BePink alla Strade Bianche

BePink alla prima prova WWT italiana

BePink, la formazione lombarda sabato prossimo sarà al via della prima prova WWT italiana

foto della squadra (Credit: Flaviano Ossola)

foto della squadra (Credit: Flaviano Ossola)

 

Archiviata la trasferta in Spagna, BePink è pronta a correre nuovamente in Italia dove, dopo l’attività dilettantistica e giovanile, ripartirà finalmente anche quella professionistica.

Per quanto concerne la categoria femminile, a sancire l’attesissimo ritorno del Womens World Tour nello Stivale sarà la Strade Bianche WE che, sabato 1 agosto, riporterà per la sesta volta sugli iconici sterrati senesi anche le due ruote “rosa” .

Nella sfida toscana la formazione lombarda schiererà Canvelli, Catarzi, Hájková, Landuzzi, Van Neck e Zanardi.

La Strade Bianche WE, riproposta in versione estiva dopo il forzoso stop  dovuto all’emergenza sanitaria, partirà e si concluderà a Siena al termine di 136 km comprensivi di 8 settori di sterrato (per un totale di 31,6 km di “fuori strada”).

Nel finale, prima di raggiungere Piazza del Campo, le atlete supereranno la Porta di Fontebranda e affronteranno l’ultima asperità della giornata: una rampa in lastricato con pendenze sino al 16 %, che porterà alla leggera discesa e all’arrivo pianeggiante in quella che è considerata una delle piazze più belle e suggestive d’Italia.

“La Strade Bianche è sempre una corsa particolare, molto complessa,” ha detto il Team Manager Walter Zini. “Quest’anno lo sarà ancora di più, visto che invece che a marzo si gareggerà in agosto e, quindi, alle asperità del tracciato bisognerà aggiungere l’incognita caldo. Per alcune delle nostre ragazze quello in Toscana sarà un ritorno, per altre invece un esordio: tutte sono molto motivate e ansiose di confrontarsi con colleghe di altissimo livello e un percorso decisamente unico. L’obiettivo del team è, naturalmente, dare il massimo come sempre!”

Line up Strade Bianche WE (ITA, 1 agosto, 1.WWT):
Vania Canvelli, Italia, 21/10/1997
Giorgia Catarzi, Italia, 15/06/2001
Markéta Hájková, Rep. Ceca, 14/03/2000
Valentina Landuzzi, Italia, 18/05/1994
Melissa Van Neck, Rep. Ceca, 13/10/1991
Silvia Zanardi, Italia, 03/03/2000

 

Alé BTC Ljubljana riparte dalla Spagna

Alé BTC Ljubljana riparte la stagione 2020

Alé BTC Ljubljana riparte con la stagione 2020 dalla Spagna con la Emakumeen Nafarroako Klasikoa  da Pamplona a Lekunberri

Dopo mesi di stop dovuti alla pandemia e la parentesi dei campionati nazionali di Slovenia, finalmente possiamo tornare a parlare di gare. Il Team Alé BTC Ljubljana sarà in scena nel weekend in ben tre corse sulle strade della Navarra e dei Paesi Baschi: domani, 23 luglio è in programma la Emakumeen Nafarroako Klasikoa, sul tracciato di media montagna (ci sono ben 4 GPM) lungo 118.3 km da Pamplona a Lekunberri. Venerdì, sempre nella capitale navarra, si disputa la “Clasica Femenina Navarra”, alla sua seconda edizione. Percorso meno impegnativo rispetto a quello del giorno precedente ma non mancano di certo le insidie. Gran finale domenica 26 luglio: ci si trasferisce nei Paesi Baschi per partecipare alla Durango – Durango Emakumeen Saria, sui classici e selettivi due circuiti.

A disposizione del Team Manager Fortunato Lacquaniti ci saranno la campionessa d’Italia in carica Marta Bastianelli, la connazionale Anna Trevisi, le slovene Eugenia Bujak ed Ursa Pintar (campionessa nazionale 2020), la olandese Maaike Boogaard e la spagnola Mavi Garcia.

LINE-UP:

Marta BASTIANELLI (Ita)
Anna TREVISI (Ita)
Eugenia BUJAK (Slo)
Ursa PINTAR (Slo)
Maaike BOOGAARD (Ned)
Mavi GARCIA (Esp)

TEAM MANAGER: Fortunato LACQUANITI (Ita)

Chiara Consonni: “qualcosa è cambiato”

Chiara Consonni: “Dalla mia prima vittoria World Tour qualcosa è cambiato”

 Chiara Consonni giovane ciclista bergamasca della Valcar – Travel & Service racconta la sua crescita professionale

Chiara Consonni

Chiara Consonni

Tutti amano Chiara Consonni. È come se – segretamente – chiunque, in cuor proprio, facesse il tifo per questa giovane bergamasca della Valcar – Travel & Service che si è affacciata alla scena mondiale con la sua esuberanza, il suo talento, ma soprattutto con uno stile di correre che non lascia indifferenti. Come un Usain Bolt o un Valentino Rossi Chiara sa catalizzare l’attenzione dei media e dei tifosi come nessun’ altra.

Dall’inno cantato a squarciagola a Doha dopo la vittoria del mondiale junior di Elisa Balsamo e alla sua espressione ‘very very super’ diventata virale dopo la sua prima vittoria in una gara World Tour, il mondo ha già conosciuto diversi #ChiaraMoments. Lei è così, esuberante e genuina.
Quando lo scorso anno al Boels Ladies Tour batté in volata la numero 1 del ranking mondiale Lorena Wiebes non solo i suoi 24mila followers in Instagram hanno esultato, ma anche tutti gli addetti ai lavori si sono alzati in piedi ad applaudire la sua visione romantica del ciclismo in una memorabile intervista post gara quando tra le lacrime disse: “Il ciclismo è una grande famiglia e sono contenta di condividere con tutti voi questa emozione”.

“Da quel giorno ho cominciato a credere di più in me stessa” racconta la bergamasca di Brembate Sopra “quel giorno è cambiato qualcosa. Era per noi un momento difficile, avevamo addosso molta pressione, perchè non sapevamo quale sarebbe stato il futuro della nostra squadra.  Vincere battendo in volata la Wiebes mi ha dato tanta forza e come tanta voglia di dare il massimo come persona. Sappiamo di potercela giocare con le più forti”.

Un giorno davvero memorabile. Sai già quale sarà il tuo programma gare di quest’anno?

“Iniziò in Spagna il 24. Poi farò gare in pista a Fiorenzuola e Pordenone e in agosto disputerò qualche gara open. Conto di essere pronta per l’inizio delle classiche del Nord, quelle non troppo dure, anche se quest’anno vorrei migliorare la mia tenuta in salita”.

Quanto ti affascina il Belgio?

“Tanto. Lo scorso anno avevo la maturità e di fatto non mi sono mai potuta preparare bene per queste corse. Quest’anno con questo calendario così cambiato posso invece essere presente”.
Ora la tua condizione fisica com’è?

“Mantenersi in forma durante il lockdown non è stato semplice. Venivo anche da un infortunio a gennaio e quindi stavo lentamente ritrovando la forma e poi abbiamo dovuto chiuderci in casa. Ora è diverso, la gamba sta tornando. Importantissimo è stato il lavoro fatto in ritiro con la mia squadra a Livigno”.

Chiara, tu ormai sei un simbolo della Valcar – Travel & Service, se non sbaglio questo è il quinto anno che corri con questi colori. Come vedi il gruppo?

“Siamo un gruppo affiatato con ragazze della stessa età ed è bello allenarsi con le compagne di squadra che non sono semplici compagne di squadra. Sono amiche. Condividiamo più tempo con loro che con le nostre famiglie ed è bello essere in un gruppo così unito. È la nostra forza. Vedo bene anche le nuove arrivate. Con Teniel all’inizio era un po’ difficile per via della lingua. Ma poi pian piano abbiamo iniziato

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Le “panterine” del VO2 Team Pink sono pronte a sfrecciare all’autodromo di Imola

le “panterine”  sono pronte a sfrecciare all’autodromo di Imola

Le “panterine” del VO2 Team Pink sono pronte a sfrecciare all’autodromo di Imola: domani  la cronometro individuale , sabato la prova in linea 

Nella foto, la Junior Emma Redaelli (VO2 Team Pink)

Nella foto, la Junior Emma Redaelli (VO2 Team Pink)

Una cornice di gara suggestiva e innovativa che stimola ancor di più a dare il massimo. Le “panterine” Juniores del VO2 Team Pink sono pronte a sfrecciare all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, che nel week end ospiterà le gare ciclistiche inserite nella rassegna “Warm Up Ciclismo 2020” che prevede varie corse di diverse discipline concentrate nell’arco di due settimane in Emilia Romagna.

Domani (venerdì) il sodalizio piacentino “cento per cento rosa” parteciperà alla cronometro individuale di 9 chilometri e 800 metri schierando sette atlete al via: per la torinese Eleonora Camilla Gasparrini (seconda di categoria e nona assoluta sabato scorso a Roveredo di Guà), per l’ossolana Francesca Barale e per la parmense Giulia Affaticati, si tratta del secondo appuntamento stagionale. Debutto, invece, per la milanese Aurora Mantovani, per la bresciana Silvia Bortolotti e per le brianzole Cristina Tonetti ed Emma Redaelli. La folta “pattuglia” diventerà ancora più numerosa sabato per la prova in linea (sul circuito di 4 chilometri e 900 metri) dove si aggiungeranno anche la cuneese Camilla Barbero e la reggiana Isabelle Fantini.

Barbara Malcotti: “Bergamo è la mia seconda cittá”

Barbara Malcotti: “alla Valcar – Travel & Service mi sento a casa”

Barbara Malcotti, trentina classe 2000 è pronta ad una nuova stagione con i colori della Valcar – Travel & Service per riscattarsi dopo un anno deludente

Barbara Malcotti

Barbara Malcotti

Dopo un 2019 sfortunato con la rottura del bacino che le ha compromesso l’intera stagione e un 2020 mai del tutto incominciato a causa del coronavirus, Barbara Malcotti avrebbe tutte le ragioni per essere triste o abbattersi. Ma invece non è così. Classe 2000, trentina di Storo, Barbara si è iscritta alla Facoltà di Psicologia di Bergamo lo scorso anno proprio per coniugare al meglio l’attività scolastica con quella sportiva. Un gesto che fa capire la serietà e la professionalità di un’atleta caparbia che non si arrende di fronte a nulla.

“Per poco non rimanevo bloccata a Bergamo durante l’emergenza coronavirus” raccontata Barbara “avevo scelto di tornare a Storo per stare vicino alla mia famiglia. Il giorno in cui hanno chiuso tutto ero a Bottanuco (BG). Sono partita poco prima della mezzanotte e sono arrivata a casa alle due di notte, ma con il cuore sono sempre rimasta a Bergamo. Qui ho tante amicizie nate durante l’università”.

Momenti drammatici, direi. Come li hai vissuti?

“Ogni giorno mi sentivo con i miei amici dell’Università, volevo rimanere aggiornata. L’ho vissuta da cittadina bergamasca, ero preoccupata per quanto stava accadendo. E poi ho pensato di aver contratto anche io il virus”.

Cioè?

“Quando sono tornata dalla Spagna a inizio stagione, non mi sono sentita bene. Mi sentivo stanchissima, avevo dolori ai muscoli, sono stata a letto per diverso tempo con mal di gola. In realtà non era Covid da quanto poi è risultato dai test”.

Quanto è durato quel periodo di malattia?

“Tre settimane. Poi da un giorno all’altro sono stata bene. Ho iniziato a fare rulli un’oretta al giorno e ho lavorato tanto a corpo libero. I Meetup su Zwift erano l’unico modo per stare a contatto con le mie compagne di squadra. Poi ho incominciato a uscire in bici. Uscite tranquille perché non sapendo quando sarebbero ricominciate le corse, era inutile caricare ed entrare in forma subito. Ora è ben diverso. Le date ci sono e si può programmare la stagione”.

Hai idea delle gare che farai?

“Sì. L’obiettivo è farsi trovare pronti al Giro Rosa. Non ho mai fatto questa gara e ci terrei tanto ad essere presente magari provando a fare bene nella classifica giovani. Per questo abbiamo pensato con il d.s. Davide Arzeni ad un inizio tranquillo con gare open piuttosto impegnative che mi piacciono molto come quelle di Tarzo, Sarcedo e Seren del Grappa”.

Come ti immagini questa stagione? Tu arrivi da un infortunio serio, la rottura del bacino ti ha fatto perdere tutto il 2019.

“Ritrovare il passo delle altre sarà la cosa più difficile. So che farò tanta fatica, ma ce la metterò tutta. Forse lo stop forzato per il lockdown potrebbe avermi aiutato in questo senso, perché anche le altre sono rimaste ferme, ma è tutto da vedere. Di giorno in giorno valuteremo insieme a Davide”.

Sei andata in ritiro a Livigno con le tue compagne di squadra?

“Con grandissimo rammarico, no. Avrei voluto tanto ritornare a pedalare insieme alle mie compagne, questa è la mia seconda famiglia, ma sempre con Davide abbiamo valutato che era meglio fare diversamente proprio per la mia preparazione fisica”.

Come ti sembra il calendario?

“Tutto quello che si farà è oro. È un calendario fattibile per noi donne, forse quello degli uomini è un po’ azzardato. Per noi tutto quello che viene è di guadagnato”.

Hai una gara che ti affascina?

“Mi piace l’idea di correre il Giro delle Marche in Rosa e le gare open che ti ho detto prima. In queste corse vorrei fare bene”.

E per quanto riguarda il World Tour?

“Per le mie caratteristiche da scalatrice sogno un giorno di fare bene alla Freccia Vallone. La sola idea di immaginarmi con tutta quella gente sul muro di Huy mi fa venire i brividi”.

Silvia Persico: “Ho avuto il Covid-19: ora sto bene”

Silvia Persico: “Ho avuto il Covid-19, voglio ripartire”

Silvia Persico, atleta bergamasca in maglia Valcar – Travel & Service sin da quando aveva 12 anni, racconta la sua esperienza con il Covid19

 

Silvia Persico

Silvia Persico

La convivenza con il coronavirus è stata ed è difficile per tutti, ma se sei nativa della Valle Seriana in provincia di Bergamo e corri da quando avevi 12 anni in una squadra bergamasca con sponsor bergamaschi come la Valcar – Travel & Service, le cose assumono un significato ancora più profondo.
Se aggiungi poi che sei stata malata di Covid-19 seppur con una forma non grave, ecco che le parole di Silvia Persico, atleta classe 1997 e autentica “bandiera” della Valcar – Travel & Service, diventano ancora più significative.

Sono stata 23 giorni a letto per colpa del Covid-19 con dolori fortissimi ai reni e ho perso gusto e olfatto” racconta Silvia, originaria di Cene e ora residente a Borgonato sul lago d’Iseo “in quei giorni non ho nemmeno toccato la bici, non facevo altro che dormire e mangiare, dormire e mangiare, dormire e mangiare. Poi mi sono ripresa lentamente, ho pian piano ho incominciato con i rulli e sono guarita”.

Un’esperienza personale difficile che di certo avrà lasciato dei segni del tuo stato d’animo…

“Gestire le giornate durante il lockdown é stato difficile. Vedere la mia Bergamo soffrire così è stata dura. I social e i Tg non aiutavano a stare tranquilli. Quando ho visto i video con i mezzi militari che trasportavano le salme dei miei concittadini, è stata dura, perché mi sento molto legata alla mia terra. Ma ora tutti quei momenti – speriamo – sono alle spalle e non vedo l’ora di ripartire”.

Quando ripartirai?

“Andrò in Spagna dal 23 luglio, ma non so ancora in quale delle tre gare che faremo parteciperò. Di certo sarò al via delle Strade Bianche l’1 agosto a Siena”.

E come ti senti adesso?

“Sono un po’ affaticata perché questi sono i giorni del rientro dopo i lavori fatti in altura. Spero di vedere i frutti di questo lavoro più avanti quando riprenderanno le gare”.

Ti sei posta degli obiettivi personali al di là del fare bene alle gare a cui ci tieni?

“Senza dubbio vorrei migliorare la mia tenuta in salita”.

Silvia, ma se tu dovessi dire di te stessa un pregio e un difetto ciclistico, quale mi diresti?

“Penso poco a me stessa e sono un po’ ‘troppo buona’: questo a volte può essere un difetto, non farebbe male essere un po’ più egoista in qualche circostanza. Ma alla fine sono fatta così: non c’è niente di più bello che lavorare duramente per le mie compagne e gioire per i risultati che conquistiamo come squadra. A livello tecnico invece me la cavo bene nel guidare la bici su percorsi difficili”.

Intendi dire in gare sul pavè?

“Anche. Mi piace tantissimo affrontare le gare del Belgio proprio perché ci sono lunghi tratti in pavé dove la tecnica conta moltissimo. E poi quest’anno pensare di correre la prima Parigi – Roubaix della storia del ciclismo femminile è un sogno”.

Quella gara è un’autentica ‘chicca’ del calendario 2020. A proposito, che ne pensi del lavoro fatto dall’UCI per imbastire questo calendario?

“Pensavo molto peggio, perché credevo saltassero molte più corse. E invece il calendario è ottimo sia per noi, sia per i nostri sponsor. È stato fatto un ottimo lavoro da tutti”.

Silvia, per te la maglia Valcar – Travel & Service è una sorta di ‘seconda pelle’: sei arrivata qui a 12 anni, ora sei una donna. Cosa significa correre per questo team?

“È un ambiente a cui sono legata moltissimo, non solo con le mie compagne di squadra, con Valentino Villa e Davide Arzeni, ma anche ad ogni singolo accompagnatore”.

A proposito, come vedi il gruppo di quest’anno?

“Siamo una squadra molto unita, forse ci manca una ragazza di esperienza che in certi momenti ci dica ‘Stop’. Dopotutto siamo una squadra molto giovane. Ma questo ci aiuterà a maturare noi stesse ancora di più. Il gruppo di quest’anno è ottimo, mi trovo bene con le nuove compagne di squadra: pian piano ci amalgameremo sempre di più secondo il nostro stile”.

Che sarebbe?

“Aiutarci l’un l’altra, dare il meglio di noi stesse in allenamento e in gara, rispettare le avversarie soprattutto quelle più ‘anziane’. In gruppo devi chiedere ‘Scusa’ anche quando hai ragione. Il rispetto è fondamentale”.

 

Un’ultima domanda. Tanti anni con la stessa maglia, magari a volte potrebbero calare gli stimoli… Hai mai pensato di cambiare casacca per cercare nuove motivazioni?

“Ho già firmato il contratto per il 2021 con la Valcar – Travel & Service”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Annemiek van Vleuten: Ero preoccupata per la Manuela Fundación

Annemiek van Vleuten si prepara a questa anomala stagione

 Annemiek van Vleuten si racconta tra la preoccupazione per il cambio organizzativo nel team e le speranze di bissare la vittoria mondiale dello scorso anno

Annemiek van Vleuten (fonte pagina twitter)

Annemiek van Vleuten (fonte pagina twitter)

Annemiek van Vleuten è pronta ad affrontare la stagione 2020 dopo le vicissitudini legate alla pandemia di Coronavirus e alla mancata acquisizione della sua formazione dal parte della Manuela Fundación. Pur non avendo prolungato il contratto con la Mitchelton-Scott la campionessa del Mondo è pronta ad affrontare al meglio questa anomala annata.

 

“Gerry Ryan è una vera leggenda e siamo felici ci sia ancora lui come proprietario del team, è stato un periodo frenetico e confuso ma ora potremmo ancora contare su di lui. È il fondatore della squadra e molto importante per la cultura e la mentalità della squadra. La nostra cultura di squadra è importante e io mi sento davvero a casa. Ero un po’ preoccupata per il paventato arrivo di Manuela Fundación ” ha spiegato la van Vleuten.

Il team Mitchelton-Scott aveva annunciato il mese scorso che l’organizzazione non profit di Francisco Huertas , Manuela Fundación,  avrebbe ricoperto il ruolo di main sponsor del team salvo poi chiudere la negoziazione con un nulla di fatto con GreenEdge pronto  a supportare il team nel 2021.

Van Vleuten è entrata a far parte del team Orica-AIS, ora Mitchelton-Scott, nel 2016 e con questi colori ha vinto il Giro Rosa 2018 e 2019 oltre al titolo mondiale su strada in Yorkshire l’anno scorso e due titoli mondiali a cronometro.

Ora il contratto della 37enne è in scadenza e non è stato ancora rinnovato infatti sta trattando per una sistemazione per il 2021 con più interlocutori: “Al momento, sto parlando con la mia squadra attuale e altre squadre”, ha detto Van Vleuten. “Al momento, non sono sicuro di dove sarò l’anno prossimo, ma sono sicuro che starò bene.”

Van Vleuten ha detto che non ha intenzione di ritirarsi presto e che la sua forma fisica sta ancora migliorando ed è pronta a partecipare alle Olimpiadi di Tokyo del 2021 senza porre limiti alla durata della sua carriera:

“smettere sarebbe un vero incubo per me, amo troppo il ciclismo, questo stile di vita, l’allenamento, essere in sella alla mia bicicletta e davanti a me vedo ancora molte sfide. Voglio continuare perché non sono ancora in parabola discendente. Smetterò quando mi accorgerò che non miglioro più ma per ora vedo ancora tutto positivo. Mi sento bene con me stessa e con il team e non c’è ragione per smettere col ciclismo –  ha spiegato a cyclingnews.com  – Molte persone pensano che dopo i 25 anni inizia la parabola discendente ma non è così e l’ho dimostrato, forse perché ho iniziato a correre un po’ tardi rispetto al normale ma sento di aver ancora sete di vittoria”.

L’UCI ha annunciato il calendario rivisto del WorldTour femminile  e la Van Vleuten ha dichiarato che, con le norme sanitarie previste dal team si sente assolutamente sicura.

“Il team fatto un ottimo lavoro preparando i protocolli per garantire la sicurezza delle cicliste come previsto dalle normative dell’UCI. Abbiamo ancora bisogno per essere cauti ma sono molto fiduciosa che sarà sicuro correre” ha spiegato la ciclista che punta alla conferma del titolo di campionessa mondiale.

“L’anno scorso sono diventata campionessa del mondo su di un percorso non adatto alle mie caratteristiche ed ora non vedo l’ora dell’appuntamento elvetico perché lo vedo molto funzionale alle mie caratteristiche. Il Mondiale sarà il mio obiettivo principale e sono felice si sia riuscito a mantenerlo in calendario”.

 

“Vorrei correre anche al Giro Rosa per aiutare il mio team, le corse a tappe sono l’alimento perfetto per accrescere il feeling di squadra. Non vedo l’ora di essere al via quella gara, ho le dita incrociate sul fatto che venga organizzato. Il mio obiettivo è essere in generale solo ad un livello elevato. Da lì, sono fiducioso di poter correre ogni gara e su tutti i percorsi”.

 

Programma 2020 di Annemiek van Vleuten

23 luglio: Emakumeen Nafarroako Klasikoa
24 luglio: Clasica Femenina Navarra
26 luglio: Durango-Durango Emakumeen Saria
1 agosto: Strade Bianche
29 agosto: La Course di Le Tour de France
1-6 settembre: Boels Ladies Tour
11-19 settembre: Giro d’Italia Internazionale Femminile
21 settembre: cronometro mondiale, Aigle-Martigny
26 settembre: corsa su strada dei campionati mondiali, Aigle-Martigny
30 settembre: La Flèche Wallonne Féminine
4 ottobre: Liegi-Bastogne-Liegi Femmes
10 ottobre: Amstel Gold Race Ladies Edition
18 ottobre: tour delle Fiandre
25 ottobre: Paris-Roubaix Femmes
6-8 novembre: Ceratizit Madrid Challenge di La Vuelta

Intervista a Matilde Bertolini

Intervista alla giovanissima Matilde Bertolini

Intervista alla giovanissima ciclista della Valcar – Travel & Service Matilde Bertolini: “voglio migliorare tanto”

Matilde Bertolini (credits: 'Photobicicailotto')

Matilde Bertolini (credits: ‘Photobicicailotto’)

La junior Matilde Bertolini dopo la vittoria a cronometro: “Sono contenta, ma devo lavorare ancor di più per migliorare”

Costanza, determinazione, voglia di non mollare: sono queste le parole chiave che descrivono Matilde Bertolini, unica junior in organico alla Valcar – Travel & Service, protagonista di un 2020 molto particolare. Ingaggiata a inizio stagione dalla squadra bergamasca come prima scelta tra le ragazze della sua età con l’idea di farla debuttare tra le elite a metà anno nelle gare 1.1 in virtù delle sue ottime doti di passista, Matilde si è vista costretta a rivedere la sua stagione a causa dell’emergenza coronavirus. Sabato 11 luglio però c’è stata la prima gara della stagione a cronometro e Matilde Bertolini ha risposto “Presente”. Non solo ha vinto la classifica junior dando 11’’ alla seconda classificata Eleonora Gasparrini, ma ha anche messo alle spalle diverse professioniste più grandi di lei conquistando la 6/a posizione assoluta giungendo a soli 6 secondi da una campionessa come Sofia Bertizzolo. Un trionfo.

Matilde, come ti senti all’indomani di questa gara? Te l’aspettavi di vincere?

“Sono contenta, ma non ho ancora fatto nulla: devo lavorare sempre di più per migliorarmi. Siamo solo all’inizio. Sinceramente non mi aspettavo di vincere, anche se sapevo di essermi ben preparata. Essendoci poche gare ci tenevo molto a fare bene per farmi trovare pronta. Sono molto felice di questo risultato”.

Una bella soddisfazione arrivata dopo un periodo durissimo. Come hai vissuto l’esperienza del lockdown che ti ha costretto a rivedere i tuoi programmi?

“All’inizio male, è stata una botta. Ero delusa perché non potevo correre. Ma poi mi sono detta: ‘Mati, se non stringi adesso i denti, è finita’. Il ciclismo come la vita insegna che è proprio nei momenti di difficoltà che bisogna tirare fuori il meglio, reagire. Così ho cercato di trarre il meglio da questa situazione e mi sono allenata tanto con il ciclomulino per farmi trovare pronta alla ripartenza”.

Immagino che anche dal punto di vista scolastico non sia stato semplice, tu fai una scuola impegnativa come il liceo classico…

“Sì, frequento il Liceo Classico “Galileo Galilei” di Pisa. Una scuola difficile e impegnativa, ma è un’ottima scuola che ti dà tanto, una delle migliori. Ci è voluto un po’ di tempo per adattarmi alle videolezioni, ma alla fine anche da questo punto di vista è andata bene”.

Un’ultima domanda, Matilde. Questo è il tuo primo anno in Valcar – Travel & Service. Come ti stai trovando?

“Ho avuto la fortuna di poter fare un ritiro con le elite a Lido di Camaiore a inizio anno e ho avuto una sensazione bellissima”.

In che senso?

“Nel senso che sin da subito mi sentivo come se facessi già parte della squadra. Non ho avuto il bisogno del ‘dovermi adattare’ a questa nuova realtà. Sin da subito le ragazze più grandi mi hanno fatta sentire come se fossi nella Valcar – Travel & Service da sempre. Sono tutte ragazze forti, ma sono tutte umili e disponibili nonostante siano atlete di livello internazionale. E questo mi è piaciuto tantissimo.

Intervista a Federica Piergiovanni della Valcar – Travel & Service

Intervista a Federica Piergiovanni, la più giovane della Valcar

Intervista a Federica Piergiovanni, ciclista pugliese, la più giovane Elite in forza alla  Valcar – Travel & Service

Federica Piergiovanni

Federica Piergiovanni

Intervista a Federica Piergiovanni, la più giovane elite della Valcar – Travel & Service

Si avvicina il rientro alle corse e si riavvicina anche il momento del rientro alle gare per la pugliese Federica Piergiovanni, unica ragazza classe 2001 presente nella rosa della Valcar – Travel & Service. Due anni fa aveva già vestito la maglia fucsia del team orobico nella categoria junior e già aveva conosciuto dall’interno la realtà di questa squadra bergamasca.
“Sono contenta di tornare nella mia seconda casa con persone sempre disponibilissime con me” racconta Federica, ragazza di Bisceglie che ha da poco conseguito la maturità “ero un po’ preoccupata per il futuro della squadra quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, ma ora sono contenta che i nostri sponsor garantiscano la nostra attività”.

Sicuramente l’esperienza del lockdown è stata dura. Come l’hai vissuta?

“Non è stato facile allenarsi senza un obiettivo e senza sapere se e quando si sarebbe tornati a correre. Sono stata molto impegnata sia con la scuola perché avevo la maturità, sia con il ciclismo con gli allenamenti al ciclomulino. Ora sono contenta di poter cominciare”.

Quali aspettative hai adesso, Federica?

“Rispetto alla situazione pre-coronavirus le mie aspettative non sono cambiate molto. Essendo la più giovane del gruppo, il mio obiettivo è quello di fare esperienza. Volevo osservare da vicino le mie compagne di squadra, imparare, ascoltare i loro consigli. Osservando, potrò imparare a mettermi a disposizione delle altre ragazze”.

Sai già quali gare disputerai?

“All’inizio incomincerò con le gare open per riprendere la gamba, poi valuteremo man mano”.

Hai delle corse che ti affascinano più di altre?

“Due in particolare. Una è la Parigi – Roubaix e l’altra è il Giro Rosa. Anni fa mio padre mi accompagnò a vedere il Giro e rimasi subito affascinata da questo mondo”.


Un amore quello per la bici che radici lontane, quindi. Ci sono atlete che ammiri?

“Mi è sempre piaciuto il modo di correre di Elisa Longo Borghini, forse perché in qualche cosa mi sento simile a lei”.

Che caratteristiche senti di avere, Federica?

“Mi difendo sul passo, ma purtroppo non sono molto veloce. In passato da junior tiravo le volate alle mie compagne di squadra, vedremo ora come si evolverà la situazione”.

In realtà tu una gara l’hai già fatta in questo 2020 prima del lockdown…

“Sì, ho corso a Valencia”.

E come ti eri trovata?

“L’impatto è stato buono, durante la corsa mi sentivo bene, ma purtroppo ho avuto un problema meccanico e quindi la gara non era andata bene. Ma la cosa bella è stata il ritiro con le mie compagne in Spagna: là avevo imparato tanto e non vedo l’ora di ricominciare”.

Emma Pooley batte il record di Everesting

Emma Pooley batte di 15 minuti il record di Everesting

Emma Pooley batte di oltre 15 minuti il record di Everesting femminile: ha completato 10 ripetizioni della salita di Haggenegg in Svizzera in 8 ore e 53

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley, ex campionessa mondiale ora ritiratasi, ha stabilito il nuovo record mondiale di Everesting femminile.  La Pooley è la prima donna a finire gli 8.848 metri di arrampicata in meno di nove ore dopo aver completato dieci scalate a Haggenegg in Svizzera con l’incredibile tempo di 8 ore e 53 minuti.

“È stato sia terribile che fantastico. A volte contemporaneamente” ha scitto Emma sul proprio profilo

Recentemente si stanno susseguendo i record delle donne dell’Everesting Challenge: c’è stato quello di Katie Hall lungo la salita di Bonny Doon fuori Santa Cruz (10 ore e un minuto) superato poi da quello di Lauren De Crescenzo sull’ascesa di Hogpen Gap in Georgia  (9 ore e 57 minuti) a sua volta battuta, a pochi giorni di distanza, da Hannah Rhodes-Patterson sul lato corto del Kirkstone Pass nel Lake District a Penrith, nel Regno Unito (9 ore e otto minuti).

“stavo per vomitare, ma è stata una giornata gloriosa, mi è davvero piaciuta” ha commentato su Strada la Pooley dopo aver compiuto le ripetizioni dell’Haggenegg 8 di (6,7 km con una pendenza media del 13%).

“Se dovessi ripetere questa impresa la organizzerei in modo diverso, credo di aver fatto delle scelte sbagliate come aver avuto dei rapporti non sufficienti o aver scelto una salita totalmente esposta al sole e con discesa piena di angoli ciechi, ghiaia e erba. Proprio nel giorno della prova un agricoltore ha deciso di raccogliere il fieno ed insieme a me, a scalare la montagna, c’era un trattore. Dopo la quinta ascesa mi sono trovata a corto di cibo e acqua e poi i tafani… per loro ero come una calamita. Insomma tante cose storte ma una giornata incredibile e in cui ho sfidato i miei stessi limiti” ha spiegato l’ex campionessa mondiale.

Pooley ha detto che farà una donazione al centro di cura per anziani in memoria di Sharon Laws, l’ex campione britannico morto nel 2017 dopo aver combattuto il cancro.