Team Sunweb verso le sfide del 2020 nonostante la perdita di Dumoulin

Team Sunweb come sarà il dopo Dumoulin?

Team Sunweb verso le sfide del 2020: dopo la perdita di Dumoulin punterà su Matthews, Benoot oltre a Rivera nel team femminile

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb inizia a pianificare il suo 2020 dopo la presentazione della squadra olandese avvenuta ad Amsterdam. Sarà strano probabilmente essere al via della nuova stagione World Tour senza l’atleta simbolo delle ultime annate ma gli impegni tra uomini, donne e team di sviluppo potranno riservare soddisfazioni.

Il Team Sunweb ha confermato i colori rosso e nero per le divise della nuova stagione mentre è entrato come sponsor secondario il marchio BinckBank che si affianca a Sunweb Holidays mentre lo sponsor tecnico sarà Craft e le biciclette saranno, come di consueto, fornite da Cervelo.

La presentazione si è svolta nel centro  “House of Mobility” creato dalla società madre Pons di Cervelo, per mostrare tutte le forme di trasporto.

Lo scorso anno ha riservato poche gioie agli olandesi (ma iscritti con licenza tedeschi) (solo 9 successi in stagione) con Dumoulin che, a causa dell’incidente occorsogli durante la prima settimana del Giro d’Italia, ha corso solo 27 giorni. I successi della Sunweb sono passati dalle gambe di Matthews che ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva al Grand Prix Cycliste de Québec e Nikias Arndt che ha conquistato una frazione alla Vuelta.

Il 2020 è quindi l’anno del cambiamento con la speranza che Wilco Keldermann e Sam Oomen possano dire la loro nelle corse a tappe e che Michael Matthews riesca a fare meglio dello scorso anno in volata e nelle classiche.

Tutto da valutare l’impatto di Søren Kragh Andersen che si concentrerà sulle classiche mentre il nostro Alberto Dainese, campione europeo Under23, farà parte della batteria dei giovani talenti assieme a Nils Eekhoff, Martin Salmon e Mark Donovan.

La formazione femminile sarà nuovamente capitanata dall’americana Coryn Rivera alla quale di affianca Alison Jackson chiamata a non far rimpiangere Lucinda Brand unitasi alla  Trek-Segafredo.

 

Peter Sagan pronto per Giro e Tour

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa mentre la Bora-Hansgrohe cercherà di portare Emanuel Buchmann sul podio al Tour 

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan ha confermato che prenderà il via sia al prossimo Giro d’Italia che al Tour de France per poi presentarsi ai nastri di partenza della prova a cinque cerchi dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Quello che sta arrivando sarà un anno intenso anche per il tre volte campione del mondo che, nella conferenza stampa di Kolbermoor per la presentazione del team Bora-Hansgrohe, ha tracciato un programma dell’imminente stagione sportiva.

Il primo impegno ufficiale per lo slovacco sarà il 26 gennaio alla Vuelta a San Juan in Argentina per poi dedicarsi ad un intenso camp di allenamento per preparare le classiche del nord. Dopo la Parigi-Roubaix Sagan farà un altro richiamo in vista della Grande Partenza del Giro a Budapest.

Come sappiamo la presenza in calendario dei Giochi Olimpici nipponici costringe il calendario ad intensificarsi riducendo la pausa tra Giro e Tour e, dopo la passerella degli Champs-Élysées saranno solo sei i giorni che separeranno la Grande Boucle dalla prova di Tokyo. Probabilmente molti atleti, focalizzati sulle prove olimpiche, non porteranno a termine il Tour ma, conoscendo “Peto”, è certo che lo slovacco vorrà arrivare sino a Parigi colorato di verde.

Il programma per il 2020 è stato palesato dallo stesso Sagan:

“Comincio in Argentina, poi prenderò parte ad  campo di allenamento in quota, alle Classiche, un altro campo di allenamento, il Giro, un altro campo di allenamento e poi il Tour de France “.

Sagan sa che i percorsi previsti per le olimpiadi giapponesi non sono propriamente adatti alle sue caratteristiche. Quattro anni prima Peter aveva preso parte all’evento di mountain bike alle Olimpiadi di Rio 2016 ma ora lo slovacco vuole provarci:

“Il percorso è abbastanza duro ma alle Olimpiadi, non sai mai come andrà, quindi vale la pena provare.”

La Bora al Giro punterà anche su Pascal Ackermann e sul vincitore di una tappa 2018 Max Schachmann mentre al Tour avrà come obiettivo portare sul podio Emanuel Buchmann, che si è classificato 4 ° assoluto a Parigi lo scorso luglio.

Ralph Denk, ha confermato che Ackermann non sarà al via del Tour in quanto:

“Questo tour non si adatta molto ai velocisti ed è importante che Pascal prenda il via a due Grandi Giro così da trovarsi pronto per il Tour 2021”.

Buchmann, come detto, andrà all-in sul Tour:

“tutta la mia attenzione sarà rivolta al Tour de France, il percorso del prossimo anno mi piace e il mio programma sarà simili a quello dello scorso anno”.

L’assenza di prove a cronometro a squadre e una sola crono individuale possono effettivamente essere un’opportunità per il tedesco di scalare il podio di Parigi.

 

 

per chi cerca emozioni

Brixia Adventure Mtb 2020 il video

 

Brixia Adventure Mtb 2020 presenta il video emozionale (e promozionale) per la stagione che sta arrivando

Un video promo “emozionale” ci prepara alla nuova stagione, tramite le immagini più salienti dell’avventura 2019. Ad abbonamenti già aperti eccovi le “magnifiche 7”: le tappe Bresciane che vi faranno divertire da marzo a ottobre 2020.

 

 

 

 

E’ ancora a cura della web-tv più rinomata nel mondo dell’intero panorama della mountainbike Nazionale, Mtb Channel, il video promo che ci ricorda la stagione appena conclusa, accompagnandoci – calendario alla mano – verso una nuova grande avventura con il Brixia Adventure Mtb.

Il primo passo da seguire per assicurarsi un posto in griglia è sicuramente sottoscrivere subito l’abbonamento con il notevole risparmio e con la sicurezza di godere di tutti i vantaggi che il c.o. ha predisposto per noi.

Essenziale sarà dare un’occhiata al sito internet, ed in particolare prendere visione del nuovo regolamento.

Per qualche dettaglio sulle tappe invece vi diamo una mano noi:

Si parte il 3 marzo, con la “classica” di Carpenedolo, che accoglierà i bikers lungo le sponde del fiume Chiese, alla “Energy Marathon MG.K Vis”. Una gara che vi sorprenderà, togliendovi il fiato, ed accompagnandovi alla stagione che inizia.

La tappa di Brescia, con l’innovazione dell’intero percorso, nel 2019 ci ha regalato l’ascesa al Monte Maddalena (la palestra dei bikers Bresciani ), e così sarà anche per l’edizione 2020. Anche se il 19 aprile è ancora lontano, l’instancabile Team “Mbo Bike Club” è già “sul pezzo” in attesa della “Granfondo Mtb Città di Brescia”, e sono di questi giorni le immagini che sui social ritraggono gli uomini capitanati da Cesare Maffoni già al lavoro per la manutenzione del percorso, e per la realizzazione di nuovi passaggi.

In arrivo poi l’attesissima “new entry”, che ci porterà sul Lago di Garda, a Gardone di Riviera, e più precisamente al Vittoriale D’Annunzio, location d’orgoglio per gli organizzatori appunto della D’Annunzio Bike del 17 maggio, che abbiamo presentato nello scorso comunicato stampa, con un’intervista a Presidente Stefano Schioppa.

Il 7 giugno si aprirà la porta di casa per Manuel Bacchetti, che a Pertica Bassa ci aspetta per il 14° anno con la “Sunset Bike – la Granfono delle Pertiche”, e che ancora festeggia la campionessa del Mondo Simona C’è, vincitrice anche della maglia da leader del circuito Brixia Adventure 2019, e militante tra le fila della società Pertica Bassa.

Nel calore del mese di luglio, ed esattamente il giorno 5, ad accoglierci sarà la località turistica montana di Borno, in Valle Camonica, dove grande è sempre la partecipazione alla “Valle Camonica BikEnjoy”, e fantastica l’accoglienza che ci riservano anche gli abitanti del luogo, Sindaco compreso, e che supportano gli uomini e le donne di Matteo Pedrazzani in modo da lasciarci un fantastico ricordo della manifestazione sportiva.

Volete poi vivere un’emozione direttamente dal cuore appassionato di un organizzatore? La vostra gara è allora sicuramente la Soprazocco Bike, dove Gianluca Franzoni muove con vero sentimento sportivo la macchina dello spettacolo motorio delle due ruote a propulsione fisica, coadiuvato da un’impressionante e compatto gruppo di volontari. Siamo al 6 settembre, e per la cronaca siamo a Soprazocco di Gavardo, ma con location di partenza ed arrivo a Puegnano del Garda.

I paesaggi che ci riempiranno la vista ci aspettano poi a Tremosine, con lo spettacolo dei suoi verdi prati che precedono la visuale delle montagne circostanti, e dove Antonio Pedercini, affiancato da validi professionisti della comunicazione ed organizzazione di eventi sportivi, ci aspetta per un intero weekend di eventi, per raggiungere il culmine alla Tremalzo Bike Race della domenica mattina 4 ottobre.

La campagna abbonamenti al circuito Brixia Adventure Mtb è nel vivo, e sottoscrivibile collegandosi al sito di Sms Sport, cliccando sul link delle iscrizioni. In alternativa, è possibile abbonarsi direttamente presso Eurocopy Sas, in Via Milano n. 60/c a Brescia, tel. 030320011, seguendo le istruzioni sul sito.

CALENDARIO BRIXIA ADVENTURE MTB 2020:

01.03.2020 – ENERGY MARATHON – ASD ADVENTURE TEAM TITICI – CARPENEDOLO (BS)
19.04.2020 – GRAN FONDO MTB CITTA’ di BRESCIA – ASD MBO bike club – BRESCIA (BS)
17.05.2020 – D’ANNUNZIO BIKE – GARDONE IN BIKE – GARDONE RIVIERA (BS)
07.06.2020 – SUNSET BIKE LA GRAN FONDO DELLE PERTICHE – ASD PERTICA BASSA – PERTICA BASSA (BS)
05.07.2020VALLE CAMONICA BIKENJOYASD ADVENTURE TEAM TITICI – BORNO (BS)     
06.09.2020 – SOPRAZOCCO BIKE – ASD MTB SOPRAZOCCO – SOPRAZOCCO di GAVARDO (BS)
04.10.2020 – TREMALZO BIKE RACE – PRO SPORT TREMOSINE – TREMOSINE (BS)       

Per tutte le prossime news Brixia Adventure Mtb 2020 vi aspetta sul sito e sulla pagina Facebook dedicati al circuito!

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Raymond Poulidor muore a 83 anni

Raymond Poulidor si è spento a 83 anni

Raymond Poulidor, icona francese del ciclismo e leggenda del Tour de France è morto il 13 novembre all’età di 83 anni

Raymond Poulidor

Raymond Poulidor

Raymond Poulidor è morto nelle prime ore di mercoledì dopo un lungo periodo in ospedale. Il francese, pur non riuscendo mai a vincere il Tour de France è stata una delle grandi icone del ciclismo transalpino degli anni sessanta e settanta Affettuosamente chiamato “Poupou” era ancora sommerso dall’affetto dei tifosi francesi collaborava con l’organizzazione della Grande Boucle in qualità di testimonial per lo sponsor della maglia gialla Credit Lyonnais nel villaggio.

La figlia di Raymond ha spostato Adri van der Poel padre di Mathieu van der Poel recente vincitore del Campionato Europeo di ciclocross.

La Francia perde uno dei ciclisti più amati di sempre che sulle strade ha rivaleggiato con campioni di livello assoluto come Merckx, Gimondi e soprattutto l’eterno rivale Anquetil. Nella sua carriera ha ottenuto otto podi al Tour tra il 1962 e il 1976 senza però mai conquistare l’agognata maglia gialla a Parigi. Proprio per questo motivo era spesso chiamato “L’Eterno Secondo”, marchio di fabbrica che ne ha segnato l’intera carriera ma che è stato non un peso ma proprio un segno distintivo che ha fatto breccia nel cuore dei tifosi.

Raymond era  in ospedale ormai dalla fine del mese di settembre a causa delle complicanze di un edema polmonare che avevano coinvolto il cuore. Si è spento a Saint-Léonard-de Noblat cittadina vicina a Limoges.

Eddy Merckx, cha dato l’addio a Poulidor in una dichiarazione ad AFP: “La sua morte è ovviamente una grande tristezza, è una grande perdita per il ciclismo e per me, un grande amico che se ne va”. I due si erano incontrati lo scorso luglio proprio al Tour de France in occasione della partenza da Bruxelles.

“Sono stato sfortunato, ma il ciclismo mi ha dato più di quanto mi sia costato” Raymond Poulidor

Ciclonews porge le  sue più sentite condoglianze alla famiglia di Poulidor

Allenarsi con il caldo? Nove consigli per farlo

Allenarsi con il caldo?Ecco cosa fare!

Allenarsi con il caldo? Nove consigli utili per migliorare le performance durante la stagione estiva ed evitare problemi.

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Allenarsi con il caldo? L’estate da sempre è la stagione in cui aumenta l’uso delle biciclette. Il bel tempo, il caldo, la luce aiutano ad inforcare la bicicletta ed uscire per una passeggiata. Il vero nemico è però il caldo eccessivo che in bicicletta può diventare un vero nemico.

Le ultime estate particolarmente calde a molti tolgono il desiderio di pedalare. Offriamo sette semplici consigli per combattere le alte temperature quando esci a pedalare.

  1. Pianifica il percorso: se non sei un ciclista incallito, ragionare bene sul tracciato da percorrere per gli spostamenti può aiutare a migliorare la qualità delle pedalate. Non sempre l’itinerario più breve è quello più agevole. Valuta i tratti in salita e quelli con maggior traffico, analizza eventuali alternative con parti in ombra che possono aiutare a faticare di meno.
  2. Pedala la mattina. Inutile dire che mai come in estate il mattino ha l’oro in bocca. Non ti piace svegliarti presto? Provaci una volta e ti accorgerai del beneficio sia per la performance che per lo spirito. Alzarsi presto per fare una cosa che ti piace non è mai un sacrificio!
  3. Verifica lo stato della bicicletta. E’ un suggerimento che vale sempre ma che in estate aiuta ancor di più. Controlla che tu abbia il kit in caso di forature, a nessuno piace stare ore sotto il sole per un guaio meccanico.
  4. Controlla le tue energie. Dosa le forze, non sparare tutto subito e non fare “a gara” con gli altri ciclisti, rischieresti di trovarti “bollito” quando invece ti mancano ancora molti chilometri. A nessuno piace essere sorpassato ma non rischiare di “piantarti”.
  5. Vale per ogni sport e vale sempre ma vale ancor di più per l’estate. Bere ogni 15 minuti è un mantra da non dimenticare mai. Bevi lentamente anche se sei assetato, soprattutto se bevi una bibita fredda comprata al bar, il tuo corpo te ne sarà grato. Installa un secondo porta borracce o acquista una camelback.
  6. Scegli abbigliamento consono. Vale per l’inverno e spesso è sottovalutato in estate. L’abbigliamento tecnico non è una cosa per fanatici o megalomani ma una aiuto reale. Ok che il nero “fa figo” ma a luglio ed agosto l’essere stiloso può andare in vacanza a favore della funzionalità!
  7. Fai pause regolarmente all’ombra se ti senti surriscaldato. Se puoi ferma la bicicletta vicino a un bosco o una zona con piante invece che all’aperto. Non gpedalare nel caldo del tardo pomeriggio e se puoi esci con gli amici per sicurezza.
  8. Non dimenticare di portare gli occhiali da sole. Spendi qualche soldo in più per un prodotto di qualità.
  9. Proteggiti con una crema solare. Se pedalando l’aria spesso toglie l’idea del calore non è così per la tua pelle che potrebbe, invece, patire qualche scottatura. Prima di partire ricorda di mettere della crema protettiva.

Alaphilippe vola a Pau: la crono è sua!

Alaphilippe vola a Pau e vince la cronometro

Alaphilippe vola lungo le strade di Pau andando a vincere la prova a cronometro individuale e incrementando il vantaggio in classifica generale

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe vola a cronometro e Wout Van Aert vola, purtroppo, a terra, costretto ad abbandonare la corsa francese in una prova che lo vedeva tra i favoriti per la vittoria. A vincere è stato quindi la maglia gialla in carica che ha sfoderato una prova incredbile. Il francese, galvanizzato dalla maglia gialla, ha dominato i 27,2 km lungo le vie di Pau riuscendo non solo a difendere la maglia di leader ma incrementando il proprio margine.

Alle spalle del transalpino ecco uno dei favoriti di giornata, Geraint Thomas, che ha pagato un dazio di 14 secondi precedendo un sorprendende Thomas De Gendt (Lotto Soudal) che ha chiuso a 36″ dal vincitore di giornata così come il colombiano Rigoberto Urán (EF Education First). Appaiati in classifica anche  Richie Porte (Trek-Segafredo) e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) che hanno perso 45 secondi.

 

La classifica generale dopo la prova a cronometro di oggi: Alaphilippe ha ora 1’26” su Thomas, 2’12” su Kruijswijk, 2’44” su Mas, 2’52” su Bernal, 3’04” su Buchmann, 3’22” su Pinot, 3’54” su Urán, 3’55” su Quintana e Yates, 4’15” su Dan Martin, 4’29” su Valverde e Fuglsang. Porte è a 4’44”, Bardet a 5’46”, Mikel Landa a 6′.

 

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico?

Come sta Chris Froome? Ecco il responso dei medici

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico? Secondo i medici ha perso due litri di sangue ma ha lo spirito per tornare in sella in sei mesi

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Come sta Chris Froome? Quali sono le conseguenze del terribile schianto durante il sopralluogo sul percorso della cronometro del Delfinato? In tanti se lo sono chiesti nelle ultime ora e, secondo quanto riportato da siti specializzati, l’intervento è stato tutt’altro che semplice.

Froome è stato inizialmente stabilizzato e valutato presso l’Ospedale di Roanne per poi essere trasportato in aereo all’Ospedale di Saint-Etienne per essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Il manager del Team Ineos, Dave Brailsford, ha spiegato che, oltre alla frattura del femore, del gomito destro e di alcune costole, il campione ha subito anche alcuni “danni interni”.

Il chirurgo ortopedico Giorgio Gresta ha raccontato alla Gazzetta dello Sport alcune dettagli clinici dell’illustre paziente.

“Era cosciente e reattivo e si è dimostrato ottimista nonostante le sue ferite non fossero semplici. Da un punto di vista clinico non ci sarà alcun problema, in tanti si sono operati a Saint-Etienne. Nella sfortuna possiamo dire che è stato fortunato che la caduta sia avvenuta vicino ad un centro così all’avanguardia” ha spiegato il medico.

Uno dei chirurghi che ha operato Froome ha spiegato che il corridore del Team Ineos ha perso quasi due litri di sangue a causa delle tante ferite e che “potrebbero essere necessari sei mesi per tornare alle corse”.

L’intervento, secondo quanto riportato dai media francesi, ha richiesto circa quattro ore per via della criticità della frattura del femore destro (eseguito dal Dott. Philippot) mentre l’operazione al gomito destro ha richiesto circa 40 minuti ed è stata eseguito da Gresta.

Dopo i delicati interventi chirurgici, Froome è stato posto nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale di Saint-Etienne ma la cosa non deve spaventare in quanto si tratta di “una misura precauzionale a causa della lunghezza dell’intervento e dell’elevato quantitativo di sangue perso, più o meno due litri”, ha spiegato Gresta a La Gazzetta dello Sport .

Il ciclista non corre nessun pericolo ed è, anzi, rilassato e al più presto verrà trasferito in reparto per iniziare il percorso di recupero. Froome è apparso molto motivato e tranquillo e appare spinto da una grande voglia di tornare al più presto a pedalare. Il Team Ineos ha confermato che l’atleta

“resterà in ospedale per i prossimi giorni sotto osservazione, ma è già impegnato a discutere le sue opzioni di riabilitazione”.

Froome è stato raggiunto dalla moglie Michelle ha voluto ringraziare tutti per i tanti attestati di solidarietà ricevuti.

 

Sam Bennett vince la terza tappa del Delfinato 2019

Sam Bennett vince in volata al Delfinato 2019

Sam Bennett della Bora-Hansgrohe conquista la terza frazione del Critérium du Dauphiné 2019 battendo in volata Wout Van Aert. Teuns resta leader della generale

Sam Bennett

Sam Bennett

 

Sam Bennett si aggiudica la terza tappa del Giro del Delfinato 2019 con partenza da Le Puy-en-Velay e arrivo a Riom dopo 177 km assolutamente semplici con una parte centrale lievemente complicata ma con gli ultimo 50 km totalmente pianeggianti.

La pioggia continua ad accompagnare il plotone che deve vedersela anche con temperature inferiori alla media in una primavera un po’ “ingrata” con gli atleti impegnati al Critérium du Dauphiné 2019.

Già al primo km parte una fuga con l’eritreo Natnael Berhane (Cofidis, Solutions Crédits) e il francese Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels). I due atleti pedalano in sintonia ed arrivano ad accumulare un margine di circa quattro minuti (al chilometro 32) ma, complice la voglia di vittoria dei team dei velocisti, i due vengono ripresi quando all’arrivo mancano circa 12 km.

Completato il ricongiungimento è inevitabile l’epilogo in volata con Sam Bennett che, perfettamente guidato da Shane Archbold, sceglie perfettamente i tempi per andare a battere l’olandese Wout Van Aert del Team Jumbo-Visma. In terza posizione chiude il nostro Davide Ballerini dell’Astana Pro Team. Completano la top 5 Clément Venturini ed  Edward Theuns.

In classifica resta tutto invariato con Dylan Teuns della Bahrain Merida che mantiene la maglia gialla di leader della generale con 3 secondi di margine su Guillaume Martin (Wanty-Gobert) e 20″ su Alexey Lutsenko e Jakob Fuglsang (Astana Pro Team).

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

 

1 BENNETT Sam BORA – hansgrohe 60 50 4:15:25
2 VAN AERT Wout Team Jumbo-Visma
3 BALLERINI Davide Astana Pro Team
4 VENTURINI Clément AG2R La Mondiale
5 THEUNS Edward Trek – Segafredo
6 BOASSON HAGEN Edvald Team Dimension Data
7 HODEG Álvaro José Deceuninck – Quick Step
8 DEBUSSCHERE Jens Team Katusha Alpecin
9 MEZGEC Luka Mitchelton-Scott
10 LAMBRECHT Bjorg Lotto Soudal

Classifica generale:

1 – TEUNS Dylan Bahrain Merida 10 11:52:28
2 – MARTIN Guillaume Wanty – Gobert Cycling Team 0:03
3 – LUTSENKO Alexey Astana Pro Team 0:20
4 – FUGLSANG Jakob Astana Pro Team
5 – QUINTANA Nairo Movistar Team 0:24
6 –  PINOT Thibaut Groupama – FDJ
7 –  WOODS Michael EF Education First
8 – FOOME Chris Team INEOS
9  –  POELS Wout Team INEOS
10  – YATES Adam Mitchelton-Scott

 

Europei 2020 a Trento: la città dello sport si mette in bici

Europei 2020 presentati i Campionati su strada

Europei 2020 di ciclismo su strada presentati oggi, attesi 800 atleti e una poderosa copertura TV per valorizzare la città, del Monte Bondone e della Valle dei Laghi

 

Consacratasi città dello sport per eccellenza dopo lo straordinario successo riscosso lo scorso autunno dal Festival dello Sport (che tornerà con la seconda edizione dal 10 al 13 ottobre prossimi), Trento allarga ulteriormente i suoi confini. Capoluogo e simbolo di una provincia che richiama ogni anno – tra stagione estiva e invernale – quattro milioni e mezzo di visitatori (dati 2018) da tutto il mondo, polo universitario di eccellenza e dunque naturalmente vicina ai giovani ed alle loro passioni, Trento lancia un’altra sfida di alto profilo ospitando i Campionati Europei di Ciclismo su Strada in programma dal 9 al 13 settembre 2020.

Con congruo anticipo, l’organizzazione capitanata dall’APT Trento Monte Bondone Valle dei Laghi, in stretta collaborazione con la Provincia di Trento, il Comune di Trento e Trentino Marketing, ha presentato quest’oggi presso la Sala Buzzati a Milano il logo ufficiale ed i percorsi sui quali in cinque giorni verranno assegnati 13 titoli continentali (sei per parte tra uomini e donne, oltre alla gara a squadre), l’ultimo dei quali sarà quello della prova in linea élite uomini.

SCELTA STRATEGICA IN UNA STAGIONE DA CAPOGIRO

A cavallo tra l’appuntamento olimpico di Tokyo e quello iridato in Svizzera (nel Cantone del Vaude), i Campionati Europei 2020 ospitati per la quarta volta dall’Italia (Bergamo 2002, Verbania 2008 e Offida 2011 i precedenti) vanno a collocarsi dunque in una stagione particolare ed estremamente impegnativa.

Proprio da qui discende la necessità di anticipare la conoscenza dei percorsi, dando così ai maggiori protagonisti del ciclismo mondiale la possibilità di scegliere con ponderazione i traguardi a loro più congeniali. Assodato che sia la prova olimpica che quella mondiale verranno disputate su percorsi molto selettivi, la scelta di “Trentino 2020” è stata di disegnare tracciati impegnativi ma con un tasso di difficoltà decisamente minore, dunque perfetti per stimolare gli appetiti di ruote veloci. Non semplici sprinter, ma campioni dotati di un ottimo spunto in velocità ed in grado di ben difendersi su qualsiasi tracciato.

IL TITOLO EUROPEO RICHIAMA I CAMPIONI VERI

Il campionato europeo su strada, la cui prima edizione risale a 25 anni fa (1995), è d’altro canto un appuntamento che ha acquisito una grande rilevanza negli anni recenti, anche grazie al ruolo sempre più importante assunto dalla UEC (Union Européenne de Cyclisme) nel valorizzare la tradizione del vecchio continente, culla del ciclismo e della sua storia – rispetto all’avanzata continua di realtà con minore tradizione ma con forti potenzialità e notevoli mezzi economici.

A conferma dell’accresciuto valore del titolo europeo e della maglia che i vincitori indossano per un’intera stagione – come quella arcobaleno che identifica il campione del mondo – basta scorrere i risultati delle ultime tre edizioni della prova in linea élite. Nel 2016 in Francia primo Peter Sagan, secondo Julian Alaphilippe; nel 2017 in Danimarca vittoria di Alexander Kristoff sul nostro Elia Viviani; nel 2018 a Glasgow infine il trionfo di Matteo Trentin davanti a Mathieu Van der Poel, con quest’ultimo annunciato quale principale favorito nell’edizione 2019 che correrà sulle strade amiche, ad Alkmaar (Olanda) all’inizio di agosto.

TRENTIN E PATERNOSTER APRIPISTA DELLE AMBIZIONI ITALIANE

Tutti i più bei nomi del ciclismo internazionale del presente e del futuro, dunque, guardano al Campionato Europeo come ad un obbiettivo primario della stagione ed il fatto che il campione in carica dei professionisti sia proprio un atleta di casa, Matteo Trentin, rende ancora più densa di significati l’attesa dell’evento 2020, considerando quello che il Trentino ha rappresentato, oggi come ieri, per il ciclismo italiano.

Campioni come MoserFondriestSimoni hanno lasciato un’eredità importante di cui oggi sono brillanti interpreti, oltre allo stesso Trentin, i vari Gianni MosconDaniel OssCesare BenedettiNicola Conci, oltre alla bellissima Letizia Paternoster, reginetta del ciclismo femminile e già idolo del pubblico giovanile. Con circa 3000 tesserati e un centinaio di Società affiliate, in una provincia che supera di poco il mezzo milione di abitanti, il Trentino è considerato attualmente la realtà più fertile e vivace del ciclismo nazionale, considerando la qualità e la quantità dei talenti che continua a produrre.

STORIA, CULTURA, NATURA, INNOVAZIONE: UN EVENTO PER TUTTI

2020 UEC Road European Championships – Trentino 2020” è la denominazione ufficiale dell’evento a cui il prossimo anno Trento regalerà lo scenario mozzafiato di Piazza Duomo, già teatro di grandi eventi ciclistici come l’annuale appuntamento de “La Leggendaria Charly Gaul – UCI Granfondo World Series”, il Campionato del Mondo Cicloamatori e Master UWCT nel 2013, la tappa finale del Tour of the Alps 2017 che consacrò Geraint Thomas, vincitore del Tour de France un anno più tardi e la partenza della crono del Giro d’Italia 2018.

I percorsi delle varie prove – a cronometro e in linea per le categorie élite, under 23 e juniores sia uomini che donne, più la team relay – interesseranno luoghi particolari e significativi della città di Trento, della Valle dei Laghi e del Monte Bondone, esaltando la cultura (Castello del Buonconsiglio e i tanti luoghi d’interesse storico- culturale), la natura (i laghi di Toblino, Cavedine e gli altri specchi d’acqua della valle, le pendici occidentali del Monte Bondone tra boschi e riserve naturali) e i poli simbolo della ricerca e dell’innovazione (il quartiere Le Albere, il MUSE – Museo delle Scienze, la Fondazione Bruno Kesslera Povo e la Facoltà di Ingegneria a Mesiano).

GARE PIU’ BREVI, SPETTACOLO TV SU SCALA MONDIALE

Tutte le gare avranno partenza e arrivo in Piazza Duomo, con la sola eccezione delle prove a cronometro che prenderanno il via dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento. La scelta dettata dalla UEC è favorevole a tracciati di distanza contenuta, e così sarà anche per la prova regina che si svilupperà su una distanza di circa 180 km con un tratto in linea di poco superiore ai 70 km (non privo di qualche asperità, tra cui Passo San Udalrico e Bondone salendo da Vigolo Baselga) prima di entrare nel circuito finale da ripetere 7 volte il cui unico dislivello è rappresentato dalla salita di Povo.

L’Europeo promette un impatto importante considerando che coinvolge quasi 50 Paesi con un totale di 800 atleti e 450 membri dello staff. Dal punto di vista mediatico, oltre ad una massiccia presenza della stampa internazionale, l’Eurovisioneprodurrà tutto l’evento in diretta trasmettendo le prime tre giornate in streaming e le ultime due in TV, con la copertura di Eurosport e di almeno 7 TV nazionali (tra cui Raisport) che garantiranno la visibilità in oltre 60 Paesi europei, senza dimenticare la copertura di Eurosport Asia.

IL PROGRAMMA: 13 TITOLI DA ASSEGNARE IN CINQUE GIORNI

Questo il programma completo dei Campionati Europei di Ciclismo su strada 2020:

Mercoledì 9 settembre 2020
• Cronometro individuale donne junior
• Cronometro individuale uomini junior
• Team relay (crono a squadre uomini/donne)

Giovedì 10 settembre 2020
• Cronometro individuale donne élite
• Cronometro individuale donne under 23
• Cronometro individuale uomini under 23
• Cronometro individuale uomini élite

Venerdì 11 settembre 2020
• Prova in linea donne junior
• Prova in linea uomini junior
• Prova in linea donne under 23

Sabato 12 settembre 2020
• Prova in linea uomini under 23
• Prova in linea donne élite

Domenica 13 settembre 2020
• Prova in linea uomini élite

FONTE COMUNICATO STAMPA

Colpack si fa largo al Giro d’Italia

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Colpack si fa largo al Giro d’Italia 2019 con Ciccone, Masnada, Benedetti e gli altri “fratelli” per la gioia del presidente della squadra, Beppe Colleoni

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

C’è un gruppo di giovani ciclisti che si sta facendo largo al Giro d’Italia. Giovani emergenti che si stanno facendo notare sulla scena internazionale. L’ultimo colpo quello di Giulio Ciccone splendido vincitore oggi a Ponte di Legno, in maglia azzurra di miglior scalatore, della sedicesima tappa della Corsa Rosa, il tappone con il Mortirolo, ha esaltato tutti gli amanti del ciclismo (nella foto Rodella, il presidente Colleoni con Ciccone e Masnada al Piccolo Lombardia 2015).

In comune tutti questi ragazzi hanno un comune denominatore: un passato da Under 23 nel Team Colpack e nel gruppo che fa capo al presidente Beppe Colleoni e al team manager Antonio Bevilacqua. Curioso che in questa 102esima edizione della Corsa Rosa, finora, su quattro vittorie di corridori italiani, ben tre sono di ex Colpack: oggi l’abruzzese Ciccone, prima di lui il bergamasco Fausto Masnada primo a San Giovanni Rotondo, terzo oggi, e protagonista di un grande Giro, e poi il trentino Cesare Benedetti splendido vincitore della tappa Cuneo-Pinerolo, protagonista per un giorno dopo una vita da gregario.

Ma non è finita qui: c’è Giovanni Carboni che ha indossato per diversi giorni la maglia bianca di miglior giovane e si sta facendo onore con un ottimo Giro; Damiano Cima è uno dei più assidui frequentatori delle lunghe fughe di giornta; Simone Consonni, perso il suo leader Gaviria a cui doveva tirare le volate, si è ritagliato un suo spazio e proverà a resistere alle montagne per giocarsi nei prossimi giorni le ultime chance per i velocisti; Andrea Garosio sta lavorando per il suo capitano Vincenzo Nibali; Manuel Senni si è fatto vedere pure lui in fuga; Umberto Orsini, purtroppo, è stato costretto a lasciare per un problema fisico. C’è poi Mattia Cattaneo, che non ha vestito la maglia Colpack, ma da Juniores, con la For 3 – Milram, ha fatto parte di questo gruppo con cui aveva conquistato anche un argento al Mondiale in Sudafrica.

Sono fatti che esaltano il grande lavoro svolto negli ultimi anni dalla formazione vivaio bergamasca che dopo aver dominato per diverse stagioni la scena nazionale ed internazionale degli Under 23 ora vede i suoi ex ragazzi farsi largo con onore anche nel ciclismo dei grandi.

Particolarmente felice è proprio il presidente del Team Colpack Beppe Colleoni: “Oggi Ciccone mi ha fatto emozionare. Sono felicissimo per lui. È stata una tappa e una vittoria bellissima. Era successo anche con Masnada e con Benedetti, ma tutti i nostri ragazzi si stanno comportando bene. Non ho parole per le emozioni che stiamo vivendo in questi giorni. Voglio solo dire grazie ai ragazzi”.

FONTE COMUNICATO STAMPA