Tour of Guangxi 2017 tripletta di Gaviria

Tour of Guangxi 2017: inarrestabile il colombiano

Tour of Guangxi 2017

Tour of Guangxi 2017: festeggia Gaviria

Tour of Guangxi 2017 show continuo di Fernando Gaviria, fenomeno colombiano della Quick Step Floors, che ha piazzato il terzo sigillo su tre tappe della corsa WorldTour cinese. Sul traguardo di Nanning il colombiano batte Walscheid (Team Sunweb) e Magnus Cort Nielsen (ORICA – Scott) consolidando la sua leadership anche in classifica generale.

Il percorso della Nanning-Nanning non prevedeva particolari difficoltà altimetriche e, come da previsione, dopo una serie di tentativi poco fortunati tra i quali quello più interessante è di  Matej Mohoric e Lawson Craddock, inevitabile, complice il lavoro delle squadre dei velocisti, è l’arrivo in volata.

“Questa mattina le mie  sensazioni non erano  eccellenti, poi le cose in corsa sono cambiate. Devo ringraziare i miei compagni di squadra che mi hanno protetto tutto il giorno in particolare Velits e Serry hanno lavorato per rinetrare sulla fuga di giornata e  Richeze che mi ha tirano negli ultimi 500 metri. Questa squadra è la mia seconda famiglia e sono contento di vivere queste vittorie con questo gruppo” ha dichiarato Gaviria.
Alle spalle dei primi tre ecco il nostro Niccolò Bonifazio della Bahrain-Merida con in settima posizione Matteo Pelucchi (Bora – Hansgrohe) e Andrea Guardini della UAE Team Emirates in ottava.

Come detto, in classifica generale, si consolida la prima posizione di Gaviria che però domani troverà un percorso non adatto per i velocisti con arrivo a Mashan Nongla Scenic Spot dopo 151 km, vediamo come cambierà la fisionomia della generale.

 

Vuelta Espana 2018: via con cronometro

Vuelta Espana 2018 la prima tappa sarà una cronometro individuale

Vuelta Espana 2018

Vuelta Espana 2018: il Centre Pompidou

Vuelta Espana 2018 vedrà come tappa di partenza una cronometro. Vi avevamo già informato nelle nostre indiscrezioni circa la corsa iberica che la prima tappa sarebbe stata contro l’orologio ma restava da verificare se si sarebbe trattato di una prova a squadre oppure individuale. Ora è stato ufficializzata la scelta della partenza con una prova individuale.

Secondo quanto riportato da Diario Sur la partenza da Malaga, in Andalusia, il prossimo 25 agosto dovrebbe  avvenire dal Centro di esposizioni del Pompidou per poi concludersi nelle vie del centro. Il direttore Javier Guillén è parso convinto della scelta che sicuramente garantirà fin da subito la giusta dose di fuochi artificiali. Non ci resta dunque che attendere l’edizione del 2018 che, con ogni probabilità, sarà strategica per definire l’avvicinamento dei Big al mondiale “per scalatori” di Innsbruck (Austria).

 

 

Marco Canola vince il criterium della Japan Cup

Marco Canola vince il criterium alla vigilia della Japan Cup

Marco Canola

Marco Canola

Marco Canola corridore vicentino della Nippo-Vini Fantini ha conquistato il criterium cittadino che dal 2010 anticipa la Japan Cup.  Da quando è stata istituito questo antipasto alla corsa mai nessun atleta italiano era riuscito ad imporsi sul circuito nipponico. Il criterium si è sviluppato su 17 giri da 2,25km ciascuno e ha visto in corsa anche lo spagnolo Alberto Contador.

La competizione è stata segnata da una caduta che ha scompigliato le carte in tavola del gruppo che si stata preparando per lo sprint. Nel marasma generale ad avere la meglio è stato Marco Canola che è partito lungo riuscendo ad anticipare nettamente lo spagnolo Juan José Lobato e l’olandese Bram Welten rispettivamente secondo e terzo.

 

Michael Bresciani positivo a un diuretico

Michael Bresciani positivo all’antidoping, non c’è pace per la Bardiani

Michael Bresciani

Michael Bresciani

Michael Bresciani della Bardiani-CSF è risultato positivo per un diuretico. Bresciani si è difeso sostenendo che la positività sia dovuta ad una contaminazione di cibo dovuta ad un farmaco (della madre) accidentalmente caduto nel piatto.

Non c’è proprio pace per la squadra di Bruno e Roberto Reberberi che, dopo i casi di positività di Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi già aveva ricevuto una durissimo colpo alla vigilia della partenza dello scorso Giro d’Italia e ora, come un fulmine a ciel sereno, arriva il caso Bresciani a scaldare gli animi. L’ingaggio di Michael Bresciani, proveniente dalla Zalf, fu dettato proprio dal licenziamento dal team dei due “positivi” e, per un gioco del destino, lo stesso corridore viene oggi trovato positivo anche se con modalità diverse. Il giovane corridore è stato, infatti, trovato positivo non ad una vera e propria sostanza dopante ma a quello che in gergo viene definita “una sostanza coprente”.

Triste la vicenda che Michael Bresciani sia stato “pizzicato” durante la prova del Campionato Italiano: in quel momento la Bardiani-CSF era sospesa dalle corse (proprio per i casi di positività pre-Giro) ma i corridori avevano avuto il via libera per correre individualmente la corsa tricolore.

Il corridore si è difeso in una intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha ricostruito i fatti: “mia madre assume il Lasix durante i pasti e, nel dividere la pastiglia, qualche parte deve essere finita per errore nel mio piatto. L’UCI sta valutando il mio caso – ha detto Bresciani – ma non credo di poter essere punito per qualcosa di diverso dalla negligenza”. In questo caso, oltre al corridore potrebbe essere pesantemente punita anche la squadra che, nel giro di 12 mesi, è stato coinvolta in 3 casi di positività.

Queste madri distratte?

Nel caso di positività di Michael Bresciani (sul quale non ci vogliamo esprimere se non ne riportare i fatti e le parole) torna alla ribalta il ruolo delle madri. Non vogliamo prendere posizioni troppo nette ma questa ricostruzione dei fatti ricorda molto la vicenda della tennista Sara Errani che ha “accusato” un farmaco della madre che ha contaminato il suo cibo. L’Errani, trovata positiva nel corso del 2017, se l’è cavata con due mesi di sospensione.

Ci auguriamo che le nostre madri siano un po’ meno distratte quando servono il cibo ai propri figli, un farmaco nella minestra può risultare indigesto…

 

Budget del Team Sky: quanto vale?

Budget Team Sky: cifre da capogiro!

Budget Team Sky quanto vale realmente?

Budget

Budget del Team Sky? infinito!

Che la squadra britannica sia la più ricca al mondo lo sappiamo tutti ma è possibile misurare con precisione il Budget? La normativa di oltre manica obbliga le squadre a rendere noti i propri bilanci e lo squadrone di Chris Froome e soci si deve, chiaramente, conformare con le disposizioni di Legge.
Per la stagione 2016 la formazione ha avuto a disposizione un budget complessivo superiore ai 35 milioni di euro. Se si considerano i valori che la formazione aveva a disposizione al suo ingresso nel mondo del ciclismo è possibile notare come le cifre siano praticamente raddoppiate in soli 6 anni.

Chiaramente il dominio finanziario della Sky non è propriamente ben visto dagli altri team e l’idea di introdurre un tetto salariale al fine di livellare il valore delle squadre è stata avanzata anche da Vincenzo Nibali.

Come è formato il Budget del Team Sky?

Sui valori sopra espressi cuba in modo evidente la quota parte espressa dagli sponsor di maglia; il team nato il 26 febbraio 2009 dall’idea di David Brailsford (ex dirigente della Federciclismo Britannica) incamera, infatti, quasi 27 milioni di euro dalla voce sponsorizzazioni.
I nomi principali che appaiono sulle divise di Chris Froome e compagni sono Sky UK, Sky Italia e Century Fox. A questo va aggiunto che Sky Uk detiene l’85% delle quote societarie, Century Fox il restante 15% mentre la componente Sky Italia è solamente un partner commerciale che appare con i suoi marchi sulle divise.

Accanto ai “top sponsor” contribuiscono, seppur in quota naturalmente minore, i partner tecnici: Pinarello che fornisce le formidabili Dogma F10, Rapha e Shimano che concorrono con altri 3,7 milioni circa.

Altra interessante fonte di entrate sono i premi che gli organizzatori versano ai britannici per partecipare alle corse: circa 2 milioni di euro.

Fin qui il capitolo delle entrate ma proviamo ad analizzare qualche numero sulle uscite del bilancio del Team Sky: se si osservano i valori economici (sempre relativi alla stagione sportiva 2016, gli ultimi a disposizione) si può osservare come, a fronte di un netto taglio alla voce “marketing” (scese sotto i 500.o00€), vi sia stato un incremento degli investimenti sulla ricerca scientifico-sportiva (circa 350.000 €).
Naturalmente la fetta più rilevante è destinata ai salari e stipendi che sfiorano i 28 milioni di euro.

La crescita di budget tra il 2015 e il 2016 è stata di ulteriori sette milioni e si attendono le cifre a consuntivo del 2017, naturalmente, considerando le cifre in gioco possiamo considerare il Team Sky una vera corazzata in termini di Budget che si ripercuote, poi, sui risultati sportivi che sono sotto gli occhi di tutti.

 

 

 

Team Sky vicino a Vincenzo Nibali?

Team Sky e Vincenzo Nibali? Solo fantamercato?

Team Sky

Team Sky e Vincenzo Nibali

Team Sky e Vincenzo Nibali? Questo matrimonio non s’ha da fare, avrebbe netto il bravo de I Promessi Sposi di Manzoniana penna. Eppure quella che oggi sembra una notizia da Fanta ciclismo, in passato è stata molto vicino ad essere realtà. Le strade del siciliano e del team britannico sono state molto vicino dall’incrociarsi.

“C’è stato un momento nel passato in cui avrei potuto trasferirmi nel Team Sky, anzi era quasi fatta” ha dichiarato lo squalo dello stretto. Il siciliano non è apparso assolutamente dispiaciuto del mancato trasferimento ed ha aggiunto “non è accaduto nulla in quanto il loro interesse si è raffreddato”. Ci verrebbe voglia di dire: e per fortuna. Sinceramente le caratteristiche del nostro campione non sappiamo quanto si sarebbero conciliate con la visione della squadra di Chris Froome.

E lo stesso Nibali, pur ammettendo che la squadra britannica è sicuramente quella al vertice del ciclismo mondiale, ha affermato “ogni team ha dei punti forti e dei punti deboli, il Team Sky è molto forte ma non sono sicuro che sarebbe stata una scelta adatta alle mie caratteristiche”.

Vincenzo Nibali ha poi parlato del budget della quadra inglese: “pare abbiano le tasche senza fondo, un budget da 30 milioni di euro è veramente qualcosa di enorme. Giustamente, avendo quelle disponibilità economiche, lavorano al meglio per creare la squadra più forte del pianeta. La cosa incredibile è che, volendo, possono permettersi dal miglior velocista al miglior scalatore sul mercato”. Il siciliano ha poi parato di un modello di Salary Cup per riportare equilibrio tra i team: “potrebbe avere un senso il limitare il numero di Big che una squadra può ingaggiare, con un tetto salariale si potrebbero ridurre i costi di gestione del ciclismo e rimettere equilibrio dal punto di vista finanziario tra le squadre”.

Davide Formolo perché lascia la Cannondale Drapac?

Davide Formolo svela i motivi dell’addio alla squadra americana

Davide Formolo

Davide Formolo

Davide Formolo nel 2018 sarà un compagno di squadra del tre volte Campione del Mondo Peter Sagan alla Bora Hansgrohe. Davide si è ben comportato in questa stagione vestendo la maglia della Cannondale Drapac e potrà diventare un prezioso aiuto per Rafal Majka nei grandi giri.

Quando ho saputo che il team poteva sparire è stato un momento molto brutto e carico di sofferenza, sono contento che ora abbiano trovato una soluzione ai problemi economici.

“ Cambiare team per me è stata una grande decisione che non ho preso a cuor leggero perché alla Cannondale Drapac sono cresciuto molto e mi sono tolto tante soddisfazioni. Era però giunto il momento di fare un salto di qualità alla ricerca di nuovi stimoli. La Bora Hansgrohe si è sviluppata molto velocemente come World Team e questo mi ha colpito. Ora sono lieto di iniziare una nuova sfida con loro”, ha dichiarato Davide Formolo.

 

 

Taiwan Challenge vittoria di Vincenzo Nibali

Taiwan Challenge corsa in altura, da 0 a 3275 metri vinta dallo squalo

Taiwan Challenge

Taiwan Challenge: vittoria di Nibali

Taiwan Challenge 2017 spettacolare corsa dell’estremo oriente ha visto la vittoria del nostro Vincenzo Nibali. Lo squalo dello stretto si è imposto in questa breve prova (solo 105km) ma che presentava un dislivello impressionate: ben 3275 metri.

La corsa, che porta dal mare alla montagna, presentava un percorso unico nel suo genere, pieno di asperità, in cui Vincenzo si è trovato a suo agio. C’è da dire che la concorrenza non era delle più agguerrite ma il siciliano ha inferto ben 1’30” di distacco ad Oscar Pujol ed addirittura 4 minuti e mezzo a John Ebsen.

Da segnalare che alla Taiwan Challenge ha preso parte anche l’indimenticabile campione del Mondo Cadel Evans che ha abbandonato da tempo la sua residenza in Svizzera per tornare nella terra natia e che si è classificato in decima posizione.

 

Mathieu Riebel muore dopo un incidente in corsa

Mathieu Riebel muore per una caduta al Tour de Nouvelle-Caledonie

Mathieu Riebel

Mathieu Riebel

Mathieu Riebel, ventenne francese della Shell Pacific è stato vittima di una terribile caduta durante la penultima tappa del Tour de Nouvelle-Calédonie (non facente parte del calendario UCI), lo schianto è costato la vita al corridore.

La corsa si stava dipanando lungo la discesa del Col de la Pirogue quando Mathieu Riebel, che si trovava nelle retrovie della corsa dopo aver atteso il compagno di squadra Erwan Brenterch per aiutarlo a rientrare dopo un problema meccanico, si è schiantato a circa 80 km/h contro un’ambulanza che stava procedendo in senso contrario alla corsa. Anche Brenterch è stato vittima dell’incidente ed è stato immediatamente trasportato in ospedale con una frattura ad una gamba ma per il povero Mathieu Riebel non c’è stato nulla da fare.

Mathieu era originario della Val D’Oise avrebbe compiuto 21 anni il prossimo 2 gennaio e vantava una vittoria al Campionato Francese Juniores nella Madison. Gli organizzatori della corsa hanno deciso di sospendere la gara in segno di lutto. L’ultima tappa sarà una “pedalata” per onorare la memoria del collega scomparso così prematuramente.

 

Stig Broeckx torna a visitare i compagni della Lotto

Stig Broeckx visita i compagni a oltre un anno dalla caduta la Giro del Belgio

Stig Broeckx

Stig Broeckx

Sfortunato corridore della Lotto Soudal caduto durante la penultima tappa del Giro del Belgio il 28 maggio 2016. Le lesioni subite nell’impatto furono terribili tanto che il corridore finì in coma vegetativo. Le speranze di miglioramento parevano nulle, tanto da far pensare in una irreversibilità della condizione clinica.

Il tempo, però, è stato amico del giovane belga che, grazie all’indomita forza di volontà, ha compiuto un immenso e insperato recupero, tanto da sorprendere lo staff medico che lo ha in cura.

La notizia più bella è della scorsa settimana quando Stig ha fatto visita ai suoi ex compagni di team durante un meeting organizzato dalla Lotto. Servaas Bingé, medico sociale della squadra, ha dichiarato “Sappiamo tutti che la situazione è apparsa fin dall’inizio disperata e vedere ora Stig tra i suoi amici sorridente è qualcosa di incredibile e fantastico. La serata è stata piacevole e penso costruttiva per tutti. La cosa meravigliosa e che dimostra la tenacia del ragazzo me l’ha confidata il padre: Stig nel periodo più intenso della riabilitazione era chiamato a pedalare per una mezz’ora al giorno ma, per poter pedalare più a lungo, a volte azzerava il timer!”.

Pare difficile un ritorno alle competizioni per Stig Broeckx, ma, pur con moltissima cautela, il dottore non ha completamente escluso che la cosa possa accadere