Intervista ad Arianna Fidanza

Arianna Fidanza in maglia Astana

Arianna Fidanza, giovane bergamasca, è una dei talenti del nostro ciclismo rosa. In forza alla Astana Woman Team è stata nostra ospite per una breve intervista.

Ciao Arianna, anzitutto grazie per la tua disponibilità, partiamo subito con le domande: come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

La scelta del ciclismo come sport è stata una decisione assolutamente mia, certo hanno influito anche alcuni amici mi hanno spinta a provare ma è stato una cosa che è nata dentro di me in modo naturale. Mi sono appassionata fin da subito e con il sostegno dei miei genitori ho potuto intraprendere questa splendida avventura

Il ciclismo è uno sport noto per la fatica e per l’impegno che richiede, come ha impattato questo sulla tua adolescenza?

Sai fin  da quando ho iniziato a correre in bici,  ci ho messo grande impegno e determinazione dedicando alla pratica veramente tanto, tanto tempo.

Sicuramente ha avuto un’influenza importante sulla mia adolescenza, soprattutto quando mi sono trovata a conciliare studio e sport in particolare durante l’ultimo anno di scuola superiore in cui unire le due attività è stato davvero impegnativo ma io sono fatta cosi, quando inizio una cosa la voglio sempre terminare bene e soddisfatta, cosi è stato anche in quella occasione che tra l’altro coincideva con il mio passaggio nella categoria Elite.

Ti confido che l’idea di correre e diplomarmi l’avevo presa quasi come una sfida personale per vedere dove potevo arrivare e, con tanti sacrifici, sono riuscita ad essere promossa con un 97 e anche sulle due ruote ho avuto una stagione davvero ottima.

Non ho avuto molto tempo durante la mia adolescenza di frequentare le amicizie che avevo creato,per via del poco tempo, delle gare e delle varie preparazioni, ma ho avuto anche la fortuna di incontrare persone con cui ho instaurato un bel legame.

Tanta fatica e sudore sui pedali ma penso che il ciclismo ti abbia regalato tante emozioni e trasmesso molto, quali valori hai appreso grazie alla bicicletta?

Una bel sorriso di Arianna

I valori che mi ha trasmesso il ciclismo sono il rispetto per le persone con cui ti trovi a condividere parte della tua vita, un obiettivo, un lavoro. La bicicletta mi  ha anche insegnato a non arrendermi, a cercare di trovare le forze per sollevarmi dopo una caduta o una sconfitta.

Mi ritrovo molto nella frase di A. Einstein che dice “la vita è un po’ come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”, infatti ho imparato ad essere pronta al cambiamento, a non fermarmi di fronte alle difficoltà, perché solo se si è pronti a muoversi andando oltre alle apparenze e a porsi un obiettivo si può migliorare.

Ho imparato anche cosa vuol dire aiutare una compagna in difficoltà e ho scoperto quanto è bello trovare qualcuno disposto a farlo per te, anche se sinceramente questo è molto difficile.

Il tuo amore per le due ruote è evidente ma per quale motivo suggeriresti questo sport a una ragazza?

Suggerirei questo sport ad una ragazza innanzitutto per una crescita personale, perché in un modo o nell’altro si vivono esperienze che ti arricchiscono e ti permettono di migliorare umanamente. Il ciclismo, poi, ti da la possibilità di girare il mondo, visitare posti nuovi e conoscere anche persone con culture e modi di vivere differenti dai nostri. Si ha la possibilità di confrontarsi con se stessi, di superare i propri limiti, di tenersi in forma. Un altro fattore da sottolineare è quello che il ciclismo femminile è cresciuto molto in questi ultimi anni, in Italia purtroppo è ancora troppo poco seguito e soprattutto trasmesso dai media, infatti la gente è ancora poco informata in merito.

Posso affermare che i numeri sono sempre maggiori e il livello è alto. L’importante per una ragazza penso sia trovare sempre gli stimoli e il divertimento giusto che permettano di continuare verso questa strada.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obiettivi sono quelli di fare il meglio che potrò in tutte le prossime gare a cui parteciperò. Non nascondo la speranza di una convocazione ai campionati europei U23 su strada visto anche il percorso adatto alle mie caratteristiche e se arriverà sicuramente farò del mio meglio per arrivarci al 100%

Facciamo un gioco, come ti vedi tra vent’anni?

A 42 anni? Beh  sinceramente non mi immagino più come un’atleta pronta e con la mentalità giusta per continuare a correre in bici. Quindi mi vedo serena con una famiglia che mi vuole bene al mio fianco.

 

Grazie Arianna, ti auguriamo tante soddisfazioni sulle due ruote e nella vita!

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