Javier Otxoa morto dopo una lunga malattia

Javier Otxoa morto a 43 anni dopo una lunga malattia

Javier Otxoa morto a 43 anni dopo una lunga malattia ed un incidente che lo aveva costretto a competere nel paraciclismo conquistando ori olimpici ad Atene e Pechino

Javier Otxoa

Javier Otxoa

Javier Otxoa, ex ciclista professionista iberico in maglia Kelme, è morto all’età di 43 anni dopo aver lungamente lottato per sconfiggere una brutta malattia.

Otxoa era nato a Baracaldo il 30 ottobre 1974 ed aveva esordito nei professionisti nel 1997 indossando la maglia della mitica Kelme. Il suo anno migliore fu il 2000 quando fece “i numeri” al Tour de France. Il giorno di gloria fu in occasione della decima tappa della Grande Boucle da Dax a Lourdes-Hautacam. Quel giorno Javier Otxoa fu il protagonista di una fuga lunghissima, con condizioni meteo davvero al limite. Inizialmente Javier si accompagnò a Nico Mattan ma poi prosegui da solo completando una fuga di ben 150 km e resistendo al ritorno di Lance Armstorng.

Javier Otxoa, quel giorno (il 10 luglio 2000) aveva 25 anni, e colse la sua prima vittoria dopo quattro anni di professionismo con 42″ di vantaggio sullo statunitense dopo aver avuto un margine di 17 minuti.  A fine Tour, Javier Otxoa chiuse al tredicesimo posto, e fu quello il suo miglior risultato alla Grande Boucle.

Javier Otxoa l’incidente del 2001

Javier Otxoa Palacios aveva un gemello, Ricardo, i due erano letteralmente inseparabili soprattutto durante gli allenamenti. Il 15 febbraio 2001, come d’abitudine i due, entrambi portacolori della Kelme,  stavano pedalando  sulle strade di Malaga. Attorno alle quattro del pomeriggio un’automobile travolse letteralmente i due giovani ciclismo, il conducente del veicolo di grossa cilindrata era  il direttore del Dipartimento sportivo dell’università di Malaga che fu vittima di un malore o di un colpo di sonno.

Javier riportò la frattura esposta di tibia e perone della gamba sinistra, degli omeri e di cinque vertebre ed entrò in coma profondo per via di un  terribile trauma cranico. Il fratello non fu così “fortunato” in quanto nell’impatto perse la vita. Fu la fidanzata di Javier a riconoscere il corpo del povero Ricardo Otxoa.

Javier Otxoa rimase a lungo sospeso tra la vita e la morte con una polmonite che rese ancora più dura la situazione clinica. Dopo 64 giorni di coma e dopo una lunghissima degenza in ospadale per la riabilitazione uno dei prospetti più interessanti del ciclismo iberico prova a risalire in sella, lo fa per soli 20 metri ma per lui è un successo inaspettato.

Javier Otxoa e il paraciclismo

 

Javier quel giorno di dicembre, quando provò a risalire in sella comprese che il suo calvario sarebbe stato ancora lungo ma l’idea di risalire in sella non venne accantonata. I primi km Otxoa li percorse sui rulli, piano piano arrivando a pedalare per 20 minuti al giorno, senza uscire per strada perché il shock era stato veramente forte e la paura veramente molta.
L’obiettivo di Javier diventa il paraciclismo e con dedizione si prepara per i campionati spagnoli riservati ai disabili psichici del 2002 in cui chiude in seconda posizione alle spalle del ciclista valenciano Maurice Sckuard, campione d’Europa e del Mondo.

Il timore di pericoli in strada non  molla Javier che però prova a testarsi anche in strada dove viene accompagnato dal padre Ricardo che lo segue in automobile con le luci di emergenza accese per dare sicurezza al figlio. Ecco che lentamente, lottando con i denti contro i dolori terribili causati dall’incidente, Javier riesce a stare in sella dalle due alle tre ore per uscita coprendo dai settanta agli ottanta chilometri.

Il suo nome entra nel taccuino del commissario tecnico della Nazionale per le Paralimpiadi conquistando la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004 e Pechino 2008 nella cronometro mentre ottenne l’argento nell’inseguimento in Grecia e nella corsa in linea in Cina.

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi