Francesco Petrucci Intervista esclusiva di Ciclonews

Francesco Petrucci: intervista di Ciclonews al Campione Italiano di Down Hill del 2016.

Francesco Petrucci Intervista

Francesco “FRENKiE” Petrucci

Francesco Petrucci è uno dei talenti del mondo del DH made in Italy, lo scorso anno si è aggiudicato il titolo di Campione Italiano. Petrucci è un rider di assoluto talento nato a Stroncone (TR).

Ciao Francesco e grazie per questa intervista, ci racconti come hai iniziato con il DH? Hai praticato altri sport?

Beh se ti racconto come ho iniziato con lo sport non ci crederai! Ho iniziato praticando la scherma, si giuro la scherma! Da ragazzino ero fissato con Zorro, fucili ecc e mi esaltava l’idea che avevo nella testa di essere un guerriero ragion per cui mi sono buttato sulla scherma ma francamente avevo bisogno di qualcosa di più adrenalinico cosi ho scoperto il motorino e la MTB.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare (sia perché visibilmente pericoloso sia per i terreni di gara idonei) come mai hai scelto questa disciplina?

Mi fa sempre un po’ ridere rispondere a questa domanda, ti spiego: in realtà fin da quando ero piccolo non ho mai usato la bicicletta per fare dei veri e propri giri nel modo tradizionale. Ho sempre avuto un rapporto “scatenato” con le due ruote. ogni volta che prendevo la bicicletta provavo a saltare giù da qualcosa oppure mi divertivo con qualcosa di “folle”. Ho sempre goduto delle performance breve ma intense. Le lunghe distanze non facevano per me, io adoravo fare i “numeri”. Poi un giorno ho scoperto che esisteva il DH….

Che sensazione  prova Francesco Petrucci quando scende a tutta in una gara di DH?

La gara è una situazione assolutamente surreale. Una volta uscito dal cancelletto di partenza non capisci più tanto quello che succede sei come un cane da caccia che esce dalla gabbia del padrone, vuoi arrivare in fondo, vuoi farlo nel modo più veloce possibile ma sai che non puoi sbagliare nulla. Tutto intorno a te vedi le cose passare ad una velocità pazzesca (ma vorresti che passassero ancora più veloce), sei concentrato sulle difficoltà del percorso e hai giusto il tempo per qualche rapido pensiero che transita nella tua mente. Il DH il è così: bello quando va bene e brutto quando va male!

Nel 2016 sei stato campionato italiano DH, che emozione hai provato a raggiungere un simile traguardo?

Vincere quella maglia lo scorso anno è stata una cosa incredibile, tu considera che qualche giorno prima della gara ero anche caduto durante una prova in Svizzera e sono arrivato allo start abbastanza malconcio. Portare a casa quella maglia è stato bellissimo per il mio team e per me, prima di quella vittoria ho passato momenti davvero difficili e quella vittoria ha aiutato a farmi rialzare la testa.

Com’è il tuo rapporto con la Enduro?

Devo ammettere che ho un feeling particolare con l’Enduro, mi esalta come sport e sono certo che a 40 anni quando avrò magari meno testa per fare DH mi cimenterò in qualche gara, ne avrò sicuramente la voglia.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sono un tipo iperattivo, mi piace fare sempre qualcosa, lo stare fermo non è nel mio DNA. Però quel qualcosa che amo fare comprende il guidare, credo di non essere portato per muovermi su mezzi senza le ruote, sono troppo scoordinato!

Hai qualche sportivo che ti ha ispirato?

Beh tra gli sportivi che ammiro nel mondo della DH direi senza esitazione Sam Hill, nessuno fa quello che fa lui su di una bici. Poi adoro Valentino Rossi perché è un mito immortale fra cento anni si parlerà ancora delle sue imprese. Un altro fenomeno è Andrè Agassi perché ha un grande stile. Se però devo dirti uno sportivo che mi ha ispirato ti dico senza esitazione mio fratello, lui è un gigante sia tecnicamente che di testa. Viverlo da vicino è qualcosa di travolgente ha un carisma incredibile e sa sempre darmi un motivo per spingere più forte.

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

Adoro la musica, ascolto veramente di tutto. Magari sento un pezzo, mi colpisce una frase e quella canzone finisce subito nel mio MP3. Senza la musica impazzirei non ti dico come è dura rientrare da un giro se magari a metà mi finisce la batteria del lettore!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Francesco Petrucci?

Dopo un brutto infortunio al polso subito lo scorso anno non avrei mai pensato di tornare in forma già per la prima parte di questa stagione ma ci sono riuscito e sono ancora in lotta per la classifica finale del Gravitalia e mi piacerebbe giocarmi la possibilità di vincerlo.

Il prossimo anno vorrei provare a mettermi alla prova nelle gare all’estero che sono molto competitive, purtroppo quest’anno per una serie di motivi non ho mai trovato la condizione che desideravo per poter gareggiare in quelle competizioni, spero che il 2018 sia l’anno buono!

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