Filippo Zaccanti nuovo leader al Tour de Korea

Filippo Zaccanti conquista la maglia di leader al Tour of Korea

Filippo Zaccanti della NIPPO Vini Fantini Faizanè chiude secondo la terza tappa del Tour of Korea diventando leader della generale

Filippo Zaccanti Credits NIPPO - Vini Fantini - Faizanè & Bettini Photo.

Filippo Zaccanti Credits NIPPO – Vini Fantini – Faizanè & Bettini Photo.

Filippo Zaccanti conquista il podio di giornata e indossa la maglia gialla di leader della classifica generale del Tour of Korea. Due le frazioni al termine della corsa nelle quali il giovane scalatore italiano lotterà per difendere la leadership.

Filippo Zaccanti è la nuova maglia gialla del Tour de Korea. A due tappe dal termine il giovane scalatore italiano classe 1995 è il leader della classifica generale, grazie al secondo posto di giornata conquistato con un’azione d’attacco partita ai -50km e fortemente voluta dal team. Il suo vantaggio in classifica generale è ora di 41 secondi sul canadese Ben Perry del team Israel Cycling Academy e due sono le tappe che lo separano dal traguardo finale di Seoul.
LA TERZA TAPPA.

Terza tappa movimentata con un’azione di svariati atleti di fronte al gruppo sino a metà gara. L’inseguimento del gruppo principale nelle fasi salienti è condotto proprio dal team Italo-Giapponese non presente nella prima azione di giornata. Grazie ad un buon forcing di squadra il team è bravo a rientrare nel tratto più duro della gara dove una lunga salita ha contribuito a scremare il gruppo che torna compatto ai meno 46km dal traguardo, quando le carte si rimescolano e partono in contropiede i due attaccanti di giornata: il canadese della Israel Cycling Academy Ben Perry e l’atleta #OrangeBlue Filippo Zaccanti.

Ai meno 30km il vantaggio dei due attaccanti sale fino ai 2’30’’ e procedendo con cambi regolari sono bravi a gestirsi sino alla volata finale, dove il canadese Ben Perry è bravo a imporsi. Filippo Zaccanti secondo sulla linea del traguardo conquista la leadership della classifica generale quando al termine mancano solo due tappe.

Nella volata del gruppo per il terzo posto si segnala anche la top10 di Juan Josè Lobato. Nella top10 della nuova classifica generale presente inoltre il giapponese Hideto Nakane, miglior atleta nipponico ad oggi in classifica.
LA DICHIARAZIONE.

“Siamo stati bravi a lavorare e a fare selezione di squadra, in un tratto selettivo io e Ben Perry abbiamo attaccato e collaborato di comune accordo per arrivare al traguardo. Sapevo che lui era più veloce di me, ma per me era importante guadagnare più secondi possibili sul gruppo per la classifica generale. Ora lotteremo per conservare la maglia sapendo che delle due tappe restanti quella più impegnativa è proprio quella che ci attende domani.”
CLASSIFICA TERZA TAPPA.

1 PERRY Ben – Israel Cycling Academy
2 ZACCANTI Filippo – NIPPO Vini Fantini Faizanè
3 STRONG Corbin – St George Continental Cycling Team
4 KREDER Raymond – Team UKYO
5 ÁVILA Edwin – Israel Cycling Academy
6 MIN Kyeongho – Seoul Cycling Team
7 REGUIGUI Youcef – Terengganu Cycling Team
8 LOBATO Juan José – NIPPO Vini Fantini Faizanè
9 PRONSKIY Vadim – Vino – Astana Motors
10 NIKITIN Matvey – Vino – Astana Motors
CLASSIFICA GENERALE.

1 ZACCANTI Filippo NIPPO Vini Fantini Faizanè
2 PERRY Ben Israel Cycling Academy
3 REGUIGUI Youcef Terengganu Cycling Team
4 KREDER Raymond Team UKYO
5 STRONG Corbin St George Continental Cycling Team
6 CHOE Hyeong Min Geumsan Insam Cello
7 BARÓN Félix Alejandro Team Illuminate
8 SIRIRONNACHAI Sarawut Thailand Continental Cycling Team
9 PARK Sanghong LX Cycling Team
10 NAKANE Hideto NIPPO Vini Fantini Faizane

Credits NIPPO – Vini Fantini – Faizanè & Bettini Photo.

Delfinato 2019, vittoria di tappa di Alaphilippe

Delfinato 2019, fuga vincente di Alaphilippe

Delfinato 2019, dopo una lunga fuga a trionfare è Julian Alaphilippe della Deceuninck Quick Step che anticipa Grigor Muhlberger. Adam Yates resta leader 

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Delfinato 2019 a tagliare per primo il traguardo di Saint Michel de Maurienne nella sesta tappa della breve corsa a tappe francese è stato Julian Alaphilippe alfiere della Deceuninck Quick Step. Adam Yates (Mitcheltoon Scott) resta è ancora in testa alla classifica generale del Critérium du Dauphiné 2019.

Sono 229 i chilometri che il plotone è chiamato ad affrontare dalla partenza da Saint Vulbas per giungere all’arrivo dopo aver affrontato otto gran premi della montagna.

La frazione è segnata dalla fuga di tre elementi: il nostro Alessandro De Marchi (CCC Team), Grigor Muhlberger (Bora Hansgrohe) e, appunto, Julian Alaphilippe. Tutti e tre gli uomini in avanscoperta sono lontani dai big della classifica e, di conseguenza, il gruppo lascia libertà d’azione tanto che il gruppetto dei battistrada arriva ad accumulare un margine vicino al quarto d’ora.

I tanti GPM non pesano nelle gambe dei tre di testa che arrivano ai piedi dell’ultima ascesa con un margine vicino alla decina di minuti e la certezza di andare a giocarsi la vittoria di tappa. Quando la salita inizia a “tirare” è De Marchi a mollare lasciando allungare gli altri due compagni di avventura.

Sono Muhlberger e Alaphilippe a giocarsi la volata finale e, nonostante il francese paia essere facilmente favorito, la battaglia è tanta e la vittoria solo questione di centimetri. Come detto ad esultare è il vincitore della Milano-Sanremo 2019 ma Muhlberger sfiora il colpo ed esce a testa altissima tanto che solo il fotofinish decreta il vincitore.

Alle spalle dei due, con venti secondi di distacco, giunge il nostro De Marchi mentre sei minuti più tardi arriva il gruppone regolato Wout Poels, capitano del Team Ineos dopo il ritiro di Chris Froome.

La generale resta immutata con Adam Yates che mantiene un margine di 4 secondi su Dylan Teuns e sei secondi  su Tejay Van Garderen mentre Wout Van Aert vincitore delle ultime  due frazioni perde terreno ed esce di classifica.

 

 

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico

Juan Jose Cobo citato dall’UCI perde la Vuelta 2011?

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico perde la vittoria della Vuelta 2011 che potrebbe essere assegnata a Chris Froome

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo è stato citato dall’UCI per una violazione del passaporto biologico condizione che potrebbe privarlo della vittoria della Vuelta Espana 2011, in questo caso Chris Froome otterrebbe, a posteriori, il suo secondo titolo nella corsa iberica.

Chris Froome, uomo che di primati se ne intende, potrebbe diventare il primo ciclista a conquistare un grande tour da un letto d’ospedale, una lieve soddisfazione in questo periodo drammatico della vita professionale del kenyano bianco.

Il massimo organismo di governo del ciclismo mondiale ha confermato di aver citato il vincitore della Vuelta a España del 2011, Juan José Cobo, per violazione del regolamento antidoping a causa di anomalie riscontrate dal 2009 al 2011 nel suo passaporto biologico.

A questo punto Cobo potrebbe venir squalificato perdendo tutti i risultati sportivi ottenuti in quel periodo di tempo compresa, appunto, la Vuelta del 2011. Naturalmente l’ormai 38enne iberico avrebbe moto di contestare la decisione davanti alla Corte Arbitrale dello Sport il che allungherebbe i tempi di ufficializzazione del verdetto.

Sul caso si è pronunciato Javier Guillén, direttore della Vuelta, che ha spiegato ai giornalisti del quotidiano spagnolo AS che:

“Naturalmente spetta all’UCI stabilire se Froome è il vincitore di quell’edizione, a rigor di logica il secondo dovrebbe ricevere il titolo vacante. Quello che ci interessa è che il vincitore della Vuelta sia una persona credibile, chi imbroglia va squalificato”.

L’Unione Ciclistica Internazionale per ora non ha fornito maggiori dettaglia ma ha segnalato che la decisione completa verrà pubblicata, successivamente, sul sito ufficiale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, il ciclista spagnolo era già stato informato delle anomalie riscontrate nel suo passaporto biologico mentre era ancora in attività. Secondo le indiscrezioni pare che i dati anomali possano evidenziare l’uso di Epo.

Alla vuelta 2011 Cobo chiuse primo davanti a Froome per soli 13 secondi. Fu quello il primo squillo del Kenyano che, però, riuscirà a trionfare in Spagna solo nel 2017 coi colori del mitico Team Sky. Per Cobo quello fu il picco più alto in carriera (prima aveva ottenuto la vittoria del Giro dei Paesi Baschi nel 2007)

Cobo, ai tempi tesserato per la GEOX Tmc, aveva ottenuto la vittoria sull’Angliru sorprendendo tutti per le sue performance. Dopo due stagioni assolutamente prive di squilli con la divisa della ha terminato la sua carriera nel 2014 con Torku Sekersport, formazione Continental turca.

 

Delfinato, bis di Van Aert nella quinta tappa

Delfinato, bis in grande stile di Van Aert nella quinta tappa

Delfinato, bis di Van Aert a 24 ore dal successo nella cronometro. Il belga del Team Jumbo-Visma ha battuto allo sprint Bennett e Alaphilippe

Delfinato – Wout Van Aert 

Già terzo nella frazione inaugurale e secondo nella terza tappa, Van Aert risale al quinto posto in classifica generale a 20 secondi da Adam Yates e adavanti a Steven Kruijswijk, capitano del Team Jumbo-Visma. Il 24enne di Herentals ha inoltre rafforzato la propria supremazia sia nella Classifica a Punti (82), davanti a Edvald Boasson Hagen e Sam Bennett, sia nella Classifica dei Giovani, nella quale precede Nils Politt e Bjorg Lambrecht.

LA BICI DI WOUT VAN AERT

Wout Van Aert è equipaggiato con Bianchi Oltre XR4. Realizzata con il sistema Bianchi CV powered by Countervail, sviluppata e testata in collaborazione con la squadra World Tour Team Jumbo-Visma, Oltre XR4 è progettata per massimizzare il vantaggio aerodinamico ed il controllo.

Roglic
FONTE COMUNICATO STAMPA

Chris Froome in terapia intensiva per i prossimi due giorni

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore, ora rimarrà in terapia intensiva per i prossimi due giorni ha spiegato Brailsford

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome è stato sottoposto A quasi otto ore di intervento chirurgico per riparare fratture riportate al femore, all’anca e al gomito dopo il terribile impatto contro un muro durante la ricognizione della prova a cronometro del Critérium du Dauphiné di mercoledì.

E’ stato lo stesso direttore del Team Ineos, Dave Brailsford, ha relazionare i giornalisti sull’esito del lungo intervento chirurgico confermando la gravità delle fratture e auspicando un pronto recupero dell’atleta britannico.

“Chris ha subito un intervento chirurgico per le fratture subite al fianco, gomito e femore. Ci sono anche danni interni ragion per cui resterà presso il reparto di terapia intensiva per un paio di giorni – ha spiegato Brailsford prima del via della 5a tappa del Delfinato – con lui c’è Richard Usher e Michelle Cound, sua moglie, la situazione è costantemente monitorata”

Froome si è schiantato contro un muro durante la ricognizione della quarta frazione della breve corsa a tappe francese, è stato trasportato in aereo all’ospedale di Saint-Étienne e fin da subito si è compreso che l’assalto al quinto Tour era rimandato.

Naturalmente allo stato attuale è impossibile definire i tempi di recupero, la durata della riabilitazione e il ritorno in gara del Kenyano bianco.

“Dobbiamo concentrarci sull’oggi e vedere giorno dopo giorno come evolverà la situazione. Chris è ben curato e ha risposto bene e ora dobbiamo preoccuparci di stabilizzare la situazione per poi rivolgere le attenzioni al recupero” ha detto Brailsford.

Ora il leader del Team Ineos, in assenza di Froome, sarà Wout Poels undicesimo in classifica a 40 secondi dietro ad Adam Yates mentre per il Tour il capitano sarà Geraint Thomas con l’alternativa del talento emergente Egan Bernal.

“Chris era davvero in un periodo di forma importante, aveva uno stato di forma migliore degli ultimi anni ma ora tutto è cambiato e ci concentreremo sul resto della squadra per arrivare pronti per luglio ” ha spiegato il manager.

Sulla terribile caduta di Froome è intervenuto anche Martin che, durante la ricognizione costata cara al britannico, lo seguiva con pochi metri di distanza.

“Continuo a rivederlo nella mia mente, è orribile anche vedere qualcosa del genere. Abbiamo incontrato il gruppetto della Ineos e, per non rovinare il loro lavoro, ci siamo tenuti a distanza poi è accaduto l’incidente” ha spiegato Martin a Cyclingnews – Ci siamo fermati e siamo rimasti impietriti per 20 secondi. Abbiamo chiesto se c’era qualcosa che potevamo fare ed ho pensato che sarebbe potuto andare molto peggio, Chris avrebbe anche potuto morire, lo abbiamo visto colpire il muro, è stato terribile”.

 

Chris Froome si frattura il femore, Tour addio!

Chris Froome salterà il Tour per causa di una caduta al Delfinato

Chris Froome salterà il Tour de France 2019 a causa di una bruttissima caduta durante la ricognizione della tappa odierna del Delfinato: rottura del femore!

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome del Team Ineos è statto vittima di una brutta caduta al Criterium du Dauphine, riportando la  frattura del femore e dovendo dire addio così le sue speranze di conquistare il Tour de France 2019 .

Il ciclista britannico è malamente caduto durante la ricognizione della prova a cronometro di oggi. Trasportato in aereo in ospedale per le cure del caso il personale sanitario si è occupato prontamente di lui.

E’ stato lo stesso team manager del Team Ineos, Dave Brailsford, a dare notizia dell’accaduto tramite la propria pagina Twitter.

Froome ha preso parte al Dauphine come trampolino verso il Tour de France e si stava ben comportando dimostrando una condizione fisica in assoluta ascesa. Questa mattina, assieme al resto del team, è partito per la ricognizione del percorso della quarta tappa, una cronometro lunga 26,1 km intorno a Roanne.

Meno di un’ora più tardi hanno iniziato a circolare notizie di un incidente che ha coinvolto il kenyano bianco. Fin da subito è apparso chiaro che le conseguenze erano tutt’altro lievi: la caduta, avvenuta ad alta velocità, ha provocato danni tali da far saltare la partecipazione alla Grande Boucle.

Il linguaggio del corpo di Brailsford, mentre camminava verso i microfoni e le telecamere dei giornalisti, non lasciava scampo a interpretazioni: addio al Tour 2019 e addio alla caccia della quinta maglia gialla.

“Chris ha avuto un brutto incidente in realtà. Sembra che fosse ai piedi della discesa. Il vento oggi era molto forte e quando ha tolto le mani dal manubrio per soffiarsi il naso ha perso la ruota anteriore – ha spiegato il manager della Ineos – Chris ha impattato contro un muro a circa 60 km/h procurandosi una frattura al femore. Il pensiero va per Michelle e la famiglia che certamente sono shockati e l’obiettivo è quello di assicurare le migliori cure al nostro campione. Nel frattempo, dobbiamo continuare a correre e penso che faccia parte dello sport “.

Si attendono ulteriori accertamenti ma è inevitabile che il britannico non potrà essere al via della corsa francese investendo Geraint Thomas dei gradi di primo capitano del Team Ineos.

I dettagli esatti della caduta sono ancora in fase di definizione ma sicuramente è avvenuta durante la discesa verso Roanne in cui Froome era con Wout Poels. Chris si è accasciato al bordo della strata per essere celermente soccorso dai sanitari

“Tim Kerrison e Gary Blem erano con lui e una delle ambulanze della corsa era parcheggiata vicino al luogo dell’incidente ”ha aggiunto Brailsford ai microfoni di cyclingnews.com.

Per Froome svanisce l’obiettivo di arrivare a cinque successi al Tour, obiettivo che già lo scorso anno era mancato al kenyano battuto da compagno Geraint Thomas.

Dylan Teuns doppio colpo al Delfinato

Dylan Teuns doppio risultato: Tappa e Maglia

Dylan Teuns doppio successo al Giro del Delfinato 2019 per il belga della Bahrain Merida che conquista la tappa e veste la maglia di leader della corsa

Dylan Teuns (fonte pagina Twitter)

Dylan Teuns (fonte pagina Twitter)

Dylan Teuns doppio colpo nella seconda tappa della breve corsa a tappa transalpina per l’atleta belga della Bahrain Merida che allo sprint batte Guillame Martin vincendo la frazione e indossando la maglia di leader-

Frazione movimentata quella odierna con arrivo a Craponne-sur-Arzon dopo 180 km e ben 8 GPM! Naturalmente si tratta di piccole salite se non strappetti ma che hanno reso la corsa naturalmente dura e selettiva.

E’ la pioggia la compagna dei corridori sin dal mattino di questa seconda tappa del Giro del Delfinato 2019 che non riesce, però a smorzare, la voglia di fuga. Ad allungare sono 14 atleti tra cui figurano Julian Alaphilippe, Alessandro De Marchi, Tom Dumoulin e Michal Kwiatkowski. La presenza di “pesci grossi” non va a genio al gruppo che si impegna per riprendere i fuggitivi.

Ripresi i primi attaccanti ecco che si scatena un altro attacco, questa volta sono in 12 con, tra gli altri, Philippe Gilbert, Dylan Teuns e Guillaume Martin. Sono proprio Teuns e Martin i più attivi dei fuggitivi tanto che i due si liberano degli altri compagni di avventura per allungare.

I due collaborano e non vengono più ripresi andando a giocarsi la volata finale in cui è Teuns che ha la meglio sul connazionale andando a conquistare anche la maglia di leader.

Viviani: “Sogno la vittoria nella prima tappa del Tour”

Viviani: “voglio prendermi il riscatto al Tour”

Viviani, dopo aver abbandonato il Giro d’Italia senza nessuna vittoria e con tanta amarezza punta alla maglia Gialla in casa di Merckx

 

Viviani (fonte pagina Twitter)

Viviani (fonte pagina Twitter)

Viviani non ha sicuramente corso un Giro d’Italia all’altezza delle aspettative della vigilia anzi, il forte velocista della Deceuninck-Quick Step, non solo non ha centrato nemmeno una vittoria ma si è addirittura ritirato. A pesare fortemente sull’economia della corsa rosa del veronese c’è, evidentemente, l’impatto psicologico del declassamento subito al termine della tappa di Orbetello (vinta da Elia ma poi assegnata a Gaviria per comportamento non regolamentare).

Elia è uscito a testa bassa dal Giro 2019 ma con una tremenda voglia di riscatto da incanalare verso il Tour de France 2019 che prenderà il via da Bruxelles il prossimo 6 luglio. E proprio IN Belgio, paese natale di Eddy Merckx, Viviani vuole trovare la sua rinascita in questo 2019.

L’obiettivo è chiaro e dichiarato: conquistare la prima maglia gialla della Grande Boucle trionfando nella frazione inaugurale del 6 luglio: “sogno l doppietta vittoria e maglia” ha detto il velocista veneto ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”.

Il cammino verso la Grande Boucle di Elia prevede prima il Giro di Svizzera e sabato 29 il campionato italiano in cui il percorso lascia praticamente chance nulle di riconferma del titolo conquistato dodici mesi fa.

Viviani ha voluto poi chiarire i motivi del ritiro dal recente Giro d’Italia:

“In condizioni di forma normale avrei avuto terreno fertile nelle voltate del Giro ma così non è stato e ho preferito lasciare per non compromettere anche il resto della stagione. La condizione non era buona e per vincere ci sarebbe voluto che tutto filasse liscio ma così non è stato”.

 

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine

Chris Froome capitano al Delfinato

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine mentre Geraint Thomas sarà il capitano della squadra britannica al Tour de Suisse

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome guiderà il Team Ineos con i gradi di capitano all’imminente Critérium du Dauphiné (8-15 giugno) corsa che farà da trampolino al Tour de France a luglio. Froome ha già vinto tre volte la breve corsa a tappe francese e avrà al suo fianco una batteria di talenti tra cui Moscon e Kwiatkowski.

Mentre il kenyano bianco si destreggerà lungo le strade del Delfinato, l’altro capitano del Team Ineos, Geraint Thomas correrà il Tour de Suisse.

Dopo aver ben figurato al Tour of the Alps e poi al Tour de Yorkshire, Chris si è allenato a Tenerife per arrivare pronto al Critérium du Dauphiné ultima prova ufficiale prima della partenza del Tour de France in cui Froome vuole tentare l’assalto al ristretto gotha dei ciclisti che hanno ottenuto 5 vittorie (obiettivo mancato lo scorso anno).

“al camp di Tenerife abbiamo lavorato bene e ci approcciamo alla corsa in modo classico e già provato in passato. Mi sento in forma e pronto per il Dauphiné -ha detto Froome – Non ho corso molte gare di recente e quindi mi piacerebbe poter competere per vincere. Lo scorso anno sono uscito dal Giro con tutt’altra condizione psico-fisica, ora mi sento più fresco”.

Il Delfinato partirà il prossimo 8 giugno nel dipartimento del Cantal per terminare a Champéry il 15 giugno e presenterà un tracciato con tre frazioni di montagna e qualche scalata inedita che stuzzica le fantasie di Frome:

“E’ percorso ben bilanciato: ci sono giornate che saranno movimentate, una prova a cronometro e poi gli arrivi in salita. Sarà un bel test in vista del Tour”.

Al via della breve corsa a tappe francesi ci saranno anche i francesi Thibaut Pinot e Romain Bardet, il colombiano Nairo Quintana, il “canguro” Richie Porte e l’olandese Tom Dumoulin al ritorno in gara dopo la caduta al Giro d’Italia.

Sam Oomen si deve operare, stagione finita

Sam Oomen: ostruzione dell’arteria iliaca e stagione finita

Sam Oomen si deve operare per una ostruzione dell’arteria iliaca, lo stesso problema di Fabio Aru. Per lui stagione finita

 

Sam Oomen (fonte pagina twitter)

Sam Oomen (fonte pagina twitter)

Sam Oomen non sta attraversando un periodo fortunato, dopo il ritiri di Tom Dumoulin dallo scorso Giro d’italia era riuscito ad indossare i galloni da capitano ma il giovane corridore neerlandese durante la corsa rosa è caduto ben due volte dovendo poi ritirarsi per la frattura dell’anca destra.

Sam Oomen lo scorso anno aveva chiuso al nono posto ma quest’anno le cadute lo hanno troppo condizionato per provare a migliorarsi. Una serie di esami a cui si è sottoposto hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca sinistra, la medesima problematica che aveva colpito Fabio Aru (che si prepara al rientro al GP di Lugano). L’ostruzione dell’arteria iliaca è un problema che in crescita tra i ciclisti, oltre ad Aru, infatti, si sono registrati i casi di Antoine Duchesne (rientrerà a settembre) e in passato di Arnaud Courteille, Tobias Ludvigsson e Nuno Bic

sempre più presente nel mondo del ciclismo: già detto di Aru, bisogna ricordare anche i casi di Antoine Duchesne, di Arnaud Courteille e Tobias Ludvigsson.

La stagione di Oomen aveva fatto registrare alcuni picchi (quinto posto alla Volta ao Algarve, nono a Tirreno-Adriatico) ma la chiamata Giro d’Italia in sostituzione dell’infortunato Wilco Kelderman è stata funestata da due cadute. Ora, considerando anche che la fisioterapia non ha portato miglioramenti, l’olandese ha optato per l’intervento chirurgico. Ci vorranno almeno 3 o 4 mesi di riposo prima di risalire in sella il che va calare il sipario sulla sua stagione agonistica.

“abbiamo provato numerosi trattamenti di fisioterapia che hanno dato buoni risultati– ha spiegato Camiel Aldershof medico del Team Sunweb – eravamo fiduciosi di una buona prova al Giro ma in fin dei conti nostri metodi di trattamento conservativi non hanno portato dove si sperava ed abbiamo optato per la chirurgia per risolvere in modo permanente il problema “

Attorno ad Oomen c’erano grandi aspettative per questa stagione dopo che, nel 2018 aveva ottenuto la Top Ten al Giro pur lavorando per Tom Dumoulin confermandosi anche al Tour de Suisse e al Tour de Pologne.

L’obiettivo stagionale di Sam era il Tour ma gli accadimenti legati a Kelderman l’hanno dirottato al Giro dove, dopo un discreto inizio ha iniziato a riscontrare problemi fisici.

“Ho scoperto poco prima del Giro che soffrivo di questa limitazione e ho compreso il perché di alcuni problemi che avevo riscontrato negli ultimi mesi ma che non mi avevano impedito di ben figurare alla Tirreno. Già alla crono di Bologna ho sofferto molto così come nei momenti chiavi della corsa. Ora la mia stagione si chiude ma l’idea di aver individuato la causa dei problemi  mi rincuora, l’obiettivo è fare un passo indietro per farne due avanti” ha raccontato Oomen a Cyclingnews.