Giro di Sicilia torna dopo oltre 40 anni

Giro di Sicilia torna dopo 42 anni

Giro di Sicilia torna dopo oltre 40 anni e dal 2 al 3 al 6 aprile 2019 sarà trasmesso in diretta Tv da Rai Sport HD 

Giro di Sicilia il percorso

Giro di Sicilia il percorso

La Regione Siciliana e RCS Sport hanno siglato un accordo triennale che prevede, oltre a Il Giro di Sicilia, anche Giro d’Italia nel 2020 con tre tappe e la Grande Partenza della Corsa Rosa nel 2021. Dal 3 al 6 aprile la corsa a tappe sull’isola. Quattro frazioni con gran finale sull’Etna. Host Broadcaster della manifestazione sarà Rai, che trasmetterà su Rai Sport HD due ore di diretta ogni giorno. Saranno circa 100 i paesi collegati nel mondo.

Il ciclismo torna a casa. Dal 3 al 6 aprile, quattro tappe con partenza da Catania, traguardi a Milazzo, Palermo e Ragusa, e arrivo finale in vetta all’Etna, dal versante classico di Nicolosi. Altre partenze da Capo d’Orlando, Caltanissetta e Giardini Naxos. Dopo 42 anni riecco Il Giro di Sicilia, l’isola che è nel cuore del grande ciclismo. Grazie all’accordo triennale tra la Regione Siciliana e RCS Sport oltre a Il Giro di Sicilia, l’isola ospiterà anche tre tappe del Giro d’Italia nel 2020 e la Grande Partenza della Corsa Rosa nel 2021.

 

DICHIARAZIONI
Nello Musumeci
Presidente della Regione Siciliana, ha dichiarato: “Riportare nell’Isola, dopo ben 42 anni, una prestigiosa competizione ciclistica come Il Giro di Sicilia ci riempie d’orgoglio. Un’iniziativa che, oltre a proiettarci su un palcoscenico di primo livello, fortifica all’esterno l’immagine di una Regione che finalmente sta cominciando a riproporsi all’attenzione generale in ogni settore, compreso quello dello sport agonistico. L’accordo triennale sottoscritto dal mio Governo con RCS Sport va proprio in questa direzione e saprà assicurarci, in un crescendo, una forte visibilità e un’importante ricaduta in termini di presenza turistiche. Oltre a Il Giro di Sicilia, infatti, l’Isola tornerà a essere protagonista anche del Giro d’Italia, già con alcune tappe il prossimo anno. Nel 2021, invece, con la Corsa Rosa che partirà proprio dalla nostra Regione potremo ricevere l’attenzione di milioni di appassionati della nobile arte della pedalata. A loro, al di là delle emozioni della competizione, possiamo offrire percorsi unici e suggestivi e un panorama che, sono certo, non passerà inosservato e che saprà rivelarsi una cornice degna per una manifestazione tanto gloriosa”.

Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport, ha detto: “C’è stato un lungo lavoro di squadra con la Regione Siciliana per poter arrivare ad annunciare oggiquesto accordo triennale. Un progetto che ha una strategia ben precisa: riportare Il Giro di Sicilia ai suoi antichi splendori e nuovamente qui il Giro d’Italia nei prossimi anni. La Sicilia è una terra straordinaria, come il suo popolo, ricca di tradizione, storia, cultura, senza dimenticare il mare e l’ottimo cibo. La Sicilia è il luogo ideale, in tutte le stagioni, per andare in bicicletta e sono certo che, a tendere, si potranno proporre – oltre alla corse professionistiche – anche quelle amatoriali. Questo flusso crea sviluppo al turismo e diventa un volano per l’economia del territorio che le ospita”.

Elisabetta RipaAmministratore Delegato di Open Fiber, main sponsor dell’evento, ha sottolineato come: “Open Fiber è orgogliosa di accompagnare il ritorno e il rilancio di una manifestazione sportiva così importante. La nostra missione è connettere, attraverso una rete di telecomunicazioni integralmente in fibra ottica, tutte le aree del Paese: dalle città ai borghi meno popolati e più remoti, un po’ come una corsa ciclistica che attraversa i territori e soprattutto li unisce grazie ai valori dello sport. In Sicilia, fin dall’avvio delle nostre attività abbiamo trovato terreno fertile: istituzioni attente allo sviluppo tecnologico, imprese specializzate capaci di dare valore aggiunto al lavoro di Open Fiber, cittadini desiderosi di connettività e pronti a raccogliere la sfida della digitalizzazione. Non a caso Palermo e Catania sono tra le prime città d’Italia in cui abbiamo completato – in anticipo rispetto ai progetti – il nostro piano di cablaggio. Così come non è fortuito che uno dei primi clienti attivati nelle cosiddette aree bianche del Paese sia un abitante di San Giovanni La Punta (CT). Dare il nostro nome a Il Giro di Sicilia è quindi la naturale conseguenza di questo intenso e proficuo rapporto col territorio che – ne siamo sicuri – continuerà a restituirci ottimi risultati”.

 

PILLOLE DE IL GIRO DI SICILIA

  • Il Giro di Sicilia è una delle più antiche corse a tappe italiane: la prima edizione si svolse nel 1907, due anni prima dell’alba del Giro d’Italia.
  • Dal 1907 al 1977 si sono svolte 18 edizioni de Il Giro di Sicilia a tappe, tutte vinte da atleti italiani.
  • Il primo vincitore fu Carlo Galetti, che fece suoi i Giri d’Italia del 1910 e 1911.
  • L’ultimo vincitore de Il Giro di Sicilia fu Beppe Saronni, diciannovenne, nel 1977.

IL PERCORSO
Tappa n. 1 – CATANIA – MILAZZO – 165 km

Tappa quasi sempre pianeggiante a esclusione della scalata di Colle San Rizzo dopo Messina. Prima parte lungo la costa con lievi saliscendi e il breve intermezzo in salita a Taormina. GPM a Colle San Rizzo dopo Messina e quindi avvicinamento pianeggiante su strade larghe fino agli ultimi 10km interamente nella penisola di Milazzo.

Tappa n. 2 – CAPO D’ORLANDO – PALERMO – 236 km
Tappa divisa in tre parti ben distinte: pianeggiante, montagna, pianeggiante. Prima parte lungo la costa senza segnalazioni di rilevo. Seconda parte nell’entroterra in montagna fino a Geraci Siculo (GPM) e poi a Petralia Soprana. Si ridiscende fino alla costa dove la tappa prosegue pianeggiante su strade ampie fino all’arrivo di Palermo

Tappa n. 3 – CALTANISSETTA – RAGUSA – 188 km
Tappa che si snoda nell’interno della Sicilia con finale misto tra salita e discesa. É una tappa mossa altimetricamente e caratterizzata da un ininterrotto susseguirsi di curve per i primi 120 km. Si percorrono strade con carreggiata di larghezza variabile. Gli attraversamenti cittadini possono presentare tratti in pavé. Giunti a Vittoria, dove la strada spiana per alcune decine di km, si attraversano gli abitati di Vittoria e Comiso per affrontare la salita di Serra di Burgio che porta direttamente, dopo una veloce discesa, a Ragusa per il finale articolato nel centro cittadino.

Tappa n. 4 – GIARDINI NAXOS – ETNA (Nicolosi) – 119 km
Tappa divisa in due parti ben distinte: la prima che comporta il periplo dell’Etna con l’ascesa fino ai 1000 m di Maletto (GPM). Segue una lunga parte a scendere sempre attorno al vulcano fino alla base della salita finale che inizia a Nicolosi. Da segnalare che nel finale di corsa sono presenti diversi attraversamenti cittadini con carreggiata ristretta.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Matthews vince alla Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa alla Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della corsa spagnola davanti ad Alejandro Valverde, Thomas De Gendt mantiene la maglia di leader

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya con un finale degno di una grande classica. L’australiano ha preceduto il Campione del Mondo in carica Alejandro Valverde nel durissimo sprint in salita a Sant Feliu de Guíxols. Terza piazza per Daryl Impey che ha provato ad anticipare tutti lanciando lo sprint ma che non ha avuto le gambe per resistere al ritorno dei due.

Soddisfatto il corridore della Sunweb che, dopo aver assorbito i postumi della caduta rimediata alla Parigi-Nizza, riesce a conquistare il suo primo alloro nella stagione 2019.

A poco meno di quaranta chilometri dall’arrivo, il britannico Chris Froome è stato vittima di una brutta caduta che gli ha procurato una serie di abrasioni sul fianco destro perdendo anche molto terreno dai primi.

La maglia di leader resta sulle spalle del corridore della Lotto Soudal Thomas De Gendt con un margine di 2’47” su Alejandro Valverde e di 2’48” su Michael Matthews e Maximilian Schachmann.

 

 

 

 

 

 

Ilnur Zakarin si prepara per il Giro 2019

Ilnur Zakarin è pronto a battagliare alla corsa rosa

Ilnur Zakarin si prepara per tornare al Giro d’Italia 2019 dopo un anno di pausa e vuole competere per la vittoria finale

Ilnur Zakarin (fonte pagina facebook)

Ilnur Zakarin (fonte pagina facebook)

Illnur Zakarin ha avuto un piccolo incidente durante l’UAE Tour che ha un po’ rallentato la sua tabella di avvicinamento al Giro d’Italia 2019 ma ora, il forte corridore russo, sta riprendendo la condizione migliore come si è visto nel decimo posto conquistato alla Parigi-Nizza.

“Ora mi sento bene, ho avuto qualche problema al ginocchio dopo l’incidente negli Emirati Arabi ma ora mi sento bene” ha detto Zakarin ai microfoni ci cyclingnews.com prima della partenza della  Volta a Catalunya,

“Per me conquistare la top10 o, meglio ancora, la top5 qui in Catalunya sarebbe fantastico visto che il mio inizio di stagione è stato denso e travagliato. Dopo la prova catalana sarò a un training camp a Teide” ha spiegato il russo.

Nel piano di avvicinamento alla corsa rosa sono previsti la Liège-Bastogne-Liège e il Tour de Romandie prima, appunto, di provare l’attacco al Giro. Il rapporto con la corsa italiana è stato sempre intenso, nel 2016 Zakarin era in corsa per il podio ma poi fu vittima prima di un terribile incidente in discesa dal Colle dell’Agnello mentre era assieme al leader della corsa Steven Kruijswijk. Nel 2017 ha chiuso al quinto posto al Giro per poi ottenere un fantastico podio alla Vuelta a España.

“Mi piace molto la Giro, è una corsa davvero difficile, non solo quest’anno ma tutte le volte che l’ho corsa l’ho sempre trovato più aperto e interessante del Tour de France. Quest’anno ci saranno tanti big da Tom Dumoulin del Team Sunweb a Primoz Roglic della Jumbo-Visma ma voglio provare a dire la mia grazie all’aiuto del mio team” ha concluso il russo.

L’agenda di Illnur non è ancora completamente scritta e, dopo la corsa rosa, potrebbe valutare di provare a cimentarci con il Tour.

 

Roberto Petito: ho visto travolgere i miei ciclisti

Roberto Petito racconta l’incidente di domenica

Roberto Petito ex professionista racconta l’incidente che ha coinvolto la formazione allievi travolta da un’auto

Roberto Petito racconta l'incidente

Roberto Petito racconta l’incidente

Roberto Petito ex ciclista professionista attualmente gestisce una formazione giovanile, la ASD Civitavecchiese. Domenica il team Allievi seguito da Petito si stava allenando nelle campagne di Tarquinia assieme ad alcuni cicloamatori che si erano uniti al gruppo di giovani atleti quando un veicolo è sopraggiunto travolgendo i ciclisti.

Secondo le testimonianze un’auto che viaggiava contromano ha travolto i ragazzi del Gruppo Ciclistico dei Fratelli Petito rischiando di procurare una vera a propria strage.

Paura tra automobilisti e passanti che hanno assistito sbigottiti alla scena, in molti si sono fermati a prestare aiuti alle vittime dopo aver dato l’allarme.

Naturalmente sul posto sono intervenuti, oltre ai sanitari del 118 anche i carabinieri della stazione locale per i rilievi del caso. Le autorità hanno proceduto al  sequestro del veicolo e al conducente è stata ritirata la patente.

In sei sono rimasti lievemente feriti mentre per un atleta è stato necessario l’intervento dell’eliambulanza per trasportare il ferito in un primo momento a Belcolle, per poi essere trasferito al policlinico Gemelli.

“Ho assistito ad una scena che da genitore, tecnico e essere umano non avrei mai voluto vedere – ha raccontato Roberto Petito a La Gazzetta dello Sport – ero in auto con Fabio Bordonacchi. Stavano seguendo la nostra formazione allievi impegnata nel classico allenamento domenicale a cui si erano aggiunti alcuni amatori. Ad un certo punto una Golf è arrivata in senso contrario a folle velocità.  Abbiamo subito compreso che l’impatto sarebbe stato inevitabile, l’urto è stato violentissimo ho visto volare le bici e ho temuto in una strage. Appena sceso dall’auto ho pensato subito ai ragazzi che erano a terra tra pezzi di biciclette. Quello messo peggio era Massimiliano Piras socio e consigliere del team, aveva il viso coperto di sangue. Nell’impatto ha riportato la frattura della tibia e del perone oltre che di una vertebra e qualche costola. E’ una fortuna che possa raccontare dell’incidente, temevo il peggio”.

Secondo varie fonti, pare che la persona che ha investito il gruppo abbia precedenti per l’alta velocità e che già in precedenza si era reso protagonista di manovre azzardate.

L’episodio richiama l’attenzione sulla sicurezza dei ciclisti troppo spesso dimenticata:

“La bicicletta esiste da oltre due secoli e non morirà domani, la bici è un mezzo di trasporto ideale per snellire il traffico ma c’è bisogno di quella sicurezza che oggi non c’è. Stavamo viaggiando in fila indiana su una strada rurale e zero traffico ed è arrivato uno e ha fatto strike. Bisognerebbe andare a vedere cosa fanno gli altri paese, Svizzera, Austria e Francia confinano con l’Italia e hanno protocolli da copiare” ha detto Roberto Petito.

NIPPO Vini Fantini Faizanè alla Coppi e Bartali

Nippo occhi puntati sulla Coppi & Bartali

NIPPO Vini Fantini Faizanè, il Team #OrangeBlue è pronto per affrontare la Settimana Internazionale Coppi e Bartali

Nippo alla Coppi & Bartali

Nippo alla Coppi & Bartali

Sette atleti per 5 giornate di corsa. Marco Canola e Nicola Bagioli i leader nelle tappe miste, Damiano Cima la ruota veloce, Alejandro Osorio alla sua prima europea con il team, Filippo Zaccanti e Ivan Santaromita di rientro dagli infortuni e Joan Bou pronto a supportare i compagni.

Settimana tutta italiana per il team NIPPO Vini Fantini Faizanè che potrà concentrarsi sulla “Settimana Internazionale Coppi e Bartali”. 5 giornate di corsa, con la prima giornata come di consueto composta da due semi-tappe. 7 gli atleti #OrangeBlue al via insieme a 5 formazioni World Tour, la nazionale italiana, 8 team Professionale e alcune squadre di livello Continental.
LA FORMAZIONE #ORANGEBLUE.

Saranno 7 gli atleti al via della prima tappa a Gatteo a Mare. Marco Canola eNicola Bagioli le certezze negli arrivi misti, con il primo reduce dalla caduta occorsa in Belgio, ma in ripresa. Grande curiosità per Alejandro Osorio, lo scalatore colombiano neo-professionista partito molto bene nelle competizioni Sud Americane di inizio anno. Damiano Cima potrebbe trovare spazio negli arrivi in volata oltre al consueto prezioso lavoro per i suoi compagni di squadra, lavoro nel quale sarà impegnato anche Joan Bou. Grande attesa per il rientro dei due scalatori italiani Filippo Zaccanti e Ivan Santaromita. Il primo è fermo ai box dal Trofeo Laigueglia dove a fermarlo era stata la frattura della mano. Rientro anche per Ivan Santaromita fermo dal GP di Larciano dove anche per lui c’era stata una caduta con infortunio alla mano, senza fratture ma una forte contusione con interessamento dei legamenti.

In ammiraglia la coppia di direttori sportivi Mario Manzoni e Alessandro Donati.

La formazione completa: Marco Canola, Nicola Bagioli, Alejandro Osorio, Filippo Zaccanti, Damiano Cima, Ivan Santaromita, Joan Bou.
Queste le parole del DS Manzoni alla vigilia di questo importante appuntamento:

“Siamo alla vigilia di una gara importante, la prima gara a tappe del calendario italiano. Siamo curiosi di vedere il giovane Alejandro Osorio confrontarsi con noi nella sua prima corsa europea dopo aver fatto molto bene in Sud America a inizio stagione, ma abbiamo anche importanti certezze come Marco Canola, che nonostante la caduta in Belgio dovrebbe essere pienamente recuperato, come Nicola Bagioli ottimo per i percorsi misti e come Damiano Cima, nostra ruota veloce. Joan Bou sarà un importante uomo squadra anche in vista della crono. I nostri due scalatori italiani Zaccanti e Santaromita rientrano entrambi da un infortunio, Zaccanti dalla frattura alla mano occorsa al Laigueglia ma saranno per noi subito importanti. Abbiamo una bella formazione adatta ad ogni percorso e siamo molto motivati.”

Per i numerosi appassionati italiani sarà possibile seguire tutti gli highlights della gara in differita dalle ore 17.30 su Raisport e per tutti i tifosi anche internazionali sulla pagina Facebook ufficiale del team in collaborazione con PMG Sport.

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.

Giro della Catalogna 2019, fuga di De Gendt

Giro della Catalogna 2019 prima tappa a De Gendt

Giro della Catalogna 2019 nella prima tappa adattissima alle fughe arriva la vittoria di Thomas De Gendt della Lotto Soudal

Giro della Catalogna 2019 vince De Gendt

Giro della Catalogna 2019 vince De Gendt

Giro della Catalogna 2019, la corsa iberica sempre interessante presenta una prima frazione di 162 km con ben cinque Gran Premi della Montagna da affrontare di cui l’ultimo a meno di venti chilometri dall’arrivo.

Una frazione adatta alle imboscate e alle fughe e, infatti, poco dopo la partenza di Calella sei atleti decidono di abbandonare il gruppo e cercare la gloria di giornata.

Tra i fuggiaschi anche Thomas De Gendt della Lotto Soudal che ha costruito negli anni la fama di corridore votato all’attacco.

Ai meno sessanta dall’arrivo De Gendt decide di abbandonare la compagnia e allungare resistendo, complice il tardivo inseguimento del gruppo.

Per l’atleta della Lotto Soudal si tratta della quarta vittoria in carriera nella gara a tappe spagnola e, naturalmente, va anche ad indossare la maglia di leader della generale.

Il gruppo giunge con oltre due minuti e mezzo di ritardo, anticipato per qualche secondo da Maximilian Schachmann della Bora-Hansgrohe mentre è Grega Bole della Bahrain-Merida a regolare tutti gli altri. Decimo posto per l’italiano Damiano Caruso (Bahrain-Merida).

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal con la vittoria alla Parigi-Nizza per il giovane talento colombiano del Team Sky. 

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

La Tirreno-Adriatico in Italia e la Paris-Nice in Francia hanno rappresentato due test importanti per i corridori che si candidano a essere protagonisti nei Grandi Giri (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta Espana) della stagione 2019.

Dalla Francia è arrivata una soddisfazione importante per Sidi che ha vinto la Paris-Nice (disputata dal 10 al 17 marzo) con Egan Bernal. Ci si attende molto dalla stagione del giovane talento colombiano del Team Sky e Bernal, fin dalle battute iniziali di questo 2019, non sta tradendo le aspettative riposte in lui.

La breve ma impegnativa corsa a tappe francese ha regalato un bellissimo testa a testa tutto colombiano tra il giovane Bernal, in maglia gialla dopo la 7a tappa con arrivo sul Col de Turini, e il più esperto Nairo Quintana (Movistar). Quintana che nell’ultima frazione ha provato a mettere in difficoltà fino alla fine il giovane connazionale attaccandolo e andando in fuga, ma Bernal anche grazie al supporto dei compagni di squadra ha amministrato bene il proprio vantaggio e alla fine è riuscito ad aggiudicarsi questa prestigiosa vittoria. Primo Egan Bernal (Tem Sky), secondo Nairo Quintana (Movistar) a 39” e terzo Michal Kwiatkowski (Team Sky) a 1’.03”; è quesa la classifica finale della Paris-Nice 2019.

Per Egan Bernal che sarà il capitano del Team Sky al Giro d’Italia, dove l’obiettivo e il sogno sono la maglia rosa, si tratta della prima vittoria stagionale. Sidi ha così potuto festeggiare sul podio di Nizza ben due atleti, oltre a Bernal anche il polacco Kwiatkowski, terzo, che tra l’altro dopo la quarta tappa ha indossato la maglia gialla di leader per tre giorni.

Egan Bernal e anche Michal Kwiatkowski per costruire le loro imprese possono contare sul supporto di Sidi. Egan Bernal ha scelto Sidi Shot mentre per Michal Kwiatkowski c’è la scarpa Sidi Wire 2 Carbon. Sono questi i due modelli che per caratteristiche tecniche, performance e design rappresentano il top della collezione Sidi 2019 per il ciclismo su strada. Scopri di più su questi modelli sul nostro sito: https://sidi.com/it 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Paolo Baccio vince la crono di Montecassiano

Paolo Baccio vince la crono di Montecassiano

Paolo Baccio del Team Colpack  vince la crono di tredici chilometri di Montecassiano abbinata al 1° Trofeo Tris Stampi

Paolo Baccio del Team Colpack

Paolo Baccio del Team Colpack

Una vittoria e un secondo posto è il bottino di giornata del Team Colpack impegnato su due diversi fronti.

Il siciliano Paolo Baccio, unico rappresentante della formazione orobica alla cronometro di Montecassiano (MC), abbinata al 1° Trofeo Tris Stampi, ha sbaragliato tutta la concorrenza percorrendo i 13 chilometri del tracciato marchigiano in 18’41” alla media di 41,748 km/h. Si è lasciato alle spalle in classifica di 7 secondi Michele Corradini (Team Fortebraccio) e di 8 secondi il colombiano Einer Rubio (Aran Cucine Vejus).

L’altro impegno di giornata era quello con le Strade Bianche di Romagna a Mordano (BO). La gara non si era messa bene, con la Colpack che si è fatta sfuggire una fuga di 13 uomini ed è stata costretta a inseguire. Gran lavoro di tutto il team diretto da Antonio Bevilacqua che a una ventina di chilometri dall’arrivo è andato a chiudere sui fuggitivi. Nel finale sono evasi tre corridori che sono andati poi a giocarsi il successo in volata. Vittoria per il piemontese Matteo Sobrero (Dimension Data for Qhubeka) che allo sprint ha battuto proprio Jalel Duranti del Team Colpack che si è dovuto accontentare della piazza d’onore. Terzo posto per Daniel Smarzaro della General Store. Sesto posto di Filippo Rocchetti, nono Andrea Toniatti.

La squadra del presidente Beppe Colleoni sarà ancora a Monteccasiano dove è in programma il 59° Gran Premio San Giuseppe, mentre un’altra parte del team affronterà il 1° Trofeo Dalle Alpi al Mare Cuneo – Imperia.

Fabio Aru si opera, niente Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera e salterà il Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera per una costrizione dell’arteria iliaca della gamba sinistra e sarà costretto a saltare il Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera, pare non finire mai il momento nero del corridore sardo, niente Volta a Catalunya e soprattutto niente Giro d’Italia 2019 per l’atleta della UAE Team Emirates. Insomma una brutta notizia per Fabio che però potrebbe essere la via per uscire da quel tunnel in cui pare essersi infilato da troppo tempo.

Sacrificare la corsa rosa per provare a risolvere le continue difficoltà fisiche degli ultimi tempi? Pare di si e pare una scelta giusta visto che gli esami a cui Fabio Aru si è recentemente sottoposto hanno evidenziato una costrizione dell’arteria iliaca della gamba sinistra che genera problemi al corretto afflusso di sangue durante gli sforzi.

Sarà quindi necessario che il ciclista sardo venga sottoposto ad un intervento di angioplastica che verrà eseguito presso l’Ospedale di Prato. I tempi di recupero non saranno brevi e si stimano attorno ai quattro mesi.