Fabio Aru ci crede ancora: il Tour non è finito!

Fabio Aru ci crede nonostante la crisi della tappa di ieri

Fabio Aru ci crede

Fabio Aru

Fabio Aru ci crede ancora, non è nel carattere dei sardi quello di mollare e il cavaliere dei 4 mori rispecchia in pieno l’animo degli isolani, orgoglioso non demorde.

Fabio ieri ha resistito sul Col du Télégraphe e sulle prime pendici del Col du Galibier ma ha sofferto le pene dell’inferno per via degli attacchi di Romain Bardet (AG2R La Mondiale)  nei chilometri finali dell’ascesa.

Ha combattuto, stretto i denti, lottato e chiuso il divario una volta, poi ancora una volta, e poi una terza volta, ma quando sono arrivate altre accelerazioni il gioco di “fare l’elastico” è saltato fino alla cima del Col du Lautaret. Davanti Chris Froome, Mikel Landa, Romain Bardet e Rigoberto Urán hanno lavorato insieme nella testa per aprire allargare il divario.

Da quel momento Aru poteva solo limitare il distacco. Dopo aver preso la maglia gialla sulla ripida salita finale a Peyragudes e aver perso secondi importanti a Rodez a causa di una spaccatura nel gruppo, Aru è ora al di fuori delle prime tre posizioni con 53 secondi di distacco da Froome e 26 dalla coppia a pari merito Bardet-Uran.

Naturalmente nulla è perduto ma obiettivamente Aru è parso volenteroso ma un po’ stanco per pensare di poter giungere a Parigi sul podio.

“Non posso essere felice, ma il Tour de France termina la Domenica”, ha detto durante i rulli, “non è stata evidentemente una buona giornata per me ma la bicicletta è cosi, a volte basta poco e tutto si complica, non sono riuscito a rispondere agli attacchi, è la vita”.

Ora Fabio deve stare attento alla sue spalle, Landa è a soli 31 secondi e oggi c’è un’altra tappa tosta senza dimenticare la cronometro di sabato a Marsiglia che sicuramente non gioca a favore del nostro campione.

Fabio Aru ci crede e non lo manda a dire”Ho perso tempo per i miei più diretti rivali  e sono sceso al quarto posto, ma non tutto è perso. Il mio tour non finisce qui”.

 

 

 

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