Elettrostimolazione e ciclismo, analisi dell’allenamento muscolare

Elettrostimolazione e ciclismo: come influenza l’allenamento muscolare

Elettrostimolazione e ciclismo: pro e contro

Elettrostimolazione e Ciclismo

Elettrostimolazione e Ciclismo

Elettrostimolazione e ciclismo in molti ci avete chiesto informazioni circa le tecnica di allenamento o di rinforzo muscolare con elettrostimolazione e la relativa efficacia. Spesso l’elettrostimolazione viene ricondotta a sedicenti maghi televisivi che, agli albori degli anni novanta, proponevano soluzioni miracolose per aumentare la massa muscolare senza sforzo. In genere, venivano proposti personaggi che leggendo libri o guardando la tv con gli elettrodi attaccati alla pelle ottenevano corpi degni di sculture greche. Queste immagini, degne della trasmissione satirica Mai dire TV, hanno contribuito alla pessima nomea dell’elettrostimolazione, portando la gente a costosi acquisti che disattendevano l’idea promossa dalla pubblicità venendo accantonati.

Elettrostimolazione e ciclismo: cos’è?

Elettrostimolazione è una tecnica di mantenimento, miglioramento o ripristino del trofismo muscolare sia in ambito sportivo che riabilitativo che consiste nell’applicazione di elettrodi adesivi sulla cute che ricopre i muscoli da allenare. L’apparecchio genera un dunque un campo elettrico tra i due elettrodi ed un flusso di corrente dall’anodo al catodo nei tessuti muscolari, il flusso di corrente genera la contrazione muscolare.

Naturalmente, come per l’allenamento tradizionale, la contrazione indotta dal sistema deve fornire l’adeguato stress metabolico (e meccanico) alla fibra muscolare.

Elettrostimolazione e ciclismo: scegliere lo strumento

Attualmente, in commercio si trovano disparate tipologie di elettrostimolatori a diverse fasce di prezzo e mediante diversi canali di vendita. Non vogliamo spingere l’acquisto verso un canale o un negozio specifico ma ci sentiamo di privilegiare il negozio di prossimità anche per la possibilità di godere di consulenza e assistenza post vendita.

Nei muscoli sani, privi di patologie neuromuscolari, le correnti tradizioni (rettangolari) prodotte da questi strumenti, ricalcano il movimento naturale del muscolo e si prestano all’attività desiderata.

  • BATTERIE: Tecnicamente suggeriamo l’acquisto di un elettrostimolatore con batteria dedicata, da preferirsi a quello con pile stilo, questi consentono stabilità di resa e riduzione dei costi di gestione.
  • CANALI: Altro parametro di analisi è la presenza di 4 canali cosi che si riescano a stimolare la gamba o il braccio destro e sinistro contemporaneamente. Il costo incrementa lievemente ma la performance sarà sicuramente migliore (consentendo, per esempio, di lavorare su tutto il gruppo muscolare degli arti inferiori)
  • PROGRAMMI ALLENAMENTO: devono essere presenti programmi specifici per i muscoli degli arti superiori e per gli arti inferiori, a cui sarebbe buona cosa si aggiungessero attività specifiche per i muscoli del tronco o posturali (prevalentemente con fibre lente).
  • PROGRAMMI DEFATICANTI: indispensabile la presenza di almeno un programma che consenta il rilassamento muscolare o defaticamento, per il training aerobico e per la capillarizzazione.
  • PROGRAMMI TENS: un plus dello strumento, consentono ridurre il dolore muscolare locale.

Elettrostimolazione e ciclismo: Dove posizionare gli elettrodi?

Nei manuali di cui gli elettrostimolatori sono dotati, esistono sempre foto o disegni per il posizionamento ma bisogna considerare che ogni soggetto si diversifica dagli altri. Senza fare un trattato scientifico è facile comprendere come anatomicamente ogni soggetto ha una morfologia muscolare differente ma tutti presentano una zona in cui le fibre del sistema nervoso periferico “entrano” nel ventre muscolare per portare lo stimolo alle fibre. La stimolazione (e quindi gli elettrodi) andrebbe applicata in coincidenza di questi punti viceversa la contrazione sarà ridotta e il comfort decisamente basso, costringendoci ad abbassare il livello di stimolo e rendendo del tutto inutile il trattamento. Se ne deduce che ritenere univoco il punto di appoggio degli elettrodi è stupido oltre che inefficace

Alcuni kit per l’elettrostimolazione sono corredati di appositi programmi per l’individuazione del punto di applicazione (detto punto motore) mediante l’ausilio di specifici accessori.

Un metodo empirico per determinare il punto di appoggio ideale degli elettrodi è il seguente:

  • applicare una buona quantità di gel conduttivo agli  elettrodi
  • farli scivolare sul muscolo mentre la stimolazione è in corso
  • individuare  il punto di massima contrazione e minor fastidio

 Elettrostimolazione e ciclismo: dove, come, quando

E’ importante eseguire la seduta di elettrostimolazione eseguita in un ambiente confortevole e considerare che per tutta la durata del trattamento è meglio muoversi o contrarre i muscoli soggetti del trattamento. Contrarre il muscolo mentre vi si applica un impulso elettrico potrebbe essere doloroso.

Dovendo applicare degli elettrodi che richiedono adesività e conducibilità elettrica meno peli vi sono tra la cute e l’elettrodo meglio è. La cute deve essere pulita e l’elettrodo deve essere fatto accuratamente aderire alla cute. Il rispetto delle polarità degli elettrodi (polo rosso positivo – polo nero negativo) è spesso regolamentata dai manuali degli elettrostimolatori ma va detto che negli apparecchi moderni è inviata un’onda bifasica simmetrica e non esiste differenza tra dove mettere il rosso e dove il nero.

Elettrostimolazione e ciclismo: i programmi

Tutto si basa sull’obiettivo che si intende ottenere e la maggior parte degli elettrostimolatori propone una serie di programmi pre-impostati. I più comuni sono: “riscaldamento”, “capillarizzazione, “defaticamento” o “forza muscolare”.

Naturalmente è fondamentale stabilire quale deve essere la giusta ampiezza di stimolazione: posto che, come detto, ognuno di noi è diverso da altri soggetti sarà fondamentale comprendere quando e quanto aumentare l’intensità e quando, invece, fermarsi.

 

 

 

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