Chiara Pierobon ciclista angelo nel cielo

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni in Germania poco prima del via della Sparkassen Giro Bochum

Chiara Pierobon

Chiara Pierobon sorridente

Chiara Pierobon nasce a Mirano il 21 gennaio del 1993 e fin Da piccolissima si appassiona al ciclismo avvicinandosi alle categorie giovanili a soli sette anni e conquistando, nel 2006 il campionato Italiano su strada. Nel 2007 bissa in titolo di campionessa italiana, questa volta nella corsa a punti e nella velocità.

Le grandi qualità di Chiara la fanno entrare nei radar dei team professionistici e, nel 2013 passa nella categoria UCI Woman’s con la divisa della prestigiosa Top Girls Fassa Bortolo prendendo nello stesso anno parte al Giro d’Italia Rosa.

Chiara Pierobon rispetta le previsioni e mostra una ulteriore crescita tanto che il 2014 la vede al via di alcune prove di Coppa del Mondo tra cui il Giro delle Fiandre e la Freccia Vallone. Al Giro d’Italia Rosa chiude in 41esima posizione dimostrando un ulteriore salto in avanti dal punto di vista tecnico e qualitativo (l’anno prima aveva chiuso 100esima).

Le convincenti prove di Chiara le valgono la chiamata in azzurro da parte del CT Edoardo Savoldi che la vuole tra le convocate per la prova in linea ai Campionati del Mondo di Ponferrada in Spagna (sarà riserva).

Chiara Pierobon: la tragedia

Il primo agosto 2015 Chiara Pierobon è in Germania con le compagne del Team Top Girls Fassa Bortolo, deve prendere parte al Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo con arrivo a Bochum. Quella tedesca è l’ennesima gara in cui Chiara è chiamata a dimostrare il suo costante incremento delle qualità delle sue prestazioni.

Chiara è felice, ha da poco ricevuto la convocazioni per la Nazionale under 23 con cui andare a disputare i Campionati Europei a Tartu in programma dal 6 al 10 agosto.

Le ragazze salgono sul furgone del team per andare verso la linea di partenza, Chiara è seduta sui sedili posteriori, dorme. Tutto sembra normale, un normale trasferimento dall’hotel alla partenza. Poi ecco un urlo, arriva da Chiara. Le compagne si girano verso la ragazza veneta, capiscono immediatamente che qualcosa non va: sta male! Chiara emette un singhiozzo, si alza dal sedile per poi crollare a terra. I tecnici del team intervengono prontamente praticandole il massaggio cardiaco, arriva l’elicottero dei soccorsi con i paramedici, si prendono cura della ragazza.

Chiara Pierobon viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Ingolstadt, giunge al pronto soccorso, provano a rianimarla per oltre due ore e mezza ma non serve a nulla. Chiara muore.

Lo Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo viene vinto dalla portacolori della Velocio-SRAM Barbara Guarischi ma non c’è da festeggiare, una compagna del plotone e una amica non c’è più.

I genitori arrivano in serata per vedere il corpo della figli e accompagnarlo a casa. Le compagne di team decidono di non prendere parte alla successiva prova di Coppa del Mondo su strada, sarebbe impossibile. La testa è ora concentrata solo sulla ragazza.

Inizialmente si pensa che la causa del decesso possa essere stata una embolia polmonare come era accaduto anni prima allo zio di Chiara mentre stava lavorando nei campi. Le analisi riveleranno successivamente altre cause ma ciò che lascia distrutti è il vuoto lasciato da Claudia.

Un vuoto terribile lasciato nella famiglia, tra gli amici e le amiche e le compagni di team ma in generale in tutto il mondo del ciclismo.A Caselle, il paese dove la giovane ciclista azzurra viveva con la famiglia, viene proclamato il lutto cittadino e i funerali sono un vero momento di tristezza per la comunità.

Chiara Pierobon: il libro alla memoria

Per tributare il giusto ricordo a Chiara, Gian Marco Mutton ha realizzato un libro dal titolo “L’Azzurro va oltre il destino”. Una biografia sportiva e umana di Chiara Pierobon corredata da foto e ricordi dei passi più significativi che hanno portato la ragazza veneta a diventare un prospetto del ciclismo mondiale.

“Lo scopo del libro scopo è far capire chi era veramente questa giovane atleta dalle ottime capacità ciclistiche con l’intento di trasmettere la passione per il ciclismo e per lo sport in sé alle generazioni più giovani”.

Ha dichiarato Mutton autore del libro oltre che ricercatore storico.

 

Chiara Pierobon: la maglia al Ghisallo

Chiara di ha lasciati quel maledetto primo agosto 2015 e qualche giorno dopo, esattamente il 6 agosto 2015, avrebbe dovuto indossare la maglia azzurra per i Campionati Europei di Tartu, in Estonia. Il tragico epilogo della vita della giovane ciclista le ha impedito di difendere i colori azzurri ma quella maglia mai indossata è ora ospite in uno dei posti magici del ciclismo tricolore: Il santuario della Madonna del Ghisallo in provincia di Como.

Quella maglia è in ottima compagni di altri ricordi di Chiara: custodita la sua foto e il libro contenente la sua biografia che sono custoditi ora in quel luogo sacro e simbolico

 

 

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