Gelu Carbon Creation K1: la sella più leggera al mondo

 

Gelu Carbon Creation K1: una sella che pesa meno di 40 grammi

Gelu Carbon Creation K1 marchio di Angel Ivanof  ha messo in commercio la sella più leggera al mondo: solo 37,3 grammi per un prodotto in carbonio speciale

Gelu Carbon Creation K1

Gelu Carbon Creation K1

Gelu Carbon Creation K1 marchio di Angel Ivanof  creato nel 2013 che sta portando il Portogallo ai vertici della produzione mondiale di biciclette e accessori. Non tutti sanno che  il Portogallo è un paese emergente in questo settore ma i dati di mercato sono inconfutabili: il mercato lusitano delle biciclette è in assoluto fermento. Uno dei marchi più noto è Prototype che fornisce le ruote con cerchio in carbonio alla squadra di Coppa del Mondo Primaflor Mondraker Rotor Ragin Team, ma non è il solo.

Se avete la passione per le biciclette super leggere allora dovreste imparare a  conoscere la  Gelu Carbon Creation marchio creato da Ivanof e che da inizio 2018 ha messo in commercio la sella più leggera al mondo, disponibile sia per MTB che per Strada.

La Gelu Carbon Creation K.3 da mountain bike (48,8 grammi) e la K.1 specifica per la strada (37,3 grammi). Per fare un paragone la Selle Italia SLR C59, lanciata sul mercato lo scorso 2017 come sella più leggera mai prodotta dall’azienda veneta, pesa circa 60 grammi e costa 449 euro.

 

Gelu Carbon Creation K1: parla Angel Ivanof

Il mio primo contatto con materiali compositi è avvenuto quando avevo 13 anni. Ero un giovane atleta di canoa che passava ore nel nostro laboratorio di “master” della flotta stupito con tutti i materiali impregnati di un forte profumo di resina. Sentivo che quello era il mio “laboratorio” se potessi essere lo per il me stesso scienziato. Negli anni successivi mi sono concentrato sull’essere un atleta a tempo pieno, ma ogni volta che ho potuto e che ho avuto a disposizione l’ho passato a fare esperienze usando materiali più nobili come le resine di carbonio, kevlar e resina epossidica.

Nel 1993, ho abbandonato la competizione e sono venuto in Portogallo dove ho iniziato una il mio lavoro nei materiali compositi lavorando nel tessuto e nella riparazione di imbarcazioni nautiche (canoa, canottaggio, windsurf, surf …).

Nel 1999 sono entrato nel mondo composito aeronautico e avanzato. Nel 2005 ho iniziato ad applicare tutte le conoscenze e le esperienze acquisite nel mondo del ciclismo. Un anno dopo la nascita del primo prototipo 100% in carbonio, pesava 120 g. Passarono gli anni e dopo diversi modelli di test a cui ho raccolto l’esperienza di un ortopedico e di un ingegnere nasce un prodotto straordinario con grande qualità, comfort e affidabilità. Le selle Gelu sono il risultato della mia passione per i materiali compositi e per lo sport e sono molto orgoglioso di condividerle con voi.

 

Gelu Carbon Creation K1: : dettagli tecnici

  • Peso: +/- 49g
  • Dimensioni: 242/122 (mm)
  • Materiale utilizzato – scafo: 100% preperg.carbon/ epoxy
  • Binari – forchette: 100% preperg.carbon/ epoxy
  • Peso massimo del ciclista: 95kg
  • Utilizzo consigliato: strada/MTB
  • Prezzo: 445,00 euro (indicativo)

 

 

 

 

Scott Spark RC 900 la bicicletta di Nino Schurter

Scott Spark RC 900 scopriamo la MTB di Nino Schurter

Scott Spark RC 900 analizziamo la MTB full del campione Schurter e dello Sram Racing Team

Scott Spark RC 900

Scott Spark RC 900

Scott Spark RC  900 sarà la MTB full che quest’anno utilizzera Nino Schurter assieme ai suoi compagni alla Sram Racing Team. La presentazione di questo capolavoro firmato Scott è avvenuta lo scorso venerdì quando i tecnici SRAM sono stati in visita alla squadra durante il recente ritiro a Massa Vecchia (GR).

La  Scott Spark RC 900 presenta in dotazione il misuratore di potenza Quarq, marchio della famiglia SRAM che rappresenta la vera novità del modello 2018. Il resto della componentistica sembra assolutamente la medesima di quella utilizzata nella scorsa stagione sportiva. La forcella è RockShox SID World Cup mentre per ciò che concerne l’ammortizzatore, secondo le fotografie rese note, potrebbe trattarsi del Deluxe ma, in considerazione che lo stesso non presenta alcuna scritta potrebbe trattarsi di un particolare prototipo.

La trasmissione è la SRAM Eagle mentre i freni  sono i Level Ultimate, attacco manubrio, piega, manopole, reggiselle e sellasono forniti da Syncros. Le ruote sono le DT Swiss XMC 1200 con canale interno da 24mm  gli pneumatici sono Maxxis. Il portaborraccia è Topeak e i padeli Ritchey.

 

Scott Spark RC 900: un modello per tutti

La SCOTT Spark ha un curriculum di maggior successo rispetto a qualsiasi bici cross-country biammortizzata mai realizzata. Questa caratteristica è espressa integralmente nella Spark RC 900 SL. Con meno di 1800 g ammortizzatore incluso, questo telaio di razza corsaiola con 100 mm di escursione è il telaio Spark più leggero mai fatto. La Spark RC 900 SL è vestita per vincere con il nostro sistema di sospensione TwinLoc, con una forcella FOX 32 SC Factory Air, la trasmissione SRAM XX1 Eagle a 12 velocità, e i freni SRAM Level Ultimate.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

  • Telaio Spark RC in carbonio HMF
  • Forcella FOX 32 SC Performance 100 mm
  • FOX Nude, TwinLoc Remote
  • Sram GX-X1 Eagle 12 velocità
  • Freni a disco Sram Level TL
  • Ruote Syncros XR2.5 TR
  • Pneumatici Maxxis Aspen Kevlar
  • Componentistica Syncros

La Spark 900 RC è dotata di una sfilza di componenti di alta gamma in un pacchetto abbordabile. Il nostro sistema di sospensione TwinLoc, la trasmissione SRAM eagle a 12 velocità, i freni Level e i componenti Syncros si combinano per creare una bici da gara full suspension in carbonio.. da sogno.

Il prezzo della MTB si aggira attorno ai 4.000 €.

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy

Graziella bicicletta: la storia di un simbolo del made in Italy

Graziella bicicletta storica progettata da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli da sempre simbolo di Made in Italy nel mondo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy progettata nel 1961 da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto divenne immediatamente un culto nel bel paese. Ancora oggi La Graziella conserva un fascino indissolubile tipicamente anni 60, anni di boom economico del nostro paese, anni spensierati di crescita. Bicicletta “classica” per fare la spesa ma anche per brevi spostamenti in città ha unito utilità e stile.

Il successo di questa una elegante bici pieghevole la fece diventare punto di riferimento e oggetto di imitazione da parte anche dei grandi produttori (Atala, Legnano, Bianchi, ecc) ma il fascino della Graziella non subita le “imitazioni”.
Il modello conquistò subito il mercato sia perché primo modello pieghevole in Italia, sia perché simbolo dell’Italia che rialzava la testa (come la Vespa) a vent’anni dalla seconda guerra mondiale.

Fino all’uscita del modello pensato da Donzelli le biciclette non erano considerati (se non per le biciclette da corsa) modelli di design. La Graziella arrivò a cambiare un mercato che era fatto di bici “povere” e incolori, passate da padre in figlio e viste come mezzo di trasporto e non di svago.

Graziella bicicletta di stile!

Tratto innovativo oltre, come detto, all’essere la prima pieghevole che si vedeva in Italia, era Il portapacchi che fungeva anche da telaio e che rivedeva il concetto di trasporto. Erano spariti i foderi e i forcellini erano saldati direttamente al portapacchi. Il suo fascino sinuoso la fece definire “la Rolls Royce di Brigitte Bardot” e le consentì di garantirsi il ruolo si status symbol.

Non solo la comodità di poter avere una bicicletta trasportabile in auto, treno o autobus ma anche la qualità del prodotto con il suo telaio robusto ma pieghevole mediante una cerniera centrale, il comodo portapacchi, le ruote decisamente piccole per gli standard e la sella imbottita, ammortizzata e sfilabile la resero un modello di anticonformismo.

Graziella bicicletta con la vernice!

La Carnielli, azienda produttrice del modello Graziella capì subito la qualità del prodotto e il suo potenziale infinito di mercato e, trovata geniale, cominciò a distribuire la bicicletta con un kit contenente un Tubetto di vernice e pennellino incorporato nel tappo al fine di garantire la sistemazione di eventuali abrasioni e mantenere una colorazione impeccabile.

La Graziella fu prodotta fino alla fine degli anni ottanta. I modelli originali sono oggetto oggi oggetto di culto, di collezionismo e modernariato

Il mito della Graziella è approdato anche nella grande mela ed è sinonimo di “dude” (elegantoni), un pezzo di design esposto in alcuni negozi di New Yorke e Brooklyn

Huck Norris ridurre le forature in mtb

Huck Norris ridurre le forature nelle uscite in mtb

Huck Norris ridurre le forature nelle uscite in mtb grazie a una striscia di schiuma nella gomma tubeless

Huck Norris

Huck Norris

Huck Norris ridurre le forature durante le uscite in MTB mediante una striscia di schiuma  inserita all’interno della gomma tubeless. Gli effetti situazioni di stress per le gomme come urti, colpi, scontri con pietre, radici, marciapiedi possono ora essere meglio controllati grazie a questo innovativo prodotto.

Huck Norris è stato presentato nel corso dell’ultima edizione di Eurobike la fiera internazionale dedicata al ciclismo e ha riscosso fin da subito l’attenzione degli addetti ai lavori.

Il tubeless, prodotto sicuramente apprezzato non è, però esente da difetti come la possibilità di tagliare il copertone e “stallonare” la gomme dal cerchio. Queste problematicità hanno ha fatto ideare una serie di sistemi per proteggere il copertone come l’Huck Norris oppure il Deaneasy (made in Italy).

L’idea dell’inserimento all’interno del pneumatico di una striscia realizzata in schiuma espansa è mutuata dalla tecnologia RunFlat (in uso sugli pneumatici della auto)

Huck Norris quanto costa?

Huck Norris viene commercializzato in Italia da 4Guimp sia singolarmente che a coppia, i relativi prezzi di listino sono pari a 36,90€ e 69,00€.

Huck Norris scheda tecnica

Huck Norris è disponibile per ruote da 27,5” e 29” in 3 taglie: S, M e L. La taglia S è larga 50 mm ed è compatibile con canali da 21 a 28 mm di larghezza, il peso dichiarato è pari a 75 g; la M è larga 55 mm e copre larghezze del canale da 27 a 35 mm, il peso è pari a 80 g; la L va utilizzata con canali da 34 a 45 mm di larghezza interna, il peso sale a 85 g.

Naturalmente il prodotto non è la panacea a tutti i mali legati alla foratura ma può consentire di continuare a pedalare con la gomma sgonfia, anche per vari chilometri, in sicurezza, permettendovi di raggiungere casa o officina senza lasciare danni al cerchio.

Per se sue caratteristiche può consentire di pedalare in tranquillità anche se la pressione dello pneumatico è inferiore alla soglia suggerita.

Huck Norris: installazione e funzionamento

L’installazione è semplice: basta posizionare la striscia all’interno del pneumatico (un po’ come accade per la camera d’aria) e poi inserire, come di consueto, il lattice nel sistema tubeless.

Il prodotto non richiede la minima modifica al cerchio o alla gomma e rappresenta una soluzione assolutamente ideale per preservare i nostri preziosi cerchi in carbonio.

Catadiottri sulle biciclette: un obbligo di Legge

Catadiottri sulle biciclette pochi li hanno ma salvano la vita

Catadiottri sulle biciclette imposti dal Codice della Strada non sono così utilizzati ma potrebbero salvare la vita

Catadiottri sulle biciclette

Catadiottri sulle biciclette

Catadiottri sulle biciclette questi sconosciuti! La norma li impone così come impone i fanali per chi gira di notte senza dimenticare i giubbetti catarifrangenti. Ma chi li usa? Spesso sentiamo parlare di investimenti di ciclisti nelle ore notturne a volte per imprudenza dei guidatori e a volte per poca visibilità del ciclista. In realtà esiste una normativa che regolamenta la circolazione notturna e che impone l’uso di Catadiottri ma che viene colpevolmente disattesa.

Accade spesso che la vittima sia un ragazzo di ritorno da un momento di svago con amici, per giorni le tv propinano la storia che poi sparisce dalle cronache senza portare miglioramenti alle condizioni di sicurezza.

Andare in bicicletta sulle strade italiane, lo sappiamo, è purtroppo molto rischioso: esistono pochissimi percorsi protetti, spesso non segnalati e le condizioni delle strade sono orribili.

A questo si unisce il fatto che, soprattutto chi gira in bicicletta di notte, deve avere a che fare con automobilisti che, a volte, si pongono alla guida in condizioni alterate dall’alcol, dalle droghe o da psicofarmaci, rendendo veramente pericoloso l’impiego della carreggiata.

Molti di noi prima che ciclisti sono automobilisti e, ci auguriamo, nel momento di porsi alla guida danno la giusta attenzione ai ciclisti ma a chi non è capitato, nelle uscite in bici, di essere sfiorato da qualche automezzo?

Troppi bambini, troppi adolescenti sono vittime, in Italia, di incidenti causati dall’eccesso della velocità degli adulti o dal fatto di non avere adeguata visibilità. Questo accade ai ciclisti ma anche ai runners che si allenano lungo le strade.

Catadiottri sulle biciclette: facciamoci vedere!

Esiste già una legge che impone alle biciclette che circolano nelle ore notturne e fuori città l’uso di fanali e di catadriotti sulle ruote e sui pedali ma su questo tema c’è carenza di informazione e di educazione stradale.

E’ importante indossare abiti ad elevata visibilità ma, diciamocelo francamente, la maggior parte dei ciclisti (soprattutto chi usa la bicicletta non per sport ma per spostarsi) non adopera giubbetti catarifrangenti o il casco!

Catadiottri sulle biciclette: ecco cosa dice il Codice della Strada

La norma in questione è il Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992 ed in particolare gli articoli di riferimento sono il 68 e il 182.

L’articolo 68 intitolato “Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi “ al punto c dice: “per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati” e al comma 2 specifica che “. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1 devono essere presenti e funzionanti nelle ore e nei casi previsti dall’art. 152”.

Ma cosa rischia il ciclista indisciplinato? “I ciclisti che non rispettano una simile prescrizione e circolano senza luci o con luci non conformi a quanto stabilito dal codice della strada”, scrivono gli esperti, “rischiano una sanzione che può arrivare anche a cifre non indifferenti: si tratta, in particolare, del pagamento di una somma compresa tra 24 e 97 euro”.

L’articolo 182, comma 9-bis, del codice della strada sancisce, invece, l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità quando si circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere o quando si transita all’interno di gallerie. Se non si rispetta tale obbligo, il rischio è quello di dover pagare una sanzione di importo compreso tra 25 e 99 euro.

Come creare un piano di allenamento per il ciclismo

Creare un piano di allenamento per il ciclismo

Creare un piano di allenamento efficace per il ciclismo intelligente e finalizzato a raggiungere i propri obiettivi: una guida completa

Creare un piano di allenamento

Creare un piano di allenamento

Creare un piano di allenamento non è facile come a dirsi, pedalare tanto può essere utile per ottenere benefici sulla salute ma non è sufficiente se si hanno degli obiettivi agonistici o anche solo di u viaggio cicloturistico.

Un piano di allenamento è un planning delle uscite e degli allenamenti da effettuare nel corso di un periodo prestabilito (in genere annuale). Creare un piano di allenamento consente di monitorare il proprio impegno e l’ottenimento o meno degli obiettivi prescelti. Anche se non ci si rivolge ad un esperto per la stesura della propria tabella, questo è il primo passo per effettuare una preparazione professionale evitando errori e problemi di sovrallenamento.

Anzittutto è importante capire quale sia il proprio obiettivo e iniziare la pianificazione nella seconda parte dell’autunno o inizio inverno (ideale inizio novembre).

Creare un piano di allenamento: 4 fasi

  • Fase base: si svolge nella transizione tra una stagione e l’altra e ha come obiettivo il recupero delle energie. Si suggeriscono lunghe uscite a bassa intensità alternate con altre discipline (corsa, palestra). DURATA UN MESE (gennaio)
  • Fase di costruzione: in questo periodo si lavora sulla resistenza aerobica e sul miglioramento del tono muscolare (in palestra). Si suggerisce di effettuare uscite lunghe alternando con la palestra. DURATA DUE MESI (febbraio-marzo)
  • Fase di alta intensità: ridurre il numero di uscite aumentandone la qualità (si lavora sulla soglia lattacida). Si lavora sulle ripetute e su uscite ad alta intensità. DURATA DUE MESI (aprile-maggio).
  • Fase di mantenimento coincide con l’inizio della stagione, si lavora per il mantenimento della condizione ottenuta nelle tre fasi precedenti

Creare un piano di allenamento: fattori critici

Vediamo ora quali sono i fattori critici per realizzare il proprio piano di allenamento:

  1. Studio della stagione passata: è importante tenere sempre un’agenda o un file dove annotare dati e risultati delle varie annate, questo permette di capire il vostro andamento, i punti di forza e di debolezza e capire gli eventuali errori commessi.
  2. Misurare il tuo obiettivo: quando è la corsa obiettivo? Che tipo di competizione volete fare? Dovete fare un viaggio Cicloturistico? Correre una corsa Gravel? Fissato l’obiettivo, aggiungiamo un orizzonte temporale per ottenerlo
  3. Stabiliamo l’allenamento: naturalmente questo deve essere finalizzato all’obiettivo che ci siamo posti.
  4. Stabilire i tempi per allenarsi: è importante fare una valutazione puntuale e veritiera del tempo a disposizione per l’allenamento.
  5. Stabilire quanto tempo dedicare alle fasi di allenamento: come dal precedente capitolo, ogni fase va pianificata in termine di mesi e sessioni di allenamento.
  6. Obiettivi intermedi: stabilire obiettivi intermedi aiuta il ciclista a controllare mediante una gap analysis gli scostamenti tra l’ottenuto e lo sperato.
  7. Stabilire le ore: è importante che il tempo da dedicare all’allenamento sia ben stabilito e veritiero.
  8. Tenere registrazione settimanale degli allenamenti: consente di migliorare l’azione di controllo sul rendimento degli allenamenti.

Creare un piano di allenamento: errori da evitare

  • Scaricare tabelle dei “pro”: non siamo dei professionisti, anche se ben allenati restiamo degli amatori, tabelle da pro metterebbero pressione e probabilmente delusione per i mancati risultati
  • Obiettivi irraggiungibili: chi non vorrebbe vincere una classica monumento? Tutti ma non è credibile, ergo diamoci obiettivi ambiziosi ma ottenibili
  • Dare troppa importanza al piano: il piano di allenamento è una guida non il Vangelo, eventuali gap non sono dei drammi se ci si allena con costanza e serietà
  • Sottovalutare il piano: allo stesso modo è importante che si provi ad rispettare il piano con impegno.
  • Non tenere traccia degli allenamenti: è importante monitorare come ci alleniamo in rapporto al piano in questo siamo aiutato da alcune app (anche gratuite) che consentono di registrare con precisione i dettagli delle uscite

 

Mental Training nel ciclismo: guida

Mental Training nel ciclismo, una nuova frontiera

Mental Training nel ciclismo: la preparazione mentale riveste un ruolo sempre di maggior importanza per le attività sportive professionistiche

Mental Training

Mental Training

Mental Training nel ciclismo è ormai diventato di importanza pari all’allenamento fisico e tecnico-tattico non a caso i top team del World Tour stanno affiancando alla preparazione tradizionale questa metodologia di esercizio.

In sostanza, attraverso l’allenamento mentale, e alle tecniche ad esso collegate (Allenamento Ideomotorio, Elettrostimolazioni craniali, ecc) il ciclista di allena a sviluppare abilità mentali per affrontare lo stress della gara e per mantenere la concentrazione nei momenti più duri delle competizioni.

La preparazione mentale è quindi elemento non da trascurare per i professionisti ma anche per gli amatori. Il Mental Training si compone di diverse fasi e tecniche funzionali al tipo di attività svolta e agli obiettivi che si vogliono ottenere nonché alla personalità dell’atleta.

Mental Training: la personalità e pensiero positivo

Fondamentale per una buona attività di Mental Training sarà la consapevolezza dei tratti caratteristici della personalità, della sua capacità di gestione delle emozioni, la capacità motivazionale propria, il contesto ambientale o familiare dell’atleta così da meglio comprendere su quali “leve” agire.

Il pensiero positivo per un ciclista, rappresenta un’ottima modalità per raggiungere i propri obiettivi: immaginiamo quanto è diverso pensare “voglio vincere” da “non voglio perdere”! L’incremento dell’autostima e dell’autoconsapevolezza può essere fondamentale e fare la differenza tra l’essere un prospetto e diventare un campione.

Questa differenza può determinare l’aumento o meno dei livelli di performance del ciclista: la corretta gestione dei passaggi di categoria, delle nuove distanze nelle corse o della pressione al risultato possono fare la differenza tra risultati positivi e negativi.

Mental Training: goal setting e self talk

Il Goal Setting è una metodologia che sviluppa un programma di lavoro formato da obiettivi e sotto obiettivi. Questi devono essere misurabili e analizzabili così da avere visibilità dei miglioramenti effettuati in termini di abilità acquisite e di risultati raggiunti.

Il self talk consiste nel dialogo interiore dell’atleta: questa tecnica ha un grande impatto sul comportamento, sull’atteggiamento che si assume in generale in diverse situazioni (in generale in quelle a maggior livello di stress competitivo). Allenando questa capacità di auto-dialogo è possibile migliorare l’attenzione nonché aumentare o ridurre il livello di attivazione o di rilassamento funzionali al obiettivo del ciclista.

Aumentante la concentrazione può consentire ad un ciclista il miglioramento del gesto atletico (un po’ come avviene per l’ Allenamento Ideomotorio) ergo dell’efficienza della pedalata anche in condizioni di affaticamento: è facile vedere atleti in crisi perdere completamente la coordinazione consumando energie per pedalate non redditizie.

Mental Training: tecniche di rilassamento e Imagery

Le tecniche di rilassamento (Training Autogeno) consentono al ciclista di ottenere una maggiore consapevolezza e conoscenza del proprio corpo, delle emozioni che si provano in gara aumentando il benessere in generale e producendo condizioni di tranquillità. La gestione delle stress pre-gara e dell’ansia da prestazione sportiva possono essere gestite con attività di rilassamento.

Per Imagery si intende la possibilità del ciclista di ottenere una rappresentazione mentale delle proprietà fisiche, o dell’azione. Questa proiezione mentale può consentire la correzione dei gesti tecnici inopportuni e non redditizi.

Studi scientifici hanno dimostrano che affiancare l’allenamento ideomotorio al classico allenamento fisico può migliorare il livello delle performance anche in modo notevole.

 

Allenamento ideomotorio nel ciclismo: guida completa

Allenamento ideomotorio una nuova frontiera per allenare gli atleti del ciclismo.

Allenamento ideomotorio è una tecnica facente parte del Mental Training, finalizzato all’apprendimento di un gesto sportivo o al suo perfezionamento mediante tecniche mentali.

Allenamento Ideomotorio

Allenamento Ideomotorio

Allenamento ideomotorio: in altre parole è la “rappresentazione mentale sistematicamente ripetuta e cosciente dell’azione motoria (Frester, 1985). E’ una tecnica complessa che consiste nel percorrere mentalmente e sistematicamente il gesto tecnico, senza eseguirlo realmente ma “percependosi” molto vividamente con tutti i canali sensitivi.

L’obiettivo è ottenere il cosiddetto “effetto Carpenter“, cioè il fatto che  immaginare un movimento determina una stimolazione dei muscoli interessati dall’attività di immaginazione. Naturalmente la contrazione è quasi impercettibile ma registrabile attraverso il potenziale elettrico muscolare (EMG).

L’allenamento ideomotorio nel ciclismo può accelerare il processo d’apprendimento ed intervenire sulla correzione degli errori tecnici attraverso il consolidamento della traccia mnestica nella memoria del movimento.

Naturalmente questo genere di allenamento aumenta la sua efficacia qualora l’atleta riesca a raggiungere un livello di rilassamento profondo spesso preceduta dalla visione di foto, diapositive o filmati del gesto tecnico.

Dopo aver definito la sequenza motoria ottimale, il ciclista la ripete mentalmente in modo “sistematico”, focalizzando la sua attenzione sulla perfezione di ogni singolo movimento corporeo.

E’ palese come sia importante che il ciclista venga istruito su tecniche come il Training autogeno o il Biofeedback.

Operando sulle “sperienze quasi-sensoriali e quasi-percettive di cui siamo coscienti” (Richardson 1969) sarà importante il massimo realismo dell’attività focalizzando la mente solo sugli aspetti fondamentali del gesto eliminato gli elementi di “disturbo”.

Allenamento ideomotorio nel ciclismo: le teorie fondamentali

  1. psiconeurosensoriale (Carpenter, 1894; Jacobson, 1934; Suinn, 1972, 1976; Jowdy e Harris, 1990) secondo la quale la ripetizione ideomotoria provoca una attivazione neuromuscolare misurabile
  2. attivazione (Schimidt, 1982; Feltz & Riessinger, 1990) l’imagery favorisce l’insorgere di livelli di attivazione adeguati alle richieste
  3. apprendimento simbolico (Fitts, 1964; Feltz & Landers, 1983; Hall & Erffmeyer, 1983) secondo cui l’allenamento idromotorio fornisce al soggetto l’opportunità di allenare gli elementi simbolici
  4. bioinformazionale (Lang, 1977; Bird, 1984) al variare dell’immagine mentale varia anche il comportamento reale
  5. modello triplo codice (Ahseen, 1984; Murphy e Jowdy, 1992) l’efficacia dell’imagery subisce l’influenza di tre fattori interagenti: il realismo sensoriale delle immagini, le modificazioni fisiologiche prodotte dalle immagini e il significato delle immagini

 

Ciclismo aumentare watt: guida completa

Ciclismo aumentare watt: come spingere di più in bici?

Ciclismo aumentare watt: grazie powermeter parole come “potenza”, “watt”, “picchi di potenza” sono diventate comuni tra i ciclisti professionisti ed amatoriali.

Ciclismo aumentare wattCiclismo aumentare watt e quindi produrre maggior potenza è possibile ma è un lavoro complesso che richiede più fronti di intervento:

  • Allenamento
  • Miglioramento del gesto
  • Bike fit

Ciclismo aumentare watt: Allenamento

Per aumentare la potenza bisogna potenziare i muscoli con allenamenti mirati alla forza. Lavoro da compiere in inverno quando di può dedicare maggior tempo alla palestra con lavori di ipertrofia. Lavorare sullo quat può non servire se non si accompagna a attività mirata anche per gli altri muscoli (polpaccio, schiena, braccia che aiutano a migliorare la posizione in sella e a stabilizzarla). Si suggerisce anche un lavoro mirato alla flessibilità muscolare per evitare che il lavoro sulla potenza vada ad operare un fisiologico accorciamento del muscolo dovuto alle contrazioni di tipo diverso al movimento della pedalata.

Ciclismo aumentare watt:  Miglioramento il gesto

Lavorare sulla qualità della pedalata può, per assurdo, essere più importante del lavoro sulla potenza. Il movimento del piede corretto e l’uso della pedivella nel modo più appropriato possono far guadagnare diversi watt.

La potenza è nulla senza il controllo diceva un noto sport ed in effetti il miglioramento del gesto atletico migliora anche la potenza sprigionata dalla pedalata.

Questo miglioramento (sicuramente più impegnativo mentalmente) si ottiene solamente mediante esercizi propedeutici e mirati nonché un allenamento ideomotorio che aiuti ad automatizzare il gesto meccanico.

Ciclismo aumentare watt: Bike Fit

La corretta posizione in sella è fondamentale per migliorare la resa della pedalata e ridurre i disturbi alle articolazioni.

La regolazione delle tacchette degli scarpini, l’allineamento della rotula in spinta, l’altezza e l’avanzamento della sella sono i primi parametri da rimodulare per aumentare (se vi fossero errori posturali) il wattaggio.

Più la posizione è corrette e più si innescherà un meccanismo di guadagno marginale e consentirà di aumentare esponenzialmente i watt prodotti.

 

Bicicletta usata come acquistarla?

Bicicletta usata dove comprarla, come sceglierla!

Bicicletta usata un modo per avere un modello superiore alle nostre possibilità ma occhio alla scelta.

Bicicletta Usata

Bicicletta Usata

Bicicletta usata si o no? Vi è mai capitato di pensare ad acquistare una bicicletta di seconda mano, magari navigando online siete capitati subito.it su ebay.it ed avete visto una fiammante bicicletta da corsa a un prezzo interessante ma siete stati colti da 1000 dubbi? Normale!

Questo nostro articolo vuole essere una guida all’acquisto di una bicicletta usata.

Bicicletta usata: è vantaggioso?

Se possiamo essere sinceri, in virtù della nostra personale esperienza, siamo portati a suggerire l’acquisto di un mezzo usato chiaramente è importante valutare in modo accurato tutti gli aspetti della negoziazione.

Nessun acquisto fatto d’impulso sarà un buon acquisto, ogni acquisto ponderato sarà una piacevole sorpresa. Può accadere che qualche utente acquisti biciclette di profilo alto e, non avendo ponderato bene il prodotto, sia costretto a rivenderlo sui mercatini online.

Infatti, può accadere che a  prezzi davvero vantaggiosi si possano trovare biciclette  di alta gamma con pochi chilometri pedalati. Può accadere anche di trovare il classico “fanatico” che dopo un anno di uso decida di sostituire il suo modello con l’ultima novità.

L’usato consente un risparmio e favorisce chi deve decidere “cosa” acquistare.

Su internet potrete trovare biciclette usate vendute tra privati o da negozi che ritirano usato dai clienti (quindi anche un giro nei negozi specializzati può riservare gradite sorprese). Spesso acquistando usato dai negozianti si ha anche diritto a dei tagliandi a costi vantaggiosi.

Bicicletta usata: abbattere i costi!

Acquistare una bicicletta usata può consentire di fare qualche affarone o semplicemente consentire di provare in condizioni low cost mezzi per provare una nuova disciplina e non si sa se ci piacerà. Personalmente dopo anni in MTB mi venne la voglia di cimentarmi sulla strada ma l’idea di investire migliaia di euro su un prodotto che magari non avrei apprezzato mi fermava un po’. La scelta dell’usato si è rivelata vincente!

Ma attenzione, comprare una bici usata non è semplice e può riservare cattive sorprese, ecco allora cosa monitorare attentamente:

Bicicletta Usata: provenienza della bicicletta

“Chi compra una bici rubata, ruba una bici comprata”. Il codice della strada non prevede documento di proprietà per le bici per questo è bene verificare la provenienza della bicicletta.

Se si acquista una bici rubata, si diventa complici nel reato di ricettazione in quanto la Legge non ammette ignoranza.
Come tutelarsi da potenziali acquisti borderline?

  • Controllare lo scontrino: chiederlo sempre, cosi come la garanzia della bicicletta e il numero di telaio (quando acquistare una bicicletta nuova deve essere consegnato!)
  • Evitate i mercatini: se siete appassionati di vintage e girate per mercatini sicuramente avrete visto modelli fiammanti (spesso proposti fuori dal perimetro dell’area ove è consentita la vendita) a prezzi da bicicletta da centro commerciale.
  • Occhio agli annunci online “anomali”: attenzione a biciclette da professionisti venduti a prezzi inferiori anche del 70 o 80% del prezzo originale, spesso sono rubate.
  • Comprate da negozianti: il negoziante può dare maggiori garanzie ma fatevi fare sempre lo scontrino, comprare in nero dal negoziante stupido perché non vi tutela
  • Forum: spesso sui forum specializzati è facile imbattersi con appassionati che vendono al giusto prezzo strumenti ben manutenuti e di provenienza certa.
  • Fretta: spesso nei contatti online trovate venditori che hanno “fretta di chiudere” prendetelo come un segnale da monitorare!

Bicicletta Usata: ma che sia quella giusta!

Trovato il modello giusto, a prezzo corretto e con le giuste garanzie di provenienza va controllata la bicicletta:

  • TAGLIA: ok il risparmio ma le dimensioni contano! Se risparmiate ma poi le vostre articolazioni risentiranno di una dimensione non corretta non avrete risparmiato nulla. Quindi calcolate bene la vostra taglia magari andando in qualche negozio per provare anche modelli simili.
  • GEOMETRIE: occhio alle geometrie, una MTB L non è come una BDC, ogni marca ha peculiarità proprie, non basta avere due ruote per essere una bicicletta (a volte sono cariole!).
  • PROVARLA: se comprate su subito.it rivolgete la ricerca a utenti vicini, sarà facile concordare un incontro per provare il mezzo

Bicicletta Usata: Verificare lo stato

Quando comprate una bicicletta usata dovete essere 1000 volte più pignoli della vostra abituale indole. Non controllate solo colore, pedivelle e deragliatore ma guardate tutto.

E soprattutto CONTROLLATE IL TELAIO! Se un graffio sul cerchione o sul freno non è un problema, se le manopole sono usate o il nastro del manubrio è logoro non è un problema se il telaio è compromesso è un disastro!

Controllare l’assenza di crepe, variazioni di colore o graffi (se il telaio è un carbonio!).

Controllato il telaio il resto sarà di secondaria importanza ma occhio a segni di usura, abrasioni, deragliatori e pedivelle graffiate potrebbero nascondere qualche caduta.

Non considerate solo le marche ma anche lo stato di usura delle componenti e non dimenticate di parlare molto con il venditore capirete molto sulla bicicletta. Se comprate una Pinarello da 10.000 euro e chi ve la vende non sa nulla di ciclismo, forse è un ricettatore? Se parlando con il venditore trovare una persona attenta e minuziosa probabilmente terrà la bicicletta in camera da letto e non in garage!

Insomma mia nonna diceva: “chi meno spende meno ha”, non sempre il detto è vero ma ad ogni modo vi abbiamo dato le chiavi di lettura per interpretare gli annunci che troverete online