Fausto Terreni ciclista livornese anni ’80

Fausto Terreni

Fausto Terreni

Fausto Terreni: la sua carriera

Fausto Terreni ciclista livornese, ottimo dilettante che passato professionista non ha trovato fortuna sino al precoce ritiro

Fausto Terreni nasce a Livorno il 19 febbraio 1959 e si avvicina al ciclismo attorno ai quattordici anni seguente le orme del padre, grande appassionato di pedali. Il nome Fausto è proprio a testimonianza della passione di famiglia per il campionissimo, Coppi.

Terreni inizia a pedalare nel G.S. P. Carli in cui il padre ricopre il ruolo di direttore sportivo ottenendo tanti buoni piazzamenti ed una vittoria sotto la guida di Mario Ciabatti, ex compagno proprio di Coppi.

Tra gli juniores Fausto ottiene una decina di vittorie che gli valgono il passaggio, nel 1979, tra i dilettanti con la maglia dell’UC Ballini Magnadyne Lesa Potenti. Nell’80 passa al GS Colognole sotto la guisa di Nedo Contini mettendosi in evidenza con una decina di successi.

Il 1981 è un anno fondamentale per Fausto Terreni che passa a vestire i colori del G.S. Tiglio Go-Scarpa di Franco Toncelli e Bruno Bartoli. Fausto prende parte al Giro di Campania, al Giro della Valle d’Aosta e al Giro dell’Abruzzo vestendo anche la maglia di leader della corsa. Terreni è al via del Giro d’Italia dilettanti 1981 con la selezione toscana assieme al forte Stefano Colagè e a Massimo Podenzana.

Nel 1982 Fausto cresce ulteriormente sotto la guida di Franco Falorni tanto da essere convocato con la maglia azzurra per la Vuelta a Aragua in Venezuela. Il 1983 dovrebbe essere l’anno del passaggio al professionismo ma Terreni viene fermato dal “blocco olimpico”.

Nel 1984 arriva  il passaggio al G.S. Marcianise Dromedario Vaccai Pisa con cui vince la Coppa Sportivi di Nicola per poi approdare, finalmente, tra i professionisti con la Dromedario-Fibok-Laminox di Carlino Menicagli in cui trova Colagè e l'”usignolo” Alfio Vandi. E’ un anno di apprendistato indispensabile, in cui Franco fatica molto ma ottiene buone prestazioni soprattutto al Tour de Suisse.

Nel 1986 prende parte al Giro d’Italia chiudendo al novantesimo posto finale. Convocato con tante speranze per il Giro di Svizzera Franco spera di ripetere la bella prova dell’anno precedente ma è, purtroppo, vittima di una bruttissima caduta in discesa nel corso della terza tappa. Terreni riporta un forte trauma cranico, viene portato in ospedale a Berna, viene operato alla testa e resta ricoverato un mese. L’incidente pone fine alla sua carriera professionistica e Franco decide di dedicarsi al ruolo di direttore sportivo per il Pedale Livornese per poi mollare per esigenze lavorative.