Allenarsi con il caldo? Nove consigli per farlo

Allenarsi con il caldo?Ecco cosa fare!

Allenarsi con il caldo? Nove consigli utili per migliorare le performance durante la stagione estiva ed evitare problemi.

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Caldo in bicicletta (fonte Pixabay)

Allenarsi con il caldo? L’estate da sempre è la stagione in cui aumenta l’uso delle biciclette. Il bel tempo, il caldo, la luce aiutano ad inforcare la bicicletta ed uscire per una passeggiata. Il vero nemico è però il caldo eccessivo che in bicicletta può diventare un vero nemico.

Le ultime estate particolarmente calde a molti tolgono il desiderio di pedalare. Offriamo sette semplici consigli per combattere le alte temperature quando esci a pedalare.

  1. Pianifica il percorso: se non sei un ciclista incallito, ragionare bene sul tracciato da percorrere per gli spostamenti può aiutare a migliorare la qualità delle pedalate. Non sempre l’itinerario più breve è quello più agevole. Valuta i tratti in salita e quelli con maggior traffico, analizza eventuali alternative con parti in ombra che possono aiutare a faticare di meno.
  2. Pedala la mattina. Inutile dire che mai come in estate il mattino ha l’oro in bocca. Non ti piace svegliarti presto? Provaci una volta e ti accorgerai del beneficio sia per la performance che per lo spirito. Alzarsi presto per fare una cosa che ti piace non è mai un sacrificio!
  3. Verifica lo stato della bicicletta. E’ un suggerimento che vale sempre ma che in estate aiuta ancor di più. Controlla che tu abbia il kit in caso di forature, a nessuno piace stare ore sotto il sole per un guaio meccanico.
  4. Controlla le tue energie. Dosa le forze, non sparare tutto subito e non fare “a gara” con gli altri ciclisti, rischieresti di trovarti “bollito” quando invece ti mancano ancora molti chilometri. A nessuno piace essere sorpassato ma non rischiare di “piantarti”.
  5. Vale per ogni sport e vale sempre ma vale ancor di più per l’estate. Bere ogni 15 minuti è un mantra da non dimenticare mai. Bevi lentamente anche se sei assetato, soprattutto se bevi una bibita fredda comprata al bar, il tuo corpo te ne sarà grato. Installa un secondo porta borracce o acquista una camelback.
  6. Scegli abbigliamento consono. Vale per l’inverno e spesso è sottovalutato in estate. L’abbigliamento tecnico non è una cosa per fanatici o megalomani ma una aiuto reale. Ok che il nero “fa figo” ma a luglio ed agosto l’essere stiloso può andare in vacanza a favore della funzionalità!
  7. Fai pause regolarmente all’ombra se ti senti surriscaldato. Se puoi ferma la bicicletta vicino a un bosco o una zona con piante invece che all’aperto. Non gpedalare nel caldo del tardo pomeriggio e se puoi esci con gli amici per sicurezza.
  8. Non dimenticare di portare gli occhiali da sole. Spendi qualche soldo in più per un prodotto di qualità.
  9. Proteggiti con una crema solare. Se pedalando l’aria spesso toglie l’idea del calore non è così per la tua pelle che potrebbe, invece, patire qualche scottatura. Prima di partire ricorda di mettere della crema protettiva.

Alaphilippe vola a Pau: la crono è sua!

Alaphilippe vola a Pau e vince la cronometro

Alaphilippe vola lungo le strade di Pau andando a vincere la prova a cronometro individuale e incrementando il vantaggio in classifica generale

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe vola a cronometro e Wout Van Aert vola, purtroppo, a terra, costretto ad abbandonare la corsa francese in una prova che lo vedeva tra i favoriti per la vittoria. A vincere è stato quindi la maglia gialla in carica che ha sfoderato una prova incredbile. Il francese, galvanizzato dalla maglia gialla, ha dominato i 27,2 km lungo le vie di Pau riuscendo non solo a difendere la maglia di leader ma incrementando il proprio margine.

Alle spalle del transalpino ecco uno dei favoriti di giornata, Geraint Thomas, che ha pagato un dazio di 14 secondi precedendo un sorprendende Thomas De Gendt (Lotto Soudal) che ha chiuso a 36″ dal vincitore di giornata così come il colombiano Rigoberto Urán (EF Education First). Appaiati in classifica anche  Richie Porte (Trek-Segafredo) e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) che hanno perso 45 secondi.

 

La classifica generale dopo la prova a cronometro di oggi: Alaphilippe ha ora 1’26” su Thomas, 2’12” su Kruijswijk, 2’44” su Mas, 2’52” su Bernal, 3’04” su Buchmann, 3’22” su Pinot, 3’54” su Urán, 3’55” su Quintana e Yates, 4’15” su Dan Martin, 4’29” su Valverde e Fuglsang. Porte è a 4’44”, Bardet a 5’46”, Mikel Landa a 6′.

 

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico?

Come sta Chris Froome? Ecco il responso dei medici

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico? Secondo i medici ha perso due litri di sangue ma ha lo spirito per tornare in sella in sei mesi

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Come sta Chris Froome? Quali sono le conseguenze del terribile schianto durante il sopralluogo sul percorso della cronometro del Delfinato? In tanti se lo sono chiesti nelle ultime ora e, secondo quanto riportato da siti specializzati, l’intervento è stato tutt’altro che semplice.

Froome è stato inizialmente stabilizzato e valutato presso l’Ospedale di Roanne per poi essere trasportato in aereo all’Ospedale di Saint-Etienne per essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Il manager del Team Ineos, Dave Brailsford, ha spiegato che, oltre alla frattura del femore, del gomito destro e di alcune costole, il campione ha subito anche alcuni “danni interni”.

Il chirurgo ortopedico Giorgio Gresta ha raccontato alla Gazzetta dello Sport alcune dettagli clinici dell’illustre paziente.

“Era cosciente e reattivo e si è dimostrato ottimista nonostante le sue ferite non fossero semplici. Da un punto di vista clinico non ci sarà alcun problema, in tanti si sono operati a Saint-Etienne. Nella sfortuna possiamo dire che è stato fortunato che la caduta sia avvenuta vicino ad un centro così all’avanguardia” ha spiegato il medico.

Uno dei chirurghi che ha operato Froome ha spiegato che il corridore del Team Ineos ha perso quasi due litri di sangue a causa delle tante ferite e che “potrebbero essere necessari sei mesi per tornare alle corse”.

L’intervento, secondo quanto riportato dai media francesi, ha richiesto circa quattro ore per via della criticità della frattura del femore destro (eseguito dal Dott. Philippot) mentre l’operazione al gomito destro ha richiesto circa 40 minuti ed è stata eseguito da Gresta.

Dopo i delicati interventi chirurgici, Froome è stato posto nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale di Saint-Etienne ma la cosa non deve spaventare in quanto si tratta di “una misura precauzionale a causa della lunghezza dell’intervento e dell’elevato quantitativo di sangue perso, più o meno due litri”, ha spiegato Gresta a La Gazzetta dello Sport .

Il ciclista non corre nessun pericolo ed è, anzi, rilassato e al più presto verrà trasferito in reparto per iniziare il percorso di recupero. Froome è apparso molto motivato e tranquillo e appare spinto da una grande voglia di tornare al più presto a pedalare. Il Team Ineos ha confermato che l’atleta

“resterà in ospedale per i prossimi giorni sotto osservazione, ma è già impegnato a discutere le sue opzioni di riabilitazione”.

Froome è stato raggiunto dalla moglie Michelle ha voluto ringraziare tutti per i tanti attestati di solidarietà ricevuti.

 

Sam Bennett vince la terza tappa del Delfinato 2019

Sam Bennett vince in volata al Delfinato 2019

Sam Bennett della Bora-Hansgrohe conquista la terza frazione del Critérium du Dauphiné 2019 battendo in volata Wout Van Aert. Teuns resta leader della generale

Sam Bennett

Sam Bennett

 

Sam Bennett si aggiudica la terza tappa del Giro del Delfinato 2019 con partenza da Le Puy-en-Velay e arrivo a Riom dopo 177 km assolutamente semplici con una parte centrale lievemente complicata ma con gli ultimo 50 km totalmente pianeggianti.

La pioggia continua ad accompagnare il plotone che deve vedersela anche con temperature inferiori alla media in una primavera un po’ “ingrata” con gli atleti impegnati al Critérium du Dauphiné 2019.

Già al primo km parte una fuga con l’eritreo Natnael Berhane (Cofidis, Solutions Crédits) e il francese Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels). I due atleti pedalano in sintonia ed arrivano ad accumulare un margine di circa quattro minuti (al chilometro 32) ma, complice la voglia di vittoria dei team dei velocisti, i due vengono ripresi quando all’arrivo mancano circa 12 km.

Completato il ricongiungimento è inevitabile l’epilogo in volata con Sam Bennett che, perfettamente guidato da Shane Archbold, sceglie perfettamente i tempi per andare a battere l’olandese Wout Van Aert del Team Jumbo-Visma. In terza posizione chiude il nostro Davide Ballerini dell’Astana Pro Team. Completano la top 5 Clément Venturini ed  Edward Theuns.

In classifica resta tutto invariato con Dylan Teuns della Bahrain Merida che mantiene la maglia gialla di leader della generale con 3 secondi di margine su Guillaume Martin (Wanty-Gobert) e 20″ su Alexey Lutsenko e Jakob Fuglsang (Astana Pro Team).

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

 

1 BENNETT Sam BORA – hansgrohe 60 50 4:15:25
2 VAN AERT Wout Team Jumbo-Visma
3 BALLERINI Davide Astana Pro Team
4 VENTURINI Clément AG2R La Mondiale
5 THEUNS Edward Trek – Segafredo
6 BOASSON HAGEN Edvald Team Dimension Data
7 HODEG Álvaro José Deceuninck – Quick Step
8 DEBUSSCHERE Jens Team Katusha Alpecin
9 MEZGEC Luka Mitchelton-Scott
10 LAMBRECHT Bjorg Lotto Soudal

Classifica generale:

1 – TEUNS Dylan Bahrain Merida 10 11:52:28
2 – MARTIN Guillaume Wanty – Gobert Cycling Team 0:03
3 – LUTSENKO Alexey Astana Pro Team 0:20
4 – FUGLSANG Jakob Astana Pro Team
5 – QUINTANA Nairo Movistar Team 0:24
6 –  PINOT Thibaut Groupama – FDJ
7 –  WOODS Michael EF Education First
8 – FOOME Chris Team INEOS
9  –  POELS Wout Team INEOS
10  – YATES Adam Mitchelton-Scott

 

Europei 2020 a Trento: la città dello sport si mette in bici

Europei 2020 presentati i Campionati su strada

Europei 2020 di ciclismo su strada presentati oggi, attesi 800 atleti e una poderosa copertura TV per valorizzare la città, del Monte Bondone e della Valle dei Laghi

 

Consacratasi città dello sport per eccellenza dopo lo straordinario successo riscosso lo scorso autunno dal Festival dello Sport (che tornerà con la seconda edizione dal 10 al 13 ottobre prossimi), Trento allarga ulteriormente i suoi confini. Capoluogo e simbolo di una provincia che richiama ogni anno – tra stagione estiva e invernale – quattro milioni e mezzo di visitatori (dati 2018) da tutto il mondo, polo universitario di eccellenza e dunque naturalmente vicina ai giovani ed alle loro passioni, Trento lancia un’altra sfida di alto profilo ospitando i Campionati Europei di Ciclismo su Strada in programma dal 9 al 13 settembre 2020.

Con congruo anticipo, l’organizzazione capitanata dall’APT Trento Monte Bondone Valle dei Laghi, in stretta collaborazione con la Provincia di Trento, il Comune di Trento e Trentino Marketing, ha presentato quest’oggi presso la Sala Buzzati a Milano il logo ufficiale ed i percorsi sui quali in cinque giorni verranno assegnati 13 titoli continentali (sei per parte tra uomini e donne, oltre alla gara a squadre), l’ultimo dei quali sarà quello della prova in linea élite uomini.

SCELTA STRATEGICA IN UNA STAGIONE DA CAPOGIRO

A cavallo tra l’appuntamento olimpico di Tokyo e quello iridato in Svizzera (nel Cantone del Vaude), i Campionati Europei 2020 ospitati per la quarta volta dall’Italia (Bergamo 2002, Verbania 2008 e Offida 2011 i precedenti) vanno a collocarsi dunque in una stagione particolare ed estremamente impegnativa.

Proprio da qui discende la necessità di anticipare la conoscenza dei percorsi, dando così ai maggiori protagonisti del ciclismo mondiale la possibilità di scegliere con ponderazione i traguardi a loro più congeniali. Assodato che sia la prova olimpica che quella mondiale verranno disputate su percorsi molto selettivi, la scelta di “Trentino 2020” è stata di disegnare tracciati impegnativi ma con un tasso di difficoltà decisamente minore, dunque perfetti per stimolare gli appetiti di ruote veloci. Non semplici sprinter, ma campioni dotati di un ottimo spunto in velocità ed in grado di ben difendersi su qualsiasi tracciato.

IL TITOLO EUROPEO RICHIAMA I CAMPIONI VERI

Il campionato europeo su strada, la cui prima edizione risale a 25 anni fa (1995), è d’altro canto un appuntamento che ha acquisito una grande rilevanza negli anni recenti, anche grazie al ruolo sempre più importante assunto dalla UEC (Union Européenne de Cyclisme) nel valorizzare la tradizione del vecchio continente, culla del ciclismo e della sua storia – rispetto all’avanzata continua di realtà con minore tradizione ma con forti potenzialità e notevoli mezzi economici.

A conferma dell’accresciuto valore del titolo europeo e della maglia che i vincitori indossano per un’intera stagione – come quella arcobaleno che identifica il campione del mondo – basta scorrere i risultati delle ultime tre edizioni della prova in linea élite. Nel 2016 in Francia primo Peter Sagan, secondo Julian Alaphilippe; nel 2017 in Danimarca vittoria di Alexander Kristoff sul nostro Elia Viviani; nel 2018 a Glasgow infine il trionfo di Matteo Trentin davanti a Mathieu Van der Poel, con quest’ultimo annunciato quale principale favorito nell’edizione 2019 che correrà sulle strade amiche, ad Alkmaar (Olanda) all’inizio di agosto.

TRENTIN E PATERNOSTER APRIPISTA DELLE AMBIZIONI ITALIANE

Tutti i più bei nomi del ciclismo internazionale del presente e del futuro, dunque, guardano al Campionato Europeo come ad un obbiettivo primario della stagione ed il fatto che il campione in carica dei professionisti sia proprio un atleta di casa, Matteo Trentin, rende ancora più densa di significati l’attesa dell’evento 2020, considerando quello che il Trentino ha rappresentato, oggi come ieri, per il ciclismo italiano.

Campioni come MoserFondriestSimoni hanno lasciato un’eredità importante di cui oggi sono brillanti interpreti, oltre allo stesso Trentin, i vari Gianni MosconDaniel OssCesare BenedettiNicola Conci, oltre alla bellissima Letizia Paternoster, reginetta del ciclismo femminile e già idolo del pubblico giovanile. Con circa 3000 tesserati e un centinaio di Società affiliate, in una provincia che supera di poco il mezzo milione di abitanti, il Trentino è considerato attualmente la realtà più fertile e vivace del ciclismo nazionale, considerando la qualità e la quantità dei talenti che continua a produrre.

STORIA, CULTURA, NATURA, INNOVAZIONE: UN EVENTO PER TUTTI

2020 UEC Road European Championships – Trentino 2020” è la denominazione ufficiale dell’evento a cui il prossimo anno Trento regalerà lo scenario mozzafiato di Piazza Duomo, già teatro di grandi eventi ciclistici come l’annuale appuntamento de “La Leggendaria Charly Gaul – UCI Granfondo World Series”, il Campionato del Mondo Cicloamatori e Master UWCT nel 2013, la tappa finale del Tour of the Alps 2017 che consacrò Geraint Thomas, vincitore del Tour de France un anno più tardi e la partenza della crono del Giro d’Italia 2018.

I percorsi delle varie prove – a cronometro e in linea per le categorie élite, under 23 e juniores sia uomini che donne, più la team relay – interesseranno luoghi particolari e significativi della città di Trento, della Valle dei Laghi e del Monte Bondone, esaltando la cultura (Castello del Buonconsiglio e i tanti luoghi d’interesse storico- culturale), la natura (i laghi di Toblino, Cavedine e gli altri specchi d’acqua della valle, le pendici occidentali del Monte Bondone tra boschi e riserve naturali) e i poli simbolo della ricerca e dell’innovazione (il quartiere Le Albere, il MUSE – Museo delle Scienze, la Fondazione Bruno Kesslera Povo e la Facoltà di Ingegneria a Mesiano).

GARE PIU’ BREVI, SPETTACOLO TV SU SCALA MONDIALE

Tutte le gare avranno partenza e arrivo in Piazza Duomo, con la sola eccezione delle prove a cronometro che prenderanno il via dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento. La scelta dettata dalla UEC è favorevole a tracciati di distanza contenuta, e così sarà anche per la prova regina che si svilupperà su una distanza di circa 180 km con un tratto in linea di poco superiore ai 70 km (non privo di qualche asperità, tra cui Passo San Udalrico e Bondone salendo da Vigolo Baselga) prima di entrare nel circuito finale da ripetere 7 volte il cui unico dislivello è rappresentato dalla salita di Povo.

L’Europeo promette un impatto importante considerando che coinvolge quasi 50 Paesi con un totale di 800 atleti e 450 membri dello staff. Dal punto di vista mediatico, oltre ad una massiccia presenza della stampa internazionale, l’Eurovisioneprodurrà tutto l’evento in diretta trasmettendo le prime tre giornate in streaming e le ultime due in TV, con la copertura di Eurosport e di almeno 7 TV nazionali (tra cui Raisport) che garantiranno la visibilità in oltre 60 Paesi europei, senza dimenticare la copertura di Eurosport Asia.

IL PROGRAMMA: 13 TITOLI DA ASSEGNARE IN CINQUE GIORNI

Questo il programma completo dei Campionati Europei di Ciclismo su strada 2020:

Mercoledì 9 settembre 2020
• Cronometro individuale donne junior
• Cronometro individuale uomini junior
• Team relay (crono a squadre uomini/donne)

Giovedì 10 settembre 2020
• Cronometro individuale donne élite
• Cronometro individuale donne under 23
• Cronometro individuale uomini under 23
• Cronometro individuale uomini élite

Venerdì 11 settembre 2020
• Prova in linea donne junior
• Prova in linea uomini junior
• Prova in linea donne under 23

Sabato 12 settembre 2020
• Prova in linea uomini under 23
• Prova in linea donne élite

Domenica 13 settembre 2020
• Prova in linea uomini élite

FONTE COMUNICATO STAMPA

Colpack si fa largo al Giro d’Italia

Colpack quanti ex al Giro d’Italia

Colpack si fa largo al Giro d’Italia 2019 con Ciccone, Masnada, Benedetti e gli altri “fratelli” per la gioia del presidente della squadra, Beppe Colleoni

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

C’è un gruppo di giovani ciclisti che si sta facendo largo al Giro d’Italia. Giovani emergenti che si stanno facendo notare sulla scena internazionale. L’ultimo colpo quello di Giulio Ciccone splendido vincitore oggi a Ponte di Legno, in maglia azzurra di miglior scalatore, della sedicesima tappa della Corsa Rosa, il tappone con il Mortirolo, ha esaltato tutti gli amanti del ciclismo (nella foto Rodella, il presidente Colleoni con Ciccone e Masnada al Piccolo Lombardia 2015).

In comune tutti questi ragazzi hanno un comune denominatore: un passato da Under 23 nel Team Colpack e nel gruppo che fa capo al presidente Beppe Colleoni e al team manager Antonio Bevilacqua. Curioso che in questa 102esima edizione della Corsa Rosa, finora, su quattro vittorie di corridori italiani, ben tre sono di ex Colpack: oggi l’abruzzese Ciccone, prima di lui il bergamasco Fausto Masnada primo a San Giovanni Rotondo, terzo oggi, e protagonista di un grande Giro, e poi il trentino Cesare Benedetti splendido vincitore della tappa Cuneo-Pinerolo, protagonista per un giorno dopo una vita da gregario.

Ma non è finita qui: c’è Giovanni Carboni che ha indossato per diversi giorni la maglia bianca di miglior giovane e si sta facendo onore con un ottimo Giro; Damiano Cima è uno dei più assidui frequentatori delle lunghe fughe di giornta; Simone Consonni, perso il suo leader Gaviria a cui doveva tirare le volate, si è ritagliato un suo spazio e proverà a resistere alle montagne per giocarsi nei prossimi giorni le ultime chance per i velocisti; Andrea Garosio sta lavorando per il suo capitano Vincenzo Nibali; Manuel Senni si è fatto vedere pure lui in fuga; Umberto Orsini, purtroppo, è stato costretto a lasciare per un problema fisico. C’è poi Mattia Cattaneo, che non ha vestito la maglia Colpack, ma da Juniores, con la For 3 – Milram, ha fatto parte di questo gruppo con cui aveva conquistato anche un argento al Mondiale in Sudafrica.

Sono fatti che esaltano il grande lavoro svolto negli ultimi anni dalla formazione vivaio bergamasca che dopo aver dominato per diverse stagioni la scena nazionale ed internazionale degli Under 23 ora vede i suoi ex ragazzi farsi largo con onore anche nel ciclismo dei grandi.

Particolarmente felice è proprio il presidente del Team Colpack Beppe Colleoni: “Oggi Ciccone mi ha fatto emozionare. Sono felicissimo per lui. È stata una tappa e una vittoria bellissima. Era successo anche con Masnada e con Benedetti, ma tutti i nostri ragazzi si stanno comportando bene. Non ho parole per le emozioni che stiamo vivendo in questi giorni. Voglio solo dire grazie ai ragazzi”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Tour of Albania: successo di Marchetti

Tour of Albania: la prima volta di Moreno Marchetti

Tour of Albania nella terza tappa arriva il primo successo in carriera di Moreno Marchetti della a Neri Sottoli – Selle Italia – KTM 

Tour of Albania: La Neri Sottoli

Tour of Albania: La Neri Sottoli

La Neri Sottoli – Selle Italia – KTM torna al successo e lo fa con il corridore più giovane del roster, Moreno Marchetti, che si è imposto nella 3^ tappa del Tour of Albania, la Elbasan – Vlore.

La squadra diretta da Francesco Frassi oggi non si è fatta sfuggire la vittoria arginando ogni tipo di attacco e portando il proprio velocista nella migliore posizione possibile sul rettilineo finale come dimostra il 3° posto dell’ultimo uomo di Simone Bevilacqua che dopo aver lanciato la volata a Marchetti ha potuto conquistare il suo secondo podio stagionale.

Dopo il traguardo Moreno Marchetti era particolarmente soddisfatto “Sono felicissimo per la mia prima vittoria, è un bel traguardo al termine di una frazione che abbiamo controllato assieme alla Nazionale albanese per poi prendere in mano le redini negli ultimi 10 km. Simone Bevilacqua ha fatto un grande lavoro all’ultimo km e il fatto che si sia piazzato anche lui conferma la bontà del nostro operato. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e spero di poter bissare questo successo nella tappa di venerdì”.

Domani da Vlore a Sarande la frazione più complicata con un GPM di 1^ categoria e una seconda parte di corsa molto movimentata.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Alexander Kristoff addio alla UAE Emirates?

Alexander Kristoff verso l’addio alla UAE Emirates

Alexander Kristoff sta valutando il suo futuro in vista della prossima stagione, il contratto in scadenza con la UAE Emirates

Alexander Kristoff (fonte pagina twitter)

Alexander Kristoff (fonte pagina twitter)

Alexander Kristoff e UAE Team Emirates potrebbero dirsi addio al termine della stagione in corsa. Il campione norvegese è in scadenza di contratto ed è alla ricerca di qualche soluzione più interessante in vista dell’imminente CicloMercato 2020.

L’ex campione europeo ha firmato con la UAE dopo una serie di annate poco convincenti e, di conseguenza, gli importi garantiti a Kristoff non erano (e non sono) da big del pedale. Ora, dopo aver la prestigiosa come la Gand – Wevelgem, per il 31enne scandinavo è tornato il momento di monetizzare dando un occhio alle offerte che potranno arrivare sul tavolo del suo agente.

“Non ho ancora raggiunto un accordo con nessuno ma c’è interesse da parte di numerose squadre – ha spiegato al sito norvegese procyling.no – ho avuto una offerta dalla UAE che non mi sembra sufficiente ragion per cui abbiamo parlato con altre squadre. Ho una idea in testa, quindi vogliamo vedere se riusciamo ad arrivarci”.

L’offerta attualmente nelle mani di Alexander Kristoff è maggiore di quanto stia attualmente percependo e la consapevolezza di aver offerto delle prove assolutamente convincenti negli ultimi mesi ha destato il desiderio di rivalsa.

La presenza in team di un astro emergente come Fernando Gaviria potrebbe essere un ulteriore sprone a lasciare la UAE Emirates anche se tra i due è nato un discreto feeling: “con Fernando le cose sono andate bene, certo nelle classiche si corre un po’ da soli ma sia alla Gand-Wevelgem che al Giro delle Fiandre abbiamo giocato di squadra”.

Forster doma il diluvio di San Marino

Forster re dei Titano XCO

Forster  portacolori della Scott SRAM è il Re di Titano XCO, terza tappa di Internazionali d’Italia davanti a Nadir Colledani e Schurter.

Forster coperto di fango

Forster coperto di fango

Le due edizioni della breve storia di Titano XCO non potrebbero essere più diverse fra loro: dopo il caldo asfissiante che mise in crisi gli atleti sugli impietosi strappi del Parco Montecchio di San Marino, Domenica 28 Aprile è stata la pioggia torrenziale a mettere in fila i pretendenti alla corona della terza prova di Internazionali d’Italia Series.

Non è cambiato però il tema di fondo: quella di San Marino si è confermata una gara esigente e dai contenuti tecnici interessati, apprezzata da atleti e tecnici. E come da attese, sono arrivati due successi a grandi firme: fra gli uomini ha esultato il Campione d’Europa Lars Forster (Scott-SRAM), fra le donne la tricolore in carica Eva Lechner (Torpado-Südtirol).

E l’attesissimo Nino Schurter (Scott-SRAM)? Il Campione del Mondo e Olimpico in carica ha onorato al meglio il suo primo impegno ad Internazionali d’Italia Series dal successo di Milano nel 2016: all’attacco fin dalla prima curva, lo svizzero ha patito le condizioni atmosferiche e del terreno nella seconda metà di gara, arrendendosi al compagno di squadra Forster ed anche ad un superlativo Nadir Colledani (Bianchi Countervail), che a San Marino ha scritto forse la pagina più bella della sua giovane carriera elite.

FORSTER MAGO DELLA PIOGGIA A SAN MARINO

Quando i protagonisti della categoria uomini Open si sono allineati per il via di Titano XCO, la pioggia aveva già flagellato il terreno del Parco Montecchio per oltre 4 ore: condizioni diversissime da quelle della ricognizione del giorno prima, e che hanno costretto alcuni atleti a cambiare scelte in corsa.

Podio Uomini Open

Sono bastate poche curve del circuito allestito dalla Federazione Sammarinese Ciclismo per chiarire i valori in campo: Schurter ha forzato dal rettilineo iniziale, seguito da un brillantissimo Colledani, e con Nicholas Pettinà e i gemelli Braidot (C.S. Carabinieri) presenti nelle primissime posizioni. Più faticoso l’avvio di Gerhard Kerschbaumer (Torpado-Ursus), di Forster e del leader del circuito Stephane Tempier (Bianchi Countervail), il cui stile di corsa mal si adattava al terreno fangoso di San Marino.

In tanti hanno pagato nelle prime tornate l’adattamento al terreno viscido, e in particolare la discesa dei tronchi, su cui tutti i migliori hanno assaggiato il terreno. Se Colledani e Schurter hanno insistito nel loro ritmo, Forster si riportava su di loro al termine della seconda tornata delle cinque in programma, riuscendo poi ad allungare a metà della successiva. Da lì in avanti la gara si trasformava in un assolo dello svizzero, mentre Colledani si prendeva nell’ultima tornata lo sfizio di togliersi di ruota il campione del Mondo ed Olimpico.

Buona la prova di Nicolas Pettinà (C.S. Carabinieri), quarto davanti al Campione Italiano Gerhard Kerschbaumer (Torpado Ursus), mentre Tempier (Bianchi Countervail), ha chiuso in decima posizione, conservando la maglia di leader della Classifica Generale. Juri Zanotti (Torpado Ursus) ha mantenuto invece la leadership tra gli U23.

Oggi è stata veramente dura,” ha raccontato Forster, “quando ancora in albergo abbiamo visto le condizioni meteo il morale non era esattamente alle stelle. Anche il mio avvio è stato complesso, ma con il passare dei giri sono riuscito a ritrovare ritmo, e da lì in avanti è andato tutto bene. Vincere è per me il miglior viatico per avvicinarmi agli appuntamenti centrali della stagione, e ho tutte le intenzioni di continuare a farlo.”

Felice e quasi incredulo, Nadir Colledani ha potuto celebrare un secondo posto di peso: “Sono contentissimo, non mi aspettavo di disputare una gara del genere oggi. Invece, dal principio sono riuscito a stare con Nino, pur avendo qualche problema di troppo in discesa: al primo giro siamo finiti tutti per terra, nei giri successivi ho scelto di affrontare le più insidiose a piedi, rimanendo comunque a contatto con i due svizzeri. Togliersi di ruota il Campione del Mondo ha un sapore speciale: anche se credo Nino non sia ancora al top, lottare con due maglie tanto importanti significa molto.”

 

Soddisfatto del terzo posto il Campione del Mondo Schurter: “E’ stata una gara molto difficile, e tutto sommato sono contento del mio piazzamento. Queste non sono le mie condizioni favorite – non ho abitudine a confrontarmi con fango pesante e molto freddo – ma quando sono al via cerco sempre di partire per vincere. Questa è una bella gara, su un circuito tecnicamente di livello: questa a San Marino è stata un’esperienza positiva.”

EVA LECHNER REGINA DI TITANO XCO

Eva Lechner

San Marino la pioggia ha risparmiato soltanto la gara Junior maschile, mentre le donne sono state accolte da un violento acquazzone. In condizioni difficili, ad emergere è stata l’esperienza della Campionessa d’Italia Eva Lechner (Torpado Sudtirol), protagonista di una gara tutta in rimonta che le ha consentito di avere la meglio su Martina Berta (Torpado Ursus). Terzo posto per Vera Medvedeva (Metallurgica Veneta). L’altoatesina ha conquistato anche la leadership in Classifica Generale con 84 punti: alle sue spalle, rispettivamente, Martina Berta (80) e Vera Medvedeva (60).

Martina Berta e Marika Tovo (Ghost Factory Racing) hanno preso subito un vantaggio in partenza, ma se la valdostana è riuscita a mantenere un ritmo costante, la campionessa uscente di Internazionali d’Italia Series è scivolata, perdendo rapidamente ogni chance di vittoria. Tutta in rimonta, invece, la gara di Eva Lechner, che dopo una caduta nel primo giro è rapidamente tornata in lotta per il successo, sopravanzando Berta e involandosi in solitaria.

La gara non è iniziata bene, perché non avevo scelto le gomme migliori per queste condizioni, e sono caduta sul fianco sinistro nella prima tornata – ha detto la vincitrice. – Ho dovuto affrontare qualche problema di grip, ma sono comunque riuscita a trovare il passo giusto per risalire e conquistare la maglia di leader. Sono un po’ dolorante ma contenta”.

Nella gara Juniores, successo per Letizia Marzani (Team Merida Italia) che ha consolidato la propria leadership assoluta. Alle sue spalle Letizia Motalli (KTM-Protek-Dama) e Julia Maria Graf(ASC Kardaun-Cardano).

UOMINI JUNIOR, VITTONE SI PRENDE TAPPA E MAGLIA

Podio DonneLa gara riservata alla categoria Uomini Junior ha aperto il programma di Titano XCO. La prova è stata marchiata a fuoco da un incontenibile Andreas Emanuele Vittone che ha interpretato al meglio un tracciato in quel momento ancora asciutto.

Il portacolori del Velo Club Tamaro si è presentato in solitaria sul traguardo, distanziando i suoi avversari nel corso della prima tornata. Vittone ha conquistato la prima affermazione nell’edizione 2019 del più importante circuito italiano di Mountain Bike, vestendo, inoltre, la maglia di leader della Classifica Generale disegnata dall’atelier Northwave Custom Project. Alle spalle del vincitore, Dario Cherchi (Bici Camogli) e Jan Laner (Bike Team Gais).

Vittone guida la graduatoria generale con 80 punti dopo tre tappe disputate, precedendo Cherchi, a quota 68 lunghezze. “Sono felice di aver conquistato la maglia di leader – spiega il vincitore. – Ad Andora non è andata bene, ma poi ho ritrovato le migliori sensazioni. Speravo di riuscire a conquistare la maglia nella gara di casa, a La Thuile, ma ho anticipato i tempi e sono contento così”.

PROSSIMA TAPPA: APRUTIUM RACE A PINETO

Internazionali d’Italia Series tornerà fra una settimana, Domenica 5 Maggio, a Pineto, dove è in programma l’Aprutium Race, quarta tappa del circuito, prima del gran finale di La Thuile.

FONTE COMUNICATO STAMPA