Come eliminare la ruggine dalla bicicletta? 

Come eliminare la ruggine da una vecchia bicicletta

Come eliminare la ruggine dalla bicicletta? Una semplice guida per rimettere in pista la bicicletta trovata in cantina

Come eliminare la ruggine dalla bicicletta

Come eliminare la ruggine dalla bicicletta

Come eliminare la ruggine dalla bicicletta? Vi è mai capitato di entrare in una cantina e trovare una vecchia bicicletta arrugginita? Una bicicletta abbandonata e dimenticata da tutti ma che se adeguatamente restaurata può tornare a splendere come un antico gioiello? Se la risposta è si, la domanda successiva è: sapete come eliminare la ruggine dalla bicicletta?

Questa attività, in vero, non è poi così difficile ma tutto dipende dallo stato di degrado del telaio e delle componenti. Se la ruggine ha “mangiato” il metallo creando qualche buco va attentamente valutato se il restauro ha un senso (economico ed operativo).

Se, cosa più probabile, si tratta solo di piccoli forellini o segni di ruggine allora partire con il lavoro di recupero ha senso. Va sempre ricordato che il telaio deve essere non solo esteticamente appagante ma anche sicuro in quanto sollecitato dal pedalare.

In questo articolo analizzeremo come togliere la ruggine dalla vostra vecchia bici e riparare i buchi lasciati dall’ossidazione del metallo.

Per riparare i buchi (più piccoli) causati dalla ruggine vi servirà:

  • Stucco per metallo
  • indurente,
  • carta vetrata (grana 120)
  • carta vetrata (grana 180)
  • Acqua ragia
  • Vernice
  • Antiruggine
  • Stracci
  • Spatola

Iniziato con l’attività di “carteggiatura” della zona arrugginita, usate la carta abrasiva fino a eliminare la ruggine dal telaio. Tolto tutto lo strato di ruggine passate un panno impregnato di acqua ragia sulla superficie interessata. Quando la superficie sarà perfettamente pulita da ruggine, sporco o grasso è il momento di applicare lo stucco metallico.

Create una mescola di stucco e indurente (rapporto 2%) e con l’aiuto della spatola spalmatelo fino a tappare il buco. Sarà importante che il prodotto venga diffuso sul telaio in modo omogeneo ma in caso di irregolarità potremo aggiustare il lavoro con carta vetrata di grana 180.

Passato il necessario tempo di indurimento (10 – 20 minuti) procedete con la carteggiatura dell’eccesso di stucco fino a ottenere una superficie liscia.

Quando la ruggine sarà eliminarla del tutto, e prima di dare una mano di vernice nuova, sarà importante passare anche un prodotto antiruggine A questo punto potrete partire con la verniciatura.

Togliere la ruggine dalla bici

Se lo strato di ossidazione è superficiale vi servirà carta abrasiva di grana 120 o 180 dopo di che potreste già procedere alla verniciatura (con antiruggine) ma se la ruggine ha intaccato altre componenti dovrete fare lavori mirati e minuziosi.  Se trovate strati di ruggine più persistente potreste utilizzare un “convertitore di ruggine”.

Come eliminare la ruggine della catena? bici arrugginita

Occorrente:

  • petrolio bianco
  • pennello
  • spazzola di ferro

Con il pennello stendete il petrolio bianco e poi spazzolate accuratamente lungo tutto la superficie della catena con la spazzola di ferro. Questa operazione richiede pazienza e potrebbe essere necessaria ripeterla anche 5 o 6 volte.

Come pulire la catena della bicicletta? Guida completa

Come pulire la catena della bicicletta e lubrificarla

Come pulire la catena della bicicletta, guida completa ad una attività da svolgere prima e dopo ogni uscita in bici mantenendola efficiente

Come pulire la catena della bicicletta?

Come pulire la catena della bicicletta?

Come pulire la catena della bicicletta? Sembra una domanda banale relativa una attività normale e scontata ma conversando soprattutto con i ciclisti meno esperti si può facilmente comprendere come questa attività venga spesso dimenticata.

La catena della bicicletta, come tutte le parti della bici, ha subito una evoluzione nel corso degli anni: la catena della bici del nonno non ha quasi più nulla da spartire con la catena della vostra BDC o MTB in carbonio.

L’aumento del numero di pignoni ha portato ad adottare catene sempre più strette rendendo questo componente sempre più delicato tanto da richiedere spesso una apposita chiave per il suo montaggio, differente da quanto avviene con i modelli “vintage”.

Pur essendo ormai progettata per lavorare anche quando non è perfettamente in linea, è importante cercare di far lavorare la catena con la massima linearità mantenendola adeguatamente manutenuta.

In passato (chiedete a vostro nonno) la pulizia della catena si effettuava con la nafta che garantiva una perfetta pulizia della catena (meno delle mani) ma che per le catene moderne risulta inefficace se non dannosa in quanto la nafta toglie i trattamenti rendendola vecchia precocemente.

Perché si lubrifica la catena?

Anzitutto per una questione di fluidità e scorrevolezza e, poi, per proteggere la stessa dalla corrosione. Osservando la catena (magari non tutti l’abbiamo fatto) è facile notare come questa sia composta da maglie esterne connesse tra loro da dei cilindri

La lubrificazione è fondamentale per rendere scorrevoli gli scorrimenti tra le maglie e i perni, ridurre l’attrito fra le parti che può rendere più faticosa la pedalata e corrompere le superfici delle parte interessate.

Attenzione: la lubrificazione deve avvenire solamente su di una catena pulita viceversa si otterrebbe l’effetto contrario!

Come lubrificare la catena della bicicletta?

Se l’attività di lubrificazione della catena è funzionale al suo miglior scorrimento è importante ricordare che non ha alcun senso lubrificare una catena sporca.

Prima di procedere all’uso del lubrificante è quindi opportuno utilizzare uno sgrassatore (apposito o anche uno generico) da stendere sull’intera catena da lasciare agire per 5/10 minuti. Trascorso il tempo necessario proseguire con un lavaggio con dell’acqua e poi rimuovere a fondo lo sporco residuo con l’ausilio di una spazzola.

Passate quindi uno straccio intorno alla catena facendo girare i pedali così da eliminare gli ultimi residui.

Compiuto queste operazioni preliminari si può procedere con la lubrificazione della catena. Per un lavoro corretto è fondamentale che il lubrificante penetri all’interno di tutti i cilindri esterni raggiungendo i perni. Per compiere l’operazione potete aiutarvi con un dito per spandere il prodotto.

Può essere importante, a questo punto, rimuovere gli eccessi di lubrificante che potrebbe far appiccicare sporco alla catena.

 Come pulire la catena: gli strumenti economici

Ogni ciclista dovrebbe sapere che una corretta manutenzione è importante per proteggere le parti di trasmissione e sulla catena su cui si riflette il maggior numero di attriti rispetto addirittura all’intera bicicletta.

Pulire la catena è un’attività indispensabile per assicurare una vita più lunga al nostro mezzo e per migliorarne l’efficienza.

Online sono acquistabili appositi strumenti che possono agevolare questa attività anche a basso costo sia su portali low cost come Geek e Wish sia su Amazon ed Ebay

  • Lavacatena NeoDevice Sistema con spazzole rotanti consente la pulizia di tutte le parti della catena senza doverla smontare ha un prezzo davvero interessante.
  • ParkTool Cyclone CM-5.2 Adatto a tutte le biciclette presenta un magnete che cattura eventuali parti metalliche e una spugna che evita gocciolamenti. Lo strumento presenta una impugnatura che ne agevola l’impiego.
  • VeloChampion 1301 Lava-catena a quattro spazzole rotanti con setole dure per pulire la catena su tutti i lati. Non richiede quindi lo smontaggio della catena e presenta una apertura per inserire il detergente in modo pulito.

MTB elettrica guida alla scelta

MTB Elettrica i consigli per sceglierla

MTB Elettrica consigli per scegliere la vostra bicicletta a pedalata assistita: telai, sospensioni, trasmissione e batteria tutto quello che devi sapere

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica quale scegliere? Così hai deciso anche tu di acquistare una E-Bike o, meglio una E-MTB ma ti trovi ancora perso in un mare di modelli e caratteristiche. E’ pressoché impossibile riuscire a stabilire quale sia la miglior MTB a pedalata assistita presente sul mercato ma vi sono una serie di parametri (o se preferite suggerimenti) che vale la pena analizzare prima di procedere all’acquisto.

MTB Elettrica: il motore

Il mercato dei motori per MTB elettriche è rappresentato sostanzialmente da 4 player principali: Shimano, Bosch, Yamaha e Brose. Dimensioni, peso e coppia sono i 3 parametri principali da considerare.

L’e8000 di Shimano è il più compatto nonché il più leggero, il Bosch è più voluminoso e pesa 4kg. E’ fondamentale sapere che oltra al peso va analizzata, appunto, la coppia (N-m).

Un valore basso di coppia significa erogazione più morbida ma meno spunto se si vogliono affrontare salite impegnative è meglio avere più N-m. E’ fondamentale affidarsi a marche che diano adeguata assistenza: se su di una bici tradizionale è relativamente facile metterci le mani, sulle bici elettriche diventa tutto più difficile.

Il servizio post vendita è sicuramente un aspetto da valutare confrontandosi con il negoziante che vi venderà la bicicletta.

MTB Elettrica: la batteria

La batteria è il vero cuore della E-bike prima ancora del motore. E’ importante valutarne il peso (in aggregazione col motore), i Watt-ora (Wh) e il numero di cicli di ricarica.

E’ importante valutare il numero di cicli di ricarica dichiarato dal produttore dopo il quale, come avviene per gli smartphone, l’efficienza della batteria può ridursi fino al 20% – 30%.

L’autonomia della batteria può variare con il peso della persona: un peso maggiore ne riduce naturalmente la prestazione!

Lo standard attuale è ormai di 500 Wh, ad eccezione di pochi marchi che propongono batteria da oltre 700 Wh con tendenza all’aumento. Nei prossimi avremo batterie da 1000 Wh, con lo stesso ingombro e magari anche con un peso inferiore ma ci vorranno tempi e studio.

MTB Elettrica: il display

Chiaramente è meglio averlo che non averlo ma se previsto è importante che sia ben visibile e magari che possa interagire con lo smartphone.

MTB Elettrica: trasmissione

Le E-Bike possono presentare trasmissione tradizionale a catena più scattante ma  più nervosa oppure a cinghia più fluida, uniforme e senza strappi

Catena o cinghia che sia devono poi rapportarsi alla corona anteriore (monocorona ma in futuro saranno 2 corone) e al pacco pignoni (i più diffusi sono a  11 velocità ma qualcuno offre anche i 12).

MTB Elettrica: il telaio

Anche per le biciclette a pedalata assistita a farla da padrone sono l’alluminio e il carbonio ma quest’ultimo è ancora fresco di introduzione e quindi da verificare.

Importante è ricordare che le E-MTB con telaio in allumino sono più pesanti ma più facili da guidare mentre quelle con telaio in carbonio consentono una riduzione di peso di quasi 2 kg portandolo spesso sotto la soglia psicologica per una MTB elettrica dei 20kg.

MTB Elettrica: la sospensione

Se la E-MTB sarà usata per un uso travel, su strade bianche o piccoli i dislivelli, va benissimo la sola sospensione frontale (che consente anche una riduzione di peso rispetto a una “full”).

Se l’idea è quella di fare un uso “gravity” per superare grandi dislivelli le Full offrono maggior comfort sia in salita che in discesa. Attenzione: le E-MTB Full costano di più delle Front quindi la scelta dipende anche dal budget.

I modelli di punta si avvicinano e a volte scendono anche sotto i 21 Kg, ma per le e-Mtb a doppia sospensione il peso è mediamente più vicino ai 22,5 Kg che ai 21 Kg.

MTB Elettrica: ruote da 26, 27.5 o 29″

Nelle E-MTB il trend in aumento è quello delle 27.5 Plus che offrono dinamicità permettendo di tenere alta la velocità consentendo maggiore stabilità.

Nelle MTB elettriche lo standard sono i freni a disco idraulici al fine di migliorare la sicurezza.

MTB Elettrica: il cambio

La maggior parte delle E-bike presenta cambio manuale anche se quelle di fascia alta ormai montano i cambi elettronici.  lo Sram Ex1 (primo e per ora unico cambio specifico per e-Mtb), è diventato sempre meno popolare preferendo lo Sram Gx Eagle per la migliore spaziatura dei rapporti.

MTB Elettrica: i prezzi

Come ogni settore anche quello delle E-Bike dovrà diventare maturo stabilizzando (e riducendo) i prezzi di vendita: i grandi brand della bici presto o tardi dovranno fare i conti con le proposte low cost di marchi come Decathlon che per ora non è ancora (per quanto?) un player del settore.

 

 

Semi di Chia super alimento per ciclismo e sport di resistenza

Semi di Chia super alimento e ciclismo

Semi di Chia guida al super alimento benefici, proprietà, controindicazioni, ricetta bevanda iskiate per ciclisti e runners

Semi di Chia

Semi di Chia

Semi di Chia super alimento particolarmente adatto a chi pratica sport di resistenza come running e ciclismo. Originaria dell’America Centro Meridionale, questa pianta è conosciuta nel mondo per le sue eccellenti caratteristiche nutrizionali. I suoi semi sono uno degli alimenti più ricchi di nutrienti al mondo

I semi di Salvia Hispanica erano già diffusi sin dall’antichità, tra le popolazioni Atzeche. Già all’epoca era diffusa l’idea che questi semi fossero ricchi di sostanze nutritive preziose tanto da essere destinati ai guerrieri. Chia significa “forza” in lingua maya, ed era conosciuta come “il cibo dei corridori”

I Semi di Chia (qualcuno scrive scorrettamente semi di kia), per le loro caratteristiche, sono definiti come “super alimento” infatti risultano essere una importante fonte di acidi grassi Omega3 (ALA), proteine, aminoacidi.

I semi di Salvia Hispanica hanno una alta capacità idrofila la Chia riesce ad assorbire fino 12 volte il relativo peso nell’acqua consentendo una idratazione prolungata e funzionale a prevenire squilibri elettrolitici.

La Chia idrata lentamente rilasciando i liquidi trattenuti all’interno delle sue mucillagini durante le uscite in bicicletta (o le sessioni di corsa).

I Chia Seeds (come vengono chiamati in inglese) presentano un contenuto di calcio pari a 177 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi, il 18% del fabbisogno giornaliero
Secondo alcuni studi Semi di Chia possono migliorare le funzioni intestinali e di “sradicamento” delle tossine ritardando la conversione dei carboidrati in zucchero e prolungandone la cessione ed il relativo apporto energetico nel corso della performance sportiva.

Su alcune riviste specializzate degli Stati Uniti si sottolinea come l’efficacia dell’assunzione di Semi di Chia sia verificabile in poche settimane a patto di assumerne una quantità giornaliera pari a 2 o 3 cucchiai.

I semi possono essere assunti crudi (uno o due cucchiai al giorno) oppure possono essere utilizzati come condimento per insalate, pasta, risotti, orzo, ed altri cereali.

Semi di Chia perché usarli?

I Semi di Chia sono un superfood, un cibo dalle proprietà nutrizionali uniche

Sono ricchi di proteine
Sono dei potenti antiossidanti.
Sono un’importante fonte di calcio: il contenuto triplica quello del latte.
Sono ricchi di fibra.
Sono una “miniera” di ferro: 3 volte superiori a quelle degli spinaci.

Semi di Chia ricette: Iskiate (agua de chia)

Consumare una bevanda a base di Semi di Salvia Hispanica può essere fondamentale prima di uno sforzo prolungato come una uscita in bicicletta. Preparare questa speciale bevanda è davvero elementare ma può consentire di depurare e idratare il nostro corpo.

Serviranno:

  • 1 cucchiaino di Semi (5 gr)
  • 1 bicchiere e ½ d’acqua (300 ml)
  • 1 limone

Sarà necessario mettere in ammollo i semi nell’acqua (da un minimo di 10 minuti a mezz’ora) aspettando che si formi il tipico Gel di Chia. Una volta ottenuto il gel spremere il limone e mescolare è possibile aggiungere del miele per addolcire il prodotto.

Questa bevanda energetica veniva impiegata dal leggendario delle popolazioni Tarahumaras o Rarámuris abitanti nelle montagne della Sierra Madre occidentale, nello stato Messicano di Chihuahua

Bevanda ai Semi di Chia: alternativa

E’ possibile produrre un’altra bevanda, simile alla precedente, ma che pare abbia poteri maggiori:

In una bottiglia di vetro mettiamo i Semi di Chia, aggiungiamo acqua fino a coprire, agitiamo il contenuto emettiamo a riposare per una notte. Nell’acqua i simi aumenteranno il volume. Passate le 8 ore aggiungiamo il limone appena spremuto, un cucchiaio di miele, mescoliamo e assumiamola a stomaco vuoto. E’ possibile sostituire l’acqua con succo di frutta, the o infusi.

Il rapporto tra chia e acqua dovrebbe preferibilmente essere di 1:10. Più o meno 1 cucchiaio e mezzo in una tazza di acqua

Aggiungendo semi di Chia alla vostra dieta e bevendo Acqua di Chia durante le  performance sportiva vi darà un notevole miglioramento delle prestazioni

Se si utilizza questa bevanda dopo le uscite in bicicletta se ne potranno apprezzare i poteri anti-infiammatori riducendo il gonfiore e migliorando il recupero, i benefici sono validi, naturalmente, per ogni sport ma in particolare per le attività di resistenza.

La Chia contiene pochissimi carboidrati e quindi non sostituisce il vostro usuale “caburante” ma questi semi, ricchi di fibra ed eccellente fonte di calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, zinco e rame offrono un pacchetto completo di aminoacidi essenziali, che li rende un cibo ideale per il recupero post-allenamento.

Macinare i Semi di Chia

L’assunzione dei semi di chia può avvenire previa macinazione (con un comune macinino per il caffè) per ottenere una farina utilizzabile per ricette senza glutine come pane, pasta, dolci, ecc.
Una volta ottenuta la Farina di Chia è suggeribile conservarli sigillati in un contenitore in frigo o in freezer

Semi di Chia: proprietà principali

Proprietà Antinvecchiamento
Migliora la salute per l’apparato digerente
Migliora la salute del Cuore
Aiuta a curare il diabete
Accelera il metabolismo
Migliora le prestazioni sportive
Migliora la salute delle ossa
Per costruire muscolo e per dimagrire
Salute dei denti
Salute per la Pelle

Semi di chia controindicazioni

Si consiglia di evitare l’assunzione semi di Chia se si è in cura per l’ipertensione o in caso di pressione bassa, in quanto potrebbero implementare l’azione dei farmaci inoltro potrebbero potenziare l’effetto anticoagulante di farmaci come l’aspirina.

Anche nel caso di uso di anticoagulanti è meglio astenersi dal mangiare la chia inquanto gli Omega3 contenuti possono aumentare il tempo di protrombina (parametro che serve a misurare l’efficacia del processo di coagulazione)

I semi di Chia per via della presenza di fibre sono sconsigliati a chi soffre di diverticolite. I semi di chia, come detto, assorbono grandi quantità di acqua e potrebbero innescare nell’intestino un processo di fermentazione delle feci provocando flatulenza e gonfiore.

 

Semi di chia: calorie e macronutrienti

Valori Nutrizionali dei Semi di Chia (100 g)
Energia 433 kcal
Carboidrati 8 g
di cui zuccheri   1 g
Grassi 31 g
Colesterolo 0 mg
Proteine 17 g

Semi di Chia per dimagrire

Questi semi vengono anche sempre più raccomandati per il dimagrimento. Questo superalimento grazie alle sue caratteristiche di “aumento del volume” contribuisce al dimagrimento. In particolare:

  • Hanno un effetto saziante grazie all’aumento del volume
  • Aiutano nella combustione dei grassi
  • Hanno un elevato supporto nel bruciare grassi
  • Prevengono gli attacchi di fame
  • Contengono altro il 20% di proteine
  • Contenfono fibre alimentari che favoriscono il dimagrimento

Semi di Chia dove comprarli?

Confezioni di semi di chia possono essere reperiti nelle erboristerie, nei negozi di prodotti biologici e naturali e ultimamente sono facilmente trovabili nei grandi centri commerciali della GDO. In alternativa possono essere acquistati online.

Prezzo dei semi di chia:

Come detto i semi della Salvia Hispanica sono facilmente reperibili online o incentri commerciali, il prezzo al chilo vari dai 15 ai 30 euro al chilogrammo in base alla qualità del prodotto. Di solito vengono commercializzati in confezioni da 200 gr, 500 gr o 1 Kg.

Lapierre da settanta anni splendide biciclette

Lapierre raffinatezza estetica e passione per i dettagli

Lapierre leader nella vendita delle MTB nel mercato francese produce biciclette che abbinano alla raffinatezza estetica l’innovazione tecnologica

Lapierre il logo

Lapierre il logo

Lapierre è il marchio leader nella vendita delle MTB nel mercato francese ma ha un grande successo anche in numerosi mercati esteri tra cui anche l’Italia. L’obiettivo dell’azienda transalpina è quella di offrire biciclette in grado di soddisfare gli amanti dell’estetica e quelli della tecnologia offrendo strumenti belli e performanti.

 

La riduzione del peso delle bici è da sempre uno degli obiettivi di Lapierre bike e l’azienda effettua continuamente investimenti in ricerche per ottimizzare ogni grammo senza però prendere dei rischi inutili e compromettere l’affidabilità delle bici.

L’headquartier dell’azienda è a Digione li viene sviluppata l’attività di R&D di tutta la gamma MTB e strada. Soluzioni innovative per soddisfare tutti i bisogni che il mercato richiede sono quotidianamente studiate da una apposita equipe di ingegneri in collaborazione con uno staff di collaudatori “sul campo”.

Lapierre la qualità del prodotto

Le bici di alta gamma Lapierre sono assemblate manualmente e sottoposte a scrupolosi controlli di qualità nel centro di Digione, ogni operatore, a lavoro terminato, firma un documento che verrà allegato a ciascuna bici.

Il controllo di qualità avviene sulla filiera produttiva e lungo tutto il processo di montaggio.

 

Lapierre per i professionisti

La qualità dei prodotti Lapierre è testimoniata dall’impiego dei telai di alta gamma da parte dei corridori del Team FDJ, dai piloti del Lapierre Gravity Republic, e da Nicolas Vouilloz.

Le bici Lapierre da strada in carbonio sono sviluppate in collaborazione con l’equipe ciclistica della FDJ da ormai oltre 15 anni grazie a un contatto diretto tra reparto di ricerca e sviluppo e ciclisti. L’obiettivo della collaborazione non è solo la creazione di prodotti destinati alle corse ma anche, e soprattutto, quello di migliorare il servizio offerto ai clienti a cui viene garantita la qualità e la tecnologia tipica di un top team.

Lapierre tecnologia dei materiali.

I telai Lapierre sono in Alluminio e Carbonio

 

  • ALLUMINIO: lavorando con i migliori specialisti dell’industria abbiamo creato un materiale di alta gamma: l’alluminio Supreme 3: 3 livelli di resistenza e di peso. Il Supreme 6, più resistente del 12% e più leggero dell’1,5% rispetto all’alluminio Alu 7005, è una lega che ha una longevità eccezionale, ed è disponibile esclusivamente nei modelli DH, Spicy, Zesty AM, Zesty XM e Edge +. Le leghe del Supreme 5 e del Supreme 4 sono invece utilizzate sui modelli Overvolt, Edge, Audacio e Crosshill.
  • CARBONIO: questo materiale può essere flessibile, totalmente rigido od una via di mezzo tra le due cose. Da Lapierre vengono utilizzati 4 tipi di fibre di carbonio distinte con delle caratteristiche diverse tra loro. Utilizzando queste diverse fibre, i nostri ingegneri sono in grado di adattare la rigidità e la resistenza nelle zone del telaio più soggette alle sollecitazioni. Le fibre ad alta resistenza sono quelle di cui avrete bisogno per l’assorbimento degli urti e per un maggiore confort: tubo reggisella e foderi del carro. Per questi motivi la fibra ad alto modulo avrà un’efficacia ed una rigidità tutte da provare, che ritroverete sulla nostra Xelius SL, il nostro modello da gara. La Pulsium, l’Aircode e l’Aerostorm DRS utilizzano invece la più rigida fibra ad alto modulo. Sui modelli Cross è privilegiata la fibra ad alta resistenza per la massima trazione, resistenza e capacità di assorbire gli impatti.

 

 

Pinarello Prince 2019 ritorno alle origini

Pinarello Prince 2019 qualità ed estetica

Pinarello Prince 2019 l’all round prodotta dall’azienda trevigiana per coprire le esigenze di alto livello

Pinarello Prince 2019

Pinarello Prince 2019

Pinarello Prince 2019 è l’ultimo colpo di teatro dell’azienda trevigiana che da alla luce una interessantissima all around pronta a saziare i palati più raffinati. Una bici assolutamente raffinata, nata per coprire un evidente buco che era presente nella gamma proposta da Pinarello.

Il “piccolo principe” è a tutti gli effetti la sorella minore della mitica Dogma F10 e rappresenta, appunto, l’ultima evoluzione in casa Pinarello per ciò che concerne i telai all round.

La Pinarello Prince 2019 nasce dall’esperienza che l’azienda trevigiana ha maturato negli anni e dalle tecnologie delle biciclette di alta gamma adattando queste conoscenze a un modello di medio livello.

Chiaramente la Prince 2019 è dedicata per un uso meno “estremo” e stressante di quanto non possa fare la F10 ma dalla sorella maggiore ha preso lo stile piacevole di guida e l’agilità.

Pinarello Prince 2019: i modelli

L’edizione 2019 della Pinarello Prince è disponibile in 3 diverse opzioni:

  • Prince FX: telaio molto performante, reattivo e preciso. Pronto per la gara.
  • Prince: telaio più docile, destinato a coloro che cercano le performance ma senza eccessi.
  • Prince Disk: versione con freno a disco per enfatizzare sicurezza e precisione di guida.

In dettaglio tutte le specifiche che rendono Pinarello Prince il nuovo standard in termini prestazionali per le bici di gamma mid-range.

Pinarello Prince 2019: i prezzi

La Prince è proposta con vari modelli e allestimenti per prezzi che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro.

Thok e-bikes, All mountain ad alto livello

Thok e-bikes biciclette dalle idee di Stefano Migliorini

Thok e-bikes presenta tre e-MTB da All mountain, nate dalle idee di Stefano Migliorini, con la collaborazione di Toni Bou

Thok e-bikes

Thok e-bikes

Thok e-bikes è una delle realtà emergenti del mondo delle e-bike mondiali e, in questi giorni, lancia tre splendide e-MTB da All mountain uscite dalla mente di Stefano Migliorini, ex campione di BMX e Downhill, assieme a Toni Bou, 20 ori mondiali individuali nel Trial (indoor e outdoor). Le grafiche sono realizzate da Aldo Drudi.

Thok e-bikes la storia

Thok e-bike è stata fondata nel 2016 dall’ex campione di BMX e Downhill Stefano Migliorini già testimonial di Mercedes Benz Italia per il suo X-Team.

L’obiettivo dell’azienda è quello di offrire delle MTB a pedalata assistita per assecondare le esigenze dei riderds più esigenti senza dimenticare chi vuole godersi l’esperienza e-bike per puro divertimento.

All’idea di Migliorini si accompagnano le expertise imprenditoriale del TCN Group, proprietario del noto marchio di panettoni Galup. Il design e le grafiche sono curate da Aldo Drudi che ha firmato, tra l’altro i caschi di noti campioni di MotoGP come Valentino Rossi, Kevin Schwantz o Mick Doohan e molti altri, anche il motoscafo Anvera55, la moto Burasca e le livree dei caschi per il Team New Zealand dell’America’s Cup.

Livio Suppo, ex-Team Principal dei team MotoGP di Ducati e Honda si occupa dello sviluppo internazionale del brand Thok.

La prima Thok prodotta in Limited Edition in soli 20 esemplari, sold out in meno di un mese, viene dedicata a Toni Bou, 20 volte Campione del Mondo individuale di Trial outdoor e indoor, nonché 12 volte iridato nel Trial a squadre con la Montesa Honda ufficiale, che ne diventa anche testimonial.

Thok e-bikes: prosegue il successo della serie MIG

La gamma attuale di Thok E-bikes si compone di tre modelli “all-mountain” con batteria semi-integrata: la 29er MIG ST con escursione anteriore e posteriore da 120 mm e le MIG e MIG-R con ruote da 27.5”+ ed escursione 150 mm ant./140 mm post.

Tutte le versioni della MIG sono ordinabili esclusivamente online sul sito www.thokebikes.com con consegne in 2 giorni in Italia e ¾ giorni lavorativi nel resto dell’Europa.

A circa un anno dall’uscita della  MIG Limited Edition Toni Bou, una “fuori serie” dedicata al 24 volte Campione del Mondo di Trial Toni Bou, di cui sono stati venduti on line in meno di 4 settimane i 20 esemplari prodotti, Thok Ebikes ha ottenuto ottimi risultati di vendita con le sue MIG e MIG-R e da poche settimane il successo continua anche con l’ultima arrivata, la MIG-ST che ha già conquistato moltissimi nuovi “Thokers” (così amano definirsi i possessori delle e-bike Thok).

Tutte le MIG presentano le stesse caratteristiche della esclusiva MIG Limited Edition, a partire dal motore Shimano Steps E8000 con batteria da 504 Wh posizionata al di sotto del down tube per abbassare il baricentro ed aumentare la maneggevolezza.

Il telaio vanta una elevata rigidezza grazie anche alla particolare forma dello snodo dove il down tube si unisce al supporto motore; il sistema di sospensione posteriore è stato appositamente studiato per la e-mtb ed il carro posteriore, lungo appena 450 mm, offre la giusta reattività. La ricarica della batteria è possibile sia smontandola che lasciandola montata sulla bici.

Veloflex tubolari per bicicletta                     

 

Veloflex tubolari made in Italy

Veloflex tubolari per bicicletta fatti a mano e  made in Italy fabbricati con metodi artigianali presso la sede di Presezzo (BG)

Veloflex

Veloflex

Veloflex tubolari per bicicletta prodotti da una una piccola azienda italiana specializzata nella produzione di gomme da competizione. Tutti i tubolari sia quelli tradizionali sia quelli che comunemente vengono definiti “copertoncini” sono fabbricati nel laboratorio in provincia di Bergamo e, più precisamente a Presezzo, e confezionati a mano uno per uno.

Veloflex nel mondo delle corse nei suoi 70 anni di storia ha vinto una decina di grandi corse, tra Giri d’Italia e Tour de France pur mantenendo alta la propria vocazione artigianale vero e proprio mantra dell’azienda lombarda.

Naturalmente l’evoluzione tecnica e dei materiali sono fortemente evoluti ma, come tengono a sottolineare sul sito dell’azienda,

“i procedimenti sono quelli di allora, la manualità è una componente fondamentale e il fatto che non esistano in commercio due tubolari Veloflex identici è per noi motivo di vanto”.

Sempre sulle pagine web dall’azienda viene specificato il metodico procedimento di produzione: “ci vogliono 35 operazioni per ottenere un tubolare partendo dalle materie prime e dai componenti (filato, lattice, gomma, colla, valvole) e un tubolare richiede tre volte il tempo di produzione necessario invece per ottenere un copertoncino”.

Veloflex: la storia

L’azienda vede la luce nel 1981 operando nel settore degli articoli in gomma di varia natura. La passione dei fondatori per il ciclismo ha portato in azienda una particolare propensione allo studio e alla realizzazione dei copertoncini e dei tubolari.

Definita l’idea di core-business aziendale ecco che la passione e la competenza hanno portato l’azienda a diventare un punto di riferimento per gli amanti della qualità.

I prodotti dell’azienda berganasca, complice la tensione al miglioramento della proprietà e una continua ricerca nel settore delle gomme naturali, sono un concentrato di qualità grazie ad esclusive mescole di gomma.

Veloflex Srl Contatti

via Ghiaie, 6 24030
Presezzo – Bergamo IT
tel.: +39 035 461519
e-mail: info@veloflex.it

Camel bag un intelligente sostituto della borraccia

Camel bag metodo alternativa alla borraccia per idratarsi

Camel bag sistema di idratazione alternativo alla tradizionale borraccia diffusissimo tra gli escursionisti e gli amanti della Mountain Bike

Camel bag

Camel bag

La Camel Bag è un sistema alternativo per idratarsi, una soluzione studiata per venire in contro alle esigenze di chi non ama staccare le mani dal manubrio per prendere la borraccia.

La “borsa di cammello” nasce per assecondare le esigenze dei ciclisti ma è stata poi permutata, ottenendo un incredibile successo, tra gli escursionisti.

Il come corretto, come da titolo, è camel bag ma viene spesso chiamata camel back (“dorso di cammello”), prendendo il nome della famosa azienda produttrice, la CamelBak.

camel bag: uso e manutenzione

Che usiate la Camel Bag (Camelbak) per le vostre uscite in MTB o per passeggiate in montagna è importante che una volta riempita di acqua facciate un controllo su eventuali perdite in quanto potreste inutilmente bagnarsi o, se la tenete in uno zaino, prestare attenzione che non vi siano oggetti appuntiti che possano tagliare la sacca.

E’ importante considerare che la qualità della sacca (e di conseguenza un prezzo più elevato) assicura su una maggior resistenza agli urti.

Dopo la pedalata o l’escursione è importante che l’attrezzatura venga sciacquata e svuotata completamente, se è il caso comprimendola con le mani. Non vanno adoperati prodotti di pulizia eccessivamente aggressivi in quanto potrebbero compromettere i sistemi antibatterici propri della Camel Bag. Allo stesso modo è bene non usare acqua bollente che potrebbe compromettere la plastica.

Se la sacca non viene usata per lunghi periodi va svuotata e smontata tenendola in un luogo asciutto, alcuni suggeriscono, se possibile, di riporla nel congelatore per non consentire ai batteri di proliferare.

Camel bag: in estate e inverno

In estate può essere utile inserire nella vostra Camelbak dei cubetti di ghiaccio ma va ricordato che la condensa che si genera potrebbe bagnarvi. E’ quindi meglio inserire non troppo ghiaccio.

Se effettuate uscire con temperature molto basse è fondamentale soffiare nella cannuccia dopo ogni bevuta per evitare che il residuo di acqua si congeli. Ricordate di mantenere la Camel Bag ben pulita anche nelle stagioni fredde.

Camel bag: capacità

L’offerta di CamelBack è in continua espansione per assecondare le esigenze di tutti gli sportivi, da tagli che inizialmente erano standard e limitati oggi il mercato offre prodotti che vanno dai 20, 18, 14, 12, 10, 8 litri e così via.

Camel bag: come sceglierla

  • Il prezzo non è tutto, badate alla solidità del prodotto
  • Capienza: capite bene quanta acqua vi serve, non ha senso avere sulle spalle uno zaino grosso ma mezzo pieno
  • Non guardate all’estetica ma alla funzionalità: ci sono camelbag colorate ma scomode
  • La pulizia è fondamentale, controllate l’accessibilità alla sacca idrica

Brand consigliati: Camelbak, Deuter, Zooron, Decathlon, camelbak palos

Camel bag trail running: come sceglierle lo zaino migliore

Lo zaino da Trail running deve rispondere a requisiti di leggerezza e aderenza al torace per dare stabilità riducendo le inevitabili oscillazioni. Le aree di fissaggio vengono poste sul petto e in vita e sono costituite da appositi laccetti regolabili. Si suggerisce di privilegiare zaini con lacci facilmente regolabili così da selezionare la lunghezza più funzionale all’aderenza al corpo per evitare sfregature dannose per la pelle.

Esistono speciali  modelli più leggeri (detti “a Gilet”) che vengono indossati come dei comuni indumenti per idratarsi durante la corsa.

Brand consigliati : Camel Back, Ferrino, Adidas, Meru, Dynafit, Salomon, Asics, Lixada

 

Zaino camel bag da enduro

Esistono anche modelli speciali utilizzabili in moto e, in particolare, si sta diffondendo l’impiego tra gli appassionati di enduro.

Colnago C64 Limited Edition: una bicicletta d’oro!

Colnago C64 Limited Edition nera con richiami in oro

Colnago C64 Limited Edition bicicletta di fortissimo impatto visivo con inserti in oro una vera chicca per gli amanti del lusso

Colnago C64

Colnago C64

Colnago C64 Limited Edition ultima geniale idea del leggendario marchio del ciclismo italiano Colnago verrà prodotta in solo 64 esemplari in tutto il mondo. Chi vuole accaparrarsi questo gioiello dovrà essere più rapido di Peter Sagan in una volata.

Ok l’esclusività di un modello in edizione limitata, ma perché solo 64 esemplari? Beh è presto detto, invece di usare vernice comune, Colnago ha optato per l’uso di foglia d’oro 24k. Sì, avete letto bene, vero oro.

I telai fatti a mano sono strutturalmente uguali ai loro normali fratelli C64 ma oltre alla presenza della foglia d’oro, la bicicletta è rifinita con una costruzione piuttosto complessa e particolarmente curata nei dettagli.

Secondo le indiscrezioni che circolano, la bicicletta sarà proposta esclusivamente con freni a disco, il C64 sarà guarnito con gruppo elettronico Dura-Ace Di2 R9170 così come rotori in carbonio Ti e ruote Light Meilenstein Disc.

Se pensavate che non fosse possibile ottenere maggiori dettagli, la bici è dotata anche di CeramicSpeed ​​OSPW e di una manovella per misuratore di potenza in carbonio SRM x Look con anelli in carbonio.

Giusto per chiarire quanto sia limitata questa edizione della Colnago C64 nel porta borraccia da incasso ogni bicicletta ha una placca che indica esattamente di  quale si tratta.

Colnago non ha ancora reso noti i prezzi di questa bicicletta ma è da supporre che trattandosi di un vero e proprio gioiello tecnologico e di design il prezzo sarà… da gioiello!