Jenny Rissveds problemi di salute per la svedede

Jenny Rissveds svela i suoi problemi di carattere psicologico

Jenny Rissveds

Jenny Rissveds

Jenny Rissveds è un vero talento della MTB mondiale, a soli 22 anni ha vinto le Olimpiadi di Rio de Janeiro ed era lanciata verso una luminosa carriera. La giovane svedese dopo il successo olimpico ha conquistato, in coppia con  Thomas Frischknecht, la Cape Epic ma, inspiegabilmente, ha saltato tutte le prove di Coppa del Mondo. La prima risposta ufficiale arrivata dall’entourage dell’atleta era che la scomparsa di entrambe i nonni in un arco di tempo brevissimo aveva turbato la giovane ragazza.

Tornata in sella a metà dello scorso luglio, Jenny Rissveds ha vinto il titolo svedese cross country e poi si era finalmente rivista in Coppa del Mondo a Mont Sainte Ann dove però ha deluso le attese dei tifosi. A completamento del periodo poco felice, una lotta tra gli sponsor tecnici personali e quelli della nazionale svedese le è costata la convocazione ai Mondiali, nonostante il titolo di campionessa olimpica. La scorsa settimana era annunciata la sua partecipazione alla Swiss Bike Cup in programma a Lugano in Canton Ticino ma, stranamente, il suo nome non figurava tra l’elenco degli atleti che hanno preso il via.

Jenny Rissveds racconta i suoi problemi

E’ stata la stessa Jenny a svelare il mistero della mancata partenza: “L’ultima gara della stagione non è andata come pensavo. Non vedevo l’ora di mettere il numero e partire ma domenica mattina non riuscivo a mettermi sulla linea di partenza. E’ anche difficile capire cosa sta succedendo al mio cervello e al mio corpo in una depressione. Mi stanno succedendo delle cose che io non riesco a prevedere e questo è quello che in questo momento io devo accettare fino a quando non ritornerò sana al 100%.

Lo scorso mese Jenny Rissveds aveva parlato già apertamente dei suoi problemi: “la gente deve aprire gli occhi sulle malattie della psiche e deve accettare che chiunque possa esserne vittima di una simile situazione”.

Auguriamo a Jenny di uscire da questa situazione che comprendiamo essere veramente dura da affrontare ma siamo certi che, con il giusto supporto medico, il suo futuro sarà assolutamente positivo e a colori!

 

 

 

Mara Fumagalli operata alla spalla

Mara Fumagalli: ecco come è andata l’operazione della biker

Mara Fumagalli

Mara Fugamalli

Mara Fumagalli è stata ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico programmato alla spalla, conseguenza della sua caduta di fine agosto durante la gara di Coppa del Mondo XCO della Val di Sole.

 

La sfortunata atleta del Team Polimedical-FRM sicuramente vorrà dimenticare in fretta la stagione 2017 segnata, oltre che dalla succitata caduta, anche dal clamoroso errore di un medico che le è costato il mondiale Marathon.

Parlavamo di errore clamoroso in quanto la sera prima della gara un medico nella nazionale ha trattato Mara Fumagalli con un cerotto spray contenente principi attivi dopanti. Accortasi dell’errore materiale del medico, la federazione ha deciso di non far prendere il via alla gara alla biker nativa di Garbagnate Monastero. Una vera beffa per Mara Fumagalli che puntava molto sulla gara di Singen in Germania.

Tornando all’intervento il chirurgo ortopedico di fiducia del Team Polimedical-FRM ha diramato il seguente comunicato: “Ho ricostruito il cercine posteriore e ritensionato tutta la capsula posteriore. Intra-operatoriamente risultato ottimo sulla stabilità. Sono soddisfatto”.

Ora la forte Mara, dopo il doveroso periodo di riposo sarà nelle mani del fisioterapita Emiliano Carro che si occuperà della parte rieducativa dell’arto e del recupero del tono muscolare.

Napoli: polizia in Mountain Bike

Napoli la polizia si sposta in Mountain Bike!

Napoli

Napoli, le MTB in dotazione alla Polizia

Napoli, lo avevano fortemente chiesto ed ora sono stati accontentati, alcuni agenti del commissariato di Polizia del quartiere Vomero, appassionati di ciclismo, hanno ottenuto delle fiammanti biciclette (delle Mountain Bike) su cui esercitare il proprio servizio.

L’idea era nata tre anni fa per cercare di rendere il movimento degli agenti più snello nel caotico traffico partenopeo e nel fitto reticolo di vie del capoluogo campano che presta non poche isole pedonali difficili da coprire con auto e motociclette. L’edizione dell’Expo 2015 di Milano era stata poi un progetto pilota per un servizio di Polizia in bicicletta.
Il Ministero dell’Interno, avendo approvato questo progetto dall’estate di quest’anno,  ha disposto l’adeguata assicurazione per le MTB che sono diventate operative in questo mese di ottobre. L’iniziativa sicuramente valida e certamente di impatto ecologico è stata molto apprezzata non solo dagli agenti ma anche dalla cittadinanza di Napoli

 

Red Bull Rampage la corsa più pazza del mondo

Red Bull Rampage pronta la dodicesima edizione

Red Bull Rampage

Red Bull Rampage

alias la corsa più pazza del mondo. Sabato prossimo 28 ottobre a Virgin, nello Utah, si terrà la dodicesima edizione del più grande evento freeride dell’anno. Si sfideranno i migliori rider del mondo tra cui i mitici inclusi Brandon Semenuk, Kurt Sorge e Kyle Strait già vincitori della prova. Ormai il Red Bull Rampage è diventato l’evento più ambito nella MTB freeride

I partecipanti creeranno le linee personali con le proprie mani senza l’ausilio di mezzi meccanici, rendendo così ogni percorso unico nel suo genere. La gara si disputerà su due manche sotto la giuria presieduta da Randy Spangler veterano di quello che è paragonato al Super Bowl della mountainbike

Viene lasciata la possibilità ad ogni atleta di studiare il proprio percorso di gara per puntare alla vittoria del più importante test di abilità tecniche in sella ad una Mountain Bike. La gara verrà trasmessa in diretta streaming su Red Bull TV al seguente link: https://www.redbull.tv/

Georgia Gould torna alle corse dopo la gravidanza

Georgia Gould torna a correre dopo la nascita del figlio Quinn

Georgia Gould

Georgia Gould

Georgia Gould, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra nel 2012, è stata una tra le migliori interpreti dell’off-road americano rappresentando la propria nazionale in ben sette Campionati del Mondo, due Olimpiadi e due Campionati Continentali.  Lo scorso mese di giugno Georgia è diventata mamma del piccolo Quinn, una gioia infinita per la sua famiglia e per la campionessa di Mountain Bike e ciclocross.

Dopo le olimpiadi londinesi, Gerogia Gould ha avuto la sua stagione peggiore e il suo periodo nero è continuato per due anni che hanno coinciso con l’idea di abbandonare la carriera agonistica per dedicarsi alla famiglia. Ora ritroviamo il suo nome tra gli iscritti alla US Open of Cyclocross di Boulder nel Colorado, l’evento che dal 2014 si svolge presso il Valmont Bike Park.

“L’idea di tornare a correre mi è sempre rimasta nell’anima, sapevo che lo avrei fatto prima o poi ma non avevo l’idea di quando. Il diventare mamma ti cambia completamente la vita e quindi non ho mai pensato di darmi una data per fare il mio rientro alle corse, mio figlio è al centro della vita mi dà tantissime energie e proprio la sua presenza è stato uno stimolo per tornare ad allenarmi con impegno. Sono partita senza nessuna aspettativa ma mi sento pronta per competere, non ho un obiettivo in testa, avevo solo voglia di riconfrontarmi con una gara” ha dichiarato l’atleta di Fort Collins.

A soli quattro mesi dalla nascita del figlio, dunque, Georgia Gould risale in sella per competere pur non avendo un contratto o una squadra con cui gareggiare ma solo per il piacere di attaccarsi un numero sulle spalle e buttare tutta l’energia sui pedali.

 

Gerhard Kerschbaumer firma con Torpado Gabogas

Gerhard Kerschbaumer prolunga il contatto con il team di Bettin

Gerhard Kerschbaumer

La firma di Gerhard Kerschbaumer

Gerhard Kerschbaumer biker italiano, specializzato nel cross-country già campione del mondo tra gli under-23 nel 2013 ha firmato il prolungamento del contatto che lo lega alla  Torpado Gabogas UCI MTB Team, la formazione di Coppa del Mondo XCO gestita da Mauro Bettin con cui ha iniziato a correre da questa stagione agonistica.

Nel Torpado Gabogas, il giovane altoatesino, che al suo attivo vanta una carriera ricca di successi tra cui due titoli di Campione del Mondo, un titolo di Campione Europeo e tre Campionati Italiani, coprirà il ruolo di capitano del team.

“Fin dall’inizio di questa stagione sia con Bettin ma con tutto lo staff della Torpado mi sono trovato veramente alla grande. Mi sono stati lasciati i miei spazio senza avere pressione o fiato sul collo per l’ottenimento di particolare risultati. Devo anzi dire che Mauro mi ha spesso aiutato dandomi ottimi suggerimenti degni di un vero campione. Quando mi è stata proposta la proroga del contratto non ci ho pensato su due volte, del resto, come si suol dire, squadra che vince non si cambia. Spero di potermi togliere grandi soddisfazioni e di onorare al meglio la maglia del mio team” ha dichiarato Gerhard Kerschbaumer.

 

 

 

Trentino MTB festeggia i suoi protagonisti

Trentino MTB premia i protagonisti sabato 14 ottobre

 

TRENTINO MTB

TRENTINO MTB

Trentino MTB presented by Rotalnord ha esaltato le ruote grasse per tutta la durata della stagione, ed ora si appresta a festeggiare gli atleti sabato 14 ottobre alle ore 15 presso la Cassa Centrale Banca a Trento, con il presidente Mauro Dezulian ed il suo staff a svelare qualche chicca e a ricordare le sette prove appena trascorse. Un circuito che prima di essere una competizione sportiva è un inno alle bellezze della zona, con il Trentino visto in tutte le proprie sfumature, anche se dal sellino di una bicicletta dalle ruote artigliate.

La “terra delle mele” lo scorso maggio diede il là alle danze, una “ValdiNon Bike” scoppiettante ed un percorso non troppo insidioso per iniziare la stagione, con salite secche nel finale dopo aver assistito ad una varietà di ambienti davvero unica, fra colline verdissime intervallate da boschi e paesetti caratteristici al cospetto del Brenta. Dalla Val di Non si è passati poi ad Ala con la “Passo Buole Xtreme” a rappresentare una graditissima new entry del circuito, anche in questo caso con le meraviglie delle cime circostanti scorte nelle salite di gara, sfilando tra i vigneti alensi ed assistendo alle testimonianze storiche risalenti al periodo delle Grande Guerra, così come nel caso della tappa successiva, la “100 Km dei Forti” fra le fortificazioni belliche Forte Busa Verle, Forte Lusérn, Forte Belvedere, Forte Cherle/Forte Sebastiano, Forte Sommo Alto e Forte Dosso delle Somme, prima di giungere alla finish line di Gionghi di Lavarone. Per non parlare della “Dolomitica Brenta Bike” ed i suoi accesi single track e sentieri fra gli spettacolari sterrati della Val Rendena, e le scenografiche Dolomiti di Brenta a sorvegliare dall’alto le imprese dei bikers cimentatisi nella sfida dopo un diluvio torrenziale, che non ha tuttavia minato l’unicità della quarta edizione e quarta prova di Trentino MTB presented by Rotalnord. Alla “Val di Sole Marathon” i punti invece “valevano doppio” poiché si sarebbero eletti i campioni italiani 2017 in un itinerario impegnativo adatto ai grimpeur, caratterizzato dal GPM Orso Bruno con un salita lunga e decisiva, ma anche da veloci e tecniche discese. “La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme” è il marchio di fabbrica del circuito, l’unica ad aver avuto lo “start” nel vicino Alto Adige. Percorso lineare, costeggiando la “linea” tracciata un tempo dall’antica ferrovia Ora-Predazzo, con passaggi al ponte di Gleno, realizzato in pietra ad inizio ‘900, alla stazione di San Lugano e al temutissimo “Muro della Pala”. Una stagione intensissima, culminata a fine agosto con una rinnovata “3TBIKE” capace di attraversare non solo i consueti comuni di Telve, Telve di Sopra, Torcegno e Carzano, ma anche Samone, Castel Ivano e Scurelle, portando il percorso ad oltre 40 km e a ben 7 comuni interessati, così come le 7 prove di Trentino MTB presented by Rotalnord.

L’appuntamento è dunque per sabato a Trento con le premiazioni, un ricco “bottino” a chi ne è stato protagonista, il calendario della prossima stagione ed un premio “Fair Play” a chi si è positivamente distinto, intitolato al compianto presidente del challenge Alessandro Bertagnolli.

Info: www.trentinomtb.com

Mondiale Downhill: Loic Bruni fa il bis

Mondiale Downhill a Cairns: Loic Bruni conquista il titolo

Mondiale Downhill

L’esultanza di Loic Bruni

Mondiale Downhill Elite maschile del 2017 a Cairns presentava una lista di potenziali favoriti molto ampia, particolarmente considerati erano Aaron Gwin, il fenomeno del Yt Mtb che ha già vinto la Coppa del mondo quest’anno, Troy Brosnan talento di casa e Greg Minnaar.

Il percorso molto tecnico favorisce Sam Hill che rimane in testa con il miglior tempo per un lungo periodo. La polvere  rende il percorso  più difficile di quanto non sembri e nessuno sembra impensierire Hill. Florent Payet, terzo lo scorso anno al mondiale Dh in Val di Sole non riesce a far registrare un tempo migliore.
Quando mancano circa 10 rider pare evidente che il tracciato australiano richiede una strategia molto precisa nella gestione delle forze, chi parte forte poi in fondo sta dietro perchè non ha l’energia che il finale richiede.

 

Loic Bruni produce una run pazzesca e per pochissimo riesce a piazzarsi in prima posizione per 0″339! Nemmeno la Run di Aaron Gwin, 3º, riesce a insidiare la prestazione di Bruni che bissa il titolo iridato Elite conquistato nel 2015.

Mondiale Downhill: top five

1. BRUNI Loic
2. HANNAH Michael
3. GWIN Aaron
4. MOIR Jac
5. BROSNAN Troy

 

Alessio Prandelli intervista per Ciclonews

Alessio Prandelli giovane talento del Downhill italiano si racconta a Ciclonews

Alessio Prandelli

Alessio Prandelli

Alessio Prandelli è uno dei giovani interessanti del panorama italiano del Downhill, disciplina particolare che per Alessio rappresenta adrenalina, energie e voglia di emergere. Abbiamo fatto quattro chiacchiere in allegria con Prandog!

Ciao Alessio, grazie per aver accettato la nostra intervista!

Ciao ragazzi e grazie a voi per volermi ospitare sul vostro sito, lo seguo con piacere.

Ci racconti come è nata la tua passione per il Downhill?

Ho sempre praticato sport fin da piccolo ma non conoscevo molto questa disciplina. Ho giocato per sei anni a basket poi quattro anni fa, assieme ad un mio carissimo amico, ho deciso di fare una prova con il Downhill e devo ammettere che ho subito trovato pane per i miei denti. Tante emozioni e una bella valvola di sfogo per la mia energia.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare  come mai hai scelto questa disciplina?

Come ti dicevo ho iniziato giocando a pallacanestro e devo dire che era uno sport che mi piaceva molto. Poi un pomeriggio in inverno ero a casa con mio fratello, stavamo facendo un po’ di zapping quando siamo finiti su di un canale che stava trasmettendo una gare di DH. Quel genere di gara era una novità per noi e ne sono rimasto affascinato e ho pensato “sarebbe bellissimo provare”. Cosi assieme ai miei migliori amici, abbiamo pulito un sentiero abbandonato vicino a casa e ci siamo messi a provare. Da quel momento ho capito che il downhill era la mia disciplina, l’estate successiva mi sono comprato la prima bicicletta da DH, una kona stinky!

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

Le emozioni che si provano durante la discesa sono moltissime è quasi impossibile descriverle. Alla partenza ad esempio si è concentratissimi ed anche agitati, durante la discesa invece mi viene da pensare solo a dei punti di riferimento che mi imprimo mentalmente durante il weekend. Creo una sorta di mappa mentale del percorso, con ogni spigolo, ogni difficoltà così mentre scendo nella mia mente c’è spazio solo per quello.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Una gara che ricordo molto bene è stata al Tonale due anni fa nella quale avevo fatto un secondo posto di categoria ( il mio primo podio).  La gara successiva era a Pila, all’interno del circuito Gravitalia, ho dato tutto me stesso per dimostrare agli altri ma soprattutto a me stesso che potevo emergere in questo sport.

Cosa fa Alessio Prandelli  nel tempo libero?

Nel mio tempo libero amo trascorrere le giornate con la mia ragazza oppure dedicarmi a qualche allenamento con gli amici nella collinetta che c’è dietro casa mia e che è davvero superdivertente.

Alessio Prandelli  ha qualche sportivo che lo ha ispirato?

Uno sportivo che mi ha particolarmente ispirato è stato Josh Bryceland ma anche Ratboy è stato un mio idolo al quale ho sempre cercato di assomigliare il più possibile. Mi piaceva studiare le tecniche di questi atleti, cercare di catturarne i segreti e provare a migliorarmi. Ora come ora i miei amici mi hanno soprannominato “Prandog”, soprannome che arriva dal rider Brendan Fairclot (detto Brendog) lo stimo tantissimo per il suo stile unico e per come sa domare la bicicletta.

 

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

Devo dire che non c’è giorno che passi che io non ascolti musica, la musica fa parte di me e in base alle emozioni che ho ascolto diverse canzoni, ad esempio prima di una gara mi piace ascoltare del rock o dell’hip hop.

Come ti prepari per una gara di Coppa?

Il mio allenamento è diviso tra sessioni in palestra con il mio personal trainer e le discese con gli amici

Quali sono i prossimi obiettivi di Alessio Prandelli?

Anzitutto devo terminare la scuola con un buon esito purtroppo non sempre è facile riuscire a far coincidere le esigenze di studio con gli allenamenti ma voglio fare bene sia nello sport che nello studio. Poi devo prendere la patente di guida e devo migliorare ancora molto nella mia disciplina.

 

 

Mondiali Xc a Cairns: Nino Schurter vince

Mondiali Xc a Cairns: Nino Schurter conquista il titolo

Mondiali Xc

Nino Schurter sul podio

Mondiali Xc a Cairn il protagonista indiscusso  è stato naturalmente Nino Schurter, senza ombra di dubbio il più grande biker della storia. Il trentunenne di Coira in svizzera ha coronato una stagione immensa nel quale ha vinto tutte le gare di Coppa del Mondo (conquistando il trofeo per la quinta volta) ha raggiunto il primato assoluto di sei titoli mondiali, lasciandosi alle spalle il francese Julien Absalon, che era a quota cinque assieme a lui.

La sua serie venne aperta  a Canberra, nel 2009, per poi ripetersi a Saalfelden 2012, Pietermaritzburg 2013, Vallnord 2015 e Nove Mesto 2016. In mezzo anche due medaglie d’argento per un totale di otto podi in nove edizioni a cui ha preso parte. Per Schurter ci sono stati anche titoli olimpici a ripetizione: bronzo a Pechino 2008, argento a Londra 2012 e finalmente oro a Rio 2016

Non è stata una gara fortunata per i nostri colori: primo degli italiani è Gerhard Kerschbaumer, 13º, poi Luca Braidot in 17ª, Marco Aurelio Fontana in 21ª, Daniele Braidot in 27ª e Andrea Tiberi in 30ª.