A Snowshoe l’ultimo atto della UCI MTB World Cup 2019

A Snowshoe l’ultimo prova UCI MTB World Cup 2019

A Snowshoe e su Red Bull TV l’ultimo atto della UCI MTB World Cup 2019, Nino Schurter tra i protagonisti 

Dopo le sfide iridate di Mont Sainte Anne, è ora di vivere l’ultima tappa della Coppa del mondo di MTB. L’edizione 2019 del circuito fuoristrada UCI è pronta a conquistare il 10° paese facendo tappa a Snowshoe, negli Stati Uniti.
Si tratta di un appuntamento inedito per la Mercedes-Benz UCI MTB World Cup che torna in America dopo quattro anni da Windham 2015 per la gioia dei fans locali.

Le gare si svolgeranno sulla Cheat Mountain all’interno del Snowshoe Mountain Resort. Gli unici riders che arrivano con un po’ di esperienza dei tracciati sono gli americani che qui hanno disputato i campionati nazionali negli ultimi due anni. Il percorso della downhill presenta un misto di curve aperte sulla pista da sci, sezioni di foresta strette ed enormi salti su terreni rocciosi e polverosi. Il circuito cross-country è caratterizzato da radici e lastre di roccia oltre che da una lunga salita.
Le classifiche generali, sia per quanto riguarda il downhill che per il cross-country, sono ancora tutte da decidere. La situazione meglio delineata la presenta l’XCO maschile con Nino Schurter che dopo essersi confermato campione del mondo per l’ottava volta non avrà problemi a portarsi a casa la Coppa 2019 visto che il suo rivale più temibile, Mathieu van der Poel, domenica non sarà al via. Tra le donne c’è da attendersi una battaglia serrata tra Jolanda Neff, protagonista nella seconda parte di stagione, e la campionessa di casa Kate Courtney, dominatrice della prima con tre successi, distanziate di solo 73 punti.

Per quanto riguarda la DH l’austriaca Tracey Hannah ha buone possibilità di aggiudicarsi il titolo, ma la francese Marine Cabirou (staccata di 150 punti) è pronta in agguato nel caso qualcosa per la leader dovesse andare storto. Tra gli uomini sarà una sfida a due, tutta francese, tra il campione del mondo Loïc Bruni e Amaury Pierron. Bruni, dopo la quarta maglia iridata conquistata a Mont-Sainte-Anne, ha 90 punti di vantaggio sull’amico Pierron. La spunterà chi avrà i nervi più saldi in una finale ad alta tensione.
Come sempre tutte le prove verranno trasmesse in diretta da Red Bull TV. Lo spettacolo inizia venerdì sera 6 settembre con lo Short Track XC (dalle 23.20), continua quindi sabato 7 con la DH (dalle 18.30) e termina domenica 8 con l’XCOfemminile (dalle 18) e maschile (dalle 20.30). Buona visione su www.redbull.com.

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Vlad Dascalu Campione del Mondo con SIDI

Vlad Dascalu volto nuovo della mtb

Vlad Dascalu forte rider rumeno, Campione del Mondo ed Europeo volto nuovo della mtb, ai suoi piedi ci sono le scarpe Sidi. 

Mattatore in Coppa del Mondo, Campione Europeo e ora anche Campione del Mondo. Stiamo parlando di Vlad Dascalu, è lui l’astro nascente della mountain bike. 21 anni, rumeno di nascita ma residente in Spagna corre per il Brujula Bike Racing Team, team spagnolo che è sponsorizzato da Sidi.

In questa stagione 2019 il suo talento è letteralmente esploso. Nella categoria Under23 il rider rumeno sta dominando. Vlad, un nome importante e che incute timore ricordando quello di Vlad Tepes famoso condottiero ed eroe nazionale rumeno. Di sicuro il nostro Vlad Dascalu ha iniziato a fare paura ai suoi avversari sui campi di gara di tutto il mondo. Le prime vittorie in Coppa del Mondo dove guida la classifica a una gara dal termine avendo ottenuto quattro successi (Nove Mesto, Andorra, Les Gets e Val di Sole), poi il Titolo Europeo conquistato a Brno in luglio e ora la maglia più importante, quella iridata di Campione del Mondo vinta in Canada, in Quebec a Mont-Sainte-Anne.

Una prova da incorniciare quella del giovane rider rumeno ai mondiali. In Canada infatti Vlad tra gli Under23 ha messo in fila tutti gli avversari precedendo nettamente sul traguardo gli svizzeri Filippo Colombo, secondo a + 1:57” e Vital Albin, terzo a +2:06”.

Per Sidi ancora una volta c’è la soddisfazione di avere trovato e portato al successo un nuovo giovane talento. Con Vlad Dascalu ci sono infatti le calzature Sidi MTB Tiger Srs Carbon. Leggera, resistente, altamente performante, accattivante nel design e nella grafica questa scarpa si conferma al top nella collezione Sidi dedicata alle ruote grasse.

Una medaglia storica. Per la Romania infatti questa è la prima medaglia d’oro nei 30 anni di storia dei Mondiali di Mountain Bike. Una vittoria che per Vlad Dascalu vale anche come pass diretto per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, una vittoria per crescere ancora e continuare a sognare.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Foto in allegato ©brujulabike

Team Bianchi Countervail al Mondiale

Team Bianchi Countervail al Mondiale per farsi valere

A Mont-Sainte-Anne (Canada) Tempier punta al podio nella gara maschile XCO , Colledani e Teocchi pronti a confermare i progressi 

Tempier

Pronti a un Mondiale da protagonisti. E’ questo lo spirito con cui Stephane TempierNadir ColledaniChiara Teocchi saliranno in sella alle loro Methanol CV FS per la rispettive gare XCO ai Campionati del Mondo MTB in corso a Mont-Sainte-Anne, in Canada. Teocchi sarà al via della prova iridata di cross country riservata alle Donne Elite sabato 31 agosto, alle 12.15 (le 6.15 in Italia). Più tardi, alle 14.45 ora locale, toccherà a Tempier e Colledani nella gara maschile Elite.

TEMPIER: “QUI HO BEI RICORDI, PUNTO AL PODIO”
Punta a una gara di primissimo piano Stephane Tempier, che ha preparato il Mondiale sugli sterrati di Gap e dintorni, in Francia, e che sarà al via con la nuova Methanol CV FS. “Mi sono allenato duramente a casa, prima di partire per il Canada. Mi sento in forma per questo appuntamento e punto al podio“, le parole del francese. Mont-Sainte-Anne riporta alla memoria di Tempier dolci ricordi: nel 2017 fu secondo in Coppa del Mondo a soli 10″ dal vincitore. Quest’anno Stephane ha gareggiato costantemente ad alti livelli vincendo due prove di Internazionali d’Italia Series (ad Andora e Nalles) conclusi al secondo posto della classifica finale e l’Ötztaler Forest Cross a Haiming, oltre a piazzarsi quarto in Coppa del Mondo a Les Gets e sesto a Lenzerheide lo scorso 11 agosto.

Colledani
COLLEDANI: “POSSO FAR BENE, IL TRACCIATO MI PIACE”
Nadir Colledani proverà a mettere a frutto il buon feeling con la nuova Methanol CV FS, che gli ha permesso di risalire posizioni in Coppa del Mondo fino a chiudere 12° nella gara XCO di Coppa del Mondo a Lenzerheide e 11° in quella disputata in Val di Sole. “Sono scaramantico, come sempre, ma credo di poter ambire a una buona prestazione su un tracciato che mi piace: tecnico, ma con salita vera“, spiega Colledani. Fra gli altri buoni risultati ottenuti in questa stagione da Nadir, spiccano la vittoria alla Grici XCO in Slovenia e i secondi posti nel Trofeo Laigueglia MTB Classic e nella Titano Race, la terza e fangosa prova di Internazionali d’Italia Series disputata a San Marino.
Teocchi

TEOCCHI: “IL RICORDO DI GIMONDI E’ UNO STIMOLO IN PIÙ”
Il percorso di Mont-Sainte-Anne ammicca anche a Chiara Teocchi, che nel Ùottenne qui il suo primo podio in Coppa del Mondo. Anche la bergamasca utilizzerà Methanol CV FS, il nuovo modello full suspension di Bianchi, con la quale è salita fino al 17° posto in Coppa del Mondo a Lenzerheide. “In linea con quanto fatto in Coppa, l’obbiettivo è entrare nelle prime quindici. Il percorso è adatto alle mie caratteristiche, anche se rispetto al passato sarà più dura: correre con le élite è diverso. Il ricordo del nostro Presidente Felice Gimondi, scomparso qualche giorno fa, mi darà una spinta e una motivazione ancora più forti“. Malgrado un guaio fisico che l’ha costretta ai box per alcune settimane, Chiara quest’anno ha collezionato una serie di buoni piazzamenti fra Italia, Slovenia e Francia, classificandosi fra l’altro terza al Campionato italiano XCO.

LE BICI DEL TEAM
Il Team Bianchi Countervail è equipaggiato da Bianchi con i seguenti modelli:

  • Methanol CV RS, progettata per essere la migliore XCO e XCM racing bike senza compromessi e dotata dell’innovativo ed esclusivo sistema Bianchi CV powered by Countervail che elimina le vibrazioni
  • Methanol CV FS, pensata come la mountain bike full-suspension racing più completa del cross country mondiale, progettata con sistema Bianchi CV powered by Countervail
  • Zolder Pro disc, ultima evoluzione della piattaforma in carbonio che Bianchi ha sviluppato per il ciclocross, abbinando leggerezza e resistenza per ottenere la miglior prestazione
FONTE COMUNICATO STAMPA
Foto: 1) Stephane Tempier punta al podio con Methanol CV FS nella gara maschile Elite (Credits Michele Mondini); 2) Nadir Colledani in gara con la nuova MTB full suspension Bianchi (Credits Michele Mondini); 3) Chiara Teocchi in azione a Lenzerheide (Credits Michele Mondini).

Red Bull Joyride al Crankworx Whistler

Red Bull Joyride a Whistler, in Canada

Red Bull Joyride al Crankworx Whistler n Canada:  percorso rinnovato e ancora più difficile per i funamboli delle due ruote 

Red Bull Joyride

Red Bull Joyride

 

L’ultima tappa del Crankworx Series andrà in scena questo fine settimana alla “mecca” della mountain bike, vale a dire a Whistler, in Canada. Tra le numerose gare in programma questo week end la più attesa è senz’altro la sfida slopestyle del Red Bull Joyride.
Amato dai tifosi e dagli stessi atleti, il leggendario Bone Yard nel Whistler Bike Park è il tracciato che ogni rider vorrebbe far suo perchè rappresenta la consacrazione massima davanti a una marea di spettatori. Impressiona per la sua grandezza, lo confermano Torquato “Toto” Testa e Diego Caverzasi, i due italiani in gara tra i 14 partenti provenienti da tutto il mondo, che lo affronteranno in prima persona.
Per l’edizione 2019 il percorso è stato rinnovato, rendendolo ancora più difficile per i funamboli delle due ruote che lo affronteranno disegnando trick da mandare in delirio il folto pubblico. Ognuno avrà modo di mostrare il suo stile e le proprie capacità.
Il Joyride, ovviamente, fa parte dello Slopestyle World Championship (SWC). Al Crankworx Rotorua e Innsbruck ha vinto il canadese Brett Rheeder che guida la classifica della sfida internazionale in tre tappe che terminerà a Whistler. I favori del pronostico sono tutti per lui, che si trova davanti alla rara occasione di centrare la Triple Crown of Slopestyle nel caso riuscisse a fare filotto.
Alle sue spalle nella classifica mondiale provvisoria troviamo il francese Tomas Lemoine che con 1.556 punti insegue Rheeder a quota 2.000. Più staccato, in terza piazza, l’azzurro Torquato Testa a 1.320 punti che a Whistler darà il massimo per portare in alto i colori azzurri.
Un anno fa il Joyride è stato vinto dall’americano Nicholi Rogatkin, che merita di essere messo tra i favoriti del pronostico. In passato Rogatkin e Rheeder (vincitore qui nel 2016, ndr) hanno già offerto battaglie appassionanti, a Whistler un anno fa finirono nell’ordine molto vicini. Non è un azzardo immaginare un’altra battaglia all’ultimo colpo tra i due anche per l’edizione 2019.
Il Joyride è in programma per sabato 17 agosto a Whistler, le finali saranno trasmesse in diretta da Red Bull TV dall’1.30 di domenica 18 agosto orario europeo e ovviamente in replica a qualsiasi ora. Buona visione su www.redbull.com.

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Jenny Rissveds ambassador per Val di Sole

Jenny Rissveds un’ambassador a cinque cerchi

 

La Campionessa Olimpica di Rio 2016 è tornata in gara dopo due anni difficili con il suo nuovo “Team 31”: “Il nostro obiettivo è ispirare i giovani ad una vita più salutare. Voglio che quello che faccio significhi di più del semplice risultato”

Jenny Rissveds
Photo: La Campionessa Olimpica 2016 Jenny Rissveds con la maglia del suo Team 31 (Credits: Joakim Rissveds/Team 31) 

Quando nel 2016 conquistò l’oro olimpico del Cross Country a soli 22 anni, sembrava che nulla potesse mancare nella vita di Jenny Rissveds. A volte, però, i tracciati dello sport e della vita affrontano traiettorie diverse.

Per Jenny, il più grande traguardo della vita di uno sportivo ha aperto la fase più dura della sua esistenza. La svedese, ora 25enne, ha sofferto la pressione legata all’essere diventata, improvvisamente, il nome ed il volto più in vista della mountain bike al femminile. Ha iniziato a non sopportare più lo sport che amava, e ha scelto di fare un passo indietro per riscoprire sé stessa.

Nel 2019, il mondo della Mountain Bike e la Mercedes-Benz UCI Mountain Bike World Cup hanno finalmente riabbracciato Jenny Rissveds, con una squadra ed una mentalità tutte nuove. Ci sarà anche lei sulla linea di partenza della prova di Cross Country in programma Domenica 4 Agosto in Val di Sole. Il programma dell’evento si aprirà Venerdì 2 Agosto con il Cross Country Short Track e i Campionati del Mondo di 4Cross, mentre Sabato 3 Agosto toccherà alle prove di Coppa del Mondo di Downhill e ad Electric Snake, la prima gara short track eMTB inserita nel programma del weekend di Val di Sole.

Adesso mi godo la MTB in modo diverso,” ha spiegato Rissveds. “Questi due anni vissuti diversamente, con tanto tempo per pensare, hanno cambiato la mia visione sul nostro sport, ma anche sulla vita in generale. Adesso credo di riuscire a godermi tutto più di quanto non facessi prima, proprio perché comprendo meglio la prospettiva d’insieme.

Dopo essere tornata nella top-10 di Coppa del Mondo a Nove Mesto, Jenny è attesa fra le protagoniste in Val di Sole, dove riuscì a vincere fra le Under 23 nella stagione 2015. “In Val di Sole mi concentrerò soprattutto sul mio ritmo, e mettere in atto la strategia convenuta con la mia squadra, più che su un risultato nello specifico. Personalmente preferisco i percorsi naturali, ed è proprio per questo che amo Val di Sole. L’atmosfera è fantastica, come anche l’area circostante. In più, già non vedo l’ora di fare un bagno gelido nel fiume Noce, che scorre proprio vicino all’area di gara!

Il ritorno di Rissveds nel mondo della MTB è stato accompagnato da un nuovo progetto, tutto suo, che guarda al di là dello sport. “Il Team 31 vuole creare consapevolezza ed ispirare i giovani verso una vita attiva, più salutare e – in generale – migliore. Si basa sull’articolo 31 della Convenzione dei Diritti dei Minori, che tratta del diritto dei più giovani di svagarsi e divertirsi, di essere coinvolti in attività ricreative adatte alla loro età, e di partecipare liberamente alla vita culturale e all’esercizio delle arti. Voglio che quello che faccio ogni giorno abbia un significato più grande del semplice risultato.

Ampliando la prospettiva, Jenny ha trovato il lato positivo dell’essere una Campionessa Olimpica: poter diventare la formidabile ambasciatrice di una causa per cui valga la pena impegnarsi. “Sento di avere finalmente una motivazione per scendere dal letto, e godermi la vita e lo sport in un modo diverso. Qualcosa che spero possa crescere, ed io con essa. E spero di trasmettere agli altri qualcosa di tutto questo.

Generosità è la parola d’ordine di un altro progetto che sta contribuendo all’organizzazione dell’evento in Val di Sole. “Operazione Mato Grosso” è un’associazione di giovani trentini che spontaneamente si impegnano in attività manuali con lo scopo di devolvere il ricavato del loro lavoro a chi ne ha più bisogno. Un gruppo di ragazzi dell’associazione sta lavorando con il team di Grandi Eventi Val di Sole nella pulizia e la preparazione dei percorsi di gara. Un’altra associazione benefica, Volo Libero, sarà incaricata di gestire un punto catering alla partenza del tracciato di Downhill, di cui devolverà il ricavato in beneficienza.

Come nel caso del Team 31: lo sport è solo l’inizio della storia.

Jenny Rissveds

Photo: Jenny Rissveds (al centro) sul gradino più alto del podio nella gara di Cross Country Under 23 femminile in Val di Sole nel 2015 (Credits: Andrea Ziliani) – 
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Gravitalia 2019, secondo round

Gravitalia 2019: la tappa di San Martino di Castrozza

Gravitalia 2019, secondo round nello splendido scenario delle Dolomiti si è svolta la tappa di San Martino di Castrozza vittorie di Alia Marcellini e Davide Palazzari

Gravitalia 2019: San Martino di Castrozza

Gravitalia 2019: San Martino di Castrozza

 

Nello splendido scenario delle Dolomiti si è svolta oggi la finale del secondo round del Circuito Nazionale Gravitalia 2019. L’Alpe Tognola collocata sulla strada che conduce al Passo Rolle, a nord della valle del Primiero, è stata meta per gli appassionati della downhill in un contesto spettacolare caratterizzato da un panorama impareggiabile, con le Pale di San Martino che creano una cornice emozionante dall’alba al tramonto.

Durante la notte l’abbondante pioggia ha bagnato il percorso rendendo i tratti nel sottobosco  particolarmente scivolosi, mentre durante la mattinata odierna il timido sole ha asciugato le sessioni più aperte e ventilate. La variabilità meteorologica prevista per oggi ha costretto ad un cambio di programma, anticipando la partenza di un’ora.

Lungo i 2,7 km del tracciato DH2 si sono dati battaglia i piloti per aggiudicarsi punti importantissimi per la classifica di circuito. 460 metri di dislivello con partenza a quota 1910m slm, questi i numeri di uno dei percorsi più lunghi dell’intero circuito. Il tracciato di gara sviluppato all’interno del bike park San Martino Bike Arena, ha imposto ai piloti molta concentrazione e una preparazione molto fine delle mountain bike, alla ricerca del migliore assetto. Percorso apprezzato all’unanimità dai piloti per la sua completezza, essendosi rivelato lungo e fisico, con tratti molto tecnici e imprevedibili.

Non sono mancati i colpi di scena, molti atleti hanno avuto problemi con la trasmissione, ma non solo, è uscito dai giochi uno dei favoriti, Giacomo Masiero (Pedroni Cycles Racing Team), a causa di una caduta in un tratto particolarmente tecnico.

Ma veniamo alla gara, che ha lasciato tutti con il fiato in sospeso fino all’ultimo metro vista la pioggia che ha iniziato a scendere durante la manche degli ultimi cinque atleti, i favoriti.  A spuntarla è stato il sardo Davide Palazzari del team Scoutbike.com che è riuscito ad imporsi nuovamente replicando una discesa priva di sbavature come il giorno precedente, e dominando quindi tra gli agonisti uomini. L’atleta che partecipa anche alla coppa del mondo di downhill ha percorso la DH2 in 4’21”297, migliorando di oltre 7 secondi il tempo delle qualifiche.

Al secondo posto staccato di soli 3 secondi si posiziona Loris Revelli del team Cingolani. Il percorso molto più asciutto rispetto al giorno precedente ha permesso agli atleti di abbassare notevolmente i tempi, miglioramento che non è bastato a Loris per chiudere il gap già accusato anche il giorno precedente sul diretto avversario.

Francesco Danilo Petrucci, team Cingolani, con il tempo di 4’29”639 si aggiudica il terzo gradino del podio, soddisfatto di aver concluso con un podio una gara particolarmente difficile e di aver quindi portato a casa punti importanti per la classifica di circuito. Il quarto e quinto posto sono occupati rispettivamente da Francesco Colombo e Stefano Introzzi, entrambi del team Scoutbike.com.

Tra le donne agoniste conferma il primo posto Alia Marcellini (team After Skull – Rogue Racing) con un tempo di 5’13”129, precede Lisa Gava (3Stars) e al terzo posto per soli tre secondi e mezzo Alessia Missiaggia del team Zanolini Bike.

Scalino più alto del podio tra le donne amatori per Martina Soldera (Acido Lattico Team) che è riuscita a migliorarsi nettamente dalla prova del giorno precedente che la vedeva terza. Al secondo posto Tiziana Tatjana Finocchio (Bike4Fun) e al terzo posto Lisa Sovran (5.1 Bike Team). Il podio delle donne amatori vede tutti tre i tempi racchiusi in soli 7 secondi di differenza, particolare che la dice lunga su quanto sia stata combattuta la finale odierna.

Situazione invariata rispetto alle qualifiche per la categoria amatori maschile, Alberto Filisetti (Guidi – Rosasbike) si conferma il più veloce, con un ottimo 4’32”442, precedendo Alessio Archetti (T32 Santa Cruz Italia) e Paolo Alleva (Scoutbike.com)

Prossimo appuntamento per gli appassionati di downhill il primo week end di agosto in Val di Sole per la Coppa del Mondo, mentre il Circuito Nazionale Gravitalia tornerà in scena il 21-22 settembre con il terzo round a Monte Alpet.

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L’Europa a Pila con downhill e XCO da luglio ad agosto 2019

L’EUROPA A PILA CON DOWNHILL E XCO

L’Europa a Pila per l’IXS European Downhill Cup (25-29 luglio) e Campionato Europeo Giovanile XCO (20-24 agosto).
Campionato Italiano DH 2018 a Pila

Pila riapre le braccia agli atleti da tutta Europa con due manifestazioni che ne segnano il carattere internazionale durante luglio e agosto 2019: IXS European Downhill Cup (25-29 luglio) e Campionato Europeo Giovanile XCO (20-24 agosto).

Il paradiso della mountain bike torna ad essere teatro di grandi manifestazioni agonistiche di respiro internazionale: la sua anima downhill verrà celebrata a luglio con una tappa del circuito IXS European Downhill Cup, che torna a Pila dopo 5 anni, mentre ad agosto il nuovo circuito XCO sarà sede del Campionato Europeo Giovanile UEC, quest’anno in categoria 13/16 anni. Pila è legata alle ruote grasse dagli anni ’90, con importanti competizioni sportive che hanno visto i più grandi campioni di mountain bike sfidarsi tra le sue vette, da Paola Pezzo a Gery Kerschbaumer per il cross country, da Lorenzo Suding a Manuel Gruber nella disciplina downhill.

L’IXS European Downhill Cup, istituito nel 2008, è diventato il circuito più importante dopo la Coppa del Mondo. Pila avrà l’onore di ospitare la tappa nei giorni dal 25 al 29 luglio sul collaudato percorso già tracciato della Coppa del Mondo nel 2005. Questa tappa di Coppa Europa è già stata ospitata da Pila per 5 edizioni consecutive, dal 2010 al 2014, rendendo il bike park “Pila Bikeland” talmente apprezzato a livello europeo da essere tutt’ora meta per tanti agonisti e appassionati di downhill provenienti da diverse nazioni europee. All’IXS European Downhill Cup 2019 parteciperanno circa 400 atleti provenienti da 20 nazioni diverse, portando con sé i propri team di tecnici meccanici e accompagnatori, per un totale di presenze che supererà le 1500 persone durante i giorni della manifestazione.

Dopo il grande debutto del nuovo anello di cross country di Pila, omologato per competizioni XCO, la location si conferma terreno di gara internazionale anche per il 2019, con il Campionato Europeo Giovanile UEC (UEC Mountain Bike Youth European Championships), che si svolgerà dal 20 al 25 agosto sui 4,5 km circa di percorso costellato da ostacoli di vario tipo, con 111 mt di dislivello positivo. Il Campionato Europeo Giovanile è una manifestazione nata in Austria diversi anni or sono, inserita lo scorso anno nel circuito dell’Unione Europea del Ciclismo per il livello agonistico di categoria 13/16 anni. L’evento rientra anche nel calendario gare FCI ed è già stato ospitato a Pila nel 2018, in categoria U23. Per quest’anno sono attesi circa 600 concorrenti, per un totale di 2500 presenze complessive tra pubblico e addetti ai lavori. Al Campionato Europeo Giovanile parteciperanno infatti 170 squadre, incluse le Nazionali, provenienti da Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Gran Bretagna, Israele, Italia, Liechtenstein, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia. In occasione dei Campionati Europei, da martedì 21 a sabato 24 agosto, la telecabina Aosta-Pila sarà in funzione, con orario continuato, dalle ore 8:00 alle ore 18:00.

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Internazionali d’Italia Series a Kerschbaumer e Lechner

 Internazionali d’Italia Series a Kerschbaumer e Lechner

I Campioni d’Italia ribaltano i verdetti in Valle d’Aosta e conquistano la classifica generale. Kerschbaumer domina, a Lechner basta un terzo posto

Kerschbaumer

Quella 2019 è stata un’edizione di Internazionali d’Italia Series fra le più belle e combattute degli ultimi anni. Lo dimostra la qualità degli atleti al via, ma anche l’intensità dei duelli a cui si è assistito nel corso di tre mesi di competizioni. Tutto si è deciso Sabato 22 Giugno nell’ultima prova, La Thuile MTB, disputata in una giornata serena dopo la pioggia della notte precedente: un evento al suo esordio internazionale nel mondo del cross country, ma che già viene indicato come candidato per una Coppa del Mondo nel prossimo futuro: merito di un percorso bello, impegnativo e tecnico, disegnato con maestria da Enrico Martello, ma anche dell’accoglienza del centro valdostano, abituato all’atmosfera dei grandi eventi.

All’atto conclusivo si è giunti con esiti ancora apertissimi in almeno tre categorie: se, infatti, il padrone di casa Andreas Emanuele Vittone (V.C. Monte Tamaro) era il grande favorito fra gli Junior Uomini, la sfida sul filo dei punti fra Stephane Tempier (Bianchi Countervail) e Gerhard Kerschbaumer (Torpado-Ursus), fra Martina Berta (Torpado-Ursus) ed Eva Lechner (Torpado-Südtirol) fra le Donne Open e fra Letizia Motalli (KTM-Protek-Dama) e Letizia Marzani (Merida Italia Team) nella categoria Donne Junior è stata il leit motiv delle cinque tappe, e solo lo spettacolare epilogo di La Thuile MTB ha potuto decretare i nuovi re di Internazionali d’Italia. E non sono mancati i colpi di scena.

Podio Uomini Open

La Thuile è l’apoteosi di Kerschbaumer: il numero 1 si prende tutto
È dall’edizione 2018 di Internazionali d’Italia Series che in Gerhard Kerschbaumer (Torpado-Ursus) è cambiato qualcosa. I successi di Pineto e Chies d’Alpago lo consegnarono ad una dimensione e ad una consapevolezza diversa, quella che lo portò a conquistare a vincere in Coppa del Mondo ad Andorra e fino alla medaglia d’argento mondiale dopo il testa a testa con Schurter.

Oggi a La Thuile MTB il numero 1 del ranking mondiale ha offerto una prestazione da vero numero 1, imponendosi di forza in una gara spettacolare e di livello altissimo, in cui la grande qualità tecnica del tracciato ha incontrato il desiderio degli atleti di fornire una prestazione di assoluto spessore, e tornando in vetta ad Internazionali d’Italia Series sette anni dopo.

Partito da secondo in classifica generale, Kerschbaumer sapeva di dover attaccare per recuperare su Stephane Tempier (Bianchi-Countervail), e non si è fatto pregare quando Gioele Bertolini (Santa Cruz-FSA) ha accelerato nelle primissime battute, seguito oltre che dall’altoatesino anche da Jordan Sarrou (Absolut Absalon) e Maxime Marotte (Cannondale). A partire dal primo giro, Kerschbaumer ha assunto l’iniziativa imponendo un ritmo forsennato: a cedere è stato prima Marotte, poi due giri più tardi Bertolini, e infine alla penultima tornata anche Sarrou. Nel frattempo, già nel terzo giro Tempier era costretto ad alzare bandiera bianca, frenato da un guasto alla catena. Per il francese rimane il secondo posto in classifica generale, seguito dal compagno di squadra Nadir Colledanioggi nono.

È stata una gara bella e veramente dura, di livello altissimo – racconta Kerschbaumer, – già ieri avevo visionato il circuito e mi era piaciuto moltissimo, ma onestamente non mi aspettavo che Sarrou e soprattutto Bertolini fossero così forti oggi. Torno sul trono di Internazionali d’Italia Series, ma oggi rispetto al 2012 siamo su un pianeta diverso: sono stati tre mesi di gare ad alto livello, chiusi da questa La Thuile MTB degna di una Coppa del Mondo.

Cosa è cambiato dall’anno scorso? Sono più sereno, più convinto. So di poter andare forte, di fare la differenza in salita. I risultati sono solo la conseguenza.” In casa Torpado-Ursus la festa è doppia, grazie al successo fra gli Under 23 di Juri Zanotti.

Evie Richards

Ribaltone fra le donne: successo finale a Lechner e Marzani

 

Come fra gli uomini Open, anche in campo femminile le leader del circuito non sono riuscite a difendere le maglie dall’ultimo assalto delle loro rivali.

 

La gara Donne Open ha assistito allo splendido assolo di Evie Richards (Nazionale Britannica), che ha lasciato sfogare nelle prime battute prima Chiara Teocchi (Bianchi Countervail) e poi Pauline Ferrand-Prevot (Canyon-SRAM) – al comando fino a metà gara – per prendere la testa della corsa nella terza tornata ed imporsi con autorità nella prima edizione dell’evento valdostano. “In avvio continuavo a perdere posizioni, mi sono fatta un po’ prendere dal panico. Di solito tendo a partire forte, stavolta invece ho dovuto ritrovare la calma e risalire da dietro, e forse è stata questa la chiave del successo. Sono veramente contenta, è un piacere aver scritto il mio nome sulla prima edizione di questa splendida gara.”

 

Dietro alla britannica ha concluso la campionessa francese (a 1.16), in chiara crescita di condizione: “Oggi sono andata al comando un po’ troppo presto, e sono arrivata con poco gas nel finale. Ma il percorso è quello giusto.”

 

Al terzo posto a 1.57 Eva Lechner, che supera così Martina Berta (oggi settima) e conquista la classifica di Internazionali d’Italia Series per la prima volta in carriera. “Dopo tanti anni, ho avuto modo di tornare a gareggiare in Italia con regolarità, e di poter puntare a questo titolo importante. È stata una battaglia lunga e serrata, ma sono davvero soddisfatta.” Per la valdostana Berta rimane la soddisfazione per il successo nella categoria Donne Under 23.

 

Fra le Donne Junior, nella prova valida per le UCI Junior Series, è stata gara nella gara: l’austriaca Mona Mitterwallner (Austria) non ha lasciato scampo alle avversarie, imponendosi con grande vantaggio, ma alle sue spalle Letizia Marzani è riuscita in una grande rimonta fino al secondo posto davanti a Cornelia Holland (Austria), strappando i punti necessari per sfilare la maglia a Letizia Motalli (ottava) di una sola lunghezza.

Podio Donne
Podio Uomini JR
Podio Donne JR

Junior Series, sorpresa Toneatti. Vittone gestisce e conquista la generale

Sotto il sole di La Thuile c’era il meglio dello scenario Junior Mondiale alla partenza della prova di UCI Junior Series di Sabato 22 Giugno, apertura dell’ultima giornata della stagione di Internazionali d’Italia Series.

In tanti attendevano il numero 1 al mondo Aldridge, altri puntavano sull’atleta di casa Vittone – in maglia di leader di Internazionali d’Italia Series – ma l’esigente e spettacolare tracciato disegnato da Enrico Martello, reso più insidioso dalle piogge notturne, richiedeva gambe, testa e manico nell’affrontare le ripide discese di La Thuile MTB.
E così dalla lotteria esce il nome che non ti aspetti: Davide Toneatti (Jam’s Bike Team Buja) conquista la prima gioia in una gara di UCI Junior Series, lui che negli anni si è messo in luce soprattutto nella versione invernale del fuoristrada, sugli anelli del ciclocross.

Secondo posto per Andrea Colombo (V.C. Monte Tamaro), che aveva condotto nelle fasi iniziali, terzo Baumann (V.C. Monte Tamaro), settimo posto per il loro compagno di squadra Vittone che si consola con il successo nella classifica di Internazionali d’Italia Series davanti ad Emanuele Huez e allo stesso Colombo. Quinta piazza di giornata per l’attesissimo scozzese Aldridge.

Vittone

Il bilancio degli organizzatori

Michele Mondini e Luca Carton di CM Outdoor Events, società di gestione di Internazionali d’Italia Series, possono dirsi soddisfatti di questa edizione del più importante circuito italiano della disciplina olimpica della Mountain Bike.

E’ una stagione nata non senza difficoltà, ma nella quale i grandi sforzi sono stati ripagati da gare di altissimo livello, da un sempre crescente apprezzamento da parte degli atleti e del pubblico. La crescita del movimento italiano del cross country a livello internazionale dimostra che l’impegno nell’organizzazione di appuntamenti di categoria sempre più elevata paga, non solo in termini di spettacolo ma in una logica di sistema. Alle porte della stagione olimpica, vogliamo proseguire su questo percorso con ulteriore determinazione, sperando di trovare al nostro fianco compagni di viaggio vecchi e nuovi che come noi credano in questo sport e condividano la nostra visione.”

Al riguardo,” proseguono Mondini e Carton, “è giusto sottolineare come il lavoro e i risultati ottenuti da Internazionali d’Italia Series non sarebbero stati possibili senza l’impegno di Shimanoe di Northwave, che in questi anni hanno seguito il progetto con una vicinanza e una passione che va al di là di un rapporto di sponsorizzazione. A loro, alla Federazione Ciclistica Italiana, agli organizzatori delle nostre gare, e al team di persone che anche quest’anno ha lavorato con impegno su cinque tappe, vogliamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento.”

Sarrou

Ferrand-Prevot

FOTO: 1) Tappa e maglia: weekend perfetto per Kerschbaumer a La Thuile; 2) Il podio della gara Uomini Open. Da sinistra: Sarrou, il vincitore fra gli U23 Zanotti, il vincitore nella categoria Open Kerschbaumer e Bertolini; 3) La gioia di Evie Richards sul traguardo di La Thuile; 4) Il podio della categoria Donne Open. Da sinistra: Ferrand-Prevot, Richards e la vincitrice di Internazionali d’Italia Series 2019 Lechner; 5) Il podio della tappa italiana delle UCI Junior Series maschili. Da sinistra: Colombo, il vincitore Toneatti e Baumann; 6) Il podio delle UCI Junior Series donne. Da sinistra: Mitterwallner, la reginetta di categoria Marzani e Holland; 7) Andreas Emanuele Vittone ha controllato la situazione a La Thuile aggiudicandosi la vittoria finale fra gli Uomini JR; 8) Jordan Sarrou ha conquistato un podio di prestigio a La Thuile; 9) Buona prestazione anche per l’ex Campionessa del Mondo Pauline Ferrand-Prevot (Credits: Mario Pierguidi).  

FONTE COMUNICATO STAMPA

Campionato Italiano Downhill 2019 a Sestola

Campionato Italiano Downhill 2019 qualifiche a Sestola

Campionato Italiano Downhill 2019 al Trick Wood, gestito dal Bike Center Cimone, in scena le qualificazioni

Campionato Italiano Downhill 2019: Ravelli

Campionato Italiano Downhill 2019: Ravelli

Si è svolta  nella splendida Sestola, località immersa negli Appennini modenesi, la manche di qualificazione per il Campionato Italiano Downhill 2019 sulla pista che oltre ad essere uno dei classici del Circuito Nazionale Gravitalia, ha anche ospitato il campionato europeo nel 2017.

A pochi passi dal centro del paese si sviluppa il tracciato Trick Wood, gestito dal Bike Center Cimone, che con i suoi 2450 metri di lunghezza è caratterizzato da molti ripidoni e curve a gomito, un susseguirsi di drop finali particolarmente ostici e lo spettacolare arrivo in centro al paese che come sempre attira moltissimo pubblico.

Il terreno bagnato dalla pioggia caduta durante la notte si è mano a mano asciugato durante la mattina grazie ad un timido sole che ha accompagnato il resto della giornata, permettendo ai piloti di svolgere le qualifiche con un fondo asciutto nelle zone al sole ma scivoloso in alcuni tratti di sottobosco. La giornata odierna ha visto molti atleti confrontarsi con i propri tecnici al fine di trovare il setup ideale alle mountain bike, in funzione di un percorso dalle molteplici caratteristiche. A Sestola lo spettacolo è garantito.

Nell’assoluta agonisti maschile, in prima posizione troviamo Loris Revelli, team Cingolani, che riesce a fermare il cronometro sul tempo di 2’15”369, staccando di 1” e 706 millesimi Davide Palazzari, atleta del team Scoutbike.com. L’arrivo in impennata di Loris e di altri atleti fa presagire che non abbiano spinto al massimo, scelta tecnica che potrebbe portare ad avere maggiori energie da concentrare nella manche di domani, quella decisiva per la conquista della maglia tricolore.

Terzo assoluto il tricolore uscente Johannes Von Klebelsberg (team Tiroler Radler Bozen). L’atleta altoatesino che ricordiamo partecipa anche alla coppa del mondo, dovrà recuperare un gap odierno di 2”e mezzo per mantenere il tricolore sulla sua maglia. In campo juniores la top 3 di giornata è formata da Lorenzo Migliorini (team Dueruoteforlì) con l’ottimo tempo di 2’24”127, al secondo posto Luca Conte (FRRD Golfo Dianese), a seguire Marco Comerio del team Garda Pro Bike.

Tra gli allievi il più veloce è Davide Cappello (team Scoutbike.com) che chiude le qualifiche con un incredibile 2’31”004 sebbene sia caduto durante la discesa di qualifica; per quanto riguarda invece i giovani Esordienti la spunta Andrea Bonanomi (team Bmx Garlate).

Sofia Priori Viale (Ponente Gravity Team) e Giulia Sandrini (ASD 360 Mtb) sono rispettivamente l’unica esordiente e l’unica allieva, grazie alla qualifica di oggi si aggiudicano la possibilità di partecipare alla finale di domani.

Le donne agoniste, unica categoria che ha corso sotto ad una leggera pioggia, vede protagonista Veronika Widmann (Bmx Team Alto Adige Sudtirol) con il tempo di 2’40”939, che distacca la diretta rivale Eleonora Farina (Giangis’ Team Free Bike Erbusco) di solamente 1”. Chiude il podio Alia Marcellini (Team After Skull – Rogue Racing). Tra le junior a vincere la qualifica è la giovane Lelia Tasso (Bikers Petosino Scuola Mtb Asd), già campionessa italiana nel 2018.

Nell’amatori femminile il miglior tempo è di Chiara Panesi, compagna di squadra della campionessa italiana di categoria uscente Bruna Benedusi (Raptors Bike ASD), qualificata al secondo posto, mentre sul terzo scalino sale Giuliana Gollini del team Kona Bike Center Cimone.

Il miglior tempo per la categoria master2 e assoluto amatori maschile è di Fabrizio Dragoni (Alessibici) il quale registra un ottimo 2’25”205. Cristian Sarti (Dueruoteforlì Rideforfun) vince la qualifica per la categoria elite sport e non si aggiudica l’assoluta amatori per soli 498 millesimi.

Tra i master1 la spunta Emanuele Grimani (Pavind Bike Team), mentre per la master3 il miglior tempo è segnato da Paolo Alleva del team Scoutbike.com. Nella master4 al primo posto Oscar Colombo (Team Scoutbike.com), mentre nella master5 il gradino più alto è occupato da Claudio Fiorani (Team Kona Bike Center Cimone). Chiudono le categorie amatoriali il master6 Graziano Sala (Team Morotti) ed il campione del mondo di categoria Ernesto Pedroni (Pedroni Cycles Racing Team) con il primo posto tra i master7/8.

Nella giornata non sono mancate le sorprese ed il meteo giocherà un ruolo fondamentale anche per i set-up delle mountain bike in vista della finale di domani. I tempi ravvicinati preannunciano una gara molto adrenalinica e confermano la voglia comune di guadagnare la maglia nazionale più ambita.

Emil Johansson chi è, la storia del prodigio della MTB

Emil Johansson chi è? La sua storia

Emil Johansson chi è il talento della MTB mondiale tornato a gareggiare alla Crankworx Innsbruck dopo i problemi di salute che l’hanno colpito

Emil Johansson

Emil Johansson

Emil Johansson nasce a Trollhättan in Svezia il 20 giugno 1999 e ottiene la sua prima bici a sette anni. A 13 ha prende parte alla prima competizione in MTB, gli bastano 4 anni per diventare uno dei talenti più brillanti del circuito

Emil Johansson, giovane prodigio della MTB mondiale è tornato in azione alla Crankworx Innsbruck della scorsa settimana. Nel 2017 Emil è in cima al mondo, ancora adolescente  diventa Campione FBM World Tour, fino a quando non gli viene diagnosticata una misteriosa malattia.

Dopo una serie di accurati esami gli viene diagnosticati la malattia di Hashimoto e il virus Epstein-Barr (lo stesso che aveva colpito Stetina). Ora dopo mesi di sofferenza, è riuscito a tornare in sella raccontando il suo “calvario” in un documentario di Red Bull TV dal titolo “The Come Back” (il video è disponibile sul sito).

Johansson era uno dei talenti della MTB in rampa d’ascesa nel 2017 ma, nonostante ciò, le sue sensazioni non erano buone. Tutto è iniziato con un mal di schiena, il ragazzo avverte una sensazione strana, una fatica inusuale e poi le cose sono degenerate tanto da non riuscire nemmeno a restare seduto per più di 10 minuti a causa del dolore insopportabile.

Emil spera di poter facilmente recuperare da questo “acciacco” ma i fatti svoltano al peggio: il corpo non reagisce come sperato e la MTB deve andare “in cantina”.

Emil inizia a lavorare con il supporto dell’allenatore Lenz Westner e di un fisioterapista per cercare di recuperare quell’energia perduta che però stenta a tornare. La dottoressa Christine Bachmann risconta qualche problema alla colonna vertebrale ma la soluzione dei problemi è ancora lontana da venire.

Johansson continua a lamentare una insolita stanchezza, è soggetto a frequenti malattie con febbre alta e sudorazione freddo. Finalmente i dottori diagnosticano a Emil il virus Epstein-Barr che provoca malessere, debolezza e dolori e la malattia di Hashimoto causa di un’infiammazione cronica che spinge il corpo ad una elevata produzione di anticorpi che vanno ad attaccare la tiroide.

Al termine della stagione 2018 Emil prende incredibilmente parte alla Red Bull Joyride chiudendo addirittura al quarto posto e tagliando il traguardo in lacrime: “È stato un anno molto duro, Non pensavo di poter gareggiare di nuovo, ma eccomi qui” le sue parole all’arrivo.

Il virus Epstein-Barr e la malattia di Hashimoto sono ancora presenti nel suo corpo ma vengono trattate grazie ad un’alimentazione specifica, fisioterapia mirata e, naturalmente, con medicinali.

 

Every Mystery I’ve Lived | Emil Johansson’s Comeback Story

da Red Bull Bike