Kobe Bryant, la bicicletta e l’addio a un campione assoluto

Kobe Bryant mancherà al mondo intero

Kobe Bryant stella NBA deceduto per un incidente a bordo di un elicottero era solito allenarsi in bicicletta nella pausa estiva del campionato americano

Kobe Bryant

Kobe Bryant

Kobe Bryant, ex stella dalla NBA, soprannominato “il Mamba” (nome di un serpente arboreo africanio) perso la vita in un tragico incidente aereo nella giornata del 26 gennaio. Il campione statunitense stava volando insieme a sua figlia  Gianna Maria, di soli 13 anni, per raggiungere un campo dove la piccola, che stava seguendo le orme del padre, doveva disputare un incontro di pallacanestro.

Per cause da accertare, probabilmente per condizioni di meteo avverse, il velivolo si è schiantato sulle colline di Calabasas nel downtown di Los Angeles (dove Kobe aveva scritto pagine di storia della pallacanestro mondiale).

Come ciclonews.biz vogliamo tributate un sentito ricordo di Kobe che era particolarmente legato al nostro paese in quanto ha vissuto in Italia quando aveva tra i 6 e i 13 anni al seguito del padre Joe Bryant che proprio nel campionato italiano di pallacanestro aveva trovato lavoro.

Vogliamo tributare un ricordo a Kobe non solo perché campione unico e perché la sua scomparsa assolutamente prematura ha sconvolto tutto il mondo dello sport ma anche perché nella sua carriera aveva in qualche modo incrociato il mondo del pedale.

Il campione dei Los Angeles Lakers, una delle franchigie più amate al mondo, nel 2013 per migliorare le proprie performance aveva deciso di allenarsi in bicicletta per preparare l’imminente stagione sportiva. In accordo con un suo preparatore, Tim Glover, studiarono il percorso più adatto e, assieme ad un bodyguard partirono per una pedalata di 40 miglia (su per giù 65 chilometri) nel deserto. La notte precedente al primo allenamento della nuova stagione dei Lakers, Glover, Kobe e il bodyguard partirono per l’escursione rientrando in Hotel nel cuore della notte, alle due e mezza passate. Il mattino seguente, alle 7.30 Kobe era in palestra pronto per l’allenamento agli ordini di un guru del basket come Phil Jackson.

Stella dello sport senza comportamenti da prima donna, atleta ineccepibile, perfezionista all’estremo Kobe era amatissimo e stimatissimo da compagni di team e dai rivali.

Proprio su quella vicenda, Blake Griffin simbolo dei “cugini” dei Los Angeles Clippers, raccontava nel 2013:

“Quando siamo arrivati al training camp ho sentito la storia di Kobe nel deserto in bicicletta, ero tentato di chiedergli se potevo andare con lui al successivo allenamento. Adoro queste cose di Bryant ti insegna a diventare grande”.

E un grande, un immenso sportivo ci ha lasciati e lo piangiamo come redazione così come lo piange tutto il mondo. Rest in Peace Mamba!

 

 

 

 

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020

Sogni d’oro per la giovane stella belga

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020: una medaglia tra cronometro e prova in linea l’obiettivo del belga

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel lo scorso anno si è laureato a soli 19 anni campione europeo a cronometro e ha esaltato tutti gli appassionati di ciclismo per le sue performance in maglia Deceuninck-QuickStep dopo aver saltato a piedi pari la categoria Under 23.

Momento particolarmente esaltate è stato il suo trionfo alla Clasica San Sebastian in Spagna quando ha, una volta di più, confermato di essere un autentico fenomeno del ciclismo mondiale che (se la buona sorte lo assisterà) potrà illuminare il ciclismo mondiale certamente per tutti gli anni ’20.

Il 2020 di Remco sarà pieno di impegni ma la stellina belga culla un sogno… d’oro. Questo è l’anno olimpico con la rassegna iridata di Tokyo 2020 che stuzzica incredibilmente tutti i ciclisti. Remco ha voluto parlare di questo appuntamento in una lunga intervista pubblicata dalla Belgian Cycling, la  federazione nazionale belga.

Remco ha giocato a calcio, rappresentando la sua nazione a livello sia under 15 che under 16, per poi dedicarsi al ciclismo:

“se giochi a calcio il tuo obiettivo sono i mondiali, quattro anni fa avrei detto che il mio sogno era giocare per il Belgio alla Coppa del Mondo. Ora corro in bicicletta e penso che i Giochi olimpici trascendano l’atmosfera ordinaria, ti proiettano in qualcosa di più grande che va oltre il solito bozzolo del ciclismo”.

Remco ha già fatto l’abitudine alla vittoria contro i colleghi più grandi ma l’idea di conquistare una medaglia olimpica, magari d’oro, frulla nella sua testa più veloce delle gambe di Froome al Tour del 2017:

“se vincessi a Tokyo sarebbe tutto particolare, un titolo olimpico è una cosa unica. La conquista di una medaglia a cinque cerchi da una popolarità assoluta e di un riconoscimento planetario. Sono onesto, vincere l’oro olimpico mi darebbe la massima soddisfazione della carriera” ha detto il giovane astro mondiale.

Il percorso collinare della cronometro (ma anche della prova su strada) di Tokyo stanno scaldando le fantasie di Evenepoel e hanno popolato gli allenamenti invernali del ragazzo:

“i Giochi Olimpici si disputano solo una volta ogni quattro anni, sono una esperienza straordinaria che nella carriera di uno sportivo può accadere anche una sola volta ed è normale che il valore di una medaglia sia così alto”.

Non si sa ancora se le attenzioni di Evenepoel si concentreranno solo sulla crono (29 luglio) o anche sulla prova in linea (25 luglio) di Tokyo, il belga vivrà giorno per giorno in base alle sensazioni ma nel frattempo ha già fatto i dovuti sopralluoghi del tracciato: “sarà importante anche il fattore climatico. In accordo con la Deceuninck-QuickStep salterò alcune gare per arrivare pronto all’appuntamento nipponico”.

Remco, forte della sua giovane età, non pare scomporsi o crearsi particolari stress:

“se farò bene nella prova in linea sarà stupendo ma se così non fosse proverò a rifarmi nella cronometro. Bisogna ragionare una prova alla volta altrimenti si trascurano dei dettagli che possono fare la differenza tra vincere e perdere”.

Insomma Remco Evenepoel non perde il sonno per questo importante test anzi, sta facendo sogni d’oro!

 

 

Pozzovivo: tornerò ad essere il ciclista che conoscete

Pozzovivo pronto a tornare con la NTT Pro Cycling

Pozzovivo dopo il terribile incidente della scorsa estate vuole tornare in sella e lo farà con i colori della NTT Pro Cycling

Domenico Pozzovivo

Domenico Pozzovivo

Pozzovivo ha da sempre fatto del carattere e della forza d’animo uno dei suoi punti forti su cui ha costruito una carriera di alto profilo. Questo spirito è la benzina che ha sempre alimentato il suo motore e che, a seguito dell’investimento della scorsa estate, sta, una volta di più, spingendo Domenico a trovare la forza per tornare in gruppo.

Il corridore lucano stava preparando la missione Vuelta a España 2019 quando, durante un allenamento a Laurignano in provincia di Cosenza è stato investito da un’automobile. Sono stati giorni e settimane terribili per il corridore lucano che ha dovuto combattere non solo con un importante obiettivo svanito ma con i terribili postumi dell’incidente: : frattura alla clavicola, alla tibia, all’omero, al perone e all’ulna.

In questi anni il ciclismo (professionale e amatoriale) ha vissuto momenti degni di un bollettino di guerra tra incidenti, ferimenti e purtroppo tante morti. L’accadimento di Pozzovivo ha fatto a molti ricordare la tragica scomparsa di Michele Scarponi e se il corridore lucano è stato “più fortunato” in tanti hanno perso la vita lungo le strade in sella ad una bicicletta.

Ad ogni mondo nella testa di Domenico Pozzovivo c’è solo un obiettivo: tornare a correre. Dopo tanta difficoltà e dopo tante nubi addensatesi sulla sua testa ecco la novità di un accordo con la ex Dimension Data ovvero la NTT Pro Cycling che fa parte del circuito World Tour con due anni di contratto.

Il 2020 di “Pozzo” si apre quindi alla grande con una chance che può consentire al lucano di tornare alle corse canalizzando la rabbia che l’incidente gli ha lasciato dentro.

“Ho passato un periodo di sconforto, di nausea del mestiere – ha spiegato a La Gazzetta dello Sport – Ho trascorso un mese a letto poi 50 giorni in sedia a rotelle ma ho visto ragazzi messi peggio di me e quindi ho dato il giusto peso agli accadimenti. Esperienze come questa ti fanno capire il valore anche delle piccole cose, dell’essere autonomo nell’asciugarsi i capelli o nel tagliarsi la bistecca”.

Una presa di contatto con la fortuna che c’è anche negli episodi sfortunati che ha consentito al lucano di trovare stimoli per tornare, non più giovanissimo, a cimentarsi con le gare: “la mia sfida era tornare a correre e ho trovato un team che mi ha dato questa opportunità. La formazione è composta da giovani di belle speranze e un veterano serviva. So di non poter dare garanzie al 100% ma sento di poter tornare ad essere il Pozzovivo che tutti conoscono. So di potercela fare.

Come sta veramente Chris Froome?

Come sta Chris Froome?

Come sta Chris Froome? In molti se lo chiedono dopo il terribile incidente della scorsa estate e le difficoltà a tornare in forma

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Attorno al nome di Chris Froome stanno girando parecchie voci e speculazioni; , il quattro volte vincitore del Tour de France non ha ancora fissato una data precisa per un ritorno alle corse ma in tanti si interrogano su cosa potrà offrire il 2020 al “kenyano bianco”.

Sono tanti i punti interrogativi attorno al nome del capitano del Team Ineos e alla data del rientro alle corse per la nuova stagione. Un report di BiciSport ha fatto scattare il campanello di allarme attorno alle condizioni del forte ciclista britannico.

Il Team Ineos è impegnato, in questi primi giorni dell’anno, in un training camp alle Isole Canarie e Froome era tra i convocati ma dopo pochi giorni, in accordo con lo staff medico, è tornato a casa in quanto non ancora in grado di sostenere i ritmi imposti dalla squadra:

“ Non sta bene e chissà se si riprenderà” ha scritto la nota rivista.

Al momento le condizioni fisiche di Froome non promettono nulla di buono e lo allontanano dal novero dei favoriti per la vittoria del Tour de France 2020.

In considerazione delle tante voci che stanno circolando, Dave Brailsford ha voluto intervenire per smorzare il fuoco:

“Froome non può essere sottovalutato da nessuno, sta mettendo tutta la sua carica e determinazione per farsi trovare pronto per la Grande Boucle 2020. L’atleta e il team faranno tutto il possibile per essere al top dall’avvio di Nizza”.

Sicuramente il Team Ineos punterà su Richard Carapaz per il Giro 2020 e avrebbe comunque l’opzione Egan Bernal come capitano per la corsa francese. Il colombiano non avrebbe disdegnato il ruolo di capitano per la corsa rosa anche per riscattare l’assenza del 2019. Altra freccia all’arco della formazione britannica in vista del Tour è, naturalmente, Geraint Thomas se Froome dovesse “andare lungo” e essere il capitano per la Vuelta.

Naturalmente bisognerà fare i conti con l’oste, ovvero con Froome che proprio non ne vuole sapere di rinunciare all’assalto della quinta maglia gialla in carriera. L’urlo di sfida è arrivato, come classico di questi tempi, con un post su Instagram in cui il Kenyano bianco ha voluto rispondere a chi lo dava per fuori condizione.

Froome ha dichiarato che Giovedì 9 gennaio sarà nuovamente nel ritiro della Ineos cosa che riaccende le speranze di vederlo protagonista in Francia.

Non sarà certamente in tragitto in discesa, anzi sarà ancora molto dura per Froome ma il post e le parole di Brailsford sono un chiaro segnale di ottimismo nonostante il campione si stia sottoponendo ancora a intenso lavoro di fisioterapia per riprendersi dalle terribile ferite riportate nell’incidente durante la ricognizione al Critérium du Dauphiné dell’estate scorsa.

Anche se non corre da giugno Froome ha ripreso da tempo gli allenamenti pur non postando dati sull’applicazione Strava dove era, invece, molto attivo prima dell’incidente. Froome a maggio compirà 35 anni e non ha mai nascosto che uno degli stimoli massimi per continuare a competere è proprio la voglia di entrare nel “club dei 5 Tour”.

Froome e Ineos non vogliono forzare i tempi ma è chiaro che, per essere competitivo a Luglio, il britannico dovrà cimentarsi in test probanti nelle corse più importanti che precederanno la Grande Boucle 2020.

Qualche voce vorrebbe Froome essere nuovamente al via del Giro 2020 ma questo richiederebbe una condizione fisica che al momento è ancora molto lontana dall’arrivare ma, conoscendo la temperanza di Froome, non ci sentiamo di escludere nessuna ipotesi futura.

Indicazioni precise arriveranno già nel prossimo mese di febbraio quando si disputeranno la Volta ao Algarve e il UAE Tour oppure a marzo quando si disputeranno la Parigi-Nizza, la Volta a Catalunya e la Tirreno-Adriatico, primi test probanti della stagione 2020. Se Froome dovesse prendervi parte sarà evidente che le sue condizioni fisiche sono in crescendo.

Team Sunweb verso le sfide del 2020 nonostante la perdita di Dumoulin

Team Sunweb come sarà il dopo Dumoulin?

Team Sunweb verso le sfide del 2020: dopo la perdita di Dumoulin punterà su Matthews, Benoot oltre a Rivera nel team femminile

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb inizia a pianificare il suo 2020 dopo la presentazione della squadra olandese avvenuta ad Amsterdam. Sarà strano probabilmente essere al via della nuova stagione World Tour senza l’atleta simbolo delle ultime annate ma gli impegni tra uomini, donne e team di sviluppo potranno riservare soddisfazioni.

Il Team Sunweb ha confermato i colori rosso e nero per le divise della nuova stagione mentre è entrato come sponsor secondario il marchio BinckBank che si affianca a Sunweb Holidays mentre lo sponsor tecnico sarà Craft e le biciclette saranno, come di consueto, fornite da Cervelo.

La presentazione si è svolta nel centro  “House of Mobility” creato dalla società madre Pons di Cervelo, per mostrare tutte le forme di trasporto.

Lo scorso anno ha riservato poche gioie agli olandesi (ma iscritti con licenza tedeschi) (solo 9 successi in stagione) con Dumoulin che, a causa dell’incidente occorsogli durante la prima settimana del Giro d’Italia, ha corso solo 27 giorni. I successi della Sunweb sono passati dalle gambe di Matthews che ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva al Grand Prix Cycliste de Québec e Nikias Arndt che ha conquistato una frazione alla Vuelta.

Il 2020 è quindi l’anno del cambiamento con la speranza che Wilco Keldermann e Sam Oomen possano dire la loro nelle corse a tappe e che Michael Matthews riesca a fare meglio dello scorso anno in volata e nelle classiche.

Tutto da valutare l’impatto di Søren Kragh Andersen che si concentrerà sulle classiche mentre il nostro Alberto Dainese, campione europeo Under23, farà parte della batteria dei giovani talenti assieme a Nils Eekhoff, Martin Salmon e Mark Donovan.

La formazione femminile sarà nuovamente capitanata dall’americana Coryn Rivera alla quale di affianca Alison Jackson chiamata a non far rimpiangere Lucinda Brand unitasi alla  Trek-Segafredo.

 

Peter Sagan pronto per Giro e Tour

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa mentre la Bora-Hansgrohe cercherà di portare Emanuel Buchmann sul podio al Tour 

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan ha confermato che prenderà il via sia al prossimo Giro d’Italia che al Tour de France per poi presentarsi ai nastri di partenza della prova a cinque cerchi dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Quello che sta arrivando sarà un anno intenso anche per il tre volte campione del mondo che, nella conferenza stampa di Kolbermoor per la presentazione del team Bora-Hansgrohe, ha tracciato un programma dell’imminente stagione sportiva.

Il primo impegno ufficiale per lo slovacco sarà il 26 gennaio alla Vuelta a San Juan in Argentina per poi dedicarsi ad un intenso camp di allenamento per preparare le classiche del nord. Dopo la Parigi-Roubaix Sagan farà un altro richiamo in vista della Grande Partenza del Giro a Budapest.

Come sappiamo la presenza in calendario dei Giochi Olimpici nipponici costringe il calendario ad intensificarsi riducendo la pausa tra Giro e Tour e, dopo la passerella degli Champs-Élysées saranno solo sei i giorni che separeranno la Grande Boucle dalla prova di Tokyo. Probabilmente molti atleti, focalizzati sulle prove olimpiche, non porteranno a termine il Tour ma, conoscendo “Peto”, è certo che lo slovacco vorrà arrivare sino a Parigi colorato di verde.

Il programma per il 2020 è stato palesato dallo stesso Sagan:

“Comincio in Argentina, poi prenderò parte ad  campo di allenamento in quota, alle Classiche, un altro campo di allenamento, il Giro, un altro campo di allenamento e poi il Tour de France “.

Sagan sa che i percorsi previsti per le olimpiadi giapponesi non sono propriamente adatti alle sue caratteristiche. Quattro anni prima Peter aveva preso parte all’evento di mountain bike alle Olimpiadi di Rio 2016 ma ora lo slovacco vuole provarci:

“Il percorso è abbastanza duro ma alle Olimpiadi, non sai mai come andrà, quindi vale la pena provare.”

La Bora al Giro punterà anche su Pascal Ackermann e sul vincitore di una tappa 2018 Max Schachmann mentre al Tour avrà come obiettivo portare sul podio Emanuel Buchmann, che si è classificato 4 ° assoluto a Parigi lo scorso luglio.

Ralph Denk, ha confermato che Ackermann non sarà al via del Tour in quanto:

“Questo tour non si adatta molto ai velocisti ed è importante che Pascal prenda il via a due Grandi Giro così da trovarsi pronto per il Tour 2021”.

Buchmann, come detto, andrà all-in sul Tour:

“tutta la mia attenzione sarà rivolta al Tour de France, il percorso del prossimo anno mi piace e il mio programma sarà simili a quello dello scorso anno”.

L’assenza di prove a cronometro a squadre e una sola crono individuale possono effettivamente essere un’opportunità per il tedesco di scalare il podio di Parigi.

 

 

per chi cerca emozioni

Brixia Adventure Mtb 2020 il video

 

Brixia Adventure Mtb 2020 presenta il video emozionale (e promozionale) per la stagione che sta arrivando

Un video promo “emozionale” ci prepara alla nuova stagione, tramite le immagini più salienti dell’avventura 2019. Ad abbonamenti già aperti eccovi le “magnifiche 7”: le tappe Bresciane che vi faranno divertire da marzo a ottobre 2020.

 

 

 

 

E’ ancora a cura della web-tv più rinomata nel mondo dell’intero panorama della mountainbike Nazionale, Mtb Channel, il video promo che ci ricorda la stagione appena conclusa, accompagnandoci – calendario alla mano – verso una nuova grande avventura con il Brixia Adventure Mtb.

Il primo passo da seguire per assicurarsi un posto in griglia è sicuramente sottoscrivere subito l’abbonamento con il notevole risparmio e con la sicurezza di godere di tutti i vantaggi che il c.o. ha predisposto per noi.

Essenziale sarà dare un’occhiata al sito internet, ed in particolare prendere visione del nuovo regolamento.

Per qualche dettaglio sulle tappe invece vi diamo una mano noi:

Si parte il 3 marzo, con la “classica” di Carpenedolo, che accoglierà i bikers lungo le sponde del fiume Chiese, alla “Energy Marathon MG.K Vis”. Una gara che vi sorprenderà, togliendovi il fiato, ed accompagnandovi alla stagione che inizia.

La tappa di Brescia, con l’innovazione dell’intero percorso, nel 2019 ci ha regalato l’ascesa al Monte Maddalena (la palestra dei bikers Bresciani ), e così sarà anche per l’edizione 2020. Anche se il 19 aprile è ancora lontano, l’instancabile Team “Mbo Bike Club” è già “sul pezzo” in attesa della “Granfondo Mtb Città di Brescia”, e sono di questi giorni le immagini che sui social ritraggono gli uomini capitanati da Cesare Maffoni già al lavoro per la manutenzione del percorso, e per la realizzazione di nuovi passaggi.

In arrivo poi l’attesissima “new entry”, che ci porterà sul Lago di Garda, a Gardone di Riviera, e più precisamente al Vittoriale D’Annunzio, location d’orgoglio per gli organizzatori appunto della D’Annunzio Bike del 17 maggio, che abbiamo presentato nello scorso comunicato stampa, con un’intervista a Presidente Stefano Schioppa.

Il 7 giugno si aprirà la porta di casa per Manuel Bacchetti, che a Pertica Bassa ci aspetta per il 14° anno con la “Sunset Bike – la Granfono delle Pertiche”, e che ancora festeggia la campionessa del Mondo Simona C’è, vincitrice anche della maglia da leader del circuito Brixia Adventure 2019, e militante tra le fila della società Pertica Bassa.

Nel calore del mese di luglio, ed esattamente il giorno 5, ad accoglierci sarà la località turistica montana di Borno, in Valle Camonica, dove grande è sempre la partecipazione alla “Valle Camonica BikEnjoy”, e fantastica l’accoglienza che ci riservano anche gli abitanti del luogo, Sindaco compreso, e che supportano gli uomini e le donne di Matteo Pedrazzani in modo da lasciarci un fantastico ricordo della manifestazione sportiva.

Volete poi vivere un’emozione direttamente dal cuore appassionato di un organizzatore? La vostra gara è allora sicuramente la Soprazocco Bike, dove Gianluca Franzoni muove con vero sentimento sportivo la macchina dello spettacolo motorio delle due ruote a propulsione fisica, coadiuvato da un’impressionante e compatto gruppo di volontari. Siamo al 6 settembre, e per la cronaca siamo a Soprazocco di Gavardo, ma con location di partenza ed arrivo a Puegnano del Garda.

I paesaggi che ci riempiranno la vista ci aspettano poi a Tremosine, con lo spettacolo dei suoi verdi prati che precedono la visuale delle montagne circostanti, e dove Antonio Pedercini, affiancato da validi professionisti della comunicazione ed organizzazione di eventi sportivi, ci aspetta per un intero weekend di eventi, per raggiungere il culmine alla Tremalzo Bike Race della domenica mattina 4 ottobre.

La campagna abbonamenti al circuito Brixia Adventure Mtb è nel vivo, e sottoscrivibile collegandosi al sito di Sms Sport, cliccando sul link delle iscrizioni. In alternativa, è possibile abbonarsi direttamente presso Eurocopy Sas, in Via Milano n. 60/c a Brescia, tel. 030320011, seguendo le istruzioni sul sito.

CALENDARIO BRIXIA ADVENTURE MTB 2020:

01.03.2020 – ENERGY MARATHON – ASD ADVENTURE TEAM TITICI – CARPENEDOLO (BS)
19.04.2020 – GRAN FONDO MTB CITTA’ di BRESCIA – ASD MBO bike club – BRESCIA (BS)
17.05.2020 – D’ANNUNZIO BIKE – GARDONE IN BIKE – GARDONE RIVIERA (BS)
07.06.2020 – SUNSET BIKE LA GRAN FONDO DELLE PERTICHE – ASD PERTICA BASSA – PERTICA BASSA (BS)
05.07.2020VALLE CAMONICA BIKENJOYASD ADVENTURE TEAM TITICI – BORNO (BS)     
06.09.2020 – SOPRAZOCCO BIKE – ASD MTB SOPRAZOCCO – SOPRAZOCCO di GAVARDO (BS)
04.10.2020 – TREMALZO BIKE RACE – PRO SPORT TREMOSINE – TREMOSINE (BS)       

Per tutte le prossime news Brixia Adventure Mtb 2020 vi aspetta sul sito e sulla pagina Facebook dedicati al circuito!

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Raymond Poulidor muore a 83 anni

Raymond Poulidor si è spento a 83 anni

Raymond Poulidor, icona francese del ciclismo e leggenda del Tour de France è morto il 13 novembre all’età di 83 anni

Raymond Poulidor

Raymond Poulidor

Raymond Poulidor è morto nelle prime ore di mercoledì dopo un lungo periodo in ospedale. Il francese, pur non riuscendo mai a vincere il Tour de France è stata una delle grandi icone del ciclismo transalpino degli anni sessanta e settanta Affettuosamente chiamato “Poupou” era ancora sommerso dall’affetto dei tifosi francesi collaborava con l’organizzazione della Grande Boucle in qualità di testimonial per lo sponsor della maglia gialla Credit Lyonnais nel villaggio.

La figlia di Raymond ha spostato Adri van der Poel padre di Mathieu van der Poel recente vincitore del Campionato Europeo di ciclocross.

La Francia perde uno dei ciclisti più amati di sempre che sulle strade ha rivaleggiato con campioni di livello assoluto come Merckx, Gimondi e soprattutto l’eterno rivale Anquetil. Nella sua carriera ha ottenuto otto podi al Tour tra il 1962 e il 1976 senza però mai conquistare l’agognata maglia gialla a Parigi. Proprio per questo motivo era spesso chiamato “L’Eterno Secondo”, marchio di fabbrica che ne ha segnato l’intera carriera ma che è stato non un peso ma proprio un segno distintivo che ha fatto breccia nel cuore dei tifosi.

Raymond era  in ospedale ormai dalla fine del mese di settembre a causa delle complicanze di un edema polmonare che avevano coinvolto il cuore. Si è spento a Saint-Léonard-de Noblat cittadina vicina a Limoges.

Eddy Merckx, cha dato l’addio a Poulidor in una dichiarazione ad AFP: “La sua morte è ovviamente una grande tristezza, è una grande perdita per il ciclismo e per me, un grande amico che se ne va”. I due si erano incontrati lo scorso luglio proprio al Tour de France in occasione della partenza da Bruxelles.

“Sono stato sfortunato, ma il ciclismo mi ha dato più di quanto mi sia costato” Raymond Poulidor

Ciclonews porge le  sue più sentite condoglianze alla famiglia di Poulidor

Allenarsi con il caldo? Nove consigli per farlo

Allenarsi con il caldo?Ecco cosa fare!

Allenarsi con il caldo? Nove consigli utili per migliorare le performance durante la stagione estiva ed evitare problemi.

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Allenarsi con il caldo? L’estate da sempre è la stagione in cui aumenta l’uso delle biciclette. Il bel tempo, il caldo, la luce aiutano ad inforcare la bicicletta ed uscire per una passeggiata. Il vero nemico è però il caldo eccessivo che in bicicletta può diventare un vero nemico.

Le ultime estate particolarmente calde a molti tolgono il desiderio di pedalare. Offriamo sette semplici consigli per combattere le alte temperature quando esci a pedalare.

  1. Pianifica il percorso: se non sei un ciclista incallito, ragionare bene sul tracciato da percorrere per gli spostamenti può aiutare a migliorare la qualità delle pedalate. Non sempre l’itinerario più breve è quello più agevole. Valuta i tratti in salita e quelli con maggior traffico, analizza eventuali alternative con parti in ombra che possono aiutare a faticare di meno.
  2. Pedala la mattina. Inutile dire che mai come in estate il mattino ha l’oro in bocca. Non ti piace svegliarti presto? Provaci una volta e ti accorgerai del beneficio sia per la performance che per lo spirito. Alzarsi presto per fare una cosa che ti piace non è mai un sacrificio!
  3. Verifica lo stato della bicicletta. E’ un suggerimento che vale sempre ma che in estate aiuta ancor di più. Controlla che tu abbia il kit in caso di forature, a nessuno piace stare ore sotto il sole per un guaio meccanico.
  4. Controlla le tue energie. Dosa le forze, non sparare tutto subito e non fare “a gara” con gli altri ciclisti, rischieresti di trovarti “bollito” quando invece ti mancano ancora molti chilometri. A nessuno piace essere sorpassato ma non rischiare di “piantarti”.
  5. Vale per ogni sport e vale sempre ma vale ancor di più per l’estate. Bere ogni 15 minuti è un mantra da non dimenticare mai. Bevi lentamente anche se sei assetato, soprattutto se bevi una bibita fredda comprata al bar, il tuo corpo te ne sarà grato. Installa un secondo porta borracce o acquista una camelback.
  6. Scegli abbigliamento consono. Vale per l’inverno e spesso è sottovalutato in estate. L’abbigliamento tecnico non è una cosa per fanatici o megalomani ma una aiuto reale. Ok che il nero “fa figo” ma a luglio ed agosto l’essere stiloso può andare in vacanza a favore della funzionalità!
  7. Fai pause regolarmente all’ombra se ti senti surriscaldato. Se puoi ferma la bicicletta vicino a un bosco o una zona con piante invece che all’aperto. Non gpedalare nel caldo del tardo pomeriggio e se puoi esci con gli amici per sicurezza.
  8. Non dimenticare di portare gli occhiali da sole. Spendi qualche soldo in più per un prodotto di qualità.
  9. Proteggiti con una crema solare. Se pedalando l’aria spesso toglie l’idea del calore non è così per la tua pelle che potrebbe, invece, patire qualche scottatura. Prima di partire ricorda di mettere della crema protettiva.

Alaphilippe vola a Pau: la crono è sua!

Alaphilippe vola a Pau e vince la cronometro

Alaphilippe vola lungo le strade di Pau andando a vincere la prova a cronometro individuale e incrementando il vantaggio in classifica generale

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe vola a cronometro e Wout Van Aert vola, purtroppo, a terra, costretto ad abbandonare la corsa francese in una prova che lo vedeva tra i favoriti per la vittoria. A vincere è stato quindi la maglia gialla in carica che ha sfoderato una prova incredbile. Il francese, galvanizzato dalla maglia gialla, ha dominato i 27,2 km lungo le vie di Pau riuscendo non solo a difendere la maglia di leader ma incrementando il proprio margine.

Alle spalle del transalpino ecco uno dei favoriti di giornata, Geraint Thomas, che ha pagato un dazio di 14 secondi precedendo un sorprendende Thomas De Gendt (Lotto Soudal) che ha chiuso a 36″ dal vincitore di giornata così come il colombiano Rigoberto Urán (EF Education First). Appaiati in classifica anche  Richie Porte (Trek-Segafredo) e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) che hanno perso 45 secondi.

 

La classifica generale dopo la prova a cronometro di oggi: Alaphilippe ha ora 1’26” su Thomas, 2’12” su Kruijswijk, 2’44” su Mas, 2’52” su Bernal, 3’04” su Buchmann, 3’22” su Pinot, 3’54” su Urán, 3’55” su Quintana e Yates, 4’15” su Dan Martin, 4’29” su Valverde e Fuglsang. Porte è a 4’44”, Bardet a 5’46”, Mikel Landa a 6′.