Bottecchia e Androni Giocattoli Sidermec insieme

Bottecchia e Androni Giocattoli continua la collaborazione

Bottecchia e Androni Giocattoli continua la collaborazione anche per il 2019 arrivando a tre stagioni consecutive di collaborazione

Bottecchia e Androni Giocattoli

Bottecchia e Androni Giocattoli

Bottecchia e Androni Giocattoli continuano lungo la strada della collaborazione anche per la stagione 2019 portando così a 3 gli anni di partnership tra le due realtà. L’annuncio è di qualche giorno fa a seguito della vittoria di Ivan Sosa all’Adriatica Ionica Race.

Il trionfo del giovane scalatore colombiano sul Giau in sella alla Emme 4 Squadra frutto del lavoro de laboratorio Red Lab è l’immagine della positività del rapporto fra il team e uno dei marchi storici del ciclismo

Felice Marco Bellini, responsabile marketing e sponsor di Androni Giocattoli Sidermec: “Sarà il terzo anno con Bottecchia, un rapporto che si basa sulla reciproca soddisfazione grazie allo splendido lavoro svolto staff di Bottecchia Reparto Corse, coronato con un grande Giro d’Italia”.

Altrettanta soddisfazione nelle parole dell’AD di Bottecchia, Diego Turato: “La stagione ci sta regalando risultati esaltanti e grande visibilità, avremmo meritato una vittoria di tappa al Giro d’Italia 2018 che sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta. Siamo molto contenti di questa partnership”

La Emme 4 Squadra in dotazione al Team sarà il punto cardine del rapporto secondo le parole di Turato: “continueremo con ulteriori sviluppi sul telaio

Il Ceo di Bottecchia punta l’attenzione sugli aspetti tecnici legati alla bici, la Emme 4 Squadra, che dall’inizio 2018 è in dotazione al team con “l’obiettivo di fornire il miglior prodotto possibile ai corridori e andare avanti con un progetto che guarda ad un telaio sempre più performante. Un grande piacere sono i continue feedback positivi che ci stanno giungendo dagli stessi atleti che usano i nostri mezzi quotidianamente in gara e allenamento.

Non poteva mancare il pensiero del team manager dei campioni d’Italia Gianni Savio: «E’ bello che l’ufficializzazione della partnership sia arrivata in coincidenza di un successo di prestigio come quello di Ivan Sosa. Ivan, che ha trionfato usando una Emme 4 Squadra, mi ricorda molto Nelson Rodríguez Serna detto Cacaíto  che proprio su di una Bottecchia nel 1994 vinse una delle tappe regine del Tour de France precedendo Ugrumov e Pantani”.

Armstrong antidoping costoso e infruttuoso

Armstrong antidoping costa troppo e non da risultati

Armstrong antidoping poco utile, il texano noto per aver creato uno dei sistemi di doping più organizzato al mondo sottolinea l’inefficacia delle norme contro le sostanze vietata

Armstrong antidoping

Armstrong antidoping

Armstrong antidoping poco utile! L’ex professionista ormai caduto in disgrazia, che ha ammesso di essere stato al centro di uno dei programmi di doping più intricato nella storia dello sport mondiale ha dichiarato in una intervista a velonews che il sistema antidoping non funziona.

“So che sembrerà terribile sentire da me queste parole, ma seriamente, a volte penso che dobbiamo smettere di credere cosi duramente nell’antidoping“. Questa è stata la risposta data dal texano alla domanda sulle continue controversie che il mondo del ciclismo attraversa in materia di doping.

“Primo, non funziona. In secondo luogo, non riceviamo alcun credito per queste audaci iniziative, rispetto ad altri sport. Terzo, costa un sacco di soldi per pochissimi risultati ” ha rincarato la dose il corridore di Austin.

Lance Armstrong che aveva vinto sette Tours de France prima di vederseli annullare a causa delle notissime vicende che lo hanno visto come principale protagonista dello scandalo US Postal Service non le manda a dire e, come di consueto prende posizioni assolutamente forti:  “Ora sento che alcune persone stanno parlando della cessazione dei TUE. Ma la maggior parte degli altri sport può utilizzare tantissime sostanze che nel ciclismo sono illegali. Insomma prendete Tony Romo (ex quarterback dei Dallas Cowboys) lui ha potuto assumere del cortisone prima di una gara, nel ciclismo nessuno può farlo”.

Quella di Lance Armstrong è da sempre una figura controversa, fin dalle corse adolescenziali, passando per la storia miracolosa della rinascita dal cancro alle polveri dell’annullamento dei sette Tour de France vinti. Lance è passato da essere un simbolo positivo (o presuto tale) ad essere l’icona del male dello sport: “Questo genere di cose accade in tutti i tipi di percorsi della vita – che siano io, i russi o una statua confederata. I simboli vengono attaccati per far sembrare buoni i regolatori, ma il vero problema non sta davvero sparendo ”

 

 

Israel Cycling Academy al Giro lista dei partenti

Israel Cycling Academy al Giro come squadre “di casa”

Israel Cycling Academy al Giro d’Italia sarà una delle gradite novità, il team manager Kjell Carlström ha deciso di puntare su Kristian Sbaragli per le volate

Israel Cycling Academy al Giro d'Italia

Israel Cycling Academy al Giro d’Italia

Israel Cycling Academy al Giro d’Italia sarà una delle più attese per via di essere il team “di casa” alla partenza da Gerusalemme. 

Fin dall’annuncio della partecipazione erano  stati confermati al via i nomi  quelli del canadese Guillaume Boivin, del belga Ben Hermans, del lettone Krists Neilands e dello spagnolo Rubén Plaza.

Ai corridori sopra citati si sono aggiunti gli ultimi quattro elementi: l’australiano Zakkari Dempster, che fungerà da prezioso gregario in pianura, l’italiano Kristian Sbaragli, che sarà il velocista della selezione, e, a sorpresa, ben due corridori israeliani, vale a dire Guy Niv e Guy Sagiv. Secondo le dichiarazioni delle passate settimane solo un posto era riservato ad atleti del paese mediorientale.

La decisione è stata di senso opposto ed è stata spiegata dal team manager Kjell Carlström: «La Israel Cycling Academy ha dato una scossa all’ambiente ciclistico israeliano. Niv e Sagiv sono cresciuti moltissimo negli ultimi mesi e portarli entrambi al Giro può sicuramente rappresentare un rischio. Potevamo portare una formazione di maggior qualità ma sappiamo che entrambi daranno il massimo per aiutare i compagni».

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa di aver fatto uso di corticoidi nel corso della sua carriera per un periodo abbastanza lungo, l’ammissione nella sua autobiografia

Lieuwe Westra

Lieuwe Westr

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi durante la sua carriera e lo fa in alcune pagine della sua autobiografia che a breve arriverà nelle librerie mondiali “Het Beest, het wielerleven van Lieuwe Westra” (La Bestia, la vida in bicicletta di Lieuwe Westra). Il corridore olandese non ha precisato a quale momento della sua carriera si faccia riferimento ma ha sottolineato come che l’utilizzo è stato prolungato nel tempo, probabilmente partendo sin dal suo primo anno di professionismo, quando capì che per poter competere a livello alto.

“Ho sofferto di problemi al ginocchio per anni – ha dichiarato – Questo mi ha permesso di prendere del cortisone nei momenti importanti della stagione. Dovevamo essere performanti e alla dirigenza non importava, l’importante è che non venivamo presi. Beata ignoranza”.

Va detto che l’olandese non è mai risultato positivo ad alcun controllo antidoping anche se, per stessa ammissione del campione nazionale a cronometro 2012 e 2013, “per essere buoni corridori bisognava essere al limite di ciò che era permesso”..

Lieuwe Westra avrebbe dunque goduto delle Autorizzazioni per Uso Terapeutico, le cosiddette TUE o AUT che dallo scorso anno sono particolarmente al centro delle polemiche in seguito alle rivelazioni di Fancy Bears sull’utilizzo da parte di Bradley Wiggins e Chris Froome. Nel caso dell’olandese parrebbe che queste siano state utilizzate per  migliorare la performance e non per curare o alleviare dei sintormi.

“Ho iniettato queste sostanza nel mio corpo per poter andare più forte, per ottenere dei premi e ricevere dei complimenti. Durante il mio primo anno da professionista ho capito che non era possibile vincere con il solo allenamento. Se vuoi giocare con i grandi devi trovare i limiti del concesso”.

Ritiratosi lo scorso anno, il 35enne ha corso per due sole squadre da pro, la Vacansoleil dal 2009 al 2013 e la Astana, dal 2014 al 2016.

Garmin Edge 520 plus: GPS bike computer

Garmin Edge 520 plus: il nuovo bike computer

Garmin Edge 520 plus un prodotto innovativo e ricco di funzioni per gli amanti delle due ruote che non vogliono rinunciare alla sicurezza

Garmin Edge 520 plus

Garmin Edge 520 plus

Garmin Edge 520 plus è il nuovo GPS bike computer che va ad integrare le funzioni di navigazione con le più performanti funzionalità di tracciamento dell’attività, oltre che aver precaricata la cartografia Garmin Cycle Map

Garmin Edge 520 Plus è compatibile con lo store Connect IQ™ e integra le innovative app Training Peaks e Best Bike Split che consentono la programmazione giorno per giorno delle attività e la creazione di allenamenti

Se sincronizzato con i sensori radar Varia™, tra cui l’ultimo arrivato RTL510, il GPS bike computer Garmin Edge 520 Plus garantisce ancora più sicurezza in strada in caso di avvicinamento di un veicolo.

Il nuovo prodotto di Garmin è dotato di display a colori da 2.3” pollici, perfettamente leggibile anche sotto la luce diretta del sole. Ha un’interfaccia intuitiva e di immediato utilizzo.

 Il GPS, compatibile anche con il sistema satellitare russo GLONASS, e l’altimetro integrati assicurano una rilevazione assolutamente precisa dei dati di velocità, distanza e altitudine percorse.

 Sul dispositivo è caricato il Trendline™, una innovativa funzione che sfruttando il database di Garmin Connect (miliardi di km, caricati negli anni da milioni di utenti Garmin nel mondo)indicherà gli itinerari più praticati e quindi più sicuri da percorrere. E’ possibile scegliere tra percorso su strada, su sterrato o gravel, con la sicurezza di avere sempre indicazioni affidabili e precise.

Sul nuovo Edge 520 Plus è poi presente la funzione importantissima di Incident Detection: il dispositivo è in grado di riconoscere automaticamente – grazie all’accelerometro integrato – un eventuale incidente o avaria della bici e quindi di inviare ai numeri di emergenza preimpostati un SMS con la vostra esatta posizione. La batteria del nuovo Garmin Edge 520 Plus ha un’autonomia fino a 15 ore.

 

 

Androni Giocattoli rinnova la anche per il 2019

Androni Giocattoli rinnova la sponsorizzazione anche per il 2019

Androni Giocattoli azienda di Varallo Pombia rinnova la sponsorizzazione anche per il 2019 con il team di Gianni Savio

Androni Giocattoli

Androni Giocattoli

Androni Giocattoli e Gianni Savio continueranno a collaborare anche per la stagione 2019. E’ ormai un legame consolidato quello tra l’azienda con sede a Varallo Pombia (NO) e il sodalizio italiano di categoria Professional. Quest’anno, dopo due anni di assenza, la formazione tornerà a mettere in mostra i propri colori al Giro d’Italia.

E’ davvero un bell’esempio di longevità quello della sponsorizzazione tra l’azienda produttrice di giocattoli e la formazione di Savio che dura ormai da ben 12 stagioni. Accanto al marchio  Androni attualmente sono presenti Sidermec e Bottecchia mentre in precedenza la sponsorizzazione era condivisa come Selle Italia e Serramenti Diquigiovanni,

La licenza sportiva è attiva dal 1996, sempre sotto la direzione di Gianni Savio, tra i Grandi Giri ha preso parte solo al Giro d’Italia ottenendo l’importante numero di quattordici vittorie di tappa e di ben  tre successi nella classifica scalatori.

Soddisfazione sul proseguimento del rapporto è stata espressa da Gianni Savio: “Con le varie formazioni sponsorizzate Androni Giocattoli, abbiamo ottenuto tante vittorie a livello internazionale e scoperto giovani talenti e abbiamo anche rilanciato corridori importanti come il compianto Michele Scarponi e Franco Pellizotti, che ci ha regalato una splendida maglia tricolore. Abbiamo vinto cinque delle dieci edizioni sinora disputate del Campionato Italiano a squadre e siamo orgogliosi di portare lo scudetto sulle nostre maglie”.

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre

Niki Terpstra conquista il Fiandre con una grande azione

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre con una azione ai meno 27 km dal traguardo rispondendo ad un attacco del nostro Vincenzo Nibali

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre, l’olandese della Quick-Step Floors è uscito dal gruppo dei migliori a 27 km dal traguardo. La miccia è stata accesa da un grintoso Vincenzo Nibali che ha provato ad attaccare. Niki ha poi staccato il corridore l siciliano della Bahrain-Merida e sull’Oude-Kwaremont (ai meno 18 dall’arrivo) ha raggiunto  tre corridori che erano in avanscoperta: Dylan Van Baarle (Sky), Sebastian Langeveld (EF Education First-Drapac) e Mads Pedersen (Trek-Segafredo)

In cima al Paterberg, ultimo muro di giornata ai -14 chilometri dall’arrivo ci ha provato Peter Sagan che è uscito dal drappello dei migliori per cercare di riportarsi sui battistrada ma nemmeno il tre volte Campione del Mondo è riuscito a raggiungere la testa della corsa (in quel momento il distacco era superiore ai trenta secondi).

Per Niki il Giro delle Fiandre si somma  alla conquista della  Parigi-Roubaix del 2014 in un palmarès che diventa di gran rilievo, e che la scorsa settimana si era arricchito della E3 di Harelbeke.

Il secondo posto di giornata è stato conquistato dal giovane danese Pedersen, che è riuscito a respingere il ritorno del gruppetto, chiudendo a 12″ da Niki Terpstra. Terza piazza per Philippe Gilbert (Quick-Step) che ha preceduto  Michael Valgren (Astana) centrando poi il podio a 16″, mentre il danese ha chiuso quarto a 19″. A 24″ il gruppetto con Greg Van Avermaet (BMC) che ha vinto la volata per il quinto posto su Sagan, Jasper Stuyven (Trek), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Véranda’s Willems-Crelan) e Zdenek Stybar (Quick-Step).

 

GP Miguel Indurain 2018: inarrestabile Valverde

GP Miguel Indurain 2018 ennesimo trionfo dell’iberico

GP Miguel Indurain 2018 nella semiclassica navarra ancora a segno il Alejandro Valverde a quattro anni dalla precedente affermazione

GP Miguel Indurain 2018: vince Valverde

GP Miguel Indurain 2018: vince Valverde

GP Miguel Indurain 2018, semiclassica in territorio navarro che fa da preludio alla Vuelta al Pais Vasco rispetta i pronostici dell’avvio che prevedevano l’affermazione di Alejandro Valverde. E’ proprio lo spagnolo a trionfare in un inizio anno davvero super per il murciano che torna a primeggiare nella corsa a quattro anni dalla precedente affermazione.

Nei 186 km della corsa con partenza ed arrivo a Estella è la Movistar a dettare legge. Dopo un fuga iniziare agilmente ripresa dalla squadra spagnola ai meno 40 chilometri dal traguardo a provarci è Carlos Betancur e, appena il colombiano viene ripreso dal gruppo qualche chilometro più avanti, ecco partire Valverde

Inizialmente Lilian Calmejane della Direct Energie)sembra potersi portare sul fuggitivo ma ma un secondo attacco dell’Imbatido stoppa sul nascere  ogni velleità di rientro e vale l’ennesima affermazione personale. Alle spalle di Valverde ecco il colombiano Carlos Verona della Quick Step Floors, mentre in terza piazza giunge Nick Schultz della Caja Rural-RGA.

Con il successo al GP Miguel Indurain 2018, Valverde conquista  la nona vittoria in soli due mesi di gare dimostrando una condizione psicofisica davvero eccellente.

Matej Mohoric vince a Larciano staccando tutti in discesa

Matej Mohoric vince il GP Industria e Artigianato di Larciano

Matej Mohoric vince il GP Industria e Artigianato di Larciano staccando tutti in discesa, alle sue spella Marco Canola e Davide Ballerini

Matej Mohoric vince

Matej Mohoric vince

Matej Mohoric vince il 41esimo GP Industria e Artigianato di Larciano. Lo sloveno della Bahrain-Merida ha portato un attaccato lungo la discesa del San Baronto imponendo le sue grandi doti nella disciplina. Matej è riuscito a staccare il gruppetto di testa che si era formato durante la salita. Il gruppo all’inseguimento dello sloveno si è rinfoltito e ha provato a mettersi all’inseguimento del fuggitivo ma senza alcun esito.

E’ poi partito Marco Canola, che  si è posto da solo all’inseguimento lungo la discesa, dando vita a una sfida appassionante sul lungo rettilineo finale di Larciano, sfida destinata però per lui a essere persa.

Mohoric ha chiuso con 3″ sul corridore della Nippo-Vini Fantini. Poco dietro, a 11″ da Matej, il primo gruppetto è stato regolato in volata da Davide Ballerini (Androni-Sidermec), che peraltro era stato all’attacco in precedenza ma ha tenuto abbastanza energie per sprintare. Alle spalle di Ballerini nell’ordine Sean De Bie (Véranda’s Willems-Crelan), Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM), Giovanni Visconti (Bahrain), Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Daryl Impey (Mitchelton-Scott), Francesco Gavazzi (Androni) e German Tivani (Trevigiani Phonix-Hemus 1896).

Time Alpe d’Huez 01 e 21: tutte le informazioni

 

Time Alpe d’Huez 01 e 21: telai in carbonio speciale

Time Alpe d’Huez 01 e 21 prodotti dal Gruppo Rossignol presenta un nuovo e speciale tipo di carbonio

Time Alpe d’Huez

Time Alpe d’Huez

Time Alpe d’Huez 01 e 21 sono due chicche offerta da Time, azienda francese, entrata a far parte del gruppo Rossignol che sta gettando solide basi per uno sviluppo tecnologico.

Time, nota per la produzione di pedali, si sta specializzando su ottimi telai grazie alla ricerca e lo sviluppo di fibra di carbonio realizzato tutto all’interno dell’azienda francese.

L’obiettivo del marchio è lo sviluppo di geometrie e materiali con un approccio “totale” sul prodotto: nuove idee e immaginazione per modificare l’approccio alla produzione.

Presentati di recente i modelli Time Alpe d’Huez con un evento in Francia il marketing manager della casa francese, Lucie Croissant, ha dichiarato: “Parliamo di telai leggeri ma soprattutto di telai efficienti e l’efficienza è ancor più prioritaria della leggerezza.

Efficienza vuol dire una resa ottimale su tutti i terreni, risposta alla pedalata ma anche capacità di affrontare una discesa andando forte perché la geometria è quella giusta. Poi parliamo anche di materiali, ottimizzati per l’uso che ne dobbiamo fare in un telaio da corsa”.

Time ha dunque presentato due diversi telai caratterizzati da un numero: Alpe d’Huez 01 e Alpe d’Huez 21. Il prodotto top di gamma è lo 01 ma il secondo viene proposto con a un prezzo più abbordabile e con soluzioni meno ricercate che possono incontrare l’interesse di una fascia più ampia di utenti.

Alpe d’Huez 01 ha un peso di tutto rispetto: 840 grammi ma l’azienda ci tiene a sottolineare cheil rapporto peso e rigidità di un bel po’ di punti percentuali e quel che ne risulta è una bicicletta anche molto confortevole.

Time Alpe d’Huez: il carbonio la fa da padrone

Parlando dei telai Time non si può prescindere dalla speciale fibra di carbonio sviluppata dall’azienda francese. La lavorazione parte da un “filato” con cui si procede a una tessitura come per un calza (con macchinari che ricordano quelli di un maglificio) producendo una trama perfetta con particolare attenzione allo spessore della fibra di carbonio.

Nella produzione vengono impiegati anche Vectran e Kevlar, il primo (posizionato in quattro punti specifici del telaio) dà un supporto funzionale all’assorbimento delle vibrazioni ed è, il secondo aiuta alla resistenza e nell’Alpe d’Huez 01 è impiegato unicamente nella forcella.

E’ interessante sottolineare come il materiale che funge da “collante” per le fibre di carbonio viene inserito a pressione dopo che la “calza” è stata creata.

Questo meccanismo, spiegano alla Time, consente di eliminare la presenza di aria nei filamenti aumentando la qualità del prodotto. Stiamo dunque parlando di un lavoro di assoluta precisione che la Time stima in 22 ore di lavorazione per la trasformazione di circa tre chilometri di filato di fibre carbonio in un telaio ultramoderno.

Rispetto alla Scylon la Alpe d’Huez 01 si pone differentemente anche dal punto di vista delle geometrie con uno sterzo più basso e un tubo piantone che, grazie alla tecnologia Directlink, ha un’inclinazione arretrata di un grado e mezzo rispetto agli altri modelli che consente di avere il reggisella perfettamente in linea col piantone.

L’utilizzo della forcella Aktiv (realizzata per smorzare le vibrazioni) aumenta il confort e riduce le vibrazioni di circa il 30%.

La serie sterzo integrata di Time rende facile la regolazione no dipendendo dall’attacco manubrio, il quickset rappresenta anche un alleggerimento importante per la parte. Non è una novità questa, ma la soluzione è sempre apprezzata. Integrato è anche il bloccaggio del reggisella che avviene con una piastrina posteriore fissata da due viti a brugola. La forma squadrata del reggisella permette l’allineamento perfetto e contribuisce alla pulizia della linea del telaio.

Per gli amanti dell’estetica, grazie al configurator system, la casa francese permette di personalizzare il design della propria bicicletta accedendo al sito della casa francese e scegliendo tra le  58 diverse combinazioni di colore.