Favoriti Tour de France 2019? Eccoli!

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Favoriti Tour de France 2019? Ecco chi sono i nomi caldi per la corsa più importante dell’anno da Thomas a Bernal passando per Nibali e tanti altri

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Favoriti Tour de France 2019? Le assenze di Froome e Dumoulin e qualche problema di salute di Thomas e Yates hanno rimescolato le carte. Che sia Bernal il vero favorito? Per l’Italia le speranze (di podio?) sono sulle spalle di Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro d’Italia

Geraint Thomas (Team Ineos)

Non possiamo che partire dal vincitore uscente anche solo per questioni di cavalleria. Lo scorso anno in pochi avrebbero scommesso sull’affermazione del gallese, gli occhi di tutti erano sul compagno di team Chris Froome e, invece, è stato Geraint ad imporsi. Quest’anno la caduta del kenyano bianco ha spalancato le porte al ruolo di capitano per Thomas che, però, è incappato, a sua, volta in uno scivolone al Tour de Suisse che mette qualche nuvola sopra la testa del campione uscente. Nessun problema grave ma certamente un intoppo antipatico in vista dell’impegno più arduo della stagione che lo ha privato della possibilità di confrontarsi al meglio con alcuni rivali.

Uno dei problemi che Thomas potrebbe affrontare è quello della concorrenza interna del giovane colombiano Egan Bernal.

Jakob Fuglsang (Astana)

Non tutti sono consapevoli della costanza e della forza del danese e molti avanzano dubbi sulla tenuta lungo le tre settimane di corsa. Il recente successo al Critérium du Dauphiné è il segno della continuità che Jakob può mantenere anche nelle grandi corse a tappe.

A 34 anni il danese ha infilato un 2019 da urlo con la conquista della Liegi-Bastogne-Liegi e della Ruta del Sol e i podi alla Tirreno-Adriatico, Strade Bianche, Fleche Wallonne e Amstel Gold Race.

Se tre indizi fanno una prova Fuglsang può essere un pretendente credibile alla vittoria finale o ad un posto sul podio di Parigi.

Egan Bernal (Team Ineos)

La grande promessa del ciclismo mondiale per le corse a tappe potrebbe essere già una certezza. Complice i dubbi attorno alla condizione di Thomas e l’assenza di Froome potrebbe indossare i galloni del capitano. La vittoria al Tour de Suisse legittima la pretesa del ruolo di prim’attore per questo 22enne che si sta dimostrando il fenomeno che tutti prevedevano. Chiaro che il Giro di Svizzera non il Tour ma la capacità in salita di Egan sul Flumserberg e San Gottardo sono segno di forma fisica eccezionale e l’aver perso solo 19 secondi a cronometro dal campione del Mondo Rohan Dennis dimostrato una propensione mentale al sacrificio e una maturità che lo inseriscono di diritto tra i top riders del Tour.

Adam Yates (Mitchelton-Scott)

Anche Adam è reduce da un Dauphine a tratti esaltante compromesso solo da alcuni problemi di stomaco. A cronometro ha retto bene e in salita è una certezza vedremo se riuscirà a riscattare la delusione del fratello al Giro.

Nairo Quintana (Movistar)

La grande incognita del ciclismo mondiale, in questa prima parte del 2019 i risultati non sono mancati ma è mancato un vero e proprio squillo. In salita al Delfinato ci ha provato (Pipay) ma non ha lasciato il segno. Ha corso poco da aprile a maggio per preparare al meglio il Tour, riuscirà a togliersi l’etichetta di “succhiaruota” imponendo qualche sua azione?

 

Mikel Landa (Movistar)

Reduce dal quarto posto al Giro d’Italia si è allenato bene e sarà l’alter ego di Quintana in Francia, come d’abitudine deve giostrarsi in una posizione subalterna ma, come spesso ci ha fatto vedere, può poi scalare con facilità le gerarchie interne al team. Da verificare quanto la doppietta Giro-Tour può pesare sulle sue gambe.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida)

Anche per Vincenzo potrebbero pesare sulle gambe le fatiche del secondo posto al Giro 2019. Al GP di Lugano ha chiuso sorprendentemente quindi restando in corsa sino all’ultimo. Se Landa potrebbe puntare alla classifica, lo Squalo dello Stretto ha messo le ani avanti dichiarando come obiettivo la conquista di qualche tappa. L’assenza di due “acerrimi nemici” come Froome o Dumoulin potrebbero consentirgli di giocarsi un posto sul podio.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ)

Dopo aver concluso il Delfinato al quinto posto assoluto, Thibaut è pronto a far impazzire gli appassionati francesi lungo le strade di casa. Se la cronometro resta il suo tallone d’achille appena la strada si inerpica ecco uscire tutta la sua classe. Una discreta voglia di riscatto per alcuni risultati mancati potrebbero essere la scintilla per far esplodere il suo Tour de France.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale)

Dopo i due podi al Tour (2016 e 2017) ha deluso nella scorsa annata ma resta per molti il miglior ciclista francese del momento. Non ha corso molto da aprile ad oggi ma ha discretamente figurato al Delfinato ma non ha colto quella vittoria che avrebbe donato abbrivio al suo approcciarsi al Tour.

Rigoberto Uran (EF Education First)

La frattura della clavicola alla Parigi-Nizza è stata negativa per la sua annata sino ad ora, ha deciso di non correre i classici Delfinato e Tour de Suisse per andare alla Route d’Occitania dove ha ben figurato nelle salite. Naturalmente il palcoscenico della corsa d’Occitania non è probante delle sue condizioni fisiche ma potrebbe aver dato una scossa al suo morale.

Dan Martin (UAE Team Emirates)

Dopo un bel secondo posto al Giro dei Paesi Baschi ha avuto qualche problema di saluta che lo ha portato a non completare la Fleche Wallonne e la Liegi-Bastogne-Liegi. Tornato competitivo al Delfinato (concluso ottavo) hanno stabilito l’effettivo recupero dell’irlandese. Il suo carattere duro lo porterà a battagliare per un posto in top 10.

Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma)

L’olandese ha corso bene da inizio anno e anche al Delfinato ha ben figurato salvo poi ritirarsi nell’ultimo giorno di corsa a causa di problemi di stomaco. Come per Yates si tratta di problemi superficiali che non possono inficiare sulla performance al Tour. Al Delfinato ha chiuso quarto la cronometro e ha dimostrato di reggere in salita, peccato per il lieve problema fisico.

Richie Porte (Trek-Segafredo)

Qualche problema di salute in primavera l’hanno spinto a concentrarsi sul Tour of California – dove è arrivato quinto – e sul Delfinato dove non ha però brillato ne a cronometro ne in salita. La condizione non è delle migliori ma manca ancora un po’ al Grande Depart, resta sempre il dubbio della tenuta sulle tre settimane.

Enric Mas (Deceuninck-QuickStep)

Il “prossimo Contador” – appellativo datogli da Alberto – è uno degli uomini più chiacchierati del momento dopo la sorprendente Vuelta dello scorso anno.

Al Dauphine Mas ha pagato dazio a Bernal terminanto la corsa al 15esimo posto, è giovane /24anni) e ha entusiasmo dalla sua parte ma non sembra avere le gambe per le salite della corsa francese.

 

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