Dopo la Champions League Giro e Tour?

Il Logo del Giro d’Italia

Si sono spenti da poche ore i riflettori del mondo sulla finale di Champions League  di Cardiff e il Galles sogna di ospitare altri grandi eventi sportivi. Sembrerebbe che regione della Gran Bretagna avrebbe avviato i contatti con RCS Sport e la ASO, al fine di poter far transitare sulle strade gallesi il Giro d’Italia o il Tour de France nei prossimi anni. Il Galles sta vivendo un momento sportivamente florido con il rugby che ha preceduto l’Italia nella classifica del Sei Nazioni e la nazionale di calcio che ha ben figurata agli Europei di Francia 2016 e dopo la platea planetaria della finale di Champions sogna un altro grande evento mediatico, a tal proposito  il ministro dell’Economia Ken Skates, in un’intervista alla BBC, ha parlato di un notevole interesse da parte di tutte e due le società organizzatrici.

E’ già accaduto nel recente passato che sia il Giro d’Italia che il Tour de France partissero dalle isole britanniche e quindi la speranza della nazione del The Red Dragon non pare cosi campata in aria.

 

Vincenzo Nibali e la borraccia sospetta!

il kit Bahrain

E’ passata una settimana dalla conclusione del Giro d’Italia vinto meritatamente da Tom Dumoulin, quello del centenario è stato un giro molto combattuto e teso fino agli ultimi metri della cronometro di Milano.

A una settimana, dunque, dalla conclusione della corsa escono alcuni interessanti episodi tra cui uno ha come protagonista lo “squalo” Vincenzo Nibali: secondo quanto ha scritto la Gazzetta dello Sport i l corridore della Bahrain-Merida durante la salita di Piancavallo si è trovato suo malgrado protagonista del  ‘mistero della borraccia’.

Lo Squalo dello Stretto durante le rampe di Piancavallo ha preso una borraccia da una persona vestita con gli indumenti della Bahrain-Merida ma guardando la persona e non riconoscendola come un membro dello staff ha subito sputato quando stava per bere. Al traguardo si è svelato il mistero: nessuno strano caso di sabotaggio il “misterioso” addetto non era nient’altro che un amico belga del d.s. Tristan Hoffman che ogni segue  la squadra.

 

Giro 2018: arrivo a Roma?

Il colosseo simbolo di Roma

Si è appena concluso un bellissimo Giro d’Italia che ha incoronato come vincitore della classifica generale Tom Dumoulin, che con classe e determinazione ha portato la maglia rosa a Milano. Il prossimo anno, se Tom decidesse di prendere parte alla corsa Rosa, probabilmente avrebbe come obiettivo quello di trionfare a Roma.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, parrebbe che l’organizzazione del Giro stia valutando la possibilità di proporre una partenza dall’estero (favorite Polonia ed Israele, con quest’ultima che pare favorita) e sia indirizzata a portare l’ultima tappa nella capitale.

 

Tom Dumoulin conquista il Giro d’Italia

Tom Dumoulin vince il Giro d’Iitalia

Era uno degli outsider della corsa, forte a cronometro e in grado di difendersi in salita. E proprio grazie alla sua resistenza in salita Tom Dumoulin è riuscito ad arrivare alla decisiva cronometro Monza-Milano in posizione favorevole per giocarsi la vittoria finale. Non è stata una passeggiata, tutt’altro. Le scorie di tre settimane corse a velocità folle erano nelle gambe di tutti: da Nibali a Quintana, da Pinot a Dumoulin.

E sui circa 30 km del tracciato milanese Tom ha fatto l’impresa, ha recuperato su tutti. Nairo Quintana si deve accontentare del secondo posto in generale che non essendo riuscito a conservare i 53” di vantaggio sul capitano della Sunweb. Podio finale completato da un grande Vincenzo Nibali, che per soli 9” non è riuscito a centrare il secondo posto del colombiano.

La Farfalla di Maastricht ha sfidato tutti con un 58 come rapporto che nel tragitto dall’Autodromo di Monza a Piazza Duomo a Milano ha fatto saltare il banco regalandogli la maglia Rosa. Ma la vittoria di Tom ha le pasi sulle rampe delle salite mitiche di questo giro del centenario su cui ha lottato rispondendo attacco dopo attacco e riuscendo a non affondare quando è andato in crisi sullo Stelvio.

Complimenti Tom ora ti attendo il tuo paese che vive per le due ruote e che ha voglia di festeggiare con te.

 

 

Landa dedica la vittoria di ieri a Michele Scarponi

Landa saluta Michele via Twitter

 

Torniamo per un attimo alla tappa di ieri. Ci torniamo perché al gesto tecnico la tappa di ieri verrà ricordata per un bel gesto umano. Mikel Landa ieri ha conquistato un classico “tappone” del Giro d’Italia, si sa gli scalatori hanno un posto speciale nel cuore degli appassionati di ciclismo italiani ma ieri Mikel ha guadagnato sicuramente tanti tifosi grazie alla splendida dedica della vittoria all’ex compagno Michele Scarponi.

Landa è arrivato solo all’arrivo in salita della frazione da San Candido a Piancavallo e ha pensato subito all’amico scomparso: “Era un gran compagno, qui lo ricordiamo tutti i giorni e volevo farlo anche io con una vittoria”. Michele e Mikel hanno condiviso la maglia dell’Astana e hanno creato un legame indelebile. Scarponi era noto a tutti per la sua simpatia e la capacità di fare gruppo e il suo “omonimo” Mikel è stato subito travolto dalla passionalità e dalla solarità del nostro Michele.

“Finalmente è arrivato questo successo: non è stato affatto facile ma così lo apprezzo ancora di più. Un trionfo nel ricordo di Michele Scarponi, di compagno e di un amico che abbiamo perso” ha dichiarato Landa ai microfoni della Rai.

“Grazie per la spinta Scarpa” è stato il suo “cinguettio su Twitter.

Giro: vittoria di Thibaut Pinot

Thibaut Pinot vince ad Asiago

Lo attendevano tutti ed è attivato l’attacco a Tom Dumoulin da parte dei rivali diretti per la vittoria finale. L’attacco è arrivato ma non ha portato gli effetti che forse alcuni si auguravano.

L’olandese ha infatti resistito coi denti per cercare di giocarsi domani la vittoria finale del Giro d’Italia, ha sofferto, lottato e al traguardo ha perso solamente quindici secondi.

La salita Monte del  Grappa è stata condotta ad alta velocità dalla Katusha, ha fatto selezione, ma non tra i sei favoriti della classifica generale. Sul Foza si sono invece avvicendati gli attacchi, con Vincenzo Nibali che ha aperto le danze, seguito poi da un’azione più decisa di Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo. Sui due, poco dopo lo scollinamento  si sono riportati  Quintana, Nibali e Pinot  ma la mancata collaborazione tra i 5 di testa ha fatto sì che l’ex-maglia rosa, aiutata da Bob Jungels, Adam Yates e Bauke Mollema, riuscisse a non perdere troppo terreno.

Il successo finale è andato, nella volata ristretta, a Thibaut Pinot che ha portato a due le vittorie francesi in questo Giro mentre Dumoulin arriva con 15″ di ritardo: la nuova generale vede sempre Nairo Quintana in maglia rosa, con 39″ su Nibali, 43″ su Pinot, 53″ su Dumoulin, 1’15” su Zakarin ed 1’30” su Pozzovivo. Ora manca solo la cronometro Monza-Milano ed era da tanto che non vi era nell’ultima prova una classifica cosi corta.

Giro: Kruijswijk si ritira a per problemi intestinali

Steven Kruijswijk

Non sarà certamente un Giro d’Italia da ricordare quello di Steven Kruijswijk, rivelazione della passata edizione, quest’anno ha avuto problemi per tutta la corsa. Il capitano della Lotto NL Jumbo si è dovuto arrendere a due giorni dalla conclusione della corsa per problemi di stomaco e ipertermia. Per l’olandese non ci sarà dunque la possibilità di completare la corsa a Milano visto che, dopo aver passato una serata e una notte davvero difficile per via dei problemi fisici, ha deciso di ritirarsi dalla corsa rosa

 

Landa vince la tappa al Giro, Quintana nuovo leader

MIkel Landa

E venne il giorno che non ti aspetti, la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, da San Candido a Piancavallo, è stata tutt’altro che povera di colpi di scena. Ad aggiudicarsi la frazione è stato il redivivo Mikel Landa bravo ad andare in fuga nel momento giusto (e fortunato nel trovare il gruppo non interessato a fermare i fuggitivi).

La maglia azzurra del Team Sky ha fatto una salita finale da applausi, andando conquistare una meritatissima vittoria, che ha dedicato al compianto Michele Scarponi.

E mentre davanti andava in onda il trionfo di Landa dietro si poteva osservare il calvario della maglia rosa: Tom Dumoulin è sembrato sofferente fin da subito e a poco è servito il supporto di Geschke: gli ultimi 7 km li ha affrontati da solo e non non poa sofferenza. I big non hanno fatto scatti spaventosi ma il ritmo è stato decisamente alto e il solo Thibaut Pinot ha provato ad attaccare staccando gli altri e giungendo al traguardo ad 8’09” dal vincitore.

Alle sue spalle a 8’15” Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo, capaci di staccare gli altri attorno ai meno 2.5 km. A 8’21” sono giunti Jungels, Yates e Quintana, a 8’23” Mollema, Nibali e Hirt mentre Dumoulin ha pagato 9’30”.

Inevitabile il cambiamento del leader della generale: la maglia rosa va sulle spalle di Quintana con 38″ su Dumoulin, 43″ su Nibali, 53″ su Pinot, 1’21” su Zakarin e 1’30” su Pozzovivo.

Giro: le parole dei Big

Tappone Dolomitico oggi al Giro

Era il giorno del “tappone” Dolomitico al Giro d’Italia e le attese dei tanti appassionati lungo le strade sono state soddisfatte, tanti attacchi ma alla fine poche variazioni in classifica.

Soddisfatta la maglia rosa Tom Dumoulin: “Oggi è stata una giornata positiva, sono contento di non aver perso tempo da Nibali e Quintana che hanno attaccato ed erano sul loro terreno, certo alcuni avversari hanno guadagnato del tempo ma sono positivo in vista delle ultime tappe, oggi mi sentivo molto bene e non mi sono mai preoccupato nemmeno quando mi hanno attaccato Nibali e Quintana”.

Soddisfatto anche Vincenzo Nibali: “Questo giro è molto duro e sembra sempre di più una lunga partita a scacchi, Dumoulin sembra veramente il più forte di tutti ma c’è ancora terreno per provarci. L’olandese ha una grande condizione e sarà dura spodestarlo ma anche Quintana a tratti va fortissimo, se ne vedranno ancora delle belle”

La vittoria di tappa ha dato morale anche a Van Garderen “Per una qualche ragione nei primi giorni di gara il mio corpo non ha risposto come doveva ed è stato davvero frustrante perché ero venuto al Giro per fare classifica. Questa vittoria di tappa mi da un però tanto morale, è una grandissima esaltazione vincere una tappa dolomitica e questo mi permette di togliermi almeno una soddisfazione”

Gioia anche per Domenico Pozzovivo: “Posso tranquillamente dire che questo è il mio miglior Giro d’Italia di sempre. Nel finale eravamo tutti stanche morti, c’erano delle facce da paura ma io mi sono saputo controllare  e visto che eravamo tutti al limite ho sfruttato la stanchezza generale per provare a vincere la tappa ma forse era ormai tardi, ad ogni modo non mi posso lamentare di quello che ho fatto”

 

 

Giro: a Ortisei vince Van Garderen

Van Garderen vince ad Ortisei

Lo si aspettava ed è arrivato, il tappone dolomitico del Giro d’Italia , diciottesima frazione caratterizzata da una fuga partita sul Pordoi che ha visto tra i più attivi il nostro Diego Rosa, insieme a lui anche Manuele Boaro , Natnael Berhane  e Joey Rosskopf. I quattro guadagnano un po’ di terreno ma il gruppo dietro è pirotecnico e si forma un gruppetto di trentadue corridori all’inseguimento che vengono però ripresi poco prima dell’inizio del Passo Pordoi.

Dal plotone principale escono in salita Kanstantsin Siutsou, Dario Cataldo, Tejay Van Garderen, Pierre Rolland, Joe Dombrowski, Davide Villella, Jan Hirt, Alexander Foliforov, Andrey Amador, Winner Anacona, Ruben Plaza, Omar Fraile, Mikel Landa, Philip Deignan, Mads Pedersen e Jasper Stuyven  che riescono a riportarsi in testa sulla successiva discesa.

Sulla terza salita di giornata il gruppo di testa aumenta il ritmo tanto che rimangono solo Plaza, Van Garderen, Anacona, Dombrowski, Berhane, Hirt, Villella, Rosa, Landa a comandare le danze. Anche il gruppo maglia rosa aumenta il ritmo e a farne le spese fra i big è Bob Jungels che perde contatto fin dalle prime rampe della salita.

A 53 chilometri dalla conclusione Nairo Quintana rompe gli indugi provando un allungo e raggiungendo il compagno di squadra  Amador con cui riesce a guadagnare una ventina di secondi, a quel punto si muove Vincenzo Nibali che rientra velocemente su Quintana mentre Tom Dumoulin, sornione, attende il GPM per rientrare sui due rivali.

Si arriva così ai piedi della salita finale con Landa e Van Garderen che allungano sul resto dei fuggitivi. Dietro Amador prova ad aumentare il ritmo nel plotone, costringendo Yates a staccarsi. E’ il preludio all’attacco di Quintana che  insieme ad Anacona riesce a guadagnare solo una trentina di secondi per poi essere ripresi. Ci prova anche vincenzo senza risultato.

Dietro proseguono le schermaglie mentre Landa e Van Garderen si giocano la vittoria di tappa, con il successo finale che sorride all’americano.

In classifica Dumoulin continua a guidare con 31″ su Quintana, Nibali a 1’12”, Pinot a 1’36”, Zakarin a 1’58”, Pozzovivo a 2’07”, Mollema a 3’17”, Kruijswijk a 5’48”, Yates a 7’08” e Jungels a 7’24”.