Uso dei Chetoni nel ciclismo

Uso dei Chetoni nel ciclismo, i pareri

Uso dei Chetoni nel ciclismo le reazioni al Tour de France sulla diffusione in gruppo di questa sostanza non vietata dall’UCI

Integratori Chetonici

Integratori Chetonici

Uso dei Chetoni nel ciclismo divide le squadre e l’opinione pubblica. Ne abbiamo parlato negli scorsi giorni di questa sostanza, va detto, non vietata ma che sta suscitando tanti commenti divergenti circa il suo impiego in gruppo. E’ pressoché noto che sono tanti i team che ne fanno uso tanto che è forte il dibattito tra chi non ritiene l’impiego un problema e chi ne richiede la messa al bando.

I chetoni sono prodotti dai nostro sistema in casi di “diete estreme” e vengono commercializzati come integratori alimentari tanto da non rientrare nell’elenco dei prodotti vietati anche se alcuni studi ne sottolineano la capacità di aiutare in modo significativo il recupero in corse impegnative come, appunto, il Tour.

“Si manifestano naturalmente quando il fegato trasforma i grassi in glucidi” ha spiegato il medico del team Arkea-Samsic Jean Jacques Menuet.

Il team Jumbo-Visma ha confermato l’impiego dei chetoni così come la Lotto Soudal mentre il professore dell’Università di Leuven, Peter Hespel, ha messo in correlazione l’uso della sostanza con i successi della Deceuninck-QuickStep.

Kieran Clarke, scienziato britannico, ha creato l’integratore di chetoni chiacchierato che è entrato nel mondo dello sport (e del ciclismo) ai Giochi Olimpici del 2012 a Londra.

La conferma che molti dei team di maggior successo al Tour de France di quest’anno utilizzano i chetoni ha scatenato il dibattito tra le squadre, e anche una richiesta per il rivoluzionario aiuto dietetico da bandire per garantire che i corridori competano in condizioni di parità.

Secondo Kieran Clarke, lo scienziato britannico che ha inventato l’integratore chetone, più di sei team utilizzavano chetoni come integratore dietetico durante il Tour de France del 2018, ma nessuno dei team voleva essere nominato. I rapporti sull’uso dei chetoni nel gruppo professionale risalgono ai Giochi Olimpici del 2012 a Londra.

“I chetoni sono un integratore dietetico, un po’ come le vitamine ed è anche risaputo che altri team usano i chetoni”, ha detto il team manager di Jumbo-Visma Plugge .

Chetoni come funzionano?

Quando il corridore è a pieno regime il corpo tende a utilizzare i carboidrati rispetto ai grassi ma “I chetoni rimandano l’uso dei carboidrati, salvandoli per il finale della corsa ” ha spiegato Simon Verdonck, medico della squadra francese di Cofidis.

Chetoni: il prezzo

La diffusione di questo “integratore” ne ha sensibilmente ridotto il costo: inizialmente una bottiglia poteva costare anche diverse migliaia di euro ma ora “online si trovano tra i 30 e i 90 euro” come ha spiegato Jean Jacques Menuet.

 

Particolamente preoccupato è apparso il presidente dell’UCI David Lappartient soprattutto perché non se ne conoscono gli effetti a lungo periodo:

“Sono fiducioso che la WADA controllerà la situazione, I chetoni non sono nell’elenco dei prodotti vietati, ma dobbiamo monitorarne l’uso. Come UCI esaminiamo tutti gli elementi che possono modificare le prestazioni e che possono influire sulla salute. Non esiteremo a riferire all’Agenzia antidoping come fatto in passato per tramadolo e corticosteroidi”.

 

Chris Froome vince la Vuelta Espana… 2011

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011

Chris Froome vince ufficialmente la Vuelta a España 2011, Juan José Cobo non ha fatto appello contro la sentenza dell’UCI per violazione del regolamento antidoping

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011, non abbiamo sbagliato data di pubblicazione, è la notizia che circolava ormai da qualche settimana a diventare ufficiale. Juan José Cobo vincitore nel  settembre 2011, ha non fa appello contro la sentenza dell’UCI per “violazione del regolamento antidoping” e quindi perde il suo titolo a favore del ciclista del Team Ineos.

Froome sta lavorando per recuperare i postimi dell’incidente del Critérium du Dauphiné con la speranza di risalire in sella già il prossimo mese di agosto. Con l’assegnazione d’ufficio della vittoria alla Vuelta, Froome diventa il primo ciclista britannico a vincere una grande corsa a tappe. Il precedente primato spettava a Bradley Wiggins vincitore del Tour de France 2012.

“ho ricordi speciali legati a quella Vuelta, è stata per me la corsa della svolta e quella maglia rossa ha un valore specciale – ha spiegato Froome – mi fa piacere che l’UCI si impegni per il ciclismo pulito”.

Vincere a distanza di otto anni dal termine dell’evento è certamente strano soprattutto perché la vittoria arriva a seguito della brutta vicenda che ha coinvolto Cobo colpevole di aver violato le normative anti-doping  per il passaporto biologico che ha evidenziato alcune anomalie dal 2009 al 2011.

Cobo aveva tempo un mese per fare appello contro la sentenza ma ha preferito non procedere con tale comportamento.

 

 

 

Simon Yates vince al Tour de France 2019

Simon Yates vince la 12^ tappa del Tour 2019

Simon Yates vince la 12^ tappa al Tour de France 2019 battendo allo sprint Pello Bilbao (Astana) e Gregor Muhlberger (Bora Hansgrohe)

Yates

Yates

 

Simon Yates vince la 12^ tappa al Tour de France 2019 riscattando con questo acuto un inizio più in scuro che in chiaro. Il britannico della Mitchelton Scott brucia nello sprint finale i superstiti della fuga di giornata ovvero sprint Pello Bilbao (Astana) e Gregor Muhlberger (Bora Hansgrohe).

Il plotone è chiamato ad affrontare i Pirenei con il Peyresourde e la Horquette d’Ancizan, il via vede il gruppo restare compatto per i primi 30 chilometri quando in avan scoperta parte un gruppettone di 40 atleti tra cui spiccano Van Avermaet, Trentin, Simon Yates, Rui Costa, Wellens, Groenewegen, Sagan, Gallopin e Matthews.

Il gruppo non sembra interessato a spendere troppe energie anche in vista della prova a cronometro di domani e così i fuggitivi riescono a prendere un buon vantaggio già prima di affrontare le salite di giornata.

Sulla prima asperità è Simon Clarke a provare a far la differenze, ma sulla seconda salita viene raggiunto e superato agilmente da Pello Bilbao, Simon Yates, e Gregor Muhlberger che andranno a contendersi la vittoria finale.

Lo sprint, come detto, premia il britannico palesemente il più rapido dei tre, che riesce a trovare riscatto per una prima parte di Tour assolutamente sottotono.

I big giungono all’arrivo con quasi dieci minuti di svantaggio ma nulla cambia in generale con Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) che resta in maglia gialla in attesa della insidiosa crono di Pau.

 

Ordine d’arrivo 12^ tappa:

 

1 YATES Simon Mitchelton-Scott 120 100 4:57:53
2 BILBAO Pello Astana Pro Team
3 MÜHLBERGER Gregor BORA – hansgrohe
4 BENOOT Tiesj Lotto Soudal +1:28
5 FELLINE Fabio Trek – Segafredo
6 TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott
7 NAESEN Oliver AG2R La Mondiale
8 COSTA Rui UAE-Team Emirates
9 CLARKE Simon EF Education First
10 STUYVEN Jasper Trek – Segafredo

 

 

 

 

Quintana firma con la Arkea-Samsic

Quintana firma un accordo triennale con Arkea-Samsic

Quintana firma un accordo triennale con Arkea-Samsic, assieme a lui arriveranno al team francese anche il fratello Dayer, il nostro Diego Rosa e Winner Anacona

Nariro Quintata (fonte pagina twitter)

Nariro Quintata (fonte pagina twitter)

Quintana firma con la Arkea-Samsic, si chiude quindi il capitolo Movistar per il forte ciclista colombiano e la compagine iberica. I rapporti tra le parti erano da un po’ deteriorati e da qualche mese aveva preso forma la voce del passaggio al team francese.
Pare che le parti si fossero già sedute ad un tavolo subito dopo il termine della Parigi-Nizza in un incontro organizzato a Monaco in cui il team ha prospettato a Nairo la visione per il futuro. Naturalmente non c’è ancora nulla di ufficiale in quanto i trasferimenti possono essere ratificati solo dopo la data del primo agosto ma tutti porta a pensare che l’operazione sia ormai conclusa.
La storia d’amore tra Quintana e la Movistar vede dunque il capolinea dopo 7 anni, il colombiano aveva, infatti, fatto il suo esordio nel World Tour nel 2012 proprio con la maglia del team spagnolo. Negli ultimi anni, come detto, l’insoddisfazione per le performance altalenanti del colombiano era affiorata tanto da spingere il team a presentarsi al via delle competizioni di maggior prestigio (non ultimo il Tour 2019) con almeno due capitani designati.
Assieme a Quintana firmerà un contratto pluriennale con la Arkea-Samsic anche Winner Anacona e anche il fratello minore di Dayer passerà al team transalpino (fino al termine del 2020) dopo che quest’anno era sotto contratto con la Neri Sottoli-Selle Italia.
Anche il nostro Diego Rosa andrà a vestire i colori della squadra francese dopo gli ultimi 4 anni trascorsi con i colori del Team Sky prima e del Team Ineos poi nella speranza di invertire il trend che lo vede un po’ in calo.
Fernando Barceló, ventitreenne del team Euskadi Basque Country-Muria, entrato nel mirino di molte formaizoni WorldTour potrebbe essere il rinforzo in prospettiva.
Secondo indiscrezioni sempre più fondate anche l’altro capitano del Team Movistar, Mikel Landa, potrebbe salutare la formazione iberica per andare a sostituire Vincenzo Nibali come leader della Bahrain-Merida. Accando a Landa potrebbe arrivare Pello Bilbao mentre per rimpolpare la pattugli di leader lasciata sguarnita dalle due partenze, la Movistar dovrebbe siglare un accordo col giovane Enric Mas e con il danese Jakob Fuglsang.

Bernal può vincere il Tour de France

Bernal può vincere il Tour de France, parola di Gianni Savio

Bernal può vincere il Tour de France, questo il parere del manager Gianni Savio scopritore e mentore del giovane ciclista colombiano

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal può vincere il Tour de France? Secondo Gianni Savio la cosa è possibile anzi, il mentore del colombiano, prevede l’inizio “dell’era Bernal” proprio in questo Tour de France.

Sino ad ora il vincitore dello scorso anno, Geraint Thomas, ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo di capitano nelle gerarchie del Team Ineos ma Savio ha una visione diversa: Egan andrà a vincere il Tour 2019 .

Savio, manager della Androni Giocattoli, ha scoperto e firmato Bernal nel 2016 quando l’atleta attualmente in forza al Team Ineos era uno Junior. I due anni di permanenza alla corte di Savio hanno fatto crescere sotto tutti i punti di vista il talento colombiano

“Stiamo assistendo all’inizio dell’era di Bernal – ha dichiarato Savio a Cyclingnews– credo che Egan possa vincere il Tour e continuare a crescere nei prossimi anni. Il colombiano ha 22 anni ma una maturità mentale e fisica superiore all’età anagrafica e sta diventando un corridore completo su ogni fronte”.

Savio conosce bene Bernal, lo ha visto iniziare a farsi spazio sin dalla prima corsa in maglia Androni al Giro del Mediterraneo. Le doti del colombiano, segnalate dall’agente italiano Paolo Alberati hanno spinto Savio a proporre un contratto a questo ragazzo che non aveva mai corso tra gli under23. La scelta è stata vincente con l’Androni che ha ottenuto la Coppa Italia 2017 e l’invito al successivo Giro e con Bernal che è passato al Team Sky con un bonus di sviluppo pagato al team di Savio.

Savio ha scoperto Bernal nelle prove in Mountain Bike dove è finito sul podio nei campionati mondiali di mountain bike junior ben due volte. “per fortuna che non correva su strada – ha dichiarato il manager – altrimenti i team World Tour lo avrebbero scoperto prima di me”.

Bernal sembrava gracile ma i test, inviati da Paolo Alberati a Savio, hanno spinto a mettere subito sotto contratto il talento colombiano. Egan si è fin da subito dimostrato molto determinato nell’ottenimento dei propri obiettivi senza temere la pressione che il passaggio al Team Ineos avrebbe dovuto comportare.

“Ha 22 anni ma ha la maturità di un trent’enne – spiega Savio – sa che potrebbe dover lavorare per Thomas e questo è un segno che è intelligente ma Egan in montagna farà capire che ha le gambe per vincere”.

Integratori chetonici utilizzati dalla Jumbo-Visma

Integratori chetonici usati dalla Jumbo-Visma

Integratori chetonici e Jumbo-Visma un articolo apparso su cyclingnews spiega come la formazione olandese per voce di Richard Plugge ne ha confermato l’uso

Integratori Chetonici

Integratori Chetonici

Integratori chetonici e Jumbo-Visma, la formazione olandese sarebbe utilizzatrice di questa sostanza non vietata ma molto discussa nel mondo del ciclismo. E’ stato lo stesso team, per voce del team manager Richard Plugge, a confermare a De Telegraaf di lunedì l’impiego di questo tipo di integratore.

” la sostanza non è nella lista dei prodotti proibiti, sono integratori alimentari senza restrizioni come le vitamine – ha spiegato Plugge al notiziario olandese – molti team ne fanno uso”.

I chetoni di norma vengono prodotti dal fegato quando il corpo non ha sufficiente disponibilità di carboidrati così da iniziare a bruciare i grassi corporei. Questi integratori possono fornire una fonte di energia extra riducendo l’acido lattico e favorendo il recupero.

Secondo i dati di uno studio dell’Università belga di Leuven l’impiego di intefratori di chetoni possono garantire un aumento delle performance di resistenza sino al 15%.

L’impiego di integratori chetoni nel gruppo professionale è stato spesso segnalato sin dai giochi olimpici di Londra 2012 e sono tanti i gruppi sportivi che ne farebbero uso.

Nel luglio 2015, Sporza aveva detto che il coach belga Paul van den Bosch riteneva che Chris Froome ne facesse uso, notizia prontamente smentita da Dave Brailsford e dallo stesso Froome che negò qualsiasi contatto con Van den Bosch: “ho dovuto cercarlo su Google per capire di cosa si tratta, ma posso dire al 100% che il team non usa i chetoni” spiegò il kenyano bianco.

Secondo Kieran Clarke, lo scienziato britannico che ha inventato l’integratore chetone, più di sei team hanno fatto uso di chetoni come integratore alimentare nel corso del Tour de France del 2018.

Gli integratori chetonici non sono nell’elenco delle sostanze vietate dall’Agenzia antidoping mondiale e quindi nulla ne vieta l’impiego.

Peter van Eenoo del DoCoLab di Gand ha spiegato che “fino a quando non saranno dimostrati gli effetti negativi di questa sostanza non potrà essere messa al bando e credo che molti team ne facciano uso”.

“Ci dovrebbe essere maggiore chiarezza circa questo farmaco -ha detto Anko Boelens del team Sunweb – c’è incertezza sull’efficacia ma anche sugli effetto negativi”.

Ciccone maglia Gialla a La Planche des belles filles

Ciccone maglia Gialla al Tour de France

Ciccone maglia Gialla al Tour de France sul traguardo de La Planche des belles filles dove ad imporsi è Dylan Teuns che precede il corridore della Trek- Sagafredo

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Ciccone maglia Gialla al termine della frazione che porta il plotone a La Planche des belles filles dove ultimamente il tricolore si è fatto valere (vittorie di Aru e Nibali). Oggi il ciclismo azzurro si tinge di giallo grazie al fenomeno della Trek-Segafredo che dopo essersi preso la magli di leader della montagna al Giro, oggi indossa la maglia Gialla!

A vincere la sesta tappa è Dylan Teuns della Bahrain Merida ma poco importa a Giulio il doversi accontentare del secondo posto al traguardo quando va a conquistare il “bottino grosso”. Puro godimento per Ciccone e per il pubblico italiano che riassapora il gusto dell’impresa in salita che porta alla vetta del Tour.

E’ bella la “strada delle belle ragazze” per Ciccone nonostante o forse grazie ai 1000 metri “aggiuntivi” (rispetto al tracciato classico) in sterrato che smorzano il tentativo di Alaphilippe di mantenere il segno distintivo del primato.

Sono sei i GPM da affrontare alla partenza e in avanscoperta parte un gruppetto di 14 atleti tra cui spiccano De Gendt, Dylan Teuns, Tim Wellens e, appunto, il nostro Giulio Ciccone. Il gruppo non cura l’azione che arriva ad un vantaggio superiore agli otto minuti mentre Wellens e Ciccone si danno battaglia per i punti della montagna.

Tra una salita e l’altra davanti restano in 4, Meurisse, Teuns, Wellens e Giulio Ciccone. Alle spalle il gruppo alza il ritmo ed è la Movistar a lavorare sodo per preparare l’attacco di uno dei suoi due leader. Puntualmente ecco che ci prova Mikel Landa ma senza ottenere l’esito sperato.

Davanti restano Teuns e Ciccone che si giocano la vittoria con il belga che può esultare. Giulio si “accontenta” si vestirsi di giallo regalando questa gioia al nostro paese a due anni di distanza della maglia conquistata da Fabio Aru.

Tra i big Geraint Thomas allunga legittimando le pretese sui gradi di capitano del Team Ineos, lievemente staccati Quintana e Bernal mentre Vincenzo Nibali perde una 30ina di secondi.

Classifica generale:

1 CICCONE Giulio Trek – Segafredo 25 23:14:55
2 ALAPHILIPPE Julian Deceuninck – Quick Step 0:06
3 TEUNS Dylan Bahrain Merida 0:32
4 BENNETT George Team Jumbo-Visma 0:47
5 THOMAS Geraint Team INEOS 0:49
6 BERNAL Egan Team INEOS 0:53
7 PINOT Thibaut Groupama – FDJ 0:58
8 KRUIJSWIJK Steven Team Jumbo-Visma 1:04
9 WOODS Michael EF Education First 1:13
10 URÁN Rigoberto EF Education First 1:15

 

Finalmente Elia Viviani!

Finalmente Elia Viviani si sblocca e vince al Tour

Finalmente Elia Viviani riesce a sbloccarsi: nella quarta frazione del Tour de France 2019 conquista la vittoria in volata dopo un lungo digiuno

Viviani (fonte pagina Twitter)

Viviani (fonte pagina Twitter)

Finalmente Elia Viviani si è sbloccato. Dopo la squalifica al Giro d’Italia che ne aveva compromesso l’entusiasmo e qualche settimana di troppo di digiuno “forzato” ecco che il forte velocista della Deceuninck – Quick Step si impone sull’arrivo di Nancy. Doppietta le la formazione di Viviani che già ieri aveva esultato con Julian Alaphilippe,che mantiene la testa alla classifica generale.

Dopo la divertentissima e movimentatissima frazione di ieri ecco che il gruppo si concede una tappa dal profilo altimetrico assolutamente piatto, occasione per l’appetito dei velocisti. Solo un GPM (di quarta categoria) da affrontare lungo gli oltre 210 km della frazione odierna.

La fuga di giornata è “gentilmente offerta” da  Michael Schar, Yoann Offredo e Frederik Backaert che riescono a conquistare un vantaggio massimo attorno ai tre minuti con i team dei velocisti che controllano l’andamento della corsa come faine.

Ai meno venti chilometri dall’arrivo si completa il ricongiungimento con i fuggitivi. Ci prova, senza alcuna fortuna il corridore della Total Direct Energie, Lilian Calmejane.

Il gruppo imposta la volata con Elia Viviani pronto a trovare il riscatto dopo la delusione della prima tappa che puntualmente coglie l’appuntamento con la vittoria al Tour de France superando l’inossidabile Alexander Kristoff  a cui non riesce una disperata rimonta. Il podio è completato da Caleb Ewan che precede Peto Sagan. Delusione per il favorito di giornata Dylan Groenewegen che, dopo aver sofferto sullo strappetto del GPM, deve accontentarsi del quinto posto.

Julian Alaphilippe, come detto, resta in maglia gialla davanti a Wout Van Aert e Steven Kruijswijk.

Ordine Ordine d’arrivo 4^ tappa:

1 VIVIANI Elia Deceuninck – Quick Step 120 100 5:09:20
2 KRISTOFF Alexander UAE-Team Emirates 50 70 ,,
3 EWAN Caleb Lotto Soudal 25 50 ,,
4 SAGAN Peter BORA – hansgrohe 15 40 ,,
5 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma 5 32 ,,
6 TEUNISSEN Mike Team Jumbo-Visma 26 ,,
7 NIZZOLO Giacomo Team Dimension Data 22 ,,
8 STUYVEN Jasper Trek – Segafredo 18 ,,
9 MATTHEWS Michael Team Sunweb 14 ,,
10 LAPORTE Christophe Cofidis, Solutions Crédits 10 ,,

 

 

Alaphilippe show a Epernay

Alaphilippe show: tappa e maglia

Alaphilippe show a Epernay, il francese attacca e stacca tutti conquistando la terza frazione del Tour de France 2019 e la maglia gialla

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe show partendo dalla Cote de Mutigny dove il francese fa letteralmente il diavolo a quattro staccando tutti di ruota e conquistando un margine sufficiente per arrivare al traguardo in solitaria e festeggiare anche la conquista della maglia gialla.

La Grande Boucle entra in Francia e lo fa festeggiando la vittoria del vero fenomeno del ciclismo transalpino che quest’anno ha trionfato anche alla Milano-Sanremo. Un’azione tosta quella del corridore della Deceuninck–Quick Step che ha colto l’occasione posta nel finale del 214 km in programma quest’oggi.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga da lontano di un manipolo di atleti composto da Anthony Delaplace (Arkéa – Samsic), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Paul Ourselin (Total Direct Energie), Stephan Rossetto (Cofidis) e Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert).
Quando il gruppetto di testa affronta i primi saliscendi previsti da questa terza frazione, è Wellens ha lasciare la compagnia e allungare mantenendo un margine attorno ai due minuti. Dopo aver scollinato per primo sulla Cote de Mutigny, Tim viene ripreso quando all’arrivo mancano circa 15 km con il gruppo a tutta e che inizia scremarsi in modo sostanzioso perdendo anche la maglia gialla Mike Teunissen.

Proprio in cima al Cote de Mutigny, Julian Alaphilippe allunga per insistere nella fase di discesa guadagnando ulteriore terreno sul gruppo dei big che continua a ridursi. Nessuno riesce ad imporre un ritmo in grado di consentire il ricongiungimento con il francese che alla vigilia era uno dei favoriti considerando la morfologia della frazione odierna.

A Epernay, Alaphilippe fa en-plain conquistando non solo la frazione ma ottenendo anche la maglia gialla di leader della classifica generale che fa felice un intero paese. Alle spalle del transalpino è Michael Matthews (Sunweb) a conquistare la seconda piazza davanti a Jasper Stuyven (Trek  -Segafredo), Greg Van Avermaet (CCC) e Peter Sagan (Bora Hansgrohe). Il nostro Matteo Trentin chiude al sesto posto davanti a Sonny Colbrelli.

Grazie ad un buco formatosi nel gruppetto dei big, Egan Bernal e Thibaut Pinot riescono a lucrare cinque secondi.

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

1 JULIAN ALAPHILIPPE 21 DECEUNINCK – QUICK – STEP 04H 40′ 29” – B : 15” –
2 MICHAEL MATTHEWS 141 TEAM SUNWEB 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 6” –
3 JASPER STUYVEN 138 TREK – SEGAFREDO 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 4” –
4 GREG VAN AVERMAET 111 CCC TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
5 PETER SAGAN 11 BORA – HANSGROHE 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26
6 MATTEO TRENTIN 107 MITCHELTON – SCOTT 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
7 SONNY COLBRELLI 43 BAHRAIN – MERIDA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” –
8 XANDRO MEURISSE 195 WANTY – GOBERT CYCLING TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
9 WOUT VAN AERT 88 TEAM JUMBO – VISMA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
10 THIBAUT PINOT 51 GROUPAMA – FDJ 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26

Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

Image

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

Image

Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto