Ciclismo truccato? Ci pensa Peraud

Ciclismo truccato? Torna di moda il doping-tecnologico e si muove l’UCI

Ciclismo Truccato

Ciclismo Truccato, ci pensa Peraud

Ciclismo truccato? A risollevare la questione la recente uscita del libro di Philip Gaimon che ha portato un attacco frontale a Fabian Cancellara e sollevato sospetti sul mondo delle due ruote. La caccia ai famigerati motorini è una battaglia che da un po’ di tempo tocca al ciclismo amatoriale e professionistico. David Lappartient, nuovo capo del ciclismo mondiale ha deciso di alzare il livello d’attenzione sul tema, ritenendo insufficienti le misure adottato dal suo predecessore, il britannico Brian Cookson.

Ciclismo truccato? dubbi del metodo Cookson!

Durante l’era Cookson l’UCI ha portato avanti la battaglia al doping tecnologico con l’ausilio di tablet con installato un software realizzato appositamente da una startup di Birmingham. Il table avvicinato alla bicicletta sarebbe in grado di individuare la presenza di un motorino nascosto e con questa metodologia sono stati eseguiti migliaia di controlli senza trovare nulla di anomalo salvo un motorino di vecchia generazione durante i Mondiali di ciclocross del 2016.

Una inchiesta condotta congiuntamente da Corriere della Sera,  la tv tedesca ARD e a quella francese France 2 però ha sollevato sospetti sull’efficacia del modello applicato sollevando la problematica dall’incapacità di individuare le ruote ad induzione magnetica.

Ciclismo truccato? Arriva Peraud

David Lappartient ha deciso di sollevare dall’incarico Mark Barfield, britannico come Cookson, responsabile dei controlli anti motorino poco efficaci, al suo posto ecco spuntare l’ex corridore francese che arrivò secondo nel Tour vinto da Vincenzo Nibali, Jean Christophe Peraud. Durante la sua carriera, sia come biker che poi nel ciclismo su strada,  Peraud, ha lavorato come ingegnere per importanti aziende tra cui la multinazionale dell’energia Areva.

Responsabile della lotta alle frodi tecnologiche e del settore materiali, sarà la carica che ricoprirà il francese che ha dichiarato: “ho sempre voluto tornare a lavorare nel ciclismo e questa sfida mi entusiasma e soddisfa le mie ambizioni. Impegnerò tutte le mie competenze nell’ingegneria e nello sport in questo nuovo ruolo. L’Uci ha già una politica efficace in materia di attrezzature e di lotta contro le frodi tecnologiche, ma sono convinto che si possa migliorare”

 

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