Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019 guida completa

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: tutte le informazioni

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019 guida completa, analisi dei percorsi ufficiali, calendario delle prove, orario, diretta Tv e diretta Streaming,

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019 si disputeranno dal 21 al 29 settembre nel Regno Unito. La manifestazione prevede undici gare che assegneranno altrettanti titoli iridati per le categorie juniores, under 23 ed élite nelle prove in linea e a cronometro.

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019, analisi percorso prova Elite maschile

Il percorso della prova Elite maschile in linea è totalmente diverso da quello dell’edizione dello scorso anno ad Innsbruck ma il tracciato sarà tutt’altro che banale con caratteristiche tali da esaltare le doti degli uomini da grandi classiche o degli sprinter in grado di difendersi bene su percorsi impegnativi.

Lungo i 284,5 km con partenza da Leeds ed arrivo ad Harrogate sono previsti una prima parte in linea e un circuito finale. Dopo 59km ecco il primo GPM il Cray (6,6 km con una pendenza media appena dell’1,3% e massima all’8,9%). Al chilometro 94 ci sarà il Buttertubs (6 km  al 2,5%, max all’11,7%) mente dopo 120 km sarà la volta della salita del Grinton Moor (4,4 km al 5,3%, max all’8,8%).

Quando mancheranno 97 chilometri al traguardo inizierà il circuito finale di 13,8 km da percorrere sette volte. Sarà un circuito molto tecnico con curve difficili con uno “strappettino” che potrà fare selezione. L’arrivo sarà in lieve salita che potrebbe essere un bel banco di prova per i velocisti che sapranno resistere alle fatiche di giornata.

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: niente giorno di riposo

Programma ridisegnato per l’edizione 2019 dei Mondiali di ciclismo: per dare più visibilità e spazio alle prove donne Elite e agli Under 23 garantendo una giornata dedicata è stato tolto il giorno di riposo che in passato separava le prove a cronometro dalle gare in linea.

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: addio alle cronosquadre

L’edizione 2020 sarà “orfana” delle prove a cronometro a squadre riservate ai team maschili e femminili che si sono svolte per l’ultima volta lo scorso anno ad Innsbruck.

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: l’organizzazione

La passione per il ciclismo oltre manica è ormai virale e, per questa edizione di mondiali sono stati stanziati circa 12 milioni di sterline, una cifra record che mai era stata toccata dal mondo del pedale ma non è tutto, la federazione britannica ha stanziato ulteriori 15 milioni volti ad attività di manutenzione degli impianti e per la promozione dell’evento e per avvicinare ulteriore pubblico al ciclismo.
L’attenzione elevata a questo esempio è testimoniata dall’appoggio di Theresa May oltre a quelle di Gary Verity, Alex Dowsett e la presidentessa della British Cycling Julie Harrington.

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: I favoriti Elite maschile

Lo scorso anno ad imporsi fu, lungo il durissimo percorso austriaco, Alejandro Valverde mentre quest’anno il nome più “caldo” è quello del tre volte campione del Mondo Peter Sagan (Slovacchia) ma bisogna vedere cosa ne dicono tanti altri atleti.

Attenziona a uno dei nomi del momento ovvero Mathieu van der Poel (Olanda) reduce da prestazioni di alto profilo al Tour of Britain 2019, particolarmente ispirato appare anche Julian Alaphilippe  (Francia) che per caratteristiche è chiamato ad un ruolo di primo piano.

Philippe Gilbert (Belgio) arriva da due squilli alla Vuelta e punta sulla lieve salitella del tratto finale cosi come il compagno di nazioanle ), Greg Van Avermaet (Belgio).

Particolare attenzione meritano, naturalmente, i nomi delle “ruote veloce” a partire da Sam Bennett, Michael Matthews (Australia), Caleb Ewan (Australia), Arnaud Demare (Francia) e il nostro Matteo Trentin. Fuori condizione è apparso Fernando Gaviria (Colombia).

Sicuramente ci vorrà provare anche Remco Evenepoel oltre a il campione uscente, il già citato, Alejandro Valverde.

 

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: i convocati dell’Italia

Di seguito l’elenco completo dei convocati di ciascuna delle categorie.

 

UOMINI ELITE

Davide Ballerini – Astana Pro Team
Alberto Bettiol – EF Education First
Davide Cimolai – Israel Cycling Academy
Damiano Caruso – Bahrain-Merida
Dario Cataldo – Astana Pro Team
Sonny Colbrelli – Bahrain Merida
Fabio Felline – Trek Segafredo
Davide Formolo – Bora-Hansgrohe
Gianni Moscon – Team Ineos
Vincenzo Nibali – Bahrain Merida
Daniel Oss – Bora-Hansgrohe
Salvatore Puccio – Team Ineos
Matteo Trentin – Michelton-Scott
Diego Ulissi – UAE Emirates
Andrea Vendrame – Androni Giocattoli-Sidermec
Giovanni Visconti – Neri Sottoli Selle Italia KTM 

Cronometro:

Edoardo Affini (Mitchelton Scott)
Filippo Ganna (Team Ineos)

 

UNDER 23 UOMINI

Cronometro:

Antonio Puppio (Kometa)
Matteo Sobrero (Dimension Data)

 

In linea (6 titolari):

Giovanni Aleotti (Cycling Team Friuli)
Samuele Battistella (Dimension Data)
Alessandro Covi (Colpack)
Alberto Dainese (Seg Racing)
Nicolas Dalla Valle (Tirol KTM)
Gregorio Ferri (Zalf Euromobil Désirée Fior)
Alexander Konychev (Dimension Data)
Stefano Oldani (Kometa)

 

JUNIORES UOMINI

Cronometro:

Andrea Piccolo (LVF)
Andrea Piras (Aspiratori Otelli)
Antonio Tiberi (Team Franco Ballerini)

 

In linea (5 titolari):

Francesco Calì (Aspiratori Otelli)
Davide Cattelan (Borgo Molino)
Luca Cretti (Massì Supermercati)
Davide De Pretto (Borgo Molino)
Gianmarco Garofoli (LVF)
Alessio Martinelli (Team Giorgi)
Andrea Piccolo (LVF)
Tomas Trainini (LVF)
Antonio Tiberi (Team Franco Ballerini)
Edoardo Zambanini (Campana Imballaggi) 

JUNIORES DONNE

Cronometro:

Camilla Alessio (Ciclismo Insieme)
Sofia Collinelli (VO2 Team Pink)

 

In linea (4 titolari):

Camilla Alessio (Ciclismo Insieme)
Sofia Collinelli (VO2 Team Pink)
Alessia Patuelli (Breganze Wilier Team)
Matilde Vitillo (Racconigi)
Riserva: Noemi Lucrezia Eremita (Ciclismo Insieme)

 

ELITE DONNE

Cronometro (2 titolari):

Vittoria Bussi (Open Cycling)
Elisa Longo Borghini (Fiamme Oro)
Elena Pirrone (Fiamme Oro)

 

In linea (7 titolari):

Marta Bastianelli (Fiamme Azzurre)
Elisa Balsamo (Fiamme Oro)
Marta Cavalli (Fiamme Oro)
Elena Cecchini (Fiamme Azzurre)
Maria Giulia Confalonieri (Fiamme Oro)
Tatiana Guderzo (Fiamme Azzurre)
Elisa Longo Borghini (Fiamme Oro)
Letizia Paternoster (Fiamme Azzurre)
Soraya Paladin (Alé Cipollini)

 

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: diretta Tv e diretta Streaming

I Mondiali 2019 di ciclismo saranno trasmessi in diretta tv su RaiSport ed Eurosport.

I Mondiali 2019 di ciclismo saranno trasmessi in diretta streaming su Rai Play, Eurosport Player e DAZN

 

Ciclismo Mondiali Yorkshire 2019: programma completo

Sabato 21 Settembre –  In Linea Paraciclismo (C1): Beverley-Tadcaster-Wetherby-Harrogate – Harrogate

Domenica 22 Settembre – Cronosquadre Mista: Harrogate – Harrogate (28km – due giri)

Lunedì 23 Settembre – Crono Donne Juniores: Harrogate – Harrogate (14km – un giro)

Lunedì 23 Settembre – Crono Uomini Juniores: Harrogate – Harrogate   (28km – due giri)

Martedì 24 Settembre – Crono Uomini U23: Ripon – Harrogate (32.5km – Tratto in linea più un giro)

Martedì 24 Settembre – Crono Donne élite: Ripon – Harrogate (32.5km – Tratto in linea più un giro)

Mercoledì 25 Settembre – Crono Uomini élite: Northallerton – Harrogate (54km)

Giovedì 26 Settembre – In Linea Uomini Juniores: Richmond – Harrogate (144.5km – Tratto in linea più tre giri)

Venerdì 27 Settembre – In Linea Donne Junior: Doncaster – Harrogate (91.5km)

Venerdì 27 Settembre – In Linea Uomini U23:  Doncaster – Harrogate (192.5km – Tratto in linea più tre giri)

Sabato 28 Settembre – In Linea Donne élite: Bradford – Harrogate (149.5km – Tratto in linea più tre giri)

Domenica 29 Settembre – In Linea Uomini élite: Leeds – Harrogate (284.5km – Tratto in linea più sette giri)

Il Lombardia 2019, nel nome di Gimondi

Il Lombardia 2019, nel nome di Felice

 

La Classica Monumento di fine stagione sarà dedicata al grande Campione recentemente scomparso. La corsa partirà dalla sua Bergamo per concludersi a Como dopo 243 km.  Rispetto all’ultima edizione, vinta dal francese Pinot, oltre alle salite di Colle Gallo, Colle Brianza, Madonna del Ghisallo, Sormano e Civiglio ritorna il San Fermo della Battaglia nel finale. Una maglia celebrativa che ricorderà Gimondi verrà consegnata al vincitore della corsa. Domenica 13 andrà in scena la Gran Fondo Il Lombardia.

Felice Gimondi in azione al Giro di Lombardia 1966 che poi vinse (Foto Credit: Archivio RCS)

Nel nome di Gimondi. Il Lombardia NamedSport, vinto due volte dal Campione di Sedrina nel 1966 e nel 1973, gli renderà omaggio sabato 12 ottobre sul percorso che partirà da Bergamo per chiudersi sul Lungolago di Como. Al vincitore verrà consegnata una maglia celebrativa che ricorderà questa 113esima edizione molto speciale.

DICHIARAZIONI
Norma Gimondi, figlia di Felice
, ha detto: “Questa corsa era una delle grandi classiche che papà amava di più, non solo perché l’ha vinta due volte e quindi gli piaceva sotto un profilo sportivo ma anche perché trovava i suoi amici e i suoi tifosi su queste strade. Oggi sono molto orgogliosa che Il Lombardia sia dedicato a lui ad un mese esatto dalla sua scomparsa. Volevo ringraziare tutti per i tanti messaggi di affetto che sono arrivati anche dopo la sua scomparsa. È la prova che è rimasto nel cuore di tutti”.

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo“Da sempre il Giro di Lombardia esercita su di me, ciclista nei miei spostamenti in città, un fascino del tutto particolare. Sarà il romanticismo della definizione “Classica delle foglie morte”, sarà il fatto che questa gara chiude di fatto la stagione del ciclismo professionista, sarà che si corre vicino a casa, fatto sta che non posso nascondere tutto il mio affetto e il mio entusiasmo nei confronti del Lombardia. Anche per questo sono orgoglioso del fatto che da 5 anni, praticamente da quando sono Sindaco di Bergamo, il Lombardia è sempre partito o arrivato in città: orgoglioso di poter mostrare la mia meravigliosa città alla carovana del “Giro” e ai tanti appassionati a casa, ma anche perché la nostra è terra di grande ciclismo, da sempre. Quest’anno ho un motivo in più per emozionarmi: il Lombardia 2019 è dedicato alla memoria del grande Felice Gimondi, recentemente scomparso. Ho amato “a posteriori” (ero piccolo allora) le sue sconfitte almeno quanto le sue vittorie, forse di più. Perché è per le sconfitte, per i tanti secondi posti conquistati senza mai arrendersi, oltre che per i trionfi, che Felice Gimondi è diventato Gimondi, un simbolo che travalica la dimensione dello sport e abbraccia la vita. Un simbolo a cui il Lombardia rende quest’anno omaggio, nella sua Bergamo, sulle strade che amava tanto e che tante volte ha percorso”.

Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport ha dichiarato: “L’emozione di organizzare una corsa come Il Lombardia è sempre speciale ma quest’anno è davvero unica. Quello che Gimondi ha trasmesso al mondo del ciclismo rimarrà per sempre nel cuore e negli occhi di tutti e per questo vogliamo onorarlo nel modo che merita. Una maglia celebrativa, che ricorderà questo grande campione, verrà consegnata durante le premiazioni finali al vincitore del Lombardia. Il tracciato ha tutte le caratteristiche che sarebbero piaciute a Felice quando correva con le salite storiche della Madonna del Ghisallo e di Sormano oltre ad un finale duro con il Civiglio e il San Fermo della Battaglia. Sono certo il gruppo dei corridori, gli appassionati e noi organizzatori vivremo, lungo tutto il percorso, emozioni forti che non dimenticheremo ricordando le gesta del corridore e dell’uomo che ha fatto la storia di questo sport”.  

Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport“Da parte nostra era doveroso omaggiare in questa edizione Felice Gimondi. Lo faremo dedicandogli questa corsa simbolo, che lui ha vinto due volte, e che partirà dalla sua Bergamo. Le immagini in diretta di questa particolare edizione verranno trasmesse nei cinque continenti e sono certo che sapranno emozionare tutti gli appassionati nel Mondo. Per chiudere nel migliore dei modi un week end di grande ciclismo anche quest’anno abbiamo in programma, domenica 13, la Gran Fondo Il Lombardia che permetterà anche agli amatori di ripercorrere le strade mitiche sulle quali i professionisti si sfideranno il giorno prima”.


Da sinistra: Marco Galli, Assessore allo Sport del Comune di Como, Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport, Norma Gimondi e Loredana Poli, Assessore allo Sport del Comune di Bergamo.

Marco Galli, Assessore allo Sport di Como, ha detto: “Come assessore allo Sport e cittadino sono estremamente felice che ancora una volta il Giro di Lombardia vedrà il proprio traguardo a Como. Questa classica è un momento di grande visibilità e di promozione turistica per la città, per tutto il Lario e per la Lombardia. Si torna dopo un anno di forzata interruzione al prestigioso tracciato completo di tutti i santuari del ciclismo, dal Muro di Sormano, al Ghisallo, a Civiglio e alla Valfresca .Quest’anno il Lombardia se da un lato laureerà (come nelle precedenti edizioni)  un campione, vedrà dall’altro anche il rivivere le gesta di Felice Gimondi, un  grandissimo campione di recente scomparso. Sarà quindi una giornata di grande sport e di sicuro di grandi emozioni e di ricordi”.

Loredana Poli Assessore allo Sport del Comune di Bergamo, ha dichiarato: “L’ultima delle cinque classiche monumento consolida anche quest’anno un percorso che diventa sempre più riconoscibile per tutti gli appassionati di questo splendido sport. Bergamo e Como si palleggiano partenze e arrivi ormai da alcuni anni, in un duetto che a mio avviso fa molto bene a questa corsa e a questo sport. La chiusura della stagione professionistica del ciclismo internazionale passa quindi ancora una volta da qui, da Bergamo, una delle città più belle e sportive d’Italia, dove lo sport in generale e il ciclismo in particolare sono valori riconoscibili e imprescindibili del territorio”. 

IL PERCORSO
Partenza da Bergamo in direzione sud attraversando nei primi 40 km la pianura bergamasca per risalire la val Cavallina fino a Casazza dove si affronta la prima salita della corsa il Colle Gallo. Colle seguito da una discesa veloce fino a rientrare dalla val Seriana su Bergamo. Ci si immette quindi nuovamente in strade di pianura che conducono in Brianza. Passaggio breve per Colle Brianza e discesa su Pescate per puntare su Valmadrera e poi in direzione Oggiono e, infine, attraverso Pusiano, Asso e la discesa su Onno portarsi a Bellagio dove inizia la salita del Ghisallo. Salita con pendenze fino al 14% su strada ampia con diversi tornanti. La discesa, molto veloce, si svolge per lunghi rettilinei e si interrompe a Maglio dove immediatamente dopo la svolta a destra inizia la salita della Colma di Sormano. Alcuni km di media pendenza e quindi poche centinaia di metri dopo Sormano si imbocca a sinistra il Muro di Sormano (2 km al 15%) su strada stretta, molto ripida, in parte all’interno di un boschetto, con tornanti strettissimi e con pendenze che attorno ai 1000 m di percorrenza superano il 25% fino a sfiorare il 30%. Superata la Colma segue la discesa su Nesso dove si riprende la strada costiera per raggiungere Como. Si affronta la dura salita verso Civiglio (614 m) con pendenze praticamente sempre attorno al 10% per ridiscendere e riattraversando Como superare l’ultima salita di San Fermo della Battaglia (m 397). Sono presenti due rifornimenti fissi: il primo a San Sosimo (km 112-115) e il secondo a Onno (km 182-185).

Ultimi km
Ultimi 10 km che iniziano dentro l’abitato di Como, si seguono larghi vialoni fino al sottopasso ferroviario dove inizia la salita finale di San Fermo della Battaglia. La pendenza è attorno al 7% (max 10%). Si superano diversi tornanti fino allo scollinamento che avviene attorno ai 5 km dall’arrivo. La discesa su strada larga termina all’ultimo chilometro.

Thibaut Pinot vince Il Lombardia 2018

LE 25 FORMAZIONI AL VIA
25 formazioni, 18 UCI WorldTeams e 7 UCI Professional Continental Teams:

  • AG2R LA MONDIALE
  • ASTANA PRO TEAM
  • BAHRAIN – MERIDA
  • BORA – HANSGROHE
  • CCC TEAM
  • DECEUNINCK – QUICK-STEP
  • EF EDUCATION FIRST
  • GROUPAMA – FDJ
  • LOTTO SOUDAL
  • MITCHELTON – SCOTT
  • MOVISTAR TEAM
  • TEAM DIMENSION DATA
  • TEAM INEOS
  • TEAM JUMBO – VISMA
  • TEAM KATUSHA ALPECIN
  • TEAM SUNWEB
  • TREK – SEGAFREDO
  • UAE TEAM EMIRATES
  • ANDRONI GIOCATTOLI – SIDERMEC
  • BARDIANI CSF
  • NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM
  • ISRAEL CYCLING ACADEMY
  • GAZPROM – RUSVELO
  • COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS
  • VITAL CONCEPT – B&B HOTELS

FONTE COMUNICATO STAMPA

Fabio Aru dove va? In tanti lo corteggiano

Fabio Aru dove correrà nel 2021?

Fabio Aru dove correrà il corridore sardo nella stagione 2021? Movistar e Ineos ci provano ma anche Androni e Bardiani sognano

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru dove correrà il prossimo anno? Domanda da un milione di euro anzi da 3,2 milioni ovvero quanto la UAE Emirates sborsa all’anno per assicurarsi le prestazioni dello scalatore sardo. Fabio non sta brillando da un po’ troppo tempo, l’ultima top5 è del Tour 2017 mentre l’ultimo podio in una grande corsa a tappe è datata addirittura 2015 (alla Vuelta).

Le note vicissitudini fisiche che hanno coinvolto il Cavaliere dei Quattro Mori ne hanno ridotto il valore contrattuale tanto che la formazione araba non pare più propensa a prolungare il contratto del sardo (in scadenza a fine 2020).

In casa UAE c’è anche un giovane in rampa di lancio come Tadej Pogacar fresco di rinnovo contrattuale (fino al 2023) e pronto a diventare un fenomeno del ciclismo mondiale.

La somma di queste situazioni porta facilmente a pensare che Fabio Aru sarà presto messo sul mercato. Giuseppe Saronni ha, inoltre, recentemente preso posizione sul corridore italiano: “Ha voluto partecipare al Tour e alla Vuelta se ne vedono le conseguenze”.

Il nome di Aru, però, risulta assolutamente appetibile per molte formazioni di altissima fascia tanto è vero che la corazzata Ineos ha bussato alla porta per cercare di rafforzare l’organico (anche per la crescente concorrenza della Jumbo-Visma). Il ruolo offerto sarebbe quel del gregario di lusso ben retribuito ma con poche occasioni di competere per la vittoria nelle corse a tappe.

Alla finestra, in attesa di sviluppi, c’è la Movistar che perderà in un solo colpo Carapaz e Quintana e dovrà affrontare l’inevitabile avanzare dell’età del campione del mondo Valverde. Chiaramente la concorrenza alla Movistar sarebbe inferiore (Landa e Mas saranno i capitani) il che renderebbe l’eventuale proposta iberica più allettante.

Altra soluzione potrebbe essere quelle di abbassare le ambizioni economiche valutando l’offerta di due team professional ovvero la Bardiani e la Androni di Gianni Savio. Le due squadre italiane potrebbero garantire ad Aru il ruolo di leader assoluto con tante occasioni per mettersi in mostra.

Gloria (potenziale) personale, denaro o volontà di restare in un top team? Quale opzione prevarrà?

 

Roglic obiettivo Tour 2020

Roglic dopo la Vuelta vuole la maglia gialla

Roglic dopo aver vinto il grande giro spagnolo ha dichiarato di voler puntare alla vittoria del Tour de France 2020

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic non ha fatto quasi in tempo a asciugarsi il sudore delle fatiche della vittoria della Vuelta a España 2019 che il suo sguardo e la sua mente sono già proiettate alla prossima stagione e all’obbiettivo “grosso” del Tour 2020.

Lo sloveno ha dominato la corsa iberica dopo aver brillato per due settimane al Giro d’Italia. La prova nella corsa a tappe spagnola ha spazzato via i dubbi circa la sua resistenza sulle tre settimane. Ora, nonostante l’arrivo di un fenomeno come Tom Dumoulin, Primoz ha ben in chiaro nella mente la voglia di indossare la maglia gialla a Parigi.

Intervistato da Marca, Roglic è stato molto chiaro:

“il Tour è il mio obiettivo, voglio andare in Francia per vincere, penso di aver dimostrato il mio valore prima col podio al Giro e poi con la conquista della Vuelta”.

A 29 anni lo sloveno vuole alzare la mira e, assieme a Richard Plugge, boss della Jumbo-Visma, a breve proveranno a pianificare la prossima stagione. Il roster ulteriormente impreziosito da Dumoulin sarà un ulteriore sprone per competere con il Team Ineos che quest’anno ha trionfato al Tour con Bernal.

Al Tour 2018, Roglic aveva ottenuto un insperato quarto posto conquistando anche la frazione di montagna e superando, nelle gerarchie del proprio team, il capitano designato Steven Kruijswijk (classificato quinto).

La concorrenza interna al Team Jumbo-Visma il prossimo anno sarà incredibile con atleti del calibro Kuss, Wout Van Aert e Laurens De Plus oltre a Dumoulin e  Kruijswijk. Insomma il rischio di avere troppi galli nel pollaio potrebbe essere concreto ma Primoz non vede questa situazione come un problema: “siamo in tanti corridori di alto profilo? Non è un problema anzi non ci sono mai abbastanza buoni corridori in una squadra, è sempre importante progredire”.

Tanti cuochi in cucina non rischiano di rovinare la brigata e anzi

“L’arrivo di Dumoulin è un’ottima notizia per tutti noi perché rafforza il team. Vogliamo crescere e questa è la via migliore”

ha spiegato Primoz Roglic. Effettivamente le capacità manageriali, lo dimostra il Team Sky/Ineos, possono far tranquillamente convivere tanti ciclisti “stellati”.

 

Chris Froome punta a tornare a correre nel 2019

Il britannico del Team Ineos scalda i motori

Chris Froome del Team Ineos, reduce dalla terribile caduta accorsagli durante il Giro del Delfinato, punta a tornare a correre a  fine stagione

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha sempre stupito tutti negli ultimi anni imponendosi come l’atleta di spicco per le corse a tappe. Il suo 2019 doveva portarlo nell’olimpo dei campionissimi in grado di conquistare per 5 volte il Tour de France e la sua tensione verso quell’evento è stata maniacale ma la sfortuna si è messa nel mezzo.

Il terribile incidente che lo ha visto vittima durante una ricognizione al Critérium du Dauphiné ha distrutto tutti i piani della stagione ma la tenacia di Froome è proverbiale ed in una recente intervista a The Telegraph ha rivelato l’intenzione di voler prendere parte a qualche kermesse di fine stagione.

Froome due settimane fa è stato avvistato in sella alla sua bicicletta per la prima volta dopo il drammatico schianto e qualche giorno dopo è stato vittima di un incidente domestico in cui si è reciso il tendine di un pollice. Questo inconveniente non ha però fiaccato la grinta del kenyano bianco che pur mantenendo non poche difficoltà fisiche (è in grado di camminare con le stampelle) continua ad allenarsi sul turbo trainer con sessioni di un’ora alla volta e sta accelerando rispetto ai piani di recupero programmati.

“Sarebbe bello poter prendere parte a qualche evento post-stagionale che di solito faccio in bassa stagione, mi piacerebbe poter tornare tra i pro prima di gennaio” ha spiegato al quotidiano britannico.

L’impatto contro il muro durante il Delfinato ha reso necessario un delicato intervento chirurgico di emergenza per ridurre le conseguenze delle fratture a gamba, anca, costole, vertebre e gomito. Di quel giorno Froome non ha memoria: “C’è un buco di cinque minuti di cui non ricordo nulla e questa cosa mi fa impazzire ma spero che il fatto di non ricordare mi permetta di evitare i brutti ricordi in corsa”.

Il britannico ha però tentato di ricostruire il tutto attraverso le testimonianze dirette di Tim Kerrison, del meccanico Gary Blem e del Direttore Sportivo Servais Knaven.

Sugli accadimenti legati alla caduta del 12 giugno scorso sono girate diverse teorie bizzarre circolare in diversi forum e social network ma Froome ha bollato queste voci come ridicole.

Mente al un quinto Tour de France e non solo…

Come detto, da quel terribile 12 giugno Chris ha bruciato le tappe e ora la sua mente è rivolta ad arrivare pronto per la stagione 2020: “è il mio obiettivo principale ma ogni settimana me ne pongo più immediato. Sono in anticipo sulle previsioni fatte, faccio 3 o 4 ore di fisioterapia, poi mangio e nel pomeriggio ancora allenamenti” ha spiegato il capitano della Ineos.

Se l’obiettivo principale è raggiungere Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain anche le Olimpiadi di Tokyo visto i 5000 metri di arrampicata sul percorso ingolosiscono il kenyano bianco.

“la prova sarà una settimana dopo il Tour e supponendo di essere al via della corsa francese potrebbe essere assolutamente positivo per arrivare in condizione ottimale alla prova a cinque cerchi” ha spiegato Froome.

Chris tiene, come di consueto, il “timone” bello dritto senza voli pindarici:

“Dovrò allenarmi più duramente di quanto non abbia mai fatto per tornare al livello pre-incidente. Ottenere cinque titoli al Tour è impresa ardua in condizioni normali figuriamoci dopo un incidente che poteva mettere fine alla mia carriera agonistica. Dopo l’incidente in tanti mi hanno dato per finito, tornare a vincere sarebbe davvero una cosa incredibile” ha concluso in capitano dell’Ineos.

 

Rémi Cavagna trionfa a Toledo

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa da Ávila a Toledo, caduta per Primoz Roglic ma non perde terreno

Rémi Cavagna (fonte pagina Twitter)

Rémi Cavagna (fonte pagina Twitter)

 

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa alla Vuelta a España 2019, tappa di transizione da Ávila a Toledo per un totale di 165 km. In attesa dell’ultimo tappone di montagna di domani il gruppo si concede una giornata di relativa tranquillità.

Sull’unica asperità di giornata, l’Alto de la Paramera,  provano ad allungare un gruppetto di atleti: Tsgabu Grmay (Mitchelton Scott), Ben O’Connor (Team Dimension Data), David de la Cruz (Team Ineos), Nikias Arndt (Team Sunweb), Peter Stetina (Trek-Segafredo), Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step), Lawson Craddock (EF Education First), Bruno Armirail (Groupama-FDJ), Silvan Dillier (AG2R La Mondiale) e Domen Novak (Bahrain-Merida).

C’è armonia tra gli uomini in fuga ma, complice il vento, il gruppo non lascia fare ed il margine non sale mai oltre i due minuti.

Quando mancano circa 70 km al traguardo di Toledo c’è una caduta nel gruppo dei big che coinvolge anche la Maglia Rossa Primoz Roglic che viene prontamente aiutato dai compagni di squadra e, nonostante i tentativi della Movistar, riesce a rientrare.

Quando mancano solo  25 all’arrivo Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step) prova ad abbandonare la compagnia degli altri fuggitivi. Dietro si marcano a vista e Cavagna riesce a scavare un solco sufficiente per resistere all’inseguimento finale andando ad anticipare tutti sul traguardo di Toledo.

La volata per il secondo posto è vinta dal corridore della Bora-hansgrohe Sam Bennett che ha la meglio sulla coppia della Quick Step Stybar-Gilbert. Quinta posizione per un brillante Alejandro Valverde.

Jakub Fuglsang vince all’Alto de la Cubilla

Jakub Fuglsang coglie una vittoria liberatoria

Jakub Fuglsang conquista la vittoria di tappa in vetta ll’Alto de la Cubilla. Roglic conserva la leadership in generale 

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakub Fuglsang coglie una vittoria che sa di rivincita dopo una stagione in cui le aspettative nelle corse a tappe erano elevate ma che la realtà dei fatti ha disatteso. Quello in cima all’Alto de la Cubilla è il primo squillo in un grande giro per il corridore danese dell’Astana.

In attesa del giorno di riposo di domani, la Vuelta Espana 2019 propone un ulteriore tappone di montagna con partenza da Pravia e 144 km con tre durissimi GPM.

Il gruppo inizialmente controlla la corsa salvo poi dare il “via libera” alla fuga di giornata di un gruppetto in cui spiccano oltre a Jakob Fuglsang (e il compagno Sanchez) i nomi di Tao Geoghegan, Philippe Gilbert, Ángel Madrazo, Thomas de Gendt  e i nostri Gianluca Brambilla e Valerio Conti.

Sono proprio  Sanchez e Fuglsang a lavora duramente  per far sì che il danese riesca ad avere il suo giorno di gloria dopo tanti bocconi amari. Ed è proprio Fuglsang che si impone in vetta all’Alto de la Cubilla precedendo di 22 secondi Geoghegan Hart ed il compagno di squadra. Brambilla chiude in quarta posizione.

A quasi sei minuti di distacco arrivano i big con Roglic e Tadej Pogacar (UAE) in grande spolvero a cui fa compagnia Miguel Angel Lopez mentre “Don” Alejandro Valverde  accusa 21 secondi di ritardo.

 

Ordine d’arrivo 16^ tappa:

1 FUGLSANG Jakob Astana Pro Team 100 80 4:01:22
2 GEOGHEGAN HART Tao Team INEOS 40 50 0:22
3 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 20 35 0:40
4 KNOX James Deceuninck – Quick Step 12 25 0:42
5 BRAMBILLA Gianluca Trek – Segafredo 4 18 1:12
6 DE GENDT Thomas Lotto Soudal 15 2:09
7 BIZKARRA Mikel Euskadi Basque Country – Murias 12 2:15
8 GHEBREIGZABHIER Amanuel Team Dimension Data 10 2:21
9 GILBERT Philippe Deceuninck – Quick Step 8 2:32
10 BOUCHARD Geoffrey AG2R La Mondiale 6 ,,

 

Trittico d’Autunno – ecco le squadre invitate

Trittico d’Autunno si parte con la Milano-Torino

Trittico d’Autunno – ecco le squadre invitate, ci parte il 9 ottobre con  la Milano-Torino NamedSport

Con la Milano-Torino NamedSport del 9 ottobre, il GranPiemonte NamedSport del 10 e ll Lombardia NamedSport del 12 si chiude la stagione europea del grande ciclismo targato RCS Sport / La Gazzetta dello Sport. I dettagli delle corse verranno svelati nelle prossime settimane.

Thibaut Pinot vince a Como Il Lombardia 2018

Annunciate le squadre, di sette corridori ciascuna, che parteciperanno alle tre corse:

100esima Milano-Torino NamedSport – mercoledì 9 ottobre (21 formazioni: 16 UCI WorldTeams e 5 UCI Professional Continental Teams)

  • ASTANA PRO TEAM
  • BAHRAIN – MERIDA
  • BORA – HANSGROHE
  • CCC TEAM
  • DECEUNINCK – QUICK-STEP
  • EF EDUCATION FIRST
  • GROUPAMA – FDJ
  • LOTTO SOUDAL
  • MITCHELTON – SCOTT
  • MOVISTAR TEAM
  • TEAM DIMENSION DATA
  • TEAM INEOS
  • TEAM KATUSHA ALPECIN
  • TEAM SUNWEB
  • TREK – SEGAFREDO
  • UAE TEAM EMIRATES
  • ANDRONI GIOCATTOLI – SIDERMEC
  • BARDIANI CSF
  • NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM
  • NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANE’
  • TEAM ARKEA – SAMSIC

103esimo GranPiemonte NamedSport – giovedì 10 ottobre (18 formazioni: 9 UCI WorldTeams e 9 UCI Professional Continental Teams)

  • AG2R LA MONDIALE
  • ASTANA PRO TEAM
  • BAHRAIN – MERIDA
  • BORA – HANSGROHE
  • EF EDUCATION FIRST
  • MOVISTAR TEAM
  • TEAM DIMENSION DATA
  • TEAM KATUSHA ALPECIN
  • UAE TEAM EMIRATES
  • ANDRONI GIOCATTOLI – SIDERMEC
  • BARDIANI CSF
  • NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM
  • NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANE’
  • ISRAEL CYCLING ACADEMY
  • GAZPROM – RUSVELO
  • COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS
  • VITAL CONCEPT – B&B HOTELS
  • TEAM ARKEA – SAMSIC

Los Machucos trionfa Pogacar davanti a Roglic

Los Machucos: Pogacar su Roglic sempre più leader

Los Muchucos vede la storica doppietta del duo sloveno Pogacar e Roglic con Primoz che rafforza la propria leadership in generale 

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Los Muchucos vede il trionfo sloveno, ad imporsi al termine della tredicesima frazione della Vuelta Espana 2019 è Tadej Pogacar della UAE Team Emirates davanti a Primoz Roglic che rafforza ancora la sua posizione di leader della classifica generale.

Il plotone parte da Bilbao alla volta della terribile salita di Los Machucos da affrontare dopo ben sei Gran Premi della Montagna. L’era finale, catalogata come  Hors Categorie presenza pendenze  al limite dell’impossibile per lunghi tratti.

Considerando la durezza della tappa è inevitabile che il gruppo lascia allungare gli attaccanti di giornata. Partono in quasi trenta atleti mentre all’appello dei partente manca il nostro Fabio Aru costretto ad alzare bandiera bianca per un sovraffaticamento muscolare.

Tra gli uomini in fuga spiccano Philippe Gilbert, Pierre Latour, Thomas De Gendt, Angel Madrazo oltre ai nostri Matteo Fabbro e Gianluca Brambilla.

Del nutrito gruppo di fuggitivi nessuno, nemmeno i più combattivi, riesce a mantenere un margine sufficiente per arrivare al traguardo davanti a tutti. Ripresi tutti gli uomini in avanscoperta è il duo sloveno formato dal giovane Tadej Pogacar e dall’esperto Primoz Roglic a fare il vuoto andando a conquistare la terribile ascesa finale.

 

Ad importi è il ventenne della UAE che bissa il successo di qualche giorno fa consolidando il proprio terzo posto in classifica. Se Pogacar festeggia Roglic “gongola” andando a scavare un solco forse decisiva sugli avversari per la vittoria finale.

Alle spalle del duo sloveno arriva, reduce dalla fuga di giornata, Latour con 27 secondi di distacco assieme al duo della Movistar Quintana-Valverde.

Il capitano dell’Astana, Miguel Angel Lopez, paga un distacco di un minuto e ora la corsa si fa dura.

Ordine d’arrivo 13^ tappa:

1 POGAČAR Tadej UAE-Team Emirates 100 80 4:28:26
2 ROGLIČ Primož Team Jumbo-Visma 40 50 ,,
3 LATOUR Pierre AG2R La Mondiale 20 35 0:27
4 VALVERDE Alejandro Movistar Team 12 25 ,,
5 QUINTANA Nairo Movistar Team 4 18 ,,
6 MAJKA Rafał BORA – hansgrohe 15 ,,
7 LÓPEZ Miguel Ángel Astana Pro Team 12 1:01
8 BRAMBILLA Gianluca Trek – Segafredo 10 1:08
9 SOLER Marc Movistar Team 8 ,,
10 KELDERMAN Wilco Team Sunweb 6 ,,
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Philippe Gilbert conquista la tappa alla Vuelta 2019

Philippe Gilbert conquista Bilbao

Philippe Gilbert conquista la vittoria di tappa alla Vuelta a Espana 2019 nella dodicesima frazione con arrivo a Bilbao

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert conquista la vittoria nella tappa odierna della Vuelta a Espana 2019. Il forte corridore belga in forza alla Deceuninck – Quick Step si impone nella dodicesima tappa della corsa iberica sul traguardo di Bilbao al termine della fuga di giornata.

Frazione che vede i Paesi Baschi a far da suggestivo scenario lungo gli oltre 170 chilometri previsti dagli organizzatori ricchi di strade ondulate e tre strappi brevi ma tosti nei chilometri finali.

Ci vuole molto prima che la fuga parta, oltre 100 chilometri! Il gruppo viaggia compatto a velocità sostenuta prima del “via libera”. Tra i 19 uomini che riescono ad allungare anche i nostri Mosca, Boaro, Marcato e Conti. I fuggitivi conquistano rapidamente terreno superando abbondantemente i 5 minuti di margine

Sull’Alto de Arraiz, ultimo GPM di giornata in programma, è Philippe Gilbert a tentare l’allungo staccando tutti e conquistando, allo scollinamento, un margine di circa 20 secondi che riesce a gestire abilmente negli ultimi 8 chilometri di corsa andando a tagliare il traguardo in solitaria (76esimo successo per il belga, decimo in una grande corsa a tappe).

All’arrivo Philippe Gilbert ha preceduto di 3″ Aranburu e Barceló mentre il gruppo dei migliori è arrivato a 3’02”. Da segnalare qualche schermaglia nel gruppo dei big lungo la salita di Arraiz, a provarci è il colombiano Miguel Ángel López che però non riesce a fare la differenza