Elettrostimolazioni craniali: nuova frontiera per la Bahrain Merida

Elettrostimolazioni craniali: l’accordo da Bahrain e IRR Torino accende la polemica

Elettrostimolazioni craniali

Elettrostimolazioni craniali

Elettrostimolazioni craniali, una nuova pratica scientifica, studiata dall’Istituto delle Riabilitazioni Riba di Torino e al centro di un accordo con il Team Bahrain Merida, suscita qualche superflua polemica. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa dell’accordo siglato tra il team di Vincenzo Nibali e l’IRR, che permette alla squadra di usufruire dei servizi all’avanguardia dell’istituto torinese.  Come ogni novità, anche questa fa storcere il naso ai più scettici, portando lo stesso squalo dello stretto a parlare della nuova tecnologia.

“Non sono curioso solo io, lo è tutto il gruppo. Proviamolo e vediamo se ci dà veramente benefici: nel recupero, nella concentrazione, nel riposo o nel rilassamento. No, non c’è nulla di borderline, il tDCS si basa soprattutto su delle frequenze elettriche molto basse. Per fare un esempio più banale: è come usare un elettrostimolatore. E un elettrostimolatore non è doping” ha dichiarato Vincenzo a Il Corriere della Sera.

Elettrostimolazioni craniali (tDCS) cosa sono?

Per Elettrostimolazioni craniali (tDCS)  si  intenda una pratica che invia delle stimolazioni elettriche al cervello che dovrebbero consentire agli atleti di recuperare meglio, dopo gli intensi sforzi delle gare, favorendo la concentrazione e il riposo.

Il capitano del Team Bahrain Merida ha sottolineato come si tratti di una pratica avveniristica ma pienamente legittima per le regole antidoping: “Non c’è niente di borderline, è come usare un elettrostimolatore, non è doping – ha proseguito – può essere uno strumento valido, oggi abbiamo una tecnologia che è in continuo sviluppo, bisogna aggiornarsi. Si era già sentito parlare di questo prodotto, averlo a disposizione ci permetterà di testarlo e capire se realmente potrà darci dei benefici. Sono strumenti professionali non quello che si vede su internet”.
Attendiamo i risultati di questo test che potrebbe riservare interessanti sviluppi in termini di qualità della ricerca in quanto applicata in un contesto di primissimo livello professionale.

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