Egan Bernal, punta sul Tour? Non è detto!

Egan Bernal, lo sguardo al 2020

Egan Bernal a soli 22 anni ha già conquistato il Tour de France e nel 2019 ha ottenuto anche molte soddisfazioni nelle corse di un giorno

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Egan Bernal ha vissuto una stagione esaltante, a soli 22 anni è riuscito a conquistare la vittoria al Tour de France diventando il più giovane ciclista a riuscirci nell’era moderna. In molti avevano dei dubbi sulla reale possibilità che lo scalatore colombiano riuscisse a portare il Team Ineos, orfano del capitano designato Chris Froome, alla vittoria alla Grande Boucle. Chi non ha mai dubitato delle possibilità di vittoria a Parigi è stato, tra gli altri, il suo mentore Gianni Savio che a più riprese ne aveva decantato le doti di resistenza sulle tre settimane. La stagione di Egan, però, è stata caratterizzata da eccellenti prestazioni nelle corse di un giorno e, dopo la sfortuna iniziale, verrà archiviata come un’annata assolutamente entusiasmante.

Bernal però cerca di smorzare tutti:

“Non sento alcuna pressione prima di una grande gara, almeno non ora. Ho solo 22 anni. Prima di iniziare il tour quest’anno, nessuno ha detto che dipendeva da me vincere”.

Governare la popolarità improvvisamente esplosa e le pressioni di stampa e sponsor non sono facili da gestire quando si ha poco più che vent’anni ma Egan ha confermato la sua enorme maturità.

Il finale di stagione di Egan si è completato con la vittoria del Gran Piemonte e il terzo posto al Giro di Lombardia (suo primo podio in una classica monumento) ad ulteriore testimonianza delle sue doti e del potenziale in parte ancora da esplorare anche se il colombiano vola basso:

“Ho già vinto il Tour de France, quindi, anche se non lo vincessi più, potrò dire ai miei figli che ho vinto la corsa a tappe più famosa al mondo”.

Il 2019 doveva vedere Bernal impegnato al Giro poi una serie di accadimenti l’hanno portato a saltare la corsa rosa ripiegando sul Tour con compiti di gregario ma la caduta di Froome ha scombussolato totalmente le gerarchie in casa Ineos e la strada gli ha fatto ottenere i galloni di capitano.

Bernal non ha ancora pianificato il suo 2020:

“in molti dicono che sarà un Tour per scalatori, analizzeremo bene percorso e opportunità e stabiliremo il programma migliore”.

Certo è che in casa Ineos, come di consueto non mancherà la concorrenza, l’arrivo di Richard Carapaz, la voglia di riscatto del vincitore del Tour 2018, Geraint Thomas, il ritorno (si spera) di Froome ai livelli del 2018 e i tanti talenti presenti nella squadra inglese richiedono di valutare attentamente i programmi individuali.

Dal canto suo Egan Bernal è tranquillo in vista del 2020 anche in virtù della sua giovane età: “non sono ossessionato dal Tour, ho rispetto per le altre corse, soprattutto quelle italiane, e non voglio avere un unico obiettivo”.

 

 

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