Gios Torino, quel blu che colora la storia

Gios Torino un mito, come il rosso Ferrari

Gios Torino

Storiche maglie Gios Torino

Per gli amanti dei motori, il rosso è il colore della Ferrari, è un sogno che profuma di gloria e storia. Nel mondo del ciclismo uno dei colori a cui si può attribuire il medesimo significato è il Blu, il Blu dello storico marchio torinese Gios. Il nome Gios Torino, richiama al ciclismo epico, quello delle maglie di lana, dei caschetti tubolari (nella migliore delle ipotesi), dei pedalini coi cinghietti e dei grandi campioni.

Ma come nasce la Gios Torino?

La passione di famiglia per le due ruote parte con Tolmino Gios, nato nel 1916 a Vittorio Veneto ma torinese di adozione in quanto a soli due anni la sua famiglia si trasferisce a Torino. Negli anni 30, Tolmino accanto all’impiego come macellaio porta avanti con ottimi risulti il suo amore per il ciclismo.

Nel 1936 vince la prestigiosa Coppa del Re e viene convocato nella squadra azzurra per le olimpiadi di Berlino dello stesso anno; nel 1937 passa professionista nella legnano di Bartali e Guerra, partecipando al Giro d’Italia. Finita la guerra, Tolmino apre la prima bottega in corso Matteotti 47; dando vita anche al  Velo-Club Gios, al quale un giorno del 1958 si presentò un ragazzo magro e alto, tale Italo Zilioli, che un anno dopo su bicicletta costruita da Tolmino, diventerà campione d’italia. Accanto a Tolmino, entrano nell’attività i suoi tre figli, Alfredo, Adriano e Aldo.

Negli anni 70 la Gios si affaccia sul mercato internazionale e al salone di Milano del 1971 viene presentata la “Easy Rider”, una bici da cross ispirata al noto film. Giorgio Perfetti titolare della famosa azienda dolciaria ne rimane impressionato tanto da ordinarne un ingente numero da mettere in palio ad un concorso a premi aziendale legato alle cicche Brooklyn, sarà l’inizio di una bella storia.

L’anno successivo, infatti, la Perfetti, visto la qualità eccelsa del prodotto Gios decide di formare un gruppo sportivo per promuovere il marchio Brooklyn. L’unica richiesta del patron fu quella che il colore del telaio si adattasse al packaging delle cicce: ecco che nasce il mitico Blu Gios. Sono anni storici, anni di vittorie e di stretta unione tra il team e il marchio torinese tanto che il campione Roger de Vlaeminck vuole che Aldo Gios diventi in suo meccanico di fiducia all’interno della squadra.

 Nel 1977 la Brooklyn decide di lasciare il professionismo ma il marchio Gios ormai diventato nome di spessore nel circus del pedale si affianca ad altri team di vertice: prima Ijsboerke-Gios di Didi Thurau e Walter Godefroot, poi la Vermeer-Thijs-Gios di Fons De Wolf.

L’esperienza maturata da Aldo, accanto ai team pro, consente all’azienda di sviluppare prodotti all’avanguardia: dal passafili interno, alla scatola movimento in microfusione fino al mitico forcellino GIOS compact.

Il mitico Blu Made in Italy sarà negli anni scelto da grandi campioni internazionali tra cui Andy Hanmpsten, Roberto Visentini, Stephen Roche, Micael Pollentier, Laudelino Cubino, Fernando Escartin, “Chepe” Gonzalez, Roberto Heras, Ivan Quaranta e Francisco Mancebo.

Dal 2010 è attiva la terza generazione e l’azienda si trova a competere con produzioni “industriali” e del far east. L’idea è quella di offrire, in un mondo globalizzato, un prodotto customizzato e di qualità tanto che nel 2013, in occasione del 65 anni di attività, la Gios presenta il telaio “Prodigiosa” che raccoglie tutta la tecnologia e qualità del mitico marchio blu.

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