Dream Lines: Andrea Tiberi si racconta

Dream Lines, il racconto di Andrea Tiberi

Dream Lines, Andrea Tiberi si racconta in un viaggio alla ricerca di linee da sogno

Andrea Tiberi- Pictures free for editorial use only © Santa Cruz Bicycles Italia -

Andrea Tiberi- Pictures free for editorial use only © Santa Cruz Bicycles Italia –

Andrea Tiberi: «Negli ultimi tempi le gare non sono più ‘tutto’ per me… Tante volte ho figurato e sognato nella mia testa linee, avventure e viaggi, senza mai avere veramente l’occasione di partire… Quindi ho deciso che la mia linea sarebbe partita dalle montagne di casa per arrivare alla più alta… Questa che vi racconterò sarà la mia avventura, il mio viaggio in solitaria ‘on the trail’!»

Negli ultimi tempi le gare non sono più ‘tutto’ per me. Non sono mai state ‘tutto’ nella mia vita di uomo ma adesso nemmeno nella mia vita da atleta. Vedo la bici, e la vita da atleta, sempre di più come un qualcosa da vivere a 360°, alla ricerca di nuove esperienze. Anche perché le bikes sono in continua evoluzione e ci permettono di spingerci sempre più in alto. Ci permettono di sognare linee che prima non avremmo mai nemmeno preso in considerazione.

Ogni linea ha la sua bici… Ultimamente ho disegnato nella mia testa linee per la bici da enduro, gravel, XC… Era da un po’ di tempo però che sognavo anche di partire… ho letto tanto ultimamente di altri ragazzi che hanno affrontato viaggi ed avventure pedalando per un preciso fine o pedalando semplicemente per spostarsi ed arrampicare, spostarsi, sciare o quant’altro… comunque, nella sostanza, prendere la bici partire e fare dell’avventura, per quanto sia possibile ancora fare dell’avventura nel mondo d’oggi. O forse al giorno d’oggi siamo talmente connessi, ovunque e costantemente, che allontanarsi anche di poco da casa per inoltrarsi in zone appena appena selvagge lo si può già definire “avventura”.

Così ho sognato la mia piccola avventura, una linea che parte da casa ed attraversa montagne vere per andare a fare il giro della montagna più alta che c’è, qui da noi: il Monte Bianco. Ho sentito parlare del giro del Bianco poco tempo fa e mi ha subito affascinato… ma il giro in sé non era abbastanza… e poi una vera avventura parte da casa e torna a casa. Ma non solo. Nella mia testa c’è un’altra questione che sempre di più assume importanza: la sostenibilità!

Vorrei che sempre più i miei sfizi di uomo abbiano un impatto minimo sull’ambiente, credo ce ne sia un enorme bisogno, anche iniziando da piccole cose. L’importante è iniziare, partire. Quindi ho deciso che la mia linea sarebbe partita dalle montagne di casa, che conosco e dove sceglierò le linee più ardite ciclisticamente parlando, per poi proseguire in Francia, in direzione Chamonix attraverso terre a me sconosciute. Lo stile sarà ‘fast & light’, il più leggero possibile, perché per fare linee dure bisogna essere leggeri. Mi appoggerò a strutture ricettive nei paesi in cui farò tappa e tutto il necessario dovrà entrare in uno zainetto da 25L.

Partirò l’8 di Settembre da Oulx e in 5 tappe avrò l’obbiettivo di andare a girare intorno al Bianco e poi tornare. Un centinaio di chilometri con diverse migliaia di metri di dislivello al giorno, su e giù per le montagne, lungo trails impegnativi fisicamente e tecnicamente, che sulla carta dovrebbero regalarmi tante emozioni. Emozioni che non vedo l’ora di poter vivere e condividere.

Le tappe:
1. Oulx – Bonneval
2. Bonneval – Chamonix
3. Chamonix – Courmayeur
4. Courmayeur – Lanslevillard
5. Lanslevillard – Oulx

Sarò solo, a parte qualche tratto in cui degli amici ‘local’ mi faranno compagnia, ma fondamentalmente dovrò cavarmela in completa autonomia . E questa sarà una delle sfide più importanti. Forse l’avventura più grande. Per questo motivo servirà ovviamente una bici adatta.

La mia Blur da XC sarebbe un po’ limitante per un giro del genere in quanto in montagna, spesso, il terreno non è per niente agevole. Mi serviva un po’ più di escursione, un po’ più di rigidità e capacità di assorbimento. 130mm davanti e 120mm dietro, steli da 34, reggi sella telescopico, cerchi larghi e gomme da 2.35″. Leggera per scalare ma con tutto quello che serve per divertirsi e passare sopra tutto (o quasi). Una strana coincidenza, ma guarda caso pochi giorni fa ‘mamma Santa’ ha presentato proprio la nuova Tallboy 2020: era destino!

Tante volte ho figurato e sognato nella mia testa linee avventure e viaggi, senza mai avere veramente l’occasione di partire. Stavolta tanti fattori sono stati favorevoli per partire davvero per un viaggio ‘on the road’. Anzi, ‘on the trails’.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi