Giro d’Italia 2018: partenza da Gerusalemme

Giro d’Italia 2018 partirà dalla città Santa

Giro d'Italia 2018

Giro d’Italia 2018

Giro d’Italia 2018 partirà quasi certamente dall’estero e con ogni probabilità ad ospitare lo start della corsa rosa sarà Gerusalemme.

Quella delle partenze all’estero è ormai diventata una consuetudine per i grandi giri e la nostra corsa non si sottrae alle logiche di marketing e business che vedono cadere le scelte degli start da città di altre nazioni (il Tour de France è partito da Dusseldorf).

La macchina organizzativa del Giro è un po in ritardo e non vi è stato ancora nessun annuncio ma è ormai quasi certo che il via della prossima edizione  sarà da Gerusalemme che è pronta a investire una cifra sui 4 milioni.

Secondo le indiscrezioni il format dovrebbe essere quello dell’edizione del centenario: la prima tappa al venerdì e poi altre due giornate in Israele prima del giorno di riposo e la ripartenza dal sud dell’Italia.

L’idea degli organizzatori è quella di creare un evento mediatico che unisca idealmente  Gerusalemme e Roma, capitali religiose, per lanciare un messaggio di pace e fratellanza, è quindi ovvio che la conclusione della corsa dovrebbe avvenire, come abbiamo anticipato, nella capitale.

 

Simon Yates contro Fabio Aru per il suo attacco

Simon Yates contro Fabio Aru per la tappa di ieri

Simon Yates contro Fabio Aru

Simon Yates contro Fabio Aru

Simon Yates contro Fabio Aru per il presunto attacco del sardo nel momento di difficoltà meccanica di Chris Froome. Aru è scattato mentre Froome stava richiamando l’ammiraglia per cambiare la bicicletta dopo aver avuto un problema meccanico e la notizia fa molto discutere.

Froome non ha mancato di dimostrare tutto il suo disappunto ma  anche altri corridori si sono schierati apertamente e duramente contro il Campione d’Italia. Tra i più duri oppositori di Fabio è certamente Simon Yetes.

“Penso che sia stata un’azione sporca, non mi piace quello che ha fatto Fabio Aru, ma questa è una corsa in bicicletta e lui può fare quello che vuole. Chris ha avuto un problema mentre l’italiano ne ha approfittato, penso sia stata una cosa non corretta” ha dichiarato il corridore della Orica-Scott.

Il giovane britannico è settimo nella classifica generale del Tour de France ed indossa la maglia bianca davanti a Meintjes e Latour.

 

Adriano Malori si ritira dal professionismo

 Adriano Malori si ritira dal mondo dei professionisti

Adriano Malori si ritira

Adriano Malori si ritira

Adriano Malori si ritira, lo avevamo annunciato qualche giorno fa e puntualmente è arrivata la notizia durante la conferenza stampa di oggi del Team Movistar.

Nella conferenze stampa del primo giorno di riposo del Tour de France è arrivata purtroppo la notizia che i tifosi italiani non avrebbero mai voluto sentire: Adriano Malori che ha annunciato il proprio ritiro dal ciclismo professionistico a causa del gravissimo infortunio subito nel corso della quinta tappa del Tour de San Luis 2016.

L’incidente che di fatto ha messo fine alla carriera del parmense è avvenuto il 22 gennaio 2016 ed, oltre a fratture varie, il violento impatto con l’asfalto gli aveva procurato con forte trauma cranico che aveva praticamente paralizzato la parte destra del corpo del corridore.

“Dopo l’incidente del 2016 ho lottato contro le conseguenze che ho subito, non ho mai mollato ma la mia vita da ciclista professionista non è più proseguibile. Voglio restare nel mondo del ciclismo, non posso farlo come ciclista ma lo farò in qualche altro modo. Da oggi parte il Malori 2.0, devo ringraziare la Federazione Italiana per il supporto nella formazione per ritagliarmi un ruolo dirigenziale”.

 

Dolomiti Superbike 2017 vittorie per Ragnoli e Sosna

Dolomiti Superbike con tanti grandi nomi al via che ha premiato Ragnoli e Sosna.

Dolomiti Superbike

Il podio della Dolomiti Superbike

Dolomiti Superbike come sempre è segno di qualità, al via una nutrita rappresentanza di campioni ed ex campioni mondiali, e trionfo per il Campione Italiano Juri Ragnoli che ha conquistato la Südtirol Dolomiti Superbike sul percorso Marathon di 113 chilometri battendo Tiago Ferreira, campione mondiale Marathon 2016.

Dopo l’HERO Südtirol Dolomites, arriva un altro successo per il bresciano: “Mi godo questo momento, perché oggi ho fatto davvero qualcosa di incredibile mi sembra di essere in un sogno. In salita Tiago oggi era più forte di me e alcune volte è riuscito a guadagnare terreno fino a mezzo minuto ma nelle discese ho sempre recuperato”.

Nella gara femminile vittoria di Katazina Sosna del Team Torpado-Südtirol che ha lottato all’inizio per poi salutare il resto del gruppo  dopo circa venti chilometri e dominare la corsa
“Dopo due terzi posti finalmente quest’anno sono riuscita a vincere questa meravigliosa gara, per me vincere questa classica è come vincere un titolo mondiale, sono felicissima!”.

Tanta gioia anche per Maria Cristina Nisi, la seconda classifica e al primo podio alla Südtirol Dolomiti Superbike : “Questo secondo posto vale come un successo, sono contenta perché è il giusto premio per la mia fatica e voglia di lottare”

 

 

Ignazio Moser vince il Criterium Tridentum

Ignazio Moser vince il Criterium Tridentum con bici a scatto fisso.

Ignazio Moser vince

Ignazio Moser vince il Tridentum

Ignazio Moser vince il Tridentum di papà Francesco, il primo Criterium organizzato per biciclette a scatto fisso trionfando nel weekend trentino nel meraviglioso scenario di Piazza del Duomo.

Quello delle biciclette a scatto fisso è un mondo in grande evoluzione che ha rivoluzionato il mondo del ciclismo urbano generando un vero movimento un po’ fuori dagli schemi.

Spettacolare la sfida-esibizione nel centro storico trentino, con un folto pubblico radunato lungo le transenne ad assistere ad una più che curiosa disciplina che sta appassionando un numero sempre crescente di italiani.

Ignazio Moser, 24enne figlio di Francesco, che corre per il Team Cinelli rappresenta l’Italiano di punta del movimento assieme a Ivan Ravaioli.

“Il movimento sta  crescendo, sabato prossimo gareggeremo a Lissone il Criterium della Coppa Agostoni e saranno al via 60 partecipanti e tra due settimane a Londra si disputerà la Red Hook che sarà un grandissimo evento” ha affermato Moser.

Tridentum Crit – Classifica maschile

1 Moser Ignazio Cinelli Chrome 00:10:25.60; 2 Poccianti Martino Cykeln Divisione Corse 00:10:25.75; 3 Poli Emanuele Supernova Factory Asd 00:10:27.75; 4 Ravaioli Ivan Cinelli Chrome 00:10:31.75; 5 Cecchini Matteo Cykeln Divisione Corse 00:10:46.55; 6 Mariani Alessandro Iride Modena 00:11:14.85; 7 Cali’ Marco Team Bolare Criterium Roma 00:11:15.10; 8 Bravini Paolo Cinelli Chrome 00:11:15.85; 9 Bruzza Alessandro Cinelli Chrome 00:11:16.70; 10 Suuk Patrick Team Urbana 00:11:16.70

Rafal Majka abbandona il Tour de France

Rafal Majka abbandona la Grand Boucle dopo la caduta al Col de la Biche

Rafal Majka abbandona

Rafal Majka abbandona

Rafal Majka abbandona il Tour de France, altra perdita di rilievo per la cosa francese che già nella giornata di ieri ha dovuto salutare Richie Porte. Il corridore della Bora-Hansgrohe  è riuscito stoicamente ad arrivare al traguardo con un ritardo di 36’21”, scortato dal  connazionale Michal Kwiatkowski.

Il polacco  non ha riportato fortunatamente alcuna frattura, ma ha subito botte e abrasioni a ginocchia e gomiti, oltre che escoriazioni al torace e una botta alla schiena (la foto rende l’idea delle condizioni in cui è arrivato al traguardo).

Un vero peccato per Majka che era ben posizionato in classifica generale e sarebbe stato uno dei protagonisti per la corsa alla maglia a Pois Rouge.

“Ho dolore dappertutto ma mi ritengo fortunato per non aver patito nessuna frattura. Non capisco come sia avvenuta la caduta, stavo scendendo e, senza frenare, la ruota posteriore è partita, temo ci fosse dell’olio sul tracciato o comunque qualcosa che ha reso eccessivamente scivoloso l’asfalto. Devo dire grazie la mio team per come si è premurato di scortarmi all’arrivo lasciando andare Buchmann che aveva ancora velleità di classifica.
Arrivato al traguardo ho capito di essere malconcio, fatico a respirare e se anche rammaricato, credo che il ritiro sia inevitabile per non compromettere il resto della stagione”

 

 

Van Der Breggen vince il Giro Rosa

Van Der Breggen vince per la seconda volta la corsa

Van der Breggen vince

Van der Breggen vince il Giro Rosa

Van Der Breggen vince, anzi domina, per la seconda volta in carriera il Giro Rosa, dopo una primavera da straordinaria protagonista che l’ha vista realizzare l’ein-plein nel primo storico trittico delle Ardenne al femminile (sue Amstel, Freccia Vallone – questa per la terza volta in carriera – e Liegi-Bastogne-Liegi) altro colpo per lei.

La  Van Der Breggen  raccoglie il testimone di Marianne Vos per la quale era stata anche perfetta  gregaria nelle scorse stagioni e da cui proprio in questo 2017 si era separata per andare a giocare le proprie carte nella Boels-Dolmans

Complimenti ad Anna Van Der Breggen ma a tutto il team Boels-Dolmans, sicuramente la squadra più completa e competitiva al via, che ha supportato la medaglia d’oro olimpica di Rio 2016  ad aggiungere anche il Giro al suo palmares.

Grande doppia per la Boels Dolmas che chiude sì al primo posto della generale ma anche col botto perchè nell’ultima frazione in terra campana, è Megan Guarnier che conquista i 124 km proprio a Torre del Greco.

Buona la prova della nostra Elisa Longo Borghini giunta seconda nella generale a 1.03’ dalla Van Der Breggen e maglia azzurra del Giro Rosa.

 

 

Richie Porte caduto, shock al Tour de France

Richie Porte caduto nella discesa del Mont du Chat

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto violentemente a terra, immobile sull’asfalto è l’immagine che ha segnato la tappa di ieri del Tour de France.

Questo Tour sarà sicuramente ricordato per le tante cadute che hanno costretto al ritiro tanti big.

E’ stato uno schianto terribile quello del capitano della BMC Racing che, dopo aver dimostrato di avere una discreta gambra, in un tratto in discesa ad alta velocità, in una curva verso sinistra, ha tagliato troppo andando a mettere la bici sull’erba che a quelle velocità è diventata assolutamente incontrollabile.

Il tasmaniano, che nel cadere ha trascinato a terra anche Daniel Martin, contrariamente alle prime voci che escludevano complicazioni  ha riportato la frattura composta della clavicola destra e dell’acetabolo destro. Chiaramente visto l’impatto violento sono numerosi gli ematomi ed abrasioni. Secondo i primi responsi medici Richie non dovrà essere sottoposto ad interventi chirurgici e si prevede per lui uno stop di circa quattro settimane.

Il Tour perde uno dei favoriti per insidiare Chris Froome che ha aumentato, seppur di poco, il suo vantaggio in classifica generale grazie agli abbuoni.

 

 

Rigoberto Uran vince al fotofinish

Rigoberto Uran conquista la nona tappa, Froome sempre in giallo

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran, colombiano della Cannondale-Drapac, ha vinto al fotofinish sul francese Warren Barguil la 9ª frazione del Tour de France, da Nantua a Chambery di 181.5 km.

Chris Froome, si è piazzato terzo allo sprint, e ha conquistato l’abbuono di 4″ e che gli ha permesso di allungato in maglia gialla. Quarto Romain Bardet, quinto il nostro Fabio Aru, ora in ritardo di 18″ nella classifica generale ma salito di una posizione (secondo) alla luce del ritiro di Geraint Thomas.

Nella discesa del Mont du Chat  terribile la caduta di Richie Porte che ha trascinato a terra anche Daniel Martin, si è temuto davvero il peggio vedendo l’australiano fermo sull’asfalto. I responsi medici diranno che per lui vi sono fratture a bacino e clavicola! Sul Col de la Biche per lo scivolone di Geraint Thomas: il gallese uomo chiave del Team Sky si è dovuto ritirare e ha riportato la frattura della clavicola destra.

Ad infiammare la corsa è stato, ai meno 31 km, Aru si è alzato sui pedali e ha attaccato in un momento in cui per problemi meccanici Froome stava rallentando per essere assistito dall’ammiraglia (sia il sardo che il Kenyano diranno di non aver colto l’accadimento) ma ad anticipare il gruppetto dei migliori è stato un rapidissimo Bardet abile a staccare tutti e ripreso soltanto ai quattro chilometri finali.

A quel punto è stato il momento del redivivo Rigoberto Uran che vince al fotofinish, cosa insolita per una tappa di montagna.

 

 

 

Ion Izagirre operazione riuscita perfettamente

Ion Izagirre operazione andata bene per lo spagnolo

Ion Izagirre

Ion Izagirre

Ion Izagirre operazione andata secondo i piani dello staff medico che consente allo spagnolo di tirare un sospiro di sollievo.

Felice lo spagnolo caduto durante la cronometro iniziale del Tour de France: “Mi sento bene, come potete vedere dal video che ho pubblicato sui social media.  L’intervento chirurgico è stato perfetto e sto migliorando già a vista d’occhio. Vorrei esprimere la mia gratitudine all’ospedale di Düsseldorf e tutto il suo personale e medici, sono stadi dei grandi professionisti e sono molto soddisfatto di come mi hanno curato. Spero di poter recuperare passo dopo passo e vedremo quando sarò in grado di tornare alle corse”.

Ibai Jimenez Clever fisioterapista del team, rimasto con Izagirre nell’ospedale di Düsseldorf, conferma che l’intervento chirurgico praticamente perfetto aiuterà il ciclista nella fase del recupero.

“I primi momenti dopo l’incidente di Ion  sono stati molto difficili: le prime notizie che abbiamo ricevuto non erano buone, sembrava che doveva subito essere operato d’urgenza, poi quando siamo giunti in ospedale abbiamo capito che la situazione era meno preoccupante. Ion ha risposto molto bene all’operazione e si sente meglio ogni giorno. L’umore è già alto e il ritorno a casa farà il resto, ora non deve forzare e seguire le tabelle che stiamo predisponendo”