Jacopo Mosca, intervista esclusiva per ciclonews

Jacopo Mosca intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca 24enne piemontese della Wilier Triestina Selle Italia reduce da una buona stagione con la vittoria del Tour Hainin è stato ospite di ciclonews per una simpatica notizia.

Ciao Jacopo, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai  hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Fin da piccolo ho avuto la passione per le due ruote anche se in famiglia nessuno prima di me aveva corso in bicicletta. Ho cominciato a undici anni in modo serio con le prime gare da G5. Devo poi ringraziare mio padre che mi è sempre stato vicino e spesso mi ha accompagnato durante gli allenamenti o alle corse.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh devo ammettere che se vuoi emergere anche nelle categorie giovanili il livello di impegno è molto altro ed è normale che si debba fare qualche rinuncia che magari pesa ma sinceramente questo sport mi ha insegnato l’amore per la fatica e la dedizione per il lavoro duro. Alla fine il piacere che ottieni nel vedere i tuoi miglioramenti ti ripaga delle rinunce fatte.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Può sembrare una frase fatta ma quello che il ciclismo ti insegna ti tornerà utile per tutta la vita. Ecco se un ragazzino mi chiedesse perché iniziare con questo sport gli direi proprio questo. Il ciclismo ti insegna a non mollare, a fronteggiare senza paura le difficoltà a rialzarti quando cadi a terra e penso che nella vita possa accadere di trovarsi a terra. Ecco se impari a rialzarti quando sei fisicamente sull’asfalto avrai la forza di rialzarti quando sarai a terra nei momenti difficili della vita.

La corsa che ricordi con più piacere?

Credo che il sogno di ogni ragazzino che pratica il ciclismo in Italia sia quello di avere l’opportunità di correre il Giro d’Italia, io quest’anno non sono riuscito a prendervi parte e spero di avere l’occasione di cimentarmi nella corsa rosa magari già nella prossima stagione sportiva

Cosa ama fare Jacopo Mosca nel tempo libero?

Beh diciamo che tutto dipende da quando ho tempo libero. Il ciclismo ti prende molto tempo tra allenamenti e gare e non sempre il mio tempo libero corrisponde a quello dei miei amici o della mia ragazza. Però appena ho l’occasione amo stare con amici o uscire con Federica (la mia ragazza) anche se pure lei è molto impegnato con lo studio.

Che musica ti piace? 

Non sono un grande esperto di musica, diciamo che ascolto quello che mi trasmette emozioni. Devo dire che ho una predilezione per la musica di qualche anno fa che ritengo essere qualitativamente migliore della attuale, però non ho un gruppo o un genere preferito.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Devo dire che quando ho iniziato a correre avevo come mito Ivan Basso non tanto per il suo modo di essere ma proprio per le sue vittorie. Crescendo ho imparato a guardare oltre la prova sportiva e devo dire che Ivan, per impegno e dedizione al ciclismo abbia tantissimo da insegnare e credo che nella sua nuova avventura possa aiutare tanto i giovani a crearsi la giusta mentalità per essere competitivi.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Generalmente seguo molto lo sport anche se non posso definirmi un esperto di altri sport. Non ho un mito in generale ma ultimamente ho letto il libro di Andre Agassi e devo dire che è molto bello leggere la vita di uno dei più grandi Tennisti, partito dal basso ed arrivato al Top.
Amo poi l’atletica un po’ per “colpa” della mia fidanzata, Federica, che la pratica fin da quando era bambina cosi, nella pausa invernale mi capita di uscire a correre con lei.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono da poco tornato da una splendida vacanza a Capoverde in cui ho rigenerato le batterie in vista della nuova stagione. Ora si riprende a fare sul serio in vista del 2018 in cui spero di potermi togliere qualche grande soddisfazione per me e per il team.

 

Alessia Vigilia intervista esclusiva per ciclonews

Alessia Vigilia intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Alessia Vigilia

Alessia Vigilia

Alessia Vigilia è uno dei talenti più in luce del ciclismo Italiano e Mondiale, medaglia d’argento nella cronometro junior ai recenti Mondiali di Bergen è stata nostra ospite per una piacevolissima intervista.

Ciao Alessia, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Partiamo con una domanda particolare: come mai il soprannome “ranocchia”?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Come mai il soprannome “ranocchia”? Beh è una storia che risale ai tempi delle scuole medie. Non ricordo più i dettagli ma so che l’avevo messo su Fecebook e da qual momento è diventato il mio soprannome.

Come è nata la tua passione per il ciclismo?

La passione per il ciclismo è nata un po’ per caso, una mia carissima amica lo praticava. Io non lo conoscevo molto come sport ma un giorno questa mia amica mi ha invitata a seguirla ad un allenamento. Ho fatto una prova e da quel momento ho deciso di iniziare a correre, da quel momento è diventata la mia grandissima passione.

Il ciclismo è uno sport di sacrificio, quanto ha influito sulla tua vita?

Il ciclismo è passione e se ad esso uniamo un pizzico di fortuna e tanto sacrificio ecco spiegata la sua essenza. Dedicarsi con costanza alla propria passione richiede molto impegno, e l’inconveniente è quello di non avere il tempo per dedicarsi agli amici e a fare gruppo in modo stabile: non è facile creare legami se nel momento in cui gli amici escono per divertirsi tu devi rinunciare. D’altra parte il ciclismo mi ha permesso di incontrare molte persone nuove e di instaurare legami molto stretti  con le compagne di squadra e di allenamento. Facendo un bilancio, non posso che dire che sono più i piaceri che il sacrificio.

Che valori ti ha trasmesso il ciclismo?

Come dicevamo prima, il ciclismo mi ha insegnato il significato di sacrificio, di lottare per qualcosa in cui si crede. Praticando questo sport ho imparato a saper aspettare la “fortuna” o il momento buono, la ruota prima poi gira, nella vita come nello sport. Certo, è fondamentale impegnarsi e questo vale per ogni aspetto della vita. La pazienza e l’impegno sono due concetti fondamentali per uno sportivo ma in generale, credo, per ogni persona. Ci sono momenti in cui devi saper stare calma e ingoiare qualche boccone amaro e quelli in cui buttare tutta la tua energia per attaccare, anche la vita è così!
Lo sport ed il ciclismo in particolare insegnano che non sempre le cose vanno bene ma che puoi vincere e quindi è importante provarci impegnandosi al massimo. E poi il risultato è aleatorio a volte. Sarò strana ma ho sempre preferito correre “bene” che correre solo per vincere.

Tra i valori classici di questo sport c’è l’amicizia, raccontaci del tuo rapporto con Elena Pirrone

Sull’amicizia con Elena Pirrone ci sarebbe da scrivere tantissimo, un libro intero, il libro della nostra vita in pratica!  Siamo amiche da quando abbiamo otto anni e, come appunto dicevo prima, il fatto di passare tanto tempo insieme tra allenamenti, gare e scuola (eravamo nella stessa classe) ti fa legare in modo inscindibile con una persona. Ci troviamo molto bene e anche caratterialmente siamo molto simili. Ci siamo supportate e sopportate a vicenda tantissime volte! E questo é stato spesso fondamentale per entrambe.

Il ciclismo femminile Italiano, nonostante il poco spazio, mediatico sta ottenendo grandi risultati, secondo te quale sono le ragioni?

Hai ragione! A dispetto della poca visibilità sui media il nostro settore sta vivendo un momento davvero importante. Credo che tutto dipenda dalla serietà di noi atlete e dello staff che abbiamo a disposizione. Il ciclismo è stato un po’ “sdoganato” come sport adatto anche alle donne e noi ragazze ci stiamo veramente impegnando in modo pazzesco per emergere a livello mondiale.

C’è una gara che Alessia Vigilia ricorda con maggiore piacere?

Sicuramente la prima gara che ho vinto, è stata una corsa davvero molto strana: ero allieva, primo anno, abbiamo affrontato un percorso abbastanza impegnativo, mi ricordo che c’è stata una fuga in cui eravamo presenti sia io che Elena Pirrone ed altre due ragazze. Avevamo fatto quasi 25 km in fuga e poi ci hanno ripreso quando mancavano poco più 10 km all’arrivo, tutto sembrava finito. Poi un attimo dopo l’ispirazione: ho provato a partire e ho staccato tutte arrivando al traguardo da sola. E’ stato bellissimo, una gioia unica vedere il mio allenatore commosso all’inverosimile, era felice per me, lui che in me aveva sempre creduto.

Cosa piace  fare ad Alessia Vigilia nel tempo libero?

Sono una ragazza abbastanza tranquilla, nel poco tempo libero che mi rimane oltre a coltivare le amicizie, mi piace leggere e, quando riesco, adoro andare in montagna: è un modo per staccare dai pensieri quotidiani.

Ti piace la musica, hai un gruppo o un genere che apprezzi particolarmente?

Si amo moltissimo la musica, mi accompagna quasi sempre ma non ho un genere o un gruppo per cui sono fanatica. Ascolto un po’ quello che capita in base alla emozione del momento.

Un sogno che vorresti realizzare dal punto di vista professionale?

Il mio grande sogno è quello di riuscire a laurearmi in medicina, per me gli studi sono una cosa fondamentale. Voglio proseguire sulla mia strada impegnandomi nel ciclismo ma dando l’importanza che merita al mio sviluppo extra-ciclismo.

Un sogno che vuoi realizzare per la tua vita?

Ho una passione infinita per i viaggi e mi piacerebbe riuscire a fare il giro del mondo, chissà sarebbe bello riuscire a farlo continuando ad andare in bicicletta!

Diego Rosa: intervista con il fans club

Diego Rosa fans club intervista per www.ciclonews.biz

Diego Rosa

Diego Rosa: intervista al fans club

Diego Rosa è uno dei talenti emergenti e, dopo aver fatto al campione di Alba una splendida intervista, è ora il momento di fare quattro chiacchiere con il fans club ufficiale del corridore del Team Sky.

Ciao ragazzi e grazie per aver accettato la nostra intervista, cosa ha fatto scattare la passione per Diego Rosa?

Ciao e grazie a voi per lo spazio che ci concedete. Beh sinceramente la passione per Diego è venuta in modo naturale, lui è un ragazzo fantastico, una persona veramente speciale e non lo diciamo solo perché è il nostro idolo ma perché ha un carattere veramente disponibile con tutti. Il successo non gli ha minimamente montato la testa, anzi, è una persona semplice e buona, non c’è altro modo per descriverlo. Credo che proprio questa indole “mite” fuori dalle gare sia stato il motore che ha fatto aumentare il suo seguito. E’ bello vedere un campione che sa mantenere i piedi per terra.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar?

Siamo un gruppo ancora giovane e al momento non abbiamo ancora istituito una vera e propria sede del Fans Club Diego Rosa, diciamo che di solito la nostra “tana” è il mitico Bar Torre dove spesso ci si ritrova per discutere o vedere le corse. A volte può capitare di fare delle riunioni, allora ci si ritrova a casa di qualcuno di noi.

Organizzate “trasferte” in occasioni delle gare?

Sinceramente l’organizzare le trasferte al seguito di Diego Rosa è uno dei motori del club. La corsa è uno splendido motivo per trovarsi e, nel pieno dello spirito del ciclismo, fare una festa che dura un giorno intero. Magari ci si ritrova all’alba e si parte in carovana o con dei pulmini. Una delle trasferte più belle è stata a Bardonecchia Sestriere e poi come dimenticare la Milano Torino nel 2015 quando ha vinto il nostro idolo.
Il nostro obiettivo è quello di seguire tutte le gare a cui Diego prende parte e direi che ci stiamo assolutamente riuscendo.

L’emozione più grande che avete provato per Diego?

Beh in assoluto la vittoria al Giro dei Paesi Baschi, era la quinta tappa da Orio a Arrate per 159 km. Una tappa durissima con ben otto salite di cui l’ultima davvero bestiale. Diego ha vinto dopo 100 km di fuga, anticipando Sergio Henao (Col) di oltre tre minuti! E’ stato incredibile quando ha tagliato il traguardo sollevando la bicicletta.

Qual è la caratteristiche che più apprezzate in Diego Rosa?

Come ti dicevo prima Diego oltre alle doti di ciclista sa essere veramente una persona stupenda. E’ amico di tutti, veramente unico.

Organizzate eventi collaterali al ciclismo?

Credo che il compito di un Fans Club sia quello di seguire il proprio campione, certo, ma anche quello di organizzare degli eventi che possano da un lato unire il gruppo e dall’altro essere l’occasione per fare del bene. Una delle cose che più ci rende orgogliosi è la “Pedalando con Diego”, una corsa amatoriale a cui prendono parte tantissimi fans di Diego Rosa, il cui l’incasso è andato all’associazione di volontariato Accipicchia.

Nicole D’Agostin intervista per ciclonews.biz

Nicole D’Agostin promessa del ciclismo mondiale intervista da www.ciclonews.biz

Nicole D’Agostin

Nicole D’Agostin in versione bicicletta

Nicole D’Agostin è uno dei talenti emergenti del ciclismo italiano, ha partecipato ai Mondiali di Bergen in Norvegia e in questa annata ha vinto quattro corse facendo un gran balzo in avanti per la sua carriera. L’abbiamo intervistata in esclusiva per i nostri lettori.

Ciao Nicole, grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi e grazie a voi per l’ospitalità sul vostro portale. La scelta della bici è partita dal primo regalo che mi hanno fatto i miei nonni. Avevo due anni e mi hanno regalato una biciclettina, ci sono salita e non ci sono veramente più scesa. Già mio padre correva in bicicletta e quindi sono cresciuta in un ambiente in cui si respirava ciclismo. Devo poi dire che fin da piccola ho sempre avuto una grande spinta alla competizione e il ciclismo ha incanalato questa mia indole.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Diciamo che vedendo i miei coetanei divertirsi, uscire, andare a feste, la cosa a qualcuno sarebbe sicuramente pesata, personalmente non ho mai patito questa cosa. Considerando le soddisfazioni che mi sto prendendo con il ciclismo credo che pochi possano dire la stessa cosa insomma l’impegno paga e sono felice delle mie scelte. Devo però ammettere che il ciclismo impatta e non poco sulla scuola e in questo devo essere veramente brava ad organizzarmi.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Può sembrare un luogo comune dei ciclisti ma la bici non regala nulla, come la vita del resto. Ci vuole impegno e costanza, costanza e impegno. Non si deve mai mollare nella vita e in questo il ciclismo è un’ottima palestra. Non devi e non puoi cedere alle prime difficoltà e devi sempre credere nelle tue forze, anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Penso che il ciclismo mi abbia veramente formato e temprato il carattere e penso sia un valido motivo per suggerire ad una ragazza di avvicinarsi a questa disciplina.

Nicole D’Agostin

Nicole D’Agostin: eleganza e bellezza

C’è una corsa che Nicole D’Agostin ricorda con particolare piacere?

La corsa che mi è rimasta impressa, oltre al mondiale (e scoppia in una fantastica risata n.d.r.) è la San Giorgio di Perlena organizzata dalla mia squadra . Questa gara l’ho vinta per due anni consecutivi e penso sia il mondo migliore per ringraziare tutto il Team Wilier Breganze per quello che ha fatto e che fa per me.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel mio tempo libero, che purtroppo non è poi tantissimo tra le corse, gli allenamenti e la scuola, esco con i miei amici ma, se devo essere sincera,  il più delle volte la mia meta sono i negozi. Adoro lo shopping, mi piace la moda e non resisto a qualche acquisto ogni volta che esco.

Ascolti musica nel tempo libero o quando ti alleni?

Sinceramente non ascolto molta musica, ma vado a periodi! A volte ascolto canzoni tranquille come quelle di Tiziano Ferro e a volte vado più su musica da discoteca!

C’è  un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Non prendo nessun corridore come esempio, ma mi piace molto Marianne Vos e la Prevot nell’ambito femminile perché come me alternano il cross e la strada, nell’ambito maschile penso che Peter Sagan sia il numero uno sia come corridore che come personaggio, lui è davvero il mio mito sportivo!

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Mi piacciono tutti gli sport, il calcio è quello che mi attira meno, guardo solo le partite della Juventus! Devo ammettere che ho una grande passione per i motori, naturalmente… su due ruote. Mi piace molto il Motocross e la MotoGP e naturalmente il mio mito è Valentino Rossi, anche lui come Sagan è un grande campione e un personaggio che sa promuovere l’immagine del suo sport a livello planetario.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Nicole d’Agostin?

Considerando la mia età devo assolutamente crescere ancora molto, non ho un obiettivo in particolare se non quello di accumulare tanta esperienza per le stagioni a venire ma naturalmente togliendomi qualche soddisfazione personale e per il mio team. Spero di poter far ancora parte della nazionale Italiana ai Mondiali di Innsbruck”.

 

Alice Arzuffi intervista al Fans Club

Alice Arzuffi  intervista esclusiva con il Fans Club

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi, una delle atlete che sta tenendo alti i colori azzurri nel mondo, ha da poco conquistato una medaglia ai Campionati Europei di Tabor. Abbiamo intervistato in esclusiva il responsabile del Fans Club.

Cosa ha fatto scattare questa passione e come avete trasmesso ad altre persone il vostro entusiasmo?

Personalmente ho cominciato ad ammirare le doti di Alice Arzuffi da quando ha vinto la Coppa Rosa a Borgo Valsugana (dov’ero presente). La “molla” però è scattata solo nel 2015: dopo quella ennesima stagione ricca di soddisfazioni, Alice si meritava un fans club! Il nostro entusiasmo lo trasmettiamo con la dedizione in quello che facciamo, cercando di essere sempre all’altezza nel sostenerla. Tutto è diventato più facile grazie a tutti i suoi fans che, giorno dopo giorno, mi aiutano in questa avventura e amplificano all’unisono la mia passione. Siamo una bella comunità, devo ringraziare tutti.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar?

E’ difficile riunirci fisicamente perché siamo molto “sparpagliati” (Italia, Francia, Belgio) ed io, in qualità di amministratore, sono pure lontano da dove sono concentrati maggiormente i suoi fans italiani. Il nostro punto di ritrovo è la pagina Facebook, quindi.

Organizzate “trasferte” in occasioni delle gare? Se sì, c’è stata una trasferta che ricordate con più piacere?

La nostra passione per il ciclismo femminile ci porta sui luoghi delle gare. A maggior ragione, quando Alice Arzuffi corre non ci pensiamo su due volte ad andarci. Resta difficile scegliere una trasferta, da quando è nato il fans club. Forse direi Bologna perché ho fatto la prima foto con lei (che naturalmente tengo come sfondo del telefono). Ma anche al Giro del Trentino, dove era in maglia azzurra ed ha fatto un garone.

L’emozione più grande che avete provato per Alice Arzuffi?

Il momento più emozionante da quando è aperto il fans club penso sia stata la sua gioia dopo il terzo posto in coppa del mondo a Zeven. Il suo volto sorridente e soddisfatto sul podio è una delle immagini più belle che porto dentro. Ogni volta che riguardo il video della gara mi emoziono.

Qual è la caratteristiche che più apprezzate in Alice?

Di Alice apprezzo il fatto che non molla mai, e si vede che ama quello che fa. Mi piace seguirla anche su Strava e che dire .. è straordinaria per sacrificio e costanza. Grande atleta, grandi doti, grande professionalità. A livello umano, Alice ha davvero un carattere eccezionale. Insomma… sempre forza AMA!

Organizzate eventi collaterali al ciclismo? (es Cene, lotterie, raccolte fondi)

Il fans club ha solo la pagina in Facebook, non ha altri riscontri “reali”. Mi piacerebbe raccogliere fondi per creare uno striscione “come si deve”, e poi le maglie. Chiedo magari ad altri fans club più esperti di me in queste cose come si potrebbe avviare la cosa!

Diego Rosa intervista a Ciclonews.biz

Diego Rosa intervista esclusiva con la redazione di www.ciclonews.biz

Diego Rosa

Diego Rosa

Diego Rosa, corridore classe 1989 attualmente in forza al Team Sky,  intervistato in esclusiva da ciclonews grazie alla collaborazione del Suo fans club.

Come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ho scelto il ciclismo perché ho sempre preferito il potermi cimentare in uno sport individuale in cui l’impegno del singolo viene ripagato, anche se poi conta molto l’essere inseriti in un meccanismo di squadra che può premiare e aumentare il valore del singolo

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

In effetti il ciclismo ha in qualche modo condizionato la mia adolescenza costringendomi a qualche rinuncia e a una buona dose di sacrifici ma devo dire che non mi sono mai e poi mai pesati. Sapevo perfettamente che era il “prezzo da pagare” per ottenere le soddisfazioni che bramavo ottenere in sella alla bicicletta. Il sapere che prima o poi il mio impegno sarebbe stato ripagato dai risultati mi è bastato per affrontare gli impegni sempre con piacere.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Può sembrare una banalità ma l’essere un ciclista comporta tanta caparbietà e testardaggine, nel ciclismo e nella vita non sempre si affronta un percorso in discesa. Anzi, spesso la vita e lo sport ci mettono davanti a salite impegnative e in cui devi dare tutto te stesso per uscire dalle difficoltà. Il ciclismo mi ha trasmesso questi ideali, che penso possano essere utili nella vita di tutti i giorni, ed è per questo che lo suggerirei ad un ragazzo. Magari non diventerà un campione, ma il suo carattere verrà correttamente formato.

C’è una corsa che Diego Rosa ricorda con più piacere?

Indubbiamente direi la Milano-San Remo del 2013, era la mia prima gara da professionista in Italia con la maglia della Androni. Siamo partiti da Milano e il clima non era per nulla favorevole. Andai in fuga, poi cominciò a nevicare. Un clima micidiale, che spinse l’organizzazione a bloccare la corsa poco prima di Ovada. Una edizione incredibile, ne successero di tutti i colori.

Cosa ama fare Diego Rosa nel tempo libero?

Sono una persona tranquilla, quando ho del tempo libero (ed il ciclismo non ne concede poi moltissimo) amo stare con mia moglie, oppure mi diletto ad andare in moto, mi rilassa molto. Il top è quando vado in modo con mia moglie!

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Bella domanda. Direi che ora che sono un professionista è difficile dire che ammiro un mio avversario, magari passerebbe come invidia. Però ammiro molto i ciclisti del passato, adoro ascoltare i racconti dei vecchi campioni e nella mia terra, il Piemonte, ne abbiamo veramente molti le cui gesta non possono che lasciarti a bocca aperta.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Come ti dicevo parlando di tempo libero, ho una grande passione per la moto ed in particolare sono patito di motocross, anche se non mi capita spesso di assistere alle gare. Poi in Piemonte c’è uno sport poco conosciuto nel resto dell’Italia ma che da noi è un vero e proprio must: la “pallapugno” (che in Piemonte chiamiamo balon). A Corneliano, il paese dei miei genitori abbiamo un campione di questo sport, Roberto Corino, ecco lui mi piace come sportivo!

Quali sono i prossimi obiettivi di Diego Rosa?

Ora la stagione è finita e mi concedo un po’ di meritato riposto. A gennaio avrò la fortuna di diventare padre e ammetto che la mia mente è completamente focalizzata su quel meraviglioso momento. Ritornerò alle gare a febbraio, con le corse spagnole, per poi prepararmi per Le Strade Bianche.

 

La redazione ringrazia il Fans Club Diego Rosa : QUI LA LORO PAGINA FACEBOOK

Silvia Persico Intervista per Ciclonews

Silvia Persico si racconta alla redazione di www.ciclonews.biz

Silvia Persico

Silvia Persico

Silvia Persico è una delle atlete simbolo della Valcar–PBM, la sua energia si sprigiona sia sulle gare su strada che nel Ciclocross e proprio in questa disciplina domenica 5 novembra è impagnata a Tabor per i Campionati Europei di specialità, l’abbiamo avvicinata poco prima della corsa.

Ciao Silvia e grazie per aver accettato la nostra intervista, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi concedete. Devo dirvi che ho scelto il ciclismo come mio sport perché abitando a Cene, un piccolo paese in Provincia di Bergamo il ciclismo è praticamente lo sport numero uno grazie alla presenza di un bel Ciclodromo che permette a tutti di potersi avvicinare a questa disciplina. Passavo spesso davanti alla struttura e vedevo i miei coetanei impegnarsi a tutta e la cosa mi dava davvero entusiasmo così un giorno ho chiesto ai miei di provare. Dopo quella prima esperienza devo dire che non sono più riuscita a smettere con le due ruote.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh un po’ il ciclismo ha inevitabilmente cambiato il mio modo di vivere ma direi che l’ha cambiato assolutamente in meglio. Certo non è facile magari fare rinunce soprattutto quando si è più piccoli e magari i tuoi amici escono il sabato sera e tu non puoi perché il giorno dopo hai una corsa. Non è uno sport semplice da interpretate, richiede grande concentrazione e dedizione ma allo stesso tempo è importante programmare bene la propria crescita senza strafare e senza tarpare i propri sogni con troppe aspettative.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Come ti dicevo prima, il ciclismo è uno sport che richiede molta costanza. Penso che in generale nello sport per emergere devi veramente impegnare corpo e anima ma penso che il ciclismo richieda un qualcosa in più rispetto ad altre attività in termini di impegno e dedizione. Tutta questa fatica però viene ripagata, prima ancora che dai risultati, dall’etica che ti trasmette, dal piacere nell’affrontare i sacrifici e le caduta, nella capacità di rialzarsi. Questi sono i valori che il mio sport mi ha trasmesso e credo che possa essere una palestra di vita per tante ragazze che, magari, hanno bisogno di ottenere sicurezza nei propri mezzi, credo direi questo a una ragazza che vuole avvicinarsi al ciclismo.

C’è una gara che Silvia Persico ricorda con più piacere?

Allora direi che su strada il mio ricordo più felice è la Coppa Rosa a cui ho partecipato da allieva e che sono riuscita a vincere, una emozione unica che porto ancora nel mio cuore. Per ciò che concerne, invece, il ciclocross direi proprio il Mondiale ma mi auguro che possano esserci altri momenti da raccontare in futuro.

Cosa fa Silvia Persico nel proprio tempo libero?

Come tutte le mie colleghe sono una ragazza semplice, posto che il ciclismo non ti concede tantissimo spazio libero tra allenamenti, trasferte e corse quando ho del tempo da dedicare a me stessa adoro fare shopping, Una cosa che poi mi piace fare, quando sono a casa, è andare a vedere i bimbi che si allenano, dare un consiglio, una battuta che può tramettere la mia passione.

Ti piace la musica?

Si adoro la musica, non ho un genere che in assoluto preferisco ma in genere ascolto musica “commerciale” ed orecchiabile, mi aiuta a rilassarmi.

C’è una atleta che ti ha ispirata?

A questa domanda è troppo facile rispondere: Marianne Vos non c’è alcun dubbio

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Si in generale amo lo sport a qualunque livello perché comprendo il sacrificio che gli atleti fanno per restare ad alto livello. Non ho un mito o dei miti che seguo ma adoro il calcio e sono una grandissima tifosa dell’Atalanta.

 

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh ora ho tutta la mia mente concentrata sulla gara degli Europei di Ciclocross di Tabor, è stata una bella soddisfazione essere convocata ma ora devo e voglio dare tutta me stessa per ben figurare. E’ un onore incredibile poter vestire la maglia della nazionale del tuo paese e voglio godermi quell’esperienza. Pian piano poi vedremo quello che verrà, inizierò la stagione su strada subito dopo aver terminato con il ciclocross. Siamo una buona squadra, speriamo di fare bene.

 

Nadir Colledani Fan Club intervista per Ciclonews

Nadir Colledani Fan Club intervista con la redazione di www.ciclonews.biz

Nadir Colledani

Nadir Colledani

Nadir Colledani Fan Club, il fans club del giovane talento della MTB tricolore (nostro ospite qualche mese fa) passato da poco alla Team Bianchi Countervail.

 

Ciao Ragazzi e grazie per aver accettato il nostro invito. Cosa ha fatto scattare questa passione e come avete trasmesso ad altre persone il vostro entusiasmo?

Grazie a Voi per lo spazio che ci concedete. Il cuore di questo fans club nasce nella famiglia e parenti, quindi diciamo che la passione che ci spinge a seguire Nadir nasce con la sua stessa passione per la bici. Poi crescendo e diventando un vero Fan Club si è allargato prima ai più vicini sostenitori e poi, grazie anche ai social, ad un pubblico di simpatizzanti più ampio.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar? 

Per il momento no ma non escludiamo di creare un “covo” dove riunirci per organizzare trasferte, cene o altri eventi legati alla nostra comune passione per Nadir Colledani

Organizzate “trasferte” in occasioni delle gare? Se si c’è stata una trasferta che ricordate con più piacere?

Sì, spesso ci organizziamo tra noi per seguirlo in occasione degli appuntamenti più importanti. Crediamo sia importante fargli sentire il nostro calore e il tifo friulano lungo il percorso! Ci divertiamo molto in occasione del mondiale di ciclocross che generalmente si svolge nel Nord Europa. Due anni fa era a Zolder, in Belgio, e abbiamo organizzato un furgoncino. Ci abbiamo messo molte ore ad arrivare. Una sera ci siamo capiti a gesti per ordinare la cena in un locale greco,  l’unico aperto alle 20.00 in Olanda; un episodio che ricordiamo ancora con il sorriso nelle nostre serate!

Quante corse seguite in un anno?

Nadir corre sempre di più all’estero (purtroppo per noi, fortunatamente per lui) e questo ci rende sempre più difficile seguirlo. Cerchiamo di esserci nelle gare in Italia, come la Coppa del Mondo in Val di Sole, i Campionati Italiani e le prove degli Internazionali d’Italia. Per l’anno prossimo si ha in mente anche il mondiale, se avrà l’occasione di correrlo, dato che quest’anno l’Australia era abbastanza proibitiva da raggiungere in un weekend.

L’emozione più grande che avete provato per Nadir?

Quest’anno ce ne sono state moltissime! L’ultima è stata la vittoria in Coppa del Mondo in Val Di Sole, dove eravamo quasi tutti presenti. Che dire, ci ha regalato una grande emozione. Poi, riguardando indietro, è stato meraviglioso assistere alle vittorie dei due titoli italiani di ciclocross: a Pezze di Greco nel 2015 non partiva da favorito, dunque l’emozione nel vederlo tagliare il traguardo per primo è stata alle stelle! Poi come dimenticare la vittoria a Monte Prat lo scorso anno, proprio nel nostro Friuli.

Qual è la caratteristica che più apprezzate in Nadir?

Ciò che apprezziamo di più in Nadir sia come atleta che come persona è l’umiltà, la sua capacità di stare sempre con i piedi per terra. Un’umiltà che, unita alla sua determinazione e cocciutaggine, ne fa un grande atleta.

Organizzate eventi collaterali al ciclismo? (es Cene, lotterie, raccolte fondi)

Per ora ancora no, ma assieme a Nadir avevamo in mente di organizzare una cena aperta a tutti! Amici, amici di amici, sostenitori, simpatizzanti. Per ora è un’idea, ma appena prenderà forma ne daremo voce, sempre sulla nostra pagina Facebook.

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Matteo Moschetti intervista per Ciclonews

Matteo Moschetti si racconta a www.ciclonews.biz

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti, Campione Italiano degli Under 23 e fresco vincitore della Coppa d’Inverno, il prossimo anno andrà a correre nella Polartec-Kometaformazione di sviluppo Continental della Trek-Segafredo, voluta da Alberto Contador, e diretta da Ivan Basso. In questa intervista ci racconta della sua passione per il ciclismo.

Ciao Matteo e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ciao ragazzi e grazie a voi per questo spazio. Il mio primo approccio con lo sport è stato col calcio. Come tanti bambini la mia passione era per il pallone e dunque i miei genitori mi hanno iscritto ad una scuola calcio. Nel frattempo, però, un caso amico di famiglia che era presidente del Velo Sport Abbiategrasso cercava di convincermi, senza troppi risultati, a provare con il ciclismo. Francamente a me piaceva il pallone e “la corte” cadde prima ancora di iniziare. Poi un giorno andai a vedere una corsa di mio cugino e come per magia scattò la voglia di provare a correre. Chiesi ai miei genitori di portarmi a provare per una squadra di ciclismo ma all’inizio erano contrari. Poi, grazie alla mia insistenza, acconsentirono e cominciai a correre in bici senza mollare il pallone almeno fino alla terza media quando decisi che il ciclismo sarebbe stato il mio sport.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sicuramente il ciclismo è uno sport duro e impegnativo sotto questo aspetto. Richiede uno stile di vita ben preciso e tante volte difficile da comprendere per un adolescente. Però devo dire che tutto ciò non mi è mai pesato anzi, mi ha permesso di vivere esperienze ed emozioni incredibili con delle squadre in cui prima che compagni si era, e tuttora si è, amici. L’unica cosa che, forse, un po’ rimpiango è quella di non aver partecipato alle gite scolastiche negli ultimi anni di superiori, forse all’epoca qualche giorno “tranquillo” potevo concedermelo

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo e la bici a livello umano ti danno davvero tanto. Questo sport mi ha permesso di conoscere tanta gente, tante culture e modi di pensare diversi dal mio. Credo che questa sia una cosa fondamentale per un ragazzo: imparare a conoscere il “mondo” che ci circonda oltre l’ambito degli amici o della famiglia, aprire gli occhi al mondo. Ho imparato che se lavori tanto, in silenzio e quotidianamente prima o poi quel lavoro darà i suoi frutti, anche se a volte può non sembrare così. Insomma consiglieri il ciclismo a tutti i ragazzi e le ragazze perché è una grande scuola di vita

C’è una corsa che Matteo Moschetti ricorda con più piacere?

Sono tante le corse che ricordo con piacere, da spettatore e appassionato ricordo con molto piacere il mondiale di Stoccarda in cui vinse Paolo Bettini, andai in Germania a vederlo con la mia famiglia, fu un esperienza incredibile. Per quanto riguarda la mia carriera, di sicuro la vittoria nel Campionato Italiano di questo giungo, una giornata indimenticabile

Cosa fa Matteo Moschetti nel tempo libero?

Nel poco tempo libero che ho a disposizione mi piace uscire con i miei amici, stare in compagnia e passare delle serate tranquille. Sono un ragazzo tranquillo, mi piace guardare film,  leggere qualche libro e poi mi piace viaggiare anche se la stagione è talmente lunga che mi rimangono solo poche settimane all’anno per farlo.

Che rapporto hai con la musica?

Mi piacciono quasi tutti i tipi di musica, ne ascolto tantissima, sopratutto mentre mi alleno, aiuta a concentrarti, a rilassarti e a volte perché a riflettere. Se dovessi farti qualche nome direi sicuramente, Jovanotti i Coldplay, Samuel e i the Script

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Direi Gino Bartali, che oltre ad essere stato un grande campione è stato anche una grande persona. Mi ha colpito la sua storia, penso sia un esempio da seguire. E poi anche Gianni Bugno, un corridore con una classe infinita

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Si, certo mi piacciono molti sport e quando riesco lì seguo anche in TV. Ogni tanto vado a giocare a calcio e in montagna a sciare anche se ultimamente ho dovuto un po’ abbandonarle perché sono attività rischiose. Un mito a cui mi ispiro al di fuori del ciclismo è Pietro Mennea, ha fatto del sacrificio e della forza di volontà due punti di forza

Quali sono  prossimi obiettivi professionali di Matteo Moschetti?

I miei prossimi obbiettivi, sono quello di ben figurare la prossima stagione con la mia nuova squadra la Polartec Kometa, migliorare a livello fisico ma sopratutto psicologico, cercando di costruire una mentalità vincente e da leader che mi possa permettere di fare un ulteriore passo in avanti!

Filippo Ganna Official Fan Club intevista

Filippo Ganna Official Fan Club ospite della redazione di www.cilonews.biz

Filippo Ganna

Filippo Ganna, il fans club

Filippo Ganna Official Fan Club, il primo club di tifosi dell’atleta classe 1996 di Verbania, ospite della nostra redazione per la prima di una serie di interviste dedicate ai tifosi.

Ciao ragazzi, anzitutto grazie per aver accettato il nostro invito per questa intervista. Cosa ha fatto scattare questa passione e come avete trasmesso ad altre persone il vostro entusiasmo?

Grazie a voi per lo spazio che ci state dando, siamo un  “baby” fan club, è nato neanche un anno fa e non siamo molto esperti come molti altri gruppi di tifosi. Tutto è nato una sera di ottobre, un po’ per scherzo, eravamo a cena a festeggiare l’anno strepitoso che aveva appena concluso Filippo e tra una battuta e un’altra è nata l’idea di fare un club. Abbiamo deciso di fondare questo gruppo per far conoscere Filippo non solo sotto l’aspetto sportivo ma, soprattutto,  dal punto di vista umano. Filippo, oltre ad essere un “piccolo” campione (perché molti se lo dimenticano ma ha solo 21 anni e ha già fatto molto anzi moltissimo!), è anche una persona molto umile e trovare ragazzi così è veramente difficile

Come si è evoluto il club in così poco tempo?

Siamo partiti in dieci, dieci amici che condividevano l’affetto per Filippo. Poi, complici i bei risultati che ha ottenuto passando professionista, siamo via via cresciuti di numero ed ora siamo arrivati a contare 280 iscritti. Il merito della crescita è stato tutto di Filippo, del suo modo di correre e del suo modo di essere fuori dalle corse, lui è davvero un tipo in gamba e merita tutto il nostro sostegno.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar?

La prima riunione ufficiale, che poi ha coinciso anche con la fondazione del club, è avvenuta Sabato 14 gennaio 2017 presso la Sala Polivalente di Vignone, un comune in provincia di Verbania. Da quel momento è diventato il nostro punto di ritrovo per incontrarci e parlare del mitico ‘Corazziere di Vignone’.

Organizzate trasferte per seguire le prove di Filippo Ganna?

Premesso che, come abbiamo detto, siamo ancora giovani come organizzazione, cerchiamo comunque di andare a tutte le gare di Filippo sul territorio Italiano. Per le gare all’estero è ancora presto perché prima vogliamo consolidarci un po’, creare dei ruoli più solidi all’interno del Club,  per poter organizzare qualcosa di più corposo. Siamo certi che nei prossimi anni, grazie anche ai risultati di Ganna, riusciremo a crescere ed essere più presenti.

C’è stata una trasferta che vi ha emozionato di più?

La trasferta più emozionante è di certo stata quella per  i Campionati Italiani a cronometro di quest’anno. Indipendentemente del risultato, è stata una giornata molto emozionante: eravamo con due pulmini pieni di persone e amici pronti a goderci la giornata. Siamo pariti carichi di cibo e bevante, è stata una vera e propria festa per il nostro gruppo, un modo per cementare le amicizie e la nostra passione. Sul posto poi ci hanno raggiunto altri tifosi di Filippo e abbiamo stretto amicizia con altre persone che conoscevano poco Ganna ma, vista la nostra indole festaiola, si sono uniti a noi ed è stato davvero super. Davvero possiamo dire che abbiamo fatto festa tutto il giorno, che poi è il vero spirito che unisce tutti gli appassionati del ciclismo indipendentemente dal corridore che abbiamo nel cuore.

L’emozione più grande che vi ha regalato Filippo Ganna?

Guarda senza alcun dubbio il Mondiale di Londra dello scorso anno, all’epoca non eravamo ancora un fans club a tutti gli effetti ma forse proprio in quel momento abbiamo gettato le basi per quello che è nato. Ci siamo ritrovati per festeggiare Filippo Ganna, c’era veramente tutto il paese e tante persone sono giunte dai paesi vicini. Qualcuno ha percorso oltre 200km per venire a far festa con noi, E’ stata una serata meravigliosa. Abbiamo rivissuto quel magico 4 marzo in cui Filippo ha vinto la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale battendo il finale il tedesco Domenic Weinstein.

 

Qual è la caratteristica che più apprezzate in Filippo?

Filippo lo conosciamo bene, è un amico di tutti, una persona solare e fantastica. Per qualcuno è come un figlio, per altri è un grande amico. Quando è in paese è sempre pronto a scambiare una parola con tutti. E’ un ragazzo giovane che ha avuto già grandi successi e non è cosi scontato il fatto che sia rimasto umile e disponibile. Quando si ottengono successi nello sport è molto facile “gasarsi” e montarsi la testa, lui no, lui è rimasto il Filippo che da ragazzino girava in paese.

Avete in mente qualche evento legato al club?

Grazie della domanda, è una cosa che ci sta particolarmente a cuore. Essendo nati da poco non abbiamo ancora avuto modo di cimentarci in qualche evento speciale per unire alla passione per Filippo con il bene per il nostro territorio ma abbiamo in serbo qualche cosa di particolare che metteremo in pista prossimamente. Al momento non possiamo ancora svelare i dettaglia ma è una cosa a cui teniamo molto e con i giusti tempi lanceremo come iniziativa.