Silvia Colucci, investita da un’auto pirata

Silvia Colucci 32enne triatleta è stata investita a Spilimbergo

Silvia Colucci

Silvia Colucci

Silvia Colucci, nota triatleta friulana, è stata travolta dalla vettura mentre si stava allenando con una bicicletta da corsa. La triatleta era impegnata in un allenamento in bicicletta sulla strada a scorrimento veloce Cimpello-Sequals quando per ragioni da stabilire, nel pressi di Spilimbergo, è stata travolta da un veicolo che non si è fermato a prestare il dovuto soccorso.

Dopo l’urto la povera Silvia è finita nel fossato che costeggia la carreggiata ed è stata notata solo alcuni minuti più tardi da un passante, che ha lanciato l’allarme. Stabilizzata sul posto dal personale del 118, è stata dapprima portata all’ospedale di Pordenone e poi trasferita in elicottero a Udine: la prognosi è riservata.

Secondo quanto riferito dalla polizia stradale, che ha eseguito i rilevamenti di rito, non ci sarebbero testimoni dell’incidente.

Nino Schurter suona la terza in Coppa del Mondo XCO

Nino Schurter vince al Principato di Andorra

Nino Schurter

Nino Schurter

Nino Schurter quest’anno è davvero un cannibale, le vince tutte; dopo i trionfi Nove Mesto e Albstadt ecco arrivare la vittoria nel Principato di Andorra, cambia il posto non il risultato.

L‘asso della Scott già in tasca la Coppa del Mondo cross country 2017, Repubblica CecaGermania ed oggi sui Pirenei, in ogni prova ha distrutto i propri avversari con una superiorità assoluta.

Una bella rivincita per  Schurter considerando che lo scorso anno a causa di una foratura concluse questa corsa in 12esima posizione, un risultato al quale non era abituato.

Dietro c’è stata una lotta equilibrata per la conquista del podio, nell’ultimo giro Flückiger e Sarrou dopo essere riusciti a staccare Gaze, si sono giocati la seconda posizione con un mini sprint dove ha avuto la meglio il rossocrociato,

Tra gli italiani l’unico a farsi vedere all’inizio è stato Luca Braidot che però ha rallentato finendo sedicesimo.

Myriam Nicole vince in Coppa del Mondo Dh

Myriam Nicole vince la quarta tappa di Coppa del Mondo Dh

Myriam Nicole

Il Podio

Myriam Nicole sabato ha conquistato la quarta tappa di Coppa del Mondo DH al bike park di Vallnord su un tracciato tecnico e impegnativo.

Gli occhi di tutti erano puntati sulle due inglesi, Tahnée Seagrave  e Rachel Atherton  rientrata dopo l’infortunio alla spalla ma ad avere la meglio è stata la francese Myriam Nicole, lasciandosi dietro, nell’ordine, Tahnee Seagrave, Marine Cabirou e Rachel Atherton.

Bene la nostra Eleonora Farina, eccellente quinta con un ritardo di poco superiore ai 10 secondi mente Tracey Hannah ha avuto un incidente a metà del percorso ed è giunta nona. Questo risultato le ha comunque permesso di mantenere la leadership di Coppa del Mondo Dh.

Tanta felicità per Nicole dopo l’esito della corsa: “Non riesco ancora a crederci, mi sembra un sogno, non posso dire di aver fatto una gata perfetta ma sono riuscita a vincere e conta quello. Mi sento un po’ triste per Tracey che è caduta ma fortunatamente senza conseguenze. Sono felicissima di aver vinto qui a Vallnord!»

 

Izagirre operato con successo per la frattura

Izagirre operato dopo la caduta nella crono di sabato

Izagirre-operato

Ion Izagirre

Izagirre operato ieri,  chiude con largo anticipo la stagione dopo la caduta di sabato per cui è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

Lo sfortunato corridore basco della Bahrain Merida è stato operato presso l’ospedale di Düsseldorf per i problemi alla zona lombare, nosocomio in cui è ricoverato dopo l’incidente.

Ecco le parole di Luca Pollastri  « Ion è stato sottoposto ad operazione per decomprimere e stabilizzare la frattura alle vertebre lombari. L’intervento è perfettamente riuscito e il ragazzo rimarrà ricoverato in Germania per almeno 4 giorni; potrà quindi tornare a casa in Spagna. Per il completo recupero saranno necessari alcuni mesi».

Cadute al Tour: colpa dell’olio di una moto!

Cadute al Tour per colpa di una moto che ha perso olio?

cadute tour

Valverde caduto al Tour

Le cadute al Tour non sarebbero dovute solamente all’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, non può essere stata una distrazione dei corridori. In troppi cono caduti e in troppi sono caduti nello stesso punto.

Che la curva fosse un po pericolosa è evidente ma non cosi tanto da genere una serie di cadute a ripetizione. Da cosa può essere dipeso uno stillicidio di scivoloni?

In tanti corridori sono caduti nella curva “maledetta” a farne le spese sono stati soprattutto Alejandro Valverde finito in ospedale e Ion Izagirre  capitano del Team Bahrain Merida anche lui costretto al ritiro.

Il campione della Movistar è finito a terra ad alta velocità mentre affrontava una curva a sinistra. Il corridore murciano è caduto andando contro le transenne e procurandosi un infortunio molto grave. Valverde ha subito due fratture, una alla rotula e una all’astragalo, oltre a diverse ferite. L’altro spagnolo è stato vittima di una frattura lombare e ha avuto bisogno di un trattamento chirurgico.

Il Team manager della Movistar Eusebio Unzuè ha rivelato un episodio sfuggito alle telecamere che potrebbe aver determinato questa ecatombe: “Una moto dell’organizzazione è caduta in quella curva ed ha perso dell’olio. Per questo otto corridori sono finiti a terra in quel punto”.

Ora saremo polemici ma ci chiediamo se in quella curva, di per se pericolosa in cui l’organizzazione non ha pensato di mettere delle paratie di sicurezza, fosse veramente caduto dell’olio non si poteva intervenire? Esistono delle polveri chimiche in grado di riassorbire velocemente sversamenti e perdite accidentali di sostanze liquide, oleose o grasse.

Saremo campanilistici ma se un errore cosi fosse avvenuto al Giro d’Italia chissà quante polemiche sarebbero montate mentre lo sciovinismo francese ha messo tutto a tacere o quasi.

 

Matija Kvasina sospeso per una doppia positività

Matija Kvasina trovato positivo due volta alla Flèche du Sud

Matija Kvasina

Matija Kvasina

Matija Kvasina 35enne croato è stato sospeso dall’UCI a seguito di due positività all’antidoping nel corso della Flèche du Sud, gara a tappe lussemburghese vinta proprio dal corridore del Team Felbermayr-Simplon Wels davanti a Mark Padun.

Il croato è risultato positivo al Molidustat  sostanza che dovrebbe favorire la secrezione di eritropoietina nell’organismo e messa al bando dalla WADA da gennaio 2017.

Kvasina ha appena vinto il Campionato Nazionale a cronometro ed era in gara al Tour of Austria, secondo quando reso noto dall’UCI è risultato positivo il 26 maggio dopo la terza tappa in cui prese la maglia di leader e poi una seconda volta, sempre al Molidustat, al termine della quinta ed ultima tappa il 28 maggio.

Coppa Cobram, ciao Paolo ci mancherai

Coppa Cobram, un mito creato da Paolo Villaggio e Fantozzi

Coppa Cobram

Coppa Cobram

Coppa Cobram, solo il nome incute un timore reverenziale. La tragicomica competizione che è una della inevitabili protagoniste del film “Fantozzi contro tutti” di Neri Parenti e Paolo Villaggio del 1980.

Ma come nasce il Mito della Coppa Cobram?

Nel film la scomparsa del direttore ereditario della Megaditta per causa della rosolia fa assumere il ruolo al Visconte Cobram. Il Visconte, fanatico di ciclismo che obbliga i dipendenti a sposare la sua stessa passione. Duri allenamenti post lavoro, uscite domenicali (a Pinerolo!) e infine la corsa aziendale.

La temutissima gara ciclistica sarà un vero calvario per tutti i “sottoposti” tra cadute, truffe e difficoltà di ogni genere. Tanti i dipendenti che “periranno” nella corsa. Filini e altri due colleghi voleranno fuori dal circuito in prossimità del ristorante “al curvone” finendo per travolgere un banchetto nuziale.

Nessuno vuole perdere la corsa e Fantozzi, giunto al giro finale ancora in corsa, grazie all’uso di una bottiglietta con una potentissima sostanza dopante (La bomba!) acquistata alla partenza da uno spettatore, riesce a superare l’unico avversario rimasto in gara e taglia il traguardo da solo.

Come sempre Villaggio ha saputo narrare con la sua comicità pungente una delle passioni dell’ “italiano medio”, il mitico Fantozzi che sale in sella… “alla bersagliera” era, è e sarà un mito per molte generazioni. Lo sarà come la mitica Corazzata Potëmkin e il Gol di Zoff di testa su calcio d’angolo.

L’episodio del film ha anche generato una corsa vera e propria  che si disputa a Desenzano e vuol essere una rievocazione della mitica gara Fantozziana in cui corridori con mutandoni ascellari e occhialoni da aviatore inforcano biciclette d’epoca per onorare la corsa del Megadirettore.

“Che fa Fantozzi, parti?” avrebbe chiesto Filini allo sventurato ragioniere… ciao Paolo ci mancherai…

Diritti Tour de France alla Rai per sei anni

Diritti Tour de France alla Rai fino al 2023

Diritti Tour de France

Mappe del Tour

Diritti Tour de France assegnati alla Rai, l’azienda Viale Mazzini ha annunciato di aver acquisito i diritti di trasmissione per l’Italia del Tour de France per ulteriori quattro stagioni.

 

Il contratto già in mano alla Rai prevede il possesso del diritto di trasmettere la corsa francese fino al 2019 e ora è stato siglato un prolungamento dei diritti in esclusiva.

Gabriele Romagnoli, direttore di Rai Sport non nasconde la soddisfazione per il contratto: «Sono bastate due tappe a dimostrare che il Tour de France è amato dagli italiani in modo viscerale. Il Tour come il Giro, è un’avventura sportiva unica per spettacolarità. Il seguito televisivo ne è una conseguenza inevitabile. E’ un orgoglio poter vantare per i prossimi sei anni i diritti di questa manifestazione».

Diritti Tour de France erano uno degli obiettivi strategici dell’emittente sportiva di casa Rai, sicuramente ambiti anche da altri network; questo contratto conferma come la Rai sia la tv in chiaro del ciclismo.

Peter Sagan conquista la terza tappa al Tour

Peter Sagan vince la volata nella terza tappa del tour

Peter Sagan

Peter Sagan vince al Tour

Peter Sagan è un fenomeno e non era necessaria la terza tappa del tour per certificarlo. La tappa di oggi si è corsa tra Belgio, Lussemburgo e Francia ed è stata caratterizzata dalla fuga di sei atleti che si sono dati battaglia per tutta la corsa.

Ai corridori inizialmente in fuga: Romain Hardy (Fortuneo-Oscaro) e Romain Sicard (Direct Énergie), del belga Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), dello statunitense Nathan Brown (Cannondale-Drapac), dell’australiano Adam Hansen (Lotto Soudal) e del tedesco Nils Politt (Team Katusha-Alpecin) si sono aggiunti col prosieguio della gara anche Lilian Calmejane (Direct Énergie) e Pierre Luc Périchon (Fortuneo-Oscaro) e il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal).

Su una salitella ai meno 22 km dal termine Calmejane ha lasciato i compagni di fuga ma senza trovare troppa fortuna. A quel punto ha preso in mano la situazione la BMC che ha iniziato a fare un ritmo indiavolato preludio di una qualche azione.

E proprio ai 1600  Richie Porte, ha provato il tentativo, con Contador a controllarlo. L’australiano non è andato lontano, e così si è assistito ad un arrivo a ranghi compatti con i migliori.

A vincere è stato Peter Sagan (ora terzo nella maglia verde) con una prova, si diceva, da vero fenomeno: lo slovacco della Bora-Hansgrohe ha avuto un piccolo problema che però non gli ha impedito di esultare ancora. Alle sue spalle Michael Matthews (Team Sunweb), Daniel Martin (Quick Step Floors) e Greg Van Avermaet (BMC Racing Team). Quinto posto, a 2″, per un eccellente Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac).

Jolien D’Hoore vince al Giro Rosa 2017

Jolien D’Hoore ha vinto la quarta tappa Occhiobello-Occhiobello

Jolien D'Hoore

Jolien D’Hoore

Jolien D’Hoore fa sua la quarta tappa del giro rosa da Occhiobello a Occhiobello di 118 interamente pianeggianti.

La ciclista belga, classe 1990 del team Wiggle-High5 (dunque compagna di squadra della nostra Elisa Longo Borghini) si è imposta al fotofinish davanti all’australiana Chloe Hosking della Alé-Cipollini, sfruttando dunque nel migliore dei modi le proprie qualità da pistard.

La D’Hore quest’anno ha vinto l’Americana ai Mondiali, l’anno scorso fu medaglia di bronzo olimpica nell’Omnium. Le sue doti di ragazza abituata alla pista si sono perfettamente sposate con questa tappa dal percorso privo di insidie altimetriche.

Terzo posto per la statunitense Coryn Rivera del Team Sunweb, una delle formazioni del World Tour maschile che hanno una squadra pure al femminile. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)