Mark Cavendish: ho combattuto con la depressione

Mark Cavendish: ho combattuto duramente con la depressione

Mark Cavendish ha raccontato al Times la sua doppia lotta contro il il virus Epstein-Barr e contro la depressione

Mark Cavendish

Mark Cavendish forte velocista britannico, uno delle ruote più veloci del gruppo per molti anni, ha raccontato al Times la sua battaglia contro il virus Epstein-Barr e contro la depressione. Nel 2018 Mark si è trovato a dover lottare contro il virus responsabile della mononucleosi infettiva e proprio durante quel periodo ha combattuto contro la depressione.

“Negli ultimi due anni la mia salute fisica ha subito un duro colpo ma non solo quella fisica – ha raccontato il corridore 34enne che in carriera vanta 146 vittorie di cui ben 30 al Tour de France oltre al titolo di Campione del Mondo 2011 – durante la malattia ho dovuto lottare anche contro la depressione diagnosticatami nell’agosto del 2018. Non ho preso farmaci ma ne sono uscito ed è bello sapere che quel periodo buio è alle spalle”.

Nell’aprile 2019 il virus che lo aveva indebolito è stato debellato e la stagione 2020 doveva essere una nuova parte della carriera di Mark Cavendish (che non vince una corsa dal Giro del Dubai 2018) ma dopo aver corso dieci gare la serrata legata al Coronavirus ha stroncato la sua risalita dagli inferi.

Mark Cavendish, supportato dalla moglie non si da per vinto, lui una sfida dura l’ha già superata:

“l’incertezza di non sapere quando si potrà tornare a correre l’ho vissuta per due anni, non mi spaventa la situazione attuale, ci sono abituato”.

Nel 2020 Mark è approdato al Team  Bahrain McLaren  dove ha ritrovato  Rod Ellingworth suo mentore ai tempi della British Cycling, dove Cavendish ha mosso i primi passi verso l’eccellenza che ha contraddistinto la sua carriera:

“Rod sa come vanno seguiti gli atleti, sa stimolare gli atleti, sa dare un obiettivo e fartelo raggiungere con piacere. E’ diverso da molti allenatori che sanno solo dire fai questo o fai quello. Sono felice come un bambino di essere alla McLaren”.

 

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