Chloé Dygert: dieta da campione del mondo? Non proprio

Chloé Dygert, ecco come mi nutro… non spaventatevi!

Chloé Dygert, campionessa del Mondo a cronometro in Yorkshire ha raccontato Il suo regime alimentare tutt’altro che privo di “schifezze”

Chloé Dygert (fonte pagina Instagram)

Chloé Dygert (fonte pagina Instagram)

Chloé Dygert lo scorso mese si è laureata campionessa del Mondo a cronometro per la categoria Elite a soli 22 anni. L’atleta statunitense ha già nel proprio armadio qualcosa come otto medaglie d’oro e un argento olimpico che l’hanno fatta diventare una delle atlete più ammirate del panorama mondiale.

Originaria dello stato degli Indiana (USA), Chloé si è avvicinata al ciclismo a soli 15 anni iniziando una vita da “nomade” che la porta ad allenarsi qua e là per gli Stati Uniti. Washington, Idaho e soprattutto Colorado (dove è solita allenarsi presso le strutture di Colorado Springs) sono ormai di casa in base al tipo di competizione per cui si prepara.

Tanti allenamenti e tanto girovagare possono essere un ostacolo per gestire correttamente la propria dieta ma, proprio l’aspetto legato alla alimentazione, è particolarmente sensibile per la ciclista americana. In un mondo in cui è norma rispettare regimi alimentari ristrettissimi, con ridotto apporto calorico la Dygert va in controtendenza sposando una filosofia non restrittiva in fatto di calorie.

“se devo essere sincera la mia alimentazione non è propriamente sana, Adoro i pop-cake e i fast food e se mi viene una voglia cerco di saziarla. Certo il peso è un limite ma non penso che la dieta sia una soluzione, anzi bisogna mangiare ciò che desideri e che fa bene al tuo corpo, io la vedo così” ha spiegato la ragazza a velonews. Chissà in quanto, atleti e non, provano una sana invidia per un siile atteggiamento.

“Mi piace mangiare circa due ore prima dell’allenamento mattutino. Se corriamo, per esempio, alle 10 del mattino mi sveglio alle 7.30 e alle otto faccio colazione. Prima di andare a letto preparo un mix di avena, latte di mandorla e semi di chia per la mattina seguente. Se sono ad una corsa mi porto un tapperware con gli ingredienti così posso preparare la mia colazione preferita anche in hotel” ha raccontato Chloé Dygert.

Prima dell’uscita si “carica” con barrette (almeno un paio), frullati, crostate di ciliegia che sono uno dei suoi cibi preferiti. Come bevanda un Gatorade che le consente di non disidratarsi.

In caso di allenamenti prolungati, sopra le tre ore, ecco che la ragazza usa una proteica alla vaniglia Core Power. E a pranzo?

“una ciotola con riso integrale, pico de gallo, guacamole, un albume e tofu, che friggo in padella sul fuoco con un po ‘di olio d’oliva in modo che sia ancora più croccante”. Insomma proteine anche vegetali senza disdegnare la carne rossa.

Al pomeriggio prosegue la “dieta” con “un paio di tazze di burro di arachidi, alcune fette di torta e acqua arricchita con vitamine oppure limonata”. Insomma un bel pieno di energia per la “piccola” Chloé Dygert.

La dieta prevede cena con riso o pasta meglio se spaghetti larghi, salsa di soia e tofu e qualche proteina. Non c’è che dire, la ragazza ha uno stomaco di ferro!

“Si, sono fortunata posso mangiare praticamente tutto anche in prossimità di una gara, unica cosa evito il piccante. Ultimamente evito di andare ai fast food ma li ho sempre adorati. Non amo privarmi dei piaceri, se dopo un allenamento mi viene voglia di mangiare una ciambella, la mangio.”

Una dieta anomala ma se i risultati sono quelli ottenuti sino ad ora, nessuno può dirle nulla!

Silvia Valsecchi in Azzurro a Glasgow

Silvia Valsecchi in Azzurro a Glasgow

Silvia Valsecchi, forte ciclista lecchese, farà parte del treno italiano dell’Inseguimento a Squadre a Glasgow

Terminati gli impegni su strada, Silvia Valsecchi prosegue la propria stagione agonistica a bordo della bici a scatto fisso.

La lecchese di BePink vestirà nuovamente la Maglia Azzurra nella tappa britannica della Coppa del Mondo su pista, in programma a Glasgow sino a domenica 10 novembre.

Nel secondo appuntamento della UCI Track Cycling World Cup 2019/2020, Valsecchi farà parte del quartetto italiano dell’Inseguimento a Squadre, al debutto sul parquet scozzese già nella serata odierna.

Nella spedizione italiana partita alla volta della Gran Bretagna sono presenti – in rappresentanza dei rispettivi corpi di appartenenza – anche le compagne di squadra Simona Frapporti (Inseguimento a Squadre) e Rachele Barbieri (Omnium, Scratch).

 

FONTE COMUNICATO STAMPA . foto di Silvia Valsecchi (credit: Anton Vos)

Annemiek van Vleuten raccoglie € 10.000 per il club ciclistico locale

Annemiek van Vleuten e la vendita benfica

Annemiek van Vleuten, campionessa del mondo delle corse su strada, ha raccolto € 10.000 vendendo abbigliamento originale

Annemiek van Vleuten (fonte pagina twitter)

Annemiek van Vleuten (fonte pagina twitter)

Annemiek van Vleuten della Mitchelton-Scott si è impegnata in una attività di vendita dei suoi completi da ciclismo originali per raccogliere fondi per il club di ciclismo locale in Olanda, WV Ede, in particolare per agevolare le attività delle squadre giovanili. Al termine dell’attività di “svuota soffitta, Annemiek ha raccolto qualcosa come 10.000 euro, una cifra importante che sicuramente agevolerà l’attività del team giovanile e verranno destinati per l’acquisti di alcune mountain bike che saranno rese disponibili per prestiti agli atleti.

L’evento si è svolto presso il negozio Peerenboom aWageningen, cittadina a ovest di Arnhem, dove la campionessa ha posato per foto e ha autografato i capi oggetti della vendita.

“E’ stato bello raccogliere fondi e poter incontrare le tante persone che sono accorse all’evento” ha spiegato Van Vleuten sul suo sito web . “Tutti hanno atteso pazientemente in fila e, grazie all’aiuto del negozio di biciclette, ero libera di parlare con tutti e scattare alcune foto. E’ stato un pomeriggio molto piacevole e sono grata a tutti per essere venuti e per il vostro generoso contributo”.

“La ‘vendita in soffitta’ è stata un enorme successo, abbiamo raccolto 10.000 euro dal vecchio materiale e questo dato è andato oltre ogni aspettativa -ha spiegato la campionessa mondiale 2019 – era una cosa a cui tenevo molto ci sono tanti ragazzini in lista di attesa per queste MTB in prestito che ora grazie alla collaborazione tra il team e il negozio potranno essere esaudite”.

Dal 7 novembre sul sito web della Van Vleuten verranno messi in vendita altri articoli i cui ricavati serviranno sempre per il medesimo progetto.

Europei di Silvelle il cuore azzurro batte per Arzuffi

Europei di Silvelle il cuore azzurro batte per Arzuffi

Europei di Silvelle il cuore azzurro batte per Alice Maria Arzuffi che sta letteralmente volando in questa parte di stagione

L’atleta brianzola sta volando in questa prima parte di stagione e sarà il punto di riferimento della Nazionale italiana domenica prossima in Veneto: “Gambe e testa ci sono, tutto è possibile”

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Foto: Alice Maria Arzuffi sarà il faro della Nazionale Italiana domenica prossima (Credits: Bettini Photo). 

Alice Maria Arzuffi è pronta a caricarsi sulle spalle il peso di tutta la Nazionale Italiana di ciclocross ai Campionati Europei di Silvelle di Trebaseleghe (PD). In gara domenica 10 novembre nella prova delle donne elite, l’atleta brianzola rappresenta la punta di diamante della squadra di casa, che arriverà in Veneto con l’ambizione di stupire e rendere orgogliosi i tantissimi tifosi attesi sul percorso.

Arzuffi è reduce da un inizio di stagione di grande spessore, che l’ha vista confrontarsi alla pari con le migliori interpreti mondiali di questa disciplina. Per lei parlano i risultati ottenuti nelle ultime due prove del Superprestige, il primo posto di Boom e il secondo di Gavere, oltre al terzo posto nel primo appuntamento del DVV Trofee, che prevedeva, tra le tante difficoltà, anche la scalata del mitico muro fiammingo del Koppenberg.

 

Insomma, l’Italia può sognare in grande con un’atleta che da anni è stabile ad altissimi livelli, ma mai come in questa stagione sembra avere le carte in regola per puntare al bersaglio grosso. Ai Campionati Europei non ha mai sfigurato, vincendo la medaglia d’argento tra le U23 a Huijbergen 2015 (Paesi Bassi) e poi quella di bronzo tra le elite a Tabor 2017 (Repubblica Ceca).

“Ho già conquistato diverse medaglie europee, però mi manca quella dal metallo più prezioso – ha spiegato la 25enne di Seregno (Milano) – Non nascondo che sogno in grande, anche se so che è già difficile salire sul podio, figurarsi conquistare la maglia di campionessa europea. La motivazione e le gambe, però, ci sono, e con l’ausilio della fortuna non voglio precludermi nulla. Sinceramente un po’ di pressione la sento. In tanti mi hanno già detto ‘Contiamo su di te per ottenere un buon risultato’, quindi ho un po’ di peso sulle spalle. Il Campionato Europeo è comunque uno degli obiettivi della mia stagione e farò di tutto per ottenere il miglior risultato possibile. Ogni anno cerco di arrivare in buona condizione a questo appuntamento, ma stavolta, correndo in casa, le motivazioni sono davvero alte”.

Le minacce più grandi arrivano da quelle che solitamente sono sue compagne di squadra nella 777, ma che domenica prossima diventeranno acerrime rivali. “L’avversaria che secondo me è più in forma, nonché la più costante da inizio anno, è la mia compagna di squadra Annemarie Worst, che è anche la campionessa europea in carica – ha continuato Arzuffi -. Ovviamente non sottovaluto Sanne Cant, anche se fino ad ora non è apparsa in forma come eravamo soliti vedere, ma negli appuntamenti che contano, di solito, non sbaglia. Infine, citerei l’altra mia compagna, Yara Kastelijn, che sta andando veramente forte da inizio anno”.

Alice per gran parte della stagione invernale è costretta a sfidare le sue rivali in casa loro, tra il gelo e il fango delle Fiandre, ma questa volta toccherà a lei fare gli onori di casa, in un percorso che, a differenza della gran parte delle avversarie, conosce già:

 “A Silvelle ho corso il Campionato Italiano nel 2017. Mi hanno detto che il tracciato è pressoché identico, con l’aggiunta di due tratti di sabbia, con ponti e scalinata più lunghi. È un percorso che mi piace, perché c’è da spingere, però sinceramente spero che piova, in modo che possa diventare ancora più duro. Penso si possa paragonare ai percorsi del nord, anche se magari manca la salita o i rettilinei sui quali riesco ad esprimermi al meglio”.

Il Campionato Europeo di Silvelle potrebbe quindi rappresentare un nuovo punto di partenza per il ciclocross italiano, di cui Arzuffi è una delle più importanti portabandiera: “Mi aspetto che vengano tanti tifosi a vederci, è un evento che merita di essere vissuto dal vivo, con tanti giovani che possano capire davvero cos’è il ciclocross – ha concluso la ragazza lombarda -. Questa competizione può fare da traino a tutto il movimento del ciclocross italiano. Già dalla presentazione dell’evento a Venezia mi sono resa conto di quanta passione e attenzione gli organizzatori ci abbiano messo, e per me è un orgoglio poter vestire la maglia azzurra nell’Europeo italiano”.

 

Programma diviso in due giornate per i Campionati Europei di Silvelle: Sabato 9 Novembre sono previste le gare dei Master, mentre Domenica 10 sarà la volta delle categorie agonistiche (Juniores, U23 ed Elite). Si comincia alle 9.00 con la grande novità, la gara Donne Junior, che farà il proprio ingresso nel programma degli Europei proprio a Silvelle. Seguono gli Uomini Junior alle 9.50, le Donne U23 alle 11.00, gli Uomini U23 alle 12.20, le Donne Elite alle 13.50 e, infine, gli Uomini Elite alle 15.20.

 

Eurosport diffonderà l’evento in tutto il continente, in Italia la diretta sarà trasmessa da RaiSport. Copertura “live” delle gare anche da parte di altre TV nazionali, a cominciare da quelle di Belgio e Olanda.

Silvio Martinello sul caso Metoo

Silvio Martinello pubblica un duro post

Silvio Martinello ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook sulle evoluzioni del caso #Metoo che sicuramente farà parlare

Silvio Martinello il post sulla vicenda #Metoo

Silvio Martinello il post sulla vicenda #Metoo

Silvio Martinello ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook sulle evoluzioni del caso #Metoo che sicuramente farà parlare, lo pubblichiamo integralmente.

Indipendentemente dall’idea che ognuno di noi si può fare su questa delicatissima situzione la posizione dell’ex ciclista è sicuramente forte.

 

Ora che siamo più tranquilli e sollevati possiamo fare un profondo sospiro ed abbracciarci. Scongiurato l’imbarazzo di dover spiegare come comportamenti ed atteggiamenti mal interpretati da qualche bigotto analfabeta, fossero in realtà da ricondurre ad innovative e sofisticate tecniche di coaching atte ad ottenere il massimo dalle atlete, francamente non sarebbe stato semplice, pertanto stappiamo e festeggiamo. Smaltiti i meritati momenti di gioia, mentre ci accingeremo a rituffarci nella noiosa quotidianità, a chi ha in animo di valutare insieme ai propri “consiglieri” come difendere il buon nome di ciò che rappresenta e la propria reputazione, suggerisco di volgere lo sguardo ad Est, verso il meraviglioso Friuli Venezia Giulia. Precisamente cercando sulla mappa il piccolo paese di Nespoledo, provincia di Udine. Lì vive Maila Andreotti, una ragazza di 24 anni che ha detto alcune cose, emotivamente molto costose immagino, che sono state bellamente ignorate. Ha messo da parte la smisurata passione per il ciclismo, mi auguro temporaneamente, e da quando ha dato il consenso di pubblicare la sua esperienza, è stata dileggiata e schernita da diverse compagne, subendo la generale levata di scudi da parte dell’ambiente scandalizzato dalle sue “fantasiose” dichiarazioni, da qualcuno frettolosamente derubricate a millanterie! Non credo di essere il solo nel ritenere che Maila Andreotti e quanto ha raccontato, meriti invece massima attenzione e totale rispetto. Sottovalutare significherebbe rivelare la propria miopia nonché la propria inadeguatezza a ricoprire ruoli di responsabilità.
A Maila Andreotti si devono delle risposte, le si deve spiegare e la si deve convincere, che gli atteggiamenti ed i comportamenti che ha “mal interpretato”, avevano una funzione ben precisa. Le si deve chiarire che quando si va in Nazionale, ed arriva il turno dei massaggi, è “normale” spogliarsi di fronte ad un massaggiatore/uomo, ed è “normale” che questo professionista si concentri soprattutto sui tuoi glutei indolenziti dal duro allenamento. Nel ciclismo moderno il gluteo ha un’importanza sempre più rilevante, lo abbiamo imparato leggendo alcune superficiali dichiarazioni che avevano chiaramente lo scopo di minimizzare quelle della giovane “millantatrice”. Infatti in queste settimane abbiamo letto di tutto ed il contrario di tutto: per esempio i dirigenti con solerzia hanno spiegato che le porte delle stanze devono stare aperte per ragioni di sicurezza e di controllo….versione opposta ma identica solerzia, nelle spiegazioni di qualche atleta che con forza sostiene di chiudersi sempre a chiave, ci mancherebbe, ne va della nostra dignità… sorge il dubbio che entrambe le versioni avessero lo scopo comune di ridimensionare le “stonate parole della scomoda millantatrice”… consigliabile coordinarsi meglio alla prossima occasione! Abbiamo letto che negli anni sono nate e finite diverse romantiche storie d’amore, vissute dal gruppo senza minimamente scalfire la serenità generale e con illimitata fiducia nella incondizionata trasparenza dei metodi di selezione. Abbiamo saputo, tra le altre cose, che esiste da tempo un indirizzo e-mail predisposto dalla Federciclismo, utilizzabile per denunciare situazioni ed atteggiamenti inopportuni che le ipotetiche vittime subissero da parte di personale con incarichi federali, ed è un vero peccato che Maila Andreotti sia stata informata solo dai giornali di questa possibilità. Infatti le spiegazioni avrebbe potuto chiederle contattando quell’indirizzo, avrebbe ottenuto i suoi chiarimenti e probabilmente si sarebbe tranquillizzata. Chissà dov’era o a cosa pensava nel momento in cui gli uffici comunicavano l’esistenza di questo innovativo strumento di tutela, distratta gioventù! A proposito, già che ci siamo, qualcuno ci fa sapere chi legge le comunicazioni che giungono all’indirizzo specifico citato? Lo chiedo io per un amico, non ricordo di aver letto nulla al proposito. Insomma, un incontaminato e trasparente ambiente che una 24enne millantatrice in preda a manie di persecuzione si è permessa di turbare, rovesciando la sua rabbia dopo aver capito che ormai le sue personali ambizioni e speranze di partecipare ai Giochi sono miseramente naufragate, come qualche ex atleta ha indegnamente chiosato commentando l’argomento, ed ora esposta allo scherno ed al disprezzo altrui.
Le risposte e le spiegazioni, secondo il mio personalissimo livello di sensibilità, sono dovute a Maila Andreotti, alla sua famiglia, ed a quante il disagio hanno deciso di condividerlo con la propria coscienza restandosene in silenzio, e dare loro torto visto l’andazzo appare assai complicato! I nostri giovani vanno tutelati e non usati e poi gettati, come si fa con un vecchio oggetto che non serve più.

Chloe Hosking vince al Tour de Guangxi

Chloe Hosking trionfa al Tour de Guangxi

Chloe Hosking del Team Alé – Cipollini conquista il successo nell’ultima corsa stagionale del nel Women’s World Tour 2019

 

Il 2019 si è chiuso nel migliore dei modi per il Team Alé – Cipollini grazie al successo nell’ultima corsa stagionale da parte di Chloe Hosking, alla seconda vittoria nel Women’s World Tour 2019, dopo la Challenge Madrid by La Vuelta a settembre. L’australiana ha superato sul traguardo di Guilin la canadese Alison Jackson e la olandese Marianne Vos, vincitrice finale della classifica Women’s World Tour.

E’ stato un 2019 da record per la squadra italiana presieduta da Alessia Piccolo e diretta in ammiraglia dal Team Manager Fortunato Lacquaniti e dal Direttore Sportivo Giuseppe Lanzoni, in procinto di passare nella massima categoria con la denominazione Alé BTC Ljubljana dal 2020: sono arrivati infatti 16 successi stagionali, iniziati a gennaio in Australia e terminati proprio questa mattina in Cina sempre grazie a Chloe Hosking. Il bilancio completo parla di 36 podi suddivisi in 16 vittorie, 10 secondi posti e 10 terzi posti, a cui si aggiungono vari successi nelle classifiche speciali in diverse corse a tappe.

Soraya Paladin è stata una delle grandi protagoniste sia nelle classiche di primavera che nelle gare a tappe, risultato che la ha permesso di chiudere il 2019 in dodicesima posizione assoluta nel Ranking UCI con 1064 punti. Nella classifica generale a squadre Alé – Cipollini è undicesima assoluta e migliore squadra italiana. Per quanto riguarda il Women’s World Tour nel ranking individuale Soraya chiude undicesima con 660 punti, mentre in quello dei Team, Alé Cipollini è decimo.

RISULTATI TOUR OF GUANGXI 2019:

1. Chloe HOSKING
2. Alison Jackson
3. Marianne Vos

FONTE COMUNICATO STAMPA

Maila Andreotti: ”Il ct entrava anche se ero svestita”

Maila Andreotti e le rivelazioni alla Procura Federale

Maila Andreotti, ascoltata dalla Procura Federale, racconta: “il commissario tecnico entrava anche quando ero nuda”

Maila Andreotti (fonte pagina Facebook)

Maila Andreotti (fonte pagina Facebook)

Maila Andreotti è stata la prima atleta a far crollare il muro del silenzio attorno al caso #MeToo che ha seguito l’inchiesta de Il Giornale che sta cercando di far luce su situazioni di molestie sessuali nel mondo del ciclismo azzurro.

Queste le dichiarazioni delle Andreotti apparse sul sito del quotidiano:

”Il CT diceva lascia la porta aperta. E se ero svestita entrava lo stesso”

Il fascicolo aperto dopo il clamore esploso lo scorso agosto in Belgio e in Olanda si arricchisce di sconvolgenti (e tristissime) ulteriori rivelazioni sulle condizioni psicologiche in cui si sono trovare, loro malgrado, alcune ragazze.

Il caso di Maila, 25 anni, in grado di vincere 20 titoli italiani e che ad un passo dall’evento Olimpico di Tokyo 2020 decide di chiudere la propria carriera è un triste esempio.

L’ex atleta intervistata dal Corriere della Sera: ”Maggio 2012, avevo 16 anni. Ai pre-campionati europei juniores e under 23 in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Dino Salvoldi (il commissario tecnico della nazionale) trattasse le ragazze in modo diverso. Con me era professionale, con qualcuna molto più aperto”.

Il racconto della ragazza prosegue:

“un certo massaggiatore… faceva domande strane, faceva battute un po’ spinte, entrava nella mia camera senza bussare… stava a guardarmi mentre mi spogliavo. Un massaggiatore normalmente entra, ti mette un asciugamano addosso e ti massaggia. Lui stava a guardarmi mentre mi spogliavo. Mi sono sentita a disagio”.

Il giornalista del corriere incalza la Andreotti: Può essere solo scarsa professionalità? La risposta è terrorizzante:

“No, e l’ho capito quando mi ha massaggiato solo il sedere. Mi sono lamentata con il mio allenatore dicendo che volevo l’altro massaggiatore. Mi sono lamentata con il mio allenatore… mi è stato fatto sapere che avrei dovuto farmi andare bene anche le cose che non andavano. Sono stata lasciata a casa dalla nazionale per due anni”.

Maila Andreotti punta palesemente il dito contro il CT Salvoldi:

“Diceva: ‘Lascia la porta della camera aperta’…. entrava in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no. Fisicamente da Salvoldi non sono mai stata molestata. Le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti. Io sollevo la questione psicologica, non fisica. Chiunque può innamorarsi, non è questo il problema. Lo diventa quando cominci a favorire chi è legata a te. Ha fatto di tutto per portarmi alla decisione di lasciare il ciclismo. Avevo deciso prima che scoppiasse questo putiferio”.

Non solo comportamenti bordeline ma anche insulti:

“certe offese, tipo “sei una cicciona, devi dimagrire”, “non vali niente”, non possono essere ammesse. Ha fatto di tutto per portarmi alla decisione di lasciare il ciclismo”.

La vicenda assolutamente triste probabilmente vivrà altri altrettanti tristi capitoli…

Marta Bastianelli alla Alé BTC Ljubljana

Marta Bastianelli veste i colori #YellowFluoOrange

Marta Bastianelli nella stagione 2020 corretà con i colori #YellowFluoOrange della Alé BTC Ljubljana 

Marta Bastianelli Foto (c) Flaviano Ossola

Marta Bastianelli Foto (c) Flaviano Ossola

Dopo una stagione lontana dai colori #YellowFluoOrange la campionessa italiana in carica torna a casa, per vestire nel 2020 i colori della Alé BTC Ljubljana diventando il secondo rinforzo della neonata società ciclistica professionistica Women’s World Tour, dopo quello annunciato ieri della spagnola Mavi Garcia.

E’ un “ritorno a casa” quello di Marta Bastianelli, nella squadra che le ha permesso di vincere in carriera moltissime corse, tra cui una tappa al Giro Rosa Iccrea 2017, una Gand – Wevelgem, il GP Liberazione e soprattutto il titolo europeo su strada 2018 a Glasgow, in Gran Bretagna. E proprio dal Regno Unito parte l’assalto ad un possibile titolo iridato, già ottenuto nel 2007 a Stoccarda, insieme alla Nazionale Italiana, dove avrà come compagna di squadra Soraya Paladin. Dal 2008 Marta è tesserata per il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre.

Le parole di Marta Bastianelli: “Ho avuto numerose offerte per il 2020 ma quando si è presentata quella di Alessia Piccolo e di Alé BTC Ljubljana non ho potuto dire di no, per me è una seconda famiglia. Ho trovato un accordo che definirò meglio dopo il Mondiale, quando il direttivo UCI ci darà conferma di quanto promesso, ossia che l’Unione Ciclistica Internazionale riconosca nel Women’s World Tour lo status militare.”

Alessia Piccolo, Presidente di Alé BTC Ljubljana, commenta: “Siamo molto lieti di riabbracciare Marta e di riaverla con noi in squadra nuovamente nel 2020. E’ un ritorno molto gradito, e siamo felici che la campionessa d’Italia in carica gareggi per l’unica formazione italiana nel World Tour.”

FONTE COMUNICATO STAMPA – Foto (c) Flaviano Ossola

 

Aigul Gareeva sbaglia strada ma vince

Aigul Gareeva sbaglia strada ma conquista l’oro

Aigul Gareeva sbaglia strada ma vince l’oro nella crono juniores l’azzurra Camilla Alessio ai piedi del podio.

Aigul Gareeva (fonte pagina Facebook)

Aigul Gareeva (fonte pagina Facebook)

Aigul Gareeva sbaglia strada ma vince la medaglia d’oro ai Mondiali in Yorkshire 2019 nella prova che ha aperto la tre giorni dedicata alle prove contro il tempo. La pioggia ha reso il tracciato britannico particolarmente insidioso e al resto ha pensato un fuoriprogramma davvero curioso e che poteva costare molto caro all’atleta russa.
Le giovani atlete si sono cimentate lungo i 13,7 km ondulati previsti per la categoria caratterizzati da parecchi saliscendi e cambi di ritmo che la pioggia ha reso ancora più arduo questa gara di per se incerta in quanto le giovani cicliste raramente si confrontano a livello internazionale su simili prove.
Aigul Gareeva è partita fortissima accumulando un considerevole vantaggio ed è poi riuscita a mantenere il proprio vantaggio grazie ad una posizione in sella e una pedalata davvero super.
La russa è riuscita a difendersi dall’assalto della favorita di giornate l’atleta di casa Elynor Backstedt, figlia dell’ex campione Magnus, che al primo intertempo pagava un solo secondo alla russa.
La britannica che ha corso davvero bene salvo poi rischiare un capitombolo nel finale della prova a causa dell’asfalto reso scivoloso dalle precipitazioni e che le è costato parecchi secondi.
Come detto, anche la gara della Gareeva è stata segnata da un errore al limite del comico quando, all’imbocco del rettilineo finale nonostante le indicazioni poste dall’organizzazione, invece di svoltare sulla destra ha continuato dritta. Accortasi dell’errore, la russa è tornata indietro tagliando il traguardo comunque prima con il tempo finale è stato di 22’16” a 36.9 km/h di media.
L’errore della Gareeva sembrava spalancare le porte alla vittoria della Backstedt che però è calata con il passare dei chilometri sino a chiudere in terza posizione con un gap di undici secondi. La Medaglia d’argento è andata alla campionessa europea della specialità, l’olandese Shirin van Anrooij.

La quarta piazza a 14 secondi dalla prima, è andata ad una gagliarda Camilla Alessio che si è confermata ai vertici della categoria (chiudendo a 3 secondi dal podio). Peccato per Sofia Collinelli che era quarta a metà della prova ma che ha poi ceduto sul finale chiudendo all’ottavo posto.

Lizzie Deignan racconta l’attesa dei mondiali

Lizzie Deignan racconta l’attesa per i mondiali

Lizzie Deignan brand ambassador di Santini Cycling Wear racconta l’attesa e l’emozione prima della gara dei mondiali di cas

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Campionessa del mondo nel 2015, brand ambassador di Santini Cycling Wear per il quale ha firmato la linea “Lizzie X Santini” e da poco anche mamma: sono tante le sfide che ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo Lizzie Deignan. A poco più di un anno dalla gravidanza, l’atleta del team Trek-Segafredo è pronta per i Mondiali di ciclismo che si terranno lì, nello Yorkshire in Inghilterra, dove è nata e cresciuta come donna e come atleta.

Dal 22 al 29 settembre le strade britanniche dello Yorkshire saranno il palcoscenico dell’edizione 2019 dei UCI Road World Championships. Tra i grandi protagonisti al via, ci sarà anche Lizzie Deignan, già campionessa ai Mondiali di Richmond nel 2015, che dall’anno scorso ha iniziato una partnership con Santini Cycling Wear dalla quale è nata la collezione “Lizzie X Santini”, una gamma di capi e accessori “for women by women” dove l’esperienza dell’atleta e il suo stile si sono unite al know-how del brand made in Italy.

 

L’appuntamento ai Mondiali di ciclismo su strada sarà un momento particolare per Lizzie, anche perché si svolgeranno nella sua città natale: «Il tracciato di gara dei UCI Road World Championships attraverserà proprio i luoghi che hanno segnato la mia vita: la scuola che frequentavo, la chiesa dove mi sono sposata, il giardino dei miei genitori e l’arrivo di gara è situato nella città dove è nata mia figlia Orla e dove rimarrò una volta conclusa la mia carriera. Mi sento davvero fortunata a poter vivere tutto questo, comunque vada saranno momenti speciali che ricorderò per sempre».

Lizzie è tornata a competere in aprile, dopo la pausa legata alla nascita della sua bambina.
Una sfida che l’atleta ha deciso di affrontare per sé stessa ma anche in nome delle atlete professioniste che si trovano nella sua stessa situazione e pensano di essere obbligate ad una scelta: «È ancora abbastanza inusuale per una donna tornare ad alti livelli dopo la gravidanza. Per questo sento la responsabilità di dimostrare a tutti che è possibile coniugare una vita da sportive professioniste con il ruolo di mamma». Il momento più delicato è senza dubbio il ritorno all’allenamento: «In questi mesi non ho mai smesso di tenermi in movimento, anche se non credo si possa definire un vero e proprio allenamento.  Giorno dopo giorno ho cercato di seguire i feedback che mi dava il mio corpo allenandomi in base alle sensazioni del momento».

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Nella sua nuova sfida, sia come mamma che come atleta, Lizzie Deignan godrà del supporto di Santini Cycling Wear, brand che da anni è al fianco di tutti gli appassionati di ciclismo:

«Apprezzo molto il fatto che Santini sia un’azienda a gestione familiare che crea e produce i suoi capi in Italia. Sono elementi che si traducono in una maggiore qualità dei prodotti. È un onore per me poter lavorare al loro fianco avendo la possibilità di applicare le mie idee nella creazione di capi dedicati alle donne e realizzati con materiali tecnologici e design innovativi».

FONTE COMUNICATO STAMPA

Photo credit JoJoHarper -Photo credit Velofocus