Maurizio Semprini ciclista riminese

Maurizio Semprini

Maurizio Semprini

Maurizio Semprini: la sua carriera

Maurizio Semprini  ciclista riminense, talento cristallino ma bollato da molti, amico di Marco Pantani: la sua storia 

Maurizio Semprini nasce a Rimini il 19 febbraio 1976, papà Ferdinando e mamma Lina sono  titolari di un’albergo a Rivabella. Maurizio si avvicina al ciclismo con i colori del Pedale Riminese con cui, tra gli allievi, ottiene il titolo di Campione Italiano nell’inseguimento individuale e a squadre. Tra gli juniores arrivano nove ottimi successi che ne mettono in luce le doti di finirreur.

Nel 1994 Semprini viene convocato in nazionale per i Mondiali di Quito 1994 ottenendo la medaglia di bronzo nell’inseguimento a squadre. L’anno seguente approda alla Rinascita-Giacobazzi nelle cui fila prosegue la crescita personale sia in strada che in pista. Maurizio viene convocato come riserva del quartetto di Collinelli per i Giochi Olimpici di Atlanta 1996  anno in cui riesce a conquistare una bellissima vittoria di tappa al Circuit des Mines gara in cui competono anche i professionisti: con la maglia della nazionale dilettanti si impone davanti a fior di pro dopo 135 km di fuga.

Attorno al nome di Semprini c’è molto interessa pare che lo vogliano la Cantina Tollo e, addirittura,  la potentissima Festina ma il riminense non si sente ancora pronto per fare il salto verso il professionismo.

Nel 1997 Maurizio Semprini  approda alla formazione friulana Caneva con cui ottiene tre vittorie su strada, il bronzo a cronometro ai Campionati Italiani ed ai Giochi del Mediterraneo alle spalle di Fabio Malberti e del francese Martial Locatelli

Maurizio Semprini  ha un grande talento, un fisico “alla Indurain”, è bello da vedere in sella  ma paga le voci che lo vogliono poco propenso alla “vita da atleta”. Maurizio ama la discoteca (cosa che lo fa bollare come poco atleta) e, nonostante i risultati parlino a suo favore, nel 1998, invece di passare professionista, si accasa alla Pasta Montegrappa sempre tra i dilettanti con cui ottiene tre belle vittorie che, però, non gli consentono di trovare un ingaggio tra i pro.

Nel ’99, infatti, veste i colori del  Velo Club Mantovani ottenendo cinque vittorie  tra cui il G.P. Amici dello Sport di Granze, la Medaglia d’Oro Ottavio Bottecchia  e il Trofeo Fratelli Ferrari. A fine stagione arriva, finalmente, la chiamata dei professionisti dell’Alexia Alluminio lavorando a supporto del team, in particolare è l’uomo delle volate di Nicola Minali, senza mettersi troppo in luce per le sue doti individuali.

Nel 2000 pare che Semprini sia destinato ad accasarsi alla Mercatone Uno del suo amico e compagno di allenamento Marco Pantani o diventare compagno di Danilo Di Luca ma alla fine non se ne fa nulla.

Maurizio fa un passo indietro e vive un anno di “purgatorio” tornando tra i dilettanti col V.C. Mantovani-Guerrato-Solmec con cui ottiene la vittoria del Trofeo Fratelli Ferrari 2001.

Il destino lo vuole vicino a Pantani e alla Mercatone Uno con cui trova un accordo per il 2002. Non sono anni facili ne per il pirata ne per il team. “Sempro” capisce le difficoltà dell’amico, entra in conflitto con i vertici del team e, di fatto, chiude li la sua carriera professionistica.

La morte del Pirata sancisce la fine del sogno di Semprini che perde la bicicletta e l’Amico. Aiutato da amici e parenti Semprini trova energia nuova, scopre la fede a Medjugorje