Intervista a Martina Alzini

Ospite di oggi di Ciclonews è Martina Alzini del Alé Cipollini Team.

D: Come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
R: Ho iniziato questo sport fin da piccolissima cioè da G1; mi ricordo che già a 3 anni giravo nel cortile di mio nonno senza le rotelle. Devo dire che la mia intera famiglia mi ha trasmesso, mia mamma correva ai tempi di Maria Canins e papà con Beppe Saronni ma senza arrivare nelle categorie èlite..

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?
R: L’impegno sportivo ha influenzato molto la mia adolescenza perché comunque questo sport, così come molti altri, richiede a volte grandi sacrifici, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello della vita di tutti i giorni. Non potere uscire la sera perché il giorno dopo hai la gara oppure stare tutta settimana a scuola la mattina ed il pomeriggio in bici ti costringe a studiare di notte o la mattina presto; la domenica, poi, è interamente dedicata alla gara.. ma sinceramente tutto ciò non mi è mai pesato perché quando hai una passione cosi forte e quando hai degli obiettivi ben precisi cogli la tua soddisfazione anche nel sacrificio

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza?
R: Anzitutto lo spirito di squadra, il ciclismo viene considerato uno sport individuale ma lo spirito e il lavoro di squadra sono fortissimi: chi vince è solo uno ma spesso nel 99% dei casi il merito è del lavoro dei tuoi compagni.
Aggiungerei anche l’umiltà e la voglia di ottenere sempre qualcosa di piú, di migliorarsi e quindi essere sempre tenaci e non mollare mai, pochi sport come il ciclismo ti trasmettono la forza di andare avanti e non abbattersi anche dopo un incidente (come per esempio una caduta o una convocazione mancata).
Consiglierei questo sport ad una ragazza perché negli ultimi anni il ciclismo femminile sta conquistando un numero sempre più alto di estimatori aumentando la sua visibilità.
Mi sono sentita dire più di una volta ‘ah ma anche le ragazze corrono in bici?’ ora la domanda è meno frequente in quanto il nostro movimento si è sviluppato parecchio con notevoli miglioramenti, il calendario delle donne elite si e’ ampliato molto e ora la maggior parte delle gare classiche che disputano gli uomini sono corse anche da noi ragazze.
Di sicuro anche grazie ai social la nostra visibilità è cresciuta e come ultima motivazione (ma NON meno importante!!) il fatto che il movimento femminile in Italia non perde mai la voglia di migliorarsi e di raggiungere i più prestigiosi risultati lavorando con un forte spirito di gruppo (un esempio ne è il quartetto femminile in pista che negli ultimi mondiali ha abbattuto il record italiano dei 4’20” cosa fino ad un anno fa quasi impensabile)

D:. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?
R: I miei prossimi impegni con la squadra sono il GP Liberazione (25/04) a Roma e il tour of Chongming in cina ai primi di maggio. Io prediligo le gare prettamente pianeggianti e quindi, oltre che aiutare la mia squadra, spero di dare il meglio anche per mettermi in luce.
Un mio grande obiettivo è quello di ottenere una convocazione per gli europei sia in strada ma soprattutto per quelli su pista che si correranno a luglio in Portogallo e per i quali mi sto allenando duramente.

D: Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?
R: Bella domanda questa! Ora come ora è difficile dirlo perché penso che a 20 anni, come giusto che sia, una ragazza sia ancora piena di sogni e forse nemmeno io so al 100% ora dove mi troverò tra cosi tanti anni.
Di sicuro vorrei realizzare per bene la mia carriera ciclistica e correre finchè sarò competitiva, poi non tralasciare gli studi penso sia importante perché la bici cosi come molti sport, non ti danno una retribuzione che ti permetta di vivere solo di quello per sempre… ecco mi piacerebbe rimanere in questo ambiente e se non mi sarà possibile vorrei comunque rimanere in un ambito sportivo

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