Dino Verzini Campione del Mondo 1967

Dino Verzini e Bruno Gonzato (fonte pagina Facebook di Dino Verzini)

Dino Verzini e Bruno Gonzato (fonte pagina Facebook di Dino Verzini)

Dino Verzini tra tandem e velocità

Dino Verzini forte ciclista su pista tra tandem e velocità: una storia di talento, sacrificio ed umiltà 

Dino Verzini nasce il 26 novembre 1943 a Zevio in una famiglia di tipo patriarcale. Il padre, Tullio Verzini, persona taciturna e dalla personalità forte  aveva un’attività con il fratello: la  “Premiata costruzione cicli” al Ponte del Cristo con tanto di brevetto registrato e dal 1927 al 1930 aveva preso parte per quattro volte al Giro d’Italia come “isolato”, ovvero senza una squadra. La passione viscerale del padre per la bicicletta spinge Dino a seguirne le orme. Il suo fisico perfettamente adatto al ciclismo veloce lo portano ad iniziare a correre nel 1961 con la maglia verde della Speme-CSI.
Dino inizia a correre come dilettante e come dilettante prosegue tutta la sua carriera. Prende parte a divere gare ma i premi e il modesto stipendio che il CONI riserva agli atleti dilettanti non sono una gran fonte di entrata. Si allena la velodromo di Pescantina e il padre e gli amici comprendono che la velocità su pista è il suo pane quotidiano, è proprio qui che viene notato dagli osservatori del Pedale Ravennate, viene messo sotto contratto e invitato al Centro Nazionale di addestramento allo Sport di Ferrara.

 

Dino Verzini veste poi i colori di alcune formazioni dell’hinterland milanese come la “S.C. Corsico” e la “S.C. Excelsior”. Dino non ama le zone del milanese, troppi grattacieli che su di un tipo introverso come lui hanno un effetto negativo tanto da apprezzare enormemente i ritorni a casa. Più tardi passa alla prestigiosa “Ciclisti Padovani” dei fratelli Galtarossa mentre la parte finale della carriera la passa con “U.S. Valpolicella” sotto la guida del patron Raimondo Antolini.

Nel 1964 è secondo al campionato italiano velocità dilettanti su pista e conquista il campionato italiano tandem in coppia con Ceradini e spera sino all’ultimo di essere chiamato per i Giochi Olimpici di Tokyo 1964 ma la sua giovane età gli gioca a sfavore e deve rinunciare alla competizione a cinque cerchi. Nel 1965 è ancora secondo al tricolore di Rom e conquista il titolo nazionale del tandem mentre l’anno seguente conquista il titolo italiano di velocità individuale. Nel 1966  si laura Campione individuale velocità dilettanti a Como e prende parte ai mondiali dilettanti. Nel ’67 conquista nuovamente il titolo nazionale di tandem, vince il Gran Premio Città di Milano e viene convocato per i Mondiali di Amsterdam

 

Dino Verzini e Bruno Gonzato campiono del Mondo 1967

Dino Verzini, con il compagno bassanese Bruno Gonzato vengono scelti all’ultimo minuto, come di consueto dal mitico C.T. Guido Costa. In semifinale il duo italiano se la deve vedere con i ciclisti Belgi, particolarmente agguerriti tanto da causare, nella prima prova di semifinale, una paurosa caduta dopo una serie ripetuta di scorrettezze. I nostri ragazzi vengono medicati e nella seconda sfida hanno la meglio aggiudicandosi un posto in finale.

In finale Verzini e Gonzato conquistano a il mondiale di velocità dilettanti su tandem, battendo i campioni del mondo in carica, i francesi Trentin e Morelon. I nostri atleti conducono brillantemente la medaglia d’oro grazia ad un lungo surplace a un giro dalla fine della prova per poi esplodere in uno scatto violentissimo che lascia letteralmente di sasso i rivali transalpini.

Verzini e Gonzato hanno due caratteri diversi: schivo e chiuso il primo, esuberante e borghese (con una laurea in ingegneria sfiorata) il secondo. In sella per i due si completano e fuori dalle corse sono unitissimi tanto da passare diversi periodi assieme proprio a casa di Dino tra l’affetto di mamma Dina e papà Tullio. La coppia è affiatatissima e i risultati si vedono in pista quando diventano quasi un corpo ed una mente sola con quattro gambe a spingere sui pedali. Tornato a casa, Dino viene accolto con l’onore tipico degli eroi ma il tempo è poco, si vede partire con la nazionale per Città del Messico per fare l’addestramento preolimpico.

Dino Verzini  alle Olimpidi 1968

A febbraio 1968 Dino conosce Elisabetta, che qualche anno dopo diventerà sua moglie. A Luglio arriva la conquista del titolo nazionale di velocità a Varese, sembra un anno magico ma il 25  agosto arriva la morte di papà Tullio. In famiglia tutti sapevano della malattia ma Dino era stato tenuto al segreto della cosa per non turbarne le performance sportive. La partenza, ai primi di settembre per le Olimpiadi di Città del Messico non è pieno di gioia come Dino sognava e il pensiero della madre malata e sofferente per la scomparsa del marito turba il pensiero dell’atleta venero.

Ai quarti di finale c’è la sfida con il sovietico Phakadze, Dino vince la prima prova ma perde la seconda a causa del rapporto della bicicletta impostogli dal selezionatore. Nella bella c’è il crollo emotivo di Dino che ai problemi familiari aggiunge quelli tecnici. Vince il russo e Verzini chiude solamente quinto.

Poco dopo ai Mondiali di Montevideo, senza rientrare a casa, Dino si presenta scarico mentalmente e le sue performance ne sono diretta conseguenza. Il rientro a casa nel mese di novembre lo travolge con i problemi pratici successivi al decesso del padre; valuta anche il passaggio ai professionisti .

Al campionato italiano dilettanti tandem con Bruno Gonzato chiude al secondo posto ed il 26 novembre 1969, giorno del suo compleanno, Dino sposa l’amata Elisabetta e inizia a spostare il baricentro dei suoi interessi sulla famiglia.

Nel 1970 Dino è ai Mondiali di Leicester, in Inghilterra, per la prova di velocità individuale quando apprende che la moglie Elisabetta sta per dare alla luce la primogenita Samantha: l’impulso è quello di lasciare tutto, pendere un aereo e andare a vivere l’esperienza più importante della vita. Il costo del biglietto aereo, per lui che è un dilettante del pedale è troppo alto e deve rinunciare sfogandosi sui pedali e vedendo la figlia diciassette giorni dopo. Ai campionati italiani di tandem con Sartori chiude al secondo posto. Nel 1971 Dino ha un nuovo partner, Ferro, ma è ancora 2° alla prova tricolore di Varese

 

Nel 1972, in copia con Ezio Cardi, vinse il campionato italiano di tandem Padova ma nella prova individuale a causa di una scorrettezza chiude secondo. Dino è uno serio che non ama i mezzucci e le scorrettezze tipiche della pista e questi episodi ne fiaccano il morale. Nel ’72 è alle Olimpiadi di Monaco, quelle tragiche con l’attentato dei terroristi palestinesi la mattina dell’11 settembre. L’Olimpiade per Dino non va molto bene per via dell’assenza di feeling con il nuovo compagno di tandem con cui si è allenato solamente un mese.

Ai campionati italiani di Dalmine del 1977, ormai in fase calante, chiude terzo e sul sul podio assieme ai suoi due figli ribellandosi al presidente della Federazione ciclistica italiana, contrario alla cosa.

La medaglia d’oro vinta ai Mondiali di Amsterdam ora non esiste più, Dino la fuse per fare un anello per ma moglie Elisabetta per festeggiare il nono anniversario di matrimonio, che assieme ai suoi figli sono il riconoscimento più grande per Dino!