Matteo Fabbro intervista per Ciclonews

Matteo Fabbro intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Matteo Fabbro
Matteo Fabbro

Matteo Fabbro promettente scalatore friulano del Cycling Team Friuli passato professionista con il Team Katusha-Alpecin, con cui ha firmato un contratto di durata biennale, si racconta in questa intervista con la nostra redazione.

Ciao Matteo, anzitutto grazie per aver accetto la nostra intervista.

Grazie a voi per l’ospitalità, seguo il vostro sito ed è un piacere fare questa chicchierata.

Matteo ci racconti come hai scelto di praticare il ciclismo?

Ho scelto il ciclismo perché nella mia famiglia tutti correvano in bici, di conseguenza i nonni mi hanno spinto a praticarlo. Un giorno i nonni mi hanno portato a vedere una corsa della categoria giovanissimi e da quel momento è scattata la passione e ho iniziato a correre in bicicletta.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza?

Direi che ha notevolmente influenzato la mia adolescenza perché, per praticarlo con profitto, il ciclismo richiede una buona organizzazione. Non è sempre facile riuscire a conciliare gli impegni scolastici con i ritmi di allenamenti e gare, devi svegliarti presto, andare a scuola e una volta tornato a casa pranzare di corsa per uscire in allenamento finché c’è luce. Dopo devi tornare a casa e metterti sui libri a studiare: non è stato per nulla facile ma è stato molto formativo.
Oltre a questo aspetto ci sono le “rinunce” quotidiane: dal non uscire magari al sabato sera all’evitare le partite di calcetto con gli amici perché la domenica hai una corsa. Ripeto duro ma assolutamente piacevole visto che l’ho scelto io!

 

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Diciamolo, il ciclismo non è uno sport facile. Tutte le attività sportive ad un certo livello richiedono impegno e concentrazione ma, forse, il ciclismo è per certi versi più ostico di altri sport che magari si praticano in palestra o in un campo, qui ti alleni in strada e con qualunque condizione meteo. Alla base di questo sport deve esserci la passione, se no dopo poco ti scoraggi e molli. A un ragazzino che vuole avvicinarsi al mondo delle due ruote consiglierei di impegnarsi a fondo ma senza prenderlo troppo seriamente, tutto deve partire come un gioco e un divertimento. Per me ancora oggi andare in bici è un divertimento, certo ora ho tante responsabilità in più ma la base del successo è il piacere nel fare una cosa.

La corsa che ricordi con più piacere?

Risposta facile: la vittoria alla prima tappa del Giro della Valle D’Aosta di quest’anno. Venivo da un periodo davvero difficile, ero stato investito a gennaio in allenamento, poi ho subito due fratture alla clavicola prima in Colombia e poi al Giro d’Italia. Insomma rientravo alle corse dopo un periodo davvero ostico, non sapevo bene quale era la mia condizione  e non avevo il morale particolarmente alto. Per me è stato come voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo.

Cosa fa Matteo Fabbro nel tempo libero? Hai un genere musicale che preferisci?

In verità non ho molto tempo libero ma quando sono a casa mi piace uscire con gli amici e dedicarmi a tutto quello che durante la stagione non riesco a fare. Musicalmente non ho un cantante o un gruppo che preferisco, ascolto un po’ quello che capita e che sento che mi trasmette sensazioni piacevoli

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Senza dubbio direi che Purito Rodriguez mi ha ispirato, sono cresciuto con le sue imprese ma per me il migliore è Alessandro de Marchi, è friulano come me e ci alleniamo assieme quando è a casa. Mi è sempre stato vicino in questi quattro anni da under, mi dà sempre consigli preziosi e per me è un mentore. Inoltre proviene anche lui dal Cycling Team Friuli

Segui qualche altro sport o hai qualche mito?

Mi piace molto la pallacanestro e, un po’ come tutti, adoro le star degli altri sport. Mi piace molto conoscere come i grandi campioni hanno gestito la loro carriera, lo stress. Tutti vediamo la parte dorata della vita di uno sportivo ma dietro ci sono tante responsabilità, rinunce e sacrifici.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Matteo Fabbro?

Fino al 31 dicembre sarò un atleta del Cycling Team Friuli, è una squadra a cui devo molto. Sono arrivato nel team 4 anni fa e loro hanno sempre creduto in me e mi hanno aiutato nei momenti più difficili, sono la mia seconda famiglia. Ci tengo a lasciare un buon ricordo e ripagarli al meglio per quello che hanno fatto per me. Da qua a fine stagione daró il massimo in tutte le corse come ho sempre fatto. In particolare, ci tengo a ben figurare alla Coppa San Daniele, corsa friulana di “casa” a cui tengo particolarmente

 

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