Creare una generazione di ciclisti? si può!

Creare una generazione di ciclisti nel nostro paese sarebbe un salto in avanti

Creare una generazione di ciclisti

Ciclismo amatoriale

Creare una generazione di ciclisti nel nostro paese ? Missione difficile ma non impossibile. Certo se si osservano le percentuali odierne di italiani che usano la bicicletta si trovano percentuali da prefisso telefonico. Se si togli a questo numero la quota dei “ciclisti della domenica” o dei cicloamatori il quadro è, rispetto a molti paesi europei, sconfortante.

Molti utilizzatori delle due ruote italici, poi, non lo fanno per indole ma solo per “necessità” il che crea il panorama di un paese privo di cultura ciclistica.

Creare una generazione di ciclisti, come?

Se si osserva uno dei paesi più virtuosi per l’uso della bicicletta, l’Olanda (vedi articolo sul maxi parcheggio di Utrecht) è facile capire come l’uso della bicicletta sia uno degli insegnamenti, quasi degli imprinting che i genitori fanno ai figli. Purtroppo l’Italia ha la cultura che anche solo per andare alla scuola vicino a casa sia necessario impiegare l’auto. Politiche della mobilità dei bambini dirottandoli verso il “piedibus” o il “bicibus” potrebbe modificare la loro visione dello spostamento. Non più auto-centrico ma bici-centrico.

La rivoluzione culturale parte dalle nuove generazioni, non basta creare una pista ciclabile, spesso senza fatta senza logica né collegamenti idonei per creare una generazione di ciclisti, certo è un passo avanti ma non basta.

Sarebbe bello se, oltre alla sperata norma “salva ciclisti” si provasse a cambiare la cultura dello spostamento, non delle nostre generazioni ormai sedimentate sul trasporto con auto, ma sulle prossime generazioni con una attenta pianificazione della visione di “spostamento”.

 

 

 

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