Tour of Britain tripletta di Ewan

Tour of Britain terreno di conquista per il corridore della Orica-Scott

Tour of Britain

Caleb Ewan festeggia la tripletta

Tour of Britain o Tour of Ewan? Il corridore della Orica-Scott conquista oggi la sua personalissima tripletta imponendosi sul traguardo di Aldeburgh davanti a Fernando Gaviria (Quick Step Floors) e Dylan Groenewegen (LottoNL-Jumbo).

Se si eccettua la cronometro individuale che ha premiato Lars Boom, le altre tappe della corsa britannica cono state tutte in fotocopia: fuga da lontano annullata e volata conclusiva di gruppo. Questa ripetitività è frutto di un percorso ondulato ma senza asperità in grado di fare realmente selezione (a parte per la sesta frazione che sarà decisiva ai fini della generale)

A provarci oggi sono in sette: Jacob Hennessy, James Shaw, Conor Swift, Harry Tanfield ,  Regan Gough, Hayden McCormick e l’italiano Enrico Barbin. I fuggitivi raggiungono un vantaggio massimo di oltre tre minuti ma il gap si riduce nelle ultime fasi di corsa, sino a venire completamente annullato dal gruppo ai meno tre chilometri alla conclusione.

Elia Viviani non riesce a trovare il varco per gettarsi nella mischia, così sono gli altri a giocarsela e ad avere la meglio è proprio Caleb Ewan, che si concede il tris personale davanti a un Fernando Gaviria che dimostra di essere tornato competitivo

Fabio Aru re senza corona?

Fabio Aru e l’Astana sono ai ferri corti, siamo alla manomissione?

Fabio Aru

Fabio Aru in maglia Astana

Fabio Aru, sempre più separato in casa nel rapporto con l’Astana, secondo indiscrezioni al ciclista sardo durante la diciassettesima tappa non è stata montata, contrariamente alla richiesta dell’atleta, la corona da 36 denti adatta alle salite previste dalla tappa.

Il corridore in maglia tricolore è andato, giustamente, su tutte le furie lanciando qualche ombra sul reale motivo di questo errore decisamente grossolano e non consono ad un team del livello dell’Astana.

“Arei voluto chiudere bene ma se vogliono che salga in ammiraglia basta che me lo dicano“, ha dichiarato il corridore dell’Astana come riportato da La Gazzetta dello Sport. Per Fabio c’è sul tavolo un’offerta del team UAE Team Emirates di Beppe Saronni e i rapporti con Alexandre Vinokourov sono ai minimi storici. Secondo alcune immagini che girano sul social sembrerebbe che anche i rifornimenti di borracce siano stati lacunosi da parte del team, un vero peccato perchè Aru, pur non potendo competere per i piani alti della classifica alla Vuelta, avrebbe tutte le carte in regola per puntare a una delle ultime tappe.

Riccardo Magrini: sono pronto a tornare!

Riccardo Magrini: “ora posso battere anche Contador”

Riccardo Magrini

Riccardo Magrini sta meglio

Diciamolo, ora che possiamo tirare un sospiro di sollievo, Riccardo Magrini ci ha fatto davvero spaventare. Il Magro ci ha abituato ai suoi proverbiali scherzi ma questa volta ci ha davvero spaventati ed è una gioia sentirlo sereno e in forma.

“Mi ha operato il dottor Gulletta, mi ha impiantato un defibrillatore che altro non è che un salvavita. Sono sceso con le mie gambe in sala operatoria, mi hanno preparato per l’intervento e dopo l’operazione sono tornato in camera per i fatti miei, meglio che dal barbiere – scherza Van Magre – ora devo trascorrere 24 ore di assoluto riposo allettato e poi si vedrà quali saranno i tempi di recupero”.

Riccardo è sempre il solito, scherzoso e allegro come durante le sue splendide telecronache tra frullate e veglione del tritello: “ho espressamente ordinato al dottore di consentirmi di raggiungere i 250 battiti, ora Contador è avvisato!”

Soddisfatto il Professor Simone Gulletta: “Riccardo Magrini è un paziente molto collaborativo e l’intervento è andato benissimo, sono soddisfatto di come siano andate le cose. L’intervento è volto ad evitare attacchi improvvisi che possono essere anche letali, ora procederemo con i controlli di rito e se tutto sarà ok potremo dimettere il paziente”.

 

Silvia Valsecchi vittoria al Tour de l’Ardèche

Silvia Valsecchi vittoria di tappa al Tour de l’Ardèche con un colpo da finisseur

Silvia Valsecchi

Il podio con Silvia Valsecchi

Silvia Valsecchi 35enne della Bepink Cogeas ha ottenuto il successo nella quarta tappa del Tour Cycliste Féminin International de l’Ardèche, da Montélimar a Cruas per un totale di 89 km. Per Silvia è stato vincente un attacco in un tratto tortuoso a 7 km dalla fine, che le ha permesso, anche grazie all’esitazione del gruppo, di non essere più ripresa. Il gruppo è stato regolato da Katarzyna Pawlowska (Boels-Dolmans), davanti alla canadese Alison Jackson; nona la nostra Maria Vittoria Sperotto.

Per Silvia il successo vale anche il terzo posto provvisorio in classifica generale dopo il buon risultato ottenuto nella crono mattutina a Malataverne, di 9.3 kmdominata dalla specialista americana Lauren Stephens (Team Tibco), davanti alla connazionale Leah Thomas (Sho-Air Twenty).

Lars Boom primo a crono del Tour of Britain 2017

Lars Boom conquista tappa e maglia al Tour of Britain 2017

Lars Boom

Lars Boom

Lars Boom,olandese in forza al Team LottoNL – Jumbo, conquista la quinta tappa del Tour of Britain 2017, una cronometro individuale di 16 chilometri e balza in testa alla classifica generale. Boom, alla seconda vittoria stagionale dopo aver conquistato una tappa al Binck Bank Tour nei suoi Paesi Bassi con tanto di gesto dell’ombrello all’arrivo, sforna una prestazione super anticipando di sei secondi  il belga Victor Campenaerts che è il campione continentale di specialità.

Molto indietro gli italiani: il primo dei nostri è Elia Viviani (Team Sky), quarantaseiesimo a 1’23”. Più attardati Daniele Bennati (Movistar) e Davide Formolo (Cannondale-Drapac).

La nuova classifica generale vede in prima posizione Lars Boom, che dovrà difendersi nelle tre tappe che restano. La prima, ossia la numero sei, andrà da Newmarket a Aldeburgh (183 km), con la collinetta di Snape (terza categoria) ai meno diciotto alla conclusione come unico vero ostacolo verso l’ennesima volata.

Sander Armee vince alla Vuelta, riscatto di Froome

Sander Armee vince, bene Aru e Froome

Sander Armee

Sander Armée

Sander Armee belga della Lotto Souda, conquista la diciottesima tappa della Vuelta Espana da da Suances  al Monastero Francescano di Santo Toribio.

Parte presto una fuga che riuscirà a giungere fino all’arrivo composta da: A comporla sono Julian Alaphilippe, Matteo Trentin (Quick Step), Alessandro De Marchi (BMC), Magnus Cort Nielsen (Orica-Scott), Jose Joaquin Rojas, Marc Soler (Movistar), Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe), Clément Chevrier, Alexis Gougeard (AG2R-La Mondiale), Toms Skujins (Cannondale-Drapac), Antwan Tolhoek (LottoNL-Jumbo), Matej Mohoric (UAE Team Emirates), Alexey Lutsenko (Astana), Sander Armée (Lotto-Soudal), Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Jérémy Maison, Anthony Roux (FDJ), Stéphane Rossetto (Cofidis), Sergio Pardilla (Caja Rural-Seguros RGA) e Aldemar Reyes (Manzana-Postobón).

Il vantaggio dei fuggitivi di giornata supera i dieci minuti visto che i battistrada procedono di comune accordo fino agli ultimi chilometri. Tensione invece nel gruppo dei big: sulla Collada de la Hoz (7 km al 6%, categoria 2) la Katusha – Alpecin aumenta l’andatura e spezza il gruppo. Si aggregano alla formazione russa anche Alberto Contador e Fabio Aru e quando il Team Sky si appresta a ricucire, il sardo rilancia e resta in avanscoperta, arrivando a guadagnare fino al minuto e mezzo sul resto dei migliori.

Entrano nell’ultimo chilometro in testa Armee e Lutsenko, ma il belga schianta il kazako e va ad aggiudicarsi la prima vittoria da professionista, al terzo posto c’è Visconti, che arriva con un ritardo inferiore al minuto. Sesto e settimo gli altri due fuggitivi azzurri De Marchi e Trentin, a 1’20”.

Aru riesce ad anticipare di una manciata di secondi tutti i migliori che prendono il muro finale alla massima velocità, Chris Froome “frulla” e si scrolla di dosso tutti tranne un inossidabile Alberto Contador a 4 secondi dal britannico arrivano Wilco Kelderman  e Ilnur Zakarin mentre Nibali paga 21″ alla maglia rossa, vanificando in parte quanto guadagnato ventiquattro ore fa.

Holowesko-Citadel chiede la licenza Professional per il 2018

Holowesko-Citadel, il team di Hincapie chiede la licenza Professional

Holowesko-Citadel

Holowesko-Citadel

Holowesko-Citadel non è un nome noto in Europa ma la squadra statunitense è nota oltre oceano per essere di proprietà di un volto noto degli anni 2000: George Hincapie, ex fedele compagno di Lance Armstrong che la gestisce assieme al fratello Rich.

L’annuncio è stato dato dal direttore sportivo Thomas Craven durante il Tour of Alberta: “Non conosco tutti i dettagli ma questa idea era nell’aria da un po di tempo ed ora è arrivato il momento giusto per metterla in pratica. Grazie ad alcuni nuovi sponsor che si aggiungeranno all’attuale pool riusciremo ad ottenere la licenza Professional che ci aprirà le porte per corse prestigiose come il Tour of California e vogliamo ampliare il nostro calendario a Europa e Australia”

Il tema si è messo in luce con ben nove vittorie stagionali a livello UCI, le più importanti delle quali ottenute al Tour of Utah con Ty Magner e John Murphy e al Colorado Classic con lo stesso Murphy. Il plurivincitore a quota quattro è Robin Carpenter, interessante elemento dotato di buona resistenza e valido spunto veloce.

Direct Energie, Bernaudeau contro Coquard

Direct Energie, Bernaudeau risponde a Coquard

Direct Energie

Jean-René Bernaudeau

Direct EnergieBryan Coquard sono ormai ai ferri corti da un po’, da almeno quando il corridore transalpino aveva deciso di non prolungare il rapporto con la squadra che aveva, in risposta, deciso di non convocarlo per il Tour de France e, addirittura, non convocarlo per tutti gli impegni di fine stagione.

Ad intervenire sulla questione è stato lo stesso patron della squadra Jean-René Bernaudeau che ha parlato con Ouest-france: “Coquard è sempre stato trattato da capitano nel nostro team, era il corridore con lo stipendio più alto del nostro monte ingaggi e che nonostante ciò non è mai riuscito a vincere in gare World Tour. Non si è comportato da leader e non ha rispettato i doveri verso il team e i compagni”.

“La nostra idea era quella di costruire il team attorno a Coquard – ha continuato Bernaudeau – sia io che gli sponsor abbiamo assecondato le sue richieste economiche ma lui ha prima rimandato la firma e poi, a fine maggio, ha comunicato di voler lasciare il team. Il suo agente gli ha trovato una collocazione migliore almeno secondo le sue parole. A questo punto non vedo per quale motivo, nella programmazione del resto della stagione, avrei dovuto tenerlo in considerazione penalizzando altri corridori che hanno più voglia di gareggiare con la nostra squadra e che devono mettersi in mostra. Penso che sia stato lui a mancare di rispetto alla squadra e non viceversa”.

Burgos-BH richiesta la licenza Professional

Burgos-BH sottopone il dossier per la licenza Professional

Burgos-BH

Il team della Burgos-BH

Burgos-BH ha intenzione di passare tra le Professional nel 2018, a rivelarlo è il portale Zikloland secondo il quale sono quindi due i team spagnoli pronti a passare tra i team professionale (l’altro è l’Euskadi Basque Country-Murias). Dopo circa dieci anni trascorsi nella terza fascia delle squadre internazionali, il team diretto da Julio Andrés Izquierdo ha provveduto al pagamento della tassa di iscrizione (circa 20 milla euro) necessaria per avviare la pratica di ottenimento della licenza. 

L’incremento del budget del team sarebbe supportato da un maggior coinvolgimento della Provincia di Burgos che ha addirittura raddoppiato il proprio impegno economico. Secondo quanto riportato dal portale sarebbero in corso interessanti ed avanzate trattative con alcuni nuovi sponsor pronti ad investire sul progetto.

 

 

Alessia Missiaggia intervista per Ciclonews

Alessia Missiaggia intervista esclusiva per Ciclonews

Alessia Missiaggia

Alessia Missiaggia con la medaglia d’oro

Alessia Missiaggia uno dei talenti emergenti del Down Hill tricolore ci racconta in questa intervista di come è nata la passione per questo sport. Alessia è stata vincitrice del titolo di campionessa del mondo di Downhill femminile 2016 nella categoria Junior e corre per la Development Team GT.

Alessia ha cominciato la sua esperienza nel ciclismo su strada da giovanissima, vincendo tre medaglie nazionali e guadagnandosi la fama di prodigio del ciclismo. Crescendo, ha cercato nuove sfide ed avventure nel ciclismo ed è stata affascinata dalle emozioni delle gare di Downhill

 

Ciao Alessia, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista.

Grazie a voi per l’ospitalità e per lo spazio che il vostro sito da al nostro meraviglioso sport.

Ci racconti come hai iniziato a praticare il Downhill?

Ho iniziato quasi per caso, ho provato a fare Downhill quando ancora correvo in bici da strada. È stato amore a prima vista, l’anno dopo ho cominciato a fare gare di DH. Devo dire che ho sempre amato lo sport in generale, ho fatto sci alpino a livello agonistico e ho giocato in una squadra di calcio femminile ma il fascino di questo sport mi ha davvero conquistata.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare (sia perché visibilmente pericoloso sia per i terreni di gara idonei) come mai hai scelto questa disciplina? 

Mi è fin da subito piaciuto l’ambiente che la circonda, poi venivo da un momento difficile nel ciclismo su strada e quando ho provato il downhill ho capito che era lo sport giusto per me! Poi amo la bici, cambia poco la disciplina, mi diverto su qualsiasi mezzo.

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

In realtà l’unica cosa che provo davvero è la fatica. Anche se le gare sono corte e c’è l’idea che andando in discesa non sia difficile, da un punto di vista fisico lo sforzo è grande. Per il resto devi essere estremamente concentrata, non c’è spazio per altre emozioni.

C’è una gara che Alessia Missiaggia ricorda con più piacere?

Di certo i Mondiali in Val di Sole dell’anno scorso. Ho dato davvero tutta me stessa su quella pista e all’arrivo è stata un emozione grandissima vedere che il mio tempo mi aveva consegnato la maglia iridata, un sogno che è diventato realtà!

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero adoro fare quello che mi rilassa ed in particolare amo leggere, i libri riempiono il mio tempo, la mia testa e il mio cuore. Poi appena ho l’occasione adoro passare del tempo con i miei amici, uscire, fare passeggiate o anche solo una chiacchierata in tranquillità

C’è qualche sportivo che ha ispirato Alessia Missiaggia?

Venendo dalla strada gli atleti di riferimento per me da bambina sono sempre stati i ciclisti. Mi aveva colpita molto Ivan Basso, avevo circa 8 anni quando avevo letto il suo libro e mi ha impressionato leggere di tutti i sacrifici che ha fatto fin da quando era solo un bambino per diventare un campione. Ho quindi compreso che se anche io volevo fare la atleta avrei dovuto mettere in conto quegli sforzi.

 Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

Certo, ascolto moltissima musica, difficilmente esco in bici senza le cuffiette. Però non ho un genere preferito, né una playlist abituale, di solito metto sempre in casuale e trovo l’ispirazione in quello che il lettore mi propone.

Ci sono i mondiali e non potrai difendere la tua maglia

E’ una vera tristezza non avere l’opportunità di difentere il titolo iridato ma purtroppo non sono stata convocata per i Mondiali e me ne devo fare una ragione.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali? 

Col cambio di categoria le cose saranno molto più difficili, però ho in serbo alcuni progetti interessanti. Mi piacerebbe l’idea di poter fare qualcosa per il movimento del Downhill italiano. che ha bisogno di crescere, spero di poter dare una mano in quel verso