Francesco Guccini ciclista e poeta

Francesco Guccini racconta il ciclista nel suo libro

Francesco Guccini musicista e poeta contemporaneo ha omaggiato il ciclismo nel suo libro Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto

Francesco Guccini

Francesco Guccini

Francesco Guccini nel suo libro Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto omaggia il ciclismo con un racconto. Il suo debutto musicale risale  al 1967 con l’LP Folk beat n. 1 che lo ha fatto in breve tempo entrare tra esponenti di spicco della scuola dei cantautori italiani.

Francesco Guccini non è solamente un cantautore tra i più noti nel belpaese ma ha fatto dell’ecletticità un punto fermo della sua decennale carriera.

Guccini cantante non è però l’unica forma artistica nota al modenese che nella sua attività carriera ha pubblicato diversi libri di successo (oltre ad apparire come attore e regista in alcuni lungometraggi). L’autore modenese ha dedicato, all’interno di un suo libro, intitolato “Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” pubblicato dalla Mondadori nel 2015, un racconto al ciclismo.

Con uno stile tipicamente “gucciniano”, un italiano ricco di termini dialettali, filo conduttore di tutte le sue opere vengono narrate le vicende di un “fervente sportivo ciclista”.

Francesco Guccini riesce con la sua abilità narrativa e lessicale a narrare le gesta di persone comuni che risiedono nella sua esperienza personale (e soprattutto giovanile) raccogliendole lungo le strade della vita per immortalarle nero su bianco.

“Qualche tempo prima di morire aveva scritto il testo del proprio santino funebre, una sorta di epitaffio che, non fidandosi di fratelli o nipoti, i quali avrebbero potuto trovare quelle parole troppo altisonanti o, peggio, ridicole, aveva fatto stampare personalmente e affidato a un esecutore testamentario”

“Questi racconti, come le foto di un tempo, vogliono parlare di persone che sono passate, che ci sono state, che hanno il diritto di essere ricordate” racconta l’autore modenese.

Francesco Guccini: L’Ultima Thule

Nell’album L’Ultima Thule datato 2012 metafora dell’approdo definitivo compare il seguente testo: “È domenica e in bici con lui hai più anni e respiri l’odore
delle sue sigarette e del fiume che morde il pontile”.

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