Doping Tecnologico: nel mirino Cancellara?

Doping Tecnologico: in un libro accuse a Cancellara?

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Doping Tecnologico torna alla ribalta nel mondo del Ciclismo. Torna di moda il discorso di motorini inseriti nei telai della biciclette. Nella polemica non poteva mancare il nome dell’elvetico Fabian Cancellara che già era stato al centro di polemiche in passato

A tirare in ballo lo svizzero è stato Phil Gaimon, corridere statunitense,  che nella sua autobiografia “Draft Animals”accusa Fabian di aver fatto ricorso a bici truccate durante la sua carriera. L’Uci ha annunciato di voler prendere sul serio queste voci e di voler indagare sulla questione.

Doping Tecnologico: le rivelazioni di Gaimon

Il dubbio sulle parole dell’ex corridore sono legate all’essere riuscito a far accendere i riflettori su una pubblicazione che viceversa sarebbe stata per lo più non considerata. Il libro in questione si intitola , “Draft animals” ed è una biografia del ciclista americano in cui, appunto, un ruolo “incriminato” lo riveste Cancellara.

Doping Tecnologico: Chi è Phil Gaimon?

Philip Gaimon, corridore dell’86 originario di Columbus, in Ohio, ha gareggiato prevalentemente per team americani (Garmin Sharp e Cannondale) senza raccogliere particolari successi. In totale ha conquistato tre vittorie: tappa e classifica generale alla Redlands Classic 2012 e la generale sempre alla Redlands Classic nel 2015.

Doping Tecnologico: cosa ha detto Gaimon?

“Ho respinto questa idea finchè non ho sentito parlarne ad alcuni suoi ex compagni di squadra” ha affermato l’ex corridore nel suo libro. “Mi hanno detto che Cancellara aveva il suo meccanico, la sua bici era tenuta separata da quelle degli altri –  ha aggiunto Gaimon – Le sue accelerazioni non sembrano naturali, è come se avesse dei problemi a restare agganciato ai pedali”.

L’americano ha aggiunto che secondo il suo modo di vedere, il Doping Tecnologico è attualmente sparito dal ciclismo professionistico.

Doping Tecnologico: cosa farà l’UCI?

Secondo le voci circolanti nell’ambiente, il numero uno dell’UCI David Lappartient vuole vederci chiaro e ha annunciato “cerchiamo maggiori informazioni e sicuramente indagheremo. E’ importante capire cosa c’è dietro queste frasi, come tutti sappiamo che da un po’ di tempo circolano queste voci ed è importante chiarire la vicenda. Mi auguro che il ciclismo professionistico non sia stato toccato da questo fenomeno”.

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