La bici di Nibali all’asta per COVID-19

Nibali, la bicicletta all’asta contro il Covid19

La Specialized S-Works Roubaix utilizzata da Vincenzo Nibali durante la famosa tappa con il pavè della Parigi-Roubaix durante il Tour de France del 2014, all’asta per la Protezione Civile

 

Nibali, la bicicletta in asta (fonte comunicato stampa)

Nibali, la bicicletta in asta (fonte comunicato stampa)

 

Mentre il Corona virus (COVID-19) si sta diffondendo, sempre più velocemente, in tutto il mondo – stiamo adottando ulteriori misure di sicurezza per proteggere i nostri dipendenti, i rivenditori e i ciclisti. La salute e la sicurezza della nostra comunità mondiale sono le nostre massime priorità e, pertanto, abbiamo preso la decisione di agire rapidamente per ridurre l’impatto del virus.

Al fine di sostenere gli sforzi della comunità nella lotta al COVID-19, abbiamo deciso di mettere all’asta un pezzo importante del nostro museo, la bici Specialized S-Works Roubaix utilizzata da Vincenzo Nibali durante la famosa tappa con il pavè della Parigi-Roubaix durante il Tour de France del 2014, devolvendo l’intero ricavato a favore della Protezione Civile “Emergenza Coronavirus – conto corrente IT84 Z030 6905 0201 0000 0066 387”

Ringraziamo l’Associazione “Proviamo insieme per l’ handicap “ O.N.L.U.S. no profit, con sede a viale Venezia, 32 36043 Camisano Vicentino (VI), regolarmente iscritta all’Agenzia delle Entrate, per la collaborazione offerta.

L’asta si terrà on-line sul sito www.regalaunsogno.org a partire da lunedì 6 Aprile 2020 ore 00.00 e terminerà mercoledì 15 Aprile 2020 alle ore 20.00. La base d’asta è fissata in 3.000,00 euro.

A questo link sono disponibili le foto della Specialized S-Works Roubaix utilizzata da Vincenzo Nibali:
https://bit.ly/2XaU3Fx

E’ il Tour de France del 2014. Vincenzo Nibali, capitano dell’Astana è in maglia gialla. E’ il 9 luglio e si corre la quinta tappa, di 155km che parte da Yepres (BEL) e arriva ad Aremberg (FRA). E’ anche una giornata di pioggia, una condizione sfavorevole perché si affronteranno molti tratti sul pavé della Parigi-Roubaix. Nonostante Vincenzo non sia uno specialista di questo tipo di fondo insidioso, può contare su un’arma in più per difendere la maglia gialla, la sua S-Works Roubaix.
La tappa è emozionante e nella contesa non mancano certo Contador, Cancellara e Sagan.  Seppur non vincendo la tappa (il capitano dell’Astana arriverà terzo insieme al suo compagno di squadra Fuglsgang), Nibali mette un sigillo importante sulla maglia gialla che lo porterà alla vittoria del suo primo Tour de France.

Caratteristiche della bici:

  • Telaio: Specialized S-Works Roubaix
  • Anno:2014 Taglia: 56
  • Gruppo: Campagnolo Super Record 11v
  • Guarnitura: Specialized S-Works
  • Corone: Campagnolo 53-39
  • Ruote: Corima VIVA S Carbon
  • Reggisella: FSA Carbon
  • Attacco manubrio: FSA
  • Manubrio: FSA
  • Pedali: Look KEO Blade Carbon
  • Pneumatici: Tubolari

Mentre ci sosteniamo l’un l’altro durante questo periodo che mette tutti a dura prova, continuiamo a credere più che mai nella potenza della bici di guarire, ispirare e soddisfare le esigenze dei ciclisti di tutto il mondo; scopri tutte le nostre iniziative a sostegno della comunità al link
https://www.specialized.com/it/it/about-us

Pedaliamo Insieme per un pianeta migliore.
FONTE COMUNICATO STAMPA

Degenkolb “temo molti fallimenti”

Degenkolb si aspetta diversi fallimenti a causa del COVID-19

Degenkolb ha raccontato al quotidiano tedesco Der Spiegel e a Sporza i propri timori per l’evoluzione del ciclismo ai tempi del Coronavirus

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb, vincitore di gare come Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, ha rilasciato una intervista al quotidiano tedesco “Der Spiegel” in cui ha raccontati i propri timori per le conseguenze del Coronavirus sull’economia del ciclismo mondiale.

Il mondo è in piena emergenza sanitaria a causa del Covid19 e anche il mondo dello sport deve fare i conti con il taglio netto della stagione tra classiche annullate, corse a tappa in via annullamento e contratti di sponsorizzazione che vacillano.

“È difficilissimo pensare positivo in questa situazione, lo scenario peggiore sarebbe quello di vedere molte squadre costrette a chiudere i battenti in quanto gli sponsor tagliano i propri contributi” ha dichiarato John Degenkolb.

Il forte ciclista si è ridotto lo stipendio per provare ad aiutare la Lotto-Soudal nella crisi da Coronavirus ma è molto preoccupato per la situazione economica del ciclismo.

Il Team CCC ha da poco optato per licenziare quasi tutto lo staff e di tagliare gli emolumenti dei corridori fino all’80%. Un segnale che le cose potrebbero rapidamente precipitare per molti altri team.

 Jim Ochowicz direttore del team CCC nei giorni scorsi aveva spiegato: “Stiamo affrontando una mancanza di liquidità dovuta ai tagli delle sponsorizzazioni. Abbiamo dovuto sospendere temporaneamente tutto ma spesiamo di ripristinare tutto e rivalutare il nuovo budget”.

Anche il Tour de France è minacciato dalla crisi finanziaria, ma al momento è ancora in calendario:

 “Vorrei anche fare un tour di 5 settimane se necessario, il Tour de France è un evento che consente ad alcune squadre di sopravvivere, preferireri correrlo con il pubblico ma anche senza non ci sarebbero problemi. È importante trovare una soluzione, ora ci vogliono regole rigorose ma tutto andrà poi bene”. ha detto John al sito Sporza.

Davide Martinelli porta i farmaci agli anziani

Davide Martinelli consegna i farmaci a Lodetto

Davide Martinelli  professionista dell’Astana ha deciso di rendersi utile consegnando in bicicletta i farmaci agli anziani del paese di Lodetto

Davide Martinelli (fonte Instagram)

Davide Martinelli (fonte Instagram)

Davide Martinelli ciclista professionista in forza al Team Astana ha deciso di aiutare gli abitanti del suo paese natale, Lodetto, 1500 persone, poco distante da Rovato in piena “zona rossa” per il Coronavirus. Nel paese di Lodetto non ci sono farmacie e gli anziani hanno, chiaramente difficoltà nello spostarsi per via della quarantena.

Il neo professionista dell’Astana ha deciso di dare il servizio di consegna dei farmaci facendo da “staffetta” tra la farmacia e le case degli anziani. Zaino in spalla, casco in testa e cuore grande, Davide è passato dal ruolo di ciclista professionista a quello di volontario per le consegne dei farmaci.

Martinelli, bronzo europeo nella mista ad Alkmaar 2019, ha voluto mettersi in gioco per gli altri:

“Ho pensato che sarebbe stata la mia occasione per rendermi utile e ripagare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni, e dare una mano a chi ne ha bisogno”.

Il paese di Martinelli dista circa 4 km dalla prima farmacia, una distanza incolmabile per gli anziani, meno di un riscaldamento per un professionista del pedale.

“Ho avuto l’onore di poter andare in farmacia a ritirare dei medicinali per una coppia di anziani, in totale 30 minuti e una decina di km, a quando glieli ho consegnati sull’uscio di casa ho sentito un grazie, che ancora ora mi rimbomba in testa”

Martinelli indossa sempre mascherina e guanti per la tutelare la propria salute e quella degli altri e probabilmente la soddisfazione di questa cosa è superiore a quella di una qualunque vittoria.

Grazie Davide da parte di tutta la redazione di www.ciclonews.biz.

 

Giulio Ciccone lancia raccolta fondi

Giulio Ciccone mette all’asta le sue maglie

Giulio Ciccone mette in palio le maglie del Tour per finanziare l’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone, personaggio emergente del ciclismo italiano ha decisio di lanciare una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti, la città d’origine del corridore della Trek-Segafredo.

L’emergenza sanitaria per il Coronavirus ha svegliato molti sportivi che hanno istituito delle raccolte fondi o delle aste benefiche per cercare di supportare il sistema sanitario, le associazioni o la protezione civile.

Giulio Ciccone è stata una delle sorprese del ciclismo italiano durante lo scorso Tour de France, e proprio le maglie gialle indossate per la Grande Boucle 2019 saranno messe in premio per l’operazione di solidarietà con l’istituto ospedaliero piemontese. Giulio oltre alle maglie gialle ha messo in palio anche due divise della Trek-Segafredo.

Per partecipare alla raccolta fondi, si può cliccare qui e procedere alla donazione“

Ecco il post su Twitter del ciclista:

La campagna di raccolti fondi che ho lanciato per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti si sta avvicinando al 50% del suo obiettivo di 10.000 €. Grazie per il vostro aiuto. Conto su di voi per dare una spinta e arrivare alla cifra per l’acquisto del respiratore. Per riuscirci, ho deciso di regalare due maglie gialle ricevute al Tour de France 2019 e due maglie della Trek-Segafredo. Come? primi due che, al termine della campagna, avranno donato il contributo maggiore, riceveranno le maglie gialle; al terzo e al quarto, le maglie Trek-Segafredo. Se qualcuno ha già donato e vuole aumentare il proprio contributo, potrà fare una nuova donazione e, ovviamente, le cifre saranno sommate. Controllerò personalmente!”

Pierino Gavazzi in terapia intensiva per il Covid19

Pierino Gavazzi e la corsa più dura

Pierino Gavazzi positivo al coronavirus si trova in terapia intensiva, il figlio Mattia conferma la lotta del padre contro il Covid19

Pierino Gavazzi

Pierino Gavazzi

Pierino Gavazzi, ex professionista del pedale tra gli anni ’70 ed ’80, trovato positivo al Coronavirus è in un reparto di terapia intensiva. La notizia è già di qualche giorno ma ora il figlio Mattia, anche lui ciclista professionista, ha voluto rompere il silenzio per raccontare il dramma che sta vivendo la sua famiglia.

Pierino ha 69 anni ed è ricoverato presso l’Ospedale San Rocco di Ome, in provincia di Brescia. Gavazzi Senior ha manifestato per alcuni giorni una febbre persistente a cui hanno fatto seguito problemi respiratori. A raccontare l’evoluzione drammatica che ha portato a difficoltà di saturazione direttamente a La Gazzetta dello Sport è il figlio Mattia Gavazzi:

 

“lunedì 16 marzo abbiamo chiamato i soccorsi, che lo hanno portato a Ome. Ci sono volute diverse ore prima che potesse essere ricoverato, in filano c’erano già altre tre ambulanze. Mio padre era sotto ossigenoterapia in ambulanza e, dopo che è stato sottoposto al tampone, è risultato positivo al Covid19”.

Un vero dramma umano quello che ha colpito i Gavazzi, mercoledì le condizioni dell’ex ciclista sono peggiorate tanto da ritenere, da fonti mediche che hanno avvisato i famigliari, che le sue condizioni erano critiche.

 “non ci ha nascosto che avremmo dovuto prepararci anche al peggio. La mattina dopo la telefonata hanno messo il casco a mio padre per cercare di fargli avere più ossigeno. Con lui riusciamo ad avere brevi contatti telefonici, in uno ha detto alla mamma che non vede l’ora di vederci e tornare a casa. attualmente mio padre non ha dolori ma è molto, molto affaticato”.

La zona in cui vivono i Gavazzi è una delle aree del paese più martoriate da questo maledetto virus, nessuno ne è risparmiato, tutte le famiglie sono in qualche modo toccate dalla malattia e dalle nefaste conseguenze della stessa:

“ci arrivano spesso chiamate di conoscenti che hanno avuto qualche perdita, le sirene delle ambulanze sono diventate ormai un triste sottofondo delle nostre giornate” ha raccontato Mattia.

 

Astana e Lotto riducono salari contro il Covid19

Astana e Lotto tagliano i salari

Astana e Lotto Soudal

Astana e Lotto Soudal

Astana e Lotto Soudal per ridurre gli impatti economici del Covid19 hanno deciso di tagliare gli stipendi di corridori e staff o di ricorrere alla disoccupazione provvisoria

Gli effetti economici oltre che sociali del Covid19 sono sotto gli occhi di tutti e il mondo dello sport e del ciclismo non sono esenti dalle nefaste conseguenze della pandemia. Se l’economia globale rallenta bruscamente le aziende sponsor vanno di conseguenza così la necessità di tagliare o ridurre gli stipendi diventa inevitabile.

In quest’ottica arriva la decisione di due formazioni, Lotto Soudal e Astana, entrambe del World Tour che hanno deciso di dare un taglio alle spese riducendo gli stipendi dei membri dei team. In casa Lotto è arrivato una comunicato in cui si spiega che all’unanimità i membri della formazione belga hanno acconsentito al tagli dei salari dei ciclisti mentre lo staff tecnico, che conta circa 25 persone tra medici, autisti e meccanici, è stato messo in disoccupazione provvisoria in quanto contrattualizzati con collaborazioni o consulenze.

La formazione kazaka dell’Astana ha ridotto del 30% gli stipendi di tutto il personale, dirigenti compresi, per i prossimi tre mesi, in attesa di provare a capire cosa ne sarà del resto della stagione sportiva 2020 che, a differenza degli sport come calcio, basket, hockey e pallavolo, potrebbe comunque avere un ritorno all’agonismo visto gli ancora otto mesi a disposizione. Se l’emergenza sanitaria dovesse però proseguire è inevitabile che il taglio continuerà fino a data da definirsi.

 

 

Giro d’Europa, la soluzione contro il virus?

Giro d’Europa: Giro, Tour e Vuelta uniti in un’unica corsa?

Giro d’Europa, la soluzione contro il virus? Secondo Matteo Trentin avrebbe senso organizzare un’unica corsa in grado di unire Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a Espana

Giro d’Europa?

Giro d’Europa?

Giro d’Europa per battere il virus? ipotesi di fantaciclismo o realtà percorribile? In questi giorni sta circolando sui social network l’ipotesi di unificare le tre grandi corse a tappe mondiali per superare il lockdown imposto dal corona virus.

Un Giro d’Europa di ciclismo è stato ipotizzato dall’ex campione europeo Matteo Trentin che sulla sua pagina Twitter ha lanciato l’idea:

“perché non organizzare un grande giro internazionale?”.

L’idea è quella di una maxicorsa che possa unire Italia, Francia e Spagna per evitare di penalizzare una (se non tutte e tre le grandi corse a tappe). Una partenza da Roma, passando per Madrid per arrivare a Parigi, una corsa che avrebbe anche un messaggio di unione dell’Europa attualmente colpita dall’emergenza Coronavirus.

L’idea è piaciuta a Giuseppe Martinelli che si è spinto oltre ipotizzando una prova divisa in 30 frazioni intervallata da circa 4 giorni di riposo con la possibilità di utilizzare “dei cambi”. Un’idea sicuramente ricca di fascino ma che pare comunque di difficilissima realizzazione: i diritti TV, gli sponsor e la “divisione” tra Vuelta e Tour organizzati da ASO e Giro organizzato da RCS, paiono motivi decisamente ostativi alla realizzazione di questo sogno.

Sicuramente il ciclismo è penalizzato come tutti da questa terribile emergenza sanitaria mondiale e l’idea di poter garantire agli appassionati di tutto il mondo di beneficiare di una manifestazione unica è affascinante, vedremo se sarà possibile convertire in fatti questa “visione”.

L’idea che serpeggia tra gli appassionati è quella di toccare anche il Belgio che è stata penalizzata dalla perdita delle classiche cercando di dare visibilità ai percorsi di quattro “classiche monumento” (per il Lombardia si spera di poter essere tornati alla normalità).

Sull’ipotesi di un un’unica grande corsa continentale, Brian Cookson, ex presidente della Federciclismo, si è dimostrato però contrario preferendo l’idea di versioni ridotte delle singole corse nazionali:

 “Il rinvio delle Olimpiadi al 2021 consentirà più spazio per organizzare un Tour de France abbreviato  in luglio o in agosto”.

Cookson pensa anche a Giro e Vuelta di due settimane tra settembre e ottobre chiaramente se la situazione sanitaria volgerà al meglio.

Juan Miguel Mercado dalla bicicletta alle rapine

La triste parabola di Juan Miguel Mercado

Juan Miguel Mercado ex scalatore spagnolo è accusato di aver fatto parte di una banda che negli ultimi mesi ha compiuto furti in Spagna

Juan Miguel Mercado

Juan Miguel Mercado

Juan Miguel Mercado, ex scalatore spagnolo, ritiratosi dal ciclismo professionistico nel 2007 con all’attivo due vittorie al Tour de France, una alla Vuelta per un totale di 13 successi in carriera è stato accusato di appartenere a una banda autrice di 16 colpi da dicembre ad oggi.

Una parabola che ha portato Mercado da scalare le montagne ad affondare nella criminalità. L’iberico ha vestito maglie prestigiose nel corso della carriera, da quella della Vitalicio Seguros alla Ibanesto sino alla Quick Step. L’atleta, classe 1978, ha sovente emozionato per le sue doti di scalatore appassionando i tifosi spagnoli, ora il periodico “Granada Hoy” ha diffuso la triste notizia del suo coinvolgimento in attività illecite.

Secondo quanto diffuso dal quotidiano andaluso, la banda avrebbe messo a segno almeno 16 rapine tra dicembre e gennaio sottraendo denaro contanti, computer, autoveicoli, gioielli e altri beni per un valore complessivo superiore a 120.000 euro.
Sarebbero tre le persone arrestate, di età compresa tra i 23 e i 33 anni mentre “Juanmi” Mercado sarebbe indagato per aver preso parte ad una delle rapine.

L’operazione, denominata “Zaletasuna”, condotta dalla Guarcia Civil di Armilla, non sarebbe ancora conclusa e vede coinvolte le aree di Armilla, Ogijares e Churriana de la Vega. Tra i capi di accusa a carico dei tre arrestati ci sarebbe, oltre al furto, anche l’occupazione illegale di due abitazioni.

Secondo Marca, alcuni parenti del ciclista, hanno confermato che Mercado era divenuto pressoché irreperibile negli ultimi periodi e che, sceso dalla bicicletta, la sua vita si era notevolmente complicata per via di una crisi finanziaria e per problemi finanziari.

 

Pogačar il mio obiettivo è il Tour UAE

Tadej Pogacar punta sul Tour degli Emirati Arabi

Pogačar dopo i successi ottenuti nel 2019 punta fortemente sul Tour degli Emirati Arabi ed attesa dell’essere al via al Tour de France

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar ventunenne talento del ciclismo mondiale, dopo un 2019 di alto livello tra successi nella prima parte dell’anno (alla Volta ao Algarve e al Tour of California) e un finale in crescendo con tre tappe vinte e il terzo posto finale alla Vuelta a España si prepara a un 2020 di conferme.

Fresco della vittoria nella generale alla Volta a la Comunitat Valenciana, Tadej Pogačar ora vuole andare “all-in” al Tour degli Emirati Arabi Uniti, suo primo grande obiettivo dell’anno.

“sono in forma e in fiducia – ha spiegato Tadej a cyclingnews.com – il ritorno alle corse è sempre ricco di dubbi perché non hai il confronto diretto con i rivali per conoscere il tuo reale livello di forma. Ho lavorato sodo in allenamento e ne vedo già i risultati, voglio concentrarmi sul Tour UAE e poi chiaramente sul Tour de France”.

Il Tour degli Emirati Arabi si svolgerà dal 23 al 29 febbraio con due arrivi in ​​vetta a Jebel Hafeet, accanto al talento sloveno ci saranno i nostri Davide Formolo e Diego Ulissi con Fernando Gaviria che sarà l’uomo per le volate.

“io, Diego e Davide possiamo giocarci le nostre carte in salita, c’è un buon feeling nel team e le vittorie aiutano a cementare questa positività” ha spiegato Pogacar

Gli fa eco il manager Joxean Matxín Fernandez:

“Il Tour UAE è per noi la corsa di casa e puntiamo forte su questo appuntamento, saremo al via con un trio di uomini come Pogačar, Formolo e Ulissi che daranno battaglia in salita ma vogliamo essere presenti in tutte le fasi della corsa, c’è fiducia visto l’ottimo inizio di stagione”.

 

 

 

 

 

Ivan Basso, vogliamo diventar un top team

Ivan Basso e Alberto Contador puntano in alto

Ivan Basso e Alberto Contador lanciano la loro Kometa–Xstra verso l’alto, tra gli atleti in rampa di lancio Antonio Puppio e Alessandro Fancellu

Ivan Basso

Ivan Basso

Ivan Basso e Alberto Contador sono due campioni unici che hanno scritto pagine indelebili del ciclismo mondiale. I due ex rivali ora sono colleghi assieme al fratello del corridore spagnolo nel progetto Kometa–Xstra. La formazione, di categoria Continental, è il vivaio del team Trek Segafredo ma l’obiettivo è quello di dare autonomia al team per farlo crescere fino a debuttare nel World Tour per provare a competere con le corazzate del ciclismo.

Ivan Basso e Alberto Contador sono stati colleghi, per un breve lasso di tempo, sotto i colori del team Tinkoff e, appesi gli scarpini al chiodo, hanno deciso di sviluppare un percorso di crescita nel ciclismo giovanile. Ivan, Alberto e Fran hanno dato seguito ad un progetto legato alla Fondazione Contador che gestiva alcune formazioni giovanili. Da quel progetto è nata, appunto, la Kometa–Xstra che ha valorizzato due atleti del calibro di Matteo Moschetti e Enric Mas.

“vogliamo far crescere una nuova filosofia di ciclismo con i nostri sponsor – ha spiegato l’ex corridore italiano – il sogno è diventare la migliore squadra al mondo ma per farlo non bastano idee e buoni propositi, serve un budget all’altezza”.

Come può quindi evolvere il Team Kometa? Ivan Basso e soci hanno in programma una serie di incontri con potenziali investitori che potrebbero far svoltare le sorti della formazione:

“nei prossimi sei mesi ci saranno tanti impegni e saranno fondamentali per la squadra. Abbiamo in agenda almeno dieci incontri entro aprile che potrebbero farci fare un salto di qualità. Formazioni come la Sunweb o la Jumbo Visma hanno lavorato bene convincendo gli sponsor della validità del loro progetto e trovando sostegno finanziario”.

Ma quali sono gli atleti in rampa di lancio in casa Kometa–Xstra? Ivan non ha dubbi: Antonio Puppio e Alessandro Fancellu.

“Puppio mi ricorda Ganna per il motore, deve crescere molto ma ha ottime doti, Fancellu può vincere il Giro Under 23, lui potrebbe essere il nuovo Nibali, è il nostro miglior talento”.