Marino Lejarreta storia del campione spagnolo

Marino Lejarreta “El Junco de Bérriz”

Marino Lejarreta vincitore della Vuelta Espana 1982 davanti a Hinault, storia, statistiche e vittorie più importanti de “El Junco de Bérriz”

Marino Lejarreta

Marino Lejarreta

Marino Lejarreta Arrizabalaga nasce a Bérriz (Spagna) il 14 maggio 1957, nei Paesi Baschi la bicicletta scorre nelle vene e la famiglia Lejarreta rispetta perfettamente questo “cliché” infatti i figli li maggiori (gemelli) Ismael e Nestor sono ciclisti.

Il giovane Marino si avvicina allo sport praticando prima il cross e poi il baseball ma dovendosi spostare per la scuola da Bérriz a Deusto in bicicletta scopre la passione che lo accomuna coi fratelli maggiori ed inizia a correre all’età di 15 anni.

Ismael diventa un professionista ricoprendo un ruolo di spicco nel ciclismo dei primi anni ottanta e per Marino è una vera e propria fonte di ispirazione e ne diventa mentore quando passa tra i professionisti nel 1979 con la Novostil.

Marino sin dalle categorie dimostra un feeling naturale con la salita mettendo in luce doti da scalatore puro che gli varranno, appunto, la chiamata tra i “pro” e che consentiranno la maggior parte delle affermazioni tra i grandi.

Fin da subito la sua figura snella, all’epoca insolita per un ciclista, e il suo passo assolutamente caratteristico gli fanno guadagnare il soprannome di “El Junco de Bérriz“.

La carriera di Marino Lejarreta è segnata dall’amore per la salita, dalla continua ricerca di quel sapore tipico del ciclismo “eroico”, quello che forse è mancato all’iberico è una netta propensione all’ambizione per la vittoria.

Una delle salite preferite da Lejarreta è la Subida al Naranco, un vero talismano per lui che trionfò nel 1981 e nella cronoscalata della Vuelta ’86. Altra salita amata da Marino è quella del Lagos de Covadonga dove conquista la prima vittoria di tappa alla Vuelta Espana (1983).

 

Marino Lejarreta: l’esordio con la Novostil Helios

Lejarreta arriva tra i professionisti a soli 22, nel 1979 fa il suo esordio nella squadra del fratello, la Novostil Helios. L’inesperienza porta Marino a soffrire un po’ il salto di categoria ed  il miglior risultato nella stagione d’esordio è un secondo posto al GP de Llodio nel mese di agosto.

Il Passaggio alla Teka

L’anno successivo Marino cambia squadra per accasarsi, assieme al fratello Ismael, alla Teka. Al Giro delle Asturie, nella quarta tappa da Luarca a Lugones del 17 giugno 1980, lo scalatore saluta tutta a La Rebollada per arrivare al traguardo in solitaria per una esaltante vittoria.

Nella Vuelta 1980 Marino sorprende tutti conquistando un importante quinto posto alla Vuelta Espana. A settembre prende parte alla Vuelta a Catalunya e trionfa grazie alla sua tenacia che gli permette di spodestare il leader Van der Velde durante la cronometro. In quell’anno trionfa anche nella Escalada a Montjuic una prova assolutamente particolare in due tappe: una prova in linea in cui Marino chiude quarto a cinque secondi dal vincitore Fernandez e una cronometro in cui domina tutti staccando di 40 secondi Coll (che era arrivato con lo stesso tempo nella prova in linea) e di 44 Agostinho.

L’Escalada di Montjuic divenne una delle prove preferite dello spagnolo in cui trionfò ben cinque volte e chiuse secondo in altre due occasioni.

 

La vittoria alla prima Clasica de San Sebastian

Il 1981 è un anno di esordi per Marino che prende parte al Tour de France per la prima volta chiudendo 35esimo mentre alla Vuelta è costretto al ritiro.

Il 12 agosto 1981 si svolge la prima edizione della Clasica de San Sebastian diventata poi una corsa di rilievo nel panorama internazionale. E’ la Federazione di Guipúzcoan a volere la prova e lungo i 229 durissimi chilometri di corsa dei 71 partenti solo 30 riescono a completare la prova. Il caldo la fa da padrone ma non scoraggia il pubblico ad accorrere numeroso lungo i cinque colli da scalare, Marino parte sul Jaizkibel staccando tutti e precedendo Jones Graham (Peugeot) e  Faustino Rupérez (Zor).

 

Marino Lejarreta vince la Vuelta Espana 1982

E’ un anno importante il 1982 per il ciclista spagnolo che conquista la Vuelta Castilla, Cantabria e La Roja e bissa la vittoria a San Sebastian e alla ormai tradizionale Escalada a Montjuic. Il palmares viene impreziosito dalla conquista della classifica finale della Vuelta Espana anche se per Marino avrà sempre un gusto agrodolce.

La 37esima edizione della corsa a tappe spagnola prende il via il 20 aprile da Santiago de Compostela per chiudersi, naturalmente a Madrid. Al via dieci formazioni con Claude Criquielion che aveva i favori dei pronostici con un manipolo di spagnoli pronti a dar battaglia con in prima fila Ángel Arroyol, Alberto Fernández e Pedro Muñoz.

Eddy Planckaert domina le prime tappe per velocisti mentre alla decima tappa è Ángel Arroyo che conquista la maglia di leader lungo le tante salite di giornata. La leadership di Arroyo prosegue sino a Madrid quando viene incoronato vincitore della Vuelta con 1 minuto e 55 secondi di margine proprio su Marino.

Successivamente Arroyo viene trovato positivo ad un controllo svolto al termine della 17esima frazione con arrivo a Navacerrad e penalizzato di 10 minuti in classifica (all’epoca il regolamento sul doping era nettamente più morbido). Il vincitore della Vuelta 1982 è Marino Lejarreta, lo spagnolo prende il successo e lo porta a casa ma, come detto, non sentirà mai davvero sua al cento per cento quella vittoria arrivata “a tavolino”.

A termine dell’82 quello di Lejarreta è ormai un nome caldo del ciclismo e a fine arriva l’accordo per il passaggio, assieme a Ismael, alla sammarinese Alfa Lum che nel frattempo trova l’accordo con il co-sponsor Olmo.

Vuelta Espana 1983, la lotta con Hinault alla Vuelta

La Vuelta 1983 (trentottesima edizione) si disputa a cavallo tra aprile e maggio, l’uomo da battere è il francese Bernard Hinault ma la starting list presenta, oltre a Lejarreta, il campione del Mondo Giuseppe Saronni e lo spagnolo Fernandez.

E’ Hinault il primo dei big a prendere la maglia di leader al termine della quinta frazione ma il giorno seguente, con la cronoscalata, Marino riesce a strappare il segno del primato che deve però cedere, a causa di una caduta, a favore di Fernandez. Ai Laghi di Covadonga Lejarreta riesce a trionfare ma non a conquistare la maglia che va, qualche giorno dopo, sulle spalle di Alvaro Pino.

E’ una Vuelta combattuta (forse una delle più spettacolari di sempre) e piena di cambi di maglia tant’è che nella scalata verso Puerto de Serranillos è Bernard Hinault a staccare tutti e a prendersi la sua seconda Vuelta (e il suo ottavo grande giro) lasciando a Lejarreta la seconda posizione finale davanti a Fernandez.

In molti credono che il ciclista bretone utilizzò il suo carisma per coalizzare tutti contro lo spagnolo che viceversa avrebbe conquistato la vittoria finale.

Quell’anno prende parte anche al Giro d’Italia conquistando una vittoria di tappa e chiudendo al sesto posto in classifica generale.

La seconda parte degli anni ’80 e i primi ‘90

Nel 1984 ancora con la maglia dell’Alfalum arriva una prestigiosa vittoria al Giro d’Italia nella Merano-Selva di Val Gardena e il quarto posto nella classifica finale. Il 1985 è più avaro di soddisfazioni con la vittoria solo alla Vuelta a Osorno e il terzo posto al Giro dei Paesi Baschi.

Nel 1986 Marino firma con la formazione iberica Seat-Orbea che diviene nel 1987 Caja Rural) e conquista la Vuelta a Burgos e la, ormai classica, Subida al Naranco oltre al secondo posto alla Classica di San Sebbastian e il quinto posto alla Vuelta.

L’anno seguente arriva la vittoria alla Vuelta a Burgos, la Subida a Urkiola la Clasica de San Sebatian oltre a riescire a concludere per la prima volta in carriera tutti i grandi Giri nella stessa stagione (quarto al Giro, decimo al Tour e trentaquattresimo alla Vuelta).

Il 1988 porta la vittoria della terza Vuelta a Burgos consecutiva oltra al trionfo nella Vuelta a Galicia e, nuovamente la Escalada a Montjuic vincendo entrambe le frazioni

Dopo un discreto 1989 in cui conquista la Klasika di Primavera e la Vuelta a Catalunya, Lejarreta firma con la Once (la nota formazione spagnola che raccoglie fondi a favore dell’associazione dei non vedenti). Gli anni alla nuova formazione iberica non regalano grandi squilli se non una tappa al Tour ’90 (Le Puy en Vellay-Millau) e una  al Giro ’91 (Sorrento-Scanno). Sempre nel 1991 arriva la conquista della Vuelta a Burgos e (per la quinta) l’Escalada a Montjuic.

Il carattere inossidabile di Lejarreta lo porta a concludere, tra l’89 e il 91, tutti e tre i grandi giri lottando per la top-ten in generale (terzo nella Vuelta ‘91 e quinto al Tour ‘89 e ’90).

Nel ‘92 conquista la Subida al Txitxarro e durante la Klasika di Primavera è vittima di una brutta caduta ma non demorde e, risalito in sella, decide di salutare i fans con l’ultima apparizione alla Vuelta a La Rioja.

Dopo il ritiro diventa vicedirettore di Manolo Saiz alla ONCE 1995 e dal 2000 al 2003 poi alla Liberty Seguros dal 2004 al 2007 per dedicarsi, successivamente, al commento televisivo.

Pur non brillando di un talento cristallino come altre atleti della sua generazione (Hinault, Moser, Saronni, Fignon, Lemond, Roche e Delgado) si è dimostrato estremamente tenace e regolare nel corso delle quattordici stagioni trascorse tra i professionisti

 

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