Giovanni Corrieri, la “Freccia Siciliana”

Giovanni Corrieri

Giovanni Corrieri il gregario di Bartali

Giovanni Corrieri, la “Freccia Siciliana”, forte passista-velocista uno dei corridori più fedeli a Gino Bartali anche nella vittoria del Tour de France 1948

Giovanni Corrieri
Giovanni Corrieri

Giovanni Corrieri, nasce a Messina il 7 febbraio 1920. Si avvicina al ciclismo da giovanissimo acquistando la sua prima bicicletta nel negozio di Lillo Irrera e fin da subito dimostra interessantissime doti di passista-velocista che gli consentono di conquistare le prime gare.

A 19 anni Corrieri balza agli onori della cronaca per la splendida vittoria nell’ottava frazione del Giro di Sicilia con partenza da Sant’Agata Militello e arrivo proprio a Messina.

A vent’anni si trasferisce a Prato con la voglia di primeggiare nel ciclismo e inizia a correre la Gloria, squadra di proprietà dell’azienda milanese di biciclette AMF Gloria di Alfredo Focesi. L’Italia vive anni drammatici ma proprio grazie al trasferimento in Toscana, Giovannino conosce Aldo Bini che sarà uno dei fautori del suo passaggio, nel 1942, alla Legnano e, successivamente, agevolerà l’incontro con Gino Bartali.

Come detto sono anni difficili e le occasioni per correre non sono poi molte ma Giovannino nel ‘42 arriva secondo al Trofeo Moschini a Mantova alle spalle di Succi e terzo al campionato italiano a Roma vinto da Leoni. Arriva, inevitabile, la chiamata alle armi e Corriere si stabilisce, sino al 1945 a Torino nella contraerea.

Terminato il tragico conflitto mondiale, nel ’46 riprende a correre tra le fila della Viscontea conquistando il Giro della Calabria e, l’anno successivo la dodicesima frazione del Giro d’Italia da Pescara a Cesenatico.

L’amico Aldo Bini, l’anno seguente lo fa passare alla Legnano dove nasce un legame indissolubile con Ginettaccio Bartali. Gino vuole in squadra un passista in grado di tenere alto il ritmo nella prima parte delle gare, ecco che Giovannino diventa il suo luogotenente, il suo angelo custode seguendolo come un ‘ombra.

Poco avvezzo agli allenamenti, Giovanni Corrieri spiega che ama le corse a tappe perché dopo tre o quattro giorni di corsa trova in ritmo per esprimersi al meglio. Carattere silenzioso, buono e accomodante difende il capitano in corsa, condivide con lui la camera d’albergo durante le corse e ne condivide la fede cristiana.

Giovanni Corrieri e il Tour de France 1948

Giovanni Corrieri è al fianco del suo amico Gino durante il famoso Tour de France 1948 aiutando il toscano a vincere la corsa che, si narra, evita all’Italia di cadere in una rovinosa guerra civile. Proprio in quel Tour Corrieri vince due tappe, la diociottesima  da Strasburgo a Metz ma soprattutto l’ultima frazione da Ruobaix alla capitale francese. La lunga passerella di Parigi (duecentosessanta chilometri) è un’occasione ghiotta per tutti e Corrieri decide di provare a sorprendere tutti con una lunghissima fuga dopo circa un’ora di corsa, trascinando in fuga altri sei corridori. Ai meno 8 chilometri Lucien Teisseire approfittando di uno strappetto prova ad allungare, il gruppo si sfalda e restano in due. Allora il francese prova ad offrire denaro all’italiano per lasciargli la vittoria ottenendo un secco diniego. E’ un trionfo doppio con Corrieri a tagliare il traguardo per primo grazie a uno scatto indemoniato nell’ultimo giro al Parco dei Principi e Gino Bartali in Giallo. Quel 25 luglio sarà il giorno più bello della carriera del siciliano.

Nel ’49, sotto le insegne della Bartali conquista, due successi di tappa al Giro nelle frazioni di Bassano del Grappa e Monza; l’anno seguente conquista la Rounen-Dinard al Tour e nel ’51 una tappa al Giro d’Italia (Napoli-Foggia) e una al Giro di Germania (Ravensburg-Augusta).

Arrivano altre tre vittorie al Giro (’53 a Grosseto, ’54 a Firenze e ’55 a Viareggio) e nell’autunno del 1956, a 36 anni, decide di chiudere con il professionismo pur mantenendo l’amore per la bicicletta (Bartali) che mai abbandonerà.

Corrieri muore nell’adottiva Prato all’età di 97 anni.