Lutto nel mondo del ciclismo: Addio Fabrizio Fabbri

Lutto nel ciclismo: è morto Fabrizio Fabbri

Lutto nel mondo del ciclismo si è spendo Fabrizio Fabbri. Il saluto e il ricordo commosso da parte della grande famiglia Adispro

Fabrizio Fabbri (fonte comunicato stampa)

Fabrizio Fabbri (fonte comunicato stampa)

Il ciclismo piange la morte di un personaggio importante. Presso l’Ospedale di Cisanello a Pisa si è spento Fabrizio Fabbri, esempio di uomo virtuoso, buon corridore e grande direttore sportivo. Il Presidente Adispro Davide Goetz assieme al Segretario Mario Chiesa e a tutti i direttori sportivi dell’Associazione si stringe nel dolore alla famiglia di Fabrizio Fabbri.

“A nome di tutta la grande famiglia di Adispro, e di tutti i direttori sportivi, in qualità di Presidente dell’Associazione, sono a porgere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Fabrizio Fabbri, grande direttore sportivo e amico di noi tutti, per la sua prematura scomparsa. Un maestro nel suo operato di direttore sportivo, uno di quelli che hanno tracciato la strada della nostra Associazione e della professione di direttore sportivo. Non a caso cinque anni fa egli aveva ricevuto tra i vari riconoscimenti per la sua brillante e onorata carriera, anche il premio Timone D’Oro consegnatogli proprio dalla nostra Associazione. Un caro amico, Fabrizio Fabbri, che resterà sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti per il suo operato nel ciclismo e i suoi insegnamenti” dichiara il Presidente Adispro Davide Goetz.

Tantissime le testimonianze di affetto da parte dei direttori sportivi di Adispro, di chi ha lavorato con lui e di chi ha potuto apprendere il mestiere di direttore sportivo avedolo avuto come maestro da corridore.

Il personaggio Fabrizio Fabbri
Fabrizio Fabbri è stato un bel campione del ciclismo degli anni ’70. Era nato a Ferruccia di Agliana (Pistoia) il 28 settembre 1948. Iniziò a distinguersi da allievo, nei dilettanti, poi il passaggio nei professionisti. Grande temperamento, al servizio di campioni come Francesco Moser e Felice Gimondi, ma anche in grado di mettere la ruota davanti a tutti e vincere belle corse, in tutto una ventina. Ricordiamo il Giro di Puglia a tappe, due volte il Gp Industria e Commercio a Prato, la Tre Valli Varesine ed il Giro dell’Appennino, una tappa al Giro di Svizzera e tre al Giro d’Italia da lui disputato nove volte.

Ha preso parte a sei Campionati Mondiali su strada, dal 1973 al 1978, vestendo la maglia azzurra della Nazionale Italiana, miglior piazzamento 13° a Montreal. Disputò anche un Tour de France e due Giri di Spagna. Ma il ciclismo lo ricorda anche come grande amico di Alfredo Martini, nonché apprezzato direttore sportivo con la Casini Vellutex nei dilettanti, prima dei dieci anni (dal 1993 al 2002) trascorsi con la Mapei guidando fior di campioni compreso il compianto Franco Ballerini. Ha ricevuto vari riconoscimenti per la sua carriera, come il Premio Filotex ed il Timone D’Oro nel 2014 da parte dell’Adispro. Una persona disponibile, che amava conversare e che da anni risiedeva con la famiglia a Quarrata.

I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata come Fabrizio Fabbri desiderava e la salma sarà cremata.

 

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