Michael Bresciani positivo a un diuretico

Michael Bresciani positivo all’antidoping, non c’è pace per la Bardiani

Michael Bresciani

Michael Bresciani

Michael Bresciani della Bardiani-CSF è risultato positivo per un diuretico. Bresciani si è difeso sostenendo che la positività sia dovuta ad una contaminazione di cibo dovuta ad un farmaco (della madre) accidentalmente caduto nel piatto.

Non c’è proprio pace per la squadra di Bruno e Roberto Reberberi che, dopo i casi di positività di Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi già aveva ricevuto una durissimo colpo alla vigilia della partenza dello scorso Giro d’Italia e ora, come un fulmine a ciel sereno, arriva il caso Bresciani a scaldare gli animi. L’ingaggio di Michael Bresciani, proveniente dalla Zalf, fu dettato proprio dal licenziamento dal team dei due “positivi” e, per un gioco del destino, lo stesso corridore viene oggi trovato positivo anche se con modalità diverse. Il giovane corridore è stato, infatti, trovato positivo non ad una vera e propria sostanza dopante ma a quello che in gergo viene definita “una sostanza coprente”.

Triste la vicenda che Michael Bresciani sia stato “pizzicato” durante la prova del Campionato Italiano: in quel momento la Bardiani-CSF era sospesa dalle corse (proprio per i casi di positività pre-Giro) ma i corridori avevano avuto il via libera per correre individualmente la corsa tricolore.

Il corridore si è difeso in una intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha ricostruito i fatti: “mia madre assume il Lasix durante i pasti e, nel dividere la pastiglia, qualche parte deve essere finita per errore nel mio piatto. L’UCI sta valutando il mio caso – ha detto Bresciani – ma non credo di poter essere punito per qualcosa di diverso dalla negligenza”. In questo caso, oltre al corridore potrebbe essere pesantemente punita anche la squadra che, nel giro di 12 mesi, è stato coinvolta in 3 casi di positività.

Queste madri distratte?

Nel caso di positività di Michael Bresciani (sul quale non ci vogliamo esprimere se non ne riportare i fatti e le parole) torna alla ribalta il ruolo delle madri. Non vogliamo prendere posizioni troppo nette ma questa ricostruzione dei fatti ricorda molto la vicenda della tennista Sara Errani che ha “accusato” un farmaco della madre che ha contaminato il suo cibo. L’Errani, trovata positiva nel corso del 2017, se l’è cavata con due mesi di sospensione.

Ci auguriamo che le nostre madri siano un po’ meno distratte quando servono il cibo ai propri figli, un farmaco nella minestra può risultare indigesto…

 

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