Miss Ciclismo: concorso di bellezza a due ruote

Miss Ciclismo, chi è la più bella del pedale?

Miss Ciclismo, concorso di bellezza riservato a ragazze con la bicicletta nel cuore nato nel 2005 dall’idea di Matteo Romano

Miss Ciclismo

Miss Ciclismo

Miss Ciclismo è il concorso di bellezza riservato alle ragazze che utilizzano la bicicletta anche a livello non agonistico, nato nel 2005 dall’idea di Matteo Romano inizialmente come concorso online e poi evoluto fino alla versione attuale.

Nel 2008 per la prima volta la finale è stata ospitata dal party della agenzia di management sportivo A&J Sport ad Image e dal 2009 sono iniziate le selezioni territoriali e dal 2011 si disputa la prefinale nazionale.

Al concorso possono partecipare  persone di sesso femminile sin dalla nascita, di qualsiasi nazionalità, nate dal 1.1.1982 al 31.12.2001 che utilizzano la bicicletta anche a livello non agonistico

La partecipazione al concorso è a titolo gratuito e non dà diritto ad alcun rimborso delle spese di partecipazione sostenute, per la prefinale e la finale l’organizzazione potrà prevedere il pagamento delle spese di viaggio, ed eventualmente di alloggio, secondo modalità deliberate dal Consiglio Direttivo.

Il concorso è articolato in:

– FASE WEB

– SELEZIONI TERRITORIALI

– PREFINALE

– FINALE

Miss Ciclismo: l’albo d’oro

Carola Raimondi 2017
Alessia Gozio 2016
Asia Fornari 2015
Giada Macchi 2014
Melissa Meduri 2013
Alessia Franchi 2012
Nency Bernacchia 2011
Beatrice Giordano 2010
Maria Laura Fontana 2009
Elena Moralli 2008
Elena Gallina 2007
Ketty Manfrin 2006
Ilaria Lazzaro 2005

Polini tra calcio, ciclismo e doping

Polini il medico che parlò di doping nel ciclismo

Polini, ex medico della Mecair Ballan di Alberto Volpi e Moreno Argentin che nel 1994 parlò di pratiche dopanti nel mondo del ciclismo

Polini il medico che denunciò il doping

Polini il medico che denunciò il doping

Polini, un nome che agli amanti dello sport ricorderà qualcosa. Ex corridore, a 26 anni aveva lasciato il ciclismo agonistico per dedicarsi agli studi di medicina sportiva, per la quale aveva un assoluto interesse.

Valter Polini pur avendo abbandonato l’attività agonistica non si era mai allontanato dal mondo dello sport era diventato direttore sportivo di alcune squadre dilettantistiche di ciclismo e, dopo gli studi e la specializzazione aveva assunto il ruolo di medico di squadra.

Era diventato il medico sociale della Mecair Ballan quando il team passò finalmente dal dilettantismo al professionismo. La sua passione per il ciclismo lo avrebbe portato certamente a continuare la sua crescita professionale nel settore ma venne licenziato “per incapacità” dalla Mecair.

Nell’agosto del 1993, alla vigilia dei mondiali, il team era rimasto coinvolto in un caso di doping molto chiacchierato che aveva coinvolto il ciclista Volpi.

Alberto Volpi risultò positivo alla prima analisi del test sostenuto il 15 agosto del 93, dopo aver conquistato la Leeds International (settima prova della Coppa del Mondo). Nel campione di urine di Volpi venne rilevata la gonadotropina, sostanza proibita, che serve per aumentare il tasso di testosterone.

Fu l’allora CT Afredo Martini a comunicare ad Alberto Volpi la sua positività (e conseguente esclusione dagli imminenti Mondiali) e a prendere le difese del ciclista fu Argentin: “Aspettiamo le controanalisi prima di parlare di ormoni, di sostanze, di condanne definitive, Alberto è un professionista serio, che sa bene cosa è lecito e cosa non è lecito fare”.

Nel 1994, vi fu la clamorosa rottura con tutto l’ambiente del ciclismo e la denuncia di pratiche dopanti nel ciclismo ed in particolare nella sua squadra, la Mecair Ballan di Alberto Volpi e Moreno Argentin.

Il medico fece esplodere il caso denunciando formalmente quanto aveva già dichiarato pubblicamente in alcune occasioni. Dichiarò che la sua ex squadra era solita effettuare pratiche dopanti e che lui non voleva essere in alcun modo coinvolto in metodi che non condivideva e anzi condannava.

I dirigenti della società smentirono categoricamente la sua denuncia ma la frattura col mondo del ciclismo era ormai consumata. La sua posizione da “pioniere” dell’antidoping venne sempre difesa da Valter Polini: “Il problema doping esiste e siamo sulla strada giusta per debellarlo – disse dopo aver deposto davanti alla Commissione d’indagine del Coni -. Io ho fatto da apripista, speriamo che qualcun altro continui”.

Nessuno, e nemmeno lo stesso Polini poteva immaginare quello che di lì a 4 anni sarebbe esploso con gli scandali doping lungo le strade del Tour de France (e del Giro d’Italia) al punto da mettere in ginocchio grandi campioni e da far vacillare storiche istituzioni del ciclismo.

Rotto il silenzio sulle menzogne del ciclismo di quei giorni, Valter Polini decise di spostare la sua professionalità al mondo del calcio andando a lavorare per l’Atalanta nel 2000: “Avevamo bisogno di un dottore a tempo pieno – ricorda il presidente dell’Atalanta Ruggeri – e ci avevano segnalato lui”.

Valter Polini, bergamasco di Sforzatica di Dalmine gestiva anche un centro medico assieme alla moglie in quel di Costa Volpino, morì prematuramente a soli 47 alla vigilia del match tra Torino ed Atalanta. In tanti ne ricordano la gentilezza e professionalità nel mondo del pallone e, soprattutto, nel mondo dei pedali.

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma dopo la remuntada ecco i complimenti dello Squalo

AS Roma remuntada storica contro il Barcellona, Vincenzo Nibali manda i complimenti al team di Di Francesco

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma da applausi nella notte dell’Olimpico riesce in una storica rimonta ai danni del Barcellona. I blaugrana partivano con tutti i favori dei pronostici per il passaggio del turno, forti del 4-1 con cui avevano piegato i giallo-rossi nel match di andata al Camp Nou.

La grinta della formazione di Eusebio Di Francesco ha però spinto la formazione capitolina ad una performance davvero storica.

Tre a zero al Barcellona e Dzeko e compagni sono tra le migliori quattro d’Europa impresa che mancava alla Roma dai primi anni ’80.

La vittoria dei giallorossi è stata netta, incalzante, trascinante, impossibile restare indifferenti in una grande serata di sport tanto che i giornali sportivi hanno creato il nome di Romantada!

AS Roma i complimenti di Vincenzo Nibali

Sono stati tantissimi ciclisti sono intervenuti sui social per celebrare la grande impresa della AS Roma tra cui è arrivato il tweet di Vincenzo Nibali, numero uno del ciclismo italiano, protagonista nel Giro del 2016 di una “remuntada” molto simile a quella dei giallorossi.

“Mamma mia che @OfficialASRoma complimenti” ha pubblicato il siciliano in un messaggio di congratulazione che va oltre le simpatie calcistiche personali.

Chissà come avrà registo Luis Enrique, ex tecnico sia della Roma che del Barcellona e grande amante dei pedali.

 

 

 

Incontri per adulti amanti del ciclismo?

Incontri per adulti amanti del ciclismo? Ci pensa internet!

Incontri per adulti amanti del ciclismo aumentano i siti di incontri al buio, gli speed date presso locali, un Badoo su due ruote

Incontri per adulti amanti del ciclismo?

Incontri per adulti amanti del ciclismo?

Incontri per adulti amanti del ciclismo? La rete è un catino di idee e iniziative e non poteva mancare un sito o una applicazione di incontri in stile Badoo, Bakecaincontrii, Meetic o Tinder in cui mettere a contatto gli amanti delle due ruote.

Da quando internet è diventato uno strumento di massa, sono proliferati i siti di incontro tra adulti che promettono di avere il colpo di fulmine della vita o anche sono una serata piccante.

Era strano pensare che nessuno avesse ancora inventato un sito di incontri per adulti amanti del ciclismo, e prontamente, da qualche anno ecco che anche il nostro “Settore” è stato invaso di proposte di portali per favorire chi desidera chattare, conoscere e incontrare persone dell’altro sesso amanti delle due ruote.

In questo articolo non vogliamo promuovere o pubblicizzare nessun sito in particolare ma solo parlare dell’argomento che è, evidentemente, un po’ “gossipparo” ma inevitabilmente di attualità.

Incontri per adulti amanti delle biciclette? Kelli Salone ci prova

Kelli Salone, una ex ciclista professionista americana stufa di sentirsi chiedere da amici e amiche single “Non mi trovi un partner a cui piaccia pedalare?” si è inventata un sito tutto dedicato agli incontri su due ruote.

Il modello del sito è quello “classico” del portale di incontri: dopo aver selezionato alcuni parametri tipici come l’età, lo stile di vita, il tipo di bicicletta preferita, chi entra nel sito deve rispondere ad alcune domande che aiutano a fotografare meglio la sua personalità tra hobby extra ciclismo e interessi all’incontro.

Incontri per adulti amanti delle due ruote? C’è lo speed date!

Un po’ di pubblicità involontaria la facciamo al celeberrimobike café Look mum no hands (guarda mamma vado in bici senza mani) di Londra che da tempo, ormai, organizza gli speed date o, meglio, i Cycle Speed Date, lo speed date per gli appassionati di ciclismo e bicicletta.

Tutto nasce da un’idea semplice che sta trovando emulazioni anche in Italia. Niente siti di incontro tra adulti ma un posto fisico (appunto un bar) dove in tre minuti incontrare una persona del sesso opposto, sorseggiare un drink, sgranocchiare qualcosa, fare due chiacchiere con un amante del ciclismo e magari darsi appuntamento per uno “slow date” naturalmente su due ruote per le strade londinesi. Il modello è già stato sperimentato anche in Italia con discreto successo.

Insomma dopo La Cena degli Sconosciuti, La Spesa dei Single, la Cena al buio alle proposta anche più hot (di cui non entriamo nei dattagli!) ecco che tra siti internet e locali ci sono opportunità di incontro anche per i ciclisti.

Insomma che siate interessati a scambiare suggerimenti a mezzo chat o che siate interessati al “dating” non è difficile trovare proposte in rete tra siti internet di incontri e pagine sui social network.

Naturalmente questo strumento va usato con le dovute cautele e non ci sentiamo né di suggerire né di scartare questi strumenti ma vogliamo ricordare di prendere questa applicazioni come una opportunità e non sostituirla alla vita reale. Non è meglio conoscere gente sulle strade o magari lungo una pista ciclabile mentre riempiamo la nostra borraccia alla fontanella?

 

Van Vlaanderen Varese: che successo!

Van Vlaanderen Varese quasi 1300 iscritti per la prova amatoriale

Van Vlaanderen Varese un successo annunciato per il “Fiandre Varesino” che ha potuto contare su 1.282 partecipanti al via di Cardano al Campo 

Van Vlaanderen Varese

Van Vlaanderen Varese: il via (grazie a Paolo Lattuada)

Van Vlaanderen Varese, ossia il “Giro delle Fiandre” Varesino, non tradisce le aspettative degli organizzatori della Cicli Turri, Ci sono manifestazioni che ad ogni livello assumono una simbolismo, la Varese Van Vlaanderen è sicuramente una di queste. Uno spettacolo quello che è andato in scena ieri sulle strade del varesotto con tanti appassionati di ciclismo che, partendo da Cardano al Campo, si sono cimentati su due tracciati (uno da 86 chilometri con 18 muri e uno da 132 km con ben 29 muri).

La corsa è solo alla terza edizione ma rappresenta già una classica delle randonèe, un must per ogni appassionato di ciclismo non agonistico. Il movimento italiano è certamente in crescita e questa corsa ne è già un punto di riferimento. E’ importante dare merito alla visione illuminata dei dirigenti della Cicli Turri di Gallarate che hanno, prima immaginato e poi realizzato questa manifestazione in puro stile belga. La capacità degli organizzatori è stata quella affiancare a salite note qualche chicca davvero per amanti delle novità.

Il traguardo, già ambizioso di raggiungere i 1000 partecipanti, è stato ampiamente superato per la gioia degli organizzatori biancoazzurri che hanno goduto nel vedere così tanta gente festante al via.

Van Vlaanderen Varese verrà certamente riproposta anche nel 2019 con lo scopo di unire le persone con il pretesto del ciclismo e, ne siamo certi, il numero dei partecipanti salirà nuovamente.

Preambolo alla corsa, l’inaugurazione, sabato, di una mostra in collaborazione con Cna in ricordo di Luigi Benati presidente dell’unione Terziario Avanzato di Cna Varese Ticino Olona dal 2009 alla sua morte, avvenuta prematuramente, a 51 anni, il 31 ottobre 2012.

Oltre alle interssanti fotografie, gli appassionati hanno potuto osservare da vicino 17 biciclette storiche e pezzi pregiati come quelle appartenute a Marco Pantani.

Samuele Manfredi secondo alla Parigi-Roubaix

Samuele Manfredi secondo alla Roubaix Juniores, vince Askey

Samuele Manfredi conquista il secondo posto nella Parigi-Roubaix juniores dopo averla dominata dal primo all’ultimo chilometro. Vince Lewis Askey

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi ligure della Work Service Romagnano domina dal primo all’ultimo chilometro la  Parigi-Roubaix juniores ma, dopo una prova gagliarda e generosa sulle pietre deve arrendersi al Lewis Askey è riuscito a precedere lo scatenato corridore di Loano.

Manfredi e Askey hanno dato spettacolo con uno splendido attacco ai meno venticinque chilometri dall’arrivo, il gruppo ha provato a reagire ma la maggior forza dei due non ha consentito a nessuno di rientrare sulla fuga e sono stati loro due a giocarsi il successo sulla storica pista del velodromo di Roubaix.

Nello sprint all’interno del mitico velodromo, Askey, juniores di primo anno sedicenne di Cannock, nella contea dello Staffordshire, ha fatto valere il suo spunto battendo Manfredi.

Il podio viene completato  il danese Matthias Jensen Skjelmose. All’Italia di Rino De Candido resta la soddisfazione di una grande prestazione, non solo di Manfredi, ma di tutta la squadra.

Classe 2000, Samuele Manfredi è cresciuto nella nella Unione ciclistica Alassio e oggi corre per la Work Service Brenta Romagnano, solidissimo team giovanile del ciclismo veneto. Lo scorso anno ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Bergen (grazie al secondo posto conquistato ai campionati italiani di categoria).

Se è vero che all’Italia da troppi anni mancano corridori in grado di imporsi nelle grandi classiche (soprattutto per quelle del nord) pare che le nuove generazioni possano regalare presto soddisfazioni:

dopo il quinto posto a Roubaix dello scorso anno di Gianni Moscon, il nome di Manfredi è una possibile speranza per il futuro del movimento ciclistico tricolore.

 

Fiandre Under 23: numero dell’australiano James Whelan

Fiandre Under 23: vittoria di James Whelan

Fiandre Under 23: numero dell’australiano James Whelan, Max Kanter, secondo. Filippo Rocchetti 9° è il migliore degli italiani

Fiandre Under 23, l’australiano James Whelan

Fiandre Under 23, l’australiano James Whelan

Fiandre Under 23, l’australiano James Whelan si aggiudicala gara belga, terza prova della Coppa delle Nazioni di categoria. Whelan ha attaccato nell’ultimo dei passaggi in programma e non è stato più ripreso dal gruppo degli inseguitori andando a tagliare il traguardo in solitaria. Il successo australiano è completato dallo splendido terzo posto di  Robert Stannard – vincitore a Pasquetta in Italia del Giro del Belvedere– alle spalle del tedesco Max Kanter, secondo.

Discreta la prova dei nostri portacolori grazie all’ottima performance di Filippo Rocchetti che entra nella top ten della corsa, più precisamente al nono posto. Per la nazionale guidata da Marino Amadori va segnalato anche il 26esimo posto di Paolo Baccio. Più indietro sono giunti i: Christian Scaroni, 44°, e Matteo Moschetti 79°. Mentre Edoardo Affini e Michele Gazzoli non hanno concluso la gara.

 

Fiandre Under 23: ORDINE D’ARRIVO

1 WHELAN James AUS AUSTRALIE les 166 km en 4h07’57” (moy. 40,169 km/h)
2 KANTER Max GER GERMANY 00:06
3 STANNARD Robert AUS AUSTRALIE 00:06
4 MALECKI Kamil POL POLAND 00:06
5 NIELSEN Andreas DEN DENMARK 00:06
6 HIRSCHI Marc SUI SWITZERLAND 00:06
7 BENNETT Sean USA UNITED STATES OF AMERICA 00:06
8 TOUZE Damien FRA FRANCE 00:06
9 ROCCHETTI Filippo ITA ITALY 00:06
10 MONK Cyrus AUS AUSTRALIE 00:06

GP Liberazione salvo ma scatta il boicottaggio

GP Liberazione è salvo ma scatta il boicottaggio dei team

GP Liberazione di Roma riservato agli Under 23 in programma il 25 aprile è confermato ma ora scatta il boicottaggio di tanti team

Gp Liberazione

Gp Liberazione

GP Liberazione non trova pace, dopo il forte rischio di annullamento dell’edizione 2018, martedì è arrivata la conferma che la corsa capitolina avrà anche una edizione anche per quest’anno. Una bella notizia per il movimento under 23 italiano e per tutto il mondo del pedale visto che fino a qualche giorno fa le possibilità di vedere la corsa capitolina prendere il via erano pressoché nulle.

Dunque, il prossimo 25 aprile a Roma si correrà sia il Liberazione femminile che quello maschile riservato agli under 23: la notizia, invece di unire il movimento  fatto scattare una vera e propria protesta che coinvolge i principali organizzatori italiani e le formazioni dilettantistiche.

Il GP Liberazione, lo sappiamo tutti,  non è una gara come le altre ma il tira e molla sulla possibilità di annullare la corsa, forse dettata da un gioco al rialzo per ottenere maggiori coperture economiche ha disturbato non poco i principali protagonisti del mondo dilettantistico italiano.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, sarebbe scattato una sorta di boicottaggio della prova romana da parte di alcune formazioni under 23:  “Io oggi, a meno di 20 giorni dal via, non cancello le iscrizioni ad un’altra gara per andare a correre il GP Liberazione“, sarebbe questa la presa di posizione comune di molti team che potrebbe portare ad una drastica riduzione degli atleti che saranno al via della corsa romana. Si attendono sviluppi.

FIC e ICS accordo per la sicurezza degli impianti sportivi

FIC e ICS accordo per migliorare gli impianti sportivi

FIC e ICS hanno siglato un importante accordo per garantire sicurezza, ristrutturazione e riqualificazione degli impianti o per l’acquisto di attrezzature

FIC e ICS: Andra Abodi

FIC e ICS: Andra Abodi

FIC e ICS annunciano la firma del protocollo triennale “Top of the sport”. La Federazione Ciclistica Italiana e l’Istituto per il Credito Sportivo nelle figure rispettivamente Andrea Abodi, e del Presidente della Federciclismo Renato Di Rocco hanno trovato un accordo a favore di tutte le società affiliate per garantite l’accesso al Mutuo “light” 2.0 per importi dai 10mila ai 60mila euro per la realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione di impianti sportivi nonché per l’acquisto di attrezzature

La durata massima del finanziamento è di 7 anni, con una procedura istruttoria semplificata e la sola garanzia nella misura dell’80% da parte del Fondo di garanzia. Inoltre il Credito Sportivo mette a disposizione della Federazione 30 milioni di euro in finanziamenti a tasso zero restituibili in 15 anni per tutti i centri di preparazione olimpica, centri federali e attrezzature sportive top.

Si conferma la proficua e costante collaborazione tra il Credito Sportivo e una delle storiche Federazioni italiane (la prima corsa ciclistica in Italia venne disputata nel lontano 1869).

Le prime biciclette moderne fecero la o comparsa a partire dal 1890 e già dal 1893 cominciarono a disputarsi con regolarità le prime corse su pista. Da quel momento il ciclismo italiano ha dato vanto al nostro paese nel mondo intero scrivendo pagine bellissime di spor

ICS e la Federciclismo, in collaborazione con Anci, hanno presentato da poco anche il bando “Comuni in pista – #sullabuonastrada”, che prevede fino al 2 luglio 2018, finanziamenti a tasso zero in favore dei Comuni italiani per investimenti realizzazioni e miglioramenti delle piste ciclabili, oppure strutture e attrezzature connesse e strumentali.

Soddisfazione da parte del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Di Rocco:

“il nostro intentoè quello di favorire il massimo uso della bicicletta e la realizzazione di spazi sicuri, sia per gli spostamenti cittadini quotidiani che per l’attività sportiva ed agonistica. Grazie alla collaborazione con l’Istituto del Credito Sportivo in pochi mesi siamo riusciti ad allestire un sistema di finanziamento, di cui possono usufruire diversi soggetti, dagli Enti Locali alle Associazioni e Società Sportive, in grado di venire incontro alla voglia di bicicletta. Si tratta di un facile accesso al credito a condizioni vantaggiose; un aiuto concreto alle nostre Società.”

 

Sulla stessa lunghezza d’onda arrivano le parole deI Presidente Andrea Abodi:

“la realizzazione di spazi sicuri dove poter andare in bici è l’obiettivo che ci proponiamo insieme alla Federciclismo. Il miglioramento qualitativo e quantitativo del sistema infrastrutturale sportivo del nostro Paese, che abbia un importante impatto sul territorio, rappresenta il “cuore” della missione del Credito Sportivo, che vogliamo interpretare quotidianamente nel modo più determinato ed efficace. Stiamo lavorando insieme alla Federazione Ciclistica, per favorire lo sviluppo del ciclismo nella vita di tutti i giorni, sia in chiave sportiva che in chiave turistica e sociale, incentivando la realizzazione di piste ciclabili, ciclovie e ciclodromi che siano sempre più collegate e in rete tra loro e sempre più connesse in chiave tecnologica e di servizi”.

 

Investiti nove ciclisti in Spagna

Investiti nove ciclisti in Spagna, automobilità positiva alla marijuana

Investiti nove ciclisti in Spagna sull’isola di Maiorca a causa di una donna alla guida di 28 anni risultata positiva alla cannabis

Investiti nove ciclisti

Investiti nove ciclisti

Investiti nove ciclisti sull’Isola di Maiorca in Spagna, un’altra tragedia che ha visto coinvolti dei ciclisti. Vittime sono stati nove ciclisti tedeschi che si stavano allenando sulle strade maiorchine quando una Porsche Cayenne Turbo ha letteralmente travolto il gruppo di amici falciandoli. Alla guida dell’autoveicolo vi era una giovane donna di 28 anni che, dopo il necessario test tossicologico, è risultata aver assunto cannabis.

Purtroppo uno dei ciclisti è deceduto nell’ospedale mentre altri due sportivi sono in gravi condizioni mentre per gli altri le condizioni sembrerebbero essere meno preoccupanti. Tutti sarebbero di età compresa tra i 30 e i 40 anni e il prossimo sabato 7 aprile avrebbero dovuto fare rientro in Baviera.

A raccontare per primo va vicensa è stato il Diariodemallorca.es che ha raccontato come la tragedia sia avvenuta verso le nove e mezza della mattina sulla strada MA-15 tra  Artà e Capdepera, nei pressi della zona industriale di quest’ultima località: i nove ciclisti pedalavano quando improvvisamente l’autovettura li ha centrati sbalzandoli su tutta la carreggiata.

Interrogata dalla Guardia Civil e assistita dall’avvocato Miquel Àngel Ordinas, la donna è stata rilasciata in attesa di nuovi accertamenti con l’imputazione di lesioni aggravate e delitto contro la sicurezza stradale.