Rachel McKinnon donna transgender sul tetto del mondo

Rachel McKinnon transgender iridata ai mondiali Master

Rachel McKinnon donna transgender ha vinto il titolo iridato della pista ai mondiali Master di Los Angeles: “Quello che ottengo lo conquisto con fatica”

Rachel McKinnon

Rachel McKinnon

Rachel McKinnon ha fatto la storia: è la prima donna transgender a salire sul tetto del mondo conquistando la maglia iridata su pista ai Mondiali Master in svolgimento a Los Angeles (California).

Questo primato è assolutamente unico in quanto in nessuna specialità sportiva si era mai registrato un risultato del genere da parte di un transgender.

Naturalmente la vittoria di Rachel McKinnon ha portato con se una serie di polemiche legate al suo stato. La polemica è impazzata non solo sui social network ma anche tra le rivali al titolo mondiale.

La medaglia di bronzo, Jennifer Wagner-Assali che dopo la corsa ha twittato “Sono la ciclista giunta terza, ma è un risultato ingiusto”. Rachel non ha fatto attendere troppo la sua risposta:

“Mi alleno da 15 a 20 ore la settimana, due volte al giorno, cinque o sei giorni la settimana. Quello che ottengo, me lo conquisto con fatica. E voi che criticate siete solo dei bigotti transfobi“.

 

Rachel McKinnon oggi insegna filosofia ed etica al College of Charleston

“Se vinco, lo attribuiscono a mio essere trans da cui ne trarrei vantaggio non viene mai attribuito valore al duro allenamento a cui mi sottopongo”

Ma come è nata la sua passione per il ciclismo?

“Mi sono trasferita a Charleston per svolgere il mio lavoro al College of Charleston, ho sempre praticato il badminton ma non trovando un team locale ho cercato un altro sport, ho preso lezioni di spinning e mi sono innamorata del ciclismo così  ho deciso di comprare una bici.  Ho corso su la strada per tre anni tra America e Canada arrivando alla categoria 1 e poi ho scoperto la pista”

Rachel ha raccontato a velonews.com il suo “cambiamento”

“Sono nata con una “M” sul mio certificato di nascita.  Ho iniziato a supporre che fossi transgender quando avevo 13 anni ma ci sono voluti altri 16 anni per venire a patti questa situazione capirlo. Ho iniziato il mio cambio prima che finissi il mio dottorato. Ci sono state tante polemiche attorno alle mie performance sportive, qualcuno voleva che mi facessero test antidoping il che mi ha portata a rilasciare informazioni mediche davvero private tra cui il valore naturale del mio testosterone”

L’Azzurro va oltre il destino di Gian Marco Mutton

L’Azzurro va oltre il destino… Chiara Pierobon

L’Azzurro va oltre il destino recensione del libro che racconta la storia di Chiara Pierobon scritto da Gian Marco Mutton

L'Azzurro va oltre il destino

L’Azzurro va oltre il destino

L’Azzurro va oltre il destino libro scritto dal ricercatore storico e scrittore Gian Marco Mutton racconta la sfortunata storia di Chiara Pierobon tragicamente scomparsa il primo agosto del 2015 a soli 22 anni mentre si stava preparando per una gara ad Bochum in Germania,

Mutton nella sua opera racconta non solamente gli aspetti meramente sportivi ma anche dettagli della vita della giovane Chiara, i fatti che hanno portato alla formazione di questa ragazza che rappresentava uno dei prospetti del ciclismo femminile italiano tanto da essere convocata per i Campionati Europei di Tartu (a cui purtroppo non riuscirà ad arrivare).

Chiara Pierobon era un talento del ciclismo ma prima ancora una ragazza normale con una grande passione per la vita e per lo sport  e proprio questo aspetto appare lentamente scorrendo le pagine di questo meraviglioso libro. Non solo una storia di sport ma anche una storia di vita, di una giovane vita spezzata da un destino infame che l’ha strappata all’affetto della famiglia, degli amici e del mondo del ciclismo.

Chiara Pierobon, originaria di Santa Maria di Sala, militava per il Gruppo Sportivo Top Girls – Fassa Bortolo ma la sua scomparsa ha colpito indistintamente tutti gli amanti del ciclismo e dello sport.

“Il dolore che ancora oggi aleggia in casa della famiglia Pierobon e soprattutto negli animi di tutti i famigliari è enorme. È impossibile non ricordare la loro amata quotidianamente. Per questo è nata in loro la consapevolezza di continuare a dare un proseguo di vita alla giovane e questo grazie alla nonna la quale espresse dal profondo del suo cuore il desiderio di ricordare la nipote con un documento scritto che rimanesse nel tempo. Il tempo ha fatto si che tutto maturasse con le dovute incognite che sarebbero sorte nel ricordare Chiara”.

Spiegava Mutton in una intervista di qualche tempo fa.

Il libro si sofferma soprattutto sulle vicende ciclistiche che hanno toccato la breve carriera della ragazza ma approfondisce anche qualche aspetto che esulta dai passaggi dalla categoria giovanissimi fino al professionismo di Chiara.

L’Azzurro va oltre il destino presenta anche una serie di fotografie a corredo del racconto che rendono esattamente l’idea del carattere e del modo di vedere la vita di Chiara. Gentile, a tratti introversa ma sempre piena di voglia di vivere e di disponibilità verso gli altri e verso il bello della vita.

Abbiamo letto questo libro lentamente, gustandone le sottili pieghe che ripercorrono un’esistenza votata al bello che il destino ha voluto spegnere troppo, troppo presto.

 

 

 

Alessia Gozio una ciclogirl a Miss Italia 2018

Alessia Gozio ciclogirl ha partecipato a Miss Italia

Alessia Gozio figlia di Tiziano Gozio, direttore sportivo della Feralpi Monteclarense ha partecipato alla finale nazionale di Miss Italia

Alessia Gozio

Alessia Gozio

Alessia Gozio ex ciclogirl, figlia di Tiziano Gozio, direttore sportivo della squadra juniores Feralpi Monteclarense, ha recentemente preso parte alla fase finale nazionale di Miss Italia 2018.

Residente a Ronco di Gussago, 20 anni, capelli castani, statura 1, 72, Alessia aveva già vinto il titolo di Miss Eleganza Lombardia (nel 2006 venne vinto da Linda Morselli fidanzata con Fernando Alonso) nel centro di San Pellegrino Terme.

In passato Alessia Gozio ha praticato agonisticamente il ciclismo vestendo la maglia rosa della “Ronco Gussago” conquistando il titolo lombardo “Primi sprint” oltre ai Campionati Provinciali Bresciani per la categoria Giovanissimi.

Nelle categorie G1, G3 e G4 ha conquistato il titolo di campionessa regionale ma, dopo aver disputato alcune gare nella categorie esordienti è stata costretta a rinunciare all’attività per via di alcuni problemi alle ginocchia che l’avevano pure portata in sala operatoria ma

 “Grazie all’aiuto dei miei genitori sono riuscita a vedere questa perdita come un’occasione per impiegare in nuovi interessi. Ho scoperto il mondo della moda ma fin da subito mi sono resa conto che non sarebbe mai stata la mia aspirazione di vita”

Alessia Gozio non si è mai allontanata dal ciclismo seguendo il fratello nelle frequenti trasferte legate all’attività delle due ruote.

Nel 2016 Alessia venne nominata Miss Ciclismo 2016 precedendo Andrea D’AuriaMartina BonaraErika Fioranti e Isabella Tonini.

 

Vogel pronta ad affrontare il futuro

Vogel dopo l’incidente il pensiero è al domani

Vogel dopo l’incidente in pista e la conseguente paralisi agli arti inferiori cerca di ritrovare serenità e progettualità per il futuro

Vogel in carrozzina

Vogel in carrozzina

Vogel, la campionessa di ciclismo su pista, qualche mese fa è stata protagonista di un gravissimo incidente le cui conseguenze sono state talmente gravi da costringerla sulla sedia a rotelle.

Kristina Vogel non è certo una che si abbatte e in un incontro con la stampa, qualche giorno prima del mondiale di Innsbruck ha raccontato la sua nuova situazione.

“Voglio tornare a vivere, fare cose semplici come andare al bar a bere un caffè o stare con amici. Non vedo l’ora di fare sport. So che non potrò mai più camminare autonomamente ma chiedermi perché sia accaduto a me non mi aiuta in nessun modo. Quindi se non posso cambiare la mia condizione meglio imparare a conviverci nel modo migliore”

ha affermato la Vogel tra un sorriso e qualche lacrima.

Il terribile incidente dello scorso 27 giugno è stato assolutamente devastante per Kristina Vogel che però non si è persa d’animo:

“ho la fortuna di poter contare su una famiglia unita e forte oltre che su amici che in questo terribile momento si sono ulteriormente avvicinati a me aiutandomi e supportandomi. Certo non posso essere sempre felice ma le lacrime fanno parte del processo di elaborazione del mio stato di salute. Qualche volta devo lasciarmi andare alle lacrime ma ho imparato a comprendere il potere terapeutico del pianto. Non avevo mai dovuto combattere battaglie così difficili, questa lotta ha un diverso tipo di motivazione ma più difficile della conquista di una medaglia d’oro alle olimpiadi”

ha continuato la campionessa tedesca.

“Quando mi sono svegliata dal coma ho scoperto il circuito di solidarietà che si è scatenato in mio supporto e mi sono commossa e mi ha dato la forza nel riuscire a comprendere ed accettare quello che mi è accaduto. Ora voglio provare a tornare a far sport, ho già fatto qualche allenamento in sedia a rotelle che ha svegliato la mia fame di ambizione. Mi sento come se fossi una bambina che deve imparare tutto. Sto imparando a muovermi, a sedermi a fare cose che davo per scontate”

 

Ha continuato Kristina Vogel che ha parlato anche del suo precedente incidente:

“quello del 2009, quando avevo diciotto anni, è stato propedeutico all’affrontare quello che mi è accaduto”

Vogel i medici: è esemplare

Gli stessi medici che stanno curando l’atleta tedesca l’hanno definita “una paziente esemplare” che ha già compiuto progressi al limite del sorprendente. Kristina è tornata a casa a Erfurt ma dovrà continuare a frequentare il centro specialistico di Marahn (nel berlinese) almeno fino a Natale per completare il ciclo di riabilitazione.

 

 

 

 

Vittoria Guazzini ciclista azzurra pronta a stupire 

Vittoria Guazzini ciclista azzurra tra presente e futuro

Vittoria Guazzini ciclista giovanissima ma già con un palmares di primissimo livello pronta a stupire ai Mondiali di Innsbruck 2018

Vittoria Guazzini ciclista azzurra

Vittoria Guazzini ciclista azzurra

Vittoria Guazzini ciclista con un futuro brillante e un presente sfavillante, nata il il 26 dicembre del 2000 vanta già qualcosa come  5 successi europei, 3 mondiali e 2 nazionali. Insomma, il nome Vittoria calza perfettamente alla “Guazzo”.

Questa settimana sarà la punta di diamante dell’Italia Juniores ai Mondiali di Innsbruck 2018 e Vittoria non vuol certo cullarsi nell’ammirare i successi ottenuti ma vuole ulteriormente ampliare il proprio curriculum.

Vittoria Guazzini è una ciclista che non ama parlate ma ama far parlare i fatti come negli ultimi campionati Europei in pista dove, nella categoria juniores, ha conquistato l’oro nell’Omnium, Americana e inseguimento individuale e un oro europeo anche con colleghe più grandi nell’inseguimento a squadre Under 23.

Non contenta di quanto ottenuto a livello continentale ecco che si è presa il palcoscenico mondiale, vincendo tre ori: Omnium, inseguimento individuale e inseguimento a squadre.

Ma Vittoria Guazzini non è solo pista, anche sulla strada domina nella sua categoria: è campionessa italiana in carica sia in linea che a crono oltre che campionessa europea a crono in carica e vicecampionessa europea in linea.

Vittoria non è stanca di vincere anche se il 2018 sarebbe già da incorniciare per tutte le sue pari età ragion per cui la Guazzini è inserita nel borsino delle favorite per i Mondiali di Innsbruck 2018.

Considerando che la Guazzo ha già sulle spalle il tricolore e la maglia di campionessa europea non sarebbe male metterci anche un bell’arcobaleno.

Vittoria è una ragazza caparbia che sa mantenere la testa sulle spalle e a soli 17 anni, con tutti i successi ottenuti, non è una cosa da sottovalutare. In pochi, come la campionessa di Poggio a Caiano, saprebbero gestire così bene tre titoli mondiali ottenuti in tre giorni.
Vittoria dimostra una maturità fuori dal comune, già da professionista anche se diventerà maggiorenne solo a dicembre:

” La testa nel ciclismo conta molto, anzi, è fondamentale. Ti aiuta e ti insegna a non mollare quando le gambe non ne possono più, la testa è la migliore amica di un ciclista”.

Vittoria Guazzini non pensa però solo al ciclismo, l’altra sua grande passione è la musica rock. La nostra Guazzo è, infatti, una chitarrista e per l’appunto, una rocker. Speriamo che sulle strade di Innsbruck possa suonare un riff vincente come ha già fatto risuonare sul parquet della pista.

 

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek sempre più dream team

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019, la trentina simbolo di bellezza nel ciclismo approda in un autentico dream team del ciclismo femminile

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek questo matrimoni s’ha da fare. Da qualche settimana la notizia era nell’aria ma a rivelare l’ormai ufficialità della notizia è stata la Gazzetta dello Sport che ha reso noto che la giovane campionessa trentina vestirà la maglia della formazione della nota casa produttrice americana.

La nostra Letizia Paternoster è uno dei talenti più cristallini del ciclismo italiano e mondiali, negli ultimi anni ha letteralmente collezionato medaglie in tutte le prove in cui ha preso parte.

Il team americano vanta tra le sue fila campionesse di primo piano come l’olandese Ellen van Dijk e la tedesca Trixi Worrack. La giovane trentina pare aver ceduto alla corte del manager del team degli States Luca Guercilena e al fascino di poter lavorare fianco a fianco come le star del ciclismo femminile mondiale.

Letizia Paternoster, classe ’99, dopo gli splendidi trionfi di questi ultimi anni (5 ori ai Mondiali Jr e 8 agli Europei) vuole seguire un programma finalizzato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nel team, Letizia ritroverebbe due amiche azzurre come Giorgia Bronzini che ricopre il ruolo di Direttore Sportivo ed Elisa Longo Borghini pronta a mettere la sua dote di classe ed esperienza a favore del team.

“Sono felice e motivata nel raggiungere un team di dimensione internazionale come Trek. Ho esordito tra le Elite in maglia Astana con cui ho fatto bene e ora voglio proseguire nella mia crescita professionale traendo esperienza dalle mie fortissime nuove compagne. Inizio  una nuova ed eccitante fase della mia carriera e non vedo l’ora di dare il massimo delle mie possibilità”

è stato il commento della fortissima trentina.

Letizia, nata a Cles da madre italiana e padre australiano (ma anch’egli con origini trentine) con  Elena Pirrone, Martina Fidanza, Elisa Balsamo e Alessia Vigilia rappresenta il presente e il futuro del ciclismo tricolore.

Prosegue dunque la crescita professionale di una delle atlete simbolo dello sport tricolore, personaggio gradito anche dagli sponsor per il suo aspetto e per la sua aurea di vincente tanto che il suo account Instagram è veramente seguitissimo.

Letizia sta contribuendo a una nuova visione del ciclismo femminile:

“sono contenta di far capire che il ciclismo è anche femminilità. In corsa devi essere tosta, devi avere un carattere forte ma non siamo dei maschiacci. Curo il ciclismo ma anche il mio aspetto. Il modello di femminilità nello sport è Federica Pellegrini, ma seguo anche la moda e le fashion blogger. Mi piace lo stile elegante, curato, adoro abiti lunghi e tacchi. Per ora mi voglio dedicare appieno al ciclismo poi si vedrà ma la moda mi attrae molto”.

 

 

 

Kristina Vogel shock: Sono paralizzata

Kristina Vogel si racconta a ‘der Spiegel’

Kristina Vogel ha raccontato al periodico tedesco ‘der Spiegel’  come l’incidente dello scorso giugno l’abbia costretta alla paralisi

Kristina Vogel shock

Kristina Vogel shock

Kristina Vogel shock: “Sono paralizzata”. La tedesca è uno dei ciclisti di maggior successo di tutti i tempi in pista. Il 26 giugno si è scontrata a 60 chilometri all’ora sulla pista del Velodromo di Cottbus con un giovane corridore olandese.

La due volte campione olimpico di sprint, undici volte campione del mondo, Kristina Vogel  è stata trasportata al Trauma Center  di Berlino con gravi danni alla schiena e ha lasciato l’unità di terapia intensiva solo un mese dopo.

È stato imposto un blackout di notizie, per mesi solo la sua famiglia e gli amici più intimi sapevano come stava.

Nella conversazione con ‘der Spiegel‘ la tedesca ha rivelato le conseguenze fatali del suo incidente per la prima volta. Kristina Vogel è rimasta paralizzata alle gambe. Lo racconta al quotidiano tedesco spiegando di aver perso l’uso degli arti inferiori:

“È una merda! Comunque la si voglia dire, non posso più camminare e questa situazione non può più mutare. Ma cosa devo fare se non guardare avanti? Sono dell’opinione che prima accetti una nuova situazione, meglio puoi affrontarla”, dice Vogel, che non ha risposto immediatamente dopo la sua caduta. “Non volevo che la gente vedesse le mie ferite”.

Dopo l’incidente i principali atleti del ciclismo tedesco avevano lanciato una campagna di donazioni #staystrongkristina, che finora ha raccolto circa 120 mila € che serviranno alla sfortunata atleta per la riabilitazione.

 

 

 

Chiara Pierobon ciclista angelo nel cielo

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni in Germania poco prima del via della Sparkassen Giro Bochum

Chiara Pierobon

Chiara Pierobon sorridente

Chiara Pierobon nasce a Mirano il 21 gennaio del 1993 e fin Da piccolissima si appassiona al ciclismo avvicinandosi alle categorie giovanili a soli sette anni e conquistando, nel 2006 il campionato Italiano su strada. Nel 2007 bissa in titolo di campionessa italiana, questa volta nella corsa a punti e nella velocità.

Le grandi qualità di Chiara la fanno entrare nei radar dei team professionistici e, nel 2013 passa nella categoria UCI Woman’s con la divisa della prestigiosa Top Girls Fassa Bortolo prendendo nello stesso anno parte al Giro d’Italia Rosa.

Chiara Pierobon rispetta le previsioni e mostra una ulteriore crescita tanto che il 2014 la vede al via di alcune prove di Coppa del Mondo tra cui il Giro delle Fiandre e la Freccia Vallone. Al Giro d’Italia Rosa chiude in 41esima posizione dimostrando un ulteriore salto in avanti dal punto di vista tecnico e qualitativo (l’anno prima aveva chiuso 100esima).

Le convincenti prove di Chiara le valgono la chiamata in azzurro da parte del CT Edoardo Savoldi che la vuole tra le convocate per la prova in linea ai Campionati del Mondo di Ponferrada in Spagna (sarà riserva).

Chiara Pierobon: la tragedia

Il primo agosto 2015 Chiara Pierobon è in Germania con le compagne del Team Top Girls Fassa Bortolo, deve prendere parte al Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo con arrivo a Bochum. Quella tedesca è l’ennesima gara in cui Chiara è chiamata a dimostrare il suo costante incremento delle qualità delle sue prestazioni.

Chiara è felice, ha da poco ricevuto la convocazioni per la Nazionale under 23 con cui andare a disputare i Campionati Europei a Tartu in programma dal 6 al 10 agosto.

Le ragazze salgono sul furgone del team per andare verso la linea di partenza, Chiara è seduta sui sedili posteriori, dorme. Tutto sembra normale, un normale trasferimento dall’hotel alla partenza. Poi ecco un urlo, arriva da Chiara. Le compagne si girano verso la ragazza veneta, capiscono immediatamente che qualcosa non va: sta male! Chiara emette un singhiozzo, si alza dal sedile per poi crollare a terra. I tecnici del team intervengono prontamente praticandole il massaggio cardiaco, arriva l’elicottero dei soccorsi con i paramedici, si prendono cura della ragazza.

Chiara Pierobon viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Ingolstadt, giunge al pronto soccorso, provano a rianimarla per oltre due ore e mezza ma non serve a nulla. Chiara muore.

Lo Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo viene vinto dalla portacolori della Velocio-SRAM Barbara Guarischi ma non c’è da festeggiare, una compagna del plotone e una amica non c’è più.

I genitori arrivano in serata per vedere il corpo della figli e accompagnarlo a casa. Le compagne di team decidono di non prendere parte alla successiva prova di Coppa del Mondo su strada, sarebbe impossibile. La testa è ora concentrata solo sulla ragazza.

Inizialmente si pensa che la causa del decesso possa essere stata una embolia polmonare come era accaduto anni prima allo zio di Chiara mentre stava lavorando nei campi. Le analisi riveleranno successivamente altre cause ma ciò che lascia distrutti è il vuoto lasciato da Claudia.

Un vuoto terribile lasciato nella famiglia, tra gli amici e le amiche e le compagni di team ma in generale in tutto il mondo del ciclismo.A Caselle, il paese dove la giovane ciclista azzurra viveva con la famiglia, viene proclamato il lutto cittadino e i funerali sono un vero momento di tristezza per la comunità.

Chiara Pierobon: il libro alla memoria

Per tributare il giusto ricordo a Chiara, Gian Marco Mutton ha realizzato un libro dal titolo “L’Azzurro va oltre il destino”. Una biografia sportiva e umana di Chiara Pierobon corredata da foto e ricordi dei passi più significativi che hanno portato la ragazza veneta a diventare un prospetto del ciclismo mondiale.

“Lo scopo del libro scopo è far capire chi era veramente questa giovane atleta dalle ottime capacità ciclistiche con l’intento di trasmettere la passione per il ciclismo e per lo sport in sé alle generazioni più giovani”.

Ha dichiarato Mutton autore del libro oltre che ricercatore storico.

 

Chiara Pierobon: la maglia al Ghisallo

Chiara di ha lasciati quel maledetto primo agosto 2015 e qualche giorno dopo, esattamente il 6 agosto 2015, avrebbe dovuto indossare la maglia azzurra per i Campionati Europei di Tartu, in Estonia. Il tragico epilogo della vita della giovane ciclista le ha impedito di difendere i colori azzurri ma quella maglia mai indossata è ora ospite in uno dei posti magici del ciclismo tricolore: Il santuario della Madonna del Ghisallo in provincia di Como.

Quella maglia è in ottima compagni di altri ricordi di Chiara: custodita la sua foto e il libro contenente la sua biografia che sono custoditi ora in quel luogo sacro e simbolico

 

 

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo tre volte!

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo tre volte in tre giorni!

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo per tre volte in tre giorni, roba da fenomeno mondiale per la giovane ciclista di Poggio a Caiano

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo non una, non due ma ben tre volte in altrettanti giorni, cosa da fantascienza invece è tutto vero per la giovane atleta di Poggio a Caiano.

Ad Aigle in Svizzera, dopo l’inseguimento a squadre e l’omnium, la toscana Vittoria Guazzini, 18 anni a dicembre, ha vinto anche il titolo dell’inseguimento individuale juniores.

La poggese ha superato nella finale la russa Daria Malkova, mentre l’australiana Sophie Edwards ha conquistato il bronzo davanti alla francese Marie Le Net.

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo: inseguimento a squadre

Vittoria Guazzini  ha conquistato il titolo mondiale assieme a Giorgia CatarziSofia Collinelli,e Silvia Zanardi, con Gloria Scarsi che ha gareggiato nel turno di Qualificazione al posto della Collinelli. Netto il dominio del quartetto tricolore che ha addirittura doppiato il quartetto neozelandese all’ultimo giro con il tempo di 4’28″398.

Vittoria Guazzini Campionessa del Mondo: Omnium

Vittoria Guazzini ha ottenuto il titolo mondiale dell’Omnium con una ineluttabile prova di forza: terza nello Scratch,  ha vinto la Tempo Race e, nonostante una caduta, ha fatto sua la prova Eliminazione. Nella Corsa a Punti ha  addirittura  ulteriormente incrementato il suo vantaggio conquistando un giro di vantaggio e chiudendo con 142 punti (contro i 124 di Daria Malkova e i 117 di Marta Jaskulska). In questa prova Vittoria succede a Elisa Balsamo e Letizia Paternoster 

 

 

 

Letizia Paternoster di bronzo agli Europei di Glasgow

Letizia Paternoster di bronzo nell’omnium

Letizia Paternoster di bronzo nella prova dell’Omnium ai Campionati Europei su Pista di Glasgow dopo aver già conquistato l’argento nell’inseguimento a squadre

Letizia Paternoster di bronzo

Letizia Paternoster di bronzo

Letizia Paternoster di bronzo, una prova fantastica della diciannovenne campionessa che al termine delle quattro prove previste dell’Omnium ha chiuso in terza posizione. Letizia, a dispetto della giovane età, è stata bravissima a gestire energie fisiche e mentali dimostrando una preparazione degna delle migliori atlete in gara. Sebbene non potesse competere con due “mostri sacri”  come l’iridata Kirsten Wild e la padrona di casa Katie Archibald, la Paternoster ha conquistato il quarto posto  nello Scratch, il sesto nella Tempo Race, il terzo nell’Eliminazione ed, e infine, un’ottima prova a punti finale in cui ha difeso il terzo posto con grande maturità che sono valsi il bronzo finale.

 

Dopo la prova Letizia Paternoster ha parlato del suo bronzo ai microfoni di RaiSport

“Questa medaglia vale davvero tantissimo per me,  sono molto felice e quasi non trovo le parole per esprimere la mia gioia.  Se mi avessero detto che al primo anno tra le grandi avrei ottenuto subito una medagli agli Europei avrei subito messo una firma. Amo l’ommium e prendere il bronzo dietro a due grandi campionesse come Wild e Archibald che hanno fatto la differenza anche ai Mondiali è per me un grandissimo onore.

Tra le juniores ho vinto tanto ma pensavo di pagare il salto di categoria, per me correre in bici è qualcosa di magnifico, faccio con passione ogni cosa e tutto quello che conquisto è una gioia.  Tra due settimane ci sono gli Europei U23 e difenderò la maglia col quartetto, quest’inverno farò le prove di Coppa del Mondo per qualificarsi alle Olimpiadi, quello è il grande sogno col quartetto“.

 

Dopo aver vinto tutto a livello giovanile ( 9 titoli mondiali e 5 europei Juniores, categoria in cui ha ottenuto anche il record mondiale nell’inseguimento) la fenomenale 19enne trentina comincia a mietere successi anche tra le “grandi”.