Johan Bruyneel, lancia 7evenPlusTwo

Johan Bruyneel fonda una società di gestione sportiva

Johan Bruyneel bandito dal ciclismo nel 2014 per i fatti legati alla Us Postal di Lance Armstrong ha avviato un’impresa di gestione sportiva

Johan Bruyneel (fonte wikipedia)

Johan Bruyneel (fonte wikipedia)

Johan Bruyneel e Lance Armstrong hanno scritto la storia (tutta al negativo) del ciclismo dei primi anni 2000 tra vittorie scintillanti e l’annullamento delle stesse per scandali legati al doping che tutti conosciamo alla perfezione.

Ora, passati sei anni, dal momento in cui venne bannato dal ciclismo, il manager belga si lancia in una nuova avventura con una società di gestione sportiva denominata 7evenPlusTwo. L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire ad una gestione diversa degli atleti attraverso un management in grado di offrire organizzazione di eventi promozionali, gestione del brand e pianificazioni.

Inevitabilmente balza all’occhio il nome, 7evenPlusTwo, che ha un evidente riferimento ai sette Tour conquistati dal pupillo Lance Armstrong. “Agenzia internazionale di strategia e marketing sportivo”, così di autodefinisce la neonata azienda sul proprio sito internet, sviluppo di strategie vincenti su larga scala per trasformare le buone squadre in grandi squadre è l’obiettivo del progetto di Johan Bruyneel che aggiunge:

“Lo sport è un grande business, quindi lavoriamo con sponsor, proprietari di diritti, governi e organizzazioni sportive internazionali per creare spettacoli sportivi di classe mondiale redditizi”.

Quali siano gli attuali clienti dell’azienda dell’ex manager belga è ignoto ma c’è da capire se il progetto andrà a coinvolgere ciclisti dal momento che nel 2014 l’American Arbitration Association ha interdetto il belga per 10 anni dall’attività ciclistica e il successivo appello alla Court of Arbitration of Sport, di quattro anni più tardi, ha imposto uno stop a vita.

Su questo aspetto, però, Bruyneel pare deciso:

“la decisione del CAS non sposta il mio desiderio di far crescere il mio sport e migliorarlo negli anni a venire”.

Ora andrà capito come questa visione si vada a conciliare con il divieto prendere parte o organizzare a livello nazionale o internazionale a qualsiasi competizione previsti dagli articoli 10 e 12 delle norme UCI antidoping.

 

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