La bicicletta verde di Haifaa Al Mansour recensione

La bicicletta verde: tra ciclismo, libertà e Corano

La bicicletta verde, scritto dalla regista araba Haifaa Al Mansour, racconta il sogno di possedere una bicicletta della giovane Wadjda 

La bicicletta verde

La bicicletta verde

La bicicletta verde ha una grande capacità: quella di riuscire a trasportare il lettore in luoghi lontani, nei luoghi ove la vicenda è narrata. Probabilmente non molte ragazzine italiane hanno nella mente la reale condizione in cui sono chiamate a vivere le loro coetanee soggette a rigide regole di comportamento imposte dalla tradizione locale.

La bicicletta verde di Haifaa Al Mansour è uno libro in grado di portare il lettore a stretto contatto con costumi tanto differenti da essere quasi inconcepibili che chi ha come unico occhio sul mondo la TV ma che sono realtà quotidiana in molte parti del globo.

La bicicletta verde: Haifaa Al Mansour chi è?

Haifaa Al Mansour (in arabo هيفاء المنصور) è nata nel 1974 ed cresciuta in una famiglia saudita con mentalità “liberale”. Ottava figlia di dodici del poeta Abdul Rahman Mansour si èl aureata in Lettere all’Università Americana presso Il Cairo e ha ottenuto un Master in Regia presso l’Università di Sidney

Dopo aver lavorato su tre interessanti documentari (Who?The Bitter Journey, e The Only Way Out) ha realizzato il documentario Women Without Shadows sulle problematiche delle donne mediorientali.

Haifaa è statala prima donna regista del suo paese e “La bicicletta verde” è stato il suo film di debutto cinematografico (prima aveva lavorato solo su cortometraggi) ed ha riscosso un successo internazionale oltre ogni aspettativa tanto che ne è stato tratto l’omonimo libro.

La bicicletta verde: La trama

Il libro racconta di Wadjda, preadolescente di Riad con un carattere ingenuo ma esuberante e poco incline ad abbandoanre il mondo dell’infanzia (segnata da meno limitazioni e momenti spensierati) per entrare in quello dell’adolescenza (contornata di divieti, sanzioni e obblighi di rispetto della dottrina).

Entrata nell’adolescenza, quando una bimba diventa donna, anche le poche libertà concesse vengono spazzate vie: a scuola (assolutamente femminile) il Corano è materia di studio, i capelli vanno coperti così come la pelle con vesti scure e fuori dall’orario di scuola si deve restare a casa e Wadjda lo fa con la madre visto che il padre è spesso fuori

Wadjda possiede solo due cose veramente importanti: un amico, Abdullah, con cui vorrebbe trascorrere più tempo e il sogno di possedere una bicicletta ed un giorno quel sogno astratto prende forma in una fiammante bicicletta di colore verde esposta nella vetrina di un negozio di giocattoli.

Quella bicicletta potrebbe essere, per la ragazza, la via che conduce alla libertà che sta perdendo ma a Riad non si sono mai viste ragazze in biciclette, quella è cosa per maschi! La bici ha un prezzo elevato e i “traffici” di braccialetti e cassette musicali che Wadjda fa a scuola (con il rischio di essere scoperta da insegnati e direttrice) non bastano per coprire la cifra necessaria.
La ragazza comprende presto che per ottenere la cifra richiesta vi è solo un modo: ottenere la vittoria nella odiata gara di recitazione del Corano. In questa storia le vicende di Wadjda si intrecciano con le vicissitudini di tutte le donne che la circondano: dalle amiche alle compagne di scuola passando per le pene della madre di fronte al marito che si sta per sposare con una donna più giovane (facendola diventare la seconda moglie).

La bicicletta verde: Commento

La bicicletta verde è un libro delicato e simpatico, pensato per un pubblico di pre-adolescenti ma in grado di saziare il palato anche del lettore più adulto. Racconta in modo garbato usi e costumi di aree del mondo che sono più vicine a noi geograficamente che culturalmente ma con cui siamo chiamati a confrontarci con sempre maggior frequenza.

Dalle pagine del libro escono, come per magia, i turbamenti di una ragazza “costretta” al rispetto di regole che ai nostri occhi possono sembrare assurde e che spesso, quando ci imbattiamo in compagne di scuola o vicine di casa di origine araba, dimentichiamo di considerare come aspetto psicologico in grado di “alterare” il modo di interagire.

“La bicicletta verde” di Haifaa Al Mansour, Mondadori, 2016, 347 pag., 16 euro

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