Guido Bontempi velocista formidabile

Guido Bontempi

Guido Bontempi: la sua carriera

Guido Bontempi ciclista dalle formidabili doti di velocista in grado di cogliere successi in pista e su di vestire la maglia gialla al Tour de France 1988

Guido Bontempi nasce il 12 gennaio 1960  a Gussago in provincia di Milano. Guido di avvicina presto al ciclismo ed il suo fisico possente appare ritagliato su misura per le volate tanto da diventare un autentico fenomeno sin dalle categorie giovanili dove fa incetta di vittorie grazie alla su esplosività in volata diventando un riferimento sia su strada che in pista. Proprio sulla pista Bontempi allena ed affina quelle doti che gli consentono di ottenere titoli sia tra gli allievi che tra gli juniores. Passato dilettante la musica non cambia, nel 1979 vince il Giro Internazionale del Valdarno, il Trofeo Piva,  il Trofeo Papà Cervi  davanti al russo Sergej Kopyrin ed il titolo di Campione nazionale militari in linea. L’anno seguente “Guidone” bissa il successo e al Papà Cervi davanti ad Agostino Gambirasio e fa suo anche il Giro delle Tre Provincie venendo chiamato in nazionale per i Giochi Olimpici di Mosca 1980. Proprio nella rassegna a cinque cerchi Bontempi registra il Record olimpico nel Chilometro da fermo senza però andare a medaglia.

Nel 1981 arriva il passaggio tra i professionisti con i colori della Inoxpran sotto la guida di Davide Boifava e Guido si fa subito apprezzare vincendo due tappe alla Vuelta a Espana e vincendo la prima tappa del Giro d’Italia da Trieste a Bibione vestendo, da esordiente,  per un giorno la maglia rosa di leader della corsa rosa. Nello stesso anno Bontempi ottiene il titolo di Campione italiano nel Keirin venendo convocato per i Mondiali su Pista di Brno dove ottiene la medaglia d’argento nel Keirin e, nella velocità, arriva sino in semifinale dove è vittima di una brutta caduta mentre sfida quell’autentico “mostro sacro” di Koichi Nakano.

Il 1982 è meno ricco di emozioni per Guido che riesce comunque a portare a casa una tappa al Giro d Puglia, una al Giro d’Italia sul traguardo di Urbino ed il Giro del Friuli battendo Beppe Saronni.

Il 1983 regala a Bontempi altri successi importanti: una tappa al Giro di Sardegna, la prima tappa della Tirreno-Adriatico e del Giro dei Paesi Baschi ed altre vittorie di prestigio tra cui due frazioni al Giro d’Italia ed il prestigioso Giro del Piemonte bruciando in volata l’irlandese Sean Kelly. Su pista prende parte ai mondiali di Zurigo 1983 classificandosi secondo nella corsa a punti, specialità in cui si laurea nello stesso anno campione italiano.

L’anno seguente Guido veste i colori della mitica Carrera Jeans vincendo una tappa al Giro d’italia sul traguardo di Treviso, una alla Tirreno, una al Giro di Puglia e, soprattutto, arriva primo alla Gand-Wevelgem battendo il fenomenale  Eric Vanderaerden.

Dopo un 1985 tutto sommato “normale” in cui arrivano quattro successi, Guido Bontempi vive un 1986 davvero da incorniciare con vittorie nelle corse a tappe in cui balzano all’occhio ben quattro vittorie di tappa al Giro d’Italia che gli consentono di portare a casa la maglia ciclamino davanti a Johan van der Velde e tre vittorie di tappa al Tour de France compresa la prestigiosa “passerella” degli Champs Elysées a Parigi. Nello stesso anno arriva la vittoria alla Tre Valli Varesine superando Pierino Gavazzi, quella alla Coppa Placci davanti a Bruno Leali e, soprattutto, il bis alla Gand-Wevelgem questa volta davanti a Twan Poels e la vittoria alla della Parigi-Bruxelles davanti a Sean Kelly.

Nel 1987 Guidone vince due frazioni e la classifica finale del Giro di Puglia precedendo di 12 secondi Roberto Visentini, fa sua una frazione alla Settimana Ciclistica Internazionale,l’arrivo di Belleria al Giro, la Coppa Bernocchi davanti a Gavazzi e a Fondriest oltre al Giro del Friuli davanti a Leali e Pagnini.

 

 

 

Il 1988 porta a Bontempi ben otto vittorie tra cui la E3 BinckBank Classic ad  Harelbeke, in Belgio, due frazioni alla Settimana Ciclistica Internazionale, una al Giro d’Italia sul traguardo di Ascoli Piceno, il Giro del Friuli, la Bernocchi davanti a Fondriest che in quell’anno vince il Mondiale e soprattutto la conquista del cronoprologo del Tour a la La Baule andando a vestire la maglia gialla.

 

Il 1989 è un anno di transizione dove non arrivano successi ma l’anno seguente fa suo un bottino di sei vittorie tra cui una tappa al Tour e la generale del Giro di Puglia davanti a Stefano Colagè. Nel 1991 vince due tappe alla Vuelta, una al Giro di Lussemburgo e conquista la Tre Valli Varesine bruciando in una voltata ristretta lo svizzero Pascal Richard; l’anno seguente Guidi vince due tappe al Giro ed una al Tour. Nel 1994 vince una tappa alla Vuelta a la Comunidad Valenciana, la frazione inaugurale del Giro del Trentino vestendo la maglia di leader per due giornate e la sesta frazione del Giro sul traguardo di Messina.

Bontempi chiude la sua lunghissima carriera professionistica nel 1995 con un totale di 80 vittorie su strada che lo rendono un’autentica leggenda del ciclismo mondiale. Smessi i panni di ciclista Guido sale in ammiraglia lavorando, tra le altre, per la Gewiss, la Saeco, la Lampre e l’Astana.