Michele Ferrari è tornato nel gruppo?

Michele Ferrari potrebbe esere “nel gruppo”

Michele Ferrari medico allontanato dal mondo del ciclismo per le vicende legate a Lance Armstrong potrebbe essere tornato ad “operare”

Doping

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Michele Ferrari è tornato nel gruppo? Secondo articoli apparsi su siti prestigiosi che trattano di ciclismo, ci sarebbe un dossier segreto della CADF che rimarca come il noto medico italiano sia nuovamente attivo tra i ciclisti professionisti collaborando, in particolare con il Team Astana.

Accuse veramente gravi e sconfortanti ma, secondo quanto dal prestigioso cyclingnews.com, i media danesi avrebbero citato il dossier che coinvolgerebbe l’atleta di punta della formazione kazaka Jakob Fuglsang. Ferrari, medico personale dell’ex ciclista Lance Armstrong (non un nome qualunque) si sarebbe incontrato a Monaco con Fuglsang e Lutsenko.

La Cycling Anti-Doping Foundation (CADF)  avrebbe pubblicato un dossier, diffuso dal sito Politiken.dk, secondo cui “Fuglsang fa parte del programma di Michele Ferrari e che il suo compagno di squadra Alexey Lutsenko era presente durante almeno un incontro tra loro a Nizza / Monaco”.

L’incontro sarebbe della scorsa estate e non si sanno i contenuti dello stesso ma la notizia è certamente pesante tanto che la stessa UCI ha voluto precisare che:

“Ad oggi, l’UCI non ha ricevuto una relazione dal CADF al fine di avviare procedimenti contro le persone e il team menzionato. La nostra Federazione segue da vicino questo caso e adotterà le misure ritenute appropriate nell’interesse del ciclismo “.

Finora, Astana e Fuglsang non hanno commentato pubblicamente queste indiscrezioni che svelerebbero una trama di rapporti tra il medico noto per la sua spregiudicatezza nell’uso di sostanze vietata e il team. Sicuramente c’è preoccupazione nel mondo del ciclismo per il riaffiorare di un personaggio la cui fama è tristemente nota non solo agli addetti ai lavori.

Michele Ferrari, che ha avuto un ruolo chiave nello scandalo Armstrong, è sottoposto ad un divieto a vita ed al suo nome sono collegati alcuni rapporti avuti con Alexander Vinokourov, che a sua volta ha ricevuto un divieto di due anni per doping ematico nel 2007. Su questo argomento il corridore kazako aveva si ammesso di aver usufruito della consulenza del medico italiano ma solo per stilare programmi di allenamento.

Queste segnalazioni arrivano in un memento teso per il ciclismo internazionale che ha visto un incremento dei casi di positività all’antidoping in particolare in Sud America. Altrettanto delicati sono gli sviluppi dell’inchiesta “Aderlass” che ha coinvolto sciatori nordici e ciclisti professionisti.

“Dobbiamo continuare a lavorare perché il numero di casi di doping è aumentato in tutto il mondo e soprattutto in alcuni paesi dell’America Latina, siamo andati in un paese, abbiamo eseguito 12 test e 12 sono risultati positivi” ha spiegato David Lappartient.

 

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