Insulti a Michele Scarponi sui Social Network

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport di oggi c’è da segnalare un brutto episodio legato alla scomparsa di Michele Scarponi. L’aquila di Filottrano negli scorsi giorni è stato oggetto di insulti su alcuni social network tanto da spingere la polizia postale ad oscurare alcuni profili social anche a seguito dell’esposto dell’Associazione Italiana Corridori e della Lega del Ciclismo Professionistico.

Davvero un vergognoso episodio che apre ancora una volta la discussione sul ruolo che i social media hanno nella nostra società.

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Un commento

  1. Michele Matteoli

    Non c’è piu rispetto per niente e per nessuno. Qualcuno si illudeva che la tragica scomparsa di una persona meravigliosa come Michele sarebbe servita a sensibilizzare molte persone. Che tristezza. Premetto che sono un ciclista da 20mila km l’anno quasi sempre solitario e che per ora ha avuto due incidenti da parte di due automobilisti, e che riceve quasi quotidianamente insulti gesti e minaccie. La convivenza tra ciclisti ed altre categorue di utenza stradale è sempre stata difficile, ma l’intolleranza ha raggiunto ogni limite e si traduce troppo spesso in odio scellerato e gratuito fino ad arrivare a veri atti intimidatori, e non soltanto vocali. Purtroppo mi riferisco al proprio mezzo di trasporto quando viene usato, troppo spesso, come oggetto contundente per dar sfogo alla propria rabbia. Capita spesso che qualcuno provi a dare lezioni del cidice stradale agli altri senza preoccuparsi che loro stessi lo violano magari in modo inconsapevole o addirittura anche in modo consapevole, giustificandosi però di aver fretta perché sta lavorando. Se dovessi scrivere tutto quello che mi è capitato fin’ora, un libro non basterebbe, ma quello che posso constatare è che le nostre strade sono diventate un vero campo di battaglia dove a farne le spese, troppo spesso con tragiche conseguenze, sono le categorie più vulnerabili vome pedoni e ciclisti. Quindi personalmente richiederei più controlli sulle strade da parte dalle forze dell’ordine, e proporrei anche una regolamentazione ben definita sulla circolazione delle biciclette facendo distinzione tra quelle da paseggio o giù di li come le City bikers, e quelle piu specifiche usate x allenamento che a mio avviso non possono circolare nelle normali piste ciclabili perche non progettate a questo scopo, al contrario di molte piste ciclabili del Trentino e Alto Adige ad esempio. Regolamentare il transito dei gruppi di ciclisti limitandone la quantità, e magari consentendo il transito in formazione a 2×4-5-6 da prrndere lo spazio come se fosse un corpo unico, come le dimensioni ad esempio di un autocarro, come fanno le squadre dei professionisti. Per quanto riguarda il sorpasso oltre a passare ad una distanza minima di un metro e mezzo sarebbe opportuno non esagerare con la velocita alzando il piede dall acceleratore, magari provare a rimanere entro il limite massimo di velocità consentita soprattutto da parte dei mezzi pesanti. Per ultimo vorrei capire il motivo per cui con il ciclista ci si accanisce fino a metterlo veramente a rischio mentre con le altre categorie di utenza, quando sono indisciplinati, si è più tolleranti, e si limitano a borbottare qualcosa o fare qualche gesto.

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