Imerio Massignan l’angelo del Gavia

IMERIO MASSIGNAN

IMERIO MASSIGNAN

Imerio Massignan: la sua carriera

Imerio Massignan scalatore formidabile soprannominato  l’Angelo del Gavia, fu il primo a transitare sul mitico passo 

Imerio Massignan nasce a Valmarana, in provincia di Vicenza, il 2 gennaio 1938. Fratello minore di Enrico, anche lui valido professionista, Imerio si avvicina al ciclismo da piccolo.

Massignan inizia la carriera come Esordiente nella Lane Rossi  per poi passare come Allievo e Dilettante con il Velo Club Vicenza prima di passare Professionista nel 1959. Non è uno che vince spesso ma è un atleta serio e inarrestabile in salita. Passa professionsita con la Legano dopo aver vinto  15 corse tra Esordienti ed Allievi e 6 da Dilettante.

Al primo anno  da “pro”, conquista la vittoria nella Bologna-Raticosa e al Giro d’Italia sorprende tutti chiudendo, da esordiente, al quinto posto a 7’31” dal mitico Charly Gaul e conquistando la simpatia di tutti i tifosi grazie ad una imperiosa azione sul Piccolo San Bernardo in cui deve arrendersi solo a Gaul.

Imerio è il classico scalatore e, per via di una gamba più corta dell’altra, ha una pedalata molto particolare che gli vale il soprannome di “gamba secca”.

Imerio Massignan: L’angelo del Gavia

Al Giro d’Italia 1960 il  patron Vincenzo Torriani ha la geniale intuizione di introdurre nel percorso la scalata  a quota 2.618 metri del Passo Gavia. Il Giro  affronta la ventesima tappa da Trento a Bormio per 229 chilometri con il Campo Carlo Magno, il Passo del Tonale e, appunto, il Passo Gavia.

Massignan è ben messo in classifica e battaglia con uno degli scalatori più forte di ogni tempo, Charly Gaul oltre al transalpino Jacques Anquetil, oltre a un giovane promettente, tale Gastone Nencini.

Il gruppo parte fortissimo e, a 80 Km dall’arrivo, Imerio resta in testa da solo. Nessuno ha fatto ricognizioni ed il Gavia è un autentico mistero così Imerio si trova di fronte una mulattiera ritagliata tra muri di neve su un lato e uno strapiombo sull’altro, pedalando su ghiaia e sassi.

Imerio transita in cima al valico con quasi 2 minuti di vantaggio su Gaul scrivendo il suo nome nella storia del ciclismo. Purtroppo nella discesa fora tre volta per via dei sassi e l’ammiraglia della Legnano è “dispersa” nei monti. Imerio ripara per due volte la ruota da solo ma viene ripreso e superato da Gaul. Massignan non si da per vinto e rientra sul campione ma a 300 metri dall’arrivo di Bormio ecco la terza foratura che consente a Charly di vincere e lasciando Imerio tra lacrime e rimpianto

Massignan completa i Giro d’Italia al quarto posto a 4’06” dal francese Jacques Anquetil che precede di 28 secondi Nencini ed al Giro di Romandia, in preparazione al Tour, ottiene il terzo posto finale dietro a Louis Rostollan e Giuseppe Fezzerdi. Al Tour de France Imerio esordisce ottenendo il decimo posto in classifica generale a 23’28” dal giovane Nencini e conquista la maglia di miglior scalatore superando Marcel Rohrbach. Convocato per i Campionati del Mondo di Hohenstein, in Germania Orientale Imerio chiude quarto in volata dietro a Van Looy, André Darrigade e Pino Cerami.

Nel 1961  Massignan chiude undicesimo al Giro d’Italia, mentre al Tour de France vince la durissima tappa con arrivo a  Superbagnères in una spaventosa bufera di neve. Alla Grande Boucle riesce nuovamente ad imporsi come miglior scalatore superando Charly Gaul e chiudendo al quarto posto finale a 15’59” da Anquetil.  Al Giro di Lombardia 1961 deve accontentarsi della seconda piazza, battuto da Vito Taccone.

Negli anni seguenti ottiene un secondo posto al Giro d’Italia a poco meno di 4 minuti da Franco Balmamion, e un settimo posto al Giro d’Italia 1963 vinto sempre da Balmamion. Proprio nel ’63 è vittima della nefrite che lo costringe a terminare anzitempo quella stagione e a perdere completamente quella seguente.

Nel ’65 torna alle corse con i colori dell’Ignis ma la forma dei tempi migliori è perse, Imerio riesce comunque a vincere la terza tappa della Volta Ciclista a Catalunya da Tarragona a Lleida  e a terminare  nono al Giro d’Italia.

A fine carriera veste i colori della Salamini-Luxor TV, della Pepsi Cola e della GBC prima di ritirarsi al termine della stagione 1970