Giro 2020 Da Budapest a Milano

Giro 2020, da Budapest a Milano

Giro 2020, presentato ufficialmente il percorso dell’edizione 103 da Budapest a Milano

Giro 2020

Giro 2020

Giro 2020: 3 cronometro individuali (per un totale di 58,8 km), 6 tappe di bassa difficoltà adatte ai velocisti, 7 di media difficoltà e 5 di alta difficoltà caratterizzeranno il percorso dell’edizione 103 del Giro d’Italia. Saranno 7 gli arrivi in salita, compresa la cronometro iniziale di Budapest. Frazione conclusiva, con una prova contro il tempo, da Cernusco sul Naviglio a Milano che per la 78esima volta ospiterà la tappa conclusiva.

La Cima Coppi sarà lo Stelvio con i suoi 2.758 metri. La Wine Stage di questa edizione sarà la cronometro del Prosecco Superiore da Conegliano a Valdobbiadene (territorio che dal 2019 è entrato a far parte del patrimonio Unesco). Per la prima volta nella storia della Corsa Rosa, una tappa partirà all’interno di una base militare, da Rivolto, sede del 2° Stormo dell’Aeronautica Militare. Un anno importante per la base friulana: nel 2020 si celebrerà anche la 60^ stagione della Pan (Pattuglia Acrobatico Nazionale) e delle Frecce Tricolori. L’arrivo a Rimini ricorderà il grande regista Federico Fellini nel centenario della nascita. 45.000 saranno i metri di dislivello totale della corsa. Quella dall’Ungheria sarà la 14^ partenza dall’estero per il Giro d’Italia e la prima da un Paese dell’Est Europeo.

21 tappe tra l’Ungheria e l’Italia (dal 9 al 31 maggio) per incoronare il vincitore del Giro d’Italia e mostrare al Mondo molti siti Patrimonio dell’Unesco e molte altre bellezze del territorio italiano, sia in partenza che in arrivo di tappa che lungo il percorso. Da Budapest con il suo quartiere del Castello fino a Milano con il Cenacolo di Leonardo passando per la seconda tappa ungherese con l’Abbazia di Pannonhalma e quindi per la Sicilia (con il Duomo di Monreale, la Valle dei Templi di Agrigento e l’Etna); la Puglia con il Monte Sant’Angelo e la Foresta Umbra; l’Emilia Romagna dove la corsa sfiorerà Ravenna; il Veneto con il sito di Arquà Petrarca e le Colline del Prosecco Superiore e infine con l’unicità delle Dolomiti che dal 2009 sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità e che interesseranno la corsa attraverso tre Regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige).

Il video del percorso del Giro d’Italia 103, scaricabile in alta definizione da questo link

GRANDE PARTENZA DALL’UNGHERIA
Sarà l’Ungheria sabato 9 maggio, con la tappa di apertura a cronometro per le vie di Budapest di 8,6 km e due tappe per velocisti nel nord del Paese, a lanciare il Giro d’Italia 2020. La carovana rosa poi si trasferirà in Sicilia dove, martedì 12 maggio, inizierà la sua risalita verso il traguardo finale di Milano.

PRIMA SETTIMANA IN ITALIA
La Monreale–Agrigento di 136 km aprirà il trittico di tappe nella Regione Siciliana. Mercoledì 13 primo arrivo in quota del Giro con la Enna-Etna (Piano Provenzana 1.775 m) di 150 chilometri. Una salita inedita, già scalata in parte nel 2011, attaccata da nord (Linguaglossa) per giungere a Piano Provenzana. Giovedì 14 ultima tappa sull’isola da Catania a Villafranca Tirrena per poi ripartire il giorno successivo, in Calabria, da Mileto e giungere dopo 223 km a Camigliatello Silano (lunga salita finale di 22 km con pendenze dolci). Sabato 16 maggio frazione dedicata alle ruote veloci del gruppo da Castrovillari a Brindisi. Tappa mossa, la nona, soprattutto nella parte finale, che porterà il gruppo da Giovinazzo a Vieste (circuito finale di 12,7 km). Lunedì 18 ecco il primo giorno di riposo.

SECONDA SETTIMANA
Si parte con una tappa mossa, in Abruzzo, tra San Salvo e Tortoreto Lido di 212 km. Tra le Marche e l’Emilia Romagna si snoda la tappa 11, mercoledì 20 maggio, da Porto Sant’Elpidio a Rimini. Il giorno successivo partenza e arrivo a Cesenatico con un percorso insidioso che ricalca quello della Gran Fondo Nove Colli giunta alla sua 50^ edizione. Da Cervia a Monselice per la tappa numero tredici; 190 chilometri che porteranno il gruppo dall’Emilia Romagna al Veneto dove, sabato 23 è in programma la cronometro da Conegliano a Valdobbiadene. Una prova contro il tempo molto impegnativa di 33,7 km (che prevede nella prima parte lo strappo duro di Ca’ del Poggio) tra le colline del Prosecco Superiore che da quest’anno sono diventate patrimonio dell’Unesco. Dalla base aerea di Rivolto, quella delle Frecce Tricolori, partirà domenica 24 una tappa chiave nell’economia della Corsa Rosa. L’arrivo è posto a Piancavallo (che sarà anche la Montagna Pantani) dopo aver scalato Sella Chianzutan, Forcella di Monte Rest e Forcella di Pala Barzana. Lunedì 25 è previsto il secondo e ultimo giorno di riposo a Udine.

TERZA E ULTIMA SETTIMANA
Si entra nella settimana decisiva del Giro con una tappa che si sviluppa interamente nella Regione Friuli. Partenza da Udine e arrivo a San Daniele del Friuli con nel finale il Monte Ragogna – da scalare tre volte – compreso nei due giri di circuito di 27 km. Mercoledì 27 maggio partenza da Bassano del Grappa e arrivo a Madonna di Campiglio dopo 202 chilometri. Tappa che prevede oltre 5.000 metri di dislivello con l’inedita Forcella Valbona, il Monte Bondone dal versante di Aldeno e il Passo Durone prima del traguardo. La 18^ frazione da Pinzolo ai Laghi di Cancano (arrivo inedito) nel Parco Nazionale dello Stelvio risulterà una delle più dure della Corsa Rosa. Si parte subito in salita per affrontare Campo Carlo Magno, quindi Passo Castrin e il Passo dello Stelvio (Cima Coppi) dal versante di Prato allo Stelvio. Dopo la discesa si attacca subito la salita per i Laghi di Cancano. Venerdì 29 la tappa più lunga del Giro da Morbegno ad Asti, 251 km, strizza l’occhio per l’ultima volta ai velocisti. Tappa mozzafiato la 20^ da Alba a Sestriere (Tappa Bartali). Si parte subito con il naso all’insù verso i 2.744 m del Colle dell’Agnello. Sconfinamento in Francia per affrontare il Col d’Izoard. Rientro in Italia dal Monginevro per affrontare la salita finale di Sestriere dal versante di Cesana Torinese. Gran finale, domenica, con la cronometro individuale da Cernusco sul Naviglio, Città Europea dello Sport 2020, a Milano in Piazza Duomo sotto la Madonnina. Crono piatta di 16,5 chilometri per chiudere questa 103^ edizione.

GIRO D’ITALIA, LE 13 PRECEDENTI PARTENZE DALL’ESTERO

  • 1965    San Marino (Repubblica di San Marino)
  • 1966    Montecarlo (Principato di Monaco)
  • 1973    Verviers (Belgio)
  • 1974    Città Del Vaticano
  • 1996    Atene (Grecia)
  • 1998    Nizza (Francia)
  • 2002    Groningen (Olanda)
  • 2006    Seraing (Belgio)
  • 2010    Amsterdam (Olanda)
  • 2012    Herning (Danimarca)
  • 2014    Belfast (Irlanda Del Nord)
  • 2016    Apeldoorn (Olanda)
  • 2018    Gerusalemme (Israele)

FONTE COMUNICATO STAMPA

Presentazione del 103^ Giro d’Italia, dove seguirla in TV e sul web

Presentazione del 103^ Giro d’Italia il 24 ottobre

Presentazione del 103^ Giro d’Italia, dove seguirla in TV e sul web, presenti Richard Carapaz e l’ex Campione del Mondo Peter Sagan

Il vincitore del Giro d’Italia 2019 Richard Carapaz e il tre volte Campione del Mondo in linea Peter Sagan, insieme al Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni, saranno sul palco per rivivere le emozioni della passata edizione e analizzare il nuovo percorso.
Giovedi 24 ottobre, a partire dalle 16.50 diretta su Rai 2 e raiplay.it per il territorio italiano e su giroditalia.it e sulla pagina Facebook della Corsa Rosa per seguirla dall’estero.

Milano, 21 ottobre 2019 – Giovedi 24 ottobre presso gli studi Rai di Milano, con diretta alle 16.50, verrà presentato nel dettaglio il percorso del Giro d’Italia 2020. L’edizione numero 103, che come annunciato partirà da Budapest (Ungheria) sabato 9 maggio, verrà svelata alla presenza del vincitore dell’ultima Corsa Rosa, Richard Carapaz e di Peter Sagan, oltre che dei rappresentanti di squadre, sponsor, media, istituzioni sportive e non.

Nel territorio italiano, la presentazione della “Corsa più dura del Mondo nel paese più bello del Mondo”, verrà trasmessa in diretta televisiva su Rai 2 dalle ore 16.50 e in diretta streaming su www.raiplay.it. All’estero, diretta streaming su www.giroditalia.it e sulla pagina Facebook della Corsa Rosa.

Giro 2020, prologo virtuale con Zwift?

Giro 2020 prenderà il via da Budapest con una novità?

Giro 2020 prenderà il via da Budapest con un prologo virtuale attraverso la celebre applicazione Zwift per assegnare la prima maglia rosa, dalla realtà virtuale ai fatti?

Giro 2020, prologo con Zwift?

Giro 2020, prologo con Zwift?

 

Giro 2020, la Corsa Rosa potrebbe partire con sfida al simulatore del celeberrimo simulatore Zwift per definire chi partirà con la maglia rosa nella prima tappa di Budapest!

Giro 2020 potrebbe partire con una rivoluzione epocale: l’introduzione di una prova, udite, udite virtuale. Si avete letto bene, se le indiscrezioni dovessero essere confermate, il prossimo Giro partirà, stabilendo un vero e proprio primato, con un prologo virtuale utilizzando la celebre applicazione Zwift.

La virtualizzazione delle corse è un fenomeno in costante crescita tra gli amatori che usano questo strumento durante l’inverno ma che sta coinvolgendo anche i professionisti.

Mauro Vegni, direttore di corsa, non ha smentito quanto dichiarato lasciando galoppare le voci circa la virtualizzazione della prima prova del Giro 2010. Vegni aveva detto a VeloNews.com che “il Giro deve guardare al futuro per attrarre il pubblico più giovane. Il pubblico vuole competere in modo virtuale con i campioni? Ci stiamo lavorando”.

Come detto sono voci che hanno però assunto un volume sempre più alto all’interno della carovana che sono una settimana fa battagliava per il primato dell’edizione 2020. RCS Sport starebbe quindi pensando ad aprire sostanzialmente al mondo dei videogiochi? Probabilmente sì ma, è doveroso dirlo, se questa opzione dovesse prendere corpo al noto simulatore verrebbe assegnata la prima maglia ma i tempi non avrebbero nessun valore. Insomma la prova in linea prevista per la partenza dalla capitale ungherese sarebbe a tutti gli effetti la prima frazione vera della corsa rosa.

Questa introduzione, ancorché del tutto sperimentale, apre uno scenario assolutamente impensabile soltanto un paio di anni fa.

I numeri del Giro d’Italia 102

 

I numeri della corsa rosa

I numeri del Giro d’Italia 2019 raccontano che l’edizione vinta da Richard Carapaz è stato un successo mediatico e sportivo

I numeri del Giro: fonte comunicato stampa Photo Marco Alpozzi/ LaPresse

I numeri del Giro: fonte comunicato stampa Photo Marco Alpozzi/ LaPresse

Un’indimenticabile edizione del Giro d’Italia si è appena conclusa. Giunto alla sua centoduesima edizione, il Giro può essere raccontato anche in numeri:

  • 1 – i Giri vinti dall’Ecuador
  • 3 –  il numero di dorsale del vincitore, Richard Carapaz
  • 39,291 – la media oraria finale
  • 59 – le aziende che a vario titolo (maglie, classifiche, carovana pubblicitaria, villaggi di partenza e arrivo) hanno sponsorizzato il Giro d’Italia
  • 142 – gli atleti che hanno portato a termine il Giro d’Italia
  • 147 – le soste che la variopinta Carovana Pubblicitaria ha fatto durante la Corsa Rosa
  • 198 – i paesi collegati nel mondo che hanno trasmesso la corsa in diretta
  • 533 – i ciclisti partecipanti al GIRO E, la corsa con bici a pedalata assistita che si è svolta sui percorsi del Giro d’Italia dei professionisti
  • 1.500 – gli articoli usciti in Ecuador, su carta stampata e web, nell’ultima settimana del Giro
  • 1.735 – i media accreditati di testate internazionali, nazionali e locali
  • 3.537,6 – i chilometri percorsi in questa edizione
  • 9.775 – gli spettatori che hanno gremito l’Arena di Verona nel gran finale del Giro (capienza massima)
  • 50.000 – i bambini coinvolti nel progetto didattico BICISCUOLA
  • 73.078,68 – i chilogrammi di rifiuti raccolti durante il Giro, poi riciclati, attraverso il progetto Ride Green
  • 2.800.000 – la social community della Corsa Rosa
  • 3.700.000 – il picco di ascolto sulla tv nazionale RAI nel finale della 20esima tappa
  • 80.000.000 – le pagine viste su giroditalia.it

Specialized Venge la bicicletta di Pascal Ackermann

Specialized Venge edizione speciale per Ackermann

Specialized Venge edizione speciale per celebrare la conquista della maglia ciclamino da parte del velocista della Bora-Hansgroe Pascal Ackermann

Specialized Venge di Ackermann (fonte pagina facebook)

Specialized Venge di Ackermann (fonte pagina facebook)

Specialized Venge colorata ciclamino è stata la sorpresa che Pascal Ackermann si è trovato nella tappa di sabato (per la cronometro di Verona ha naturalmente adottato una bici TT). Inaspettata e per certi versi eroica (dopo la terribile caduta patita dal tedesco) la conquista della maglia ciclamino prevedeva qualcosa di speciale che è prontamente arrivato.

Il venticinquenne tedesco ha infatti sfoggiato una Specialized Venge assolutamente particolare con un design “double face”: da una parte il color ciclamino a suggellare il trionfo nella classifica a punti, dall’altro il bianco e nero con immagini del Giro.

“Volevo che il design di questa bicicletta avesse due look completamente diverso a seconda del lato che si osserva”, ha spiegato Kayla Clarot, graphic designer di Specialized.

“Una parte è più grintosa, con un collage di foto in bianco e nero astratte dell’Italia che rappresentano il terreno di gara, l’altra è una semplice dissolvenza di ciclamino, ma piena di scintillio e luce – ha proseguito Kayla – le due facce di questa Specialized Venge rappresentano la lotta che gli atleti devono accettare per conquistare la maglia: da una parte da battaglia attraverso il percorso, dall’altra la gloria della vittoria”.

Ackermann ha conquistato due vittorie che gli sono valse la conquista della maglia ciclamino, poi il francese Demare è salito di condizione sino a soffiare la maglia al tedesco alla 11esima tappa. Nella tappa vinta da Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizane), Ackermann ha colto un beffardo secondo posto ma, la concomitanza dell’8 posto del transalpino, gli ha consentito di riprendersi la maglia portandola sino a Verona (226 punti contro il 213 francese).

“ero molto motivato dalla partecipazione al Giro, partivo come outsider ma ho ottenuto grandi soddisfazioni – ha detto Ackermann – abbiamo fatto un lavoro fantastico e il mio ringraziamento va a tutti in questa squadra.  Sono contento di far parte di questa squadra, ho molti amici qui e hanno fatto un lavoro fantastico in tutte le fasi, sia in pianura che in montagna, mi hanno sempre motivato sulla strada e anche al di fuori della competizione, tutti hanno lavorato duramente per ottenere questi risultati e devo ringraziarli davvero per tutto il loro supporto”

 

 

Roglic riflette sul Giro che gli è sfuggito dalle mani

Roglic e quel Giro sfiorato e perso

Roglic partito come favorito per la conquista del Giro ha indossato la maglia rosa salvo perderla a favore di Richard Carapaz risultato poi imbattibile per lo sloveno

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic era uno dei favoriti per la corsa rosa, reduce da una prima parte dell’anno assolutamente esaltante era accreditato dagli esperti (e dai colleghi, su tutti Vincenzo Nibali) come il favorito numero uno per la conquista della corsa rosa. Già nella cronometro di Bologna lo sloveno aveva messo in chiaro le cose ottenendo subito la maglia di leader ed impressionando tutti per la qualità della sua pedalata.

Le strade del Giro 2019 gli hanno tolto di torno un avversario di primissimo livello come Tom Dumoulin vittima di una brutta caduta, lo stesso Simon Yetes ha quasi subito fatto capire che non era al cento per cento. In queste condizioni lo scenario dei potenziali rivali per la lotta al titolo era limitato allo Squalo Vincenzo Nibali. Poi, complice qualche sguardo di troppo tra i “due contendenti” ha consentito a Richard Carapaz di cogliere un margine che, grazie anche alla forza della Movistar e alle sue doti di scalatore, è risultato incolmabile.

La forma fisica, alta forse da troppi mesi, e la fatica dell’ultima settimana hanno fatto il resto facendo scivolare lo sloveno fuori dal podio. Solo la crono di Verona ha consentito a Roglic di scavalcare Mikel Landa Meana per ottenere l’ultimo gradino del podio.

Un risultato sicuramente apprezzabile quello del ciclista della Jumbo-Visma ma che, forse, lascia un po’ di amaro in bocca.

“La strada verso Verona era ostica e sono successe molte cose, ho avuto molti problemi e dopo la quattordicesima tappa ho iniziato a non sentirmi bene – ha spiegato Roglic – alla fine nonostante tutto sono arrivato sul podio dando il mio 110%

La 14esima tappa a cui fa riferimento lo sloveno della Jumbo-Visma è quella con arrivo a Como in cui Roglic ha avuto problemi meccanici dovendo rinunciare alla propria bicicletta e scivolando lungo la discesa verso il capoluogo di provincia Lombardo.

“Ho combattuto ogni giorno. Finire sul podio è davvero molto bello e sono felice e orgoglioso di questa mia performance al Giro. Ho corso molto in questa prima metà dell’anno e penso di aver imparato molto durante questa gara” ha detto Roglic a cyclingnews.com

Roglic, infatti ha ottenuto vittorie al Tour degli Emirati Arabi Uniti, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia ragion per cui in molti esperti avevano “previsto” un calo nella terza settimana. Certo Roglic non ha dominato nell’ultima settimana con un Carapaz indiavolato ma non ha arretrato un centimetro.

Ad onor del vero va detto che la formazione del vincitore del Giro è apparsa di un altro pianeta sia rispetto alla Bahrain Merida di Nibali che alla Jumbo-Visma che, prima dell’avvio della corsa rosa ha perso Robert Gesink e Laurens De Plus dopo la prima settimana.

“Questo Giro ha insegnato qualcosa a tutti sia singolarmente che come team. Esperienze e lezioni ne abbiamo colte, faremo le necessarie analisi e sicuramente troveremo temi da migliorare per stare meglio in corsa e fuori” ha detto Primoz.

“ammetto che sono stanco e che nell’ultima settimana non stavo mene. Ora mi prenderò un po’ di vacanza e poi vedrò cosa fare” ha concluso Roglic che potrebbe andare al Tour ma senza i galloni del capitano in quanto il team punterà su Dylan Groenewegen per le volate e su Steven Kruijswijk per la generale.

Damiano Cima premio Fuga Pinarello

Damiano Cima vince il Premio Fuga Pinarello: 932 km

 

Damiano Cima dalle Nippo-Vini Fantini-Faizanè vince il Premio Fuga Pinarello del Giro d’Italia 2019 con 932 km in avanscoperta

NIPPO VINI FANTINI FAIZANÈ:  DAMIANO CIMA VINCE IL PREMIO FUGA PINARELLO. 932 KM DI FUGA, NESSUNO COME LUI AL GIRO D’ITALIA N.102.

Damiano Cima

Damiano Cima

Damiano Cima, premiato nell’incredibile cornice dell’Arena di Verona, solleva il trofeo come corridore più a lungo in fuga davanti al gruppo. Per lui oltre alla vittoria al cardiopalma della tappa 18 anche un terzo posto nella classifica a punti.

Undici le premiazioni accolte dall’Arena di Verona, tra queste quella emozionante di Damiano Cima che ha virtualmente portato tutto il team sul podio più importante, quello del traguardo finale dell’Arena di Verona. Premiato con il trofeo Fuga Pinarello in virtù dei 932 km percorsi davanti al gruppo maglia rosa durante il Giro d’Italia n.102.

Quasi 1.000 km corsi all’attacco che hanno portato in dote una vittoria di tappa al cardiopalma alla tappa n.18 e il premio nell’incredibile cornice dell’Arena di Verona dedicato alle fughe.
Da rimarcare come Damiano Cima in virtù dei numerosi traguardi volanti conquistati e della vittoria sul traguardo di Santa Maria di Sala sia anche terzo nella classifica della prestigiosa maglia ciclamino conquistata da Pascal Ackermann, davanti ad Arnaud Demare e Damiano Cima.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102 – Haga primo nella Crono finale

Carapaz è il primo ecuadoriano nella storia del Giro. Completano il podio Nibali e Roglic. Nella tappa finale Campenaerts e De Gendt rispettivamente secondo e terzo.

Carapaz

Carapaz

Richard Carapaz (Movistar Team) ha vinto il centoduesimo Giro d’Italia, indossando la Maglia Rosa di leader della classifica generale ed alzando il Trofeo Senza Fine. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) e Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma).

Chad Haga (Team Sunweb) ha vinto la ventunesima tappa, la Cronometro Individuale Verona-Verona di 17,0 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Victor Campenaerts e Thomas De Gendt (Lotto Soudal).

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’05”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’30”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 2’38”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’43”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

RISULTATO FINALE
1 – Chad Haga (Team Sunweb) – 17,0 km in 22’07”, media 46,119 km/h
2 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) a 4″
3 – Thomas De Gendt (Lotto Soudal)a 6″

La Maglia Rosa Richard Carapaz, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questo è il più grande momento della mia vita sportiva. In questa crono finale ho sofferto dall’inizio alla fine fino a raggiungere l’Arena di Verona. È favoloso vincere il Giro d’Italia“.

Il vincitore di tappa Chad Haga ha dichiarato: “Questa è la mia prima vittoria nel WorldTour. Sono partito stamattina credendo davvero di poter vincere. Ho salvato le gambe in questi ultimi giorni. Guardando Roglic e Nibali in TV, ho dovuto convincermi che erano stanchi. È un’emozione enorme. Sono senza parole“.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Esteban Chaves torna alla vittoria al Giro d’Italia

Esteban Chaves corona la fuga da lontano

Esteban Chaves ha vinto davanti ai compagni di fuga Andrea Vendrame  e Amaro Antunes.  Carapaz resta il leader della Classifica Generale.

Esteban Chaves

Esteban Chaves

San Martino di Castrozza, 31 maggio 2019 – Il colombiano Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) ha vinto la diciannovesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Treviso a San Martino di Castrozza di 151 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) e Amaro Antunes (CCC Team).

Richard Carapaz (Movistar Team) rimane la Maglia Rosa di leader della classifica generale.

RISULTATO FINALE
1 – Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) – 151 km in 4h01’31”, media 37,512 km/h
2 – Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) a 10″
3 – Amaro Antunes (CCC Team) a 12″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’54”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’16”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 3’03”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’07”

Richard Carapaz

Richard Carapaz

Il vincitore di tappa Esteban Chaves, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa è felicità purissima. Mi sono tolto un peso enorme. È un sollievo essere di nuovo vincitore, dimostra che so ancora farlo. L’ultima salita non era molto ripida, ho dovuto attaccare più volte. Un grande ringraziamento a tutti coloro che mi hanno supportato quando ho vissuto momenti difficili“.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Mi aspettavo che Miguel Angel Lopez attaccasse, ma l’abbiamo gestita nel miglior modo possibile con Mikel Landa. È un’altra buona giornata per noi e non vediamo l’ora che arrivi domani. Siamo pronti a difendere la Maglia Rosa in una tappa più difficile di quella odierna“.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Cima ha vinto la diciottesima tappa del Giro d’Italia

Cima vince diciottesima tappa, Carapaz rimane in Rosa

Cima della Nippo – Vini Fantini – Faizané ha vinto la diciottesima tappa del Giro d’Italia, Carapaz rimane in Maglia Rosa

Cima esulta

Cima esulta

Cima (Nippo – Vini Fantini – Faizanè) ha compiuto una “missione impossibile”, partendo dalla fuga di giornata ed evitando il ritorno del gruppo lanciato. L’italiano ha tagliato il traguardo di Santa Maria di Sala precedendo di un soffio Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) che si è piazzato secondo strappando la Maglia Ciclamino ad Arnaud Démare (Groupama – FDJ), ottavo nella 18esima tappa del 102esimo Giro d’Italia. Richard Carapaz (Movistar Team) ha conservato la Maglia Rosa per il quinto giorno.

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Prima vittoria al Giro per Damiano Cima. Finora il suo miglior risultato al Giro era stato un 96esimo posto a Ponte di Legno. L’unica vittoria da professionista per Damiano Cima fino ad oggi era stata la sesta frazione del Tour of China I il 19 settembre scorso. Vinse anche in Cina tappa e classifica finale al Tour of Xingtai 2018, corsa di categoria 2.2.
  • 5 vittorie italiane in questo Giro, le stesse dell’anno scorso. Nel 2017 non ci furono vittorie tricolori nella corsa Rosa. 5 atleti italiani (Masnada, Benedetti, Cataldo, Ciccone e Cima) vittoriosi al Giro: era accaduto per l’ultima volta nel 2016, quando i vincitori furono Ulissi, Brambilla, Ciccone, Trentin e Nibali.
  • Quinta Maglia Rosa per Richard Carapaz, le stesse di Primoz Roglic, leader nelle prime cinque frazioni di questo Giro.
Carapaz premiato dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Carapaz premiato dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

DATI MONITORATI OGGI
I dati forniti da Velon raccontano la tappa attraverso dati dispositivi per il monitoraggio in tempo reale. I dati sono disponibili a questo link.

RISULTATO FINALE
1 – Damiano Cima (Nippo – Vini Fantini – Faizané) – 222 km in 4h56’04”, media 44,989 km/h
2 – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) s.t.
3 – Simone Consonni (UAE Team Emirates) s.t.

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’54”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’16”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 3’03”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’07”

CONFERENZA STAMPA
Il vincitore di tappa Damiano Cima ha dichiarato: “Dare visibilità alla mia squadra durante le fughe è stato uno dei ruoli che mi ha assegnato il mio team. Oltre alla visibilità, oggi ho vinto! Non è stato facile andare in fuga per i molti tatticismi legati alla Maglia Ciclamino. Eravamo in tre davanti e ringrazio i miei compagni di fuga per la buona collaborazione. Sono rimasto il più calmo possibile negli ultimi chilometri. Non ho mai guardato indietro. Ho aspettato il più possibile per dare tutto nelle ultime poche centinaia di metri. È un sogno che si avvera”.La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sono sereno… Sono nella mia miglior forma di sempre! Scherzando ma sapendo che stavo andando forte, ho chiesto una bici rosa ancora prima di prendere la Maglia Rosa ed è arrivata ieri per il mio compleanno. Sono fiducioso in vista delle ultime tre tappe. Sento forti emozioni perché ci sono molte montagne a venire. Spero di affrontarle nel miglior modo possibile. So che il mio paese ora è paralizzato a causa delle persone che guardano il Giro”.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA