Giuseppe Ticozzelli il calciatore e ciclista

Giuseppe Ticozzelli

Giuseppe Ticozzelli

Giuseppe Ticozzelli il calciatore e ciclista

Giuseppe Ticozzelli ciclista, calciatore, fenomeno del pallone e della bicicletta, una storia irripetibile direttamente dagli anni dei pionieri dello sport

Giuseppe Ticozzelli è stato uno dei pionieri del calcio italiano che, oltre a dedicarsi allo sport più popolare del Paese, riuscì a ritagliarsi un ruolo attivo anche nel mondo del ciclismo.

Difensore possente e temuto, Ticozzelli era un vero e proprio cultore dello sport, fu fondatore dell’Alessandria Calcio e arrivò a giocare persino per la nazionale italiana di calcio nella vittoria contro la Francia del 18 gennaio 1920 per 9-4. Come detto il suo mito uscì dai confini delle “pedate” per approdare ai pedali del Giro d’Italia.

Nel 1926, all’età di 32 anni Giuseppe Ticozzelli era ancora un calciatore a tutti gli effetti ma decise di iscriversi, come atleta indipendente, al Giro di quell’anno. Ticozzelli fu la prima “maglia nera” del Giro, non perché ultimo in graduatoria ma perché si presentò al via con la mitica maglia del Casale Calcio. La divisa della formazione Piemontese era (ed è) nera con una stella bianca sul petto. La leggenda racconta che la famosa maglia nera, assegnata dal 1946 al 1951 dall’organizzazione all’ultimo classificato tragga spunto proprio dalla maglia indossata da “Tico”.

Ticozzelli ad ogni modo si presentò al via fiero e combattente come sempre e si difese più che egregiamente dando spettacole nelle prime tre tappe. Nella frazione verso Genova attacca, guadagna quasi un’ora sugli inseguitori, poi si ferma in una trattoria per rifocillarsi (essendo partito senza alimenti). Quando vede passare i rivali si alza dal tavolo e ricomincia a pedalare come un forsennato.

Nella quarta frazione, nei pressi di Firenze, fu travolto da una moto e fu costretto al ritiro a causa delle brutte ferite riportate nell’incidente, “il Tico” era sessantaquattresimo in classifica generale, a 7 ore, 29 minuti e 18 secondi da Piemontesi. In quel momento, pare, nacque il mito della maglia nera del Giro d’Italia che per definizione identifica l’ultimo in classifica.

Giuseppe Ticozzelli nasce nella provincia pavese dimostrando subito una grande propensione allo sport del calcio e un amore per il ciclismo. Come detto contribuì a costituire il club di football di Alessandria diventandone poi atleta sul campo. “Tico” è una forza della natura, un gigante: 187 centimetri d’altezza per 95 chilogrammi e cosce da 94 centimetri di diametro. Proprio le gambe saranno il suo punto di forza e il via per dedicarsi alla bicicletta: forte del tifo per la Maino di Girardengo (che corre con una divisa grigia come quella del suo Alessandria), Tico pedala, pedala e pedala.

Quando nel 1920 dovette disputare la partita con la nazionale di calcio italiana da Alessandria raggiunse il Velodromo Sempione di Milano in sella alla sua bicicletta

Nel 1921 lascia l’Alessandria per andare a giocare con la SPAL di Ferrara per poi tornare dopo tre anni in Piemonte per accudire il padre ammalato vestendo la maglia del Casale con cui giocherà per altri sette anni entrando di diritto tra i miti del club.

Uscito indenne dalla prima guerra mondiale si arruola volontario per la campagna d’Africa abbandonando la panchina del Pavia Calcio per la quale ricopriva il ruolo di allenatore. Proprio in guerra, lo scoppio di una bomba gli fa perdere la vista ma non l’amore per lo sport: andava allo stadio facendosi raccontare le partite dagli amici e aveva comperato un tandem per pedalare accompagnato da uno dei figli.

“Tico” muore il 3 febbraio del 1962 a quasi 68 anni, il mondo dello sport lo ricorda ancora oggi per la sua energia e passione che lo hanno fatto diventare un mito del pallone e della bicicletta.