Intervista a Elena Cecchini

Elena Cecchini

Elena Cecchini

Ospite di oggi di www.ciclonews.biz è Elena Cecchini, ciclista su strada e pistard italiana, nata ad Udine nel 1992, in forza alla Canyon-SRAM. Nel 2016 si è laureata Campionessa Italia su Strada Elite.

Ciao Elena, anzitutto grazie per la tua disponibilità, raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Il ciclismo per me è stato una sorta di processo naturale, una vera e propria “malattia” di famiglia, considera che in casa mia lo hanno praticato mio zio, mio papà, mio fratello ed i miei cugini. Non potevo dunque che esserne “contagiata”: a 6 anni sono stata messa in sella ad una bicicletta e da quel momento ho sempre praticato ciclismo. Forse da bambina avrei preferito praticare uno sport più femminile come danza o pallavolo, ma a posteriori posso ritenermi soddisfatta della mia scelta.

Una vera predestinata! Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Dopo un inizio di puro divertimento, il ciclismo è diventato qualcosa di serio per me dal mio passaggio alla categoria juniores quando iniziai a vivere le prime esperienze fuori casa per partecipare ai ritiri con la nazionale ed alle gare internazionali. Di fatto, la mia adolescenza l’ho vissuta fino ai 14 anni dopo ogni sabato sera uscivo con gli amici e non mi interessavo di quanto stanca mi sarei sentita il giorno seguente alle gare

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Guarda è proprio vero quando si dice “Il ciclismo è una scuola di vita”. L’elenco dei valori che mi ha insegnato è assolutamente lungo, ma se dovessi scegliere i tre più’ importanti direi: perseveranza, pazienza, determinazione.

Elena Cecchini

Elena Cecchini

Sei molto giovane ma hai nel tuo palmares molte competizioni (e vittorie) quale è la corsa che ricordi con maggior piacere?

Ci sono molte gare che ricordo con piacere, ma con particolare affetto ricordo due corse: il Campionato Italiano strada nel 2009 a Imola quando vinsi il mio primo tricolore su strada da Juniores ed il Campionato italiano vinto a Superga nel 2015, quando arrivai al traguardo talmente stanca ed incredula che fu impossibile trattenere le lacrime

Parliamo un po’ di te fuori dalle competizioni, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Avendone poco di tempo libero, amo fare quello che le persone “normali” fanno ogni giorno: per esempio, mi piace moltissimo andare al mercato con mia mamma e mia nonna quando sono a casa ed ho il giorno di recupero dagli allenamenti. Ovviamente, quando i nostri programmi lo permettono e siamo entrambi a casa, trascorro tutto il tempo possibile a mia disposizione con il mio fidanzato Elia e, dal momento che due Natali fa ho trovato sotto l’albero un cucciolo di bulldog francese, che è super attivo e giocherellone, non c’è più’ spazio per il riposo e la noia.

Ti piace la musica? La ascolti mentre ti alleni?

Adro la musica, ascolto davvero ogni genere, i miei cantanti italiani preferiti sono Luca Carboni e Anna Oxa. Mi piace andare ai concerti quando capita l’occasione e sono abbonata a Spotify, la musica e’ una compagna fondamentale durante i miei allenamenti.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Ci sono molti campioni che ammiro, ma non ho particolari idoli: per me e’ più’ importante pensare a me stessa e cercare di essere la miglior Elena possibile in sella alla mia bicicletta.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Gli sport che seguo di più’ e che mi piace guardare in TV sono il nuoto ed il pattinaggio sul ghiaccio. Ai Giochi Olimpici di Rio comprai i biglietti per assistere una sera ad alcune finali e semifinali di nuoto. Vedere Michael Phelps in vasca è stata una grande emozione! Inoltre ammiro molto Lindsey Vonn, per la sua capacità di saper conciliare impegni sportivi ed apparizioni sui red carpet.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Mi aspettano delle settimane importanti con i campionati italiani di crono e strada in programma il prossimo week end, poi Giro Rosa che quest’anno parte dal “mio” Friuli e la Course by Le Tour.

 

Intervista a Gaia Ravaioli

Gaia Ravaioli campionessa di Wembp

Gaia Ravaioli campionessa di Wembo

Ospite di www.ciclonews.biz è  Gaia Ravaioli vincitrice del Mondiale Wembo (competizione che vede affrontarsi  atleti che corrono in solitaria o Team da due per 24 ore).

 

Ciao Gaia, complimenti per la tua recente vittoria, parlaci un po di te, di come è nata la tua passione per il ciclismo e per la MTB uno sport ingiustamente considerato poco più da uomini.

Ciao ragazzi, grazie per i complimenti! La passione per la MTB nasce solo pochi anni fa ,nel 2012, insieme al mio fidanzato, per puro hobby. Avevo una bici “all mountain” da 15 kg, e consideravo il classico giro dietro casa un ‘ impresa eroica, poi piano piano me ne sono innamorata e, nonostante la fatica, le cadute, le tante difficoltà, non potevo piu’ farne a meno.  Con le prime gare di paese , il “retaggio agonistico “ e’ nuovamente uscito fuori , (sino ai 17 anni facevo atletica leggera) e da li e’ stata una continua crescita, sino ad oggi.

 

Quanti sacrifici comporta o ha comportato la tua passione per le due ruote?

Dedico a questo sport anima e corpo . Le rinunce, ammetto ,non sono poche , ma il ciclismo sa ripagarle anche con gli interessi!

Ciclismo vuol dire fatica e nella tua specialità devi necessariamente “amare” la fatica, com’è il tuo rapporto con lo sforzo fisico estremo?

Senza la fatica nessuna gioia sarebbe tale, e’ il vero avversario da combattere! Sopportare la sofferenza per me e’ una questione di testa : concentrarsi sull’isolare il dolore , trovare un diversivo per la mente, rimanere sempre calmi ed aver una buona motivazione. A parole e’ facile, nella pratica un po’men , ma ci si allena anche ad alzare l’asticella del dolore!

Come mai hai scelto di praticare wembo? 

Magari la mia risposta potrò apparire come retorica ma è la verità: Nel 2012 grazie ad un caro amico, ho assistito da spettatore al Mondiale 24H Solo di Finale Ligure , rimasi affascinata dalla impresa per me titanica di questi atleti,ma tra me e me dissi: “ un giorno lo faro’ anch’io” e cosi’ accadde. Nel 2014 partecipai alla mia prima 24H di Finale Ligure,  fu un’ esperienza incredibile  perché vinsi la sfida con me stessa ,arrivando in fondo e conquistando comunque un buon risultato.

Nel 2015 ritornai più allenata e preparata, ma commisi comunque molti errori da principiante, arrivai seconda . Fu una gara molto sofferta, terminata ,ammetto, con l’amaro in bocca. Ma quando si perde si impara.

Gaia Ravaioli

Come di prepara una gara cosi stancante come il wembo?

La mia preparazione è  volta principalmente alle gare di Marathon, seppur mi dedico anche ad altre discipline come Enduro e XC. Con il mio allenatore, Corrado Ivaldi , abbiamo stilato un programma ad inizio anno, tale da arrivare alla 24H con la giusta condizione : buon fondo ed il giusto riposo. Insieme al mio Team Manager nonche’ marito Alessandro Bonarotti, ed il meccanico Luca Maggi , abbiamo curato ogni singolo dettaglio tecnico. In questa tipologia di gare non si ottengono grandi risultati se non si e’ supportati da un Team perfettamente organizzato ed in grado di darti un vero supporto morale nei momenti piu difficili

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Beh , purtroppo il tempo libero quasi non esiste durante la stagione; allenarsi e lavorare porta via l intera giornata . A fine stagione, invece, mi piace invece leggere e praticare altri sport , in modo particolare corsa, trailrunning e sci

Sei genovese, zona favorevole per le due ruote sia per il clima che per la morfologia del territorio, quali sono le tue zone preferite di allenamento?

Effettivamente la Liguria offre tutto ciò che un biker possa desiderare. Ho molte alternative: Dal Righi, dove si svolgeranno a breve gli Italiani XC, ai trail della Madonna della Guardia , ma principalmente mi alleno sui sentieri del Montegazzo Outdoor, molto divertenti e dalle diverse tipologie di terreno!

Alex Zanardi

Alex Zanardi

Hai qualche corridore o sportivo a cui ti ispiri? 

Sono molti i miei idoli; dovendone scegliere uno in particolare allora direi Alex Zanardi: per l’umilta’, l’onesta’, la grande passione , ma soprattutto per l’incredibile capacita’ di cambiare la prospettiva con cui si guardano le cose. Un grande campione sia dello sport che della vita!

I tuoi prossimi obiettivi professionali?

I prossimi obbiettivi importanti saranno il Campionato Italiano Marathon e il Campionato Italiano XC

Intervista a Simone Sterbini

Simone Sterbini

Simone Sterbini

Ospite di oggi di www.ciclonews.biz è Simone Sterbini corridore originario di Palestrina in forza alla Bardiani CSF.

Ciao Simon, anzitutto grazie per la tua disponibilità, raccontaci qualcosa di te, come hai iniziato con il ciclismo?

Ciao ragazzi, grazie a voi! Allora come ho iniziato ad appassionarmi al ciclismo grazie all’esempio di pio padre. Lui seguiva il ciclismo in TV e io non perdevo occasione per stare con lui a godermi le corse e da li è iniziato a piacermi come sport. Poi mio papà era (ed è tuttora) in cicloamatore ed è stato facile montare in sella ad una bici e non riuscire più a scendere

. Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Si hai proprio ragione, il ciclismo richiede tutta la vita che hai a disposizione: tra allenamento, ecupero e corse non ti resta tanto,la mia fortuna è stata aver conosciuto Pierluigi Terrinoni (direttore sportivo della GM Europa Ovini ndr)  che mi ha sempre seguito e indirizzato per la strada migliore

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Devo dirti che il ciclismo è proprio uno sport che ti mette in confronto costante con te stesso: per ogni obbiettivo conseguito ce n’è sempre un altro che ti si pone davanti,disciplina e concentrazione sono fondamentali e questo spirito credo possa formare veramente il carattere di un ragazzo, indipendentemente dal diventare un “pro” credo che questo sia un valido motivo per iniziare a praticare il ciclismo.

 

Simone Sterbini

Simone Sterbini

Simone, tu sei giovanissimo ma hai partecipato davvero a molte gare, ne hai una che ricordi con maggior piacere?

Ad oggi ricordo con particolare affetto la vittoria al Campionato Italiano under 23, correvo in casa ed è stato bello vincere davanti a chi mi ha visto crescere ciclisticamente parlando e davanti la mia famiglia, non lo dimenticherò mai.

Il ciclismo ti lascia poco spazio per altre attività ma cosa ami fare nel tempo libero?

In effetti quando sei un ciclista devi confrontarti con la certezza che il tuo tempo libero sia assolutamente contingentato e anche il tuo stile di vita è sempre molto morigerato ma quando ho l’opportunità di potermi rilassare mi piace passare molto tempo con gli amici,tra cui Andrea e Mirko che sono due under 23 di ottimo livello

Che rapporto hai con la musica? 

Bella domanda! Devo ammettere che  la musica è, assieme al ciclism,o la mia più grande passione. Ascolto veramente di tutto Da Guccini a Vecchioni e poi vado matto anche per il trio Fabi, Silvestri, Gazzè. Mi piace molto il loro genere e non ti nascondo che mi piace andare a vedere i loro concerti dal vivo.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

E’ sulla cresta dell’onda in questo periodo, dopo la vittoria del Giro d’Italia, ma da molto ammiro  Tom Dumoulin: mi piacciono le sue caratteristiche e la sua capacità di sapersi gestire in corsa. Non va quasi mai fuori giri e ha un gran controllo delle proprie energie

Abbiamo parlato di campioni del ciclismo ma tu segui altri sport? hai un campione di altre discipline che ammiri?

Si oltre al ciclismo mi piace molto il calcio sono un grande tifoso della A.S. Roma ed è fin troppo facile dirti che il mio mito è naturalmente Francesco Totti, un vero campione che ha dedicato tutta la sua carriera alla maglia della mia squadra del cuore.

Chiudiamo con una domanda di ciclismo: quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Voglio far bene per la seconda parte della stagione. Purtroppo l’inizio dell’anno per me è stato molto sfortunato: durante la prima corsa della stagione  sono caduto e ho riportato la frattura del capitello radiale, ora però mi sento molto migliorato e non vedo l’ora di mettermi in gioco

Intervista a Filippo Zaccanti

Filippo Zaccanti

Filippo Zaccanti

Ospite di oggi di www.ciclonews.biz è Filippo Zaccanti, giovanissimo atleta del Team Colpack, classe 1995, nativo di Albano S. Alessandro (Bg)

Ciao Filippo, grazie della tua disponibilità, raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi, beh la passione per il ciclismo è una cosa dire che ho da sempre, me l’ha trasmessa mio padre che è un cicloamatore e trascorre le sue domeniche in sella ormai da oltre trent’anni. All’inzio seguivo mio padre con curiosità ma senza seguirne le orme, anzi fino all’età di tredici anni non ho praticato nessuno sport con costanza poi un giorno con un amico abbiamo deciso di provare con la bicicletta; ci siamo iscritti nella categoria esordienti 2 alla Polisportiva Albano.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi definirei uno scalatore un po’ atipico perché non disdegno anche le cronometro o le tappe di pianura in cui provare qualche azione insomma mi piace essere eclettico ma una cosa che sicuramente non amo sono le volate,no, quelle davvero non fanno per me.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo è uno sport che richiede tanto impegno ma che sa ripagare davvero con soddisfazioni enorme lo sforzo che richiede ragione per cui se un ragazzo mi chiedesse un valido motivo per iniziare a correre in bici gli suggerirei di farlo perché il nostro è uno sport che ti fa crescere come atleta ma soprattutto come persona, ti aiuta a superare gli ostacoli quotidiani.

Filippo Zaccanti in azione

Filippo Zaccanti in azione

Hai un suggerimento che qualche compagno o DS ti ha dato che porti con te sempre?

Devo dire che sono stato sempre fortunato nei rapporto con i compagni e i DS ma se devo citare un fatto nello specifico direi questo: c’è stata una frase che mi ha detto una volta il DS Lanfranchi, quando ero Juniores 2 anno, che mi è rimasta appresso e ogni tanto me la rifaccio venir in mente, “ Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”.. Una frase semplice e sciocca, ma che più di una volta mi ha fatto andare avanti, sia nel ciclismo che nella vita di tutti i giorni. Bisogna sempre essere sul pezzo, pronti a cogliere il momento senza tergiversare.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Come ti dicevo prima io mi considero anzitutto uno scalatore e forse il nome che ti dirò è fin troppo banale ma il corridore del passato a cui mi ispiro è sicuramente Marco Pantani, come correva lui pochi altri lo hanno fatto. Se ti devo, invece , dire un corridore del presente direi Alberto Contador, uno tenace  e con tanta classe.

Segui qualche altro sport oltre al ciiclismo?

Sinceramente non ho uno sport che seguo oltre al ciclismo, la bicicletta impegna molto il mio tempo e anche se non sono in sella mi piace guardare le corse in TV.Si gli altri sport, lo ammetto, non mi appassionano cosi tanto.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il ciclismo occupa molto tempo della mia vita ma adoro ritagliarmi del tempo per coltivare Il mio Hobby più grande: la musica. Quando sono nervoso o ho bisogno di rilassarmi trovo una splendida valvola di sfogo nell’ascoltare musica ma anche nel suonarla. Mi diletto a suonare la chitarra e ho una passione, magari un po “rara”, per l’armonica, mi emoziona suonarla.

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Guarda devo proprio dirti che nella  mia squadra mi trovo benissimo. Questo, infatti, è il 4′ anno che passo qui. I compagni sono tutti molto simpatici e siamo davvero un bel gruppo affiatato sia in corsa che negli allenamenti che fuori dalla vita da ciclista. Anche negli scorsi anni il gruppo è sempre stato super, ho trovato compagni disponibili che mi hanno sempre aiutato senza farmi mai pesare la cosa. Ragazzi come Masnada,Ciccone,Troia e Orsini giusto per fare qualche nome sono delle persone stupende e anche ora che sono passate pro sono sempre pronte per un consiglio.

quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Ora sarò impegnato al Giro d’Italia Under 23 e poi andrò a fare il Val d’Aosta, voglio ben figurare in entrambe le corse e poi chissà vorrei coronare il sogno di diventare un “pro”.

 

 

Intervista a Moreno Marchetti

Moreno Marchetti

Ospite di www.ciclonews.biz è Moreno Marchetti, nato a Cittadella nel 1998, promessa del ciclismo italiano e punta della ASD ZALF DÉSIRÉE FIOR. Quest’anno ha conquistato tre vittorie (Gp della Possenta, Trofeo Papà Cervi e Gp Sportivi Sestesi)

Ciao Moreno, grazie per la disponibilità, ci raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato per curiosità ad andare in bicicletta da piccolissimo, a sei anni ho provato con una squadra del mio paese e da li è nato il mio amore per questo sport.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi ritengo un velocista, ho sempre vinto corse in volata sia a gruppo compatto che a gruppo più ristretto. Tengo nelle salite corte e mi piacciono molto gli strappi dove si può fare il cambio di ritmo ma non sono uno scalatore.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Devo ringraziare il ciclismo perché è stata una grandissima scuola durante la mia adolescenza e mi ha trasmesso la voglia di non mollare alle prime difficoltà, di tenere duro e mi ha reso più forte

quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Sicuramente un valore che mi ha insegnato il ciclismo è l’amicizia, ho trovato grandi persone e grandi amici Fin da subito e tanti lì ho ancora adesso nonostante le squadre cambiate. Se dovessi suggerire questo sport a un ragazzino che vuole iniziare fare leva sul fatto che il ciclismo è uno sport duro, durissimo ma che allo stesso tempo sa darti grandissime soddisfazioni

Sei giovanissimo ma sicuramente avrai una corsa che ti ha lasciato un ricordo particolare

La corsa che mi è rimasta impressa nella testa e che ho anche avuto la fortuna di finire è stata la Parigi-Roubaix con la maglia della nazionale. Mi sono innamorato di quella corsa, secondo me è la classica più bella ed emozionante che esiste  ed il mio sogno è quello di poterla vincere da Professionista, chissà magari i sogni si avverano.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Si in effetti ho un modello a cui mi ispiro ed è Mark Cavendish  io mi sono innamorato delle volate grazie a lui soprattutto nel 2011 ha fanno un’annata eccezionale e ancora oggi se devo vedere un corridore a cui vorrei poter assomigliare dico lui.

Segui qualche altro sport? Hai un idolo extra ciclistico?

Oltre al ciclismo seguo molto il calcio e il Basket americano, comunque mi piace seguire lo sport in generale. Il mio idolo extra ciclistico è sicuramente Cristiano Ronaldo che da persona normale con dedizione e sacrifici è diventato il migliore del mondo

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace stare con gli amici uscire con loro e divertirmi, durante l’inverno mi piace molto giocare a calcio o a Basket con loro oppure andare a pescare quando capita

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Nella Zalf, squadra per cui corro attualmente, mi trovo benissimo, sono stato accolto fin dal primo momento benissimo e ho legato con tutti. Siamo un bel gruppo ed è bello vedere che tutti quanti andiamo d’accordo

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obbiettivi sono quelli di continuare a lavorare e a fare bene questa stagione. Poi l’obbiettivo principale è quello di riuscire a realizzare il mio sogno, cioè passare professionista

Intervista a Pierpaolo Ficara

Pierpaolo Ficara della Amore&Vita

Ospite di ciclonews.biz è Piepaolo Ficara ventiseienne siciliano della  Amore&Vita, atleta tenace che ha saputo reagire anche a momenti sfavorevoli e che in questo periodo dell’anno sta facendo veramente bene.

Ciao Piepaolo, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato a correre in bici a 12 anni quasi per caso, prima giocavo a calcio come quasi tutti i bambini della mia età. Mio papà aveva appena iniziato a correre con gli amatori e andavo con lui la domenica a vedere le corse. Così mi sono incuriosito e ho voluto provare anche io con questo sport  e me ne sono innamorato.

Un anno fa sei stato vittima di un brutto incidente, ora sei tornato fortissimo. Che ricordi hai di quella terribile esperienza

Si  è passato un  anno dall’incidente a Philadelphia diciamo che ormai é acqua passata. Non ci penso quasi mai, perché di solito tendo a ricordare le cose belle e dimenticare quelle brutte. La gente delle volte ancora mi domanda come mi senta e se sono ritornato quello di prima, certo non è stato facile ma ormai penso sia solo un brutto ricordo

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Diciamo che il ciclismo é stato il fulcro della mia adolescenza, tutto girava intorno ad esso. Fin da piccolo sono stato costretto ad “emigrare” per dar continuità al mio sogno, i sacrifici sono stati tanti dalla lontananza dalla  famiglia e amici a cercare di dare continuità agli studi e rimanere a passo con le lezioni. Conciliare studio e allenamenti non è stato semplicissimo specialmente alle superiori i, ma sinceramente ti dico che  tutto ciò non pesava. Non pesava perché nella mia testa c’era il sogno di diventare un professionista e, ti dirò di più, questa situazione ha aiutato a rafforzare il mio carattere e mi ha focalizzato sul raggiungimento dei miei obiettivi.

Pierpaolo Ficara

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

il ciclismo mi ha insegnato grandi valori  da applicare nello sport come nella vita. Mi ha insegnato a essere forte sempre e nonostante tutto, a rialzarmi a ogni difficoltà e a mai mollare perché con costanza impegno e voglia di fare le cose arrivano. Quindi, ripeto, ho appreso valori da applicare sia nella vita di tutti i giorni che al lavoro ..in questa vita non ci regala niente nessuno e prima o poi ognuno ha ciò che si merita basta non mollare mai e credere in ciò che si fa e nei propri sogni. Ecco perché suggerirei a tutti di provare la bicicletta come sport. Ti da tanto senza chiedere nulla in cambio

Qual è la corsa che ricordi con più piacere?

Direi sicuramente il Giro dell’Appennino dello scorso anno. Se alla partenza mi avessero detto che sarei arrivato quarto a giocarmi la corsa mi sarei fatto una bella risata. Sapevo di star bene, anche la squadra credeva in me e mi aveva dato fiducia ma mai e poi mai avrei creduto d essere lì nel finale con i migliori. All’arrivo ero felicissimo anche se magari con un pizzico di esperienza in più avrei fatto sicuramente meglio ma per ora va bene cosi.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

il tempo libero mi piace passarlo a casa. Sono sempre in giro se ti dico che in un mese passo a casa due settimane è già una esagerazione  quindi cerco di rimanervi il più possibile. Di solito passo la maggior parte del tempo in bici per gli allenamenti poi il resto lo dedico a mia moglie. delle volte andiamo in giro insieme altre rimaniamo a casa la classica cenetta e film.

Ascolti musica o preferisci la tv?

 

Non amo tanto la musica.. Non ho un genere in particolare, sono più tipo da film sia casa che alle corse di solito mi piace guardare le serie TV su Netflix

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Un ciclista in particolare a cui m ispiro è Paolo Tiralongo. Lui é siciliano come me, abitiamo vicino, delle volte quando viene in Sicilia ci alleniamo insieme. E’ un mio idolo ed ho avuto la fortuna di conoscerlo anche al di fuori della bici e devo dire che anche  solo standoci accanto ti trasmette sempre qualcosa di nuovo, è una persona silenziosamente umile mi ha insegnato tanto. Vedere la passione e la determinazione che mette tuttora che quasi alla fine della sua carriera é qualcosa di emozionante in lui puoi vedere veramente il senso del sacrificio e in molte cose mi rispecchio.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? 

Diciamo che in genere mi dedico solo al ciclismo. Qualche volta quando sono libero dagli impegni ciclistici mi dedico alla MTB. Mi piace parecchio faccio anche qualche “garetta”  ma per adesso niente di che.. una volta ho anche fatto una gara di Triatlhon ma ho lasciato perdere per adesso.. troppa fatica

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono uscito in ottima condizione  dal Tour di Albania e cercherò di fare bene in qualche gara per poi concedermi un po di riposo a casa e preparare gli impegni estivi. A Luglio,  con la squadra, parteciperemo al Tour of Utah in America mi piacerebbe provare a vincere qualche tappa e poi sicuramente le gare di fine stagione in Italia, sono adatte alle mie caratteristiche, e voglio farmi trovare in condizioni ideali per dare il mio massimo.

Intervista a Nadir Colledani

Nadir Colledani

Ospite di oggi è Nadir  Colledani talento del ciclismo italiano, classe 1995, nato a San Daniele del Friuli fresco  trionfatore alla Coppa del Mondo Under 23 ad Albstadt

Ciao Nadir, grazie per la tua disponibilità, come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Il ciclismo è venuto da solo. Ho iniziato a fare calcio ma ho sempre avuto passione per la bicicletta, qualunque fosse,  era , non conoscevo la mtb e il cx, tu pensa che mi dilettavo a sistemare le grazielle e giravo con quello! Poi un amico di famiglia mi ha portato a fare una gara di MTB, una corsa che si svolge nella mia regione, avevo 13, immagina tutti vestiti da MTB e io con la maglia da calcio! Ho preso parte alla corsa e l’ho pure vinta da li si può dire è iniziata la mia carriera, per caso ma quel caso mi ha davvero cambiato la vita!
Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Molto, moltissimo. Ti racconto un aneddoto: ero junior e a causa di uno stop dovuto a mononucleosi mi sono ritrovato con uno stop forzato, ecco li ho iniziato a prendere una strada sbagliata, andavo a feste e tiravo tardi la sera. In quel momento ho capito che stavo prendendo una strada che non mi piaceva e ho subito ripreso la mia mentalità, devo essere grato a quel momento perché da li poi ho capito che fare bici mi piaceva e mi rendeva veramente fiero di me.

Sento che ogni giorno che passa la mia voglia di pedalare sta aumentando, che ho sempre voglia di pedalare e tornando alla domanda: si ha segnato molto la mia vita la scelta di fare ciclismo, zero feste, vita sana, zero alcool, sempre lontano da casa, a volte potrebbe pesare ma lo faccio per una cosa che adoro e non mi da assolutamente problema farlo!

Nadir Colledani in gara

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Ripeto, il ciclismo  è uno stile di vita non è un gioco! a me non pesa e non penso ci non considero determinate “rinuncie” uno sforzo o una fatica, tu pensa a quanti ragazzi della mia età lavorano e studiano oppure sono disoccupati magari vivendo in famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine del mese, loro si che sono degli eroi e sanno cosa vuol dire il sacrificio. Noi ciclisti ci  alleniamo, stiamo in forma , giriamo il mondo e testiamo sempre cose nuove , cosa possiamo pretendere di più? E poi conosciamo un sacco di persone che in qualche modo negativo o positivo ti fanno crescere come persona e come ciclista, questo sport mi sta arricchendo l’anima te lo giuro!

Lo suggerirei alle persone che vogliono veramente capire fino dove sono disposte ad arrivare sia fisicamente sia mentalmente! La bici in generale non è fatta per persone normali lo dico sempre scherzando con gli amici ma è tutto assolutamente vero!

 L’emozione più bella legata al ciclismo?

Non ne ho una in particolare..ne ho molte legate alle vittorie piu belle, e alla mia famiglia , sto aspettando arrivi e sto lavorando molto perché arrivi quella vera!

  Hai una gara a cui sei più legato?

Anche in questo caso non ne ho una in particolare..sicuramente il primo campionato italiano è stato speciale per me essendo molto giovane ed essendo alle prime armi!

Devo poi dire che l’ottimo Campionato Europeo dello scorso anno sicuramente ha cambiato la mia mentalità…anche qui sto lavorando e spero arrivi qualcosa di grosso ! Mi fermo qui

I Metallica

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Che musica ascolti?

Musica mmmm…!! Io ascolto una sacco di musica di tutti i generi dal tecno al metal, al rock..ho delle canzoni dell’infanzia che tuttora ascolto..ho avuto un momento della mia adolescenza dove ascoltavo metal (metallica sopratutto) ma ora arprezzo anche il” minila tecno”…mi piace la musica potente, nei bassi sopratutto è una mia passione!

hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Nessuno in particolare ma da piccolo ammiravo Fontana nella mia disciplina. Ora siamo diventati colleghi ed amici e per me è un vero esempio. Nel ciclismo su strada mi piace molto Peter Sagan perché ha stile e poi si mette sempre in gioco, anche nella MTB come a Rio, lui non ha paura ad essere se stesso e questa è una cosa bellissima, in generale mi piacciono  le persone vere, che non fingono, e lui è cosi.
Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri o qualche sport che ti esalta particolarmente?

I miei miti sono nelle due ruote ma ho tante passioni che mi danno adrenalina, adoro gli sport con la neve, mi fanno andare fuori di testa! Poi ho una passione per i motori, adoro guidare e mi piacciono i piloti ma se dobbiamo parlare di miti, sai cosa ti dico? I miei miti sono mio fratello, mio padre e mia madre, loro sono la mia forza!
 Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Conquistare la maglia degli internazionali d’Italia poi vorrei far bene nella Coppa del Mondo ed nel campionato italiano. Poi l’europeo e mondiale, non mi pongo limiti. Insieme a Mauro Bettin e Claudio Cucinotta, il mio preparatore, abbiamo creato un programma perfetto per quest’anno.

Visti i miglioramenti elevati da ottobre siamo fiduciosi..e io sono convinto delle mie possibilità, teniamo i piedi ben per terra non sono uno che si da arie ma sono davvero in un periodo di energia e poi con la famiglia al fianco tutto è possibile e la mia famiglia mi da sempre tanto supporto!

Intervista a Igor Zanetti

Igor Vigor Zanetti

E’ stata una vera festa del ciclismo la Nove Colli di domenica scorsa, un biscione lunghissimo composto da 12mila partecipanti e a trionfare è stato (per la terza volta di fila!) Igor “Vigor” Zanetti del Scott TeamGranfondo, ospite di ciclonews.biz per una intervista.

Ciao Igor, ti va di raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Io sono un ex ciclista dilettante, ho cominciato a correre a 8 anni ereditando la passione da mio papà. Nel 2003 ho deciso di smettere con la bicicletta e sono stato per cinque anni senza praticare alcuno sport poi poi ho ripreso con qualche corsa nel 2008 e nel 2013 le prime gran fondo

 Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Io sono il classico passista veloce, il mio punto forte è la pianura, soffro molto le lunghe salite.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua quotidianità?Naturalmente il ciclismo ha un’influenza su tutte le mie giornate e in tantissimi aspetti della quotidianità,  partendo dall’alimentazione e evidentemente nel riuscire a ritagliarmi sempre il giusto tempo a disposizione per gli allenamenti.

Hai appena vinto la “9 Colli”, come si prepara un simile evento?

Onestamente ti devo dire che io non preparo specificatamente la 9 colli ma bensì un periodo cercando di arrivare sempre al meglio a Cesenatico

Come ci si sente a vincere una gara in cui si sfidano 12.000 persone?

Come ci si sente? Si prova assolutamente tanta soddisfazione soprattutto per averla vinta 3 volte di fila!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo ti insegna i valori della vita, ti insegna a fare sacrifici capisci cos’è la fatica e soprattutto ad essere preciso sulle cose che si fanno. Lo consiglierei ad un ragazzo che vuol cominciare perché è un grande sport e soprattutto ti fa capire cosa vuol dire il sacrificio per arrivare ad un obbiettivo

 Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Non mi ispirò a nessun corridore in particolare, da bambino tifavo bugno (era veramente un idolo) ora mi piace molto Peter Sagan, lui è un fenomeno, come può non piacere? E poi in generale, senza fare nomi, ho una predilezione per i corridori da classiche piuttosto che quelli da grandi giri

Segui qualche altro sport?

Beh si ho uno sport che adoro guardare ed è il pattinaggio su ghiaccio, ha un fascino particolare e nel mesi invernali mi piace godermi qualche pattinata in pista però ammetto che tutto lo sport mi piace e mi trasmette emozioni.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Tempo libero? Non so cosa sia! Battute a parte sai col lavoro e con la bici il tempo a disposizione non è molto ma adoro riposare  rilassarmi.

Hai qualche evento che hai messo  “nel mirino”?

Tra i prossimi impegni vorrei fare bene la Maratona delle Dolomiti anche se non è sulle mie caratteristiche, ma tentar non nuoce!

 

Intervista a Miriam Vece

Miriam Vece stellina del ciclismo Italiano

Ospite di oggi di Ciclonews è Miriam Vece giovane talento (classe 1997!) del ciclismo tricolore, tantissimi sono stati i trionfi a livello giovanile, tante volte ha salito i gradini del podio per quanto riguarda i Mondiali e gli Europei junior

Ciao Miriam e anzitutto grazie per la tua disponibilità, ci racocnti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per l’intervista, ho scelto il ciclismo come sport perché lo praticava mio fratello Gerardo , allora a 6 anni ho deciso di provare anche io e non sono più riuscita a farne a meno!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Diciamo che il ciclismo ha influenzato molto la mia adolescenza. Gli allenamenti e le gare mi hanno scandito il ritmo della mia vita “portandomi via” molto tempo. La sera e il pomeriggio vedevo tutte le mie amiche uscire e io non potevo quasi mai.

Ora per via delle gare sono spesso lontana da casa, anche per tanti giorni e ho capito chi sono i veri amici, quelli su cuoi puoi contare e sai che ti aspettano anche se sanno che spesso non ci sono per via degli impegni agonistici.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha insegnato in questi anni mi ha insegnato veramente tanto. Anzitutto mi ha trasmesso la capacità di  non mollare mai, mi ha insegnato a superare ostacoli che a volte sembravano insormontabili e mi ha insegnato cosa vuol dire la fatica e a conviverci. Lo suggerirei ad una ragazza perché il ciclismo è uno sport fantastico e poi sai una cosa? Il ciclismo è davvero una grande famiglia, si fa tanta fatica tutte assieme e poi ci si sa divertire.

Qual è la corsa o quali sono le corse che ricordi con più piacere?

In effetti devo dire che sono tante le corse che ricordo con piacere: su strada ricordo la vittoria in fuga di Pradalunga da allieva al secondo anno  e quella di Schiavonia. Arrivavo da un anno un po’duro, senza vittorie e tornare a vincere è stato fantastico. Per ciò che concerne le gare in pista invece sicuramente i Campionati Europei e Mondiali del 2015 poi direi le 4 prove di Coppa del Mondo a cui ho partecipato quest’anno e i Campionati del Mondo di Hong Kong un’esperienza fantastica che non dimenticherò facilmente.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Come ti dicevo prima tra le gare e gli allenamenti abbiamo sempre poco tempo per noi ma quando posso amo concedermi del tempo con le mie amiche e la mia famiglia e poi adoro fare shopping

Che musica ti piace?

Ascolto qualsiasi tipo di musica, non ho un cantante o un gruppo preferito,dipende tutto dalle emozioni che mi trasmettono le canzoni

Sei giovanissima, hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Mi ispiro molto a Miriam Welte , una velocista (su pista) tedesca che come me fa la prima dell’olimpica e i 500 metri . Non a caso le altre ragazze velociste mi chiamano “Welte”

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Sinceramente oltre al ciclismo non ho altri sport che seguo con interesse anche guardo qualche partita di calcio femminile  visto che ho una mia carissima amica che pratica quello sport

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Il mio prossimo obiettivo stagionale sarà sicuramente il Campionato Europeo under 23 a cui spero di partecipare , ci sto lavorando molto e speriamo in bene !

Intervista a Fabio Panchetti

Fabio Panchetti

Incontriamo oggi Fabio Panchetti autore de “Il Giro d’Italia in cento imprese”, edito da Gremese che racconta una storia per ogni giro disputato.

Ciao Fabio anzitutto grazie per la tua disponibilità e complimenti per il tuo libro, davvero molto interessante, di piacevolissima lettura  e con un format assolutamente originale.

Come nasce la tua passione per il ciclismo?

La mia passione per le due ruote nasce anzitutto per tradizione di famiglia, mio nonno era un corridore ma purtroppo non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo.Il vero “colpo di fulmine”, però è stato, quando avevo cinque anni, al Giro di Toscana con partenza in Piazza della Signoria a Firenze. Mio padre mi indicò il giovane Moser (per cui stravedeva). Io gli gridai “Forza Moser”, lui mi prese in braccio e mi tenne li per quasi dieci minuti.

La cosa splendida è che quel giro di Toscana

"Il Giro d'Italia in 100 imprese"

La copertina del Libro

arrivava a pochi chilometri da casa mia e, con mio padre scendemmo in strada per vedere l’arrivo. E chi vinse? Proprio Francesco!

Beh allora era proprio nel tuo destino la passione per Moser?

Tu pensa che la sera della corsa andammo a cenare in pizzeria e trovammo Francesco con la squadra che festeggiava la vittoria. Moser, devo ammetterlo, è proprio io mio idolo dello sport, non solo del ciclismo. Mio figlio poi, fin da quando era nella pancia della madre, ha trascorso le sue vacanze a Palù, abbiamo incontrato Moser trascorrendo delle bellissime giornate con lui.

Hai mai corso in bicicletta?

Ci ho provato ma ero troppo scarso, però il ciclismo è un vero pezzo della  mia vita, ho la storia del ciclismo proprio nella testa e nel cuore.

Tu segui ciclismo e pugilato, cosa li accomuna?

I tuoi sport hanno in comune sicuramente il senso di fatica e di sofferenza. L’essere soli davanti alla fatica è qualcosa di epico. Nella boxe il mio idolo era Vito Antuofermo, adoravo il suo modo di combattere e fin da piccolo bicicletta e boxe sono state il mio mondo. Questi sport sono la mia vera passione, vivo per lo sport in quanto è una delle emozioni forti della vita.

Hai raccontato 100 episodi dei 100 giri d’italia, qual è la “tua tappa”?

Moser conquista il Giro

La tappa che ricordo con più rabbia  è la crono dell’84  in cui Moser si giocava la vittoria del Giro nella cronometro finale: la trasmissione “Bliz” della Rai andò troppo lunga e il collegamento passò a De Zan quando ormai Francesco stava entrando all’Arena di Verona con la folla in delirio, un rabbia assurda ma che goduria vedere quella vittoria del Giro (questo aneddoto è ben raccontato proprio nel libro).

Quella più emozionante è stata la tappa Salsomaggiore dell’81  in cui Moser, ormai fuori classifica, andò all’attacco e divenne addirittura maglia rosa virtuale recuperando a tutti un sacco di tempo, peccato che poi non andò a buon fine il tentativo di conquista del Giro.

Chi è il tuo campione preferito del ciclismo attuale?

Guarda, ho avuto la fortuna di commentare in TV un giovanissimo Vincenzo Nibali che all’Eneco Tour, in Belgio,   fece una cronometro bellissima in cui mi ricordò Felice Gimondi e alla festa del Fans club nel 2007 gli dissi: tu puoi vincere tutti e tre i grandi giri. Sono felice di essere stato “profetico”.

Credo che Vincenzo sia un po’ sottovalutato ma per lui parla il palmares e anche quello che ha fatto l’altro giorno al Giro è la conferma della sua infinita classe.

Come vedi la situazione dei ciclismo attuale? C’è ancora la parte poetica del Giro e del ciclismo?

Qualche giornata poetica c’è ogni anno; i tempi cambiano e credo che una delle cose negative del ciclismo siano le radioline. Hanno un ruolo importante ed è ovvio che non  si possano togliere perché hanno anche una funzione di sicurezza nella corsa ma forse negli ultimi km della corsa si potrebbero “spegnere” perché la loro presenza toglie una parte di imprevedibilità nelle corsa.

Hai parlato di sicurezza, non è un bel momento per i ciclisti sulle strade d’Italia. Secondo te che cosa si può fare per rendere la strada più sicura?

Guarda la speranza sono i giovani che hanno una cultura della sicurezza stradale maggiore di quella della mia generazione. Non c’è rispetto per i ciclisti, la gente non ha la pazienza di attendere il passaggio di un ciclista.

C’è  poi una vergogna che non posso tacere: la follia di gruppi su Facebook che inneggiano alla “caccia al ciclista”. Un fenomeno assurdo e pericolosissimo, da stroncare assolutamente.

Anche la situazione delle strada non aiuta la sicurezza?

Ci sono delle situazioni assurde che costringono i cosiddetti  “ciclisti della domenica” a dover rinunciare allo stare sul bordo della strada: buche e tombini sono davvero un pericolo per gli amanti delle due ruote. Ecco, anche le municipalità potrebbero intervenire per rendere più sicure le strade ma alla fine è tutta una questione di cultura che latita.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e mi complimento per la bellezza del tuo libro che abbiamo recensito, davvero un vademecum indispensabile per conoscere tanti aneddoti legate alla corsa rosa!