Nibali dati della performance al Fiandre

Nibali dati della performance al Fiandre vs la Milano-Sanremo

Nibali dati della performance al Fiandre: potenza media è di 250 watt, il consumo calorico reale, cioè solo riferito alla gara, di 5.860 Kcal, ecco le differenze con la Sanremo

Nibali dati Fiandre

Nibali dati Fiandre

Nibali dati della performance al Fiandre spiegano la sua performance nella corsa belga. Dopo l’arrivo della prima tappa dell’Itzulia-Basque Country (ex Giro dei Paesi Baschi) lo Squalo dello Stretto crolla sul divano in coda all’autobus del team. “Sono stanco” afferma il siciliano e i suoi occhi non mentono, è veramente esausto. Dopo le fatiche della Liegi trovarsi su un volo Bruxelles-Bilbao, arrivare all’albergo della squadra a mezzanotte abbondantemente passata e poi prendere il via alla corsa lascia i suoi strascichi.

Mentre i compagni di squadra risalgono in bici per tornare in hotel, lui resta sul bus per tirare il fiato: “Ho provato a tenere duro ma sull’ultima salita mancava forza e brillantezza, ho provato ad andar su regolare, mi sono dovuto gestire”.

Insomma niente riposo per Nibali: “Però al Fiandre il wattaggio medio e il consumo energetico sono quelli di una tappa dolomitica veramente dura. I dislivelli non sono molti ma la corsa è affrontata a tutta e poi si spendono tante energie mentali, servono mille occhi e tanta lucidità e questo costa energie”.

Tornando al Giro delle Fiandre ecco l’analisi di Paolo Slongo, allenatore di Nibali: “Quando Vincenzo è scattato ha tenuto 650 watt medi per 15 secondi, poi s’è seduto. Il Fiandre, lo sappiamo, è una gara ad esaurimento, considerate che il consumo calorico reale, cioè solo riferito alla gara, è stato di 5.860 Kcal!”

In 6 ore e ventuno minuti del Fiandre il consumo è stato maggiore di quanto fatto alla Milano-Sanremo (5.150kcal) che però è durata quasi un’ora in più (7 ore e 15 minuti per la precisione). Anche il wattaggio perla chiaro: Fiandre 250 watt, Classicissima 187 watt.

Differenze che si spiegano con il fatto che la Sanremo è molto più lineare come corsa, mentre il Fiandre è un susseguirsi continuo di scatti e contro scatti e poi, spiega Vincenzo a La Gazzetta dello Sport, “Al Fiandre fai quasi più fatica a prendere la posizione prima di un Muro, che nella salita stessa. Se non conosci la corsa alla perfezione, tra curve a destra e curve a sinistra, pavé e mille trabocchetti, continui a perdere posizioni che poi sei costretto a riconquistare”.

Altro aspetto da non sottovalutare è il consumo di carboidrati, ogni scatto inutile brucia risorse: se gli zuccheri danno potenza immediata va considerato che il loro serbatoio è di dimensioni ridotte mentre quello dei grassi è quasi infinito ma garantisce durata e non “fiammate” e di scatti brucianti il Fiandre ne richiede in quantità.

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