Gran Fondo Tre Valli Varesine : un nuovo partner

Gran Fondo Tre Valli Varesine: CDV partner della corsa!

Gran Fondo Tre Valli Varesine

Gran Fondo Tre Valli Varesine

Gran Fondo Tre Valli Varesine è una corsa giovane, che quest’anno sarà alla seconda edizione ma che già ha un ruolo di primo piano nel panorama mondiale delle GF.

Gli organizzatori della 2° edizione della Gran Fondo Tre Valli Varesine annunciano con entusiasmo la nuova partnership con il Centro Diagnostico Varesino. Il CDV è la struttura poliambulatoriale privata che da oltre trent’anni svolge accertamenti sanitari e visite specialistiche nel cuore di Varese.

La nuova collaborazione è un aspetto molto importante per il benessere fisico degli oltre 1500 ciclisti che parteciperanno alla Gran Fondo 2017 di Varese. L’accordo con CDV prevede, infatti, la presenza per i due giorni della manifestazione (sabato 30 settembre la Crono e domenica 1° ottobre la Medio e Gran Fondo) di un’equipe formata da fisioterapisti e un medico ortopedico

Una vera e propria postazione mobile dove i partecipanti potranno ricevere gratuitamente trattamenti fisioterapici e un primo parere medico in caso di piccoli infortuni o dolori muscolari.

 Una novità di grande impatto per i partecipanti della Gran Fondo Tre Valli Varesine 2017 che da quest’anno è entrata nel calendario UCI GRAN FONDO WORLD SERIES e sarà prova di qualificazione del Campionato del Mondo 2018 che si terrà proprio nella Città Giardino.

Sagan Espulso: la notizia impazza sul web

Sagan espulso, ha fatto clamore la decisione della giuria

Sagan Espulso

Sagan Espulso

Sagan espulso dal Tour de France, una decisione che ha fatto subito molto, molto rumore. In un primo momento sembrava che la decisione della giuria si limitasse al declassamento del Campione del Mondo ma subito dopo il responso è deflagrato come una bomba sul web.

Su internet si sono create subito le due fazioni: chi favorevole a prescindere alla sentenza e chi, sempre a prescindere pronto a gridare allo scandalo per l’esclusione dell’istrionico campione slovacco.

Come dicevamo,  la giuria inizialmente aveva dato al campione del mondo una penalità di 30” e di 80 punti nella classifica della maglia verde, ma poco più di un’ora dopo la fine della tappa Peto è stato addirittura escluso dalla corsa.

Ma come sono andati i fatti? Manca poco all’arrivo e Arnaud Démare passa alla destra di Sagan, vicinissimo alle transenne. Alla sua ruota c’è Mark Cavendish, il britannico che ha intuito di aver preso la ruota giusta, prova ad infilarsi nello stesso buco del francese. A quel punto il Campione del Mondo si sposta alla sua destra probabilmente per chiudere lo spazio a Cavendish o forse per prendere la ruota del francese che si era chiaramente creato un vantaggio.

Cavendish e Sagan sono venuti a contatto con il busto: Mark ha provato a spostare l’avversario e crearsi un varco per passare appoggiandosi (le foto lo mostrano in modo evidente) ma ha ottenuto il risultato opposto e si è sbilanciato verso le barriere ed è caduto, venendo poi travolto dagli incolpevoli Degenkolb e Swift.

Sagan ha allarago il gomito che potrebbe far pensare ad un’autentica spinta da parte dello slovacco. Quel gesto probabilmente gli è costato l’espulsione dal Tour.

Indipendentemente da come la si pensa l’esclusione di Sagan, però, è una perdita per tutti. Sicuramente per lo slovacco che perde la possibilità di andare alla caccia della sesta maglia verde consecutiva e, non potrà più eguagliare il record del tedesco Erik Zabel.

Non ne gioverà neanche il Tour de France stesso, che perde il corridore più spettacolare e carismatico del gruppo ed è una perdita per gli appassionati che perdono un campione vero pronto a fare i soliti numeri nelle volate da qui a Parigi.

 

 

PRO Vibe Aero: il manubrio di Demare

PRO Vibe Aero il nuovo manubrio di Demare

PRO Vibe Aero

PRO Vibe Aero

PRO Vibe Aero a molti dirà poco ma, mentre la notizia del giorno era l’allontanamento di Peter Sagan dal Tour de France, la vittoria finale andava a Demare che ha utilizzato uno speciale manubrio prodotto da Shimano

Mentre alcune barre aero dispongono di routing interno, la barra PRO Vibe Aero è configurata anche per Di2 con un foro nel centro inferiore della barra. Il Vibe Aero presenta anche sezioni di caduta ovale che presentano un profilo frontale più stretto al vento che una manubrio normale.

Avvolgere il manubrio con il nastro del manubrio cambia naturalmente l’aerodinamica. Gli ingegneri che progettano i manubri  sono spesso sgomenti quando i pro scelgono di eseguire il nastro intorno alla parte superiore appiattita, ostacolando alcuni dei vantaggi aero che gli ingegneri hanno studiato.  Demare ha addirittura due strati di nastro sul manubrio anche se di solito questo accorgimento lo si usa solo nella Parigi-Roubaix.

Oltre ai buchi alle estremità delle barre (che possono ospitare la nuova scatola di giunzione Di2), il Vibe Aero ha cinque fori. Su ogni lato della manubrio c’è un foro dietro ai posti in cui i montanti sono posizionati per fissare i freni e spostare i cavetti dei freni sotto il nastro. Poi più vicino al centro del manubrio ci sono fori dove i cavetti escono. Infine, c’è un foro nel centro del manubrio.

Pedaliamo intimiditi: troppi incidenti

Pedaliamo intimiditi pensando alle troppe vittime della strada.

Pedaliamo intimiditi

Pedaliamo intimiditi

Pedaliamo intimiditi ormai è chiaro. A chi non capita di uscire il sabato pomeriggio, la domenica mattina o la sera dopo il lavoro ed avere un piccolo brivido pensando a Michele Scarponi

Ci prepariamo, mettiamo la maglietta, gonfiamo le ruote e riempiamo la borraccia. Infiliamo lo scarpino nell’attacco e il pensiero va alla statistica: un morto ogni 35 ore. Ma abbiamo il pensiero che dice “oggi mi diverto” e per tanti che si divertono qualcuno non torna a casa.

Non vogliamo fare allarmismo ma sono i numeri a parlare. Siamo un paese “nemico” della bicicletta. C’e chi pedala per lavoro (come i professionisti) o per andare al lavoro (come i ciclisti urbani) e tutti rischiamo la nostra pelle, senza distinzione. 

Non voglio credere a chi parla di caccia al ciclista, non ci credo, non è possibile né immaginabile. Quelle sono cazzate che si scrivono su facebook per farsi belli con gli amici ma c’è un problema evidente.

Sono uscito in bicicletta domenica mattina, non era troppo caldo. Sono uscito da solo. Non amo andare in gruppo. Uso la bicicletta come un metodo per staccare da tutto e tutti. Sono uscito da solo eppure in alcuni tratti non potevo stare sul bordo della strana. Non perché me ne frego delle regole del quieto circolare ma perché le strade non sono manutenute. Ci sono fosse, crateri e tombini che possono farti cadere. Non sono stato al bordo della strada e mi sono preso un vaffa da un autista. Mi sarebbe piaciuto fermare quell’autista, non per litigarci, no, che senso avrebbe avuto?

L’avrei voluto fermare, farlo scendere dall’auto e fargli vedere lo stato dell’asfalto. In auto ci lamentiamo se prendiamo una buca? Ecco in bici la buca se la prendi fa male, e fa male vero e se ti va bene fori se ti va male cadi e se cadi non sai come ti rialzi.

Ora ci sono tantissimi ciclisti maleducati, come ci sono tantissimi automobilisti maleducati ma conoscere il perché delle cose aiuterebbe a capire gli atteggiamenti. Ci sono ciclisti che non viaggiano in fila indiana (vergogna!) ma ci sono ciclisti che occupano la carreggiata loro malgrado. Se imparassimo a rispettarci eviteremmo lo stillicidio di quest’anno (e di oggi con l’incidente a Silvia Colucci

Se imparassimo a rispettare il ciclista che troviamo sulla strada, non temendo di perdere 10 secondi per non azzardare un sorpasso cambieremmo la sicurezza di molti. Se imparassimo a non stare in gruppo ma in fila indiana guadagneremo il rispetto che meritiamo.

Pedaliamo intimiditi… speriamo di farlo primo o poi sereni.

 

 

Coppa Cobram, ciao Paolo ci mancherai

Coppa Cobram, un mito creato da Paolo Villaggio e Fantozzi

Coppa Cobram

Coppa Cobram

Coppa Cobram, solo il nome incute un timore reverenziale. La tragicomica competizione che è una della inevitabili protagoniste del film “Fantozzi contro tutti” di Neri Parenti e Paolo Villaggio del 1980.

Ma come nasce il Mito della Coppa Cobram?

Nel film la scomparsa del direttore ereditario della Megaditta per causa della rosolia fa assumere il ruolo al Visconte Cobram. Il Visconte, fanatico di ciclismo che obbliga i dipendenti a sposare la sua stessa passione. Duri allenamenti post lavoro, uscite domenicali (a Pinerolo!) e infine la corsa aziendale.

La temutissima gara ciclistica sarà un vero calvario per tutti i “sottoposti” tra cadute, truffe e difficoltà di ogni genere. Tanti i dipendenti che “periranno” nella corsa. Filini e altri due colleghi voleranno fuori dal circuito in prossimità del ristorante “al curvone” finendo per travolgere un banchetto nuziale.

Nessuno vuole perdere la corsa e Fantozzi, giunto al giro finale ancora in corsa, grazie all’uso di una bottiglietta con una potentissima sostanza dopante (La bomba!) acquistata alla partenza da uno spettatore, riesce a superare l’unico avversario rimasto in gara e taglia il traguardo da solo.

Come sempre Villaggio ha saputo narrare con la sua comicità pungente una delle passioni dell’ “italiano medio”, il mitico Fantozzi che sale in sella… “alla bersagliera” era, è e sarà un mito per molte generazioni. Lo sarà come la mitica Corazzata Potëmkin e il Gol di Zoff di testa su calcio d’angolo.

L’episodio del film ha anche generato una corsa vera e propria  che si disputa a Desenzano e vuol essere una rievocazione della mitica gara Fantozziana in cui corridori con mutandoni ascellari e occhialoni da aviatore inforcano biciclette d’epoca per onorare la corsa del Megadirettore.

“Che fa Fantozzi, parti?” avrebbe chiesto Filini allo sventurato ragioniere… ciao Paolo ci mancherai…

Cannondale Super Slice: doppio freno a disco

Cannondale Super Slice: ieri si è fatta la storia della tecnica

Alberto Bettiol non ha vinto la cronometro di ieri al Tour ma ha fatto la storia

Cannondale Super Slice

Cannondale Super Slice

La Cannondale Super Slice con cui Alberto Bettiol ha corso la crono di ieri non è una novità assoluta, la Cannondale-Drapac aveva giù fatto debuttare quel mezzo in corse professionistiche (Tirreno-Adriatico) all’inizio di questa stagione ma il debutto al Tour marca in qualche modio la storia.

I maggiori sistemi frenanti a disco per biciclette e MTB hanno sistemi idraulici mentre la Cannondale impiega sistemi meccanici. La ragione è semplice: Shimano non produce ancora freni a leva idraulica per le bici da cronometro.

La Super Slice è l’ultima evoluzione della bici di prova di Cannondale e ha chiaramente un design aerodinamico più evoluto. Il tubo di testa e l’area della staffa inferiore sono sovradimensionati per migliorare l’aerodinamica e la rigidità.

 

 

 

 

Michele Scarponi Criterium in suo onore

Michele Scarponi sarà omaggiato dall’Astana con un criterium

Michele Scarponi tragicamente scomparso verrà ricordato in Kazakistan

Michele Scarponi

Michele Scarponi

Michele Scarponi ci ha lasciato da qualche mese ma il vuoto che sentiamo tutti non accenna a calare e anche il suo team, l’Astana, non dimentica l’Aquila di Filottrano.

E non ci poteva essere modo migliore per ricordare Michele Scarponi di quello che il team Kazako ha pensato. Avendo l’Astana un ruolo di rappresentatività dell’interna nazione, il team ha deciso di istituire un Criterium che si svolgerà all’interno degli eventi per l’Expo 2017.

La manifestazione iniziata lo scorso 10 giugno e che terminerà il 10 settembre che vede come tema “Energia del futuro”, vi partecipano circa 115 Paesi, tra cui l’Italia, e 18 organizzazioni, tra cui l’Onu, l’Unesco e l’Osce, nonostante il Kazakistan sia criticato dalla comunità internazionale per lo scarso livello di democrazia.

Alexander Vinokorouv DS del Team ha reso noto che il 12 Agosto all’interno degli avvenimenti per celebrare l’Expo prenderà il via, appunto, questo appuntamento che vedrà al via tantissimi campioni del ciclismo mondiale. E proprio “Vino” spiega: “Verranno in tanti dell’Astana, tra cui Aru, oltre a grandi corridori. E abbiamo invitato la famiglia di Michele. I genitori, i fratelli, la moglie Anna e i gemellini Giacomo e Tommaso. E ci sarà un momento speciale: lo scorso dicembre  avevamo visitato un orfanotrofio della capitale con il team. Durante la visita Michele restò colpito dalla struttura, ne aveva parlato con la moglie, porteremo Anna con noi a scoprire quel posto che toccò il cuore di Michele”.

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Trek Emonda Slr la bici di Alberto Contador

Trek Emonda Slr la bici di Contador edizione 2018

Pronta per il Tour de France la nuova bicicletta per Contador

Trek Emonda Slr

Trek Emonda Slr

Trek Emonda Slr è il modello che Alberto Contador usa da tempo, è uscito da pochissimo il modello 2018 tanto che Alberto Contador ha corso il Criterium del Delfinato con il modello precedente che lo aveva accompagnato nella stagione 2017.

L’impatto però col nuovo mezzo meccanico ha stupito il Pistolero che ha notato subito l’estrema leggerezza della bicicletta preparata dalla Trek Bicycle Corporation (società statunitense).

La nuova edizione della Trek Emonda Slr  avrà la predisposizione per montare i freni a disco e sarà equipaggiata da Bontrager che ha realizzato un apposito manubrio integrato, il porta borraccia e la sella (Serano RXL). Il marchio Bontrager, per evitare conflitti con gli sponsor, verrà coperto.

La guarnitura sarà 39-52 con pedivelle da 172,5. La livrea della Emonda sarà sempre rossa con inserti bianchi e neri anche se la Trek aveva prodotto uno speciale modello celebrativo delle vittorie di Contador nei grandi giri ma, forse per scaramanzia, lo spagnolo ha preferito mantenere i colori classici.

Pinarello Dogma F10 la bicicletta di Froome

Pinarello Dogma F10 più leggera e aerodinamica per il Tour

Pinarello Dogma F10 la bici di Froome con la compatta ellittica (38-52)

Pinarello Dogma F10

Pinarello Dogma F10

Pinarello Dogma F10 alias la bici del campione Chris Froome e il suo Team Sky è assolutamente un gioiello tecnologico sfornato dall’azienda travigiana. Lo stello modello, con la speciale livrea bianca è stata prodotta e donata a David Brailsford Team Manager della Sky.

Il compito che la Pinarello si era data era quello di sfornare una bici in grado di supportare il ciclista su ogni tipo di terreno: dalla salita alla volata senza creare particolari modifiche ed adattamenti.

I successi che avevano ottenuto il telaio Bolide TT e Bolide HR (per la crono) sono stati il trampolino per conseguire un ulteriore miglioramento dell’aerodinamicità del modello (si stima un 12% di miglioramente della F10 rispetto alla F8). Il nuovo modello ha un peso inferiore rispetto alla F8.

Per il modello fornito a ChrisFroome la  Dogma F10 presenta una guarnitura ellittica che potrà montare un doppio plateau 38-52 per le tappe più impegnative in cui il kenyano si impegnerà a “frullare” alla grande.

Argon 18 Gallium Pro di Fabio Aru

Argon 18 Gallium Pro del sardo con telaio rinnovato

Argon 18 Gallium Pro con carro rigido e forcella aerodinamica

Argon 18 Gallium Pro

Fabio Aru

Argon 18 Gallium Pro è la bici che accompagnerà Fabio Aru nel prossimo Giro di Francia e che prevede modifiche non solo nel colore principale.

Oltre al colore rosso del telai con l’effige del quattro mori la Argon è intervenuta anche sul telaio in fibra HM7075 e nanotecnologia. Il tubo dello sterzo è stato alzato di 5mm mentre l’orizzontale mantiene la lunghezza di 54,8 cm. Nella preparazione invernale Fabio Aru ha lavorato sulla posizione optando per un cambio di sella accorciando l’attacco del manubrio di circa un centimetro.

La Argon 18 Gallium Pro è stata modificata anche sul carro rinforzandolo leggermente e sulla forcella rendendola più aerodinamica secondo le richieste del sardo. La bici che verrà impiegata per il Tour de France disporrà di tre tipi diverse di ruote: Corima: S+ 32 mm, S+47 mm e un ulteriore modello full carbon sempre da 32 mm (ma che probabilmente non verranno impiegate)