 giorni dal terribile schianto, Keagan ha ottenuto un contratto con il Frezzor Racing Team e mercoledì prenderà parte a New Zealand Classic, corsa di cinque tappe UCI.

C’è voluto il giusto tempo perché la voce tornasse squillante (nell’impatto una corda vocale era rimasta lesionata), i muscoli riprendessero forza e anche i nervi che si pensavano danneggiati tornassero a funzionare.

Keagan di quel giorno porta una profonda cicatrice sul collo e un tatuaggio sul braccio sinistro che saranno per sempre uno stimolo alla vita e anche il solo tornare ad una gara di livello senza ambizioni è una gioia che riempie il cuore.

“Sono nella forma migliore che abbia mai avuto dopo l’incidente, non ho grosse aspettative, solo una lista di obiettivi che cancellerò durante il tour mano a mano che li raggiungo: finire in gruppo, poi finire nei primi 20, poi provare ad attaccare, poi finire sul podio, poi… Sono un opportunista: se c’è una chance di ottenere il risultato e le gambe stanno bene, io ci provo” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport.

Keagan Girdlestone è un miracolato e non lo nega: “si, non lo posso negare sono un miracolato, la mia forza viene da Dio e questo incidente mi ha insegnato che posso superare anche i momenti più duri per fare ciò che amo”.

Non sono stati momenti facili, è palese, ma “Mamma e papà sono stati fondamentali, Edvald Boasson Hagen mi ha dedicato la vittoria di tappa al Delfinato. Ho sentito tanto affetto attorno a me”.

“Se ho un rammarico legato a quell’accadimento? Non aver potuto assistere al matrimonio di mio fratello” ha dichiarato a Repubblica Keagan.

Il ciclismo ha vissuto periodi bui anche legato a finte speranze: “Avevo molti idoli nel ciclismo che si sono rivelati dei truffatori: è avvilente. Così spero di essere io quel cambiamento nel nostro sport che ho sempre voluto vedere: il corpo umano e la mente sono in grado da soli di realizzare cose incredibili”

Una tragedia sfiorata come questa qualche ricordo indelebile lo lascia non solo nello spirito ma anche nella mente: “ricordo solo la sensazione di un liquido caldo che corre sul mio collo, e uno spettatore che urla ‘Piano, piano’. Dei giorni in terapia intensiva ricordo un gran dolore, ma anche la voglia di tornare alla vita.
La vicenda di Girdlestone ricorda quella che ha vissuto Claudia Cretti:“Ho seguito la vicenda di Claudia, è stata una notizia terribile, ma è bello sapere che sta recuperando. Il mio consiglio è di essere sempre grati per quello che si ha, amare ciò che si fa, non perdere mai la speranza. E non lasciarsi scoraggiare dai momenti negativi”

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Down Under 2018: favoriti e quote scommesse

Down Under 2018: favoriti e scommesse della corsa australiana

Down Under 2018, prima prova WorldTour della stagione che si disputerà sulle strade del distretto di Adelaide, dal 16 al 21 gennaio: chi sono i favoriti?

Down Under, Richie Porte il favorito?

Down Under, Richie Porte il favorito?

Down Under 2018, col dorsale numero uno ecco il campione uscente, capitano della BMC, Richie Porte che punta a bissare la vittoria della scorsa edizione. Al suo fianco ecco altri due canguri Simon Gerrans (che ha già vinto la corsa quattro volte) e Rohan Dennis davvero forte a cronometro.

Attenzione anche a Jay McCarthy della Bora-Hansgrohe (che è già salito una volta sul podio) e Simon Clarke della EF-Drapac che vorrà onorare la corsa di casa.

La UAE Team Emirates punterà sul portoghese Alberto Rui Costa e sul’italiano Diego Ulissi che, considerando l’altimetria della corsa potrebbero dire la loro per un posto nei top 5.

Tra i velocisti gli occhi di tutti sono puntati sul campione del mondo Peter Sagan (che ha conquistato il People’s Choice Classic 2018) che dovrà vedersela con il tedesco Andre Greipel (Lotto Soudal), che dopo la scorsa stagione non esaltante proverà a partire bene con l’anno nuovo. Occhio al velocista di casa Caleb Ewan (Mitchelton-Scott) e al nostro Elia Viviani che vuole esordire con il botto con la nuova maglia della Quick Step Floors.

 

Down Under 2018: lo quote per le scommesse

Secondo il sito Paddy Power Richie Porte, è favorito per la vittoria finale (viene pagato 7 a 4) cosi come su Bet365 la cui quota è 2 mentre Unibet e Paf danno l’australiano a 2,20.
Jay McCarthy, secondo i bookmakers ha meno chance e viene quotato a 6 mentre la terza forza, secondo le principali agenzie di scommesse è Nathan Haas (che ha una quota tra i 6 e i 6,50).
Per gli amanti del rischio c’è lopzione Rohan Dennis che ha una quotazione che oscilla tra 12 e 11.
L’italiano con quota più bassa è Diego Ulissi (quotato a 12). E se a vincere fosse Egan Bernal? Beh scommettendo un euro ne otterreste ben 34!

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Michele Ferrari parla di Chris Froome

Michele Ferrari parla della vicenda Froome-Salbutamolo

Michele Ferrari parla della non negatività di Chris Froome al Salbutamolo durante la scorsa Vuelta Espana, ecco le parole riportare da blastingnews

Michele Ferrari parla di Froome

Michele Ferrari parla di Froome

Michele Ferrari parla della vicenda della  positività al salbutamolo di Chris Froome che a distanza di un mese dall’essere diventata di dominio pubblico non ha ancora trovato una soluzione. Michele Ferrari, famigerato medico inibito nel 2012 a vita dall’USADA per violazioni del regolamento antidoping nell’ambito delle indagini su Lance Armstrong, secondo quanto riportato da Blastingnews avrebbe detto la sua sul caso del corridore del Team Sky.

Michele Ferrari parla di Froome “non avrebbe vinto senza salbutamolo’

Il controverso dottore avrebbe commentato il #Froomegate nel forum del suo blog personale in risposta ad un utente che chiedeva al dottore un parere in merito alla strategia difensiva del team britannico.

Secondo il virgolettato riportato dal noto sito di notizie  Michele Ferrari ha affermato: “La percentuale di asmatici negli sport di endurance è più alta del dovuto a causa della cronica inalazione di agenti irritanti e allergenizzanti, alle basse temperature, ai gas di scarico dei veicoli e ad altri fattori. Si tratterebbe, almeno in parte, di una forma di ‘patologia professionale'”.

Nello specifico avrebbe parlato di Froome: “La escrezione urinaria di salbutamolo è piuttosto variabile e dipende da vari fattori, alcuni dei quali sconosciuti. Il salbutamolo non migliora le prestazioni nei soggetti non asmatici. Non è vero che abbia effetti anabolizzanti, nemmeno ad alto dosaggio. Non esiste un solo studio scientifico che affermi il contrario. Il mio parere è che Froome abbia esagerato con le ‘puffate’, magari involontariamente, perdendo o sbagliando il conto. Nelle tappe precedenti la sua concentrazione nelle urine era costantemente attorno ai 600 nanogrammi per millilitro. Magari avrà pensato che raddoppiando la dose abituale sarebbe comunque rimasto nei limiti, non tenendo conto che oltre un certo dosaggio il metabolismo della sostanza può essere saturato e, dunque, l’eliminazione urinaria essere maggiore”.

Il sito aggiunge anche che Ferrari sia sceso nel dettaglio: “facendo un discorso più ampio, potrei dire che Froome, senza salbutamolo, probabilmente non avrebbe mai vinto quattro Tour de France. Così come sarebbe accaduto, ad esempio, ad un ciclista con 38 di ematocrito senza EPO. Sia il salbutamolo che l’EPO rimediano alle ingiustizie della genetica”.

 

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People’s Choice: Peter Sagan prima vittoria del 2018

People’s Choice: Peter Sagan è già in forma

People’s Choice: Peter Sagan è già in forma e conquista il criterium di Adelaide che anticipa il  Tour Down Under

People's Choice: Peter Sagan

People’s Choice: Peter Sagan

People’s Choice Peter Sagan sfreccia davanti a tutti nel criterium che fa antipasto al Tour Down Under che inizierà tra due giorni. La gara si è svolta lungo le vie di Adelaide su di un circuito di 2300 metri da ripetere 22 volte.

La corsa ha il carattere della kermesse ma è un appuntamento sempre di prestigio come preambolo della stagione. La gara è stata caratterizzata dalla fuga di sette corridori tra cui il nostro Manuele Boaro, ma nel finale, come da previsioni,  il plotone si è ricompattato per una spettacolare quanto attesa volate.

Caleb Ewan ha deciso di partire lungo sul lato sinistro della carreggiata per anticipare i big, mentre al centro Peter Sagan e André Greipel si sono dati battaglia con lo slovacco della Bora-Hansgrohe che è riuscito a mettere la sua ruota davanti a quella di tutti gli altri. Il tedesco si è piazzato alle spalle di “Peto” mentre il podio è stato completato da  Caleb Ewan che si era aggiudicato le ultime due edizioni.

Brutta caduta nel finale che ha coinvolto il norvegese Kristoffer Halvorsen del Team Sky che ha perso il controllo andando a sbattere contro le transenne a causa di troppi contatti tra gli atleti

Da segnalare che nei primi dieci posti si sono piazzati ben tre italiani: al piedi del podio Elia Viviani che ha anticipato il connazionale Simone Consonni mentre ottavo è giunto Enrico Battaglin.

 

 

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Pedro Gutierrez tappa e maglia alla Vuelta al Táchira

Pedro Gutierrez vince alla Vuelta al Tachira

Pedro Gutierrez approfitta della fuga bidone alla Vuelta al Táchira: tappa e maglia, quarto Luca Chirico

Pedro Gutierrez

Pedro Gutierrez

Pedro Gutierrez conquista la seconda tappa della Vuelta al Tachira, disputata sulla distanza di 173 km tra Suripá e Borotá. La frazione è stata caratterizzata da una fuga bidone nata al km 35 composta da 14 elementi che ha inesorabilmente conquistato un vantaggio che ha portato i fuggiaschi a tagliare il traguardo con 15 minuti di vantaggio sul plotone.

A conquistare la tappa è stato, dunque, uno dei favoriti per la vittoria finale: Pedro Gutierrez, ventottenne del Banco Bicentenario-Gobernación de Yaracuy,  che ha già conquistatore in passato di due edizioni della Vuelta a Venezuela.

Gutierrez ha anticipato di un secondo i compagni di fuga, alle sue spalle hanno completato il podio  Ángel Rivas (FedeIndustrias) e Ronald González (Inversiones Alexander). Alle spalle del podio ecco arrivare con un distacco di 10 secondi il nostro Luca Chirico, varesino, alla prima in gara con la maglia Androni Giocattoli-Sidermec.

 

In classifica Gutiérrez è salito al comando, togliendo la maglia gialla al vincitore della tappa inaugurale Matteo Malucelli. Lo sprinter romagnolo proverà a rifarsi domani nella San Cristóbal-Táriba di 117.6 km, prova tutta pianeggiante.

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